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Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, un film che ha avuto un lungo periodo di gestazione

Il Don Chisciotte maledetto di Terry GilliamPer realizzare quello che è stato definito il Don Chisciotte maledetto Terry Gilliam ha dovuto attendere moltissimo tempo, ben diciotto anni. La sua idea di realizzare un film sul celebre eroe del romanzo di Miguel de Cervantes nacque nel 2000, per poi essere messa da parte dopo diversi problemi sul set nel 2002. Il titolo della pellicola prima che si archiviasse il progetto doveva essere “The man who killed don Quixote

Erano stati investi oltre 30 milioni di dollari per il progetto, davvero tanti se si considera che era un progetto europeo, ma in due anni vennero girate solo pochissime scene. Erano stati scelti ottimi attori come Johnny Depp, all’epoca una delle più grandi star in circolazione, che avrebbe dovuto interpretare il giovane tornato nel passato e scambiato da Don Chisciotte per il suo fedele Sancho Panza, e l’attore francese Jean Rochefort che doveva vestire i panni di Don Chisciotte della Mancia. Quest’ultimo era stato così voluto da Terry Gilliam che, pieno di entusiasmo all’idea di interpretare l’eroe spagnolo, in meno di sette mesi imparò l’inglese quasi da zero per entrare nel cast.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 2Il film ha avuto una delle lavorazioni più disastrose della storia del cinema, le riprese sul set in Spagna, sono state interrotte più e più volte a causa dei più svariati motivi. Johnny Depp cadde da cavallo procurandosi un infortunio che rallentò non di poco i lavori, ed inoltre si faticava a trovare gli altri attori principali, le comparse. Tutti questi ritardi cominciavano a preoccupare gli investitori che temevano per i loro guadagni.

Nel 2002, a complicare le cose un violento nubifragio in un’area desertica spagnola dove stavano girando rovinò telecamere e distrusse il set. Dopo la pausa forzata dettata dal mal tempo a Jean Rochefort venne una doppia ernia del disco e una infezione alla prostata a forza di stare in sella al suo cavallo. Il regista decise di cambiare il luogo delle riprese perchè la conformazione desertica del posto era stata completamente ridisegnata dall’acqua, non c’erano più le dune e la sabbia si era trasformata in un pantano melmoso.   I problemi di salute di Jean Rochefort peggiorarono costringendolo a lasciare il cast facendo precipitare ancora di più la situazione: ora si doveva rifare il casting per il ruolo principale del film.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 3Nonostante tutti gli sforzi per continuare Terry Gilliam dovette arrendersi, vari membri della produzione si licenziarono e cominciarono i problemi finanziari, perchè la produzione dovette pagare una penale di 15 milioni di dollari per l’interruzione delle riprese, una cifra davvero alta se pensate che il budget iniziale era di 32 milioni di dollari.

Il produttore Jeremy Thomas nel 2005 contattò Gilliam per convincerlo a riprendere il progetto e nel 2008 annunciarono di essere pronti a ripartire con nuove riprese da zero senza utilizzare il materiale già registrato. Robert Duvall fu scelto per interpretare Don Chisciotte, Johnny Depp che continuava ad essere interessato al suo personaggio si era reso disponibile facendo però presente che era ancora legato a un contratto con la Disney che gli concedeva di lavorare al progetto a patto che si riuscisse a terminare entro una certo data. Il film però entrò in produzione solo nel 2009 e si dovette cercare un sostituto di Johnny Depp tra Colin Farrell ed Ewan McGregor. Purtroppo però a causa dei ritardi il film venne di nuovo cancellato.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 4Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, ecco quando c’è stata la svolta

Nel Luglio 2016 venne annunciato che “The man who killed Don Chixotte” si sarebbe fatto e le riprese sarebbero partite ad ottobre di quell’anno. Vennero scelti Adam Driver, che era da poco diventato famoso interpretando Kylo Ren ne Il risveglio della ForzaJonathan Pryce per interpretare il famoso cavaliere errante spagnolo. Ci furono anche questa volta ritardi nelle riprese, il film era ormai considerato Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, tutti erano convinti sarebbe stato lo stop definitivo, ma in maniera insperata le riprese cominciarono senza più problemi.

Sembrava tutto risolto poi è scoppiata la querelle legale tra Gilliam e l’ex produttore Paulo Branco, che non ha permesso al film di concorrere per la Palma d’oro al 71º Festival di Cannes. La prima parte di sfortune, quelle fin al 2002, che avete potuto leggere in maniera più dettagliata, furono il soggetto di un documentario: Lost in La Mancha realizzato da Keith Fulton e Louis Pepe, due collaboratori di Gilliam. Inoltre nel maggio del 2018, due giorni prima dell’anteprima di Cannes, Gilliam ha addirittura subito la perforazione di un’arteria che è stata erroneamente riportata dai media come un ictus. Non si può che definirlo “il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam”, diciott’anni di produzione non son male, tanto che il regista ha inserito nei titoli di testa l’avverbio “Finalmente!”. Si può annoverare tra i film maledetti di cui vi avevo parlato in questo articolo: I film maledetti.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 5

TITOLO ITALIANO: L’uomo che uccise Don Chisciotte
TITOLO ORIGINALE:
The Man Who Killed Don Quixote
DATA USCITA: 27 settembre, 2018
GENERE: Avventura, Fantasy
ANNO: 2018
PAESE: Spagna, Gran Bretagna, Francia, Portogallo
DURATA: 137 Min
REGIA: Terry Gilliam
ATTORI: Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro, Jordi Mollà, Jason Watkins, Óscar Jaenada, Sergi López, Rossy de Palma

Luca Miglietta

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, una bella confezione vuota al suo interno

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, torna una delle saghe più amate dal pubblico, questa volta dirige  Rian Johnson

Mentre il Primo Ordine si prepara a stroncare definitivamente ciò che resta della Resistenza, Rey sul pianeta su Ahch-To consegna a Luke Skywalker la sua antica spada laser. Luke Skywalker però getta via la spada laser affermando che non vuole più avere niente a che fare con la guerra e che secondo lui è il momento di porre fine all’esistenza dei Cavalieri Jedi. Luke ha scelto una vita eremitica, rinunciando a trasmettere le “vie della forza”, ancora sconvolto dal fallimento con il giovane Kylo Ren.

Il Primo ordine è alle calcagna della Resistenza: quando la flotta dei ribelli esce dall’iperspazio il Primo Ordine riesce a rintracciarla grazie ad un potente localizzatore a lungo raggio. Le navi dell’Alleanza ribelle si ritrovano alla deriva con poco carburante a disposizione. La situazione è tragica, effettuare un’altra volta il salto a velocità luce sarebbe inutile perché verrebbero nuovamente rintracciati ed esaurirebbero completamente tutto il carburante.

Star Wars: Gli ultimi Jedi (), noto anche come Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi, è un film del 2017 scritto e diretto da Rian Johnson.

Partiamo dal presupposto che è impossibile accontentare i milioni di fan di Star Wars: qualsiasi decisione stilistica sarebbe difficile da prendere perché potrebbe essere mal digerita e considerata lontana dai canoni della saga.

Il risveglio della forza aveva diviso i fan e il risultato era stato un film piuttosto mediocre, questa volta con  Star Wars: Gli ultimi Jedi regista e sceneggiatori sono riusciti a fare di peggio. La sceneggiatura è di una banalità disarmante, con svolte narrative che non solo non alterano in alcun modo la staticità della pellicola, ma sono prevedibili e mancano quasi totalmente del pathos e dell’epicità a cui ci eravamo abituati nei primi sei capitoli della saga. Molti dei protagonisti, sia vecchi che nuovi, sono piatti ed impalpabili: non riescono mai ad evolversi durante la trama ed esprimere il loro potenziale e sono vittime di una caratterizzazione quasi inesistente. Dei gusci vuoti che dicono frasi preconfezionate prive di qualsiasi originalità.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

In Star Wars: Gli ultimi Jedi si cerca appena di approfondire la psicologia di Kylo Ren e di Rey, ma con risultati non proprio esaltanti.

Kylo Ren, interpretato da Adam Driver, ad esempio è un personaggio infantile e suscettibile di vivaci scatti d’ira, insomma non un vero e proprio villain, ma una macchietta. Non si capisce proprio la natura del suo odio verso i genitori che lo spinge verso il lato oscuro della forza. La cattiveria di Ben Solo sembra non avere una vera ragione e si ha quasi l’impressione che la facciano passare per un tratto ereditato dal nonno Anakin Skywalker. Peccato però che suo nonno sia diventato Darth Vader non per caso ma dopo una lunga e lenta evoluzione e ci siano dei motivi validi (il dolore per la perdita della madre e dell’amata Padmé Amidala, l’inganno di Darth Sidious e, soprattutto, l’indifferenza del Consiglio nei confronti dei suoi sentimenti). Rey poi continua ad avere una padronanza della forza degna di un maestro Jedi senza mai essersi addestrata e senza che ciò venga spiegato lasciando tutto misterioso.

Ci saremmo almeno aspettai una interessante e coinvolgente storia che chiarisse l’identità del leader supremo del Primo ordine, Snoke (Andy Serkis). Invece l’oscuro essere dal volto deforme viene improvvisamente spazzato via dalla galassia dal suo allievo senza che si sappia nulla di lui e del suo passato. Sappiamo solamente che è un esperto manipolatore ed un potente conoscitore della Forza, ma nulla di più.

Per non parlare di altri personaggi come ad esempio Poe Dameron e Finn, che restano sempre poco più che abbozzati. Finn addirittura rivela la sua completa inutilità, sarebbe potuto rimanere in coma per tutto il film e il risultato sarebbe stato lo stesso.

I nuovi personaggi del Vice Ammiraglio Holdo (Laura Dern) e Rose Tico non aggiungono molto alla trama. Rimane impressa la figura del vice ammiraglio solo per i suoi buffi capelli viola e soprattutto perché non si riesce a capire perché indossi un abito da cerimonia mentre comanda un’astronave.

Tra i nuovi personaggi da segnalare il peonaggio di DJ, che seppur anch’esso abbozzato nella sceneggiatura viene ottimamente interpretato dal sempre ottimo Benicio del Toro.

Personaggi che mancano all’appello invece sono i Cavalieri di Ren, che avevamo conosciuto in Star Wars: Il risveglio della Forza in una visione che aveva avuto Rey dopo aver trovato la spada laser appartenuta a Luke Skywalker, nella quale aiutavano Kylo ad uccidere tutti i discepoli del Jedi. In Star Wars: Gli ultimi Jedi non viene mostrata alcuna immagine che li ritragga, tutto ciò che vediamo della notte i cui è stato distrutto il tempio Jedi è lo zio che pensa per un attimo di uccidere il nipote. Si vedono i risultati della distruzione del tempio, ma dei Cavalieri di Ren non c’è traccia.

Degne di nota sono solamente la splendida scenografia e le curate scene di combattimento nello spazio e sul pianeta “salato”: i colori e gli effetti speciali vengono utilizzati magistralmente. Scene che lasciano davvero a bocca aperta, bellissima ad esempio la contrapposizione visiva di rosso e bianco nella battaglia finale. Da apprezzare anche quella della fuga di Finn e Rose su Canto Bight, il pianeta col Casinò.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Uno dei difetti peggiori di Star Wars: Gli ultimi Jedi è l’umorismo, battute prive di spirito sono una costante della pellicola e rischiano di far precipitare il film nel più totale ridicolo; momenti comici così fuori luogo e poco divertenti che sarebbero stati tagliati da Mel Brooks nella parodia Spaceballs (Balle Spaziali). Una serie di gag che vengono utilizzate nel tentativo di riempire i buchi nella trama, ma hanno solo l’effetto di smorzare i momenti di tensione della pellicola. Pensate alle scene in cui Poe Dameron finge di non sentire affatto il generale Hux dal vivavoce, in cui Finn e Rose vengono arrestati per divieto di sosta, o quella in cui Maz Kanata ha problemi coi sindacati.

Si tratta del secondo film di una trilogia, quindi dovrebbe essere un collegamento tra la prima pellicola e la nuova che uscirà nel maggio del 2019. A differenza de L’attacco dei cloni (se pensiamo alla seconda trilogia di prequel) o de L’impero colpisce ancora costruisce davvero poco di rilevante. Gli stessi personaggi si muovono per lo più in maniera sconclusionata durante Star Wars: Gli ultimi Jedi. Si fatica a trovare scene degne di nota che rimangano impresse nello spettatore, non c’è una storia accattivante e manca addirittura un finale che spinga il pubblico ad aspettare con ansia un seguito. Sorge una domanda spontanea sul perché vedere l’episodio 9 tra due anni, poca suspense.

Appare chiaro che la Disney, siano più interessati a trasformare Star Wars in una serie lobotomizzata in cui viene cancellato il passato per fondare una nuova mitologia e non si preoccupino più di tanto di creare un film emozionante con una trama di livello. Una serie di pellicole in cui la narrazione lascia lo spazio a esigenze di marketing. Dimostra il loro desiderio di fare tabula rasa del passato e voltare pagina il fatto che durante lo svolgimento della pellicola venga ripetuto da tutti incessantemente il mantra che il passato è passato.

Ad esempio pensate a cosa dice Kylo a Rey dopo aver eliminato Snoke, invitandola a governare la Galassia insieme a lui: “Basta con i Jedi e con i Sith“.

Una bella confezione, battutine degne della peggior sitcom americana e null’altro di più.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi

Lingua originale: inglese

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2017

Durata: 152 min                       streaming

Rapporto: 2.39:1

Genere: fantascienza, azione, avventura

Regia: Rian Johnson

Sceneggiatura   Rian Johnson

Produttore: Kathleen Kennedy, Ram Bergman

Produttore esecutivo: J. J. Abrams, Jason McGatlin, Tom Karnowski

Casa di produzione: Lucasfilm

Distribuzione (Italia): Walt Disney Studios Motion Pictures

Fotografia: Steve Yedlin

Montaggio: Bob Ducsay

Effetti speciali: Chris Corbould

Musiche: John Williams

Scenografia: Rick Heinrichs

Costumi: Michael Kaplan                        streaming

Trucco: Peter Swords King

Attori e personaggi:

Mark Hamill: Luke Skywalker

Carrie Fisher: Leia Organa

Adam Driver: Kylo Ren                                                   streaming

Daisy Ridley: Rey

John Boyega: Finn                                        streaming 

Oscar Isaac: Poe Dameron

Andy Serkis: Leader Supremo Snoke

Lupita Nyong’o: Maz Kanata

Domhnall Gleeson: Generale Hux

Anthony Daniels: C-3PO

Gwendoline Christie: Capitano Phasma

Kelly Marie Tran: Rose

Laura Dern: Amilyn Holdo

Benicio del Toro: DJ

Mark Hamill “Questo non è il mio Luke Skywalker

Trailer:

in italiano: link 1 streaming youtube

in lingua originale: link 2 streaming youtube

 

Luca Miglietta

Star Wars: Gli ultimi Jedi

 

 

Star Wars: Il risveglio della Forza

Star Wars: Il risveglio della Forza

Il risveglio della Forza era il film più atteso degli ultimi anni e c’era una grande ansia per il ritorno della saga di Star Wars

Star Wars Il risveglio della forza 7

Un’analisi a freddo su Il risveglio della forza di J. J. Abrams

Il risveglio della Forza ha avuto un martellamento mediatico senza precedenti nella storia del cinema: ovunque si sentiva parlare di Star Wars, dai media, alle fermate delle stazioni a Google e Facebook, che hanno creato delle iniziative apposite per l’uscita del film. Star Wars in pochi mesi è diventato un fenomeno di costume come non lo era mai stato per via della massiccia campagna pubblicitaria della Disney.

E’ stato creato una sorta di fenomeno di tendenza che ha attirato al cinema migliaia di nuovi aspiranti seguaci, che non avevano idea di cosa fosse Star Wars, cosa rapprendesse per il mondo cinema e come avesse influenzato l’immaginario collettivo. Persone incuriosite, ma alle quali interessava solamente essere intrattenute con qualcosa di semplice ed abbastanza leggero, come un Harry Potter o un Hunger Games qualsiasi.

Se non avete ancora visto il film però non andate oltre perché ci saranno moltissimi spoiler.

Fin dall’inizio di Il risveglio della Forza ci rendiamo conto che il film ha qualcosa di familiare: inizia proprio come Una Nuova Speranza, per poi proseguire e finire come, il film che ha dato origine alla saga. Tutto il film sa di già visto perché le due pellicole sono praticamente sovrapponibili: la struttura narrativa è la stessa e non si discosta quasi mai dall’originale. Avrete notato i molti elementi e situazioni già sviluppati negli altri 6 episodi della saga, perché gli sceneggiatori non hanno neppure avuto il coraggio di cambiare almeno le caratteristiche dei pianeti o introdurre personaggi con qualche caratteristica diversa. Volete degli esempi? Bene, l’osteria spaziale del pianeta dove Rei sente il risveglio della Forza è uguale al bar di Mos Eisley (ci sono pure una band simile, contrabbandieri e poco di buono). Pensiamo allo scontro padre-figlio (Han Solo che vuole aiutare il figlio a ribellarsi al lato oscuro della Forza), che sostituisce quello di figlio-padre (Luke che vuole redimere il padre), che trovata originale! E vogliamo parlare del pilota spaccone della ribellione Poe Dameron? Non vi sembra la copia di Han Solo, senza però personalità dell’originale? E Max von Sydow nella parte di Lor San Tekka non sembra un clone di Obi-Wan Kenobi della prima trilogia? Peccato perchè sarebbe potuto essere un ottimo Sith. Ma veniamo al momento clou, i pianeti: Jakku è identico a Tatooine, Takodana a Naboo, lo Starkiller è la Morte Nera versione pianeta. In una galassia molto lontana quindi i pianeti sono tutti uguali o occupati da immense foreste, o desertici o ghiacciati.

Ogni episodio di Star Wars ha avuto un antagonista di spessore, vogliamo parlare del cattivo o del lato oscuro della Forza ne Il risveglio della Forza? Viene completamente ridicolizzato: Kylo Ren sembra la caricatura di un personaggio malvagio. Vi ricordate cosa faceva Darth Vader quando qualcosa andava storto nei piani dell’Impero? Si vendicava coi sui sottoposti uccidendoli, non diventava una sorta di personaggio autistico che per sfogarsi distrugge con una spada laser le pareti dell”astronave come Kylo Ren. Ma poi perché utilizza senza un motivo apparente una maschera? Non ne ha bisogno come Darth Vader. Sembra un emulatore talmente tanto invaghito dal nonno Darth Vader da voler indossare un costume per imitarlo. Vogliamo citare solo qualche potente Sith degli episodi precedenti? Darth Vader, Darth Maul o il Conte Dooku, vi sembrano così? O un altro personaggio negativo come Jabba the Hutt?

Per tutto il film quello che manca sono le emozioni e neanche la morte di Han riesce a suscitarle negli altri peonaggi: muore uno dei personaggi più leggendari della saga, capisco che il funerale possa svolgersi magari nel sequel in apertura, ma almeno due parole? Lasciare così Han Solo nel dimenticatoio come se non fosse morto è proprio triste.
Il modo in cui viene vissuta da tutti la sua morte è assurdo: dai piloti della resistenza che restano tranquilli (ha salvato più volte la galassia, bazzecole), ma in particolare da Chewbacca il suo migliore amico e da Leia, la sua amata. I due non solo non si scambiano due parole di conforto e non si guardano di striscio, ma addirittura Leia abbraccia Rei in arrivo dalla missione e non si mostra neanche turbata dalla morte di Han! Ma un po’ tutti i personaggi sono quasi privi di emozione, ma rammentate cosa accadeva negli episodi precedenti della saga?
Il travaglio interiore di Anakin Skywalker? Il suo dolore per la morte della madre e per la possibile morte di Padmé Amidala? Palpatine che provoca Anakin? Non c’è spazio neanche per la malinconia di Luke Skywalker che fissa i soli gemelli di Tatooine cercando di capire come abbandonare il pianeta.

Ne Il risveglio della Forza si salvano solo il personaggio di Han Solo e quello di Rey, interpretato dalla brava e bella Daisy Ridley. Anche se sul personaggio di Rey e il suo utilizzo della Forza ci sarebbe da ridire. Come è possibile che in pochi istanti Rei impari tante cose della Forza? Di questo però parlerò più avanti.

Avete notato che lo spazio ed il tempo sono un po’ strani nel film? Sono stati compressi in modo inconcepibile. Come è possibile che i colpi sparati dalla Starkiller raggiungano in brevissimo tempo ben tre pianeti della galassia? Perché i salti nell’iperspazio sono velocissimi senza neanche calcolare le coordinate, i buchi neri o i campi d’asteroidi? Il Millennium Falcon salta addirittura nell’iperspazio dall’hangar di una nave, ma vi ricordate che nella vecchia saga a volte faticava ad andare alla velocità della luce pure nello spazio profondo?

Ma veniamo ai lati positivi: si tratta di un film bello dal punto di vista degli effetti speciali, della grafica e ho trovato molto positiva la scelta di realizzare quasi tutte le creature presenti nel film con costumi e animatronics, utilizzando quindi poca Computer Grafica. Alcune inquadrature come quelle delle astronavi distrutte sul pianeta sono davvero belle.

Ma Il risveglio della Forza si può definire uno Star Wars? Non notate che manca qualcosa? L’atmosfera è la stessa?
In Star Wars: Il risveglio della Forza manca proprio una cosa fondamentale, quella dimensione epico-cavalleresca in salsa fantastico-fantascientifica a cui eravamo abituati e che la saga era riuscita a portare avanti per ben 6 film. Lo si vede nei comportamenti superficiali dei personaggi di cui parlavo poco fa ma pure nei dialoghi piatti che contraddistinguono Il risveglio della Forza. Tutti i comportamenti e tutte le situazioni vanno contro l’epica di Star Wars, enigmatico poi è proprio il comportamento assurdo di Leia alla morte di Han.

Ma arriviamo al punto più dolente: la Forza in questo nuovo film è banalizzata, sembra un semplice espediente utilizzato da Rei nel film per risolvere una situazione ingarbugliata. Ma la Forza non è questo, non si tratta dei poteri magici degli stregoni de Il signore degli anelli o di qualche altro film fantasy, non è sufficiente la predestinazione. Nell’episodio V infatti Luke si allena duramente sul pianeta di Yoda (fa un’immensa fatica ad alzare gli oggetti). E vogliamo parlare di Anakin che è stato addirittura concepito con l’intervento della Forza? Nel modesto episodio I si dice “È troppo grande per essere addestrato” (ha solo 9 anni), lui solo dopo molto tempo e molta dedizione impara ad usare la Forza, la ventenne Rei si improvvisa Jedi da un momento all’altro: le basta una visione e riesce addirittura quasi a sconfiggere Kylo Ren utilizzando la spada laser, incredibile! Ma vi pare realistico? Ed invece quando si libera utilizzando per la prima volta i poteri mentali Jedi?

In conclusione si può dire che questo prodotto confezionato da J. J. Abrams per la Disney ha pochissimo a che fare con l’universo creato da George Lucas se non per essere una sorta di remake ed allo stesso tempo reboot di Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza per tutte quelle generazioni e quei mercati che non conoscevano ancora Star Wars, come ad esempio il redditizio mercato cinese.

Con questo non voglio esaltare George Lucas che con i prequel di Star Wars poteva fare qualcosa di meglio, soprattutto con l’episodio I, perché l’episodio II ed il III sono due buoni film, anche se non sono così straordinari. Molti fan hanno aspramente criticato George Lucas per questa seconda trilogia, ma rispetto a Il risveglio della Forza sono migliori e rispettano la filosofia e l’atmosfera di Star Wars ed introducono comunque elementi nuovi, come città sottomarine, pianeti la cui superficie è intermante occupata da acqua o combattimenti tra Jedi e nemici in un’arena. Infine pensateci: in questo film dove si trova un combattimento anche solo paragonabile a quello tra Anakin e Obi-Wan Kenobi in mezzo alla lava? Combattimenti di un’epicità simile non si trovano.

Un’occasione persa per Abrams che ha preferito dare ai fan quello volevano: Una nuova speranza, per evitare di rischiare di fare qualcosa di originale ma che non venisse capito. JJ la prossima volta che fai un remake fai bene i compiti almeno e cerca di rispettare l’originale! Non mi aspettavo di vedere un capolavoro, ma almeno un bel film, che rispettasse i canoni di Star Wars, che delusione Il risveglio della forza.

Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Paese di produzione: USA
Anno: 2015
Durata: 135 min
Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Fotografia: Daniel Mindel
Montaggio: Mary Jo Markey, Maryann Brandon
Effetti speciali: Chris Corbould, Roger Guyett
Musiche: John Williams
Scenografia: Rick Carter, Darren Gilfort
Costumi: Michael Kaplan
Trucco: Amy Byrne
Sul set: Multa per infortunio Ford sul set di Star Wars
Attori: Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Lupita Nyong’o (Maz Kanata), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Peter Mayhew (Chewbacca), Max von Sydow (Lor San Tekka)

Luca Miglietta

Star Wars Il risveglio della Forza