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Risolto il famoso paradosso di Ritorno al futuro

Risolto il famoso paradosso di Ritorno al futuro

Risolto il famoso paradosso di Ritorno al futuro, Bob Gale, lo sceneggiatore del film, ha posto fine una volte per tutte alla questione, che aveva creato molti dibatti tra i fan.

Risolto il famoso paradosso di Ritorno al futuro

E’ stato finalmente risolto il famoso paradosso di Ritorno al futuro? I fan della pellicola hanno sempre dibattuto sulla presenza di un buco nella trama di Ritorno al futuro, ma adesso l’intervento dello sceneggiatore Bob Gale sembra aver posto fine alla questione una volta per tutte.

Il motivo di questo dibattito? I genitori di Marty McFly fanno amicizia con il figlio quando lui torna con la DeLorean indietro nel 1955. Una volta divenuti adulti i due, quindi, secondo alcuni fan, dovrebbero riconoscere nel figlio quel ragazzo che conobbero ai tempi del liceo con lo pseudonimo di Calvin Klein. Nella versione italiana Marty McFly diceva di chiamarsi Levi Strauss, problema già affrontato in questo articolo: Le mutande di Ritorno al futuro indossate da Marty McFly.

Lo sceneggiatore Bob Gale ha chiarito la questione intervistato da The Hollywood Reporter, dicchiarando quanto segue.

Ricordate che George e Lorraine hanno frequentato Marty/Calvin solo per sei giorni quando avevano 17 anni e non l’hanno nemmeno visto in tutti quei sei giorni. Quindi, molti anni dopo, potrebbero ancora ricordarsi di quel ragazzo interessante che li ha riuniti al loro primo appuntamento… Ma sfiderei chiunque a ripensare ai propri giorni di liceo e ricordarsi ogni singolo dettaglio di quel ragazzino che potrebbe essere stato nella vostra scuola per circa una settimana. O qualcuno con cui sei uscito solo una volta. Se non avessi nessun riferimento fotografico, dopo 25 anni, probabilmente avresti solo un ricordo nebuloso. Così Lorraine e George potrebbero ricordare un episodio divertente in cui una volta hanno incontrato un ragazzo di nome Calvin Klein… E anche se pensano che il loro figlio sedicenne gli somigli sarebbe comunque un ricordo vago. Scommetto che molti di noi possono sfogliare gli annuari e trovare foto dei compagni di scuola che somigliano ai loro figli.

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Marty McFly con i genitori nel 1955

Anche Chris Pratt aveva detto la sua sulla questione relativa a questo teorico paradosso nella pellicola cult anni ottanta

Anche l’attore Chris Pratt era intervenuto a difesa del cosiddetto paradosso temporale di Ritorno al futuro commentando. “Forse i genitori lo ricordano come Calvin, non come Marty. Quando Marty ritorna nel presente 1985, potrebbero essere passati anni da quanto i suoi genitori hanno forse notato la sconcertante somiglianza tra il loro figlio e quel ragazzo del liceo di 20 anni prima.”

Insomma anche Chris Pratt si accoda alla spiegazione di Bob Gale, che era una delle tante soluzioni al problema già proposte dai fan in passato. A parere mio la questione non era assolutamente un problema, avendo sposato la teoria dei fan accolta dallo sceneggiatore della pellicola. Il film, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson e Crispin Glover è talmente popolare tra la gente da aver dato vita a numerosissime teorie e dibattiti interessanti. Ci vorrebbero settimane per raccontarveli per bene tutti.

Luca Miglietta