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Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein: “mi fecero scartare Ashley Judd e Mira Sorvino dal Signore degli Anelli”

Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein, il regista ha spiegato che i commenti di Bob e Harvey Weinstein lo avevano spinto a eliminare le due attrici dalla lista delle potenziali interpreti.

Peter Jackson ha parlato per la prima volta a Stuff del caso Weinstein raccontando che il produttore e il fratello Bob lo convinsero a rimuovere il nome di Ashley Judd e Mira Sorvino dalla casting list che aveva preparato per Il Signore degli Anelli. Ashley Judd e Mira Sorvino fanno parte delle 90 donne che hanno accusato Harvey Weinstein di molestie sessuali e minacce.                          Peter Jackson accusa Weinstein

Era il 1998 e Peter Jackson stava proponendo alla Miramax di Bob e Harvey Weinstein la sua idea per un adattamento del romanzo di J.R.R. Tolkien. Il regista però si sentì dire dai due fratelli che non era il caso che lavorasse con le due attrici:

ricordo che la Miramax ci disse che lavorare con loro due era un inferno, e che avremmo dovuto evitarle a tutti i costi. Era probabilmente il 1998. All’epoca non avevamo alcun motivo per dubitare ciò che ci veniva detto da loro, ma se ci ripenso oggi mi rendo conto che probabilmente si trattava di fango gettato dalla Miramax. Sospetto che ci siano state date false informazioni su queste due attrici di talento, e come risultato immediato noi rimuovemmo i loro nomi dalla nostra lista.

Jackson racconta che Harvey Weinstein ottenne un credito da produttore esecutivo per Il Signore degli Anelli, ma unicamente per motivi contrattuali. La Miramax però tentò di far deragliare il progetto quando si rese conto che Jackson non aveva intenzione di condensare il suo progetto di due film (in origine erano due) in uno solo.

Peter Jackson ha dichiarato di non aver avuto né esperienza diretta, né conoscenza delle accuse di molestie sessuali mosse nei confronti di Harvey Weinstein e che la sua decisione di non avere più a che fare con lui fu unicamente professionale:

la mia esperienza, all’epoca in cui la Miramax controllava Il Signore degli Anelli, era che i Fratelli Weinstein si comportavano come bulletti mafiosi di second’ordine. Non erano il tipo di persone con cui volevo lavorare e così non ci ho mai più lavorato.

Harvey Weinstein intimò a Jackson e alla sua compagna Fran Walsh di trovare un nuovo studio per produrre il loro film, e fortunatamente così accadde: la New Line addirittura propose di trasformarlo in una trilogia.

Fare film è molto più divertente quando lavori con brava gente. Ricordo vagamente di averlo incontrato durante qualche premiazione o première all’epoca in cui uscirono i film, ma sono vent’anni che non interagisco più con Harvey Weinstein.

Attraverso un portavoce, Harvey Weinstein ha negato tutte le affermazioni di Jackson, spiegando che entrambe le donne sono state poi prese in considerazione per altri progetti della Miramax:                                     Peter Jackson accusa Weinstein

Mr. Weinstein ha il massimo rispetto per Peter Jackson. Tuttavia, Jackson ricorderà probabilmente che siccome la Disney non volle finanziare Il Signore degli Anelli, la Miramax perse il progetto e alla fine il casting venne fatto insieme alla New Line.

Però a questo comunicato Peter Jackson ha risposto con una lunga e dettagliata dichiarazione densa di particolari:

Ci sono aspetti della smentita di Harvey che non sono sinceri. In pratica sostiene che questa lista nera non può essere vera perché fu la New Line a fare il casting del film. Ma è una distorsione della realtà. Nei 18 mesi in cui abbiamo sviluppato Il Signore degli Anelli presso la Miramax, abbiamo parlato spesso di casting con Harvey e Bob Weinstein e i loro dirigenti.                             Peter Jackson accusa Weinstein

In quel periodo, nessun’offerta venne fatta agli attori perché questo avviene dopo che un film riceve il via libera e la Miramax non diede mai il via libera a questi film.

Tuttavia vi furono internamente molte discussioni su un potenziale cast. Fran Walsh e io ricordiamo di aver discusso con la Miramax nomi come quelli di Morgan Freeman, Paul Scofield, David Bowie, Liam Neeson, Natascha McElhone, Claire Forlani, Francesca Annis, Max von Sydow, e Daniel Day Lewis. Tra essi, io e Fran esprimemmo entusiasmo verso Ashley Judd e Mira Sorvino. Peraltro incontrammo Ashley e discutemmo con lei di due possibili ruoli. Dopo quell’incontro i dirigenti della Miramax ci dissero di stare lontani da Ashley e Mira, perché avevano avuto “esperienze pessime” con queste particolari attrici in passato.                                               Peter Jackson accusa Weinstein

Fran Walsh aveva partecipato alle stesse riunioni, e ricorda questi commenti negativi su Ashley e Mira come li ricordo io. Non c’è alcun motivo di inventarseli.

Commenti come questi sono frequenti  possono succedere con ogni studio e ogni film, quando si fanno nomi di attori diversi durante le riunioni,  ma una volta che senti un commento negativo su qualcuno non te lo dimentichi.

Non eravamo nella posizione di offrire ad Ashley o Mira un ruolo nei film, ma tentammo di aggiungere i loro nomi su una lista quando iniziò il casting. Ogni ruolo può avere parecchi attori in lizza per eventuali audizioni e incontri.

Nel rapporto registi / studio bisogna essere d’accordo sulle scelte di casting  ogni parte può esprimere dei veti o suggerire dei nomi per vari motivi, e prima dell’inizio delle riprese del Signore degli Anelli non avevamo il potere per andare sopra alle scelte dello studio sul cast.                                                Peter Jackson accusa Weinstein

I film passarono dalle mani della Miramax a quelle della New Line prima che partisse il casting  ma siccome ci avevano sconsigliato Ashley e Mira, e noi eravamo abbastanza ingenui da dare per scontato che ci fosse stata detta la verità, decidemmo di non proporre i loro nomi alla New Line.                       Peter Jackson accusa Weinstein

Quasi vent’anni dopo abbiamo letto delle accuse di molestie sessuali fatte contro Harvey Weinstein, e abbiamo visto i commenti di Mira e Ashley sul fatto che pensavano di essere state emarginate e ostacolate dalla Miramax dopo aver rifiutato le avance di Harvey. Fran e io ci siamo ricordati subito della reazione negativa della Miramax quando proponemmo i loro nomi, e ci siamo chiesti se involontariamente ci siamo trovati a danneggiare le loro carriere per mano della Miramax.                          Peter Jackson accusa Weinstein

Non abbiamo prove dirette dei collegamenti tra le accuse di Ashley e Mira e il casting del Signore degli Anelli avvenuto 20 anni fa ma ribadiamo ciò che ci venne detto dalla Miramax all’epoca, e lo riportiamo nel dettaglio.

Se siamo stati involontari complici del danneggiamento delle loro carriere, Fran e io desideriamo scusarci con Ashley e Mira.

Le due attrici su Twitter hanno commentato le dichiarazioni ringraziando Jackson della sua onestà.Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein

 

 

 

Ricordiamo che Harvey Weinstein è stato licenziato dalla The Weinstein Company, espulso dall’Academy e dalle Guild a cui era iscritto, e ora dovrà affrontare una serie di azioni civili in Gran Bretagna per le accuse di molestie.

L.M.

 

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera: altre tre donne lo accusano di molestie sessuali

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera, nuove accuse di molestie sessuali

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera, tra di loro una ex compagna di scuola della figlia dell’attore, all’epoca dei fatti minorenne

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera dopo le accuse di altre tre donne di aver subito molestie sessuali. Tra di loro c’è anche Cori Thomas, una ex compagna di scuola della figlia dell’attore, che, all’epoca dei fatti, era minorenne. A riportare le nuove denunce è stato questa volta il magazine hollywoodiano Variety, precedentemente erano stati colleghi dell’Hollywood Reporter.

Sale così a sei il numero delle donne che negli ultimi mesi hanno accusato il due volte premio Oscar di molestie sessuali.

La replica del legale di Dustin Hoffman è stata: “Accuse false e diffamatorie”

La prima testimonianza risale a fatti accaduti nel 1980 ed ha come vittima Cori Thomas, la ragazza all’epoca 16enne. Cori Thomas era una compagna di classe di Karina, la figlia dell’attore. All’epoca dei fatti l’attore stava divorziando dalla madre di Karina, l’attrice Anne Byrne e si ritrovò a cena con le due bambine in un ristorante di New York. Finito di mangiare Hoffman avrebbe invitato la figlia ad andare a letto perché all’indomani sarebbe dovuta svegliare presto per andare a scuola, mentre avrebbe atteso la madre di Cori nella sua camera d’albergo. Approfittando della mancanza della figlia Dustin Hoffman avrebbe, secondo la testimonianza, invitato la ragazzina a salire nella sua stanza. Mentre attendevano la madre, l’attore si sarebbe fatto una doccia, sarebbe uscito dal bagno nudo, ed infine si sarebbe sdraiato in abito adamitico sul letto chiedendo alla Thomas di massaggiargli i piedi.

“Era davanti a me nudo. Sono quasi collassata. Ero mortificata”, ha raccontao la donna a Variety. Nel frattempo Hoffman avrebbe anche telefonato a qualcuno raccontando all’interlocutore di essere lì nudo con una 16enne che gli massaggiava i piedi.

Poco dopo però a mamma di Cori è arrivata nella hall e la ragazzina è subito scesa.

La seconda testimonianza risale a fatti avvenuti nel 1985 ed è Melissa Kester, una montatrice video allora ventenne. La ragazza avrebbe incontrato Dustin Hoffman in uno studio di registrazione di Malibù dove lui e Warren Beatty stavano registrando le canzoni del film Ishtar, che erano state scritte con la collaborazione del fidanzato della ragazza. Il primo incontro tra lei e l’attore, secondo la Kester, era avvenuto in presenza della crew del film.

La ragazza allora avrebbe affermato di amare Arthur Miller e di avere diversi progetti di scrittura in atto. Alcuni giorni dopo, la Kester si ritrovò nuovamente negli studi di registrazione di Malibù. In una delle stanze c’era pure Lisa Gottsegen, la seconda moglie di Hoffman ed i loro bimbi piccoli Jake e Max, quindi secondo la Kester la situazione era tranquilla. Ad un certo punto l’attore avrebbe però detto ai suoi assistenti: “Mi sto annoiando. Fate entrare Melissa”. Poco dopo Hoffman si sarebbe ritrovato nella sala di registrazione da solo con la ragazza ed a separare i due dai tecnici audio e dal ragazzo della Kester ci sarebbe stata la classica lastra insonorizzata di vetro. L’attore approfittando della situazione avrebbe infilato due dita nella vagina della ragazza: “Il mio ragazzo era lì davanti e lui mi ha violentata per 30 secondi”, ha spiegato la testimone.

La terza testimone è invece rimasta anonima ed ha accusato Hoffman di averla aggredita durante le riprese del film Ishtar.   Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

Dustin Hoffman era già stato accusato di molestie sessuali nelle settimane scorse: dall’attrice Kathryn Rossetter, che ha dichiarato di essere stata vittima nel 1983 di numerosi palpeggiamenti e violenze sia in camere d’albergo come dietro le quinte dei teatri mentre andavano in scena; dall’attrice Anna Graham Hunter che all’epoca dei fatti, nel 1985, aveva 17 anni e che ha accusato l’attore di averla molestata e di aver fatto allusioni sessuali nei suoi confronti mentre lavorava come stagista sul set di Morte di un commesso viaggiatore; Infine è stato accusato dalla produttrice e sceneggiatrice tv, Riss Gatsiounis, che ha denunciato fatti accaduti nel 1991 quando lei era una giovane autrice di teatro.             Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

L.M.

Woody Allen ancora accusato dalla figlia di molestie

Woody Allen ancora accusato dalla figlia

Woody Allen ancora accusato dalla figlia, questa volta sulle pagine del Los Angeles Times

Woody Allen anWoody Allen ancora accusato dalla figliacora accusato dalla figlia, che spiega perché il padre non ha mai affrontato le conseguenze delle accuse di molestie

Qualche giorno fa sulle pagine del Los Angeles Times c’è stato un lungo intervento di Dylan Farrow, figlia di Woody Allen.  Dylan accusa l’ambiente di Hollywoodiano di aver condannato Harvey Weinstein e di aver invece risparmiato suo padre, pur essendo anche lui stato accusato di molestie.

Dylan ha ricordato come da oltre venti anni, da quando aveva solo sette anni, continua a sostenere che il padre l’abbia abusata sessualmente e abbia persino avuto dei comportamenti inappropriati con lei anche di fronte ad amici e membri della famiglia. A causa di questi comportamenti la ragazza era stata costretta ad entrare in terapia per affrontare la questione.

Il giudice alle prese con il caso di denuncia di abusi sessuali aveva affidato Dylan alla madre Mia Farrow in modo da proteggere la bambina. Il procuratore distrettuale che si occupava della questione sostenne che c’erano gli elementi per processare Allen, ma di aver evitato il processo per risparmiare alla vittima un’ulteriore fonte di stress.

Dylan Farrow inoltre denunciato tutto questo è stato dimenticato dai media grazie al team di avvocati e di esperti in pubbliche relazioni, che possiede Woody Allen. Ha poi puntato il dito contro attrici come Kate Winslet, Blake Lively e Greta Gerwig che hanno condannato le persone al centro delle rivelazioni degli ultimi mesi pur avendo lavorato con Allen ed aver sostenuto di non essere in grado di giudicare le accuse che gli sono state rivolte.

Kate ad esempio aveva dichiarato al New York Times:

senz’altro ci ho pensato. Ma allo stesso tempo, non conoscevo Woody e non so nulla della sua famiglia. Come attore, devi semplicemente fare un passo indietro e dire ‘Non so nulla e non so se sia vero o falso’. Tutto sommato, ho messo da parte e ho lavorato con la persona. Woody Allen è un regista incredibile.

Woody Allen ancora accusato dalla figlia sul Los Angeles Times

Dylan Farrow ha ricordato che nel 1997 il Connecticut Magazine aveva pubblicato un articolo in cui si rivelava che Woody Allen aveva assunto degli investigatori privati che dovevano occuparsi di trovare delle informazioni utili a “ricattare” gli agenti che si occupavano dei casi di abusi sessuali, mentre un anno fa suo fratello Ronan aveva documentato come gli esperti in pubbliche relazioni della 42 Firm entrino in azione non appena emergono delle accuse nei confronti del proprio cliente.

La Farrow prosegue dicendo:

La verità è difficile da negare ma facile da ignorare. Mi si spezza il cuore quando le donne e gli uomini che ammiro lavorano con Allen e poi si rifiutano di rispondere alle domande relative alla questione. Ha significato tantissimo quando Ellen Page ha detto che rimpiangeva di aver lavorato con Allen e quando Jessica Chastain e Susan Sarandon hanno spiegato perché non lo farebbero. Non è semplicemente il potere che permette agli uomini accusati di abusi sessuali di mantenere le loro carriere e i loro segreti. E’ anche la nostra scelta collettiva di considerare situazioni semplici come complicate e conclusioni ovvie come situazioni del tipo ‘chi può dirlo?’. Il sistema ha funzionato con Harvey Weinstein per decenni e continua a farlo con Woody Allen.