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5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars

Gli attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars: Al Pacino, Kurt Russell, Toshiro Mifune, Leonardo DiCaprio e Michael Fassbender

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars ed il motivo della loro scelta

Attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars. Nel corso degli anni ci sono stati molti attori famosi che hanno rifiutato un ruolo, anche piccolo in Star Wars, chi per un motivo, chi per l’altro. Voi, soprattutto se siete dei fan, vi starete chiedendo come ciò è stato possibile, la maggior parte delle persone farebbero carte false per avere anche un ruolo, anche da comparsa, nella saga.

Chi sono gli attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars? Di seguito scoprirete di chi si tratta.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsAl Pacino

Dopo il grande successo de Il Padrino del 1972, l’attore era uno dei più richiesti a Hollywood, ogni regista o produttore voleva scritturarlo per un film. Tra questi George Lucas non era da meno e gli propose il ruolo di Han Solo. L’attore rifiutò la parte dopo aver letto la sceneggiatura di Star Wars, poiché la riteneva troppo strana e complessa.

“Dovevo solo accettare la parte per essere in Star Wars, ma non capii la sceneggiatura.” Al Pacino successivamente si pentì della scelta, poiché descrisse il rifiuto come “un’altra occasione persa“.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsKurt Russell

Per il ruolo di Han Solo, poi andato ad Harrison Ford, Al Pacino non è stato l’unico a essere considerato, perché prima di “Indiana Jones” vennero anche considerati Jack Nicholson, Christopher Walken, Chevy Chase, Nick Nolte, Steve Martin, Perry King, Burt Reynolds,  Bill Murray e appunto Kurt Russell.

L’attore era molto popolare alla fine degli anni settanta, ma deve la sua fama soprattutto al sodalizio con il regista John Carpenter, che lo lanciò nel 1981 con il film futuristico 1997: Fuga da New York, e col quale recitò anche in La cosa e Grosso guaio a Chinatown. Kurt Russell però in una intervista rivelò di non essersi pentito di aver rifiutato il ruolo di Han Solo:

Ho fatto dei provini per la parte di Luke Skywalker e Han Solo. Da qualche parte su nastro, esiste. Non avevo idea di cosa stessi dicendo. Qualcosa riguardo una Morte Nera e un Millennium Falcon. A dire la verità ero piuttosto vicino alla parte, nella corsa finale, ma dovevo dare una risposta alla ABC per uno show western. Ho chiesto a George: ‘Pensi che mi userete?’ ‘Non so se ti voglio mettere con lui, o insieme con quei due ragazzi‘. Dovevo lavorare, perciò feci il western. Chiaramente ho fatto la scelta giusta.
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
In un’intervista successiva ha dichiarato:

Le cose accadono sempre perché c’è un senso e sono soddisfatto della mia carriera. La mia vita e la mia carriera sarebbero state diverse se avessi fatto Star Wars, ma non ci si può fissare su questo.

Video su Youtube del provino di Kurt Russell: link youtube streaming

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsToshiro Mifune

Toshiro Mifune universalmente noto per le sue interpretazioni nei film del regista Akira Kurosawa, di cui è stato primo attore in 16 pellicole. Kurosawa e i suoi film del resto sono stati una fonte di ispirazione per la scrittura della sceneggiatura di Star Wars, come dichiarato dallo stesso George Lucas. Lucas contattò Toshiro Mifune per due ruoli importanti: quello di Obi-Wan Kenobi e quello di Darth Vader.
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
La figlia di Toshiro Mifune spiegò anni dopo che l’attore rifiutò perché era convinto che il film sminuisse un po’ quella che era la figura sacra del samurai.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsLeonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio è stato vicinissimo ad interpretare uno dei personaggi più importanti della trilogia di prequel di Star Wars, quello di Anakin Skywalker. L’attore italoamericano due anni fa, in occasione della promozione della pellicola Revenant: Redivivo di Alejandro González Iñárritu, ha spiegato per la prima volta perché disse di no a George Lucas. Leonardo DiCaprio disse a proposito del suo rifiuto alla parte ne L’attacco dei Cloni:
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
Ho avuto un incontro con Geroge Lucas, ma non mi sentivo pronto a prendere una decisione così importante. Molte persone guardano la mia carriera e le scelte che ho fatto, e dicono che c’è stato un periodo in cui ho inseguito la fama (…) La verità è che penso di essere stato molto coerente con l’idea di attore che volevo diventare.

L’attore ha dichiarato però che non gli dispiacerebbe in futuro entrare nella grande famiglia di Star Wars:

Nella vita, mai dire mai. Le saghe, anche quelle dei supereroi, stanno diventando sempre più interessanti. Non ne ho mai preso parte, ma di certo non ho pregiudizi.

Sicuramente avrebbe dato qualcosa di più al personaggio di Anakin Skywalker essendo un attore molto più dotato del mediocre Hayden Christensen. Non lo pensate anche voi?

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsMichael Fassbender

Michael Fassbender rifiutò un ruolo non precisato ne Il Risveglio della Forza, per via di altri impegni lavorativi. Pare che i due ruoli che avrebbe potuto interpretare fossero quello del Generale Hux o quello del pilota della Resistenza Poe Dameron.

L’attore irlandese ha così commentato il suo rifiuto:
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
Abbiamo parlato del ruolo. Abbiamo avuto una conversazione. Sono abbastanza sicuro che fossi impegnato con qualcos’altro quell’estate, quando sono partite le riprese.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsVi sono anche altri due attori che in un primo momento avevano rifiutato una parte in Star Wars, per poi successivamente tornare sui loro passi nel ruolo di un nuovo personaggio: Christopher Lee e Benicio Del Toro
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
Christopher Lee
, che tutti conosciamo bene per il ruolo del Conte Dooku nella trilogia prequel, rifiutò il ruolo del Grand Moff Tarkin nella trilogia originale. Ruolo che poi fu ricoperto dall’amico e collega Peter Cushing. Benicio Del Toro apparso recentemente in Star Wars: Gli ultimi Jedi, ha rifiutato un altro ruolo nella trilogia di prequel. Ne La Minaccia Fantasma infatti avrebbe dovuto interpretare Darth Maul, ma rifiutò perché Lucas aveva ridotto al minimo le battute del personaggio nel film.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsLuca Miglietta

Rogue One: A Star Wars Story (2016)

Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One: A Star Wars Story, lo spin off della saga

Rogue One: A Star Wars Story, un film da non perdere

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen JiangRogue One: A Star Wars Story, diretto da Gareth Edwards, è il primo capitolo di una nuova avventurosa serie cinematografica che esplora i personaggi e gli eventi che ruotano intorno alla saga di Guerre Stellari. Come si colloca temporalmente Rogue One nell’universo di Star Wars? E’ precedente al quarto capitolo uscito nel 1977 Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza e successivo al terzo Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, uscito nel 2005.

Rogue One racconta le vicende di un improbabile gruppo di eroi che intraprendono la difficilissima missione di sottrarre i piani della Morte Nera. Tra di loro c’è Jyn Erso, la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall’Impero alla costruzione della più potente arma di distruzione di massa dell’Impero, la Morte Nera. La ragazza verrà accompagnata nell’impresa anche dal capitano Cassian Andor, un droide imperiale riprogrammato dai ribelli e da altre persone incontrate sul loro cammino. La loro missione sarà fondamentale per le vicende di Star Wars, perché saranno poi i piani che permetteranno a Luke Skywalker di distruggere la Morte nera in Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 3Il film racconta proprio quanto descritto nelle didascalia scorrevole all’inizio del primo Star Wars di sempre, l’episodio IV. Non potete non ricordarvi il celebre incipit del 1977:

è un periodo di Guerra Civile. Navi spaziali ribelli, dopo aver colpito una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio Impero Galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani tecnici dell’arma decisiva dell’Impero, la Morte Nera, una stazione spaziale corazzata da una potenza tale da distruggere un intero pianeta. Inseguita dai biechi agenti dell’Impero, la Principessa Leila sfreccia verso casa a bordo della sua nave stellare, custode dei piani rubati che possono salvare il suo popolo e ridare la libertà alla Galassia.

Noi spettatori, come già accaduto vedendo La vendetta dei Sith, sappiamo più o meno come andrà a finire la vicenda: il piano apparentemente suicida funzionerà perché i piani cadranno nelle mani dell’alleanza ribelle e della principessa Leia, per essere poi recuperati nel quarto episodio da Luke, che andrà a chiedere aiuto a Obi-Wan Kenobi. Quello che ne viene fuori però è strabiliante: un film che a differenza de Il risveglio della forza riesce ad armonizzare elementi nuovi ed omaggi al passato, grazie ad una buona sceneggiatura ed all’ottima regia di Gareth Edwards.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 5Rogue One proprio nell’introdurre elementi nuovi riesce dove J. J. Abrams aveva fallito nel settimo episodio dell’anno scorso. Gareth Edwards infatti fa capire fin dall’inizio che il suo film non vuole essere considerato un normale episodio di Star Wars, ma qualcosa di diverso. Un film che strizza l’occhio in più di un’occasione a pellicole di genere bellico, piuttosto che al fantasy ed alla fantascienza a cui erano abituati in fan della saga.

Edwards e gli sceneggiatori Chris Weitz e Tony Gilroy hanno fatto un ottimo lavoro nel trasportare all’interno di un genere come quello fantascientifico elementi tipici dei film di guerra: la rappresaglia dei ribelli contro l’impero, i piani di estrazione o i preparativi ed i piani di battaglia. Viene mostrata la guerra stellare, ma anche quella più terrena con tutti gli orrori connessi al conflitto, come accade nella cruda realtà di tutti i giorni. Una guerra sporca e spietata con scontri a terra e duelli aerei in un crescendo di emozioni.

Assieme ai nuovi elementi bellici inseriti coraggiosamente dal regista, non mancano però i moltissimi rimandi alla mitologia di Star Wars, che consente allo spin-off di trovare un posto nei cuori dei fan, vecchi e nuovi.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 2All’inizio di Rogue One balza subito agli occhi dello spettatore la mancanza delle tipiche didascalie iniziali a scorrimento, che hanno contraddistinto la saga. Un elemento che potrebbe a prima vista disorientare i fan, ma la pellicola con il trascorrere dei minuti diventa sempre più uno Star Wars a tutti gli effetti ed addirittura forse il più riuscito dopo Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora.

Rogue One ci presenta l’Alleanza ribelle in maniera diversa dal solito: un movimento diviso nelle decisioni, chi preferisce azioni di guerriglia terroristica, chi dibattiti parlamentari, cosa che porta a decisioni più lente del solito. Viviamo l’agire nell’ombra e nel segreto, tutti i sacrifici, le battaglie e le quasi impossibili imprese a cui sono costretti i ribelli. Tra il loro avversari invece per la prima volta veniamo a sapere che ci sono dissidi e lotte interne tra i sottoposti all’imperatore per avere maggior potere.

Chi sono i membri dell’eroico equipaggio?

La bella e coraggiosa Jyn Erso ben interpretata da Felicity Jones, il cui padre Galen Erso, (un ottimo Mads Mikkelsen) è costretto con la forza ad ultimare la Morte Nera. A completare la squadra l’ufficiale Cassian Andor (Diego Luna), un ex pilota dell’Impero di nome Bodhi (Riz Ahmed), un divertente droide chiamato K-2SO e due vecchi guerrieri, il cieco con una grande devozione alla Forza Chirrut Îmwe (un bravissimo Donnie Yen) e l’amico Baze Malbus (Jiang Wen).

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang Darth VaderTra i cattivi troviamo un Darth Vader in grande spolvero e minaccioso pur comparendo in poche scene, il malvagio Grand Moff Tarkin, ricostruito in computer grafica e il Direttore Krennic (Ben Mendelsohn), l’ufficiale a cui è affidata la costruzione della Morte Nera. Quest’ultimo merita una menzione perché, a differenza di tutti gli altri seguaci dell’impero a cui eravamo abituati nella saga, è un personaggio con un lato più umano ed emotivo.

Sorge spontaneo il paragone accennato all’inizio tra Rogue One ed Il risveglio della forza. Gareth Edwards riesce proprio dove J. J. Abrams aveva fallito l’anno scorso: il riuscire davvero a capire lo spirito di Star Wars e di cosa avevano davvero bisogno i fan storici. Il regista oltre a dimostrare un’ottima padronanza con la macchina da presa riesce a cogliere appieno la poesia e la mitologia dietro la saga ed a coinvolgere gli spettatori di tutte le età. Introdurre elementi nuovi e toni più dark senza stravolgere la magia della saga, non era per niente facile, ottima prova.

Andatelo a vedere non ne rimarrete certo delusi. Rogue One dopo un avvio che ingrana lentamente nella seconda parte della pellicola ha un ritmo forsennato, un climax ascendente fino ai titoli di coda. Il passo della vicenda cambia completamente dal momento in cui si forma il manipolo di eroi che dovrà recuperare i piani della morte nera.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 6Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2016
Durata: 135 minuti
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 2.35:1
Genere: fantascienza, azione
Regia: Gareth Edwards
Soggetto: John Knoll, Gary Whitta
Sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
Produttore: Kathleen Kennedy, Allison Shearmur, Simon Emanuel
Produttore esecutivo: John Knoll, Jason D. McGatlin
Casa di produzione: Lucasfilm
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
Fotografia: Greig Fraser
Montaggio: Jabez Olssen, John Gilroy, Colin Goudie
Effetti speciali: Neil Corbould, John Knoll
Musiche: Michael Giacchino
Scenografia: Doug Chiang, Neil Lamont

Attori e personaggi che interpretano:

Felicity Jones: Jyn Erso
Diego Luna: Cassian Andor
Ben Mendelsohn: Orson Krennic
Donnie Yen: Chirrut Îmwe
Mads Mikkelsen: Galen Erso
Alan Tudyk: K-2SO
Jiang Wen: Baze Malbus
Forest Whitaker: Saw Gerrera

Trailer Rogue One: link 1 lingua originale

Trailer Rogue One: link 2 italiano

Luca Miglietta

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 7

Star Wars: Il risveglio della Forza

Star Wars: Il risveglio della Forza

Il risveglio della Forza era il film più atteso degli ultimi anni e c’era una grande ansia per il ritorno della saga di Star Wars

Star Wars Il risveglio della forza 7

Un’analisi a freddo su Il risveglio della forza di J. J. Abrams

Il risveglio della Forza ha avuto un martellamento mediatico senza precedenti nella storia del cinema: ovunque si sentiva parlare di Star Wars, dai media, alle fermate delle stazioni a Google e Facebook, che hanno creato delle iniziative apposite per l’uscita del film. Star Wars in pochi mesi è diventato un fenomeno di costume come non lo era mai stato per via della massiccia campagna pubblicitaria della Disney.

E’ stato creato una sorta di fenomeno di tendenza che ha attirato al cinema migliaia di nuovi aspiranti seguaci, che non avevano idea di cosa fosse Star Wars, cosa rapprendesse per il mondo cinema e come avesse influenzato l’immaginario collettivo. Persone incuriosite, ma alle quali interessava solamente essere intrattenute con qualcosa di semplice ed abbastanza leggero, come un Harry Potter o un Hunger Games qualsiasi.

Se non avete ancora visto il film però non andate oltre perché ci saranno moltissimi spoiler.

Fin dall’inizio di Il risveglio della Forza ci rendiamo conto che il film ha qualcosa di familiare: inizia proprio come Una Nuova Speranza, per poi proseguire e finire come, il film che ha dato origine alla saga. Tutto il film sa di già visto perché le due pellicole sono praticamente sovrapponibili: la struttura narrativa è la stessa e non si discosta quasi mai dall’originale. Avrete notato i molti elementi e situazioni già sviluppati negli altri 6 episodi della saga, perché gli sceneggiatori non hanno neppure avuto il coraggio di cambiare almeno le caratteristiche dei pianeti o introdurre personaggi con qualche caratteristica diversa. Volete degli esempi? Bene, l’osteria spaziale del pianeta dove Rei sente il risveglio della Forza è uguale al bar di Mos Eisley (ci sono pure una band simile, contrabbandieri e poco di buono). Pensiamo allo scontro padre-figlio (Han Solo che vuole aiutare il figlio a ribellarsi al lato oscuro della Forza), che sostituisce quello di figlio-padre (Luke che vuole redimere il padre), che trovata originale! E vogliamo parlare del pilota spaccone della ribellione Poe Dameron? Non vi sembra la copia di Han Solo, senza però personalità dell’originale? E Max von Sydow nella parte di Lor San Tekka non sembra un clone di Obi-Wan Kenobi della prima trilogia? Peccato perchè sarebbe potuto essere un ottimo Sith. Ma veniamo al momento clou, i pianeti: Jakku è identico a Tatooine, Takodana a Naboo, lo Starkiller è la Morte Nera versione pianeta. In una galassia molto lontana quindi i pianeti sono tutti uguali o occupati da immense foreste, o desertici o ghiacciati.

Ogni episodio di Star Wars ha avuto un antagonista di spessore, vogliamo parlare del cattivo o del lato oscuro della Forza ne Il risveglio della Forza? Viene completamente ridicolizzato: Kylo Ren sembra la caricatura di un personaggio malvagio. Vi ricordate cosa faceva Darth Vader quando qualcosa andava storto nei piani dell’Impero? Si vendicava coi sui sottoposti uccidendoli, non diventava una sorta di personaggio autistico che per sfogarsi distrugge con una spada laser le pareti dell”astronave come Kylo Ren. Ma poi perché utilizza senza un motivo apparente una maschera? Non ne ha bisogno come Darth Vader. Sembra un emulatore talmente tanto invaghito dal nonno Darth Vader da voler indossare un costume per imitarlo. Vogliamo citare solo qualche potente Sith degli episodi precedenti? Darth Vader, Darth Maul o il Conte Dooku, vi sembrano così? O un altro personaggio negativo come Jabba the Hutt?

Per tutto il film quello che manca sono le emozioni e neanche la morte di Han riesce a suscitarle negli altri peonaggi: muore uno dei personaggi più leggendari della saga, capisco che il funerale possa svolgersi magari nel sequel in apertura, ma almeno due parole? Lasciare così Han Solo nel dimenticatoio come se non fosse morto è proprio triste.
Il modo in cui viene vissuta da tutti la sua morte è assurdo: dai piloti della resistenza che restano tranquilli (ha salvato più volte la galassia, bazzecole), ma in particolare da Chewbacca il suo migliore amico e da Leia, la sua amata. I due non solo non si scambiano due parole di conforto e non si guardano di striscio, ma addirittura Leia abbraccia Rei in arrivo dalla missione e non si mostra neanche turbata dalla morte di Han! Ma un po’ tutti i personaggi sono quasi privi di emozione, ma rammentate cosa accadeva negli episodi precedenti della saga?
Il travaglio interiore di Anakin Skywalker? Il suo dolore per la morte della madre e per la possibile morte di Padmé Amidala? Palpatine che provoca Anakin? Non c’è spazio neanche per la malinconia di Luke Skywalker che fissa i soli gemelli di Tatooine cercando di capire come abbandonare il pianeta.

Ne Il risveglio della Forza si salvano solo il personaggio di Han Solo e quello di Rey, interpretato dalla brava e bella Daisy Ridley. Anche se sul personaggio di Rey e il suo utilizzo della Forza ci sarebbe da ridire. Come è possibile che in pochi istanti Rei impari tante cose della Forza? Di questo però parlerò più avanti.

Avete notato che lo spazio ed il tempo sono un po’ strani nel film? Sono stati compressi in modo inconcepibile. Come è possibile che i colpi sparati dalla Starkiller raggiungano in brevissimo tempo ben tre pianeti della galassia? Perché i salti nell’iperspazio sono velocissimi senza neanche calcolare le coordinate, i buchi neri o i campi d’asteroidi? Il Millennium Falcon salta addirittura nell’iperspazio dall’hangar di una nave, ma vi ricordate che nella vecchia saga a volte faticava ad andare alla velocità della luce pure nello spazio profondo?

Ma veniamo ai lati positivi: si tratta di un film bello dal punto di vista degli effetti speciali, della grafica e ho trovato molto positiva la scelta di realizzare quasi tutte le creature presenti nel film con costumi e animatronics, utilizzando quindi poca Computer Grafica. Alcune inquadrature come quelle delle astronavi distrutte sul pianeta sono davvero belle.

Ma Il risveglio della Forza si può definire uno Star Wars? Non notate che manca qualcosa? L’atmosfera è la stessa?
In Star Wars: Il risveglio della Forza manca proprio una cosa fondamentale, quella dimensione epico-cavalleresca in salsa fantastico-fantascientifica a cui eravamo abituati e che la saga era riuscita a portare avanti per ben 6 film. Lo si vede nei comportamenti superficiali dei personaggi di cui parlavo poco fa ma pure nei dialoghi piatti che contraddistinguono Il risveglio della Forza. Tutti i comportamenti e tutte le situazioni vanno contro l’epica di Star Wars, enigmatico poi è proprio il comportamento assurdo di Leia alla morte di Han.

Ma arriviamo al punto più dolente: la Forza in questo nuovo film è banalizzata, sembra un semplice espediente utilizzato da Rei nel film per risolvere una situazione ingarbugliata. Ma la Forza non è questo, non si tratta dei poteri magici degli stregoni de Il signore degli anelli o di qualche altro film fantasy, non è sufficiente la predestinazione. Nell’episodio V infatti Luke si allena duramente sul pianeta di Yoda (fa un’immensa fatica ad alzare gli oggetti). E vogliamo parlare di Anakin che è stato addirittura concepito con l’intervento della Forza? Nel modesto episodio I si dice “È troppo grande per essere addestrato” (ha solo 9 anni), lui solo dopo molto tempo e molta dedizione impara ad usare la Forza, la ventenne Rei si improvvisa Jedi da un momento all’altro: le basta una visione e riesce addirittura quasi a sconfiggere Kylo Ren utilizzando la spada laser, incredibile! Ma vi pare realistico? Ed invece quando si libera utilizzando per la prima volta i poteri mentali Jedi?

In conclusione si può dire che questo prodotto confezionato da J. J. Abrams per la Disney ha pochissimo a che fare con l’universo creato da George Lucas se non per essere una sorta di remake ed allo stesso tempo reboot di Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza per tutte quelle generazioni e quei mercati che non conoscevano ancora Star Wars, come ad esempio il redditizio mercato cinese.

Con questo non voglio esaltare George Lucas che con i prequel di Star Wars poteva fare qualcosa di meglio, soprattutto con l’episodio I, perché l’episodio II ed il III sono due buoni film, anche se non sono così straordinari. Molti fan hanno aspramente criticato George Lucas per questa seconda trilogia, ma rispetto a Il risveglio della Forza sono migliori e rispettano la filosofia e l’atmosfera di Star Wars ed introducono comunque elementi nuovi, come città sottomarine, pianeti la cui superficie è intermante occupata da acqua o combattimenti tra Jedi e nemici in un’arena. Infine pensateci: in questo film dove si trova un combattimento anche solo paragonabile a quello tra Anakin e Obi-Wan Kenobi in mezzo alla lava? Combattimenti di un’epicità simile non si trovano.

Un’occasione persa per Abrams che ha preferito dare ai fan quello volevano: Una nuova speranza, per evitare di rischiare di fare qualcosa di originale ma che non venisse capito. JJ la prossima volta che fai un remake fai bene i compiti almeno e cerca di rispettare l’originale! Non mi aspettavo di vedere un capolavoro, ma almeno un bel film, che rispettasse i canoni di Star Wars, che delusione Il risveglio della forza.

Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Paese di produzione: USA
Anno: 2015
Durata: 135 min
Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Fotografia: Daniel Mindel
Montaggio: Mary Jo Markey, Maryann Brandon
Effetti speciali: Chris Corbould, Roger Guyett
Musiche: John Williams
Scenografia: Rick Carter, Darren Gilfort
Costumi: Michael Kaplan
Trucco: Amy Byrne
Sul set: Multa per infortunio Ford sul set di Star Wars
Attori: Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Lupita Nyong’o (Maz Kanata), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Peter Mayhew (Chewbacca), Max von Sydow (Lor San Tekka)

Luca Miglietta

Star Wars Il risveglio della Forza

Justin Bieber deve essere espulso dagli Stati Uniti

Justin Bieber deve essere espulso dagli Stati Uniti

Justin Bieber deve essere espulso dagli Stati UnitiOltre 40mila americani in poche ore hanno firmato la richiesta di espulsione del cantante canadese Justin Bieber, arrestato il 22 gennaio per guida in stato di ebbrezza a Miami Beach.
Espellere Justin Bieber dagli Stati Uniti e revocargli il visto, è quanto hanno chiesto oltre 40mila cittadini americani firmando una petizione lanciata sul sito della Casa Bianca.
Non si tratta di una petizione qualsiasi, perché se l’appello raggiungerà le 100mila sottoscrizioni entro il 22 febbraio, la Casa Bianca avrà un mese di tempo per fornire una risposta ufficiale come previsto dalle norme di “We The People”, la piattaforma voluta da Barack Obama per rafforzare gli strumenti di democrazia diretta.
Si può leggere nel testo della petizione: “Ci sentiamo mal rappresentati da Justin Bieber e vorremmo che questo guidatore spericolato e assuntore di stupefacenti venisse espulso e la sua green card revocata”.
L’obbiettivo molto facilmente verà raggiunto, tanto da rendere concreta la possibilità che l’amministrazione Obama si ritrovi a dover fornire una risposta ufficiale.
Da quando nel 2011 il presidente americano ha lanciato il filo diretto con la Casa Bianca attraverso la sezione “We The People” sono state oltre cento le petizioni che hanno ottenuto una risposta. Questo è avvenuto nonostante nel corso degli anni sia stata alzata prima a 25mila e poi a 100mila la soglia di firme da raggiungere affinché la richiesta finisse sulle scrivanie del governo.
Sono state fatte molte petizioni per nobili cause come quella dei diritti umani, ma come nel caso di Justin Bieber, non sono mancate proposte stravaganti che hanno fatto piovere critiche sulla piattaforma. In passato ad esempio era stato chiesto che divenisse realtà la costruzione della Morte Nera, la stazione spaziale del film Star Wars e che Obama impedisse a Nicholas Cage di continuare la sua carriera di attore.

La Morte Nera non verrà costruita: l’amministrazione Obama ha deciso

Negli Stati Uniti i cittla morte neraadini hanno il diritto di inoltrare petizioni al governo, che è costretto a rispondere in via ufficiale se la richiesta sia stata accompagnata da almeno 25.000 firme. Di recente oltre 34.000 americani hanno sottoscritto una petizione per chiedere a Barack Obama di “costruire una stazione spaziale sul modello della Morte Nera” di Guerre Stellari per garantire agli Stati Uniti oltre alla supremazia aerea anche quella spaziale. Sembra incredibile, ma è tutto vero.
Il governo ha dovuto diramare una risposta ufficiale ad opera di Paul Shawcross, il responsabile dell’amministrazione Obama per la gestione del budget destinato allo sviluppo e alla ricerca scientifica.
La Casa Bianca ha formalmente respinto la richiesta, dimostrando anche molto umorismo. La costruzione della Morte Nera non è all’orizzonte per diversi motivi tra i quali:

  • il costo spropositato dell’opera stimato in oltre 850.000.000.000.000.000 di dollari che non si vuol far pagare ai contribuenti americani in un momento di crisi economica
  • il fatto che amministrazione non intende far saltare in aria altri pianeti
  • il fatto che la Morte Nera ha il difetto di poter essere distrutta da una semplice  navetta spaziale guidata da un solo uomo

Se volete leggere l’intera risposta basta andare sul sito della Casa Bianca: https://petitions.whitehouse.gov/response/isnt-petition-response-youre-looking

Luca Miglietta