Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, due supereroi che potevano cambiare la sua carriera

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e SupermanJosh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman. La sua carriera cinematografica è stata segnata inizialmente da molti rifiuti e una serie di provini andati male. Ha partecipato per ben 6 volte alle audizioni della serie tv Dawson’s Creek senza essere preso e tentato di entrare nel cast de La sottile linea rossa di Terrence Malick e de L’uomo del giorno dopo di Kevin Costner, senza riuscire ad ottenere nessun ruolo. Nello stesso anno dell’uscita dei due film però riuscì a recitare in alcune pubblicità e a partecipare alla sitcom Cracker.

Successivamente per un periodo discreto Josh Hartnett è stato uno dei giovani attori più apprezzati e richiesti a Hollywood della sua generazione. Ha recitato in The Faculty accanto a Elijah Wood diretto da Robert Rodriguez, Pearl Harbour al fianco di Ben Affleck e Kate Beckinsale, Black Hawk Down, Sin City, regia di Frank Miller, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino,  Slevin – Patto criminale, Black Dahlia diretto da Brian De Palma e tratto dal romanzo di James Ellroy, al fianco di Scarlett Johansson, Aaron Eckhart e Hilary Swank.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 2Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, ma ne parleremo tra poco, intanto preseguiamo dicendovi che dopo queste pellicole di successo l’attore ha partecipato a numerosi film indipendenti, alcuni dei quali non sono nemmeno arrivati al cinema o sono stati visti da pochissime persone. Lo stesso attore ha dichiarato a proposito della sua scelta di prendere parte a questo tipo di film, di non essere più una delle prime scelte dei registi di Hollywood: “ricevo ancora offerte per film o ruoli televisivi per fortuna, ma anni fa se c’era un ruolo che volevo avevo una buona possibilità di ottenerlo. Adesso devo lottare per esso. Non è male. In realtà è più gratificante. Certo è deprimente quando qualcosa non va come vorresti, ma solo per un minuto”. Tra questi i non bellissimi I Come with the Rain, Girl Walks Into a Bar, Stuck Between Stations, Parts Per Billion, Wild Horses, The Lovers, Il tenente ottomano e L’ultima discesa.

Nel 2014 è entrato a far parte del cast della serie tv ambientata nel 19° secolo Penny Dreadful, che ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica. La serie prende il nome dalle omonime pubblicazioni del XIX secolo, i Penny dreadful ed è stata creata da John Logan e trasmessa dall’11 maggio 2014 al 19 giugno 2016 sul canale via cavo Showtime per tre stagioni. Tra i protagonisti della serie anche Timothy Dalton e Eva Green.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 3Nel periodo non brillante della sua carriera, ha raccontato in un’intervista del 2014, si è trasferito nella sua città natale in Minnesota stufo di essere sulle copertine delle riviste ed essere riconosciuto in pubblico. Qui si è preso una pausa di 18 mesi dalla recitazione tra il 2011 e il 2013. “Non mi fidavo a nessuno, così sono tornato in Minnesota, ho passato del tempo di nuovo con i miei vecchi amici e mi sono rimesso con la mia fidanzata dei tempi di scuola per un po’. Non ho fatto niente per 18 mesi, sperando di ritrovare la mia strada”.

Ha lavorato nella campagna di Barack Obama per la rielezione del presidente nel 2012, tenendo anche un discorso a circa 300 ospiti presso l’Università del Minnesota, dove aveva scherzato: “non sono stato davanti ad un pubblico come questo da otto anni, mi fa sentire in ansia… Ma è così importante per tutti noi essere coinvolti in questa cosa. Questa elezione può essere un po’ più difficile di quanto alcuni di noi si aspettano in questo momento. Ma il Presidente ha fatto un ottimo lavoro“.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 4Nel novembre 2015 nasce a Londra la sua prima figlia aveuta con l’attrice inglese Tamsin Egerton, conosciuta durante le riprese del criticatissimo film The Lovers, uscito nel 2015, ma girato nel 2010-2011.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, una scelta che ha pesato su successivi casting di Christopher Nolan

Ma ora vi spieghiamo come e perchè Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, due supereroi iconici che potevano essere importanti per la carriere dell’attore nato a Saint Paul nel Minnesota.

L’attore ha rifiutato il ruolo di Superman per tutta la prima metà degli anni 2000, Bryan Singer, aveva scelto proprio lui per il ruolo di protagonista nel suo Superman Returns, ma Hartnett ha rifiutato per paura di essere etichettato a vita come Superman: “avevo 22 anni, ma ho avvertito questo pericolo”. Per questa decisione i suoi agenti lo lasciarono. “C’erano un sacco di discussioni interne tra il mio manager e i miei agenti, che si davano la colpa a vicenda. Così è arrivato il momento in cui nessuno di noi poteva più lavorare insieme.”

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 5Nel 2005 Josh Hartnett ha rifiutato anche il ruolo di Batman nella trilogia di Christopher Nolan. L’attore, in un’intervista a Playboy rilasciata nel 2015, ha rivelato i motivi del suo “no”, spiegando come in quel periodo fosse impegnato nella realizzazione di un’altra pellicola, che l’attore riteneva più stimolante, seppur con un budget molto ridotto rispetto a Batman. Si trattava di Mozart and the Whale (uscito in Italia col titolo Crazy in Love), diretto da Petter Næss, una commedia del 2005 tratta da una storia vera dove il protagonista, affetto dalla sindome di Asperger, si innamora di una donna affetta dalla medesima patologia. Hartnett ha ammesso che l’aver detto “no” a Christopher Nolan ha rovinato così anche la possibilità di lavorare con lui su altri progetti. “Ho imparato la lezione quando ho parlato con Christopher Nolan di Batman. Ho deciso che non faceva per me. Così non mi ha voluto nemmeno in The Prestige”. Per lui infatti il vero rimpianto non è stato quello di non aver interpretato il personaggio di Batman, ma piuttosto quello di non aver intrattenuto una relazione lavorativa con Christopher Nolan, uno dei cineasti più importanti del ventunesimo secolo.

L.M.

Le star che voteranno Donald Trump tra poche ore

Le star che voteranno Donald Trump

Le star che voteranno Donald Trump tra poche ore

Le star che voteranno Donald Trump Le star che voteranno Donald Trump tra poche ore, le abbiamo cercate, non sono tante, perchè la maggior parte sta con la Hillary Clinton

Le star che voteranno Donald Trump. Manca davvero pochissimo, tra poche ore inizieranno le votazioni negli Stati Uniti, al termine delle quali scopriremo il vincitore. Tutto il mondo seguirà con un certo interesse il risultato finale delle elezioni in uno degli stati più influenti e potenti al mondo.

E’ stata senza ombra di dubbio una delle peggiori campagne elettorali della storia americana, fatta di colpi di scena e insulti tra i due candidati. Sono probabilmente due candidati totalmente impresentabili, che potrebbero fare molti danni nel mondo: da un lato abbiamo le politiche xenofobe e razziste di Trump, dall’altro quelle guerrafondaie e imperialiste della Clinton.

Gli USA e di conseguenza anche il mondo avranno solo da perdere qualsiasi sia il risultato di queste elezioni, non ci resta che attendere. Chissà che vincerà tra repubblicani e democratici, anche se molti membri dei due partiti non si riconoscono nei loro candidati.

Ma veniamo a noi, chi voteranno le star americane? La maggior parte dei vip non ha fatto mistero che sceglierà la candidata democratica Hillary Clinton da Beyoncé a Madonna (Farò sesso orale con chi vota Clinton) e George Clooney e tanti altri. Robert De Niro addirittura ha definito Trump in un video “uno stupido, un cane, un maiale, un artista della stronzata, un disastro nazionale”. Tantissimi vip addirittura pur non schierandosi completamente con la Clinton si sono detti completamente contrari alle politiche di Trump.
Pensate infatti al repubblicano di ferro Arnold Schwarzenegger che pur non dichiarando le proprie intenzioni elettorali, ha affermato:

per la prima volta da quando sono diventato cittadino americano nel 1983, non voterò per il candidato repubblicano alla presidenza.

Il cast di Will e Grace addirittura distanza di dieci anni dall’ultima puntata si è riunito. Will, Grace, Karen e Jack si sono ritrovati per discutere sulle loro intenzioni di voto in un video di dieci minuti. Video in aiuto di Hillary Clinton.

Tra i tantissimi Vip abbiamo faticato, ma ne abbiamo trovato qualcuno favorevole al controverso miliardario newyorkese. Partiamo dall’attore repubblicano John Voight che sul suo account Twitter ha così risposto all’attacco di Robert De Niro a Trump:

mi vergogno per il mio collega Bobby DeNiro e la sua invettiva contro Donald Trump. Che parole schifose ha usato contro un candidato presidenziale… che ha lavorato molto più duro di chiunque altro nell’ultimo anno e mezzo per cercare di dare un messaggio giusto al popolo americano. Conosco molti uomini che hanno utilizzato termini sessuali simili nei confronti delle donne soprattutto quando erano più giovani. Le parole di Donald Trump non sono così dannose come l’invettiva di Robert DeNiro. Le parole di Trump non hanno fatto male a nessuno. Potete immaginare un repubblicano dire parole come quello di Robert DeNiro usate contro (Hillary) Clinton o Barack Obama? Darebbero tutti di matto“.

Voterà Trump Clint Eastwood, che si è detto stufo del buonismo e del politicamente corretto:

ci stiamo tutti segretamente stancando del politicamente corretto, quella in cui siamo è una generazione di leccaculo e di fighette. Per questo voto Trump, anche se ha detto un sacco di cose stupide.

Anche Chuck Norris voterà Donald Trump ed ha fatto un appello nel quale invita tutti i repubblicani d’America a votarlo compatto. L’attore che ha interpretato Walker Texas Ranger si è infatti così espresso:

se i repubblicani non si mobiliteranno a favore di Trump, perderemo le elezioni. Questo avrà come conseguenza anche la perdita di numerosi seggi al Congresso e al Senato. I democratici domineranno il Congresso e la presidenza per chissà quanto tempo. Il peggio è che i seggi della Corte suprema andranno a persone vicine a Hillary Clinton. Le loro decisioni nei prossimi dieci anni smantelleranno o distruggeranno quel poco che rimane del nostro paese. Ogni voto che non sarà per Trump, andrà chiaramente a favore di Clinton, la quale spera che il giorno del voto i repubblicani rimarranno a casa o andranno a pescare. Voglio incoraggiare tutti i repubblicani, siano essi pro-establishment, moderati, liberali o conservatori, a unirsi per il bene del paese.

Anche il cantante conservatore Kid Rock è tra le star che voteranno Donald Trump.

Voterò per Trump. Come molta altra gente, sia democratica che repubblicana, sento che avere alla Casa Bianca gente come Hillary Clinton sia un po’ beccarsi sempre la stessa merda. Il mio parere è: lasciate che quell’uomo d’affari governi come se stesse facendo business. E poi la sua campagna elettorale è stata divertente da morire. Diamogli una possibilità.

Kristie Alley, la star di Senti chi parla, da un bel po’ di tempo sparita dai radar del cinema e dei media, ha fatto un pubblico endorsement a Donald Trump perchè diventi presidente via Twitter.

Stephen Badwin ha dichiarato pieno supporto a Donald Trump in un’intervista alla CNN.

Penso che sia fantastico. Lo amo. Penso che sarebbe un grande presidente. Non è un politico, e non gli importa di quello che pensano le persone. E questo è il motivo per cui è in aumento nei sondaggi. Lui dice quello che pensa.

Gary Busey, tra le star che voteranno Donald Trump ha dichiarato a FOX411:

Lo conosco personalmente. Lo conosco professionalmente. E’ un bravo ragazzo. E’ tagliente. Può cambiare il Paese.

Lou Ferrigno, il due volte Mister Universo e interprete della serie tivù della fine degli Anni ’70 The Incredible Hulk, ha espresso tutta la sua stima nei confronti di Trump. Ha infatti dichiarato a TMZ:

Donald è il migliore. E’ un ragazzo fantastico. Spero che vada fino in fondo.

Fran Drescher, diventata famosa negli anni novanta per il ruolo di Fran Fine (Francesca Cacace nell’adattamento italiano), nella sitcom La tata, ha dichiarato:

penso che Trump sia molto divertente, e sta dicendo un sacco di cose che gli altri non hanno davvero il coraggio di dire.

Dalla parte di Donald Trump anche il rapper Sean Combs, in arte Puff Daddy.

L’attore e regista Robert Davi repubblicano di ferro e un praticante cattolico è un grande sostenitore di Trump:

se Ronald Reagan è stato il Gary Cooper della politica, Trump è il John Wayne. Preferisco avere un Presidente che dica le cose come stanno che un ingannatore.

Per rimanere in tema Aissa Wayne, attrice e figlia di John Wayne è dalla parte di Trump:

l’America ha bisogno di aiuto e abbiamo bisogno di un forte leader. Abbiamo bisogno di qualcuno come il signor Trump, con una qualità da leadership, qualcuno con coraggio, qualcuno forte come John Wayne.

A differenza delle star della musica e di Hollywood a maggioranza dalla parte della Clinton, sono molti gli sportivi schierati con Trump, tra loro Tom Brady, leggendario quarterback dei New England Patriots di Boston, capace di giocare sei Superbowl, vincerne quattro ed essere eletto migliore in campo in tre. Sono suoi sostenitori anche il golfista John Daly, Dennis Rodman, Latrell Sprewell e l’ex wrestler ed attore Hulk Hogan, che si è espresso così:

sul ring non voglio nessun altro. Voglio solo Trump.

Infine tra gli sportivi è un grande sostenitore di Donald Trump l’ex campione del mondo di boxe Mike Tyson:

dovrebbe essere il prossimo Presidente degli Stati Uniti. Cerchiamo qualcosa di nuovo. Guidiamo l’America come un’azienda in cui non importino i colori. Chiunque può fare il suo lavoro.

Before the flood dal 21 ottobre in alcuni cinema, poi su National Geographic

Before the flood

Before the flood, ll nuovo film ambientalista di Leonardo DiCaprio

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Before the flood parla della più grande catastrofe che il nostro pianeta si trova a dover fronteggiare: i cambiamenti climatici

Before the Flood (letteralmente “prima dell’inondazione”) è diretto da Fisher Stevens, che nel 2010 aveva prodotto The Cove, un film incentrato sulla caccia ai delfini in Giappone, che si aggiudicò l’Oscar per il Miglior documentario. Il docufilm è impreziosito inoltre dalle  dalle musiche composte da Trent Reznor e Atticus Ross.

Dal 21 ottobre Before the Flood sarà mostrato in alcuni cinema statunitensi, per permettergli l’eventuale candidatura agli Oscar; poi verrà trasmesso a fine ottobre sul canale tv National Geographic. Verrà tradotto in 45 lingue e sarà possibile vederlo in 171 paesi, tra i quali il nostro. Leonardo DiCaprio produttore ed interprete del documentario ha dichiarato:

Voglio solo sapere quanto siamo andati oltre e cosa possiamo fare per fermarlo (il cambiamento climatico).

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Il docu-film è infatti nato, secondo gli autori, per rispondere principalmente a queste due domande: a che punto sono i cambiamenti climatici? Cosa possiamo fare per contrastare questo fenomeno?

Il film mostra i gravissimi effetti dell’innalzamento delle temperature globali, e DiCaprio cerca di fare chiarezza sul problema incontrando alcune delle persone più influenti del pianeta, come il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Papa Francesco e Elon Musk, CEO di Tesla Motors.

L’impegno ambientalista di Leonardo DiCaprio è ormai conosciuto, ha infatti nel tempo donato milioni di dollari per la tutela dell’ambiente e prodotto Cowspiracy, un documentario sull’impatto degli allevamenti.

before the flood 2

La star hollywoodiana, nel corso del Climate summit 2014 di New York, in qualità di messaggero di pace delle Nazioni Unite, aveva chiesto ai capi di stato di tutto il mondo:

il mondo ci sta guardando, vi chiediamo di proteggerlo,

grazie a Before the flood DiCaprio rinnova la supplica, sottolineando questa necessità:

abbiamo bisogno di leader, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, che credano nella scienza del cambiamento climatico e che abbiano il coraggio di prendere posizione per il nostro Pianeta.

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Leonardo DiCaprio with Elon Musk

Trailer di Before the flood: link

Director
Fisher Stevens

Production Company
Appian Way, Insurgent Docs, RatPac Documentary Films

Executive Producer
Martin Scorsese, Adam Bardach, Mark Monroe, Zara Duffy

Producer
Leonardo DiCaprio, Fisher Stevens, Brett Ratner, James Packer, Jennifer Davisson, Trevor Davidoski

Screenplay
Mark Monroe

Cinematographer
Antonio Rossi

Editor
Geoff Richman, Ben Sozanski, Brett Banks, Abhay Sofsky

Primary Publicity
Cinetic Marketing

US Sales Agent
Cinetic Media

US Distributor
National Geographic

Luca Miglietta

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Justin Bieber deve essere espulso dagli Stati Uniti

Justin Bieber deve essere espulso dagli Stati Uniti

Justin Bieber deve essere espulso dagli Stati UnitiOltre 40mila americani in poche ore hanno firmato la richiesta di espulsione del cantante canadese Justin Bieber, arrestato il 22 gennaio per guida in stato di ebbrezza a Miami Beach.
Espellere Justin Bieber dagli Stati Uniti e revocargli il visto, è quanto hanno chiesto oltre 40mila cittadini americani firmando una petizione lanciata sul sito della Casa Bianca.
Non si tratta di una petizione qualsiasi, perché se l’appello raggiungerà le 100mila sottoscrizioni entro il 22 febbraio, la Casa Bianca avrà un mese di tempo per fornire una risposta ufficiale come previsto dalle norme di “We The People”, la piattaforma voluta da Barack Obama per rafforzare gli strumenti di democrazia diretta.
Si può leggere nel testo della petizione: “Ci sentiamo mal rappresentati da Justin Bieber e vorremmo che questo guidatore spericolato e assuntore di stupefacenti venisse espulso e la sua green card revocata”.
L’obbiettivo molto facilmente verà raggiunto, tanto da rendere concreta la possibilità che l’amministrazione Obama si ritrovi a dover fornire una risposta ufficiale.
Da quando nel 2011 il presidente americano ha lanciato il filo diretto con la Casa Bianca attraverso la sezione “We The People” sono state oltre cento le petizioni che hanno ottenuto una risposta. Questo è avvenuto nonostante nel corso degli anni sia stata alzata prima a 25mila e poi a 100mila la soglia di firme da raggiungere affinché la richiesta finisse sulle scrivanie del governo.
Sono state fatte molte petizioni per nobili cause come quella dei diritti umani, ma come nel caso di Justin Bieber, non sono mancate proposte stravaganti che hanno fatto piovere critiche sulla piattaforma. In passato ad esempio era stato chiesto che divenisse realtà la costruzione della Morte Nera, la stazione spaziale del film Star Wars e che Obama impedisse a Nicholas Cage di continuare la sua carriera di attore.

La Morte Nera non verrà costruita: l’amministrazione Obama ha deciso

Negli Stati Uniti i cittla morte neraadini hanno il diritto di inoltrare petizioni al governo, che è costretto a rispondere in via ufficiale se la richiesta sia stata accompagnata da almeno 25.000 firme. Di recente oltre 34.000 americani hanno sottoscritto una petizione per chiedere a Barack Obama di “costruire una stazione spaziale sul modello della Morte Nera” di Guerre Stellari per garantire agli Stati Uniti oltre alla supremazia aerea anche quella spaziale. Sembra incredibile, ma è tutto vero.
Il governo ha dovuto diramare una risposta ufficiale ad opera di Paul Shawcross, il responsabile dell’amministrazione Obama per la gestione del budget destinato allo sviluppo e alla ricerca scientifica.
La Casa Bianca ha formalmente respinto la richiesta, dimostrando anche molto umorismo. La costruzione della Morte Nera non è all’orizzonte per diversi motivi tra i quali:

  • il costo spropositato dell’opera stimato in oltre 850.000.000.000.000.000 di dollari che non si vuol far pagare ai contribuenti americani in un momento di crisi economica
  • il fatto che amministrazione non intende far saltare in aria altri pianeti
  • il fatto che la Morte Nera ha il difetto di poter essere distrutta da una semplice  navetta spaziale guidata da un solo uomo

Se volete leggere l’intera risposta basta andare sul sito della Casa Bianca: https://petitions.whitehouse.gov/response/isnt-petition-response-youre-looking

Luca Miglietta