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Referendum costituzionale: gli artisti per il no il prossimo 4 dicembre

Referendum costituzionale

Referendum costituzionale: gli artisti per il no

Costituzione italiana Referendum costituzionaleDomenica abbiamo parlato dell’appello di numerosi artisti per votare sì al Referendum costituzionale, oggi invece vi parliamo di chi è orientato per il no. Anche in questo caso si dividono tra scrittori, cantanti ed attori.

Chi voterà no al Referendum costituzionale

Tra i personaggi celebri che voteranno no spicca sicuramente Andrea Camilleri, che in un’intervista al Corriere della Sera aveva detto:

pur di votare No mi sottoporrò a due visite oculistiche, obbligatorie per entrare nella cabina elettorale accompagnato. Io le riforme le voglio: il Senato deve controllare la Camera, non esserne il doppione. Ma questa riforma è pasticciata. E non ci consente di scegliere i nostri rappresentanti.

Per chi non lo sapesse Andrea Camilleri vede sempre meno, la vista gli si è abbassata moltissimo.

Rossella Brescia, ballerina e ex conduttrice di Colorado Cafè ha detto:

voto No perché c’è gente che è morta per la nostra Costituzione e credo che se si procede a una riforma, questa debba essere comunicata nel modo più corretto possibile ai cittadini. Invece mi accorgo che i contenuti di questa legge sono assolutamente in secondo piano, rispetto al ricatto di far cadere il Governo, che terrorizza tanti cittadini».

Rosita Celentano, invece non entra nel merito della riforma sulla quale è stato posto il Referendum costituzionale:

io sono grillina nel midollo, io di Renzi non mi fido e non lo stimo e non sono contenta di questa riforma. Mi sento presa per il culo. Sono sempre andata a votare e andrò a votare anche questa volta e voterò No.

Ha le idee più chiare sul Referendum costituzionale Claudio Santamaria, che critica il nuovo articolo 70 della costituzione. Al teatro Vittoria di Roma dice dell’articolo:

sembra uno sketch di Proietti.

Il regista Roberto Faenza dice:

non tutta la proposta governativa è da buttare, ma se si voleva fare una vera riforma, allora bisognava abolire del tutto il Senato. Voterò No soprattutto per il motivo che mi fanno orrore le argomentazioni di chi parla di veri partigiani, di gufi e civette, in attesa che si prendano di mira anche le galline e i maiali.

L’attrice Monica Guerritore:

a me non va che una legge raffazzonata diventi la mia Costituzione. Vivendo accanto a un costituzionalista, so che questa riforma genererà una serie di vizi nelle procedure e di necessità di verifiche, per cui l’iter di approvazione delle leggi, al contrario di quanto si dice, si complicherà e allungherà, per questo sono contraria.

Il collega Leo Gullotta:

non si può fare a fette la Costituzione come fosse un formaggino. Non mi convince la sicumera di questo Governo che dovrebbe mettersi a disposizione per un confronto e invece fa passare solo il messaggio che, se voti No, sei contro il Governo. Per questo voto No.

L’attore Claudio Gioè:

sto seguendo il dibattito e ho le idee chiare: voterò No perché questa riforma attacca pericolosamente i nervi e la struttura della Costituzione che è basata sull’equilibrio dei poteri. Oltretutto trovo allucinante il rischio che i rappresentanti dei poteri locali insediati al Senato, guadagnino l’immunità parlamentare. Un pericoloso scudo magico.

Il regista Citto Maselli sul Referendum costituzionale ha le idee chiare:

innanzitutto non può essere un Governo che cambia la Costituzione e per di più a colpi di maggioranza. Serve un Parlamento che rappresenti il Paese reale, come fu quello eletto con il proporzionale, che scrisse la nostra Costituzione. Che intanto andrebbe applicata, prima di pensare a cambiarla. Questo sarebbe un fatto quasi rivoluzionario.

Il collega Giuliano Montaldo:

questa riforma non mi piace. Ritengo che l’attuale bicameralismo sia un po’ un ping pong, ma le novità che sono introdotte da questa riforma non convincono. Dopo tanti anni di lotte, di amore e di fede, sono deluso. Togliatti, Nenni, De Gasperi, non stavano sempre davanti ai microfoni come fanno attualmente i politici, amavano molto di più questo Paese.

Il matematico Piergiorgio Odifreddi sostiene che vota:

No, perché non mi piacciono i modi del Presidente del Consiglio che controlla un Parlamento che è stato Eletto da una legge incostituzionale e che si prende la briga di fare riforme addirittura sulla Costituzione. E’ vero che formalmente la cosa è possibile, ma un governo così, per decenza dovrebbe limitarsi a occuparsi dell’ordinaria amministrazione.

Anche l’attore e drammaturgo Moni Ovadia si esprime sul Referendum costituzionale.

Dire No al referendum significa arginare la deriva autoritaria. Questa classe politica proterva, vive sulla delegittimazione dell’avversario: gli altri sono tutti parrucconi, conservatori, rosiconi. Distingue fra partigiani veri e partigiani falsi, enfatizza il cambiamento e un giovanilismo frusto, con argomentazioni retoriche. Avevamo bisogno di reiterare l’articolo 3, quello sull’uguaglianza, altro che riformare il meccanismo della Costituzione.

La showgirl Alba Parietti conduttrice opinionista dice:

mio padre per la Costituzione ha rischiato la vita. Aveva diciassette anni, quando col nome di partigiano Naviga, accanto al capitano Tino, fu l’unico sopravvissuto di una strage. Mi sembra un motivo sufficiente per dire, da figlia di un partigiano, che lui non sarebbe contento. La Costituzione va attualizzata, ma non nella sostanza. Parlo a nome di mio padre e a nome di un altro partigiano, il partigiano Nan: Don Gallo, che è stato il mio padre spirituale.

L’attrice Daniela Poggi dice la sua sul Referendum costituzionale:

credo che i cittadini sentano il bisogno di cambiare altre cose che non vanno nel Paese reale, prima di modificare la Costituzione, scritta dai nostri Padri costituenti, che ha perfettamente garantito fino ad oggi, la vita democratica del nostro Paese.

Piero Pelù è molto asciutto:

voto No per toglierci di torno Renzi e i suoi scagnozzi.

Sono per il no al Referendum costituzionale anche Ficarra e Picone, Sabina Guzzanti, Fiorella Mannoia, Elio Germano, Erri De Luca, Fedez, J-Ax, Sabrina Ferilli e Paolo Rossi

Una cosa è certa fino al 4 dicembre, giorno in cui si voterà per il Referendum costituzionale, il paese rimarrà spaccato in due.