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Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday assieme a molte altre personalità francesi e di altri paesi legge Chanson des Escargots qui vont à l’enterrement

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Ieri, oltre a Marion Cotillard di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, anche Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday. Alla cerimonia tenutasi nella chiesa della Madeleine, dopo che quattro musicisti hanno suonato diversi pezzi di Johnny Hallyday davanti alla sua bara, ha preso la parola l’attore Jean Reno, che ha letto una poesia di Jacques Prévert intitolata Chanson des Escargots qui vont à l’enterrement.

Questo testo è stato scelto dalle figlie del cantante Jade e Joy e dalla loro madrina; racconta la storia di due lumache che vanno alla sepoltura di una foglia morta. Ecco il testo letto da Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday:

Chanson des Escargots qui vont à l’enterrement

A l’enterrement d’une feuille morte

Deux escargots s’en vont

Ils ont la coquille noire

Du crêpe autour des cornes

Ils s’en vont dans le soir

Un très beau soir d’automne

Hélas quand ils arrivent

C’est déjà le printemps

Les feuilles qui étaient mortes

Sont toutes réssuscitées

Et les deux escargots

Sont très désappointés

Mais voila le soleil

Le soleil qui leur dit

Prenez prenez la peine

La peine de vous asseoir

Prenez un verre de bière

Si le coeur vous en dit

Prenez si ça vous plaît                                     Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

L’autocar pour Paris                                          Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Il partira ce soir                                               Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Vous verrez du pays                                       Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Mais ne prenez pas le deuil

C’est moi qui vous le dis

Ça noircit le blanc de l’oeil

Et puis ça enlaidit

Les histoires de cercueils

C’est triste et pas joli

Reprenez vos couleurs

Les couleurs de la vie

Alors toutes les bêtes

Les arbres et les plantes

Se mettent à chanter

A chanter à tue-tête

La vrai chanson vivante

La chanson de l’été

Et tout le monde de boire

Tout le monde de trinquer

C’est un très joli soir

Un joli soir d’été

Et les deux escargots

S’en retournent chez eux

Ils s’en vont très émus

Ils s’en vont très heureux

Comme ils ont beaucoup bu

Ils titubent un petit peu

Mais la haut dans le ciel

La lune veille sur eux

Video della lettura della poesia da parte di Jean Reno: Link 1 streaming youtube

Ecco una traduzione della poesia in Italiano:

Canzone delle lumache che vanno al funerale

Al funerale di una foglia morta
Due lumache se ne vanno
Hanno il guscio nero
La fascia nera nelle corna
Se ne vanno nella sera
Un bellissima sera d’autunno
Ahimè quando arrivano
È già primavera
Le foglie che erano morte
Sono tutte resuscitate
E le due lumache
Sono molto deluse
Ma ecco il sole
Il sole che gli dice
Prendete prendete il disturbo
Il disturbo di sedervi
Prendete un boccale di birra                              Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday
Se ne avete l’animo                                          Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday
Prendete se vi piace
L’autobus per Parigi
Partirà stasera
Girerete il mondo
Ma non prendete il lutto
Sono io che ve lo dico
Annerisce il bianco degli occhi
E poi vi imbruttisce
Le storie dei funerali
Sono tristi e per niente belle
Riprendete i colori
I colori della vita
Allora tutte le bestie
Gli alberi e le piante
Si mettono a cantare
A cantare a squarciagola
La vera canzone viva
La canzone dell’estate
E tutti a bere
Tutti a trincare
È proprio una bella sera
Una bella sera d’estate
E le due lumache
Se ne tornano a casa
Se ne vanno assai commosse
Se ne vanno felicissime
Avendo bevuto tanto
Barcollano un pochino
Ma lassù nel cielo
La luna veglia su loro.‎

Leggi anche: Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

L.M.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday assieme al compagno Guillaume Canet

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Ieri Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday nella chiesa della Madeleine, assieme al presidente della repubblica francese Emmanuel Macron e moltissime altre personalità

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday. Decine di migliaia di fan di Johnny Hallyday si sono riuniti ieri a Parigi il 9 dicembre per il popolare tributo al cantante. Una cerimonia religiosa che si è svolta presso la Chiesa della Madeleine e durante la quale molte personalità hanno fatto un ultimo tributo alla grande rockstar francese. Tra questi, anche la bella Marion Cotillard e il compagno Guillaume Canet.

L’attrice e il compagno, erano molto vicini a Johnny Hallyday, che aveva recitato da poco in Rock’n Roll l’ultimo film proprio dell’attore e regista Guillaume Canet. I tre avevano fatto amicizia sul set ed avevano passato molti momenti felici insieme.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday.
Johnny Hallyday in un’immagine d’epoca

Marion Cotillard aveva già reso omaggio al cantante su Instagram, il giorno della sua morte attraverso la condivisione di una foto di lui sul palco, e l’aggiunta di un commento molto toccante:

Tu vivais selon tes propres règles, ça s’appelle la liberté. Tu resteras ce roi indomptable qui nous a tant fait vibrer et rêver. Tu nous as tant donné Johnny. Ton énergie flamboyante Ta Voix Ton regard si beau teinté d’humour et de bienveillance Ton Rock’n’roll C’était un privilège de te connaître Tu laisses un grand vide. Mon amour éternel se mêle à celui de ta famille tes amis et tes fans. Johnny ta voix résonnera toujours. Repose en paix.

Hai vissuto secondo le tue regole, questo si chiama libertà. Rimarrai questo re indomito che ci ha tanto fatto vibrare e sognare. Ci hai dato così tanto Johnny. La tua energia fiammeggiante, La tua voce Il tuo aspetto così bello tinto di umorismo e gentilezza Il tuo Rock’n’roll. E ‘stato un privilegio conoscerti Tu lasci un grande vuoto. Il mio amore eterno si mescola con quello della tua famiglia, i tuoi amici e i tuoi fan. Johnny la tua voce suonerà sempre. Riposa in pace.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday
Immagine d’epoca di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday ha preso la parola nella chiesa della Madeleine. durante la cerimonia religiosa, ed ha letto una lettera dall’apostolo San Paolo ai Corinzi con molta emozione nella voce:

J’aurais beau parler toutes les langues des hommes et des anges, si je n’ai pas la charité, s’il me manque l’amour, je ne suis qu’un cuivre qui résonne, une cymbale retentissante. J’aurais beau être prophète, avoir toute la science des mystères et toute la connaissance de Dieu, j’aurais beau avoir toute la foi jusqu’à transporter les montagnes, s’il me manque l’amour, je ne suis rien.

Versione italiana:

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla.

Leggi anche: Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

L.M.

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non è stato solo il cantante rock più famoso di francia: il rapporto tra Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday (nome d’arte di Jean-Philippe Smet, nato a Parigi, 15 giugno 1943 è considerato uno dei maggiori esponenti del rock francese, in sessant’anni di carriera è riuscito a vendere oltre cento milioni di dischi.

Oggi un milione di persone secondo la prefettura di Parigi hanno partecipato all’omaggio a Johnny Hallyday, morto nella notte tra martedì e mercoledì a 74 anni. In funerali si sono tenuti nella chiesa della Madeleine ed ha partecipato il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

Un presidente della repubblica che, visibilmente commosso, prima della cerimonia funebre ha detto ai milioni di francesi che sono accorsi per l’occasione:

miei cari compatrioti, siete qui per lui, per Johnny Hallyday. Sessant’anni. Sessant’anni di carriera, 1000 canzoni, 50 album e voi siete ancora qui (..). Questo sabato di dicembre è triste, ma bisognava che voi foste qui per Johnny perché Johnny è sempre c’è sempre stato, per voi. Ha sempre cantato per voi. Una storia d’amore, un lutto, la nascita di un figlio, un dolore. È diventato per voi come un amico, un fratello. Johnny era vostro, del suo pubblico, Johnny apparteneva alla Francia. Johnny sarebbe stato felice di vedervi qui.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte.
Johnny Hallyday e Sylvie Vartan

Il discorso del capo dello Stato è stato applaudito da più di un milione di persone presenti danti alla Madeleine, alla Concorde e agli Champs Elysées. Parigi aveva già cominciato ieri a ricordare il cantante perché sulla Tour Eiffel era apparsa la scritta “Merci Johnny” e oggi, prima della cerimonia, il corteo funebre dopo essere passato per Marnes-la-Coquette dove il cantante risiedeva è passato per l’Arc de Triomphe e lungo gli Champs-Elysées fino a Place de la Concorde, dove si è poi diretto verso la chiesa della Madeleine. Tra gli attori presenti alla cerimonia ricordiamo Marion Cotillard e Jean Reno.

Trovate gli interventi dei due attori al funerale in questi due articoli:

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday
Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Tra i suoi più grandi successi musicali vi possiamo ricordare: Viens danser le twist, Que je t’aime (della canzone esiste anche una versione italiana intitolata Quanto ti amo), Retiens la nuit, Marie, Requiem pour un fou, L’enviee Quelque chose de Tennessee.

Ora veniamo alla sua carriera di attore, nella quale Johnny Hallyday è riuscito a togliersi alcune soddisfazioni.                                          Johnny Hallyday e il cinema

Nel 1955, quando era un adolescente, è apparso in Les Diaboliques di Henri-Georges Clouzot. Successivamente, diventando un rockstar, Johnny Hallyday ha iniziato una carriera cinematografica paragonabile a quella di Elvis Presley, apparendo in film come Les Parisiennes, Cherchez l’idole e D’où viens-tu Johnny ?

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non era però entusiasta del suo debutto tanto da commentare in seguito: “on ne me confiait que des merdes” (Mi hanno confidato solo cazzate).

Johnny Hallyday trovò il suo primo ruolo importante in Italia nel 1969: quello di  Hud Dixon nello spaghetti western Gli specialisti, diretto da Sergio Corbucci. L’anno seguente interpreta Vlad in Point de chute, un film poliziesco di e con Robert Hossein.

Nel 1972, Johnny Hallyday recita nel film di Claude Lelouch L’aventure c’est l’aventure, dove suona anche la  traccia principale della colonna sonora del film.

In seguito, in un periodo lungo più di dieci anni, apparirà solamente in una pellicola cinematografica: Le jour se lève et les conneries commencent, commedia del 1981, realizzata da Claude Mulot.

Nel 1985, torna a recitare nella pellicola di Jean-Luc Godard intitolata Détective, un film che viene presentato al Festival di Cannes. La sua interpretazione viene molto apprezzata dalla critica.                                                       Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday nel 1986 recita in Conseil de famille del regista Costa-Gavras.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 1

Nel 1987, Johnny Hallyday è la stella di Terminus, un film di fantascienza simile all’australiano Mad Max 2. Il film francese è però un grosso fallimento commerciale.

Nel 1989 interpreta il ruolo principale della serie televisiva poliziesca David Lansky, anche però in questo caso va incontro a un fallimento: quattro episodi vengono trasmessi su Antenne 2, senza essere apprezzati dagli spettatori.

Nel 1992, recita nella commedia La Gamine, dove interpreta Franck Matrix, anche in questo cosa la pellicola va incontro ad un insuccesso commerciale.

Dopo queste delusioni Johnny Hallyday torna al cinema nel 1999 con Pourquoi pas moi?, film della regista Stéphane Giusti.

L’anno seguente, recita al fianco di Sandrine Kiberlain e interpreta un rocker in Love me della regista Laetitia Masson.                                 Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2003, ha interpretato un gangster ormai invecchiato in L’Homme du train (L’uomo del treno), un film di Patrice Leconte, dove recita accanto a Jean Rochefort.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 3
Johnny Hallyday e Karin Martin

La sua performance venne apprezzata dalla critica e gli valse il Prix Jean-Gabin.

Nel 2006 recita nel film Jean-Philippe, diretto da Laurent Tuel, dove interpreta un Jean-Philippe Smet che, in un universo parallelo, non è riuscito a diventare una star.

Nel 2009, ha fatto un’incursione nel cinema asiatico interpretando il ruolo principale nel thriller di Hong Kong Vengeance, diretto da Johnnie To.

Nel 2011, all’età di 68 anni, ha debuttato a teatro recitando in Le Paradis sur terre di Tennessee Williams, avendo come partner Audrey Dana e Julien Cottereau e dove viene diretto da Bernard Murat. Gli spettacoli si svolsero al Teatro Edouard VII di Parigi, dal 6 settembre al 19 novembre 2011.                               Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2014 recita in Salaud on t’aime (Parliamo delle mie donne) di Claude Lelouch, un film in cui Hallyday recita con Sandrine Bonnaire e Eddy Mitchell.

Nel 2017, recita in Rock’n Roll di Guillaume Canet e in Chacun sa vie diretto da Claude Lelouch.

Luca Miglietta

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 6
Johnny Hallyday e Adeline Blondieau

Ebola e il cinema

Ebola e il cinema

Ebola Ebola e il cinemaQuesto articolo, che tratta il rapporto tra ebola e il cinema, premetto che non vuole essere nulla di scientifico, ma solo una analisi dal punto di vista cinematografico.

Ebola e il cinema Ebola River 3Ebola fece la sua prima comparsa nella Repubblica democratica del Congo e in Sudan nel 1976 nei quali ci furono 600 casi e 331 decessi. A quel tempo il virus era sconosciuto.
Nello stesso anno in un laboratorio belga arrivarono le provette con il sangue infetto di una suora che si era ammalata di una misteriosa febbre a Kinshasa. Dopo attente ricerche e studi il microbiologo Peter Piot capì che non si trattava del virus di Marpurg che provocava, anch’esso, una forte febbre emorragica ma di un virus più lungo e più pericoloso, che sembrava un verme. Piot e i suoi colleghi decisero di chiamarlo Ebola, dal nome della valle dove si era diffusa l’epidemia e dove era morta la suora.

A distanza di 38 anni nulla è cambiato, il virus continua a uccidere, ma questa volta la situazione è molto più grave di allora perché i morti sono migliaia. I paesi più colpiti sono la Guinea, la Liberia e la Sierra Leone.

Esistono 5 specie di ebolavirusEbola e il cinema Ebola river 2: Bundibugyo ebolavirus, Reston ebolavirus, Sudan ebolavirus, Taï Forest ebolavirus (originariamente Côte d’Ivoire ebolavirus) e Zaire ebolavirus.
Ebola colpisce gli umani con una febbre emorragica, ha un tasso di mortalità molto alto e fa parte della famiglia dei Filoviridae (filovirus), la stessa famiglia a cui appartengono anche il genere Marpurgvirus e il genere Cuevavirus.
Il virus Ebola entra nel corpo umano attraverso il contatto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di animali infetti. In Africa l’infezione avviene dopo il contatto umano con scimpanzé, gorilla, scimmie, antilopi e porcospini, trovati malati o morti nella foresta pluviale e in particolare tramite i pipistrelli della frutta. E sembra che proprio il pipistrello della frutta (Pteropodidae), anche noto come ‘volpe volante’ sia l’ospite naturale di Ebola. Dopo essersi trasferito dagli animali selvatici all’uomo, il contagio di ebola avviene da uomo a uomo tramite sangue e altri fluidi biologici come saliva, urina, vomito di soggetti infetti vivi o morti. La sua trasmissione per via sessuale si può verificare fino a 7 settimane dopo la guarigioneEbola e il cinema Ebola River a causa della prolungata permanenza del virus nello sperma. Poiché i filovirus possono sopravvivere in liquidi o in materiale secco per diversi giorni il contagio di ebola può avvenire anche attraverso il contatto indiretto con oggetti contaminati. Questo tipo di virus sono inattivati da irradiazione gamma, riscaldamento a 60°C per 60 minuti o bollitura per 5 minuti, al contrario, il congelamento e la refrigerazione non sono in grado di inattivare i filovirus.

L’incubazione di ebola può durare dai 2 ai 21 giorni, ai quali di solito fa seguito febbre, dolori muscolari, spossatezza, mal di testa. Con il progredire della patologia possono comparire anoressia, diarrea, nausea e vomito. Questa è una prima fase e può durare fino a 10 giorni, poi ebola si evolve con la comparsa di segni e sintomi che fanno pensare a danni a organi e apparati . Si possono presentare problemi della funzione epatica e renale, respiratoria, gastrointestinEbola e il cinema Ebola River 4ale, del sistema nervoso centrale, vascolare, cutaneo.
Le emorragie, sia cutanee sia viscerali, si verificano in oltre la metà dei malati di Ebola, in genere dopo una settimana dall’esordio della malattia e si può trattare di sanguinamenti del tratto gastrointestinale, epistassi, emorragie sottocongiuntivali e gengivali.

Da quando, da qualche mese a questa parte, si è cominciato a parlare più diffusamente di ebola sui media occidentali, sono due i film a cui si fa costante riferimento: Virus Letale e Contagion.

Virus letale è un thriller del 1995, diretto da Wolfgang Petersen che racconta di Motaba, un virus simile a ebola, che si diffonde in Africa. Il film ha tra i protagonisti Morgan Freeman, Donald Sutherland, Dustin Hoffman, Rene Russo, Kevin Spacey, Cuba Gooding Jr. e Patrick Dempsey.Le somiglianze tra Virus letale ed ebola sono molte:

  • ebola è un potente virus che distrugge i tessuti
  • ebola proviene dall’Africa
  • il potenziale vaccino contro ebola non può essere sviluppato in tempo
  • l’arrogante affermazione che gli ospedali americani e in genere occidentali siano equipaggiati per affrontare l’epidemia, e i casi dei giorni nostri delle due infermiere infettate dal paziente Thomas Eric Duncan dimostrano come non lo siano affatto. La stessa cosa è accaduta in Spagna.

Grazie a Virus Letale il grande pubblico conobbe il virus Ebola, ma, nonostante la sua scoperta sia avvenuta negli anni settanta, non esiste ancora un vaccino.
Ora però, dopo che il virus è arrivato anche in America e da noi in Europa, la comunità scientifica internazionale ha cominciato ad interessarsi al caso, che prima era solo un fatto endemico africano. Prima, quando il virus Ebola restava Ebola e il cinema Virus letale (outbreak) Wolfgang Petersen Morgan Freeman, Donald Sutherland, Dustin Hoffman, Rene Russo, Kevin Spacey, Cuba Gooding Jr. streamingconfinato in Africa, dove nessuno ha le risorse per curarsi, non conveniva davvero a nessuna casa farmaceutica creare un vaccino. La gente continuava a morire ogni anno ma purtroppo non interessava a nessuno.
Una volta che l’epidemia è diventata un problema occidentale i laboratori farmaceutici si sono messi subito febbrilmente in moto, per cercare di trovare un vaccino e sembra che per una volta il nostro paese si faccia notare per qualcosa di positivo: l’Italia sembra aver messo a punto uno dei vaccini più promettenti per contrastare l’ebola, anche se ancora in fase di sperimentazione.

Contagion è un film diretto da Steven Soderbergh nel 2011, che documenta la rapida diffusione nel mondo di un virus letale, che uccide 26 milioni di persone prima che venga trovato un vaccino. Tra gli attori troviamo Marion Cotillard, Matt Damon, Laurence Fishburne, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet e Bryan Cranston.
Vi sono anche in questo caso molte similitudini tra il film e la situazione attuale:

  • i tentativi di contenere l’infezione in un solo paese sono falliti, ebola si è diffuso in più paesi
  • la paura si è diffusa più velocemente del virus stesso
  • ogni giorno tv, giornali ed internet stanno diffondendo il panico bombardandoci di notizie sull’ebola riguardanti il numero di contagiati e morti

Proprio a proposito di Contagion vi proponiamo alcune dichiarazioni fatte ai microfoni del sito The Wrap da Scott Z. Burns, il suo sceneggiatore sulla la crisi sanitaria in atto nelle ultime settimane in Africa Occidentale, alle prese con un’epidemia di ebola:

Ebola e il cinema Contagion Steven Soderbergh Marion Cotillard, Matt Damon, Laurence Fishburne, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Bryan Cranston streamingIl virus? La paura è più pericolosa, mi preoccupa di più l’ignoranza…Abbiamo le risorse scientifiche per contenerla…Ci sono persone che hanno guardato l’ebola negli occhi, lo hanno fatto con successo in posti molto inospitali. Sono ottimista: se sosteniamo queste persone e forniamo loro le risorse di cui hanno bisogno, riusciremo a contenere l’epidemia. Quello che mi spaventa più dell’ebola sono i virus molto più banali della stupidità, della paura e della partigianeria politica.

Proprio perché una delle idee alla base della sceneggiatura di Contagion era quella di immaginare come un’emergenza sanitaria potesse essere complicata dall’isteria dei media, Scott Z. Burns ha poi proseguito sostenendo che:

È stato interessante vedere oggi la CNN attribuire il crollo dei mercati alla paura dell’Ebola, ne avevamo parlato durante la lavorazione di Contagion.

Poi Burns ha giustamente polemizzato, conoscendo la materia, avendo analizzato altri The Walking Dead Andrew Lincoln, Jon Bernthal, Sarah Wayne Callies, Laurie Holden, Norman Reedus streaming Ebola e il cinema fenomeni pandemici del passato per la realizzazione della sceneggiatura di Contagion, riguardo ad una serie di errori fatali commessi nella gestione dell’epidemia:

Incredibile inefficienza nella risposta alla prima comparsa dell’Ebola in Africa Occidente. In Contagion il virus era nuovo, mentre l’Ebola lo conosciamo da 40 anni e, ciononostante, stiamo commettendo degli errori da novellini, il che è molto preoccupante. Penso che le malattie abbiano la capacità di mettere in risalto le nostre debolezze ed è quello che stiamo vedendo in questi giorni.

Esistono altri quattro film, oltre Virus Letale, che trattano di un’epidemia di ebola virus: il film TV Ebola: Area di contagio (Virus), del 1995, il film Yi boh laai beng duk, del 1996, il film TV Plague Fighters del 1996 e Tomb Raider: La culla della vita.

Il tema del virus che non può essere fermato inoltre è ricorrente in molti altri film, serie tv e romanzi, come 28 giorni dopo, The Walking Dead, The Strain, Il Passaggio.

Ebola e il cinema 28 giorni dopo con Cillian Murphy, Naomie Harris, Christopher Eccleston di Danny Boyle streamingVi sono anche dei riferimenti ad ebola nei videogiochi, come in Resident Evil, dove il Virus T è una versione modificata del Virus Progenitore, creato modificando geneticamente il virus ebola o nel videogioco Trauma Team, dove si manifesta un’epidemia di un virus chiamato “Rosalia”, i cui effetti sono molto simili a quelli del virus ebola.

Speriamo che il mondo riesca a gestire bene questa terribile epidemia, che ad oggi, ha già mietuto più di 5000 vittime ed ha contagiato più di 10000 persone, e non accada come aveva predetto la finzione cinematografica. In ogni caso ancora una volta il cinema ci ha portato a riflettere su un tema importante, che però le autorità non hanno tenuto in considerazione. Se accadesse come al cinema dopo tutto non ci resterebbe altro che sperare di vestire la parte di uno dei protagonisti principali del film e non quella di un personaggio di contorno, che muore inesorabilmente durante la pellicola.

Luca Miglietta

Ebola e il cinema 28 giorni dopo con Cillian Murphy, Naomie Harris, Christopher Eccleston di Danny Boyle streaming 12