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Film accusati di razzismo

Film accusati di razzismo

Da qualche giorno si parla molto di Via col vento, che ad oggi è ancora il film col maggiore incasso nella storia del cinema, se adattato all’inflazione monetaria, ma sono molte le pellicole che hanno suscitato polemiche

Film accusati di razzismo
Una scena di Via col vento con Vivien Leigh

In questi ultimi anni sono moltissimi i film accusati di razzismo. Via col vento è stato ritirato da HBO Max. Un portavoce della piattaforma streaming ha spiegato che la decisione è dovuta al fatto che il film un prodotto del suo tempo e presenta alcuni pregiudizi etnici e razziali. Ha inoltre spiegato che la pellicola tornerà in un modo adatto a fornire riferimenti più precisi al contesto storico in cui è ambientato. Il film ha vinto 8 Oscar, tra cui quello a Hattie McDaniel come migliore attrice non protagonista. La prima afroamericana a vincere una statuetta.

Via col vento è un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1936 di Margaret Mitchell ed è ambientato durante la guerra di secessione negli Stati Confederati. Tra gli attori trovimo Vivien Leigh (Rossella O’Hara), Clark Gable (Rhett Butler), Leslie Howard (Ashley Wilkes), Olivia de Havilland (Melania Hamilton), Thomas Mitchell (Geraldo O’Hara) e Ann Rutherford (Carole O’Hara).

Risulta però un po’ grottesco, lasciatemelo dire, che, per la dirigenza HBO, lo spettatore medio non sia in grado di comprendere da solo, senza ulteriori spiegazioni, che Via col vento è una pellicola girata quasi un secolo fa, con la mentalità di un secolo fa.

In seguito alla morte di George Floyd, dopo 33 stagioni Paramount Network ha inoltre cancellato a tempo indeterminato il popolare reality Cops, perchè dava un ritratto troppo positivo alla polizia in contrasto con le brutalità emerse negli ultimi giorni.

In Inghilterra invece Little Britain è stato rimosso da Netflix e altre piattaforme come BBC iPlayer per l’uso delle blackface, cioè l’uso di attori bianchi truccati da uomini di colore.

Film accusati di razzismo
Una scena di Colazione da Tiffany di Blake Edwards con Audrey Hepburn

Ci sono molti altri film accusati di razzismo o comunque verso i quali una parte della popolazione si è scagliata

Ora vi parlerò di tutti i film accusati di razzismo in questi anni, vi riporterò solamente i motivi per cui hanno fatto storcere il naso ad alcuni, senza prendere posizione perchè il discorso è molto complesso e mi dilungherei troppo in questa sede. In alcuni casi le critiche son pienamente giustificate, in altri meno.

Lilli e il vagabondo (1955)

Il classico Disney è stato criticato a causa di una sequenza musicale in cui due gatti siamesi, doppiati da Peggy Lee, hanno un accento stereotipato “asiatico”. I due gatti si rivelano furbi e inaffidabili, mentre i loro occhi si trasformano in fessure.

Se ora si guarda Lilli e il vagabondo (Lady and the Tramp) sulla piattaforma streaming di Disney si vede un disclaimer che avvisa che il cartone può contenere rappresentazioni culturali obsolete. Il remake live-action del 2019, ha eliminato completamente la sequenza.

I racconti dello zio Tom (1946)

La pellicola è stata accusata di revisionismo dai comitati civili antisegregazionisti, in quanto lo stato di vita degli schiavi, e i loro rapporti con i padroni della piantagione rispecchiava le falsità narrate dalla cosiddetta “letteratura anti-Tom”. Si tratta dei racconti scritti dai narratori degli Stati Confederati d’America per ribattere ai temi e la visione delle piantagioni del profondo Sud riportate nel romanzo del 1852 La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe.

I racconti dello zio Tom (Song of the South) per questi motivi non è mai stato distribuito in home video negli Stati Uniti, esitono solo copie di bassa qualità disponibili sul mercato nero.

Colazione da Tiffany (1961)

Il film è stato accusato di razzismo per il modo in cui dipinge il signor Yunioshi, il vicino brontolone di Holly (Audrey Hepburn), interpretato dalla star Mickey Rooney. Molti asiatici hanno visto in quel personaggio del film di Blake Edwards, un caso di yellowface, perché Rooney recitava in modo stereotipato, aiutato dal trucco e dalle protesi ai denti. L’attore sfoggiava denti finti e parlava con un esagerato accento “asiatico”.

Nel film Dragon – La storia di Bruce Lee, Bruce Lee e la moglie citano Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) come esempio del razzismo hollywoodiano verso gli orientali.

Mickey Rooney, tuttavia, ha sempre espresso perplessità sul fatto che ci fosse qualche controversia sul suo personaggio.

Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare (1984)

Il classico film per teenager di John Hughes è stato criticato per il personaggio di Long Duk Dong. Lo studente orientale viene introdotto sullo schermo con un gong e parla con un accento esageratamente “asiatico”. Nel 2018, la star di Sixteen Candles Molly Ringwald ha espresso il suo disappunto nel guardare il film con occhi moderni. Ha notato che Long Duk Dong è “uno stereotipo grottesco”.

The Love Guru (2008)

La commedia di Mike Myers ha ricevuto critiche per gli stereotipi sugli indiani e per aver manipolato termini indù sacri. Ad esempio è stato sostituito il termine “Namaste” con “Mariska Hargitay”, la famosa attrice della serie tv Law & Order: Special Victims Unit.

Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999)

La minaccia fantasma ha subito delle strampalate critiche per il suo razzismo codificato. Per alcuni Watto era una caricatura antisemita. Questo per il fatto che l’avido alieno proprietario di schiavi, ha il naso adunco, gli occhi sporgenti e un cappello ricorda una Kippah. Ad alcuni invece non è piaciuto l’accento caraibico di Jar Jar Binks, il pigro e goffo personaggio di Star Wars.

La passione di Cristo (2004)

Il film di Mel Gibson, che racconta le ore prima della crocifissione di Gesù, è stato accusato di antisemitismo ancor prima che uscisse nei cinema. Mel Gibson non era d’accordo e ha sempre difeso il suo film. Non ha però aiutato a stemperare le accuse al film quanto fatto dallo stesso regista nel 2006. Mel Gibson, fermato dagli agenti in stato di ebbrezza, si è messo a urlare frasi antisemite. Ha cominciato prima chiedendo a uno dei poliziotti “Sei ebreo?”, per poi continuare con terribili frasi come “F++t+to ebreo” e “Gli ebrei sono responsabili di tutte le guerre su questo pianeta”. L’attore e regista si era poi scusato dicendo “Ero ubriaco”.

Soul Man (1986)

Anche Soul Man fa parte del novero dei Film accusati di razzismo. Il NAACP e gruppi di studenti neri negli Stati Uniti criticarono la pellicola per via del blackface.

Vi sono sicuramente altri film accusati di razzismo, vi ho elencato i più criticati, se ne ho dimenticato qualcuno, cosa molto probabile, scrivetelo nei commenti.

Luca Miglietta

16 Risposte a “Film accusati di razzismo”

  1. Praticamente HBO Max rimuove un film, che ha quasi cento anni, reputato troppo razzista, per poi dire che lo rimetteranno con lo spiegone del contesto dell’epoca allegato, dando così velatamente dei deficienti ai loro utenti….

  2. La HBO rimuove dal suo catalogo via col vento per “contenuti razzisti”. Devono non aver ancora visto “Bingo Bongo” di Adriano Celentano

  3. Oscurare un colossal come via col vento, del 1939, non è combattere il razzismo, è nasconderlo sotto il tappeto e far finta che non sia mai esistito. Sarebbe meglio usarlo per educare le nuove generazioni agli sbagli commessi. E questo vale anche per tutti gli altri film
    Dal passato puoi scappare oppure imparare qualcosa.

  4. Questo diceva John Wayne in una intervista Playboy:

    “Non possiamo improvvisamente metterci in ginocchio e consegnare tutto alla leadership dei neri. Credo nella supremazia bianca fino a quando i neri non sono educati alla responsabilità. Non credo nel dare autorità e posizioni di comando e giudizio alle persone irresponsabili. Non mi sento in colpa per il fatto che cinque o dieci generazioni fa queste persone erano schiave”.
    Parole gravi, ma che facciamo censuriamo pure i suoi film? Assurdo verrreb dire cancellare capolavori del cinema

    1. Parole gravissime, bisogna dirlo, ma questo non giustifica una censura di opere audiovisive o cancellare dalla storia del cinema John Wayne. A ben guardare tanti attori di Hollywood son caduti in pessime dichiarazioni in passato, non è solo il suo caso. Ma questo non giustifica una damnatio memoriae di tutti questi attori.

      La famiglia Wayne aveva così risposto alle accusa a John:

      “Non è giusto giudicare qualcuno su qualcosa che è stato scritto che ha detto quasi 50 anni fa, quando la persona non è più qui per rispondere”

  5. A questo punto censuriamo anche “Totòtruffa 62”, o tanti altri film italiani che con lo stesso metro di giudizo sarebbero super razzisti per il blackface

    Sixteen Candles è proprio un film innucuo

  6. Mi fa molto ridere la censura di via col vento per stereotipi razzisti. Un film di 80 anni fa che ormai ha visto chiunque e che, cosa più importante, ha fatto vincere un Oscar all’afroamericana Hattie McDaniel. Quanti danni fa l’ideologia.

  7. Lunga vita al movimento #BlackLivesMatter, ma qui si cade nel ridicolo.
    Non vorrei una caccia alle streghe d’ora in poi per tutto

  8. A forza di cancellare ogni riferimento razzista dalle testimonianze storiche, artistiche, letterarie, culturali e politiche del passato qualcuno finirà per dire che il razzismo non è mai esistito.

  9. Se dovete togliere dai cataloghi tutti i film razzisti allora mettetevi pure al lavoro. Sono migliaia. E i libri pure. La censura e’ insensata sempre,a posteriori persino pericolosa.

  10. Con boiate del genere non si combatte il razzismo, lo si alimenta. Tutto questo non ha senso….
    così tra l’altro via col vento sarà il film più visto e scaricato da uterrent del mese

  11. Giustamente da soli non ci si può mica arrivare che è un film ambientato in un certo periodo storico e che parla di uno spaccato americano che è esistito, purtroppo. L’arte non è mai razzista, per definizione. Il negazionismo e l’oscurantismo mi spaventano.

  12. Ora, al di là del fatto che giudicare il passato con gli standard del presente non ha senso, questo film vide un’attrice afroamericana vincere il premio Oscar per la prima volta in assoluto. Eddai….
    Il fanatismo non ha mai portato nulla di buono

  13. Censurare o giustificare un film storico significa intraprendere un cammino pericoloso. Vuol dire mettere in discussione la libertà di creare e raccontare, significa rinunciare a pensare che la società e il singolo abbiano capacità di giudizio. Significa tornare al medioevo.

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