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Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, un film che ha avuto un lungo periodo di gestazione

Il Don Chisciotte maledetto di Terry GilliamPer realizzare quello che è stato definito il Don Chisciotte maledetto Terry Gilliam ha dovuto attendere moltissimo tempo, ben diciotto anni. La sua idea di realizzare un film sul celebre eroe del romanzo di Miguel de Cervantes nacque nel 2000, per poi essere messa da parte dopo diversi problemi sul set nel 2002. Il titolo della pellicola prima che si archiviasse il progetto doveva essere “The man who killed don Quixote

Erano stati investi oltre 30 milioni di dollari per il progetto, davvero tanti se si considera che era un progetto europeo, ma in due anni vennero girate solo pochissime scene. Erano stati scelti ottimi attori come Johnny Depp, all’epoca una delle più grandi star in circolazione, che avrebbe dovuto interpretare il giovane tornato nel passato e scambiato da Don Chisciotte per il suo fedele Sancho Panza, e l’attore francese Jean Rochefort che doveva vestire i panni di Don Chisciotte della Mancia. Quest’ultimo era stato così voluto da Terry Gilliam che, pieno di entusiasmo all’idea di interpretare l’eroe spagnolo, in meno di sette mesi imparò l’inglese quasi da zero per entrare nel cast.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 2Il film ha avuto una delle lavorazioni più disastrose della storia del cinema, le riprese sul set in Spagna, sono state interrotte più e più volte a causa dei più svariati motivi. Johnny Depp cadde da cavallo procurandosi un infortunio che rallentò non di poco i lavori, ed inoltre si faticava a trovare gli altri attori principali, le comparse. Tutti questi ritardi cominciavano a preoccupare gli investitori che temevano per i loro guadagni.

Nel 2002, a complicare le cose un violento nubifragio in un’area desertica spagnola dove stavano girando rovinò telecamere e distrusse il set. Dopo la pausa forzata dettata dal mal tempo a Jean Rochefort venne una doppia ernia del disco e una infezione alla prostata a forza di stare in sella al suo cavallo. Il regista decise di cambiare il luogo delle riprese perchè la conformazione desertica del posto era stata completamente ridisegnata dall’acqua, non c’erano più le dune e la sabbia si era trasformata in un pantano melmoso.   I problemi di salute di Jean Rochefort peggiorarono costringendolo a lasciare il cast facendo precipitare ancora di più la situazione: ora si doveva rifare il casting per il ruolo principale del film.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 3Nonostante tutti gli sforzi per continuare Terry Gilliam dovette arrendersi, vari membri della produzione si licenziarono e cominciarono i problemi finanziari, perchè la produzione dovette pagare una penale di 15 milioni di dollari per l’interruzione delle riprese, una cifra davvero alta se pensate che il budget iniziale era di 32 milioni di dollari.

Il produttore Jeremy Thomas nel 2005 contattò Gilliam per convincerlo a riprendere il progetto e nel 2008 annunciarono di essere pronti a ripartire con nuove riprese da zero senza utilizzare il materiale già registrato. Robert Duvall fu scelto per interpretare Don Chisciotte, Johnny Depp che continuava ad essere interessato al suo personaggio si era reso disponibile facendo però presente che era ancora legato a un contratto con la Disney che gli concedeva di lavorare al progetto a patto che si riuscisse a terminare entro una certo data. Il film però entrò in produzione solo nel 2009 e si dovette cercare un sostituto di Johnny Depp tra Colin Farrell ed Ewan McGregor. Purtroppo però a causa dei ritardi il film venne di nuovo cancellato.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 4Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, ecco quando c’è stata la svolta

Nel Luglio 2016 venne annunciato che “The man who killed Don Chixotte” si sarebbe fatto e le riprese sarebbero partite ad ottobre di quell’anno. Vennero scelti Adam Driver, che era da poco diventato famoso interpretando Kylo Ren ne Il risveglio della ForzaJonathan Pryce per interpretare il famoso cavaliere errante spagnolo. Ci furono anche questa volta ritardi nelle riprese, il film era ormai considerato Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, tutti erano convinti sarebbe stato lo stop definitivo, ma in maniera insperata le riprese cominciarono senza più problemi.

Sembrava tutto risolto poi è scoppiata la querelle legale tra Gilliam e l’ex produttore Paulo Branco, che non ha permesso al film di concorrere per la Palma d’oro al 71º Festival di Cannes. La prima parte di sfortune, quelle fin al 2002, che avete potuto leggere in maniera più dettagliata, furono il soggetto di un documentario: Lost in La Mancha realizzato da Keith Fulton e Louis Pepe, due collaboratori di Gilliam. Inoltre nel maggio del 2018, due giorni prima dell’anteprima di Cannes, Gilliam ha addirittura subito la perforazione di un’arteria che è stata erroneamente riportata dai media come un ictus. Non si può che definirlo “il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam”, diciott’anni di produzione non son male, tanto che il regista ha inserito nei titoli di testa l’avverbio “Finalmente!”. Si può annoverare tra i film maledetti di cui vi avevo parlato in questo articolo: I film maledetti.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 5

TITOLO ITALIANO: L’uomo che uccise Don Chisciotte
TITOLO ORIGINALE:
The Man Who Killed Don Quixote
DATA USCITA: 27 settembre, 2018
GENERE: Avventura, Fantasy
ANNO: 2018
PAESE: Spagna, Gran Bretagna, Francia, Portogallo
DURATA: 137 Min
REGIA: Terry Gilliam
ATTORI: Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro, Jordi Mollà, Jason Watkins, Óscar Jaenada, Sergi López, Rossy de Palma

Luca Miglietta

Gabriel García Márquez e il cinema

Gabriel García Márquez e il cinema

Gabriel José deGabriel García Márquez Gabriel García Márquez e il cinema la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo è nato il 6 marzo 1927 ad Aracataca un piccolo villaggio fluviale della Colombia. Gabriel García Márquez oltre che un grandissimo uno scrittore, giornalista e saggista, insignito tra l’altro del Premio Nobel per la letteratura nel 1982, è stato un uomo dai grandi ideali con un profondo animo poetico.

Gabo è stato certamente uno degli autori più amati del Novecento ed è considerato uno dei più importanti esponenti del cosiddetto realismo magico. Il suo capolavoro è sicuramente Cent’anni di solitudine, considerato la più importante opera in lingua spagnola mai scritta dopo Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes.

Prima di parlare del rapporto tra Gabriel García Márquez e il cinema è meglio prima accennare qualcosa sulla sua vita.

Figlio di Gabriel Eligio García, di professione telegrafista, e di Luisa Santiaga Márquez Iguarán, viene cresciuto nella città caraibica di Santa Marta ed allevato dai nonni il Vasco Szinetar & Gabriel García Márquez, Caracas,1982 Gabriel García Márquez e il cinemacolonnello Nicolás Márquez e la moglie Tranquilina Iguarán.

Alla morte del nonno nel 1936 si trasferisce a Barranquilla dove inizia gli studi. Frequenta prima il Colegio San José, poi il Colegio Liceo de Zipaquirá, dove si diploma nel 1946.

Nel 1947 inizia i suoi studi all’Universidad Nacional de Colombia di Bogotà, dove frequenta la facoltà di giurisprudenza e scienze politiche. Nello stesso anno pubblica il suo primo racconto La tercera resignacion sulla rivista El Espectator.

Nel 1948 abbandona gli studi e si trasferisce a CartageGabriel García Márquez Fidel Castro 2 Gabriel García Márquez e il cinemana dove inizia a lavorare come giornalista per El Universal. Si lega ad un gruppo di giovani scrittori dediti alla lettura dei romanzi di autori quali Faulkner, Kafka e Virginia Woolf.

Nel 1954 ritorna a Bogotà a lavorare per nuovamente l’El Espectador ed in quel periodo pubblica il racconto Foglie morte. L’anno successivo risiede a Roma per alcuni mesi e segue dei corsi di regia, prima di trasferirsi a Parigi.

Nel 1958 sposa Mercedes Barcha, dalla quale ha due figli, Rodrigo e Gonzalo.

Dopo l’ascesa al potere di Fidel Castro visita Cuba, dove conosce personalmente Che Guevara. Lavora poi per l’agenzia Prensa Latina, fondata da Jorge Ricardo Masetti e dallo stesso Castro, del quale divenne anche un buon amico. Questa amicizia con il líder maximo gli causò diverse critiche negli USA, non impedendogli comunque di essere molto apprezzato in Nord America.CUBA CASTRO OLYMPIC Gabriel García Márquez e il cinemaNel 1961 si trasferisce a New York, come corrispondente di Prensa Latina, ma viene messo sotto sorveglianza dalla CIA e minacciato dagli esuli cubani anticastristi. Decide di trasferirsi in Messico, dopo aver perso l’autorizzazione alla residenza permanente come cronista negli Stati Uniti a causa di motivi politici.

A Città del Messico nel 1962 scrive il suo primo libro I funerali della Mama Grande.

Nel 1967 pubblica il suo capolavoro, che lo consacrerà come uno dei più grandi scrittori del secolo: Cent’anni di solitudine, romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo.

Nel 1973 abbandona temporaneamente la letteratura per dedicarsi al giornalismo sul campo in segno di protesta verso il colpo di stato in Cile del generale Augusto Pinochet, che portò alla morte del presidente Salvador Allende, a moltissimi morti ed alla continua violazione dei diritti umani nel paese.Cronaca di una morte annunciata (film) Francesco Rosi, Ornella Muti Gabriel García Márquez Gabriel García Márquez e il cinemaNegli anni successivi pubblicherà alcuni romanzi tra i quali ricordiamo L’autunno del patriarca (1975), Cronaca di una morte annunciata (1982), L’amore ai tempi del colera (1986) e Il generale nel suo labirinto, (1989), che ottengono un grande successo di pubblico in tutto il mondo.

Nel 2001 viene colpito da un cancro linfatico. Nel 2002 pubblica comunque la prima parte di Vivere per raccontarla, la sua autobiografia.

Vince la sua battaglia contro il cancro e nel 2005 e torna alla narrativa pubblicando il ultimo romanzo: Memoria delle mie puttane tristi (2004).

Ricoverato per l’aggravarsi di una grave polmonite nella clinica Salvador Zubiran in Messico, Gabriel García Márquez muore il giorno 17 aprile 2014, all’età di 87 anni.

Gabo era un grande amante del cinema, da giovane lavorò come reporter e critico cinematografico per il più antico quotidiano colombiano El Espetador. Nonostante la sua passione per il cinema, García Márquez è sempre stato riluttante a concedere i diritti per la riproduzione cinematografica dei suoi libri, in particolar modo per Cent’anni di solitudine, perché riteneva nessun regista avrebbe potuto rendergli veramente giustizia.L'amore ai tempi del colera (film) Love in the Time of Cholera Giovanna Mezzogiorno, Javier Bardem, Gabriel García Márquez Gabriel García Márquez e il cinemaQuando si parla del rapporto tra Gabriel García Márquez e il cinema, si pensa sempre agli adattamenti dei suoi romanzi più noti, come L’Amore ai Tempi del Colera o Cronaca di una morte annunciata di Francesco Rosi, in pochi però sono a conoscenza del fatto che fu anche un prolifico soggettista e sceneggiatore. Nei primi anni ’60 addirittura sognava di diventare uno sceneggiatore famoso.

I film tratti dalle sue sceneggiature ovviamente non hanno mai raggiunto successi paragonabili ai suoi romanzi e racconti però erano molto ben fatte. Da sceneggiatore Gabriel Garcia Marquez ha vinto due premi: l’Ariel Awards (in Messico) e il premio dato dai giornalisti di cinema messicani per il film per El año de la peste (1979) scritto con Juan Arturo Brennan e Felipe Cazals.

Al cinema, Gabriel Garcia Marquez è stato anche attore in alcune pellicole: nel 1965 nel film In questo villaggio non ci sono ladri (En este puGabriel García Márquez e il cinema Barcellona anni Sessanta Mario Vargas Llosa, Patricia Llosa, José Donoso, María Ester Serrano, Mercedes Barcha Pardo, Gabriel García Márquezeblo no hay ladrones), nel 1979 in Maria del mio cuore e nel 1990 in My Macondo.

Risale addirittura al 1954 un suo cortometraggio da regista, La Langosta Azul (l’aragosta azzurra), realizzato in bianco e nero e senza sonoro.

FILMOGRAFIA

1965 – TIEMPO DE MORIR – Soggetto; Sceneggiatura
1979 – MARIA DE MI CORAZON – Sceneggiatura; Soggetto
1983 – ERENDIRA – Soggetto
1985 – TIEMPO DE MORIR – Soggetto; Sceneggiatura
1987 – CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA – Soggetto (romanzo)
1988 – UN SENOR MUY VIEJO CON UNAS ALAS ENORMES – Soggetto; Sceneggiatura
1992 – BLOODY MORNING – Soggetto (romanzo)
1996 – EDIPO SINDACO – Sceneggiatura
2000 – NESSUNO SCRIVE AL COLONNELLO – Soggetto
2007 – L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA – Soggetto (romanzo)

Luca Miglietta

Gabriel García Márquez Paris 1990 Gabriel García Márquez e il cinema