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Isaac Kappy morto suicida

Isaac Kappy morto suicida

Isaac Kappy morto suicida, attore diventato famoso grazie al film Thor ed alla popolarissima serie tv Breaking Bad

Isaac Kappy morto suicidaIsaac Kappy morto suicida a 42 anni, lanciandosi sulla Statale 40 da un ponte della Transwestern Road in Arizona. L’attore, noto per i suoi ruoli in film come Terminator Salvation e Thor e nelle serie tv di successo Breaking Bad e The Night Shift, è poi addirittura stato travolto da un pick up che transitava sulla strada sottostante.

L’attore, nato ad Albuquerque nel 1977 era divenuto popolare non solo per le sue interpretazioni sul piccolo e grande schermo, ma anche per essere un seguace delle teorie complottiste del QAnon. Secondo questa teoria esisterebbe un “deep state” negli Stati Uniti, uno stato ombra del quale fanno parte i poteri forti (servizi segreti, polizia federale ed esercito) che starebbero cospirando contro l’attuale presidente americano Donald Trump.

La teoria complottista del QAnon era nata in rete alla fine ottobre 2017, quando un utente della sezione di 4chan dedicata alla politica (/pol), che si era firmato come “Q Clearance Patriot” aveva iniziato a lasciare messaggi in un thread dal titolo “Calm before the Storm” (La calma prima della tempesta). Insomma una di quelle mille teorie complottiste assurde che nascono in rete periodicamente.

Una vita piuttosto travagliata quella dell’attore americano, negli ultimi tempi lontano dalla macchina da presa

Isaac Kappy convinto seguace dell’assurda teoria del QAnon aveva accusato e denunciato per pedofilia diversi vip e star di Hollywood, come Steven Spielberg, Tom Hanks e Seth Green.

 

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Beware the man that has nothing to lose, for he has nothing to protect.

Un post condiviso da Isaac Kappy (@isaackappy) in data:

Nel 2017 era stato accusato di aver aggredito ad una festa Paris Jackson, la figlia di Michael Jackson: la ragazza aveva detto che l’attore aveva tentato di strangolarla ma lui negò sempre l’accusa. I suoi profili Facebook e Twitter erano stati bannati proprio a causa delle sue opinioni controverse, ma è stato lui stesso a cancellare tutti i post del suo account Instagram superstite proprio un paio di giorni prima di suicidarsi.

Nell’ultimo suo messaggio di domenica scorsa Isaac Kappy ha ammesso di aver fatto uso di droghe e alcol in passato, di aver usato persone per soldi e di avere numerosi debiti e insolvenze fiscali tra gioco d’azzardo e tasse non pagate. Emblematico è l’ultimo passaggio del suo post: “Attenti all’uomo che non ha nulla da perdere, perché non ha nulla da proteggere”. Un messaggio d’addio insomma.

L.M.

Sosia di Ross ricercato

Sosia di Ross ricercato

Friends, sosia di Ross ricercato per furto di birre nel comune inglese di Blackpool

Sosia di Ross ricercato Ross Geller David SchwimmerFriends, sosia di Ross ricercato per furto di birre nel comune inglese di Blackpool nel Lancashire, che si affaccia sul mare d’Irlanda. Una cittadina non lontana sia da Liverpool, che da Manchester e famosa località balneare.

David Schwimmer è diventato famoso per aver interpretato Ross Geller nella celebre sitcom Friends, creata da David Crane e Marta Kauffman. accanto a Jennifer Aniston (Rachel Green) Courteney Cox (Monica Geller), Lisa Kudrow (Phoebe Buffay), Matt LeBlanc (Joey Tribbiani) e Matthew Perry (Chandler Bing).

La polizia locale ha lanciato, tramite il suo account Facebook, un appello per la ricerca di un presunto ladro somigliante all’attore di Friends, che il 20 settembre rubò delle birre, . Nel messaggio si chiedeva ai possibili testimoni di aiutare a identificare un sospetto che fuggiva da un ristorante con una scatola piena di lattine:

riconoscete quest’uomo? Vorremmo parlargli in relazione ad un furto avvenuto in un locale di Blackpool… grazie per il vostro aiuto.

Sosia di Ross ricercato Sosia di Ross ricercato, sembra proprio David Schwimmer, l’attore che interpreta il personaggio nella popolare sitcom

Le risposte sotto il post della polizia sono state numerose, nessuna però particolarmente utile e quasi tutte sottolineavano la somiglianza del sospetto con il personaggio interpretato da Schwimmer.

La polizia ha così rilasciato una simpatica dichiarazione online:

Grazie a tutti per le risposte rapide. Abbiamo investigato con attenzione sulla questione e abbiamo confermato che David Schwimmer era in America al momento del furto.

L’attore, attualmente impegnato nelle riprese della serie Will & Grace, ha condiviso un video parodia della foto in cui si vede il suo sosia accompagnandolo con la frase:

officers, I swear it wasn’t me. As you can see, I was in New York. To the hardworking Blackpool Police, good luck with the investigation. Traduzione: agenti, vi giuro che non sono stato io. Come potete vedere ero a New York. Buona fortuna per le indagini alla polizia di Blackpool che lavora duramente.

L.M.

Post addio Fiona a Shameless

Post addio Fiona

Post addio Fiona su Facebook

Post addio FionaPost addio Fiona. Shameless è ormai giunta negli Stati Uniti alla terza puntata della nona stagione senza nè alti nè bassi. L’addio di Emmy Rossum, che interpreta Fiona è ormai ufficiale da settimane.

L’addio era nell’aria da moltissimo tempo ma è stato annunciato a fine agosto dall’attrice americana con una lunga lettera ai fan condivisa via Facebook. Questa quindi sarà l’ultima stagione con Fiona Gallagher e questo significa che, se Showtime (come pare) deciderà di proseguire Shameless con altre nuove stagioni lei non ne sarà coinvolta. Certo molto dipenderà dagli ascolti della nona stagione e soprattutto dall’inizio della decima stagione di Shameless senza Fiona.

Post addio FionaVi riportiamo una parte della lettera di addio di Emmy Rossum tradotta in italiano:

So che continuerà senza di me. Ci sono ancora molte storie da raccontare sui Gallagher e io farò sempre il tifo per la mia famiglia. Cercate di pensare che non me ne sia andata del tutto, ma che sia ancora lì, come se fossi in fondo all’isolato. Prima che Shameless entrasse nella mia vita, otto anni fa, ho vissuto la meravigliosa vita transitoria di un attore. Non mi ero mai resa conto di quanto realmente desiderassi quel tipo di continuità che questa serie tv mi ha dato. E ha dato a tutti noi. Stagione dopo stagione sono contenta che la nostra troupe ritorni. E non è solo perché è uno show tv meravigliosamente scritto e meravigliosamente complesso. Ci sono connessioni reali, amicizie vere che ci riportano sul set stagione dopo stagione dopo stagione. Nella vita reale, differentemente da Fiona, sono figlia unica. Non ho mai avuto una grande famiglia. Essere immersi nell’amore un po’ complicato della famiglia Gallagher è qualcosa che ho sempre sognato. Ma anche fuori dal set, sembra reale. Abbiamo visto i bambini diventare gli esseri umani forti, talentuosi e indipendenti. Ho insegnato ad Emma (Kenney) a radersi le gambe. Ero lì quando Ethan (Cutkosky) ha imparato a guidare. Shanola (Hampton) e Jeremy (Allen White), Joan (Cusack) e Bill (William H. Macy) hanno ballato al mio matrimonio a New York l’anno scorso. Sembra davvero una famiglia. L’opportunità di interpretare Fiona è stata un regalo. Ci sono pochi personaggi, femminili o meno, così stratificati e dinamici. Lei è una madre leone, feroce, imperfetta e sessualmente liberata. È ferita, vulnerabile, ma non si arrende mai. Sta vivendo una depressione economica, ma si rifiuta di essere depressa perché è piena di risorse. Lei è fedele. Lei è coraggiosa. Lo sapevo nel momento in cui leggevo la sceneggiatura del pilot. Era un qualcosa di diverso. Era speciale.

Post addio FionaPost addio Fiona, Emmy Rossum lascia Shameless dopo 9 stagioni

Ecco la lettera originale:

It’s a hard thing to put into words, feelings. But I’m going to try. This business is always an adventure, full of travel and opportunities to tell stories. Usually as an actor, every few months, you travel to a new place, start a new project, build a new character, learn new rhythms, new inside jokes with your crew, make new friends. Until “Shameless” came into my life 8 years ago, I led that kind of transient wonderful life of an actor. And I never realized how much I actually craved the kind of continuity that this show has given me. And given all of us in the crew. Season after season I’m amazed that our same crew comes back. And it’s not just because it’s a wonderfully written, wonderfully layered show. There are these real connections, real friendships that bring us back season after season after season. See, in real life, unlike Fiona, I’m an only child. I never had a big family. Being ensconced in that messy Gallagher family love is something I’d always dreamed of. But even off set, it feels real. We’ve watched the kids grow up into the strong, talented, independent human beings that they are. I taught Emma to shave her legs. I was there when Ethan learned to drive. Shanola and Jeremy and Joan and Bill danced at my wedding in New York last year. Our fearless leader John Wells thankfully held Sam and me up on those rickety chairs during the hora. I’ve spent the Jewish holy days in temple with David Nevins and his wonderful wife and kids. It really feels like a family. This kind of stability, this family, has nurtured me and made feel safe enough to stretch and grow creatively. The way John Wells has shepherded me as an actress, and more recently how he’s encouraged me wholeheartedly as a director and a writer, has been an honor and a privilege. We have made over 100 hours of television. That’s no small feat. There’s a new study that says it takes 100 hours to become friends with someone. The Gallaghers have been in people’s living rooms for 100 hours. So, it makes sense. We can feel your connection to us, to these characters. In the airport, in restaurants, on the street, when people call out “Hi Fiona” “Oh my god, it’s Lip” or “Screw you Frank!”… it feels good. The opportunity to play Fiona has been a gift. There are few characters — female or otherwise — as layered and dynamic. She is a mother lion, fierce, flawed and sexually liberated. She is injured, vulnerable, but will never give up. She is living in an economic depression, but refuses to be depressed. She is resourceful. She is loyal. She is brave. I knew it the second I read the pilot script, this was different, this was special. I tirelessly prepped the audition with my coach Terry Knickerbocker. I walked to the appointment in the rain so I looked disheveled. During my third audition, when I got the part IN the room, I literally jumped up and down screaming in joyous relief and disbelief. Quite simply, the last eight years have been the best of my life. Malcolm Gladwell says it takes 10,000 hours to become truly good at something. To become world class. Well by my calculation, 100 episodes, 7 days per episode (plus Chicago weeks), 12 hour days, we’re just at about 10,000 hours. So I guess we’re finally good at this. I can say for certain that this cast and crew, who I’ve been have truly honored to work alongside, are world class. I am proud and I’m filled with gratitude. I know you will continue on without me, for now. There is much more Gallagher story to be told. I will always be rooting for my family. Try not to think of me as gone, just think of me as moving down the block. With love, always.

Post addio FionaIn una dichiarazione rilasciata a Variety, Gary Levine, il responsabile della programmazione di Showtime, ha confermato l’uscita di Rossum:

Siamo stati rattristati quando Emmy Rossum ci ha fatto sapere che la prossima nona stagione di Shameless sarebbe stata l’ultima. Ma noi siamo veramente grati per il lavoro ispirato che Emmy ha dato alla nostra serie, non solo davanti, ma anche dietro la telecamera. Fiona Gallagher sarà sempre uno dei personaggi iconici di Showtime e applaudiamo Emmy per averle dato vita attraverso una performance naturale, toccante e senza paura. A nome di tutti a Showtime e ai suoi milioni di fan, ti ringraziamo Emmy!.

Post addio FionaL.M.

Le sopracciglia di Emilia Clarke

Le sopracciglia di Emilia Clarke

Le sopracciglia di Emilia Clarke, espressive come quelle di pochissime altre attrici

Le sopracciglia di Emilia ClarkeLe sopracciglia di Emilia Clarke permettono all’attrice di fare espressioni davvero buffe e curiose

Alcuni ritengono che recitare dipenda tutto dagli occhi, ma chi può affermare di non aver mai guardato le bellissime sopracciglia di Emilia Clarke. Le sue sopracciglia danno all’attrice una marcia in più per la sua recitazione, pochi attori possono dire altrettanto anche i più bravi. Le sue sopracciglia folte, scure e mobilissime aiutano Emilia Clarke ad esprimere ogni sua emozione dalla più piccola a quella più intensa.

Le sopracciglia di Emilia ClarkePer una legge del contrappasso però quando interpreta Daenerys Targaryen ne Il trono di spade, il suo personaggio più conosciuto utilizza pochissimo le sue sopracciglia. La madre dei draghi è un personaggio glaciale e inflessibile e le sopracciglia dell’attrice si muovono pochissimo.

Si può notare la mobilità delle sue sopracciglia nel film Io prima di te (Me Before You) della regista britannica  Thea Sharrock uscito nel 2016. In questa pellicola infatti Emilia Clarke fa moltissime buffe faccette sfruttando questa parte anomica che la natura le ha donato. La sua capacità di muovere le sopracciglia in tutte le diverse direzioni in pochissimo secondi è davvero spettacolare, sembra quasi si sfoghi per tutte le volte in cui è stata costretta a tenerle ferme ne Il Trono di Spade per via delle caratteristiche del suo personaggio.

Le sopracciglia di Emilia ClarkeIn questo film drammatico – sentimentale, basato sull’omonimo romanzo di JoJo Moyes diventuto un bestseller, Emilia Clarke divide la scena con Sam Claflin.

La eccentrica Louisa Clarke è una cameriera ventiseienne un po ‘strana, totalmente ambigua, in un caffè locale. Lavora per vivere, dedicando la maggior parte del suo denaro alla sua famiglia operaia in lotta, con cui vive. Ha un fidanzato da 6-7 anni, Patrick e una sorella, Treena, che per la maggior parte rimane gelosa e risentita.

Per la sua bravura nel muovere le sopracciglia in rete, soprattutto sui social network da alcuni anni stanno proliferando gruppi e siti che parlano dell’argomento. Chi su Facebook non ha mai visto una foto o un meme sulle sopracciglia di Emilia Clarke.

Ecco un video in cui potete ammiare le sopracciglia di Emilia Clarke: link streaming youtube

Luca MigliettaLe sopracciglia di Emilia Clarke

Addio Leonard Cohen, si spegne a 82 anni

Addio Leonard Cohen, si spegne a 82 anni

Addio Leonard Cohen, l’annuncio è stato dato su Facebook, ancora ignote le cause della morte

Addio Leonard CohenAddio Leonard Cohen, solo un mese fa era uscito il suo ultimo disco

Addio Leonard Cohen. E’ morto all’età di 82 anni Leonard Cohen, ad annunciarlo la sua casa discografica Sony Music Canada sulla pagina Facebook di Cohen scrivendo:

È con grande dolore vi segnaliamo che il leggendario poeta, musicista e artista, Leonard Cohen è deceduto.
Abbiamo perso uno dei visionari di musica più prolifici e visionari.
Un monumento si terrà a Los Angeles in una data successiva. La famiglia chiede privacy durante il loro momento di dolore.

La notizia viene riportata anche dalla rivista Rolling Stone online. Non è ancora stata rivelata la causa della morte.

Solo un mese fa aveva presentato il suo ultimo disco You want it darker, il quattordicesimo di una lunghissima carriera. Poco tempo fa aveva scherzato coi media:

a volte ci si lascia andare a un eccesso di drammatico. Ho intenzione di vivere per sempre.

Se ne va uno dei grandi della musica mondiale, capace di scrivere pietre miliari come Suzanne, Songs of Leonard Cohen, Songs of Love and Hate o Hallelujah, canzone cantata successivamente da migliaia di colleghi più giovani.

Leonard Norman Cohen era nato il 21 settembre 1934 a Westmount, nel Quebec. Fin da ragazzo aveva imparato a suonare la chitarra ed aveva formato un gruppo folk, i Buckskin Boys. Presto ispirato da Federico Garcia Lorca si era rivolto alla poesia, che influenzerà le sue canzoni.

Dopo essersi laureato alla McGill University, si era trasferito nell’isola greca di Hydra dove aveva pubblicato le sue prime raccolte di poesie Flowers for Hitler nel 1964 e i racconti The Favourite Game nel 1963 e Beautiful Losers nel 1966. Ebbe però scarse vendite. Dopo aver lavorato in una fabbrica di vestiti a Montreal, visitò New York nel 1966 e si immerse completamente nell’ambiente del folk-rock della città.

A New York Leonard Cohen conobbe la cantante folk Judy Collins, che in quello stesso anno inserì due canzoni del cantautore canadese nel suo album In my life. Una delle due era proprio il primo celeberrimo successo Suzanne. Da quel momento la fama musicale di Leonard Cohen non si fermò più.

Leonard Cohen fu anche molto importante per il cinema perchè ispirò registi come il nostrano Nanni Moretti e Robert Altman

 Luca Miglietta

Steve Jobs

Steve Jobs

Steve Jobs, il nuovo film di Danny Boyle sul creatore della Apple

Steve Jobs Danny Boyle Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston 5Un film che racconta alcuni episodi salienti della vita di Steve Jobs, focalizzandosi sulle sue emozioni e sui suoi conflitti interiori

Pochi giorni fa, il 21 gennaio è uscito in Italia Steve Jobs, l’ultimo film diretto da Danny Boyle. La pellicola si basa su Steve Jobs, la biografia autorizzata, scritta da Walter Isaacson e pubblicata nel 2011.

Tutta la trama si svolge tra il 1984 e il 1998 principalmente nel backstage di 3 importanti presentazioni mondiali per il lancio di prodotti fortemente voluti da Steve Jobs: il clamoroso flop del Macintosh nel 1984, il NeXT nel 1988 e l’iMac1998, che ebbe un notevole successo.

Durante queste tre presentazioni viene raccontata la vita di Steve Jobs attraverso i dialoghi che il protagonista ha con gli altri personaggi poco prima dei tre importanti appuntamenti della sua vita. Un compito non semplice da portare a termine per Danny Boyle e lo sceneggiatore Aaron Sorkin, venuto alla ribalta grazie alla stupenda sceneggiatura di The Social Network, incentrata sulla creazione del social network Facebook e sulla vita di Mark Zuckerberg. In un film quasi totalmente ambientato in interni ogni parola deve essere dosata e espressa nel momento giusto per evitare che lo spettatore provi noia o si perda a causa di un linguaggio troppo tecnico come quello dell’informatica. Lo sceneggiatore premio Oscar, pur non riuscendo a creare una trama avvincente come quella di The Social Network, riesce a incuriosire lo spettatore fino alla fine.

Steve Jobs Danny Boyle Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston 3Se si vuole trovare una pecca nella sceneggiatura, la vicenda, divisa in tre atti ben distinti, da una sensazione di ripetizione quasi in loop, perché gli incontri e le discussioni tra Steve Jobs, l’ex socio Steve Wozniak, l’assistente Johanna Hoffmann, il CEO di Apple John Sculley e l’ex fidanzata Chrisann Brennan sembrano troppo simili. Le situazioni da cui scaturiscono gli incontri possono provocare nello spettatore una sensazione di déjà-vu.

E’ molto apprezzabile il fatto che venga raccontata la vita di Steve Jobs focalizzandosi più sul suo animo, le sue emozioni e i suoi conflitti interiori, piuttosto che raccontare le vicende di Apple ed il suo scontro prima con IBM e poi Microsoft, che abbiamo già visto in altre produzioni come nell’ottimo I pirati di Silicon Valley. Tra i difetti di Steve Jobs vediamo il suo campo di distorsione della realtà (termine addirittura coniato apposta per descrivere Steve Jobs nel 1981 da Bud Tribble alla Apple Computer), il suo narcisismo, la sua mania per la perfezione, dei dettagli e del controllo.

Uno Steve Jobs ben consapevole delle proprie capacità e dei propri difetti, che però non cerca di migliorare e mostra a tutte le persone che hanno la sfortuna di stargli accanto. Un uomo la cui creatività lo spinge ad osare sempre di più, come dice in una battuta del film alla figlia: “Ti metterò mille canzoni in tasca, perché non siamo selvaggi, e tu non puoi andare in giro con quel mattone al collo (walkman)”.

Steve Jobs Danny Boyle Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston streaming 2Steve Jobs può contare su un ottimo cast, Michael Fassbender incarna perfettamente un personaggio controverso e geniale, che riesce ad avere buoni rapporti, ma al tempo stesso pessimi con chiunque lo circondi. “I tuoi prodotti sono meglio di te, Steve”, come gli dice con profonda amarezza Steve Wozniak, l’amico di un tempo e co-creatore della Apple nel leggendario garage di Los Altos, che nel film viene interpretato da un sorprendete Seth Rogen. Di grande spessore è sicuramente anche l’interpretazione di Kate Winslet nei panni della sua fedele e devota assistente Joanna Hoffman, ruolo per il quale è stata candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista ed ha da poco vinto un Golden Globe. Degna di nota è anche la notevole interpretazione di Jeff Daniels nei panni del CEO Apple John Sculley.

Il film però non è tutto rosa e fiori perché non possiamo non notare una piccola incoerenza di fondo che si verifica nella costruzione del personaggio di Steve Jobs. Il mago della Apple viene sì rappresentato come nella realtà cinico e spietato, ma, nella finzione della trama, è poi disposto a chiacchierare con tutte le persone che hanno fatto parte della sua vita che si presentano davanti a lui, pochi minuti prima di tre importanti lanci di prodotti. Una persona cinica ed incapace di occuparsi del prossimo non dovrebbe mandare al diavolo chi si presenta improvvisamente per parlare in un momento così delicato? Anche una persona disponibile e più umana non avrebbe tempo e voglia di chiacchierare con ex colleghi, ex amici o figlie illegittime in un momento simile, ma l’amabile Steve Jobs trova il tempo per tutti. Senza questa piccola incoerenza il film però non avrebbe potuto avere questa struttura, quindi la possiamo considerare una sorta di licenza poetica del regista e dello sceneggiatore.

In conclusione possiamo dirvi che, pur non essendo un capolavoro, Steve Jobs è un film interessante, che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore fino alla fine. Vale la pena la sua visione. Se vi siete incuriositi e volete sapere di più sulla sua figura, sulla Apple e sui rapporti con gli avversari del tempo, dovete assolutamente vedere anche il prima citato, I pirati di Silicon Valley. In questo film infatti, oltre che della Apple e del suo creatore, si parla infatti della Microsoft di Bill Gates e si conosce come siano nati i due colossi mondiali dell’informatica.

Steve Jobs Danny Boyle Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston streaming 4Titolo originale: Steve Jobs
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2015
Durata: 122 min
Rapporto: 2,35 : 1
Genere: biografico, drammatico
Regia: Danny Boyle
Soggetto: Walter Isaacson (biografia)
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Fotografia: Alwin H. Küchler
Montaggio: Elliot Graham
Musiche: Daniel Pemberton
Scenografia: Guy Hendrix Dyas
Costumi: Suttirat Anne Larlarb
Trucco: Lisa Patnoe
Attori: Michael Fassbender (Steve Jobs), Kate Winslet (Joanna Hoffman), Seth Rogen (Steve Wozniak), Jeff Daniels (John Sculley), Katherine Waterston (Chrisann Brennan), Michael Stuhlbarg (Andy Hertzfeld), John Ortiz (Joel Pforzheimer), Sarah Snook (Andrea “Andy” Cunningham), Perla Haney-Jardine (Lisa Jobs 19enne)
Trailer in lingua originale di Steve Jobs: link 1
Trailer in italiano di Steve jobs: link 2

Luca Miglietta

Steve Jobs Danny Boyle Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston

Quanti soldi hanno speso per salvare Matt Damon

Quanti soldi hanno speso per salvare Matt Damon

Matt Damon è costato miliardi ai contribuenti americani

Quanti soldi hanno speso per salvare Matt Damon I guardiani del destino streaming di George Nolfi con Matt Damon, Emily Blunt e Terence Stamp. Philip K. Dick 1Kynan Eng si è divertito a fare due conti per vedere quanto è costato ai contribuenti americani salvare la vita al povero Matt Damon

Quanti soldi hanno speso per salvare Matt Damon nel corso della sua lunga carriera cinematografica! Sono state fatte numerose missioni di salvataggio per riportarlo a casa sano e salvo.
Matt Damon si è trovato nei guai numerose volte ed i salvataggi più costosi sono stati sicuramente quelli di Titan A.E., Interstellar e The Martian.
Kynan Eng, un utente svizzero di Quora, si è divertito a fare due conti per vedere quanto è costato ai contribuenti americani salvare la vita al povero Matt Damon che si trova sempre nei guai. Il conto in totale si aggira intorno ai 900 miliardi, i costi li trovate schematizzati in questa foto che sta girando su Facebook:

Quanti soldi hanno speso per salvare Matt Damon

 

 

 


Kynan Eng ha osservato inoltre che:

fare il film di Matt Damon è costata circa lo 0,1 % del costo ‘reale’ per fargli fare tutti questi viaggi di lavoro.

BuzzFeed ha chiesto a Kynan Eng se riteneva che salvare Damon valesse il costo finale e lui ha risposto scherzando:

Devo stare attento a quello che dico qui. Diciamo che penso che molte delle cose che il personaggio fa sono sforzi affascinanti che valgono l’investimento a lungo termine . Non si tratta di Matt Damon personalmente.

Guardando i film in questione, però possiamo dire ci spiace per quanto abbiano speso i finti contribuenti americani per salvare la vita al povero Matt, ma ne è valsa la pena.

Luca Miglietta

Quanti soldi hanno speso per salvare Matt Damon Elysium streaming di Neill Blomkamp con Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, Alice Braga, Diego Luna 6

Star Wars: Il risveglio della Forza

Star Wars: Il risveglio della Forza

Il risveglio della Forza era il film più atteso degli ultimi anni e c’era una grande ansia per il ritorno della saga di Star Wars

Star Wars Il risveglio della forza 7

Un’analisi a freddo su Il risveglio della forza di J. J. Abrams

Il risveglio della Forza ha avuto un martellamento mediatico senza precedenti nella storia del cinema: ovunque si sentiva parlare di Star Wars, dai media, alle fermate delle stazioni a Google e Facebook, che hanno creato delle iniziative apposite per l’uscita del film. Star Wars in pochi mesi è diventato un fenomeno di costume come non lo era mai stato per via della massiccia campagna pubblicitaria della Disney.

E’ stato creato una sorta di fenomeno di tendenza che ha attirato al cinema migliaia di nuovi aspiranti seguaci, che non avevano idea di cosa fosse Star Wars, cosa rapprendesse per il mondo cinema e come avesse influenzato l’immaginario collettivo. Persone incuriosite, ma alle quali interessava solamente essere intrattenute con qualcosa di semplice ed abbastanza leggero, come un Harry Potter o un Hunger Games qualsiasi.

Se non avete ancora visto il film però non andate oltre perché ci saranno moltissimi spoiler.

Fin dall’inizio di Il risveglio della Forza ci rendiamo conto che il film ha qualcosa di familiare: inizia proprio come Una Nuova Speranza, per poi proseguire e finire come, il film che ha dato origine alla saga. Tutto il film sa di già visto perché le due pellicole sono praticamente sovrapponibili: la struttura narrativa è la stessa e non si discosta quasi mai dall’originale. Avrete notato i molti elementi e situazioni già sviluppati negli altri 6 episodi della saga, perché gli sceneggiatori non hanno neppure avuto il coraggio di cambiare almeno le caratteristiche dei pianeti o introdurre personaggi con qualche caratteristica diversa. Volete degli esempi? Bene, l’osteria spaziale del pianeta dove Rei sente il risveglio della Forza è uguale al bar di Mos Eisley (ci sono pure una band simile, contrabbandieri e poco di buono). Pensiamo allo scontro padre-figlio (Han Solo che vuole aiutare il figlio a ribellarsi al lato oscuro della Forza), che sostituisce quello di figlio-padre (Luke che vuole redimere il padre), che trovata originale! E vogliamo parlare del pilota spaccone della ribellione Poe Dameron? Non vi sembra la copia di Han Solo, senza però personalità dell’originale? E Max von Sydow nella parte di Lor San Tekka non sembra un clone di Obi-Wan Kenobi della prima trilogia? Peccato perchè sarebbe potuto essere un ottimo Sith. Ma veniamo al momento clou, i pianeti: Jakku è identico a Tatooine, Takodana a Naboo, lo Starkiller è la Morte Nera versione pianeta. In una galassia molto lontana quindi i pianeti sono tutti uguali o occupati da immense foreste, o desertici o ghiacciati.

Ogni episodio di Star Wars ha avuto un antagonista di spessore, vogliamo parlare del cattivo o del lato oscuro della Forza ne Il risveglio della Forza? Viene completamente ridicolizzato: Kylo Ren sembra la caricatura di un personaggio malvagio. Vi ricordate cosa faceva Darth Vader quando qualcosa andava storto nei piani dell’Impero? Si vendicava coi sui sottoposti uccidendoli, non diventava una sorta di personaggio autistico che per sfogarsi distrugge con una spada laser le pareti dell”astronave come Kylo Ren. Ma poi perché utilizza senza un motivo apparente una maschera? Non ne ha bisogno come Darth Vader. Sembra un emulatore talmente tanto invaghito dal nonno Darth Vader da voler indossare un costume per imitarlo. Vogliamo citare solo qualche potente Sith degli episodi precedenti? Darth Vader, Darth Maul o il Conte Dooku, vi sembrano così? O un altro personaggio negativo come Jabba the Hutt?

Per tutto il film quello che manca sono le emozioni e neanche la morte di Han riesce a suscitarle negli altri peonaggi: muore uno dei personaggi più leggendari della saga, capisco che il funerale possa svolgersi magari nel sequel in apertura, ma almeno due parole? Lasciare così Han Solo nel dimenticatoio come se non fosse morto è proprio triste.
Il modo in cui viene vissuta da tutti la sua morte è assurdo: dai piloti della resistenza che restano tranquilli (ha salvato più volte la galassia, bazzecole), ma in particolare da Chewbacca il suo migliore amico e da Leia, la sua amata. I due non solo non si scambiano due parole di conforto e non si guardano di striscio, ma addirittura Leia abbraccia Rei in arrivo dalla missione e non si mostra neanche turbata dalla morte di Han! Ma un po’ tutti i personaggi sono quasi privi di emozione, ma rammentate cosa accadeva negli episodi precedenti della saga?
Il travaglio interiore di Anakin Skywalker? Il suo dolore per la morte della madre e per la possibile morte di Padmé Amidala? Palpatine che provoca Anakin? Non c’è spazio neanche per la malinconia di Luke Skywalker che fissa i soli gemelli di Tatooine cercando di capire come abbandonare il pianeta.

Ne Il risveglio della Forza si salvano solo il personaggio di Han Solo e quello di Rey, interpretato dalla brava e bella Daisy Ridley. Anche se sul personaggio di Rey e il suo utilizzo della Forza ci sarebbe da ridire. Come è possibile che in pochi istanti Rei impari tante cose della Forza? Di questo però parlerò più avanti.

Avete notato che lo spazio ed il tempo sono un po’ strani nel film? Sono stati compressi in modo inconcepibile. Come è possibile che i colpi sparati dalla Starkiller raggiungano in brevissimo tempo ben tre pianeti della galassia? Perché i salti nell’iperspazio sono velocissimi senza neanche calcolare le coordinate, i buchi neri o i campi d’asteroidi? Il Millennium Falcon salta addirittura nell’iperspazio dall’hangar di una nave, ma vi ricordate che nella vecchia saga a volte faticava ad andare alla velocità della luce pure nello spazio profondo?

Ma veniamo ai lati positivi: si tratta di un film bello dal punto di vista degli effetti speciali, della grafica e ho trovato molto positiva la scelta di realizzare quasi tutte le creature presenti nel film con costumi e animatronics, utilizzando quindi poca Computer Grafica. Alcune inquadrature come quelle delle astronavi distrutte sul pianeta sono davvero belle.

Ma Il risveglio della Forza si può definire uno Star Wars? Non notate che manca qualcosa? L’atmosfera è la stessa?
In Star Wars: Il risveglio della Forza manca proprio una cosa fondamentale, quella dimensione epico-cavalleresca in salsa fantastico-fantascientifica a cui eravamo abituati e che la saga era riuscita a portare avanti per ben 6 film. Lo si vede nei comportamenti superficiali dei personaggi di cui parlavo poco fa ma pure nei dialoghi piatti che contraddistinguono Il risveglio della Forza. Tutti i comportamenti e tutte le situazioni vanno contro l’epica di Star Wars, enigmatico poi è proprio il comportamento assurdo di Leia alla morte di Han.

Ma arriviamo al punto più dolente: la Forza in questo nuovo film è banalizzata, sembra un semplice espediente utilizzato da Rei nel film per risolvere una situazione ingarbugliata. Ma la Forza non è questo, non si tratta dei poteri magici degli stregoni de Il signore degli anelli o di qualche altro film fantasy, non è sufficiente la predestinazione. Nell’episodio V infatti Luke si allena duramente sul pianeta di Yoda (fa un’immensa fatica ad alzare gli oggetti). E vogliamo parlare di Anakin che è stato addirittura concepito con l’intervento della Forza? Nel modesto episodio I si dice “È troppo grande per essere addestrato” (ha solo 9 anni), lui solo dopo molto tempo e molta dedizione impara ad usare la Forza, la ventenne Rei si improvvisa Jedi da un momento all’altro: le basta una visione e riesce addirittura quasi a sconfiggere Kylo Ren utilizzando la spada laser, incredibile! Ma vi pare realistico? Ed invece quando si libera utilizzando per la prima volta i poteri mentali Jedi?

In conclusione si può dire che questo prodotto confezionato da J. J. Abrams per la Disney ha pochissimo a che fare con l’universo creato da George Lucas se non per essere una sorta di remake ed allo stesso tempo reboot di Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza per tutte quelle generazioni e quei mercati che non conoscevano ancora Star Wars, come ad esempio il redditizio mercato cinese.

Con questo non voglio esaltare George Lucas che con i prequel di Star Wars poteva fare qualcosa di meglio, soprattutto con l’episodio I, perché l’episodio II ed il III sono due buoni film, anche se non sono così straordinari. Molti fan hanno aspramente criticato George Lucas per questa seconda trilogia, ma rispetto a Il risveglio della Forza sono migliori e rispettano la filosofia e l’atmosfera di Star Wars ed introducono comunque elementi nuovi, come città sottomarine, pianeti la cui superficie è intermante occupata da acqua o combattimenti tra Jedi e nemici in un’arena. Infine pensateci: in questo film dove si trova un combattimento anche solo paragonabile a quello tra Anakin e Obi-Wan Kenobi in mezzo alla lava? Combattimenti di un’epicità simile non si trovano.

Un’occasione persa per Abrams che ha preferito dare ai fan quello volevano: Una nuova speranza, per evitare di rischiare di fare qualcosa di originale ma che non venisse capito. JJ la prossima volta che fai un remake fai bene i compiti almeno e cerca di rispettare l’originale! Non mi aspettavo di vedere un capolavoro, ma almeno un bel film, che rispettasse i canoni di Star Wars, che delusione Il risveglio della forza.

Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Paese di produzione: USA
Anno: 2015
Durata: 135 min
Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Fotografia: Daniel Mindel
Montaggio: Mary Jo Markey, Maryann Brandon
Effetti speciali: Chris Corbould, Roger Guyett
Musiche: John Williams
Scenografia: Rick Carter, Darren Gilfort
Costumi: Michael Kaplan
Trucco: Amy Byrne
Sul set: Multa per infortunio Ford sul set di Star Wars
Attori: Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Lupita Nyong’o (Maz Kanata), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Peter Mayhew (Chewbacca), Max von Sydow (Lor San Tekka)

Luca Miglietta

Star Wars Il risveglio della Forza