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Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson, a breve distanza compare nella pellicola Once Upon a Time in Hollywood e nella serie tv Mindhunter

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate

Quello in Once Upon a Time in Hollywood di Quentin Tarantino non è l’unico Charles Manson interpretato da Damon Herriman, l’attore australiano conosciuto in tv per i suoi trascorsi in Justified veste anche i panni del famigerato criminale statunitense anche nella serie di Netflix Mindhunter.

Sul grande schermo è uscito in molto paesi C’era una volta. . . a Hollywood, dove troviamo un Manson di fine Anni ’60, in televisione abbiamo visto il raccapricciante Charles Manson di Damon Herriman che ha inquietato gli spettatori di Mindhunter

Damon Herriman racconta come abbia affrontato prima il casting della serie tv:

“Mindhunter è nato forse sei mesi prima del film di [Quentin] Tarantino, ma per puro caso si sono girati in un paio di settimane l’uno dall’altro. Onestamente è stata solo una coincidenza. Quando ho avuto il provino per “C’era una volta a Hollywood “, avevo già trascorso mesi e mesi indagando su Manson, quindi era una specie di situazione insolita. Ma in questo caso stavo già facendo Manson [in “Mindhunter”], quindi è stato molto utile per me che conoscevo già il personaggio così bene”

Mindhunter’ came about maybe six months before the [Quentin] Tarantino movie, but by pure chance they shot within a couple of weeks of each other. Honestly it was just a coincidence. By the time I got the audition for ‘Once Upon a Time . . . in Hollywood,’ I had already spent months and months researching Manson, so it was kind of an unusual situation. But in this case I’d already been doing Manson [on ‘Mindhunter’] so it was very helpful for me that I already knew the character so well by that stage.

In C’era una volta. . . a Hollywood, gli spettatori vedono Manson alla porta di Sharon Tate (Margot Robbie) in Cielo Drive nel 1969. Sta cercando il produttore discografico Terry Melcher, il precedente occupante della casa. Il film di Tarantino rivisita in modo immaginario ciò che è realmente accaduto poco dopo: i selvaggi omicidi di Tate-LaBianca orchestrati da Manson ed eseguiti dai membri della sua “famiglia”.

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson 2
Herriman appare in Mindhunter nell’episodio 5. E’ ambientato nel 1980, 11 anni dopo gli omicidi. Gli agenti dell’FBI Bill Tench (Holt McCallany) e Holden Ford (Jonathan Groff) interrogano un Manson barbuto e incarcerato, che ha una svastica incisa sulla fronte, per sondare le profondità della sua psiche contorta. È una scena intensa di 10 minuti in cui c’è un Manson che parla con gli agenti e lascia un’iscrizione inquietante nella copia di Ford del libro di Vincent Bugliosi intitolato Helter Skelter: “Ogni notte mentre dormi io distruggerei il mondo. ”

Damon Herriman non ha caso ha interpretato due volte il ruolo del famigerato criminale americano, si era molto documentato e preparato su di lui

L’attore ha affermato davanti ai giornalisti:

hanno fatto davvero di tutto per il trucco in” Mindhunter. Penso che il [produttore esecutivo] David Fincher abbia voluto rendere la fisicità il più accurata possibile. Hanno usato il truccatore giapponese Kazu [Hiro], che è il migliore del mondo in quello che fa. Ha vinto un Oscar [nel 2018] per il trucco di Gary Oldman in “The Darkest Hour” e quello è stato lo stesso anno in cui abbiamo lavorato insieme a “Mindhunter. Essenzialmente la maggior parte della mia faccia che vedi è in qualche modo protesica. Le persone sono un po ‘tipo” Wow, come hanno trovato qualcuno che assomiglia tanto a Charles Manson?’ Beh, non assomiglio tanto a Charles Manson.”

Herriman ha affermato di aver fatto ricerche su Manson usando fonti d’archivio. Ha evitato di guardare le sue molte rappresentazioni sul piccolo e grande schermo:

avevo visto l’originale [CBS] Helter Skelter, ma probabilmente era 15 anni fa. Ricordo di aver visto la straordinaria interpretazione di Jeremy Davies nei panni di Manson nel remake [2004] di Helter Skelter. Lui e io abbiamo lavorato insieme in Justified. Non sono tornato a guardare [le altre rappresentazioni] perché pensai: “Beh, potrei diventare un po’ confuso se stai facendo Manson o facendo qualcun altro Manson.

Ho solo pensato che fosse più semplice guardare il vero ragazzo il più possibile. E ho compilato un piccolo video, della durata di otto minuti, che aveva il maggior numero possibile di frammenti l’uno dell’altro perché aveva così tante versioni diverse di se stesso che ha presentato.

Charles Manson è scomparso nel 2017 al Kern County Hospital di Bakersfield all’età di 83 anni.

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson 3
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate in C’era una volta a… Hollywood

C’era una volta. . . a Hollywood

Data di uscita: 18 settembre 2019
Genere: Commedia, Drammatico
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 145 min
Anno: 2019
Regia: Quentin Tarantino

Attori:
Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino, Timothy Olyphant, Emile Hirsch, Zoe Bell, Dakota Fanning, Kurt Russell, Damian Lewis, Michael Madsen, Luke Perry, Julia Butters, Clifton Collins Jr., Scoot McNairy, Nicholas Hammond, Maurice Compte, Damon Herriman, Lew Temple, Margaret Qualley, Spencer Garrett, Austin Butler, Mike Moh, Rafal Zawierucha, Lena Dunham

Distribuzione:
Sony Pictures Italia/Warner Bros. Pictures Italia
Sceneggiatura:
Quentin Tarantino
Fotografia:
Robert Richardson
Montaggio:
Fred Raskin

L.M.

Au revoir Leonardo DiCaprio

Au revoir Leonardo DiCaprio

Au revoir Leonardo DiCaprio, la scelta dell’attore di rifiutare la parte

Au revoir Leonardo DiCaprio Au revoir Leonardo DiCaprio, perdonate il gioco di parole tratto dalle parole di Hans Landa (Christoph Waltz). Il colonnello nazista infatti pronuncia questa frase “Au Revoir Shoshanna” nei confronti Shoshanna Dreyfus (Mélanie Laurent), la ragazza ebrea che nel film Bastardi senza Gloria di Quentin Tarantino, correva a perdifiato nelle verdi colline francesi mentre cercava di fuggire dalla ferocia delle SS, che avevano appena sterminato la sua famiglia a colpi di mitra. Shoshanna corre sfuggendo alla mira dell’arma del colonnello Hans Landa che, sicuro di riprenderla, la lascia scappare gridando questa frase con un sorriso diabolico sul volto.

Au revoir Leonardo DiCaprio 2Sembra che tra i primi attori scelti da Quentin Tarantino per interpretare lo spietato colonnello Hans Landa ci fosse Leonardo Di Caprio, come leggiamo su IMDb. Leonardo DiCaprio però aveva rifiutato creando problemi di casting. Secondo la leggenda Christoph Waltz si presentò per il provino quando Quentin Tarantino non sapeva più chi cercare e stava addirittura per abbandonare il progetto.

L’attore austriaco si è rivelato un ottimo caratterista ed ha potuto mostrare le sue abilità attoriali

Christoph Waltz così è passato alla storia non solo per la sua grandissima interpretazione ed i riconoscimenti ottenuti interpretando la parte di Hans Landa, ma anche per aver salvato la realizzazione di Bastardi senza gloria. A posteriori per fortuna che Leonardo Di Caprio ha deciso di rifiutare la parte a favore dell’attore austriaco, dando la possibilità a Christoph Waltz di mostrare le sue abilità recitative.

Au revoir Leonardo DiCaprio 3Leonardo DiCaprio ha poi successivamente accettato la parte di Calvin J. Candie nel successivo film di Quentin Tarantino del 2012 intitolato Django Unchained. Leonardo DiCaprio poteva rischiare di vincere l’Oscar per la parte di Landa, premio vinto dall’attore austriaco. Per vincere l’Oscar DiCaprio ha dovuto attendere il 2016 e vincere il premio grazie alla magistrale interpretazione Revenant – Redivivo.

L.M.

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier ha una citazione di Ezechiele 25:17

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter SoldierLa tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier del 2014 ha la famosa citazione biblica di Pulp Fiction del regista Quentin Tarantino. Nick Fury nel film è interpretato da Samuel L. Jackson che in Pulp Fiction interpreta Jules Winnfield e pronucia la famosa frase tratta da un passo biblico di fantasia. Sulla lapide della tomba compare la scritta: «The path of the righteous man… Ezekiel 25:17» che tradotta in italiano è «Il cammino dell’uomo timorato… Ezechiele 25:17».

Il passo biblio completo è: “Ezechiele 25:17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.”

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier 2La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier ha fatto nascere una teoria

Da qui sono nate le più disparate supposizioni, secondo una di queste bisogna considerare che la storia di Nick Fury è un segreto, e Jules in Pulp Fiction decide di diventare un brav’uomo per via del miracolo. Dopo essersi ritirato dalla vita del sicario per conto di Marsellus Wallace, secondo questa teoria, viene reclutato nello SHIELD per mettere le sue abilità al lavoro per proteggere le persone e si fa rapidamente strada fino al grazie alla sua abilità, intelligenza e dedizione. Aveva già fatto parte dei corpi speciali al tempo della guerra del Vietnam, per poi doversi arrangiare con altri mestieri adatti alle sue capacità, quando questa era terminata.

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier 3Nick Fury fa parte dei “Howling Commandos” in Vietnam, dopo la fine della guerra, le truppe americane erano profondamente impopolari in America. Molti reduci del Vietman in quel periodo storico sono diventati senzatetto come ad esempio John Rambo nelle pellicole di Sylvester Stallone. Se Nick Fury era un veterano è possibile che abbia utilizzato le sue capacità nel crimine per sopravvivere. Non avrebbe usato il suo nome legale per ovvi motivi. Così si pensa che, dopo essersi ritirato dalla vita del criminale dopo Pulp Fiction, sia ritornato nello SHIELD.

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier ovviamente se avete visto la pellicola è finta, perchè ha inscenato la sua morte, in modo che tutti lo ritengano deceduto, e possa svolgere la sua missione in segreto. Non è uno spoiler perchè non è un colpo di scena finale e neppure un elemento così determinante, ma accade nello svoglimento della trama e se avete deciso di leggere questo articolo probabilmente avete già visto il film.

La tomba di Nick Fury in Captain America: The Winter Soldier 4 DATA USCITA: 26 marzo 2014
GENERE: Azione, Avventura, Fantasy
ANNO: 2014
PAESE: USA
DURATA: 128 Min
REGIA: Joe Russo, Anthony Russo
ATTORI: Chris Evans, Samuel L. Jackson, Anthony Mackie, Scarlett Johansson, Robert Redford, Sebastian Stan, Cobie Smulders, Frank Grillo, Toby Jones, Emily VanCamp

L.M.

Morto Luke Perry

Morto Luke Perry

È morto Luke Perry, addio alla star di Beverly Hills 90210

Morto Luke PerryÈ morto Luke Perry, il Dylan McKay di Beverly Hills 90210, serie cult degli anni Novanta, a soli 52 anni. L’attore non ce l’ha fatta, è deceduto questo pomeriggio al St. Joseph Hospital di Los Angeles, dopo che qualche giorno fa era stato colpito da un ictus gravissimo.

L’attore americano era stato colto dal malore mentre si trovava nella sua casa nel distretto di Sherman Oaks a Los Angeles e le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi, tanto da indurre i medici a metterlo in coma indotto. I medici lo avevano sedato nella speranza di permettere al suo cervello di lottare e riprendersi dal violento colpo, ma il danno era evidentemente già troppo esteso.

Luke Perry nel corso della sua carriera è apparso in varie pellicole, ma viene ricordato soprattutto per la sua partecipazione nel telefilm cult anni novanta Beverly Hills 90210 in cui girò tutte le stagioni dal 1990 al 1995 e poi dal 1998 al 2000, interpretando Dylan McKay.

Luke Perry aveva anche preso parte a “Buffy – L’Ammazza Vampiri“, che ebbe così grande successo commerciale da aprire le porte alla famosa omonima serie televisiva horror-action scritta da Joss Whedon con protagonista Sarah Michelle Gellar. Tra gli altri film anche “Il quinto elemento“, diretto da Luc Besson, “Crocevia per l’inferno” e l’italiano “Vacanze di Natale ’95” con Massimo Boldi e Christian De Sica.

Morto Luke Perry, simpsonSotto forma di disegno animato era apparso più volte nel serie I Simpson come telespalla e  fratello di Krusty il Clown. Aveva anche dato la voce a se stesso nel cartone I Griffin nell’episodio 19 della seconda stagione, dal titolo “Prima pagina”. Era presente anche nel cartone animato della Hanna-Barbera “Johnny Bravo”. Prende infatti parte all’episodio 4×22 dei Simpson intitolato Lo show di Krusty viene cancellato (Krusty Gets Kancelled), dove viene sparato da un cannone attraverso diversi edifici, tra cui una fabbrica di carta vetrata ed infine una fabbrica di cuscini, che viene successivamente fatta saltare in aria da una squadra di demolizioni. Nonostante ciò sopravvive e partecipa alla festa al bar di Boe. Luke Perry si rivede anche seduto accanto agli altri al funerale di Krusty nell’episodio della terza stagione Bart la spia (Bart the Fink).

Luke Perry ha ricoperto ruoli importanti anche in altre serie famose, come “Oz“, “Body of proof“, “Will & Grace” e “Riverdale“. La star aveva ultimato le riprese del prossimo film di Quentin Tarantino, in uscita il 9 agosto, dedicato a Charles Manson e intitolato “C’era una volta a Hollywood“.

Morto Luke Perry 2Nato a Mansfield in Ohio nel 1966, dopo il liceo si era trasferito a Los Angeles per inseguire il sogno della recitazione, iniziando la sua carriera televisiva a 16 anni in alcune soap opera, prima di arrivare alla svolta della carriera con Beverly Hills 90210 nel 1990. Il ruolo dell’affascinante e solitario Dylan McKay nella serie per teenager gli diede grande popolarità e divenne l’eroe di milioni di ragazzine in tutto il mondo che seguivano le sue storie d’amore con Brenda (interpretata da Shannen Doherty) e Kelly (interpretata da Jennie Garth).

Il Dylan McKay di Luke Perry era una sorta di James Dean rivisitato: girava su una motocicletta, indossava un giubbotto di pelle nera, aveva il vizio dell’alcol e si portava dietro quel misto di dolore e voglia di trasgredire a ogni costo. Beverly Hills 90210 è stata la prima teen drama a cui son succedute il famoso “Dawson’s Creek“, “The O.C.“. e “One Tree Hill“.

Morto Luke Perry 3 È morto Luke Perry, addio alla star di Beverly Hills 90210 proprio quando era stato annunciato il ritorno della serie

Per uno scherzo del destino era stato ricoverato lo stesso giorno in cui la Fox aveva annunciato una reunion del cast di Beverly Hills 90210 con sei nuovi episodi ed i vecchi interpreti della serie pronti a tornare nei loro ruoli storici. Tra di loro Jason Priestley, Jennie Garth, Ian Ziering, Gabrielle Carteris, Brian Austin Green e Tori Spelling.

Un progetto a cui Luke Perry non aveva aderito, anche se aveva garantito la sua partecipazione eccezionale a qualche episodio, perchè era impegnato sul set della serie televisiva Riverdale, dove aveva da poco concluso di girare alcune scene negli studi di Los Angeles.

Luke Perry se n’è andato circondato dall’affetto dei suoi figli, Jack e Sophie, della fidanzata Wendy Madison Bauer e l’ex moglie Minnie Sharp, della madre, del fratello Tom, della sorella Amy e degli amici più cari. Molti i messaggi di sostegno da amici e colleghi erano già arrivati subito dopo l’ictus, fra di loro, anche Ian Ziering, Sharon Stone e Shannen Doherty.

Morto Luke Perry 4 Ian Ziering, lo Steve Sanders di Beverly Hills, molto legato all’attore, via social ha pubblicato uno scatto di loro due insieme accompagnato da un messaggio toccante: «Carissimo Luke, mi crogiolerò per sempre nei ricordi bellissimi che abbiamo condiviso in questi ultimi trent’anni. Possa il tuo viaggio essere arricchito dalle anime straordinarie di chi ci ha lasciati prima di te, così come hai fatto con coloro che hai lasciato. Che Dio gli riservi un posto a lui vicino, se lo merita».

Shannen Doherty, molto amica dell’attore ha detto a People, poco dopo aver appreso la notizia che era morto Luke Perry «sono scioccata, il mio cuore è spezzato. Devastata per la perdita del mio amico. Ho così tanti ricordi con Luke che mi fanno sorridere, e che sono impressi nel mio cuore e nella mia mente. Luke era un uomo intelligente, silenzioso, umile e complesso, con un cuore d’oro e un pezzo infinito di integrità e amore». Leonardo DiCaprio, che ha diviso con lui le scene nel film di Quentin Tarantino “Once Upon a Time in Hollywood”, ha detto «Luke Perry era un artista di buon cuore e di incredibile talento. È stato un onore poter lavorare con lui. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a lui e ai suoi cari. (trad. Luke Perry was a kindhearted and incredibly talented artist. It was an honor to be able to work with him. My thoughts and prayers go out to him and his loved ones)».

È morto Luke Perry, addio alla star di Beverly Hills 90210Molly Ringwald, sua collega in Riverdale, dopo che è morto Luke Perry ha scritto «Il mio cuore è spezzato. Mi mancherai tanto», anche Madchen Amick, attrice nella serie lo ha ricordato con affetto. Sarah Michelle Gellar, ha dichiarato: «La mia vita da studentessa delle superiori è stata plasmata da Brenda e Dylan. Non doveva andare a finire così. Spero che la sua famiglia sia consapevole di tutte le vite che Luke ha influenzato. “Ho scelto. Ho scelto te. Voglio te. Ti ho sempre voluto”. Questa è la sua battuta che io amo di più in assoluto».

Morto Luke Perry lo stesso giorno di Keith Flint, il cantante dei The Prodigy a 49 anni e c’è chi dice che con loro due siano morti gli anni novanta, una frase che in queste ore è stata utilizzata spesso dai media non solo nostrani ma di tutto il mondo. Vi lasciamo con una frase tratta da pronunciata proprio dal personaggio interpretato da Luke Perry in Beverly Hills 90210 “Qualcuno dice che la nostra vita è già scritta. Ma, forse, il destino è fatto da un numero infinito di strade che si intersecano tra di loro e sta a noi scegliere quale percorrere”.

L.M.

Dove si siede Tarantino al cinema

Dove si siede Tarantino al cinema

Dove si siede Tarantino al cinema? Se sperate di trovarlo in sala dovete leggere questo articolo

Dove si siede Tarantino al cinemaDove si siede Tarantino al cinema? Che posti preferisce? Se per caso Quentin Tarantino fosse passato nel cinema dove siete entrati per la prima volta o frequentate abitualmente, ecco dove potete sedere per sperare di trovarlo ed a fine spettacolo scambiarci due parole. Un consiglio: non importunatelo durante la visione, un patito del cinema come lui potrebbe reagire male.

Qualche hanno fa aveva dichiarato alla stampa: “se ad una ragazza piace sedere in terza fila al cinema è una cosa fantastica. Potrei pensare a una relazione seria con lei, potrebbe essere l’inizio di una storia molto lunga”

Dove si siede Tarantino al cinema 2C’è chi dopo questa dichiarazione aveva pensato che fosse dovuta al fatto che la terza fila è abbastanza scomoda per vedere il film, lo schermo è quasi sopra la tua testa e, se pur di guardare un film decidi di sederti lì, allora sei una vera una amante del cinema. Altri hanno pensato che volesse dire che stare seduti in quella posizione significa arrivare primi alle immagini trasmesse dallo schermo, recependole in una posizione privilegiata rispetto agli altri. Essere in una posizione migliore per la visione d’insieme del film non permette di essere tra i primi a poter osservare le immagini.

Dove si siede Tarantino al cinema, una teoria non sua e di cui si parla anche Bernardo Bertolucci in The Dreamers

Una teoria simile la si trova nel film di Bernardo Bertolucci, The Dreamers – I sognatori per voce Michael Pitt che interpreta Matthew: “Ero diventato membro di quella che in quei giorni era una specie di massoneria, la massoneria dei cinefili, quelli che chiamavamo malati di cinema. Io ero uno degli insaziabili, uno di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo. Perché ci mettevamo così vicini? Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche, prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore, finché, sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo non fossero ritornate nella cabina di proiezione”.

Dove si siede Tarantino al cinema 3Il ragazzo esalta insomma la bellezza di sedersi in prima fila al cinema per potersi nutrire per primo delle immagini, non si preoccupa affatto della posizione scomoda che può farti venire il torcicollo. In ogni caso la posizione al cinema è molto soggettiva e soprattutto dipende dal tipo di sala, dalla distanza delle prime file dallo schermo e dalle dimensioni dello stesso. Qual è la giusta distanza per poter assaporare la bellezza delle immagini ed essere in una buona posizione per poter godere degli effetti surround? Bisogna saper trovare un giusto compromesso per essere appagati da entrambe le cose. Voi avete mai pensato quale sia la posizione migliore? Dove vi sedete al cinema? Probabilmente per abitudine vi siete sempre seduti al centro nella quinta o sesta fila partendo dal basso senza pensarci, che è quello che fanno la maggior parte delle persone. Dite la vostra qua sotto nei commenti.

L.M.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, due supereroi che potevano cambiare la sua carriera

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e SupermanJosh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman. La sua carriera cinematografica è stata segnata inizialmente da molti rifiuti e una serie di provini andati male. Ha partecipato per ben 6 volte alle audizioni della serie tv Dawson’s Creek senza essere preso e tentato di entrare nel cast de La sottile linea rossa di Terrence Malick e de L’uomo del giorno dopo di Kevin Costner, senza riuscire ad ottenere nessun ruolo. Nello stesso anno dell’uscita dei due film però riuscì a recitare in alcune pubblicità e a partecipare alla sitcom Cracker.

Successivamente per un periodo discreto Josh Hartnett è stato uno dei giovani attori più apprezzati e richiesti a Hollywood della sua generazione. Ha recitato in The Faculty accanto a Elijah Wood diretto da Robert Rodriguez, Pearl Harbour al fianco di Ben Affleck e Kate Beckinsale, Black Hawk Down, Sin City, regia di Frank Miller, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino,  Slevin – Patto criminale, Black Dahlia diretto da Brian De Palma e tratto dal romanzo di James Ellroy, al fianco di Scarlett Johansson, Aaron Eckhart e Hilary Swank.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 2Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, ma ne parleremo tra poco, intanto preseguiamo dicendovi che dopo queste pellicole di successo l’attore ha partecipato a numerosi film indipendenti, alcuni dei quali non sono nemmeno arrivati al cinema o sono stati visti da pochissime persone. Lo stesso attore ha dichiarato a proposito della sua scelta di prendere parte a questo tipo di film, di non essere più una delle prime scelte dei registi di Hollywood: “ricevo ancora offerte per film o ruoli televisivi per fortuna, ma anni fa se c’era un ruolo che volevo avevo una buona possibilità di ottenerlo. Adesso devo lottare per esso. Non è male. In realtà è più gratificante. Certo è deprimente quando qualcosa non va come vorresti, ma solo per un minuto”. Tra questi i non bellissimi I Come with the Rain, Girl Walks Into a Bar, Stuck Between Stations, Parts Per Billion, Wild Horses, The Lovers, Il tenente ottomano e L’ultima discesa.

Nel 2014 è entrato a far parte del cast della serie tv ambientata nel 19° secolo Penny Dreadful, che ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica. La serie prende il nome dalle omonime pubblicazioni del XIX secolo, i Penny dreadful ed è stata creata da John Logan e trasmessa dall’11 maggio 2014 al 19 giugno 2016 sul canale via cavo Showtime per tre stagioni. Tra i protagonisti della serie anche Timothy Dalton e Eva Green.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 3Nel periodo non brillante della sua carriera, ha raccontato in un’intervista del 2014, si è trasferito nella sua città natale in Minnesota stufo di essere sulle copertine delle riviste ed essere riconosciuto in pubblico. Qui si è preso una pausa di 18 mesi dalla recitazione tra il 2011 e il 2013. “Non mi fidavo a nessuno, così sono tornato in Minnesota, ho passato del tempo di nuovo con i miei vecchi amici e mi sono rimesso con la mia fidanzata dei tempi di scuola per un po’. Non ho fatto niente per 18 mesi, sperando di ritrovare la mia strada”.

Ha lavorato nella campagna di Barack Obama per la rielezione del presidente nel 2012, tenendo anche un discorso a circa 300 ospiti presso l’Università del Minnesota, dove aveva scherzato: “non sono stato davanti ad un pubblico come questo da otto anni, mi fa sentire in ansia… Ma è così importante per tutti noi essere coinvolti in questa cosa. Questa elezione può essere un po’ più difficile di quanto alcuni di noi si aspettano in questo momento. Ma il Presidente ha fatto un ottimo lavoro“.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 4Nel novembre 2015 nasce a Londra la sua prima figlia aveuta con l’attrice inglese Tamsin Egerton, conosciuta durante le riprese del criticatissimo film The Lovers, uscito nel 2015, ma girato nel 2010-2011.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, una scelta che ha pesato su successivi casting di Christopher Nolan

Ma ora vi spieghiamo come e perchè Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, due supereroi iconici che potevano essere importanti per la carriere dell’attore nato a Saint Paul nel Minnesota.

L’attore ha rifiutato il ruolo di Superman per tutta la prima metà degli anni 2000, Bryan Singer, aveva scelto proprio lui per il ruolo di protagonista nel suo Superman Returns, ma Hartnett ha rifiutato per paura di essere etichettato a vita come Superman: “avevo 22 anni, ma ho avvertito questo pericolo”. Per questa decisione i suoi agenti lo lasciarono. “C’erano un sacco di discussioni interne tra il mio manager e i miei agenti, che si davano la colpa a vicenda. Così è arrivato il momento in cui nessuno di noi poteva più lavorare insieme.”

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 5Nel 2005 Josh Hartnett ha rifiutato anche il ruolo di Batman nella trilogia di Christopher Nolan. L’attore, in un’intervista a Playboy rilasciata nel 2015, ha rivelato i motivi del suo “no”, spiegando come in quel periodo fosse impegnato nella realizzazione di un’altra pellicola, che l’attore riteneva più stimolante, seppur con un budget molto ridotto rispetto a Batman. Si trattava di Mozart and the Whale (uscito in Italia col titolo Crazy in Love), diretto da Petter Næss, una commedia del 2005 tratta da una storia vera dove il protagonista, affetto dalla sindome di Asperger, si innamora di una donna affetta dalla medesima patologia. Hartnett ha ammesso che l’aver detto “no” a Christopher Nolan ha rovinato così anche la possibilità di lavorare con lui su altri progetti. “Ho imparato la lezione quando ho parlato con Christopher Nolan di Batman. Ho deciso che non faceva per me. Così non mi ha voluto nemmeno in The Prestige”. Per lui infatti il vero rimpianto non è stato quello di non aver interpretato il personaggio di Batman, ma piuttosto quello di non aver intrattenuto una relazione lavorativa con Christopher Nolan, uno dei cineasti più importanti del ventunesimo secolo.

L.M.

Margot Robbie sarà Barbie

Margot Robbie sarà Barbie

Margot Robbie sarà Barbie nel film sulla bambola più famosa del mondo

Margot Robbie sarà Barbie Margot Robbie sarà Barbie dopo che le due attrici Amy Schumer e Anne Hathaway hanno rinunciato al ruolo. La Mattel e la Warner Bros. hanno annunciato che il ruolo della bambola più famosa del mondo sarà affidato all’attrice australiana che lo scorso anno ha sfiorato l’Oscar con l’interpretazione della pattinatrice Tonya.

Ynon Kreiz, amministratore delegato di Mattel spiega: “Barbie è un franchise icona e siamo lieti della partnership con Warner Bros e Margot Robbie per portarla sul grande schermo. Mattel Films è sulla strada per dimostrare l’enorme potenziale del nostro portafoglio di marchi”. Toby Emmerich, presidente di Warner Bros Pictures afferma: “Questo progetto l’inizio della nostra partnership con Ynon e Mattel Films. E Margot è la produttrice e attrice ideale per dare vita a Barbie”.

Margot Robbie, ha dichiarato entusiasta:  “Nei suoi quasi 60 anni, Barbie ha consentito ai bambini di immaginarsi in ruoli dalla principessa al presidente. Sono onorata”. L’adattamento sul grande schermo dell’iconica linea di giocattoli di Mattel avrebbe dovuto iniziare la produzione a giugno 2017, ma il calendario della Schumer era troppo ricco ed era impegnata nel lungo tour promozionale della sua commedia Snatched prodotta dalla Fox.

Margot Robbie sarà Barbie sexyMargot Robbie sarà Barbiee potrebbe essere l’ancora di salvezza per la popolare azienda di bambole

Barbie sarà in live action ed è previsto che esca nelle sale nel 2020 e potrebbe essere la potenziale ancora di salvezza per la Mattel che non versa in una buona condizione finanziaria. L’azienda di Barbie, Hot Wheels e Fisher-Price ha visto i ricavi passare da $ 6,5 miliardi nel 2013 ai $ 4,5 miliardi che sono previsti quest’anno, secondo quanto detto dal New York Times. Inoltre, un utile di oltre $ 913 milioni si è trasformato in una perdita attesa di $ 418.

La bellissima attrice australiana è attesa in sala il 17 gennaio come coprotagonista di Maria regina di Scozia, in cui interpreta la regina Elisabetta I ed è diretta da diretto da Josie Rourke. Margot Robbie sarà Sharon Tate atteso film di Quentin Tarantino: Once Upon a Time in Hollywood, incentrato sugli orribili fatti di sangue avvenuti al numero 10050 Cielo Drive a Los Angeles per mano di Charles Manson.

L.M.

Polanski e il primo film dell’era #MeToo

Polanski e il primo film dell’era #MeToo

Polanski e il primo film dell’era #MeToo sul caso Dreyfus

Polanski e il primo film dell'era #MeToo Polanski e il primo film dell’era #MeToo. J’accuse è un film che parla del caso Dreyfus e si tratta del primo di Roman Polanski nell’era del #MeToo. L’ottantacinquenne regista, ancora ricercato dalla giustizia americana per lo stupro di una minorenne, dirigerà il premio Oscar Jean Dujardin in questa pellicola che parla di uno dei più clamorosi casi di errore giudiziario della storia.

Legende Films ha confermato a Hollywood Reporter che le riprese cominceranno entro l’anno a Parigi e sui social media è scoppiata l’indignazione dei sostenitori del movimento. J’accuse racconterà la vicenda del capitano Alfred Dreyfus, l’ufficiale di artiglieria francese di origine tedesca, accusato e condannato per tradimento a favore della Germania alla fine dell’Ottocento. Jean Dujardin, l’attore diventato famoso con The Artist, vestirà i panni dell’agente del controspionaggio che dimostrò, dopo la condanna, che Dreyfus era innocente.

Louis Garrell sarà Alfred Dreyfus. In altri ruoli troveremo Mathieu Amalric, Olivier Gourmet e Emmanuelle Seigner. Sono sei anni che il regista reo confesso negli Usa di aver stuprato nel 1977 una donna, Samantha Geimer, che all’epoca aveva 13 anni, medita di fare questo film. La sceneggiatura è scritta dal romanziere inglese Robert Harris che aveva già lavorato con Polanski nel 2010  in The Ghost Writer.

Polanski e il primo film dell'era #MeToo
Emmanuelle Seigner, moglie di Roman Polański

Il titolo “J’accuse” è preso dalla celebre lettera aperta di Emile Zola in appoggio a Dreyfus, in cui lo scrittore critica aspramente il governo francese per inettitudine e antisemitismo. Roman Polanski aveva annunciato che avrebbe girato un film sul caso Dreyfus nel 2012 a Cannes, ma i tempi della produzione hanno fatto sì che J’accuse sia il suo primo film nell’epoca #MeToo.

Polanski e il primo film dell’era #MeToo, entro anno via a riprese “J’Accuse” del regista accusato stupro

Il movimento Me Too, nato in seguito alle accuse di molestie sessuali e stupri all’ex boss di Miramax Harry Weinstein, a maggio aveva già provocato l’espulsione dall’Academy degli Oscar di Polanski e del comico Bill Cosby. La motivazione è stata per atti “che non si conformano ai nuovi standard in materia di rispetto della dignità umana”.

Polanski, che con Il Pianista nel 2003 aveva collezionato tre statuette, ha definito l’azione illegale, minacciando una causa e definendo il movimento #MeToo una forma di “isteria collettiva”. Nel 1977 Polanski fu arrestato per lo stupro della tredicenne Samantha e si dichiarò colpevole e rimase 42 giorni in prigione dopo i quali fu messo in libertà vigilata e approfittò per fuggire a Parigi prima che il giudice avesse il tempo di emettere la sentenza.

Polanski, sarà anche ritratto dall’attore polacco Rafal Zawierucha nel prossimo film di Quentin Tarantino, Once Upon a Time in Hollywood.

L.M.

È ufficiale: il nono film di Quentin Tarantino ha una data di uscita

È ufficiale: il nono film di Quentin Tarantino ha una data di uscita

Il nono film di Quentin Tarantino ha una data di uscita, ma si sa davvero molto poco sulla trama e sugli attori coinvolti nel progetto

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Quentin Tarantino on the set of Death Proof

Il nono film di Quentin Tarantino ha una data di uscita. La Sony / Columbia Pictures, che ha recentemente ha acquisito i diritti di produzione e distribuzione globali del film, ha fissato l’uscita americana al 9 agosto 2019, nel cinquantesimo anniversario di Sharon Tate, uccisa dai membri della “famiglia” di Charles Manson il 9 agosto 1969. Dalla trattativa come sapete è stata esclusa The Weinstein Company, da sempre partner di Tarantino fino allo scandalo sessuale che ha coinvolto il suo fondatore Harvey Weinstein.

La storia per ora è ancora avvolta nel mistero, sembra che sia ambientato nella Los Angeles del 1969 e che a fare da sfondo ci siano gli omicidi perpetrati da Charles Manson e dai suoi seguaci.

Il budget dovrebbe essere di un centinaio di milioni di dollari, il film verrà girato nel 2018 in California approfittando di un tax credit sulla produzione di ben 18 milioni di dollari. Secondo l’accordo Tarantino avrà il final cut e una porzione degli incassi. Non è ancora noto chi sarà nel cast, ma sembra che il regista abbia in mente ruoli per Margot Robbie, Samuel L. Jackson e di nomi come Tom Cruise, Brad Pitt e Leonardo DiCaprio per i due protagonisti maschili.

Non ci resta che attendere ancora un po’ per conoscere il cast ed avere qualche informazione più dettagliata sulla trama del nuovo film del regista italoamericano. Continuate a seguirci e prossimamente vi daremo informazioni più dettagliate.

Tarantino conferma di volersi ritirare dopo il decimo film

Tarantino conferma di volersi ritirare dopo il decimo film

Tarantino conferma di volersi ritirare dopo il decimo film, solo due film nel suo futuro, uno sembra essere gangster story ambientata nell’Australia degli anni 30

 Tarantino conferma di volersi ritirare dopo il decimo film Quentin Tarantino on the set of Death Proof piediTarantino conferma di volersi ritirare dopo il decimo film e scherza col pubblico dicendo di sperare di essere poi ricordato come uno dei migliori registi di sempre

Tarantino conferma di volersi ritirare dopo il decimo film. Da alcuni anni Quentin Tarantino annuncia di volersi ritirare dalle scene dopo aver diretto il suo decimo lungometraggio, i fan però continuano a non credere alle sue parole e a sperare che cambi idea. Purtroppo per loro il regista è tornato a ribadire le sue intenzioni mentre si trovava a San Diego ospite alla Adobe Max creativity conference.

Quentin Tarantino ha infatti risposto così alle solite domande sul suo futuro:

Lascio cadere il microfono. Boom. E dirò a tutti “fate qualcosa che sia paragonabile”.

Poi ha proseguito:

Spero che, quando giungerò al termine della mia carriera, il mio successo possa essere definito dal fatto che verrò ricordato come uno dei più grandi filmmaker di sempre. Anzi, mi spingo più in là: come uno dei massimi artisti, non solo come un importantissimo regista.                                           Tarantino conferma di volersi ritirare dopo il decimo film

Nel corso dell’incontro a San Diego, Tarantino ha anche spiegato da cosa nasce il suo processo creativo che lo porta a scrivere un film:

Buona parte del linguaggio dei miei film ruota attorno a un suono o a una canzone. Prima di iniziare penso solamente alla musica. Ascolto una canzone e mi immagino tutti al Festival di Cannes, lo adoro.

Questo significa che Tarantino ha ancora solo due film davanti a se, uno sembra possa essere una gangster story ambientata nell’Australia degli anni 30 sullo stile Bonnie & Clyde, l’altro chissà. Una cosa è certa: prima si dedicherà a un progetto ambientato nel 1970, annata sulla quale il regista sta compiendo molte ricerche da almeno quattro anni. Anche in questo caso però aleggia del mistero, perchè Quentin Tarantino non sa ancora se questo progetto si trasformerà in un libro, un documentario, oppure un podcast in sei parti.

Luca Miglietta