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Dove si siede Tarantino al cinema

Dove si siede Tarantino al cinema

Dove si siede Tarantino al cinema? Se sperate di trovarlo in sala dovete leggere questo articolo

Dove si siede Tarantino al cinemaDove si siede Tarantino al cinema? Che posti preferisce? Se per caso Quentin Tarantino fosse passato nel cinema dove siete entrati per la prima volta o frequentate abitualmente, ecco dove potete sedere per sperare di trovarlo ed a fine spettacolo scambiarci due parole. Un consiglio: non importunatelo durante la visione, un patito del cinema come lui potrebbe reagire male.

Qualche hanno fa aveva dichiarato alla stampa: “se ad una ragazza piace sedere in terza fila al cinema è una cosa fantastica. Potrei pensare a una relazione seria con lei, potrebbe essere l’inizio di una storia molto lunga”

Dove si siede Tarantino al cinema 2C’è chi dopo questa dichiarazione aveva pensato che fosse dovuta al fatto che la terza fila è abbastanza scomoda per vedere il film, lo schermo è quasi sopra la tua testa e, se pur di guardare un film decidi di sederti lì, allora sei una vera una amante del cinema. Altri hanno pensato che volesse dire che stare seduti in quella posizione significa arrivare primi alle immagini trasmesse dallo schermo, recependole in una posizione privilegiata rispetto agli altri. Essere in una posizione migliore per la visione d’insieme del film non permette di essere tra i primi a poter osservare le immagini.

Dove si siede Tarantino al cinema, una teoria non sua e di cui si parla anche Bernardo Bertolucci in The Dreamers

Una teoria simile la si trova nel film di Bernardo Bertolucci, The Dreamers – I sognatori per voce Michael Pitt che interpreta Matthew: “Ero diventato membro di quella che in quei giorni era una specie di massoneria, la massoneria dei cinefili, quelli che chiamavamo malati di cinema. Io ero uno degli insaziabili, uno di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo. Perché ci mettevamo così vicini? Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche, prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore, finché, sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo non fossero ritornate nella cabina di proiezione”.

Dove si siede Tarantino al cinema 3Il ragazzo esalta insomma la bellezza di sedersi in prima fila al cinema per potersi nutrire per primo delle immagini, non si preoccupa affatto della posizione scomoda che può farti venire il torcicollo. In ogni caso la posizione al cinema è molto soggettiva e soprattutto dipende dal tipo di sala, dalla distanza delle prime file dallo schermo e dalle dimensioni dello stesso. Qual è la giusta distanza per poter assaporare la bellezza delle immagini ed essere in una buona posizione per poter godere degli effetti surround? Bisogna saper trovare un giusto compromesso per essere appagati da entrambe le cose. Voi avete mai pensato quale sia la posizione migliore? Dove vi sedete al cinema? Probabilmente per abitudine vi siete sempre seduti al centro nella quinta o sesta fila partendo dal basso senza pensarci, che è quello che fanno la maggior parte delle persone. Dite la vostra qua sotto nei commenti.

L.M.

Jacques Brel e il cinema

Jacques Brel e il cinema

Jacques Brel e il cinema: tutti conoscono la sua carriera di cantante e compositore musicale, meno quella di attore e regista

Jacques Brel e il cinemaIl rapporto tra Jacques Brel e il cinema, uno straordinario cantante prestato alla settima arte con ottimi risultati

Jacques Brel e il cinema. Jacques Romain Georges Brel, nato a Schaerbeek l’8 aprile 1929 non è stato solo il più grande cantautore e compositore belga, ma anche un ottimo attore e regista.

Jacques Brel compose e registrò quasi esclusivamente in francese, tanto che è tuttora considerato nei paesi francofoni uno dei migliori compositori di tutti i tempi, alcune volte includeva nei suoi testi parti in fiammingo, come in Marieke. Registrò perfino alcune canzoni completamente in fiammingo come Le Plat Pays e Les bourgeois, ma a causa della sua scarsa conoscenza della lingua fiamminga, le traduzioni di queste canzoni furono eseguite da Ernst van Altena. Aveva un atteggiamento contradditorio verso i fiamminghi, perché a volte si dichiarava fiammingo e presentava se stesso come un cantante fiammingo, ma allo stesso tempo irrideva il loro stile di vita rozzo con canzoni come Les Flamandes. Alcuni anni dopo Brel si scagliò contro i flamingants, ovvero i sostenitori del movimento fiammingo. In La, la, la (1967) scrisse il verso «Vive les Belgiens, merde pour les flamingants» (Viva i belgi, merda per i “flamingants”), e in Les Flamingants (1977) dipinse i “flamingants” come «Nazis durant les guerres et catholiques entre elles» (Nazisti durante le guerre e cattolici tra di esse).

Nonostante Brel considerasse la Francia come la propria nazione spirituale (viveva per lo più a Parigi) ed esprimesse sovente dichiarazioni negative sulla propria terra, alcune delle sue migliori composizioni sono un omaggio al Belgio se pensiamo a Le plat pays e Il neige sur Liège.

Jacques Brel e il cinemaTra le altre sue composizioni più importanti ricordiamo:

Quand on n’a que l’amour, pubblicata nell’omonimo album del 1957, Ne Me Quitte Pas, brano scritto nel 1958 e pubblicato l’anno seguente, Les bourgeois, contenuta nell’omonimo album del 1962, Ces gens-là, scritta da Brel nel 1966 e La Chanson des Vieux Amants, scritta da Brel nel 1971, considerata una delle canzoni d’amore più belle e poetiche del cantante. La canzone celebra l’amore di una vecchia coppia di innamorati, ricordando i momenti del loro passato insieme. Una frase che risuona spesso nel ritornello è la dichiarazione di un amore che non si è mai spento con l’avanzare degli anni (“Je t’aime encore”, ovvero “Ti amo ancora” ).                      Jacques Brel e il cinema

Nel 1973 sì ritirò nella Polinesia francese, rimanendovi fino al 1977 quando tornò a Parigi e registrò il suo ultimo album. Morì nel 1978 a soli 49 anni di cancro ai polmoni, di cui era affetto da circa dieci anni e fu sepolto nel Calvary Cemetery ad Atuona, Hiva Oa, nelle Isole Marchesi (Polinesia francese) a pochi metri dal pittore francese Paul Gauguin.

Jacques Brel e il cinemaJacques Brel prese parte a svariati film, ma le sue interpretazioni come potrete immaginare non godono della stessa considerazione delle sue intramontabili esibizioni musicali. Ora vi parliamo, dopo esserci fermati come doveroso sulla figura dell’artista musicale, della sua carriere di regista ed attore.

Nel 1967 Jacques Brel ha iniziato la sua carriera cinematografica, comparendo in Les risques du métier di André Cayatte, con Emmanuelle Riva, Jacques Harden e Nadine Alari. Brel ha anche prodotto la colonna sonora con François Rauber. Il film racconta la storia di un’adolescente che accusa il suo insegnante di scuola elementare, Jean Doucet (Brel), di tentare di violentarla. La polizia e il sindaco indagano, ma Doucet nega le accuse. Doucet così deve affrontare un processo. Il film è uscito nelle sale il 21 dicembre 1967. I critici cinematografici hanno elogiato la performance di Brel.

Nel 1968 Brel è apparso nel film, La Bande à Bonnot, diretto da Philippe Fourastié e interpretato da Annie Girardot e Bruno Cremer. Ancora una volta, Brel ha prodotto la colonna sonora con François Rauber. La storia è ambientata nel 1911 a Parigi. Jacques Brel interpreta Raymond-la-science, un anarchico che viene rilasciato dalla prigione dopo aver scontato una condanna. Il film esce nelle sale il 30 ottobre 1968.

Nel 1969 esce il suo terzo film, Mon oncle Benjamin, diretto da Édouard Molinaro e interpretato oltre che dal cantante anche da Claude Jade e Bernard Blier. Anche in questo caso ha prodotto la colonna sonora. Il film è ambientato nel 1750 durante il regno di Luigi XV. Benjamin (Brel) è un medico di campagna innamorato di Manette, la figlia di un locandiere. Il film è uscito nelle sale il 28 novembre 1969.

Nel 1970 Jacques Brel compare in Mont-Dragon, diretto da Jean Valère e interpretato anche da François Prévost, Paul le Person e Catherine Rouvel. La sceneggiatura questa volta è di Robert Margerit. Jacques Brel interpreta il soldato Georges Dormond che seduce Germaine de Boismesnil e viene successivamente cacciato dall’esercito da uno degli amici di Germaine che è un colonnello. Dopo che il marito di Germaine muore, Dormond ritorna al castello della vedova in cerca di vendetta. Il film esce il 16 dicembre 1970.                                                            Jacques Brel e il cinema

Nel 1971 esce il suo quinto lungometraggio, Franz, il primo film diretto da lui stesso. Brel ha anche co-sceneggiato la sceneggiatura con Paul Andréota e ha prodotto la colonna sonora con François Rauber. Il film è stato interpretato anche da Barbara, Danièle Evenou, Fernand Fabre, Serge Sauvions, Louis Navarre, Jacques Provins e François Cadet. Il film parla di Léon (Brel) e Léonie (Barbara), che si incontrano in una casa di riposo per impiegati statali a Blankenberge. Léonie è timida e riservata ed ha un’amica, Catherine che è molto più estroversa. La maggior parte degli uomini è attratta dalla vitalità di Catherine, ma Léon è l’eccezione. Léonie è affascinata dalla personalità di Léon, gradualmente diventa sempre più attratta dal suo comportamento maldestro. Leon e Leonie così innamorano. Gli altri residenti, divertiti da questa improbabile storia d’amore, decidono di ostacolarla, cosa che spinge Léon al suicidio. Il film uscì nelle sale il 2 febbraio 1972 e, benché elogiato dalla critica, non fu un successo commerciale.

Nel 1971 Jacques Brel recita in, Les Assassins de l’ordre (Inchiesta su un delitto della polizia), diretto da Marcel Carné e interpretato da Paola Pitagora, Catherine Rouvel e Charles Denner. Brel interpreta Bernard Level, un giudice provinciale, che presiede ad un caso delicato: un uomo che è stato arrestato per un reato minore è morto durante l’interrogatorio della polizia. Quando Level decide di perseguire i poliziotti e avvia un’indagine, riceve minacce e intimidazioni da coloro che vogliono interrompere le indagini. Il film uscì il 7 maggio 1971.                                           Jacques Brel e il cinema

Nel 1972 esce il suo settimo lungometraggio, L’aventure, c’est l’aventure (L’avventura è l’avventura), diretto da Claude Lelouch. La storia segue cinque imbroglioni che decidono di passare dalla rapina in banca al rapimento politico. Tra i loro primi ostaggi è il cantante Johnny Hallyday. Il film fu pubblicato il 4 maggio 1972 e divenne un enorme successo al botteghino. Durante le riprese del film, Brel conobbe e si innamorò di una giovane attrice e ballerina, Maddly Bamy. Brel trascorrerà gli ultimi anni della sua vita con lei.                                                                     Jacques Brel e il cinema

Nel 1972 Jacques Brel appare in, Le Bar de la fourche, diretto da Alain Levent e interpretato da Rosy Varte e Isabelle Huppert. Brel interpreta Vincent Van Horst, un bevitore che ama la sua libertà e le sue donne. Nel 1916 lascia l’Europa, che viene dilaniata dalla guerra, e si trasferisce in Canada, con l’intenzione di incontrare Maria, l’unica donna che abbia mai amato. Sulla strada per il Canada, incontra un ragazzo che sogna di combattere nella guerra europea. Quando Vincent arriva al Bar de la Fourche, gestito da Maria, la trova però più vecchia. Trova consolazione così in un’altra donna, Annie, che spinge Vincent combattere un duello contro Olivier. Il film uscì il 23 agosto 1972.

Nel 1973 esce il suo nono lungometraggio, Le Far West, il suo secondo lavoro da regista. Il film è stato interpretato da Gabriel Jabbour, Danielle Evenou e Arlette Lindon. La storia parla di Jacques, un cittadino di 40 anni di Bruxelles, che incontra il fachiro Abracadabra che, prima di morire, gli conferisce un potere speciale. Jacques incontra Gabriel, un uomo generoso, che si traveste da Davy Crockett e che segue Jacques senza fare domande. I due compagni e altri nuovi amici partono alla conquista del Far West. Il Far West che cercano non può essere trovato, perché è un luogo immaginario, un pezzo di felicità sepolto nei loro cuori. Proprio come Voltaire cercò l’El Dorado e Antoine de Saint-Exupéry il pianeta sconosciuto. Il film uscì nelle sale il 15 maggio 1973.

Nel 1973 Jacques Brel appare nel suo decimo e ultimo lungometraggio, L’emmerdeur (Il rompiballe), diretto da Édouard Molinaro e co-interpretato da Lino Ventura, Caroline Cellier e Jean-Pierre Darras. Jacques Brel e François Rauber hanno prodotto la colonna sonora. La storia parla del killer Ralph Milan, che lavora per la mafia. Ralph Milan viene pagato per uccidere Louis Randoni, la cui testimonianza in vari processi potrebbe danneggiare l’organizzazione. Ralph aspetta la sua preda nella sua stanza d’albergo, ma viene interrotto dal suo vicino, François Pignon (Brel). Il film esce al cinema il 20 settembre 1973.

Luca Miglietta

Jacques Brel e il cinema

Le più belle frasi sul cinema

Le più belle frasi sul cinema

Le più belle frasi sul cinema e sull’amore per la settima arte.

Le più belle frasi sul cinema francis ford coppola apocalypse now set

Ecco alcune delle più belle frasi sul cinema pronunciate da alcuni dei più grandi artisti del ventesimo secolo.

Le più belle frasi sul cinema. Francis Ford Coppola il regista de Il padrino e Apocalypse Now, disse:

L’essenza del cinema è il montaggio. E’ la combinazione dei momenti delle emozioni umane messe in immagine e formanti una sorta di alchimia.

Lo scrittore e sceneggiatore italiano Ennio Flaiano affermava:

Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.

Le più belle frasi sul cinema andrei tarkovskyLo sceneggiatore e produttore cinematografico italiano Franco Cristaldi disse:

Il cinema è un’industria culturale. Realizzare film significa anche assumersi una responsabilità sociale e morale. Pertanto non dobbiamo produrre quello che si può vendere, ma vendere quello che si vuol produrre.

Il semiologo, filosofo e scrittore italiano Umberto Eco si espresse in questo modo:

il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo.

Il grande regista, sceneggiatore e attore sovietico Andrej Arsen’evič Tarkovskij (Андре́й Арсе́ньевич Тарко́вский) disse:

il cinema è l’unica forma d’arte che, proprio perché operante all’interno del concetto e dimensione di tempo, è in grado di riprodurre l’effettiva consistenza del tempo, l’essenza della realtà, fissandolo e conservandolo per sempre.

Le più belle frasi sul cinema Akira Kurosawa, Francis Ford Coppola, and George Lucas during the production of KAGEMUSHA, 1980.Il regista, sceneggiatore, montatore e produttore cinematografico giapponese Akira Kurosawa si espresse così sul cinema:

il cinema racchiude in sé molte altre arti, così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica.

Il grande regista, sceneggiatore e produttore cinematografico svedese Ingmar Bergman affermò:

non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.

Lo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico Joseph Leo Mankiewicz affermò:

Per scrivere la sceneggiatura di un buon film ci vogliono due anni, per girarla due mesi, per effettuare il montaggio due settimane, per dare gli ultimi ritocchi due giorni, per vederla due ore, e per dimenticarla due minuti.

Le più belle frasi sul cinema Eric Rohmer setSecondo il regista, sceneggiatore, critico cinematografico e scrittore francese Eric Rohmer:

il cinema è più vicino alla musica che alla pittura, perché è fatto non di immagini ma di inquadrature, dove dentro scorre il tempo come nella musica.

Vittorio Gassman in tono scherzoso disse:

Come sono vuote le chiese! Solo i cinematografi sono pieni: è lì che la gente oggi va a confessarsi.

Il poeta, scrittore e drammaturgo italiano fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti affermò:

Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa d’un uomo a 200 chilometri all’ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell’intelligenza, e quindi di una essenza più significativa.

Le più belle frasi sul cinema michelangelo antonioni e monica vitti sul setIl fotografo francese Alexandre Promio disse:

Pensavo che se il cinema, restando immobile, permette di riprodurre oggetti in movimento, forse si poteva, rovesciando le parti, tentare di riprodurre oggetti immobili con il cinema in movimento.

Secondo il regista italiano Michelangelo Antonioni:

noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.

Pier Paolo Pasolini aveva affermato:

Poiché il cinema non è solo un’esperienza linguistica, ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un’esperienza filosofica.

Le più belle frasi sul cinema Gian Maria Volonté per un bugno di dollari Ramón RojoGian Maria Volonté disse:

Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita.

Secondo il regista, sceneggiatore e musicista balcanico Emir Kusturica (Емир Кустурица):

nel secolo scorso, il cinema è stato la sintesi di letteratura, pittura e altre arti: parlo del cinema d’autore, non di quello industriale. Mi ha sempre ossessionato l’idea che un film, con la persuasione delle immagini, potesse rovesciare l’accaduto, la realtà: in una parola, la storia. Fin da piccolo, quando già m’interessavo a tutto, il cinema mi è stato gemello: fatto per chi sa tutto e niente.

Le più belle frasi sul cinema Kim Novak Alfred Hitchcock setSir Alfred Joseph Hitchcock disse divertito:

la durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana.

Anche il comico italiano Roberto Benigni la buttò sul ridere:

il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe.

John Wayne disse:

Nessuno dovrebbe andare al cinema se non crede agli eroi.

Il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Luc Besson dichiarò:

il cinema è l’opposto della politica: si sa che è finzione ma si può lo stesso raccontare la verità a partire da una storia che tutti sanno essere finta. La politica al contrario pretende di dire la verità, ma poi alla fine è tutto cinema.

Le più belle frasi sul cinema orson wells setUgo Tognazzi disse:

amo il cinema non in quanto tale ma perché rappresenta la possibilità di raccontare storie che riguardano la nostra vita, i nostri problemi: mi piace inserirmi in questi problemi e analizzarli; se non lo facessi nel lavoro, mi resterebbe ben poco tempo per farlo nella mia giornata.

Secondo il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico tedesco Werner Herzog:

Il cinema è l’arte degli illetterati.

Orson Welles ha riflettuto su questo punto:

la regia cinematografica è il perfetto rifugio per i mediocri. Ma quando un buon regista fa un cattivo film, l’universo intero sa chi ne è responsabile.

Charlie Chaplin tempi moderni Modern TimesSecondo Charlie Chaplin:

Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere storie di carne e di sangue rappresentate in palcoscenico.

L’immenso regista austriaco Fritz Lang ha dato un consiglio ai suoi futuri colleghi:

se volete fare un film, non acquistate un auto. Prendete il metro, l’autobus o camminate. Osservate da vicino le persone che vi circondano.

Un’estrapolazione del documentario di Jorge Dana, Fritz Lang, il cerchio del destino:

Il 30 Marzo 1933, il ministro della Propaganda in Germania, Joseph Goebbels, mi convocò nel suo ufficio […] e mi propose di diventare una sorta di “Fuhrer” del cinema tedesco. Io allora gli dissi: «Signor Goebbels, forse lei non ne è a conoscenza, ma debbo confessarle che io sono di origini ebraiche» e lui: «Non faccia l’ingenuo signor Lang, siamo noi a decidere chi è ebreo e chi no!». Fuggii da Berlino quella notte stessa.

Le più belle frasi sul cinema Fritz Lang bei DreharbeitenSecondo Steven Spielberg:

il vizio più costoso nel mondo non è l’eroina ma la celluloide, e io ho bisogno di una dose ogni due anni.

Secondo Don Marquis:

un sequel è l’ammissione che ti sei ridotto a imitare te stesso.

Il regista inglese Christopher Nolan disse:

I film sono soggettivi, quello che ti piace, quello che non ti piace. Ma la cosa per me che è assolutamente unificante è che quando vado al cinema e pago e mi siedo a guardare un film, voglio sentire che le persone che hanno fatto il film pensino che sia il miglior film del mondo, che hanno riversato tutto in esso e che realmente lo amano. Anche se io non sono d’accordo con quello che hanno fatto, voglio sentire la sincerità. E quando non lo sento, mi sento come se stessi sprecando il mio tempo.

Le più belle frasi sul cinema Martin Scorsese Taxi driver setEcco una serie di citazioni tratte dal documentario Un secolo di cinema – Viaggio nel cinema americano del grande Martin Scorsese:

Il cinema è una malattia, disse Frank Capra, quando entra nel sangue prende il sopravvento, è coma avere Jago nel cervello, e come per l’eroina, l’unico antidoto a un film è un altro film. (Martin Scorsese)

Fin dai primissimi tempi per quanto riesco a ricordare, il problema essenziale per me era cosa ci voleva per diventare regista ad Hollywood, ancora oggi me lo chiedo, cosa serve per diventare un professionista o forse anche un artista ad Hollywood? Come si riesce a sopravvivere alla perenne battaglia interiore tra ciò che vuoi esprimere e gli imperativi commerciali? Qual è il prezzo da pagare per lavorare a Hollywood? Si finisce col diventare schizofrenici? Fai un film per te e uno per loro? (Martin Scorsese)

Come disse King Vidor, il cinema è il più grande mezzo espressivo mai inventato, ma proprio perché si tratta di una grande illusione deve essere affidata a maghi in grado di darle vita. (Martin Scorsese)

Le più belle frasi sul cinema Martin Scorsese traxi driver set 2All’atto pratico il sonoro incoraggiò l’illusionista ad accentuare la realtà. (Martin Scorsese)
Il cinema è tecnologia, e dire: ma allora non è più arte perché c’è un congegno meccanico che trascina la pellicola, è altrettanto sciocco come dire: non puoi essere creativo perché c’è un computer che elabora dati. La tecnologia è sempre stata un elemento creativo, ma non è mai stata la fonte della creatività, quindi per quanto mi riguarda sono disponibile ad utilizzare qualsiasi innovazione tecnologica quando serve. (Francis Ford Coppola)

In ogni forma d’arte crei nel pubblico l’illusione di guardare la realtà attraverso i tuoi occhi. La macchina da presa mente in continuazione, mente ventiquattro volte al secondo. (Brian De Palma)

Credo che la violenza sia diventata un punto fermo di una sceneggiatura, ed è presente per una ragione drammaturgica. Non penso che la gente pensa al diavolo con le corna e la coda biforcuta, e quindi non crede alla punizione dopo la morte. Allora mi sono chiesto a cosa crede la gente, o meglio di che cosa ha paura: del dolore fisico, e il dolore fisico si sprigiona dalla violenza, è questa credo l’unica cosa che la gente realmente teme al giorno d’oggi, e che quindi è diventata una parte ben definita della vita e ovviamente anche della sceneggiatura. (Fritz Lang)

Le più belle frasi sul cinema al pacino brian de palma set carlito's wayNon so, quando realizzo un film non lo classifico mai, non dico è una commedia, aspetto l’anteprima, se il pubblico ride molto dico è una commedia o un film serio o un film noir. All’epoca non ho mai sentito espressioni simili, mi sono limitato a fare film che mi sarebbe piaciuto vedere, e se ero fortunato questo coincideva con i gusti del pubblico. (Billy Wilder)
Spesso i giovani registi mi chiedono che bisogno ho di guardare vecchi film. Avendo realizzato parecchi film nel corso degli ultimi vent’anni mi sono reso conto che la risposta è che mi considero ancora uno studente, man mano che cresceva il numero dei miei film, mi rendevo conto delle cose che ancora non sapevo e sono sempre alla ricerca di qualche cosa o qualcuno da cui poter imparare. Ai giovani registi e ai giovani studenti dico di fare come i pittori, studiate i maestri del passato, arricchite la vostra tavolozza di colori, ampliate i vostri orizzonti, c’è sempre così tanto da imparare. (Martin Scorsese)

Vedi, qualcosa di indiretto è più forte, almeno è così in molti casi, perché lo lasci lì oppure lo consegni all’immaginazione del tuo pubblico. Ho sempre creduto che il mio pubblico avesse immaginazione, altrimenti si sarebbe tenuto alla larga dal cinema. Sai, devi lasciare uno spiraglio aperto, il momento in cui si inizia a predicare, nel momento in cui si vogliono dare insegnamenti al pubblico, ecco che allora si sta realizzando un brutto film. (Douglas Sirk)

Le più belle frasi sul cinema Marlon Brando Al Pacino Francis Ford Coppola on the set of The-Godfather (il padrino)La macchina da presa è più di un registratore, è un microscopio, penetra, entra dentro le persone e consente di vedere i loro pensieri più intimi e nascosti, e sono riuscito a farlo con gli attori. Voglio dire, ho rivelato cose che gli attori non sapevano stessero rilevando di loro stessi. (Elia Kazan)

Avere una filosofia significa sapere come amare e sapere a chi offrire questo amore, e se lo dispensi a tutti devi fare il prete che dice si figliolo o si figliola o Dio ti benedica. Ma la gente non vive in questo modo, si vive con la rabbia, l’ostilità, i problemi, con i pochi soldi; insomma delusioni terribili nel corso di una vita. Quindi quello di cui la gente ha bisogno sono dei principi, credo che ciò di cui tutti hanno bisogno si riassume in questo modo di dire: dove e come io posso amare posso essere innamorato, così io posso vivere in pace. Ed è per questo motivo che ho bisogno di personaggi per analizzare veramente l’amore, discuterlo, distruggerlo, annientarlo, ho bisogno che i protagonisti si facciano male l’un l’altro, che facciano tutto questo in quella guerra, in quella polemica di parole ed immagini che è la vita. Tutto il resto non mi riguarda veramente, può interessare ad altri ma io lo so, ho una idea fissa, tutto ciò che mi interessa è l’amore. (John Cassavetes)

Il cinema risponde ad un’antica ricerca dell’immaginario collettivo, i film soddisfano un esigenza spirituale, le persone devono condividere una memoria comune. (Martin Scorsese)

Le più belle frasi sul cinema Martin Scorsese traxi driver set 3Ora raggruppiamo per autore alcune delle più belle frasi sul cinema:

Martin Scorsese

Andare al cinema è come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito, il cinema sì.

È vero il mio film Hugo Cabret è una lettera d’amore al cinema. In esso si intrecciano immaginazione, sogni e magie attraverso la storia e la riabilitazione di Georges Méliès, il secondo pioniere del cinema, dopo i fratelli Lumière.

Mio padre mi portava al cinema di continuo. Mi ha raccontato del primo film che ha visto. È entrato in una sala buia e su uno schermo bianco ha visto un razzo volare nell’occhio dell’uomo nella Luna. Gli si è conficcato dentro. Ha detto che è stato come vedere i suoi sogni in pieno giorno. (Hugo Cabret, Martin Scorsese)

Le più belle frasi sul cinema Stanley Kubrick shining setStanley Kubrick

Odio che mi si chieda di spiegare come “funziona” il film, cosa avevo in mente e così via. Dal momento che si muove su un livello “non-verbale” l’ambiguità è inevitabile. Ma è l’ambiguità di ogni arte, di un bel pezzo musicale o di un dipinto. “Spiegarli” non ha senso, ha solo un superficiale significato “culturale” buono per i critici e gli insegnanti che devono guadagnarsi da vivere.

I film trattano di emozioni e rispecchiano la frammentarietà dell’esperienza. Quindi è fuorviante cercare di sintetizzare a parole il significato di un film.

Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato.

Le più belle frasi sul cinema Quentin Tarantino on the set of Death Proof feet actressQuentin Tarantino

Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo.

Ho deciso di diventare regista quando in televisione ho visto «C’era una volta il west». Guardare quel film è stato come aprire un libro sull’arte della regia.

Stephen King

Non appena un libro o un film vengono proibiti, correte al vostro cinema più vicino, andate in biblioteca, cercate di trovarli, di guardarli, di leggerli: quello che non vogliono farvi sapere è quello che dovete sapere.

Quando si adatta un romanzo per il cinema, è come sedersi su una valigia, stracolma, per cercare di tenere tutto dentro. È un po’ come lavorare per Selezione dal Reader’s Digest!

Le più belle frasi sul cinema Jean-Luc GodardJean-Luc Godard

C’è il visibile e l’invisibile. Se voi filmate solo il visibile, è un telefilm che state realizzando.

Il cinema non è un mestiere. È un’arte. Non significa lavoro di gruppo. Si è sempre soli; sul set così come prima la pagina bianca. E per Bergman, essere solo significa porsi delle domande. E fare film significa risponder loro. Niente potrebbe essere più classicamente romantico.

«Non puoi prendere le idee dalla tua testa invece che dagli altri? È come rubare.» «No, perché? È normale, perché il cinema copia la vita. Sai cosa diceva Jean Renoir? Bisognerebbe dare onorificenze alla gente che fa i plagi.»

Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà.

Le più belle frasi sul cinema Frank CapraFrank Capra

Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la matematica e la musica.

La scrittura di una sceneggiatura è la parte più difficile… la meno compresa e la meno rimarcata.

François Truffaut

Tutto ciò che chiedo è che un film esprima o la gioia di fare cinema o l’agonia di fare cinema. Io non sono affatto interessato ciò che sta in mezzo; io non sono interessato a tutti quei film che non pulsano.

La lavorazione di un film somiglia al percorso di una diligenza nel Far West: all’inizio uno spera di fare un bel viaggio, poi comincia a domandarsi se arriverà a destinazione.

Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell’infanzia.

Le più belle frasi sul cinema Woody Allen oldWoody Allen

Se i miei film fanno sentire infelice una persona in più, sento di aver fatto il mio lavoro.

Il pubblico vuole vedere sempre gli stessi film: bisogna deluderlo, sennò non si farebbe nulla di interessante nell’arte.

C’è chi ha riflettuto sul rapporto tra cinema e televisione

Quando si va al cinema, si alza la testa. Quando si guarda la televisione, la si abbassa. (Jean-Luc Godard)

La tv vive di cinema, ma il cinema muore di tv. (Dino Risi)

È assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita mentre la vita si ispira alla tv. (Woody Allen)

La televisione è la figlia del cinema che è cresciuta stravangante e con cattive abitudini. (Ramón J. Sender)

Le più belle frasi sul cinema Robert SmithsonEcco cosa diceva invece l’artista americano Robert Smithson (1938-1973):

andare al cinema è ridurre all’immobilità il corpo. Non molto ostacola la percezione. Tutto ciò che si può fare è guardare e ascoltare. Ci si dimentica dove si è seduti. Lo schermo luminoso diffonde un torbido chiarore attraverso l’oscurità. Fare un film è una cosa, guardarlo un’altra. Impassibile, muto, fermo siede lo spettatore. Il mondo esterno svanisce quando lo sguardo sonda lo schermo. Importa che film si sta guardando? Forse. Una cosa che tutti i film hanno in comune è il potere di portare la percezione da un’altra parte.

E’ un’affermazione così profonda che vi propongo anche la versione originale:

going to the cinema results in an immobilization of the body. Not much gets in the way of one’s perception. All one can do is look and listen. One forgets where one is sitting. The luminous screen spreads a murky light throughout the darkness. Making a film is one thing, viewing a film another. Impassive, mute, still the viewer sits. The outside world fades as the eyes probe the screen. Does it matter what film one is watching? Perhaps. One thing all films have in common is the power to take perception elsewhere.

Ho voluto inserire solo alcune delle più belle frasi sul cinema, ce ne sarebbero state molte altre, ma purtoppo mi sarei dilungato ancora di più. Spero vi piaccia.

Luca Miglietta

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