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La polizia si scusa per i fatti raccontati in Memorie di un assassino

La polizia si scusa per i fatti raccontati in Memorie di un assassino

La pellicola di Bong Joon Ho è uscita in Italia in direct-to-video il 29 maggio 2007, per poi essere riproposta al cinema dal 13 febbraio 2020, dopo il successo di Parasite

La polizia si scusa per i fatti raccontati in Memorie di un assassino
Una scena di Memorie di un assassino di Bong Joon Ho con Song Kang-ho

La polizia si scusa per i fatti raccontati in Memorie di un assassino (Memories of Murder). Le forze dell’ordine della Corea del Sud si sono scusate ufficialmente per gli errori commessi durante le famose indagini sul serial killer, che hanno ispirato il film del 2003 di Bong Joon Ho.

La polizia ha concluso che Lee Chun-jae, 57 anni, era l’uomo dietro i quattordici omicidi e i nove stupri di ragazze e donne nella zona rurale di Hwaseong tra il 1986 e il 1991. Al suo posto era stato accusato un uomo innocente, che è stato imprigionato per 20 anni.

La polizia ha detto di aver interrogato Lee Chun-jae a proposito dei 10 omicidi di donne di età compresa tra i 14 e i 71 anni. Lui ha confessato la sua colpevolezza. La confessione riguarda anche quattro omicidi aggiuntivi, incluso quello di una bambina di 8 anni.

Lee Chun-jae si è dichiarato colpevole di aver violentato 34 donne in totale, ma la polizia è stata in grado di trovare prove sufficienti per addebitargli solo nove casi.

La polizia si scusa per i fatti raccontati in Memorie di un assassino, stupenda pellicola di Bong Joon Ho

I capi della polizia si sono scusati formalmente con le vittime e con gli uomini accusati ingiustamente, incluso l’uomo, soprannominato Yoon, che ha trascorso 20 anni in prigione per gli omicidi. Bae Yong-ju, il comandante della polizia provinciale, sì è scusato davanti alle telecamere.

Chino il capo e offro le mie scuse alle vittime di Lee Choon-jae. (…) ai loro parenti e a tutti coloro che hanno subito dei danni a causa delle nostre indagini, incluso Mr Yoon.

I funzionari hanno anche ammesso che la confessione di Yoon era stata forzata della brutalità della polizia durante l’interrogatorio. Gli altri quattro uomini sospettati nel caso sono morti per suicidio negli anni ’90, dopo essere stati indagati e anch’essi sottoposti a presunta brutalità della polizia.

Lee Chun-jae è diventato il principale sospettato del caso lo scorso anno, 30 anni dopo il primo omicidio, quando la polizia ha annunciato che il suo DNA corrispondeva al materiale biologico trovato sulla biancheria intima di una delle vittime. Attualmente sta scontando l’ergastolo per lo stupro e l’omicidio di sua cognata nel 1994.

Lee Chun-jae però non può essere condannato per gli omicidi di Hwaseong perchè la perseguibilità è scaduta nell’aprile 2006.

La polizia si scusa per i fatti raccontati in Memorie di un assassino
Bong Joon-ho e Song Kang-ho sul set di Parasite

Tutte le pellicole di Bong Joon Ho hanno avuto una seconda vita in tutto il mondo dopo l’enorme successo di Parasite

L’ottimo Bong Joon Ho ha ottenuto una meritatissima fama internazionale dopo aver vinto il premio come miglior regista agli Oscar 2020, grazie a Parasite. Tra le tante bellissime pellicole riscoperte dopo la vittoria dell’Oscar c’è Memorie di un assassino (Memories of Murder). Si tratta di un film acclamato dalla critica e che dopo l’uscita aveva dominato il botteghino sudcoreano.

Con Memories of Murder inizia la fortunata collaborazione tra Bong Joon Ho e l’attore Song Kang-ho. Sodalizio artistico continuato poi in The Host, Snowpiercer e Parasite.

Titolo originale: 살인의 추억 (Sar-in-ui chu-eok)
Lingua originale: coreano
Paese di produzione: Corea del Sud
Anno: 2003
Durata: 132 min
Genere: drammatico, poliziesco
Regia: Bong Joon-ho

Attori: Song Kang-ho, Kim Sang-kyung, Kim Roe-ha, Song Jae-ho, Byeon Hee-bong, Ko Seo-hie, Park No-shik, Park Hae-il e Jeon Mi-seon

Luca Miglietta