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Avengers: Endgame più visto di sempre

Avengers: Endgame più visto di sempre

Avengers: Endgame più visto di sempre, dopo 10 anni scalza dalla vetta della classifica degli incassi Avatar, di James Cameron. Un successo annunciato, a trionfare è stata l’ottima strategia di marketing della Disney

Avengers: Endgame più visto di sempre
Avengers: Endgame
più visto di sempre: sono dovuti passare dieci anni ma alla fine, grazie anche all’ottima strategia di marketing della Disney il film ha raggiunto la vetta della classifica degli incassi. Avatar ha così perso la vetta della classifica del box office spodestato dal trono da Avengers: Endgame, che diventa così per la gioia dei produttori il film col più grande incasso di tutti i tempi.

Gli incassi di questo weekend infatti basteranno per scavalcare il totale di 2.7897 miliardi di dollari portati a casa dalla pellicola di fantascienza di James Cameron. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente della Marvel Kevin Feige durante il Comic-Con International: San Diego.

Incassi mostruosi per Avengers: Endgame del resto erano previsti da molti analisti, inoltre prima o poi Avatar era logico che cedesse il suo posto sul trono. Il prezzo dei biglietti ed aumentato e sempre più pellicole puntano al mercato cinese

Avengers: Endgame ha accumulato fin’ora 853 milioni di dollari al botteghino nazionale, diventando il secondo film di maggior incasso in Nord America dietro Star Wars: Il risveglio della forza, che aveva raggiunto 936 milioni di dollari.

Avengers: Endgame più visto di sempre
A livello internazionale, ha raccolto un importante cifra di 1,9 miliardi, in Cina ben 629 milioni, seguono il Regno Unito a 114 milioni, la Corea del Sud a 105 milioni, il Brasile a 85 milioni e il Messico con 77 milioni.

Il podio dei primi 5 film che hanno superato i 2 miliardi di dollari di incassi nella storia del cinema, senza tenere conto dell’inflazione, altrimenti nessuno batterebbe Via col vento, è ora così composto: Avengers: Endgame (2.78 miliardi), Avatar (2.78 miliardi), Titanic (2.187 miliardi), Star Wars: Il risveglio della forza (2.06 miliardi) e Avengers: Infinity War (2.04 miliardi).

Come ha fatto notare Forbes è la prima volta da 42 anni che il più grande incasso di tutti i tempi non è un film diretto da James Cameron, Steven Spielberg o George Lucas. Un motivo di orgoglio insomma per i registi di Avengers: Endgame Anthony e Joe Russo

Luca Miglietta

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, un film che ha avuto un lungo periodo di gestazione

Il Don Chisciotte maledetto di Terry GilliamPer realizzare quello che è stato definito il Don Chisciotte maledetto Terry Gilliam ha dovuto attendere moltissimo tempo, ben diciotto anni. La sua idea di realizzare un film sul celebre eroe del romanzo di Miguel de Cervantes nacque nel 2000, per poi essere messa da parte dopo diversi problemi sul set nel 2002. Il titolo della pellicola prima che si archiviasse il progetto doveva essere “The man who killed don Quixote

Erano stati investi oltre 30 milioni di dollari per il progetto, davvero tanti se si considera che era un progetto europeo, ma in due anni vennero girate solo pochissime scene. Erano stati scelti ottimi attori come Johnny Depp, all’epoca una delle più grandi star in circolazione, che avrebbe dovuto interpretare il giovane tornato nel passato e scambiato da Don Chisciotte per il suo fedele Sancho Panza, e l’attore francese Jean Rochefort che doveva vestire i panni di Don Chisciotte della Mancia. Quest’ultimo era stato così voluto da Terry Gilliam che, pieno di entusiasmo all’idea di interpretare l’eroe spagnolo, in meno di sette mesi imparò l’inglese quasi da zero per entrare nel cast.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 2Il film ha avuto una delle lavorazioni più disastrose della storia del cinema, le riprese sul set in Spagna, sono state interrotte più e più volte a causa dei più svariati motivi. Johnny Depp cadde da cavallo procurandosi un infortunio che rallentò non di poco i lavori, ed inoltre si faticava a trovare gli altri attori principali, le comparse. Tutti questi ritardi cominciavano a preoccupare gli investitori che temevano per i loro guadagni.

Nel 2002, a complicare le cose un violento nubifragio in un’area desertica spagnola dove stavano girando rovinò telecamere e distrusse il set. Dopo la pausa forzata dettata dal mal tempo a Jean Rochefort venne una doppia ernia del disco e una infezione alla prostata a forza di stare in sella al suo cavallo. Il regista decise di cambiare il luogo delle riprese perchè la conformazione desertica del posto era stata completamente ridisegnata dall’acqua, non c’erano più le dune e la sabbia si era trasformata in un pantano melmoso.   I problemi di salute di Jean Rochefort peggiorarono costringendolo a lasciare il cast facendo precipitare ancora di più la situazione: ora si doveva rifare il casting per il ruolo principale del film.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 3Nonostante tutti gli sforzi per continuare Terry Gilliam dovette arrendersi, vari membri della produzione si licenziarono e cominciarono i problemi finanziari, perchè la produzione dovette pagare una penale di 15 milioni di dollari per l’interruzione delle riprese, una cifra davvero alta se pensate che il budget iniziale era di 32 milioni di dollari.

Il produttore Jeremy Thomas nel 2005 contattò Gilliam per convincerlo a riprendere il progetto e nel 2008 annunciarono di essere pronti a ripartire con nuove riprese da zero senza utilizzare il materiale già registrato. Robert Duvall fu scelto per interpretare Don Chisciotte, Johnny Depp che continuava ad essere interessato al suo personaggio si era reso disponibile facendo però presente che era ancora legato a un contratto con la Disney che gli concedeva di lavorare al progetto a patto che si riuscisse a terminare entro una certo data. Il film però entrò in produzione solo nel 2009 e si dovette cercare un sostituto di Johnny Depp tra Colin Farrell ed Ewan McGregor. Purtroppo però a causa dei ritardi il film venne di nuovo cancellato.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 4Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, ecco quando c’è stata la svolta

Nel Luglio 2016 venne annunciato che “The man who killed Don Chixotte” si sarebbe fatto e le riprese sarebbero partite ad ottobre di quell’anno. Vennero scelti Adam Driver, che era da poco diventato famoso interpretando Kylo Ren ne Il risveglio della ForzaJonathan Pryce per interpretare il famoso cavaliere errante spagnolo. Ci furono anche questa volta ritardi nelle riprese, il film era ormai considerato Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, tutti erano convinti sarebbe stato lo stop definitivo, ma in maniera insperata le riprese cominciarono senza più problemi.

Sembrava tutto risolto poi è scoppiata la querelle legale tra Gilliam e l’ex produttore Paulo Branco, che non ha permesso al film di concorrere per la Palma d’oro al 71º Festival di Cannes. La prima parte di sfortune, quelle fin al 2002, che avete potuto leggere in maniera più dettagliata, furono il soggetto di un documentario: Lost in La Mancha realizzato da Keith Fulton e Louis Pepe, due collaboratori di Gilliam. Inoltre nel maggio del 2018, due giorni prima dell’anteprima di Cannes, Gilliam ha addirittura subito la perforazione di un’arteria che è stata erroneamente riportata dai media come un ictus. Non si può che definirlo “il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam”, diciott’anni di produzione non son male, tanto che il regista ha inserito nei titoli di testa l’avverbio “Finalmente!”. Si può annoverare tra i film maledetti di cui vi avevo parlato in questo articolo: I film maledetti.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 5

TITOLO ITALIANO: L’uomo che uccise Don Chisciotte
TITOLO ORIGINALE:
The Man Who Killed Don Quixote
DATA USCITA: 27 settembre, 2018
GENERE: Avventura, Fantasy
ANNO: 2018
PAESE: Spagna, Gran Bretagna, Francia, Portogallo
DURATA: 137 Min
REGIA: Terry Gilliam
ATTORI: Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro, Jordi Mollà, Jason Watkins, Óscar Jaenada, Sergi López, Rossy de Palma

Luca Miglietta

Carrie Fisher la principessa Leia

Carrie Fisher la principessa Leia

Carrie Fisher la principessa Leia, alcune foto della stupenda attrice direttamente dal set della prima trilogia di Star Wars

Carrie Fisher la principessa LeiaCarrie Fisher la principessa Leia è morta alcuni mesi, poco prima che uscisse Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Carrie Fisher la principessa Leia. Carrie Fisher nasce a Beverly Hills, famoso quartiere di Los Angeles, il 21 ottobre del 1956 dal cantante Eddie Fisher e dalla celebre attrice Debbie Reynolds.

Il suo debutto nella recitazione risale al 1973, in un allestimento a Broadway del musical Irene. Subito dopo, la giovane attrice frequenta per diciotto mesi la Central School of Speech and Drama di Londra ed esordisce davanti alla macchina da presa in Shampoo, commedia con Warren Beatty, Julie Christie e Goldie Hawn .

Carrie Fisher è diventata famosa al grande pubblico intepretando la principessa Leia nella saga di Star Wars. L’attrice americana ha infatti vestito i panni la principessa Leia Organa sia nella trilogia che ha dato vita alla saga di Star Wars, che ne Il risveglio della Forza e in Star Wars: Gli ultimi Jedi. Si suppone che il suo personaggio compaia anche nel nono capitolo di Star Wars che uscirà nel 2019, nonostante l’attrice sia morta pochi mesi fa. Il suo personaggio infatti resta in vita nella finzione cinematografica al termine di Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Carrie Fisher la principessa LeiaLa principessa Leia (o Leila nella traduzione italiana) è diventata un’icona degli anni settanta-ottanta e poi un personaggio cult della storia del cinema grazie all’acconciatura con le due crocchie laterali e al suo sexy bikini metallico, che indossa ne Il ritorno dello Jedi quando si trova prigioniera di Jabba the Hutt.

E’ una delle pochissime donne a comparire nella saga di Star Wars, perchè se ne vedono pochissime in quella galassia lontana lontana.

Per il ruolo di Leia, Carrie Fisher ha dovuto vincere la concorrenza di grandi attrici del calibro di Glenn Close, Jessica Lange, Meryl Streep, Anjelica Huston e Kathleen Turner. Alcuni anni fa in un’intervista ha detto scherzando “George Lucas (il regista che alla fine ha scelto lei) mi ha rovinato la vita”. Carrie Fisher ha recitato in prima persona in molte scene pericolose, ma in alcuni casi ha dovuto chiedere il supporto di alcune controfigure.

Carrie Fisher la principessa LeiaNella sua vità però non c’è stato solo Star Wars, perchè Carrie Fisher ha partecipato agli intramontabili The Blues Brothers ed Harry, ti presento Sally…, ad Hannah e le sue sorelle, L’erba del vicino e Austin Powers.

L’attrice però vive dei momenti bui durante la sua carriera dovuti all’uso di droghe. Dopo l’immenso successo di Star Wars: Una nuova speranza, la vita di Carrie Fisher cambia in maniera radicale e, non riuscendo a contenere l’emotività che deriva da una tale situazione, l’attrice comincia a far uso di sostanze stupefacenti. Inizia addirittura ad assumere cocaina anche mentre è impegnata nelle riprese de L’Impero colpisce ancora e The Blues Brothers.

A seguito di una overdose che rischia quasi di ucciderla, infatti, all’attrice viene diagnosticato un disturbo bipolare della personalità, ma lei rifiuta di accettare questa diagnosi per altri quattro anni, quando fortunatamente cambia idea. Inizia così un lungo percorso riabilitativo, che le permette di uscire dal “lato oscuro” in cui si era cacciata.

Carrie Fisher la principessa LeiaDurante il suo percorso riabilitativo, Carrie Fisher inizia la nuova carriera di scrittrice, pararallelamente a quella di attrice. Il suo primo romanzo risale al 1987 e si intitola Postcards from the Edge (Cartoline dall’Inferno). Il libro ebbe un grande successo e venne anche adattato sul grande schermo da Carrie Fisher stessa nel 1990, e venne diretto da Mike Nichols e interpretato da Meryl Streep nel ruolo della protagonista. Nel descrivere la vita dell’attrice Suzanne Vale, dipendente dalla droga e in eterno contrasto con sua madre, Carrie Fisher non fa altro che rappresentare sé stessa. Negli anni seguenti, Carrie Fisher viene inoltre contattata da alcuni registi per effettuare lavori non accreditati di revisione di sceneggiature cinematografiche o televisive, per renderle più scorrevoli e evitare ripetizioni. Tra questi anche registi famosi come Steven Spielberg e George Lucas.

Carrie Fisher la principessa Leia Han Solo, interpretato da Harrison Ford diceva di lei in Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza:

Fantastica la ragazza, eh? Non so se ucciderla o innamorarmi di lei.

Ora vi mostriamo alcune immaggini di Carrie Fisher la principessa Leia di Star Wars, la maggior parte direttamente dal set di Star Wars.

Tre foto in Carrie Fisher la principessa Leia fa il bagno con il suo bikini metallico molto sexy

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 1Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 2Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 3Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia indossa il suo sexy bikini metallico sulla spiaggia

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 4 beachUna foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico:

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 5Due foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico accanto al Lord Vader

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 6Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 7Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico assieme a Lord Vader e altri personaggi

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 8Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico e una palla

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 9Un foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia prende il sole con il suo sexy bikini metallico assieme ad un’altra ttrice con lo stesso tipo di bikini

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 10Ultima foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia indossa il suo sexy bikini metallico

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 11L.M.

Questo non è il mio Luke Skywalker

Questo non è il mio Luke Skywalker

Mark Hamill sul suo personaggio "Questo non è il mio Luke Skywalker"

Star Wars 8 Gli Ultimi Jedi: Mark Hamill “Questo non è il mio Luke Skywalker

Dopo la critica mossa dai fan a Star Wars: Gli ultimi Jedi e la loro petizione lanciata per escluderlo dal canone ufficiale della saga, anche Mark Hamill dice la sua sull’ultimo film di Star Wars. L’attore, che poco tempo fa aveva dichiarato di preferire la trilogia di George Lucas a quella iniziata con Il risveglio della Forza, questa volta si è soffermato questa volta sul suo personaggio.

Ha infatti rivelato l’attore durante una recente intervista:

Avevo detto a Rian, “I Jedi non si arrendono”. Voglio dire, anche se avesse avuto un problema, si sarebbe preso il suo tempo per riprendersi. Se lui avesse fatto un errore, avrebbe cercato di rimediare. Quindi nel film abbiamo una differenza fondamentale, ma non si tratta più della mia storia. È la storia di qualcun altro, e Rian aveva bisogno che io fossi in una certa maniera affinché il finale fosse effettivo. Luke non avrebbe mai fatto così, mi spiace. Io parlo dello Star Wars di George Lucas, ma questo invece è lo Star Wars di una nuova generazione, quindi ho dovuto quasi pensare a Luke come a un personaggio diverso. Magari è Jake Skywalker. Lui non è il mio Luke Skywalker, ma ho dovuto fare quello che Rian mi chiedeva perché valorizza bene la storia. (…) Io non l’ho ancora accettato del tutto, ma è solo un film. Spero che alla gente piaccia. Spero non si arrabbino, e alla fine credo che Rian fosse esattamente l’uomo giusto per il lavoro.

Insomma, non dichiarazioni proprio entusiaste quelle dell’attore americano.

Il regista Rian Johnson ha invece ammesso:

la più grande sfida nello scrivere la sceneggiatura è stato occuparmi di Luke Skywalker. Come si può vedere dal poster aleggia su questo film. Capire che parole avrebbero avuto senso o quale parte avrebbe dovuto avere in questo film è stato il problema più grande.

Rogue One: A Star Wars Story (2016)

Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One: A Star Wars Story, lo spin off della saga

Rogue One: A Star Wars Story, un film da non perdere

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen JiangRogue One: A Star Wars Story, diretto da Gareth Edwards, è il primo capitolo di una nuova avventurosa serie cinematografica che esplora i personaggi e gli eventi che ruotano intorno alla saga di Guerre Stellari. Come si colloca temporalmente Rogue One nell’universo di Star Wars? E’ precedente al quarto capitolo uscito nel 1977 Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza e successivo al terzo Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, uscito nel 2005.

Rogue One racconta le vicende di un improbabile gruppo di eroi che intraprendono la difficilissima missione di sottrarre i piani della Morte Nera. Tra di loro c’è Jyn Erso, la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall’Impero alla costruzione della più potente arma di distruzione di massa dell’Impero, la Morte Nera. La ragazza verrà accompagnata nell’impresa anche dal capitano Cassian Andor, un droide imperiale riprogrammato dai ribelli e da altre persone incontrate sul loro cammino. La loro missione sarà fondamentale per le vicende di Star Wars, perché saranno poi i piani che permetteranno a Luke Skywalker di distruggere la Morte nera in Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 3Il film racconta proprio quanto descritto nelle didascalia scorrevole all’inizio del primo Star Wars di sempre, l’episodio IV. Non potete non ricordarvi il celebre incipit del 1977:

è un periodo di Guerra Civile. Navi spaziali ribelli, dopo aver colpito una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio Impero Galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani tecnici dell’arma decisiva dell’Impero, la Morte Nera, una stazione spaziale corazzata da una potenza tale da distruggere un intero pianeta. Inseguita dai biechi agenti dell’Impero, la Principessa Leila sfreccia verso casa a bordo della sua nave stellare, custode dei piani rubati che possono salvare il suo popolo e ridare la libertà alla Galassia.

Noi spettatori, come già accaduto vedendo La vendetta dei Sith, sappiamo più o meno come andrà a finire la vicenda: il piano apparentemente suicida funzionerà perché i piani cadranno nelle mani dell’alleanza ribelle e della principessa Leia, per essere poi recuperati nel quarto episodio da Luke, che andrà a chiedere aiuto a Obi-Wan Kenobi. Quello che ne viene fuori però è strabiliante: un film che a differenza de Il risveglio della forza riesce ad armonizzare elementi nuovi ed omaggi al passato, grazie ad una buona sceneggiatura ed all’ottima regia di Gareth Edwards.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 5Rogue One proprio nell’introdurre elementi nuovi riesce dove J. J. Abrams aveva fallito nel settimo episodio dell’anno scorso. Gareth Edwards infatti fa capire fin dall’inizio che il suo film non vuole essere considerato un normale episodio di Star Wars, ma qualcosa di diverso. Un film che strizza l’occhio in più di un’occasione a pellicole di genere bellico, piuttosto che al fantasy ed alla fantascienza a cui erano abituati in fan della saga.

Edwards e gli sceneggiatori Chris Weitz e Tony Gilroy hanno fatto un ottimo lavoro nel trasportare all’interno di un genere come quello fantascientifico elementi tipici dei film di guerra: la rappresaglia dei ribelli contro l’impero, i piani di estrazione o i preparativi ed i piani di battaglia. Viene mostrata la guerra stellare, ma anche quella più terrena con tutti gli orrori connessi al conflitto, come accade nella cruda realtà di tutti i giorni. Una guerra sporca e spietata con scontri a terra e duelli aerei in un crescendo di emozioni.

Assieme ai nuovi elementi bellici inseriti coraggiosamente dal regista, non mancano però i moltissimi rimandi alla mitologia di Star Wars, che consente allo spin-off di trovare un posto nei cuori dei fan, vecchi e nuovi.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 2All’inizio di Rogue One balza subito agli occhi dello spettatore la mancanza delle tipiche didascalie iniziali a scorrimento, che hanno contraddistinto la saga. Un elemento che potrebbe a prima vista disorientare i fan, ma la pellicola con il trascorrere dei minuti diventa sempre più uno Star Wars a tutti gli effetti ed addirittura forse il più riuscito dopo Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora.

Rogue One ci presenta l’Alleanza ribelle in maniera diversa dal solito: un movimento diviso nelle decisioni, chi preferisce azioni di guerriglia terroristica, chi dibattiti parlamentari, cosa che porta a decisioni più lente del solito. Viviamo l’agire nell’ombra e nel segreto, tutti i sacrifici, le battaglie e le quasi impossibili imprese a cui sono costretti i ribelli. Tra il loro avversari invece per la prima volta veniamo a sapere che ci sono dissidi e lotte interne tra i sottoposti all’imperatore per avere maggior potere.

Chi sono i membri dell’eroico equipaggio?

La bella e coraggiosa Jyn Erso ben interpretata da Felicity Jones, il cui padre Galen Erso, (un ottimo Mads Mikkelsen) è costretto con la forza ad ultimare la Morte Nera. A completare la squadra l’ufficiale Cassian Andor (Diego Luna), un ex pilota dell’Impero di nome Bodhi (Riz Ahmed), un divertente droide chiamato K-2SO e due vecchi guerrieri, il cieco con una grande devozione alla Forza Chirrut Îmwe (un bravissimo Donnie Yen) e l’amico Baze Malbus (Jiang Wen).

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang Darth VaderTra i cattivi troviamo un Darth Vader in grande spolvero e minaccioso pur comparendo in poche scene, il malvagio Grand Moff Tarkin, ricostruito in computer grafica e il Direttore Krennic (Ben Mendelsohn), l’ufficiale a cui è affidata la costruzione della Morte Nera. Quest’ultimo merita una menzione perché, a differenza di tutti gli altri seguaci dell’impero a cui eravamo abituati nella saga, è un personaggio con un lato più umano ed emotivo.

Sorge spontaneo il paragone accennato all’inizio tra Rogue One ed Il risveglio della forza. Gareth Edwards riesce proprio dove J. J. Abrams aveva fallito l’anno scorso: il riuscire davvero a capire lo spirito di Star Wars e di cosa avevano davvero bisogno i fan storici. Il regista oltre a dimostrare un’ottima padronanza con la macchina da presa riesce a cogliere appieno la poesia e la mitologia dietro la saga ed a coinvolgere gli spettatori di tutte le età. Introdurre elementi nuovi e toni più dark senza stravolgere la magia della saga, non era per niente facile, ottima prova.

Andatelo a vedere non ne rimarrete certo delusi. Rogue One dopo un avvio che ingrana lentamente nella seconda parte della pellicola ha un ritmo forsennato, un climax ascendente fino ai titoli di coda. Il passo della vicenda cambia completamente dal momento in cui si forma il manipolo di eroi che dovrà recuperare i piani della morte nera.

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 6Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2016
Durata: 135 minuti
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 2.35:1
Genere: fantascienza, azione
Regia: Gareth Edwards
Soggetto: John Knoll, Gary Whitta
Sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
Produttore: Kathleen Kennedy, Allison Shearmur, Simon Emanuel
Produttore esecutivo: John Knoll, Jason D. McGatlin
Casa di produzione: Lucasfilm
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
Fotografia: Greig Fraser
Montaggio: Jabez Olssen, John Gilroy, Colin Goudie
Effetti speciali: Neil Corbould, John Knoll
Musiche: Michael Giacchino
Scenografia: Doug Chiang, Neil Lamont

Attori e personaggi che interpretano:

Felicity Jones: Jyn Erso
Diego Luna: Cassian Andor
Ben Mendelsohn: Orson Krennic
Donnie Yen: Chirrut Îmwe
Mads Mikkelsen: Galen Erso
Alan Tudyk: K-2SO
Jiang Wen: Baze Malbus
Forest Whitaker: Saw Gerrera

Trailer Rogue One: link 1 lingua originale

Trailer Rogue One: link 2 italiano

Luca Miglietta

Rogue One, A Star Wars Story Gareth Edwards Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Donnie Yen, Alan Tudyk, Wen Jiang 7

Nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

Nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

Frank Marshall rassicura sull’intoccabilità del franchise: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

ritorno al futuro Frank Marshall: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la miaFortunatamente nessun reboot di Ritorno al Futuro ed Et in vista

Nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia. Frank Marshall, il famoso produttore dei due cult degli anni Ottanta Et e Ritorno al futuro, ha insistito sul fatto che finché lui potrà respingere le richieste, non ci sarà mai e poi mai un reboot dei due film.

Purtroppo in questi ultimi anni ad Hollywood per carenza di idee stanno facendo una serie di remake/reboot di celebri pellicole di culto, nella maggior parte dei casi peggiori dell’originale. Remake che in alcuni casi non hanno neppure avuto grande successo come il clamoroso flop al botteghino di Ben Hur, che rispetto all’originale del 1959 (aveva portato a casa ben 11 Oscar e un enorme successo di pubblico) è stato ignorato nelle sale. In altri come in quello di Star Wars: Il risveglio della Forza, hanno avuto un grande successo di pubblico, ma hanno diviso la critica e deluso numerosi fan. I fan cresciuti con gli eroi ed i film originali si sono infatti trovati davanti a un rifacimento non all’altezza.

Finalmente però una buona notizia: nessun reboot di Ritorno al Futuro. Marshall ha lavorato in tutti e tre i film di Back To The Future come produttore esecutivo, e già in passato aveva sottolineato che non avrebbe permesso ad alcun regista di avvicinarsi al classico del 1985 per farne una nuova versione. Il produttore ha riconfermato questa dichiarazione in una recente intervista per Yahoo!, insistendo sul fatto che l’opera diretta da Robert Zemeckis non ha alcun bisogno di essere toccata.

Ritorno al futuro parte III streaming di Robert Zemeckis con Christopher Lloyd, Michael J. Fox, Mary Steenburgen, Lea Thompson, James Tolkan, Elisabeth Shue, Thomas F. Wilson 138 Frank Marshall: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la miaFrank Marshall ha infatti affermato:

sì, finché io avrà modo di dire la mia è sicuro che non ci sarà nessun intervento. Esattamente come ciò che già esiste per ET, siamo intenzionati a far si che questi film di culto non vengano mai toccati in futuro.

Robert Zemeckis stesso nel 2015 aveva detto:

il film non può avvenire senza la sua approvazione, e lui non vuole fare nè un remake nè un reboot.

Anche Bob Gale, sceneggiatore al pari di Robert Zemeckis della trilogia, aveva affermato nel 2014 che non poteva essere girato un Ritorno al Futuro 4. aveva poi aggiunto però:

ammettiamolo, abbiamo visto un sacco di sequel realizzati anni e anni dopo, e non credo di poterne citare uno che sia fatto bene. Non credo che si possa ricatturare lo spirito degli originali.

Dichiarazioni molto confortanti che però non lasciano del tutto tranquilli: perchè l’impossibilità di fare un remake sembra essere ancorata alla permanenza di Marshall in qualità di produttore. Cosa succederà quando il produttore andrà in pensione? Per un bel numero di anni in ogni caso non si parlerà di un rifacimento delle avventure di Marty McFly e Doc Emmett L. Brown a bordo della loro DeLorean.

Luca Miglietta

Ritorno al futuro parte II streaming di Robert Zemeckis con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Thomas F. Wilson, Elisabeth Shue, James Tolkan 36 Frank Marshall: nessun reboot di Ritorno al Futuro finchè potrò dire la mia

Star Wars: Il risveglio della Forza

Star Wars: Il risveglio della Forza

Il risveglio della Forza era il film più atteso degli ultimi anni e c’era una grande ansia per il ritorno della saga di Star Wars

Star Wars Il risveglio della forza 7

Un’analisi a freddo su Il risveglio della forza di J. J. Abrams

Il risveglio della Forza ha avuto un martellamento mediatico senza precedenti nella storia del cinema: ovunque si sentiva parlare di Star Wars, dai media, alle fermate delle stazioni a Google e Facebook, che hanno creato delle iniziative apposite per l’uscita del film. Star Wars in pochi mesi è diventato un fenomeno di costume come non lo era mai stato per via della massiccia campagna pubblicitaria della Disney.

E’ stato creato una sorta di fenomeno di tendenza che ha attirato al cinema migliaia di nuovi aspiranti seguaci, che non avevano idea di cosa fosse Star Wars, cosa rapprendesse per il mondo cinema e come avesse influenzato l’immaginario collettivo. Persone incuriosite, ma alle quali interessava solamente essere intrattenute con qualcosa di semplice ed abbastanza leggero, come un Harry Potter o un Hunger Games qualsiasi.

Se non avete ancora visto il film però non andate oltre perché ci saranno moltissimi spoiler.

Fin dall’inizio di Il risveglio della Forza ci rendiamo conto che il film ha qualcosa di familiare: inizia proprio come Una Nuova Speranza, per poi proseguire e finire come, il film che ha dato origine alla saga. Tutto il film sa di già visto perché le due pellicole sono praticamente sovrapponibili: la struttura narrativa è la stessa e non si discosta quasi mai dall’originale. Avrete notato i molti elementi e situazioni già sviluppati negli altri 6 episodi della saga, perché gli sceneggiatori non hanno neppure avuto il coraggio di cambiare almeno le caratteristiche dei pianeti o introdurre personaggi con qualche caratteristica diversa. Volete degli esempi? Bene, l’osteria spaziale del pianeta dove Rei sente il risveglio della Forza è uguale al bar di Mos Eisley (ci sono pure una band simile, contrabbandieri e poco di buono). Pensiamo allo scontro padre-figlio (Han Solo che vuole aiutare il figlio a ribellarsi al lato oscuro della Forza), che sostituisce quello di figlio-padre (Luke che vuole redimere il padre), che trovata originale! E vogliamo parlare del pilota spaccone della ribellione Poe Dameron? Non vi sembra la copia di Han Solo, senza però personalità dell’originale? E Max von Sydow nella parte di Lor San Tekka non sembra un clone di Obi-Wan Kenobi della prima trilogia? Peccato perchè sarebbe potuto essere un ottimo Sith. Ma veniamo al momento clou, i pianeti: Jakku è identico a Tatooine, Takodana a Naboo, lo Starkiller è la Morte Nera versione pianeta. In una galassia molto lontana quindi i pianeti sono tutti uguali o occupati da immense foreste, o desertici o ghiacciati.

Ogni episodio di Star Wars ha avuto un antagonista di spessore, vogliamo parlare del cattivo o del lato oscuro della Forza ne Il risveglio della Forza? Viene completamente ridicolizzato: Kylo Ren sembra la caricatura di un personaggio malvagio. Vi ricordate cosa faceva Darth Vader quando qualcosa andava storto nei piani dell’Impero? Si vendicava coi sui sottoposti uccidendoli, non diventava una sorta di personaggio autistico che per sfogarsi distrugge con una spada laser le pareti dell”astronave come Kylo Ren. Ma poi perché utilizza senza un motivo apparente una maschera? Non ne ha bisogno come Darth Vader. Sembra un emulatore talmente tanto invaghito dal nonno Darth Vader da voler indossare un costume per imitarlo. Vogliamo citare solo qualche potente Sith degli episodi precedenti? Darth Vader, Darth Maul o il Conte Dooku, vi sembrano così? O un altro personaggio negativo come Jabba the Hutt?

Per tutto il film quello che manca sono le emozioni e neanche la morte di Han riesce a suscitarle negli altri peonaggi: muore uno dei personaggi più leggendari della saga, capisco che il funerale possa svolgersi magari nel sequel in apertura, ma almeno due parole? Lasciare così Han Solo nel dimenticatoio come se non fosse morto è proprio triste.
Il modo in cui viene vissuta da tutti la sua morte è assurdo: dai piloti della resistenza che restano tranquilli (ha salvato più volte la galassia, bazzecole), ma in particolare da Chewbacca il suo migliore amico e da Leia, la sua amata. I due non solo non si scambiano due parole di conforto e non si guardano di striscio, ma addirittura Leia abbraccia Rei in arrivo dalla missione e non si mostra neanche turbata dalla morte di Han! Ma un po’ tutti i personaggi sono quasi privi di emozione, ma rammentate cosa accadeva negli episodi precedenti della saga?
Il travaglio interiore di Anakin Skywalker? Il suo dolore per la morte della madre e per la possibile morte di Padmé Amidala? Palpatine che provoca Anakin? Non c’è spazio neanche per la malinconia di Luke Skywalker che fissa i soli gemelli di Tatooine cercando di capire come abbandonare il pianeta.

Ne Il risveglio della Forza si salvano solo il personaggio di Han Solo e quello di Rey, interpretato dalla brava e bella Daisy Ridley. Anche se sul personaggio di Rey e il suo utilizzo della Forza ci sarebbe da ridire. Come è possibile che in pochi istanti Rei impari tante cose della Forza? Di questo però parlerò più avanti.

Avete notato che lo spazio ed il tempo sono un po’ strani nel film? Sono stati compressi in modo inconcepibile. Come è possibile che i colpi sparati dalla Starkiller raggiungano in brevissimo tempo ben tre pianeti della galassia? Perché i salti nell’iperspazio sono velocissimi senza neanche calcolare le coordinate, i buchi neri o i campi d’asteroidi? Il Millennium Falcon salta addirittura nell’iperspazio dall’hangar di una nave, ma vi ricordate che nella vecchia saga a volte faticava ad andare alla velocità della luce pure nello spazio profondo?

Ma veniamo ai lati positivi: si tratta di un film bello dal punto di vista degli effetti speciali, della grafica e ho trovato molto positiva la scelta di realizzare quasi tutte le creature presenti nel film con costumi e animatronics, utilizzando quindi poca Computer Grafica. Alcune inquadrature come quelle delle astronavi distrutte sul pianeta sono davvero belle.

Ma Il risveglio della Forza si può definire uno Star Wars? Non notate che manca qualcosa? L’atmosfera è la stessa?
In Star Wars: Il risveglio della Forza manca proprio una cosa fondamentale, quella dimensione epico-cavalleresca in salsa fantastico-fantascientifica a cui eravamo abituati e che la saga era riuscita a portare avanti per ben 6 film. Lo si vede nei comportamenti superficiali dei personaggi di cui parlavo poco fa ma pure nei dialoghi piatti che contraddistinguono Il risveglio della Forza. Tutti i comportamenti e tutte le situazioni vanno contro l’epica di Star Wars, enigmatico poi è proprio il comportamento assurdo di Leia alla morte di Han.

Ma arriviamo al punto più dolente: la Forza in questo nuovo film è banalizzata, sembra un semplice espediente utilizzato da Rei nel film per risolvere una situazione ingarbugliata. Ma la Forza non è questo, non si tratta dei poteri magici degli stregoni de Il signore degli anelli o di qualche altro film fantasy, non è sufficiente la predestinazione. Nell’episodio V infatti Luke si allena duramente sul pianeta di Yoda (fa un’immensa fatica ad alzare gli oggetti). E vogliamo parlare di Anakin che è stato addirittura concepito con l’intervento della Forza? Nel modesto episodio I si dice “È troppo grande per essere addestrato” (ha solo 9 anni), lui solo dopo molto tempo e molta dedizione impara ad usare la Forza, la ventenne Rei si improvvisa Jedi da un momento all’altro: le basta una visione e riesce addirittura quasi a sconfiggere Kylo Ren utilizzando la spada laser, incredibile! Ma vi pare realistico? Ed invece quando si libera utilizzando per la prima volta i poteri mentali Jedi?

In conclusione si può dire che questo prodotto confezionato da J. J. Abrams per la Disney ha pochissimo a che fare con l’universo creato da George Lucas se non per essere una sorta di remake ed allo stesso tempo reboot di Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza per tutte quelle generazioni e quei mercati che non conoscevano ancora Star Wars, come ad esempio il redditizio mercato cinese.

Con questo non voglio esaltare George Lucas che con i prequel di Star Wars poteva fare qualcosa di meglio, soprattutto con l’episodio I, perché l’episodio II ed il III sono due buoni film, anche se non sono così straordinari. Molti fan hanno aspramente criticato George Lucas per questa seconda trilogia, ma rispetto a Il risveglio della Forza sono migliori e rispettano la filosofia e l’atmosfera di Star Wars ed introducono comunque elementi nuovi, come città sottomarine, pianeti la cui superficie è intermante occupata da acqua o combattimenti tra Jedi e nemici in un’arena. Infine pensateci: in questo film dove si trova un combattimento anche solo paragonabile a quello tra Anakin e Obi-Wan Kenobi in mezzo alla lava? Combattimenti di un’epicità simile non si trovano.

Un’occasione persa per Abrams che ha preferito dare ai fan quello volevano: Una nuova speranza, per evitare di rischiare di fare qualcosa di originale ma che non venisse capito. JJ la prossima volta che fai un remake fai bene i compiti almeno e cerca di rispettare l’originale! Non mi aspettavo di vedere un capolavoro, ma almeno un bel film, che rispettasse i canoni di Star Wars, che delusione Il risveglio della forza.

Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Paese di produzione: USA
Anno: 2015
Durata: 135 min
Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Fotografia: Daniel Mindel
Montaggio: Mary Jo Markey, Maryann Brandon
Effetti speciali: Chris Corbould, Roger Guyett
Musiche: John Williams
Scenografia: Rick Carter, Darren Gilfort
Costumi: Michael Kaplan
Trucco: Amy Byrne
Sul set: Multa per infortunio Ford sul set di Star Wars
Attori: Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Lupita Nyong’o (Maz Kanata), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Peter Mayhew (Chewbacca), Max von Sydow (Lor San Tekka)

Luca Miglietta

Star Wars Il risveglio della Forza

Jar Jar Binks maestro Sith?

Jar Jar Binks maestro Sith

Jar Jar Binks maestro Sith? Star Wars Episodio VI - Il ritorno dello Jedi streaming di Richard Marquand. Con Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Billy Dee Williams, Anthony Daniels 73

Riportiamo interamente l’articolo uscito su sito vocedallafrontiera: http://vocedallafrontiera.altervista.org/

Jar Jar Binks, da quando è apparso per la prima volta nella saga di Star Wars ne La minaccia fantasma è stato senza alcun dubbio uno dei personaggi più controversi della saga, poco amato ed addirittura odiato da qualcuno, da pochi invece amato. Vi proponiamo a pochi giorni dall’uscita di Star Wars: Il risveglio della Forza, una teoria che qualche settimana sta circolando molto su Reddit grazie ad un utente del sito. Esiste un video di 8 minuti che ci spiega per bene le basi su cui si fonda questa buffa teoria complottista.

Jar Jar Binks maestro Sith? Star Wars Episodio VI - Il ritorno dello Jedi streaming di Richard Marquand. Con Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Billy Dee Williams, Anthony Daniels 27
Qui la traduzione dei passaggi più importanti:

– Jar Jar Binks è capace di compiere salti portentosi, davvero molto simili a quelli dei Jedi e dei Sith.
– I Jedi traggono ispirazione per le loro mosse dall’arte Shaolin, mentre Jar Jar Binks sembra ispirarsi all’arte marziale del Zi Quan, con mosse chiaramente simili usate per confondere l’avversario e attaccarlo in modo imprevedibile. Ed è davvero bravo a uccidere. Infatti, anche se sembra costantemente in pericolo, alla fine si salva sempre uccidendo il nemico.
– Luke Skywalker ne Il ritorno dello Jedi si getta dalla passerella della nave di Jabba nello stesso identico modo in cui Jar Jar Jar Binks si lancia da una finestra ne La minaccia fantasma.
– Jar Jar Binks usa la forza per influenzare le menti altrui e cambiare così il corso della storia: infatti viene promosso prima a generale, poi a senatore, quando riesce a persuadere l’intero senato galattico ad abbandonare la democrazia a favore dell’impero.
– La sua specie lo teme, e non perché è il pagliaccio del villaggio, ma perché è pericoloso.
– Si prende gioco degli Jedi e sembra solo spaesato e sciocco, ma in realtà finge per usarli e fare in modo che si fidino di lui.
– Insegna ad Anakin Skywalker a prendersi gioco dell’autorità di uno Jedi, sbeffeggiando alle spalle Qui-Gon Jinn. Influenza Anakin anche sull’infatuazione sin da piccolo per Padme, e quest’ultima sulle decisioni più difficili.
– Sembra che sia stato lui a sabotare la nave di Qui-Gon e Obi ne La minaccia fantasma.
– Tutti i droidi che incontrano Jar Jar lo trovano sospetto e poco simpatico. Questo perché il controllo di Jar Jar non funziona su di loro.
– In un documentario si spiega che il personaggio di Yoda è ispirato da una mitologia dove “l’eroe incontra sulla strada una creatura quasi insignificante che si rivelerà essere un grandioso mago“. Partendo dal fatto che sappiamo che la Nuova Trilogia vuole specchiarsi in quella vecchia, allora deve esserci una simile creatura anche lì, e potrebbe essere proprio Jar Jar, ma a differenza di Yoda questo è malvagio.
– Ricordiamo anche che Yoda è annoiato e rincitrullito finché non scopriamo che è il più potente Jedi di sempre.
– Jar Jar Binks è la nemesi di Yoda, e non il Conte Dooku: Lucas ha deciso di non rivelare questa cosa per la reazione negativa che avrebbe potuto avere il fandom di Star Wars, e ha anche rivelato che “Jar Jar è la chiave di tutto“.
– L’attore che ha interpretato Jar Jar in performance capture, Ahmed Best, ha Twittato il 2 novembre 2015: “Dirò questo, è davvero gratificante quando tutto il significato nascosto dietro al proprio lavoro viene finalmente visto. Non importa quanto ci si impieghi”.
– Si pensa che Palpatine è l’allievo di Jar Jar e Jar Jar finge di lavorare per lui per mantenere le apparenze.
– Jar Jar Binks segue Palpatine ovunque, ma proprio ovunque: anche dopo il funerale di Qui-Gonn, quando Yoda spiega che ci sono sempre due Sith, un Mestro e un Apprendista.
– Palpatine e Jar Jar Binks sono dello stesso pianeta: di tutti i pianeti della galassia, proprio dello stesso?
– Ahmed Best ha anche spiegato che in una scena eliminata Palpatine ringrazia in segreto Jar Jar per averlo fatto investire del titolo di Imperatore.

Ecco il video per chi conosce l’inglese: Jar Jar Binks maestro Sith?

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