Alien 5 di Neill Blomkamp non si farà mai

Alien 5 di Neill Blomkamp non si farà mai

Ridley Scott: “Alien 5 di Neill Blomkamp non si farà mai”

Alien 5 di Neill Blomkamp non si farà maiRidley Scott, il regista del primo Alien e dell’attesissimo Alien: Covenant, che uscirà delle sale tra pochi giorni, ha affermato che Alien 5 di Neill Blomkamp non si farà mai. Il regista sudafricano (District 9, Elysium) alcuni anni fa aveva annunciato un reboot della saga di Ellen Ripley, con Sigourney Weaver nuovamente protagonista.

Nel progetto di Neill Blomkamp il nuovo Alien avrebbe dovuto annullare gli eventi di Alien 3 e Alien: La clonazione in modo da concludere diversamente la storia di Ripley. Il progetto aveva subito entusiasmato James Cameron, regista di Aliens – Scontro finale e si era così pensato che il film avrebbe potuto vedere la luce. Ridley Scott però in qualità di produttore ora ha deciso di chiudere definitivamente con la possibilità di un reboot:

non penso che si farà mai. Non ci è mai arrivata una sceneggiatura, solo un’idea di una dozzina di pagine. Io ero coinvolto come produttore ma il progetto non è andato avanti perché la Fox ha abbandonato l’idea. Per quanto mi riguarda, poi, avevo fatto Prometheus e stavo lavorando su Alien: Covenant.

Scott ha anche annunciato che è già pronta una sceneggiatura per il sequel di Alien: Covenant, che sembra che debba intitolarsi Alien: Awakening. Il film entrerà in pre-produzione nel 2018.

Alien: Covenant sarà distribuito nelle sale italiane l’11 maggio e vedremo tra gli attori Michael Fassbender, James Franco, Katherine Waterston, Billy Crudup e Noomi Rapace.

Breve sinossi:

Mentre è in viaggio in direzione di un remoto pianeta sull’altro lato della galassia, l’equipaggio della nave colonia Covenant scopre che quello che ritengono essere un paradiso lontano, in realtà è un luogo oscuro e minaccioso, che nasconde una minaccia terribile. L’unico abitante del pianeta è il droide David, sopravvissuto alla spedizione Prometheus. Presto l’equipaggio dovrà iniziare una lotta disperata per resistere a terrificanti e pericolose creature aliene.

Alien 5 di Neill Blomkamp non si farà mai, che delusione per i fan!

Alien 5 di Neill Blomkamp non si farà mai

Nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

Nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

Frank Marshall rassicura sull’intoccabilità del franchise: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

ritorno al futuro Frank Marshall: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la miaFortunatamente nessun reboot di Ritorno al Futuro ed Et in vista

Nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia. Frank Marshall, il famoso produttore dei due cult degli anni Ottanta Et e Ritorno al futuro, ha insistito sul fatto che finché lui potrà respingere le richieste, non ci sarà mai e poi mai un reboot dei due film.

Purtroppo in questi ultimi anni ad Hollywood per carenza di idee stanno facendo una serie di remake/reboot di celebri pellicole di culto, nella maggior parte dei casi peggiori dell’originale. Remake che in alcuni casi non hanno neppure avuto grande successo come il clamoroso flop al botteghino di Ben Hur, che rispetto all’originale del 1959 (aveva portato a casa ben 11 Oscar e un enorme successo di pubblico) è stato ignorato nelle sale. In altri come in quello di Star Wars: Il risveglio della Forza, hanno avuto un grande successo di pubblico, ma hanno diviso la critica e deluso numerosi fan. I fan cresciuti con gli eroi ed i film originali si sono infatti trovati davanti a un rifacimento non all’altezza.

Finalmente però una buona notizia: nessun reboot di Ritorno al Futuro. Marshall ha lavorato in tutti e tre i film di Back To The Future come produttore esecutivo, e già in passato aveva sottolineato che non avrebbe permesso ad alcun regista di avvicinarsi al classico del 1985 per farne una nuova versione. Il produttore ha riconfermato questa dichiarazione in una recente intervista per Yahoo!, insistendo sul fatto che l’opera diretta da Robert Zemeckis non ha alcun bisogno di essere toccata.

Ritorno al futuro parte III streaming di Robert Zemeckis con Christopher Lloyd, Michael J. Fox, Mary Steenburgen, Lea Thompson, James Tolkan, Elisabeth Shue, Thomas F. Wilson 138 Frank Marshall: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la miaFrank Marshall ha infatti affermato:

sì, finché io avrà modo di dire la mia è sicuro che non ci sarà nessun intervento. Esattamente come ciò che già esiste per ET, siamo intenzionati a far si che questi film di culto non vengano mai toccati in futuro.

Robert Zemeckis stesso nel 2015 aveva detto:

il film non può avvenire senza la sua approvazione, e lui non vuole fare nè un remake nè un reboot.

Anche Bob Gale, sceneggiatore al pari di Robert Zemeckis della trilogia, aveva affermato nel 2014 che non poteva essere girato un Ritorno al Futuro 4. aveva poi aggiunto però:

ammettiamolo, abbiamo visto un sacco di sequel realizzati anni e anni dopo, e non credo di poterne citare uno che sia fatto bene. Non credo che si possa ricatturare lo spirito degli originali.

Dichiarazioni molto confortanti che però non lasciano del tutto tranquilli: perchè l’impossibilità di fare un remake sembra essere ancorata alla permanenza di Marshall in qualità di produttore. Cosa succederà quando il produttore andrà in pensione? Per un bel numero di anni in ogni caso non si parlerà di un rifacimento delle avventure di Marty McFly e Doc Emmett L. Brown a bordo della loro DeLorean.

Luca Miglietta

Ritorno al futuro parte II streaming di Robert Zemeckis con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Thomas F. Wilson, Elisabeth Shue, James Tolkan 36 Frank Marshall: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

Star Wars: Il risveglio della Forza

Star Wars: Il risveglio della Forza

Il risveglio della Forza era il film più atteso degli ultimi anni e c’era una grande ansia per il ritorno della saga di Star Wars

Star Wars Il risveglio della forza 7

Un’analisi a freddo su Il risveglio della forza di J. J. Abrams

Il risveglio della Forza ha avuto un martellamento mediatico senza precedenti nella storia del cinema: ovunque si sentiva parlare di Star Wars, dai media, alle fermate delle stazioni a Google e Facebook, che hanno creato delle iniziative apposite per l’uscita del film. Star Wars in pochi mesi è diventato un fenomeno di costume come non lo era mai stato per via della massiccia campagna pubblicitaria della Disney.

E’ stato creato una sorta di fenomeno di tendenza che ha attirato al cinema migliaia di nuovi aspiranti seguaci, che non avevano idea di cosa fosse Star Wars, cosa rapprendesse per il mondo cinema e come avesse influenzato l’immaginario collettivo. Persone incuriosite, ma alle quali interessava solamente essere intrattenute con qualcosa di semplice ed abbastanza leggero, come un Harry Potter o un Hunger Games qualsiasi.

Se non avete ancora visto il film però non andate oltre perché ci saranno moltissimi spoiler.

Fin dall’inizio di Il risveglio della Forza ci rendiamo conto che il film ha qualcosa di familiare: inizia proprio come Una Nuova Speranza, per poi proseguire e finire come, il film che ha dato origine alla saga. Tutto il film sa di già visto perché le due pellicole sono praticamente sovrapponibili: la struttura narrativa è la stessa e non si discosta quasi mai dall’originale. Avrete notato i molti elementi e situazioni già sviluppati negli altri 6 episodi della saga, perché gli sceneggiatori non hanno neppure avuto il coraggio di cambiare almeno le caratteristiche dei pianeti o introdurre personaggi con qualche caratteristica diversa. Volete degli esempi? Bene, l’osteria spaziale del pianeta dove Rei sente il risveglio della Forza è uguale al bar di Mos Eisley (ci sono pure una band simile, contrabbandieri e poco di buono). Pensiamo allo scontro padre-figlio (Han Solo che vuole aiutare il figlio a ribellarsi al lato oscuro della Forza), che sostituisce quello di figlio-padre (Luke che vuole redimere il padre), che trovata originale! E vogliamo parlare del pilota spaccone della ribellione Poe Dameron? Non vi sembra la copia di Han Solo, senza però personalità dell’originale? E Max von Sydow nella parte di Lor San Tekka non sembra un clone di Obi-Wan Kenobi della prima trilogia? Peccato perchè sarebbe potuto essere un ottimo Sith. Ma veniamo al momento clou, i pianeti: Jakku è identico a Tatooine, Takodana a Naboo, lo Starkiller è la Morte Nera versione pianeta. In una galassia molto lontana quindi i pianeti sono tutti uguali o occupati da immense foreste, o desertici o ghiacciati.

Ogni episodio di Star Wars ha avuto un antagonista di spessore, vogliamo parlare del cattivo o del lato oscuro della Forza ne Il risveglio della Forza? Viene completamente ridicolizzato: Kylo Ren sembra la caricatura di un personaggio malvagio. Vi ricordate cosa faceva Darth Vader quando qualcosa andava storto nei piani dell’Impero? Si vendicava coi sui sottoposti uccidendoli, non diventava una sorta di personaggio autistico che per sfogarsi distrugge con una spada laser le pareti dell”astronave come Kylo Ren. Ma poi perché utilizza senza un motivo apparente una maschera? Non ne ha bisogno come Darth Vader. Sembra un emulatore talmente tanto invaghito dal nonno Darth Vader da voler indossare un costume per imitarlo. Vogliamo citare solo qualche potente Sith degli episodi precedenti? Darth Vader, Darth Maul o il Conte Dooku, vi sembrano così? O un altro personaggio negativo come Jabba the Hutt?

Per tutto il film quello che manca sono le emozioni e neanche la morte di Han riesce a suscitarle negli altri peonaggi: muore uno dei personaggi più leggendari della saga, capisco che il funerale possa svolgersi magari nel sequel in apertura, ma almeno due parole? Lasciare così Han Solo nel dimenticatoio come se non fosse morto è proprio triste.
Il modo in cui viene vissuta da tutti la sua morte è assurdo: dai piloti della resistenza che restano tranquilli (ha salvato più volte la galassia, bazzecole), ma in particolare da Chewbacca il suo migliore amico e da Leia, la sua amata. I due non solo non si scambiano due parole di conforto e non si guardano di striscio, ma addirittura Leia abbraccia Rei in arrivo dalla missione e non si mostra neanche turbata dalla morte di Han! Ma un po’ tutti i personaggi sono quasi privi di emozione, ma rammentate cosa accadeva negli episodi precedenti della saga?
Il travaglio interiore di Anakin Skywalker? Il suo dolore per la morte della madre e per la possibile morte di Padmé Amidala? Palpatine che provoca Anakin? Non c’è spazio neanche per la malinconia di Luke Skywalker che fissa i soli gemelli di Tatooine cercando di capire come abbandonare il pianeta.

Ne Il risveglio della Forza si salvano solo il personaggio di Han Solo e quello di Rey, interpretato dalla brava e bella Daisy Ridley. Anche se sul personaggio di Rey e il suo utilizzo della Forza ci sarebbe da ridire. Come è possibile che in pochi istanti Rei impari tante cose della Forza? Di questo però parlerò più avanti.

Avete notato che lo spazio ed il tempo sono un po’ strani nel film? Sono stati compressi in modo inconcepibile. Come è possibile che i colpi sparati dalla Starkiller raggiungano in brevissimo tempo ben tre pianeti della galassia? Perché i salti nell’iperspazio sono velocissimi senza neanche calcolare le coordinate, i buchi neri o i campi d’asteroidi? Il Millennium Falcon salta addirittura nell’iperspazio dall’hangar di una nave, ma vi ricordate che nella vecchia saga a volte faticava ad andare alla velocità della luce pure nello spazio profondo?

Ma veniamo ai lati positivi: si tratta di un film bello dal punto di vista degli effetti speciali, della grafica e ho trovato molto positiva la scelta di realizzare quasi tutte le creature presenti nel film con costumi e animatronics, utilizzando quindi poca Computer Grafica. Alcune inquadrature come quelle delle astronavi distrutte sul pianeta sono davvero belle.

Ma Il risveglio della Forza si può definire uno Star Wars? Non notate che manca qualcosa? L’atmosfera è la stessa?
In Star Wars: Il risveglio della Forza manca proprio una cosa fondamentale, quella dimensione epico-cavalleresca in salsa fantastico-fantascientifica a cui eravamo abituati e che la saga era riuscita a portare avanti per ben 6 film. Lo si vede nei comportamenti superficiali dei personaggi di cui parlavo poco fa ma pure nei dialoghi piatti che contraddistinguono Il risveglio della Forza. Tutti i comportamenti e tutte le situazioni vanno contro l’epica di Star Wars, enigmatico poi è proprio il comportamento assurdo di Leia alla morte di Han.

Ma arriviamo al punto più dolente: la Forza in questo nuovo film è banalizzata, sembra un semplice espediente utilizzato da Rei nel film per risolvere una situazione ingarbugliata. Ma la Forza non è questo, non si tratta dei poteri magici degli stregoni de Il signore degli anelli o di qualche altro film fantasy, non è sufficiente la predestinazione. Nell’episodio V infatti Luke si allena duramente sul pianeta di Yoda (fa un’immensa fatica ad alzare gli oggetti). E vogliamo parlare di Anakin che è stato addirittura concepito con l’intervento della Forza? Nel modesto episodio I si dice “È troppo grande per essere addestrato” (ha solo 9 anni), lui solo dopo molto tempo e molta dedizione impara ad usare la Forza, la ventenne Rei si improvvisa Jedi da un momento all’altro: le basta una visione e riesce addirittura quasi a sconfiggere Kylo Ren utilizzando la spada laser, incredibile! Ma vi pare realistico? Ed invece quando si libera utilizzando per la prima volta i poteri mentali Jedi?

In conclusione si può dire che questo prodotto confezionato da J. J. Abrams per la Disney ha pochissimo a che fare con l’universo creato da George Lucas se non per essere una sorta di remake ed allo stesso tempo reboot di Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza per tutte quelle generazioni e quei mercati che non conoscevano ancora Star Wars, come ad esempio il redditizio mercato cinese.

Con questo non voglio esaltare George Lucas che con i prequel di Star Wars poteva fare qualcosa di meglio, soprattutto con l’episodio I, perché l’episodio II ed il III sono due buoni film, anche se non sono così straordinari. Molti fan hanno aspramente criticato George Lucas per questa seconda trilogia, ma rispetto a Il risveglio della Forza sono migliori e rispettano la filosofia e l’atmosfera di Star Wars ed introducono comunque elementi nuovi, come città sottomarine, pianeti la cui superficie è intermante occupata da acqua o combattimenti tra Jedi e nemici in un’arena. Infine pensateci: in questo film dove si trova un combattimento anche solo paragonabile a quello tra Anakin e Obi-Wan Kenobi in mezzo alla lava? Combattimenti di un’epicità simile non si trovano.

Un’occasione persa per Abrams che ha preferito dare ai fan quello volevano: Una nuova speranza, per evitare di rischiare di fare qualcosa di originale ma che non venisse capito. JJ la prossima volta che fai un remake fai bene i compiti almeno e cerca di rispettare l’originale! Non mi aspettavo di vedere un capolavoro, ma almeno un bel film, che rispettasse i canoni di Star Wars, che delusione Il risveglio della forza.

Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Paese di produzione: USA
Anno: 2015
Durata: 135 min
Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Fotografia: Daniel Mindel
Montaggio: Mary Jo Markey, Maryann Brandon
Effetti speciali: Chris Corbould, Roger Guyett
Musiche: John Williams
Scenografia: Rick Carter, Darren Gilfort
Costumi: Michael Kaplan
Trucco: Amy Byrne
Sul set: Multa per infortunio Ford sul set di Star Wars
Attori: Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Lupita Nyong’o (Maz Kanata), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Peter Mayhew (Chewbacca), Max von Sydow (Lor San Tekka)

Luca Miglietta

Star Wars Il risveglio della Forza