Cose per cui vale la pena vivere secondo Woody Allen

Cose per cui vale la pena vivere secondo Woody Allen

Cose per cui vale la pena vivere secondo il famoso regista e comico Woody Allen

Cose per cui vale la pena vivere secondo Woody AllenCose per cui vale la pena vivere? La classica domanda esistenziale che si sono fatte tante persone più o meno famose nel corso della storia è risolta a modo suo dal regista Woody Allen nel bellissimo film Manhattan. Quali sono per lui le cose per cui vale la pena vivere? Ve le elenchiamo in un breve estratto della pellicola:

Idea per un racconto sulla gente a Manhattan, che si crea costantemente dei problemi veramente inutili e nevrotici perché questo le impedisce di occuparsi dei più insolubili e terrificanti problemi universali. Ah, ehm… Deve essere ottimistico. Perché vale la pena di vivere? È un’ottima domanda. Be’, ci sono certe cose per cui valga la pena di vivere. Ehm… Per esempio… Ehm… Per me… boh, io direi… il vecchio Groucho Marx per dirne una e… Joe DiMaggio e… secondo movimento della sinfonia Jupiter e… Louis Armstrong, l’incisione di Potato Head Blues e… i film svedesi naturalmente… L’educazione sentimentale di FlaubertMarlon Brando, Frank Sinatra… quelle incredibili… mele e pere dipinte da Cézannei granchi da Sam Wo… il viso di Tracy… (Isaac)

Cose per cui vale la pena vivere secondo Woody Allen, estratto di Manhattan in lingua originale

An idea for a short story about um people in Manhattan who uh are constantly creating these real, uh, unnecessary, neurotic problems for themselves ‘cause it keeps them from dealing with more unsolvable, terrifying problems about, uh, the universe. Um, tsch-it’s, uh . . . well, it has to be optimistic. Well, alright, why is life worth living? That’s a very good question. Um. Well, there are certain things I-I guess that make it worthwhile. Uh, like what? Okay. Um, for me . . . uh, ooh, I would say . . . what, Groucho Marx, to name one thing . . . uh, ummmm, and Willie Mays and um, the second movement of the Jupiter Symphony, and ummmm… Louie Armstrong‘s recording of “Potato Head Blues” . . . umm, Swedish movies, naturally . . . Sentimental Education by Flaubert . . . uh, Marlon Brando, Frank Sinatra . . . ummm, those incredible apples and pears by Cézanne . . . uh, the crabs at Sam Wo’s . . . uh, Tracy’s face.

L.M.

Incipit di Manhattan

Incipit di Manhattan

Incipit di Manhattan del regista Woody Allen

Incipit di Manhattan del regista Woody AllenIncipit di Manhattan. Capitolo primo. “Adorava New York. La idolatrava smisuratamente…” Ah no, è meglio “la mitizzava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin…” Ah no, fammi cominciare da capo… Capitolo primo. “Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto: trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione…” Eh no, stantio, roba stantia, di gusto… Insomma, dai, impegnati un po’ di più… da capo. Capitolo primo. “Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una…” Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. Capitolo primo. “Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com’era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia…” Troppo arrabbiato. Non voglio essere arrabbiato. Capitolo primo. “Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre…” No, aspetta, ci sono: “New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata.” (Isaac)

Incipit di Manhattan del regista Woody Allen in ligua originale:

Chapter One. He adored New York City. He idol­ized it all out of proportion.” Uh, no, make that: “He-he . . . romanticized it all out of proportion.” Yeah. To him, no matter what the season was, this was still a town that existed in black-and-white and pulsated to the great tunes of George Gershwin.” Uh, no let me start this over. “Chapter One. He was too romantic about Manhattan as he was about everything else. He thrived on the hustle bustle of the crowds and the traffic. To him, New York meant beautiful women and street-smart guys who seemed to know all the angles.” Nah, corny, too corny for a man of my taste [He clears his throat.] Let me – let me try and make it more profound. “Chapter One. He adored New York City. To him, it was a metaphor for the decay of contemporary culture. The same lack of individual integrity that cause so many people to take the easy way out was rapidly turning the town of his dreams in-” No, it’s gonna be too preachy. I mean, you know, let’s face it, I wanna sell some books here. “Chapter One. He adored New York City, although to him, it was a metaphor for the decay of contemporary culture. How hard it was to exist in a society desensitized by drugs, loud music, televi­sion, crime, garbage.” Too angry. I don’t wanna be angry. “Chapter One. He was as tough and romantic as the city he loved. Behind his black-rimmed glasses was the coiled sexual power of a jungle cat.” I love this. “New York was his town, and it always would be.

L.M.

Martin Scorsese è diventato cittadino italiano

Martin Scorsese è diventato cittadino italiano

Martin Scorsese è diventato cittadino italiano, ha finalmente ottenuto la cittadinanza italiana al comune di Polizzi Generosa (Palermo), dove l’aveva richiesta per la prima volta nel 2005.

Martin Scorsese è diventato cittadino italianoMartin Scorsese è diventato cittadino italiano, dopo aver trascritto il suo atto di nascita nel comune di Polizzi Generosa, in provincia di Palermo. La sua prima richiesta di cittadinanza è finalmente diventata realtà perchè risale al lontano 2005.

Suo nonno paterno si chiamava Francesco Paolo Scozzese e da sempre l’origine del nonno (ma anche della nonna) ha fatto parte del bagaglio culturale di Martin Scorsese, che ha fatto dell’italianità uno dei marchi di fabbrica del suo amatissimo cinema.

SkyTg24 ha ricordato un aneddoto bizzarro che ha contraddistinto il primo viaggio in Italia del regista con la compagna dell’epoca, Isabella Rossellini: Martin si recò al comune per sapere chi fossero i suoi parenti e un impiegato gli disse che erano tutti morti. Il sindaco ha poi spiegato:

In verità le cose non stavano così, c’era solo stato un errore. Il cognome originariamente era Scozzese, poi in America è diventato Scorsese. Io stesso sono suo cugino. L’ultima volta che l’ho visto qui mi ha detto che voleva organizzare una manifestazione con la partecipazione di Giuseppe Tornatore, cui aveva consegnato l’Oscar nel 1990 per ‘Nuovo Cinema Paradiso’. Adesso vorrei tornasse a Polizzi per ricevere un riconoscimento alla carriera, magari proprio dalle mani di Tornatore.

Martin Scorsese è diventato cittadino italianoMartin Scorsese è diventato cittadino italiano dopo un lunghissimo iter burocratico

Martin Scorsese è nato da genitori di origini italiane a New York nel 1947: i suoi nonni, sia materni che paterni, erano arrivati negli Stati Uniti dalla Sicilia. Il regista è cresciuto nel quartiere di Manhattan chiamato “Little Italy“, in cui vivevano soprattutto famiglie italoamericane. Il suo legame con l’Italia e le sue tradizioni sono raccontate in alcune delle pellicole più famose del regista, come Mean Streets o il documentario Italoamericani.

A ottobre Scorsese tornerà in Italia, dove a Roma gli verrà assegnato il Premio alla Carriera alla Festa del Cinema, che gli verrà consegnato direttamente da Paolo Taviani. Il maestro del cinema incontrerà anche il pubblico nel corso dell’evento, curato da Antonio Monda, ripercorrendo la sua carriera cinquantennale e mostrerà alcune sequenze scelte fra i film italiani che hanno maggiormente influenzato la sua vita e la sua opera.

Il regista infine presenterà un classico del cinema italiano in versione restaurata e terrà un incontro con gli studenti dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

L.M.

Martin Scorsese è diventato cittadino italiano

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere per conoscere davvero la storia del cinema

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedereMartin Scorsese elenca gli 85 film da vedere. Martin Scorsese non è un regista qualunque, con le sue dodici nomination agli Oscar e l’Oscar come Migliore Regista (The Departed – Il bene e il male), è infatti ritenuto uno dei più importanti registi della storia del cinema. Ha anche vinto quattro Golden Globe, tra cui quello alla carriera.

Martin Scorsese, di recente diventato cittadino italiano è nato da genitori di origini italiane a New York nel 1947: i suoi nonni, sia materni che paterni, erano arrivati negli Stati Uniti dalla Sicilia. Il regista è cresciuto nel quartiere di Manhattan chiamato “Little Italy“, in cui vivevano soprattutto famiglie italoamericane. Il suo legame con l’Italia e le sue tradizioni sono raccontate in alcune delle pellicole più famose del regista, come Mean Streets o il documentario Italoamericani.

Aveva iniziato la sua carriera da regista nel 1967, con il film Chi sta bussando alla mia porta (Who’s that knocking at my door). Poi ha sfornato capolavori come Taxi Driver, Toro scatenato, Quei bravi ragazzi, Cape Fear – Il promontorio della paura e Casinò, solo per citare alcuni dei suoi stupendi 24 film.

Gli attori con cui collabora più di frequente sono Robert de Niro, Leonardo di Caprio, Harvey Keitel e Joe Pesci.

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedereMartin Scorsese elenca gli 85 film da vedere, un’occasione per gli appassionati di cinema

Di recente il regista ha rilasciato intervista a Fast Company in cui Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere per conoscere davvero la storia del cinema.

Il lungo elenco comprende capolavori senza età diretti da artisti come Vincente Minnelli, Orson Welles, Francis Ford Coppola, Frank Capra, Spike Lee, Roberto Rossellini, John Ford, Robert Altman, Luchino Visconti e Billy Wilder.

Ecco quali sono i film a cui il grande regista deve di più e che consiglia di guardare a chiunque voglia conoscere meglio la storia del cinema, in ordine sparso:

L’asso nella manica, 1951
Secondo amore, 1955
Il ribelle dell’Anatolia, 1963
Un americano a Parigi, 1951
Apocalypse now, 1979
Arsenico e vecchi merletti, 1944
Arsenico e vecchi merletti, 1953
Spettacolo di varietà, 1953
Nato il quattro luglio, 1989
Il promontorio della paura, 1962
Cat people, 1942
Presi nella morsa, 1949
Citizen Kane, 1941
La conversazione, 1974
Il delitto perfetto, 1954
Fa’ la cosa giusta, 1989
Duello al sole, 1946
I quattro cavalieri dell’apocalisse, 1962
Europa ’51, 1952
Volti, 1968
La caduta dell’impero romano, 1964
Francesco, giullare di Dio, 1950
Le forze del male, 1948
Germania anno zero, 1948
Quaranta pistole, 1957
Gilda, 1946
Il padrino, 1972
La sanguinaria, 1950
Health, 1980
I cancelli del cielo, 1980
La maschera di cera, 1953
Com’era verde la mia valle, 1941
Lo spaccone, 1961
Le vie della città, 1948
The infernal cakewalk, 1903
Accadde una notte, 1934
Gli argonauti, 1963
Viaggio in Italia, 1954
Giulio Cesare, 1953
Kansas City, 1996
Un bacio e una pistola, 1955
La terra trema, 1948
Una squillo per l’ispettore Klute, 1971
La signora di Shanghai, 1947
Il gattopardo, 1963
Macbeth, 1948
Stupenda conquista, 1952
M*A*S*H, 1970
Scala al paradiso, 1946
I compari, 1971
Il Messia, 1975
Un uomo da marciapiede, 1969
Mishima – Una vita in quattro capitoli, 1985
È arrivata la felicità, 1936
Mr Smith va a Washington, 1939
Nashville, 1975
I trafficanti della notte, 1950
Uno, due tre!, 1961
Othello, 1952
Paisà, 1946
L’occhio che uccide, 1960
Mano pericolosa, 1953
I protagonisti, 1992
Potenza e gloria, 1933
Ombre rosse, 1939
Schiavo della furia, 1948
Scarpette rosse, 1948
La presa del potere da parte di Luigi XIV, 1966
I ruggenti Anni Venti, 1939
Rocco e i suoi fratelli, 1960
Roma, città aperta, 1945
Secrets of the Soul, 1912
Senso, 1954
Ombre, 1959
Il corridoio della paura, 1963
Stromboli, 1950
Qualcuno verrà, 1958
I dimenticati, 1941
Piombo rovente, 1957
Festa di laurea, 1951
Il terzo uomo, 1949
T-Men contro i fuorilegge, 1947
L’infernale Quinlan, 1958
Il processo, 1962
Due settimane in un’altra città, 1962

Inutile specificare che i suoi consigli, quando si parla di cinema, sono preziosi e farebbero bene ad ascoltarli tutti gli appassionati e gli aspiranti registi. Una vera e propria lezione di cinema che può aiutare i registi alle prime armi a capire come i film possano essere utili a delineare la loro visione artistica. Se questi film hanno aiutato un genio come Scorsese, possono essere molto utili a tutti

 

L.M.

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere

Robert De Niro il barbone

Robert De Niro il barbone

Robert De Niro il barbone Robert De NiroNel 2012 è accaduto un fatto singolare a Robert De Niro: entrando nel lussuoso The Greenwich Hotel, che si trova nel cuore di Manhattan nel quartiere di TriBeCa, è stato bloccato dalla sicurezza che lo ha invitato a lasciare l’albergo.
Nessuno ha riconosciuto l’attore che era di ritorno da una lunga giornata sul set di Being Flynn, diretto Paul Weitz, dove interpretava un senza tetto ed aveva ancora gli abiti di scena ancora addosso.
La sicurezza è riuscita a cavarsela grazie al buon carattere di Robert De Niro, che essendo il proprietario non ha voluto licenziare i suoi distratti dipendenti.
Robert De Niro, quando studiava recitazione, soggiornava spesso in questo hotel, che a quel tempo era uno dei più economici di Manhattan, poi, dopo essere diventato una star di Hollywood, ha deciso di acquistarlo e di trasformarlo in una residenza di lusso. I prezzi sono molto alti di una volta, con una sola eccezione: sono bassissimi per chi studia all’Actors Studio, proprio come quelli che pagava lui.
La tradizione vuole che ogni giovedì pomeriggio, Robert vada a far visita ai ragazzi che studiano all’Actors Studio per dargli dargli suggerimenti e consigli su come affrontare le selezioni e interpretare i personaggi.

Il buon Robert DRobert De Niro il barbone Being Flynn di Paul Weitz con Robert De Niro, Paul Dano, Julianne Moore, Olivia Thirlby e Lili Taylor streaminge Niro ha comunque avuto da ridire riguardo al trattamento che poteva subire un eventuale barbone, varcando la soglia dell’hotel: “potevano invitarmi gentilmente all’uscita, anziché sbattermi fuori”, poi però a proseguito con parole più concilianti: “non me la sono presa con loro, facevano solo il loro lavoro e d’altronde anche io non avrei fatto entrare nessuno che fosse conciato come me nell’hotel. Non mi hanno riconosciuto.”

Being Flynn è un film diretto da Paul Weitz, con protagonisti oltre a Robert De Niro anche Paul Dano, Julianne Moore, Olivia Thirlby e Lili Taylor. La pellicola è tratta dal romanzo autobiografico di Nick Flynn, Un’altra notte di cazzate in questo schifo di città.

Breve riassunto della trama di Being Flynn:
Sono passati molti anni da quando Nick ha visto per l’ultima volta il padre Jonathan, che per inseguire i suoi sogni ha lasciato il figlio ancora piccolo alla moglie Jody, costringendoli a una vita di sacrifici e stenti. I due si rincontreranno nuovamente per caso, quando una notte Jonathan, indigente e alcolizzato, si presenta nella casa per senzatetto in cui lavora il figlio.

Trailer del film: Being Flynn

Luca Miglietta

Robert De Niro il barbone Being Flynn di Paul Weitz con Robert De Niro, Paul Dano, Julianne Moore, Olivia Thirlby e Lili Taylor streaming 2

 

I migliori film degli anni 70

I migliori film degli anni 70

I migliori film degli anni 70 Apocalypse Now streaming di Francis Ford Coppola con Robert Duvall, Dennis Hopper, Martin Sheen, Marlon Brando, Laurence Fishburne, Harrison FordDopo aver stilato la classifica degli anni ’90, poi la classifica degli anni ’80, è arrivato il momento per volgere il nostro sguardo agli anni della New Hollywood e del rafforzamento del cinema indipendente, che si dimostrò una importante alternativa alle major.
Gli anni ’70 sono anni di trasgressione, lotta politica e voglia di libertà, ma pure un periodo di eventi drammatici come la Guerra in Vietnam, denunciata in film come Apocalypse Now o Il cacciatore, ma che si fa pure sentire in film come Taxi Driver.
Sono gli anni nei quali il cinema americano cambia faccia grazie a giovani talenti come Martin Scorsese, Steven Spielberg e George Lucas e registi già affermati come Francis Ford Coppola, Stanley Kubrick, Brian De Palma e Robert AI migliori film degli anni 70 Taxi Driver streaming di Martin Scorsese con Robert De Niro, Cybill Shepherd, Jodie Foster, Peter Boyle, Harvey Keitel 27ltman. Infine in questo periodo si affermano autentici mostri sacri del cinema come Robert De Niro, Al Pacino e Meryl Streep.
Dopo tante parole non mi resta che proporvi la mia personale lista, che prova a racchiudere I migliori film degli anni 70:

 

Apocalypse Now (Francis Ford Coppola)

Taxi Driver (Martin Scorsese)I migliori film degli anni 70 Arancia Meccanica I film più censurati della storia

Alien (Ridley Scott) 

Qualcuno volò sul nido del cuculo (Milos Forman)

Il Padrino (Francis Ford Coppola)

Il cacciatore (Michael Cimino)

Arancia Meccanica (Stanley Kubrick)

Manhattan (Woody Allen)I migliori film degli anni 70 Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno streaming di Martin Scorsese con  Robert De Niro, Harvey Keitel, David Proval, Amy Robinson, Richard Romanus, Cesare Danova 1

Il padrino – Parte seconda (Francis Ford Coppola)

Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (Martin Scorsese)

Quel pomeriggio di un giorno da cani (Sidney Lumet)

Fuga da Alcatraz (Don Siegel)

Chinatown (Roman Polanski)I migliori film degli anni 70 Star Wars Episodio IV - Una nuova speranza streaming di George Lucas, con Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinness 4

Frankenstein Junior (Mel Brooks)

Io e Annie (Woody Allen) 

Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (George Lucas)

Serpico (Sidney Lumet)

Barry Lyndon (Stanley Kubrick)

Animal House (John Landis)I migliori film degli anni 70 Animal House streaming con John Belushi, Tim Matheson, John Vernon, Kevin Bacon, Donald Sutherland e Karen Allen di John Landis 27

I duellanti (Ridley Scott)

Oltre il giardino (Hal Ashby)

Giù la testa (Sergio Leone)

Piccolo grande uomo (Arthur Penn)

Corvo rosso non avrai il mio scalpo (Sydney Pollack)

Lo Squalo (Steven Spielberg)I migliori film degli anni 70 Punto zero (Vanishing Point) streaming con Barry Newman, Cleavon Little, Karl Swenson, Paul Koslo, Dean Jagger, Victoria Medlin, Anthony James di Richard C. Sarafian 18

Il dittatore dello stato libero di Bananas (Woody Allen)

Duel (Steven Spielberg)

Punto zero – Vanishing Point (Richard C. Sarafian)

Distretto 13 – le brigate della morte (John Carpenter)

I tre giorni del Condor (Sydney Pollack)I migliori film degli anni 70 Distretto 13 - Le brigate della morte streaming di John Carpenter con Austin Stoker, Darwin Joston, Laurie Zimmer, Martin West, Tony Burton 13

Halloween – La notte delle streghe (John Carpenter)

Amici miei (Mario Monicelli)

Rocky (John G. Avildsen)

 

Segue: I migliori film degli anni 2000

I migliori film degli anni 70 Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno streaming di Martin Scorsese con  Robert De Niro, Harvey Keitel, David Proval, Amy Robinson, Richard Romanus, Cesare Danova 9