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Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, una bella confezione vuota al suo interno

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, torna una delle saghe più amate dal pubblico, questa volta dirige  Rian Johnson

Mentre il Primo Ordine si prepara a stroncare definitivamente ciò che resta della Resistenza, Rey sul pianeta su Ahch-To consegna a Luke Skywalker la sua antica spada laser. Luke Skywalker però getta via la spada laser affermando che non vuole più avere niente a che fare con la guerra e che secondo lui è il momento di porre fine all’esistenza dei Cavalieri Jedi. Luke ha scelto una vita eremitica, rinunciando a trasmettere le “vie della forza”, ancora sconvolto dal fallimento con il giovane Kylo Ren.

Il Primo ordine è alle calcagna della Resistenza: quando la flotta dei ribelli esce dall’iperspazio il Primo Ordine riesce a rintracciarla grazie ad un potente localizzatore a lungo raggio. Le navi dell’Alleanza ribelle si ritrovano alla deriva con poco carburante a disposizione. La situazione è tragica, effettuare un’altra volta il salto a velocità luce sarebbe inutile perché verrebbero nuovamente rintracciati ed esaurirebbero completamente tutto il carburante.

Star Wars: Gli ultimi Jedi (), noto anche come Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi, è un film del 2017 scritto e diretto da Rian Johnson.

Partiamo dal presupposto che è impossibile accontentare i milioni di fan di Star Wars: qualsiasi decisione stilistica sarebbe difficile da prendere perché potrebbe essere mal digerita e considerata lontana dai canoni della saga.

Il risveglio della forza aveva diviso i fan e il risultato era stato un film piuttosto mediocre, questa volta con  Star Wars: Gli ultimi Jedi regista e sceneggiatori sono riusciti a fare di peggio. La sceneggiatura è di una banalità disarmante, con svolte narrative che non solo non alterano in alcun modo la staticità della pellicola, ma sono prevedibili e mancano quasi totalmente del pathos e dell’epicità a cui ci eravamo abituati nei primi sei capitoli della saga. Molti dei protagonisti, sia vecchi che nuovi, sono piatti ed impalpabili: non riescono mai ad evolversi durante la trama ed esprimere il loro potenziale e sono vittime di una caratterizzazione quasi inesistente. Dei gusci vuoti che dicono frasi preconfezionate prive di qualsiasi originalità.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

In Star Wars: Gli ultimi Jedi si cerca appena di approfondire la psicologia di Kylo Ren e di Rey, ma con risultati non proprio esaltanti.

Kylo Ren, interpretato da Adam Driver, ad esempio è un personaggio infantile e suscettibile di vivaci scatti d’ira, insomma non un vero e proprio villain, ma una macchietta. Non si capisce proprio la natura del suo odio verso i genitori che lo spinge verso il lato oscuro della forza. La cattiveria di Ben Solo sembra non avere una vera ragione e si ha quasi l’impressione che la facciano passare per un tratto ereditato dal nonno Anakin Skywalker. Peccato però che suo nonno sia diventato Darth Vader non per caso ma dopo una lunga e lenta evoluzione e ci siano dei motivi validi (il dolore per la perdita della madre e dell’amata Padmé Amidala, l’inganno di Darth Sidious e, soprattutto, l’indifferenza del Consiglio nei confronti dei suoi sentimenti). Rey poi continua ad avere una padronanza della forza degna di un maestro Jedi senza mai essersi addestrata e senza che ciò venga spiegato lasciando tutto misterioso.

Ci saremmo almeno aspettai una interessante e coinvolgente storia che chiarisse l’identità del leader supremo del Primo ordine, Snoke (Andy Serkis). Invece l’oscuro essere dal volto deforme viene improvvisamente spazzato via dalla galassia dal suo allievo senza che si sappia nulla di lui e del suo passato. Sappiamo solamente che è un esperto manipolatore ed un potente conoscitore della Forza, ma nulla di più.

Per non parlare di altri personaggi come ad esempio Poe Dameron e Finn, che restano sempre poco più che abbozzati. Finn addirittura rivela la sua completa inutilità, sarebbe potuto rimanere in coma per tutto il film e il risultato sarebbe stato lo stesso.

I nuovi personaggi del Vice Ammiraglio Holdo (Laura Dern) e Rose Tico non aggiungono molto alla trama. Rimane impressa la figura del vice ammiraglio solo per i suoi buffi capelli viola e soprattutto perché non si riesce a capire perché indossi un abito da cerimonia mentre comanda un’astronave.

Tra i nuovi personaggi da segnalare il peonaggio di DJ, che seppur anch’esso abbozzato nella sceneggiatura viene ottimamente interpretato dal sempre ottimo Benicio del Toro.

Personaggi che mancano all’appello invece sono i Cavalieri di Ren, che avevamo conosciuto in Star Wars: Il risveglio della Forza in una visione che aveva avuto Rey dopo aver trovato la spada laser appartenuta a Luke Skywalker, nella quale aiutavano Kylo ad uccidere tutti i discepoli del Jedi. In Star Wars: Gli ultimi Jedi non viene mostrata alcuna immagine che li ritragga, tutto ciò che vediamo della notte i cui è stato distrutto il tempio Jedi è lo zio che pensa per un attimo di uccidere il nipote. Si vedono i risultati della distruzione del tempio, ma dei Cavalieri di Ren non c’è traccia.

Degne di nota sono solamente la splendida scenografia e le curate scene di combattimento nello spazio e sul pianeta “salato”: i colori e gli effetti speciali vengono utilizzati magistralmente. Scene che lasciano davvero a bocca aperta, bellissima ad esempio la contrapposizione visiva di rosso e bianco nella battaglia finale. Da apprezzare anche quella della fuga di Finn e Rose su Canto Bight, il pianeta col Casinò.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Uno dei difetti peggiori di Star Wars: Gli ultimi Jedi è l’umorismo, battute prive di spirito sono una costante della pellicola e rischiano di far precipitare il film nel più totale ridicolo; momenti comici così fuori luogo e poco divertenti che sarebbero stati tagliati da Mel Brooks nella parodia Spaceballs (Balle Spaziali). Una serie di gag che vengono utilizzate nel tentativo di riempire i buchi nella trama, ma hanno solo l’effetto di smorzare i momenti di tensione della pellicola. Pensate alle scene in cui Poe Dameron finge di non sentire affatto il generale Hux dal vivavoce, in cui Finn e Rose vengono arrestati per divieto di sosta, o quella in cui Maz Kanata ha problemi coi sindacati.

Si tratta del secondo film di una trilogia, quindi dovrebbe essere un collegamento tra la prima pellicola e la nuova che uscirà nel maggio del 2019. A differenza de L’attacco dei cloni (se pensiamo alla seconda trilogia di prequel) o de L’impero colpisce ancora costruisce davvero poco di rilevante. Gli stessi personaggi si muovono per lo più in maniera sconclusionata durante Star Wars: Gli ultimi Jedi. Si fatica a trovare scene degne di nota che rimangano impresse nello spettatore, non c’è una storia accattivante e manca addirittura un finale che spinga il pubblico ad aspettare con ansia un seguito. Sorge una domanda spontanea sul perché vedere l’episodio 9 tra due anni, poca suspense.

Appare chiaro che la Disney, siano più interessati a trasformare Star Wars in una serie lobotomizzata in cui viene cancellato il passato per fondare una nuova mitologia e non si preoccupino più di tanto di creare un film emozionante con una trama di livello. Una serie di pellicole in cui la narrazione lascia lo spazio a esigenze di marketing. Dimostra il loro desiderio di fare tabula rasa del passato e voltare pagina il fatto che durante lo svolgimento della pellicola venga ripetuto da tutti incessantemente il mantra che il passato è passato.

Ad esempio pensate a cosa dice Kylo a Rey dopo aver eliminato Snoke, invitandola a governare la Galassia insieme a lui: “Basta con i Jedi e con i Sith“.

Una bella confezione, battutine degne della peggior sitcom americana e null’altro di più.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi

Lingua originale: inglese

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2017

Durata: 152 min                       streaming

Rapporto: 2.39:1

Genere: fantascienza, azione, avventura

Regia: Rian Johnson

Sceneggiatura   Rian Johnson

Produttore: Kathleen Kennedy, Ram Bergman

Produttore esecutivo: J. J. Abrams, Jason McGatlin, Tom Karnowski

Casa di produzione: Lucasfilm

Distribuzione (Italia): Walt Disney Studios Motion Pictures

Fotografia: Steve Yedlin

Montaggio: Bob Ducsay

Effetti speciali: Chris Corbould

Musiche: John Williams

Scenografia: Rick Heinrichs

Costumi: Michael Kaplan                        streaming

Trucco: Peter Swords King

Attori e personaggi:

Mark Hamill: Luke Skywalker

Carrie Fisher: Leia Organa

Adam Driver: Kylo Ren                                                   streaming

Daisy Ridley: Rey

John Boyega: Finn                                        streaming 

Oscar Isaac: Poe Dameron

Andy Serkis: Leader Supremo Snoke

Lupita Nyong’o: Maz Kanata

Domhnall Gleeson: Generale Hux

Anthony Daniels: C-3PO

Gwendoline Christie: Capitano Phasma

Kelly Marie Tran: Rose

Laura Dern: Amilyn Holdo

Benicio del Toro: DJ

Mark Hamill “Questo non è il mio Luke Skywalker

Trailer:

in italiano: link 1 streaming youtube

in lingua originale: link 2 streaming youtube

 

Luca Miglietta

Star Wars: Gli ultimi Jedi

 

 

How I Met Your Mother

How I Met Your Mother

How I Met Your Mother, la sitcom di grande successo della CBS

How I Met Your Mother Josh Radnor, Jason Segel, Cobie Smulders, Neil Patrick Harris, Alyson Hannigan 2

How I Met Your Mother, una serie divertente per passare venti minuti in allegria

How I Met Your Mother, nota anche con l’acronimo HIMYM  è una sitcom statunitense creata da Craig Thomas e Carter Bays e andata in onda a partire dal 2005 per nove stagioni su CBS. La serie è conosciuta in Italia anche come E alla fine arriva mamma!

La serie è stata subito apprezzata dalla critica e dal pubblico, infatti nel corso delle numerose stagioni ha saputo portare a casa numerosi riconoscimenti, come 9 Emmy Awards, su ben 28 candidature.

How I Met Your Mother Josh Radnor, Jason Segel, Cobie Smulders, Neil Patrick Harris, Alyson Hannigan McLaren's

La sit-com ruota intorno alle vicende di Ted Mosby, un giovane architetto di New York e dei suoi amici Barney, Marshall, Lily e Robin. Lily Aldrin e Mashall Eriksen, i suoi migliori amici, Ted aveva cominciato a frequentarli all’università, Barney Stinson e Robin Scherbatsky li ha conosciuti successivamente. Barney è uomo sempre curato nell’aspetto, che veste solo abiti firmati ed è un infallibile playboy,  Robin una giornalista canadese che vuole sfondare a New York. All’interno di una cornice narrativa ambientata nel futuro la voce fuori campo di Ted spiega ai suoi due figli adolescenti la storia di come ha conosciuto la loro mamma. Ted vive nel 2030 e una sera nello spiegare come ha conosciuto la madre racconta ai figli tutto ciò che è accaduto al suo gruppo di amici fra il 2005 e il 2014. Il fulcro della vicenda è proprio il tentativo del Ted del passato di incontrare l’anima gemella e mettere su famiglia e nella sua ricerca viene aiutato da Barney, Marshall, Lily e Robin, per Ted è molto più di un’amica.

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How I met your mother è una sit-com davvero divertente e piacevole da seguire per un pubblico di tutte le ètà. E’ una serie stupenda per le prime 5 stagioni, poi gli autori dovevano avere il coraggio di interromperla, nonostante avesse un grande successo, per evitare che diventasse ripetitiva. Le stagioni successive pur restando discrete non sono nulla di eccezionale. La serie ha avuto anche un calo di spettatori, ma l’ultima puntata di How I Met Your Mother è stata seguita da 12,9 milioni di spettatori, un ottimo dato. Altre serie tv che avevano avuto ascolti molto alti nella loro ultima puntata sono state Lost, coi suoi 13,5 milioni di spettatori e quello straordinario prodotto di Breaking Bad, che è terminato con 10,3 milioni di spettatori.

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Si possono notare molte somiglianze tra How I Met Your Mother e Friends, le due che balzano più all’occhio sono sicuramente:

  • in Friends nessuno ricorda che lavoro faccia Chandler, invece in How I Met Your Mother Barney è molto evasivo quando viene interrogato sulle sue mansioni, persino nel periodo in cui Ted lavora per l’azienda di Barney non si capisce che lavoro faccia;
  • i due gruppi di amici frequentano il solito bar: il pub di Friends è il Central Perk, quello di How I met your mother è il MacLaren’s.

Ad HIMYM hanno partecipato numerose guest star come Katy Perry, Bryan Cranston, Kyle MacLachlan, Britney Spears, Jennifer Lopez, Ray Wise e Jorge Garcia.

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Titolo originale: How I Met Your Mother

Paese: Stati Uniti d’America

Anno: 2005-2014

Formato: serie TV

Genere: sitcom

Stagioni : 9

Episodi: 208

Durata: 20 min ad episodio

How I Met Your Mother Josh Radnor, Jason Segel, Cobie Smulders, Neil Patrick Harris, Alyson Hannigan marshall ted

Lingua originale: inglese

Caratteristiche tecniche:

Rapporto: 16:9

Risoluzione: 1080i

Audio: Dolby Digital 5.1

Ideatori: Carter Bays, Craig Thomas

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Attori:

Josh Radnor: Ted Mosby

Jason Segel: Marshall Eriksen

Cobie Smulders: Robin Scherbatsky

Neil Patrick Harris: Barney Stinson

Alyson Hannigan: Lily Aldrin

Cristin Milioti: Tracy McConnell

Sigla How I Met Your Mother::Link

How I Met Your Mother Josh Radnor, Jason Segel, Cobie Smulders, Neil Patrick Harris, Alyson Hannigan Marshall Lily

Ma questa è la parte divertente del destino, le cose succedono che tu le abbia pianificate oppure no. Voglio dire, non pensavo l’avrei rivista di nuovo, ma in quel momento ero troppo vicino al puzzle per vedere la figura che si stava formando. (Ted del 2030)

Ted, stasera tu ed io ce ne andiamo in giro a conoscere delle ragazze. Sarà una serata leggendaria! Dammi il cinque! (batte il cinque sul telefono) Non mi hai dato il cinque, vero? Guarda che mi accorgo quando non lo fai! Dai, ci andiamo sempre al MacLaren’s! (Barney)

L’ho conosciuta su internet. Sono stufo dei soliti amori da bar, delle storie mordi e fuggi, adesso io cerco l’anima gemella, una donna da amare, da coccolare… Almeno questo è quello che ho scritto sul mio profilo! (Barney)

Sapete, vostra nonna diceva sempre dopo le due di notte non succede mai niente di buono e aveva ragione. Quando scoccano le due, tornate a casa e andate a dormire, altrimenti… (Ted del 2030)

Una cosa che ho imparato quell’estate è l’inizio di un amore e la fine di un amore per i primi trenta giorni sono incredibilmente simili. Tanto per cominciare passi un sacco di tempo a letto, i tuoi amici non ti sopportano più e giri perennemente in mutande. (Ted del 2030)

Luca Miglietta

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