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I versi dei dinosauri in Jurassic Park

I versi dei dinosauri in Jurassic Park

Non indovinerete mai come sono stati creati i versi dei dinosauri in Jurassic Park

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkI versi dei dinosauri in Jurassic Park spaziano dal delfino al verso delle tartarughe in accoppiamento

I Versi dei dinosauri in Jurassic Park. Gary Roger Rydstrom, nato a Chicago, 29 giugno 1959 è un regista, esperto di montaggio sonoro e sound designer per svariati film, tra cui Salvate il soldato Ryan, Jurassic Park e Titanic.

La sua carriera inizio nel 1983, lavorando con colui che sarebbe poi diventato il suo mentore: Ben Burtt, poi lavorò come tecnico del suono in Indiana Jones e il tempio maledetto e face il sound design nel film parodistico Balle spaziali. Ma è con Terminator 2 – Il giorno del giudizio che Gary Rydstrom raggiunge il successo perché il film  segna una rivoluzione nelle tecniche di creazione e manipolazione del suono. Questo lavoro innovativo fruttò a Rydstrom il suo primo premio Oscar.

Il successivo lavoro di Rydstrom, Jurassic Park è un’altra pietra miliare in termini d’innovazione in quanto lui doveva creare dozzine di distinti rumori di dinosauro essenzialmente da zero, dal momento che nessuno sapeva davvero come fossero, visto che animali si sono estinti prima della comparsa dell’uomo.

Usando una vasta combinazione di fonti sonore prese in ogni angolo della terra, che spaziava dagli elefanti ai delfini, Rydstrom riuscì a dare un verso unico ad ogni creatura presente nel parco giurassico.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Ora vi raccontiamo che animali ha utilizzato per creare i versi dei dinosauri in Jurassic Park dal Velociraptor a maestosoo T. rex.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkVelociraptor

I pericolosissimi e intelligenti Velociraptor comunicano con un linguaggio che sembra tenebroso eppure in natura è un verso molto più innocuo. Come testimonia lo stesso Gary Roger Rydstrom.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
È un po’ imbarazzante, ma quando i Velociraptor latrano l’un l’altro per comunicare, è una tartaruga che fa sesso. È una tartaruga che si accoppia! L’ho registrata al Marine World … la gente lì ha detto: “Ti piacerebbe registrare queste due tartarughe che stanno accoppiando? ” Sembrava uno scherzo, perché l’accoppiamento delle tartarughe può richiedere molto tempo. Devi avere un sacco di tempo per sederti e guardarle e registrarle.

Tuttavia, non si tratta dell’unico animale utilizzato per creare i rumori del Velociraptor:

quando il Velociraptor si presenta all’ingresso della porta in cucina, il rumore del respiro è un cavallo, abbiamo usato il cavallo in circa tre o quattro diversi dinosauri.

Il sibilo che fa il Velociraptor quando agguanta il guardiacaccia Robert Muldoon, invece, come prosegue il sound designer:

quella è un’oca, gli uccelli emettono suoni piuttosto rochi, ma le oche sono famose per essere le più cattive. Devi farle impazzire e poi ti fischiano addosso, e non ci vuole molto per far arrabbiare un’oca perché sembrano arrabbiarsi per tutto. Tutto quello che devi fare è avvicinarti ad una e attaccare un microfono vicino al suo becco e otterrai quel sibilo, e questo è il sibilo che Muldoon sente prima di morire.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Invece per dare voce ai Velociraptor appena schiuse le uova:
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
è appena nato, quindi in un primo momento è davvero cigolante e carino, e abbiamo registrato un sacco di cuccioli: gufi, baby volpi e cose del genere.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkGallimimus

Se quando vedete sullo schermo il gruppo di Gallimimus pensate ad una fuga precipitosa di cavalli selvaggi, c’è una buona ragione per questo come racconta Gary Roger Rydstrom.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Ricordo di aver registrato un cavallo femmina, che, quando il cavallo maschio le si avvicinò, strillò perché era in calore. Un sacco di animali in calore emettono un suono davvero unico. Strilla a questo maschio perché si è avvicinato un po’ troppo e lei era eccitata per il maschio, suppongo. E questo è lo stridio che i Gallimimus fanno quando passano, e lo stridio che fa (questo animale) quando viene mangiato da un T. rex. Uno suoni più importanti delle loro urla era quello di un delfino in calore, quindi qui puoi vedere uno schema!

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkTyrannosaurus rex

Il temibile Tirannosauro rex è uno dei più grandi e maestosi animali di Jurassic Park, ma alcuni dei suoi rumori principali provenivano dal piccolo Buster, il Jack Russell terrier di Rydstrom:
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Il modo in cui animavano il T.rex era molto grezzo, specialmente quando afferrava il Gallimimus e l’avvocato e li scuoteva a morte. Ogni giorno vedevo il mio cane giocare con il giocattolo a corda e fare esattamente questo, fingendo, come se stesse uccidendo la sua preda. Uso sempre i miei animali domestici, in Terminator 2, ho registrato il suono di Buster che mangiava. Una delle cose divertenti del sound design è di prendere un suono e rallentarlo: diventa molto più grande. Sono stato ispirato da Ben Burtt, il grande sound designer dei film di Star Wars e mio mentore: ha fatto la bestia Rancor ne Il ritorno dello Jedi rallentando un suono di chihuahua, uno dei segreti del sound design è che se fai rallentare qualcosa, qualcosa di piccolo, fai emergere elementi del suono che probabilmente non potresti mai ottenere se registrassi qualcosa di grosso. L’elemento chiave del ruggito di T. rex non è un elefante adulto ma un elefantino quindi, ancora una volta, un piccolo animale.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkBrachiosaurus

Il verso del brachiosauro è il mio preferito, perché è bellissimo ma come tutti i bei suoni è stato tratto da qualcosa che così bello non è. In quel caso si è trattato di un asinello. C’è questo sfasamento nelle voci di un asino, e se le rallenti, ottieni quasi un suono stridente, simile a una canzone: è il brachiosauro.” Quando il Brachiosauro starnutisce invece? “Quelli sono uno sfiatatoio delle balene e un idrante antincendio.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkTriceratops

Lavoro allo Skywalker Ranch, che ha un sacco di bestiame in giro, quindi ho usato un sacco di mucche per i triceratopo. Ma il suono principale del triceratopo malato è il suo respiro e questo è in realtà uno degli unici elementi del film che non è un suono organico. Ho usato questo lungo tubo di cartone con una molla, è un dispositivo di riverbero che fa sembrare i suoni distesi, più profondi e bizzarri, quindi quando Sam Neill mette l’orecchio proprio nella cavità toracica del triceratopo e ascolta il suo respiro, c’è molta mucca lì dentro, ma l’elemento chiave della respirazione per lo più sono io che respiro in un tubo.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Non si tratta dell’unico suono prodotto da un uomo perché come confessa il sound designer:
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
stava venendo a trovarmi (un amico) e ho acceso il microfono e ho detto: ‘Puoi fare strani suoni?’ E ha fatto questo ringhio flemmatico, gutturale. Nella scena degli attacchi in cucina, c’è un primo piano del raptor che apre lentamente la bocca quando sta per attaccare Lex mentre si nasconde in un armadietto, e quel suono è principalmente il mio amico Dietrich che fa questo strano ringhio gutturale, al momento mi sembrava di imbrogliare quando usavo me stesso o qualsiasi altro essere umano per creare un suono di dinosauro – mi sentivo come se stessi ingannando gli dei del sound-design!

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkDilophosaurus

Per quanto riguarda invece il verso del Dilofosauro:

fatto da un cigno. I cigni emettono un suono carino, quindi la versione carina del Dilophosaurus suona come un cigno, per la maggior parte.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Il suo verso rapidamente si intensifica quando il Dilofosauro diventa più minaccioso:

quando è spettrale spaventoso, c’è sicuramente un suono serpente a sonagli là dentro, mentre si distende la sua chioma attorno alla sua testa i suoni raspanti nella sua voce provengono da un falco.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Il consiglio fondamentale che Rydstrom da, scherzando, ai futuri tecnici del suono, è quello di avere sempre un assistente per questo tipo di lavori, in maniera da registrare in prima persona i suoni di cani, elefanti e koala; e mandare invece poi l’assistente a registrare leoni, alligatori e serpenti a sonagli.

Luca Miglietta

 

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, una bella confezione vuota al suo interno

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, torna una delle saghe più amate dal pubblico, questa volta dirige  Rian Johnson

Mentre il Primo Ordine si prepara a stroncare definitivamente ciò che resta della Resistenza, Rey sul pianeta su Ahch-To consegna a Luke Skywalker la sua antica spada laser. Luke Skywalker però getta via la spada laser affermando che non vuole più avere niente a che fare con la guerra e che secondo lui è il momento di porre fine all’esistenza dei Cavalieri Jedi. Luke ha scelto una vita eremitica, rinunciando a trasmettere le “vie della forza”, ancora sconvolto dal fallimento con il giovane Kylo Ren.

Il Primo ordine è alle calcagna della Resistenza: quando la flotta dei ribelli esce dall’iperspazio il Primo Ordine riesce a rintracciarla grazie ad un potente localizzatore a lungo raggio. Le navi dell’Alleanza ribelle si ritrovano alla deriva con poco carburante a disposizione. La situazione è tragica, effettuare un’altra volta il salto a velocità luce sarebbe inutile perché verrebbero nuovamente rintracciati ed esaurirebbero completamente tutto il carburante.

Star Wars: Gli ultimi Jedi (), noto anche come Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi, è un film del 2017 scritto e diretto da Rian Johnson.

Partiamo dal presupposto che è impossibile accontentare i milioni di fan di Star Wars: qualsiasi decisione stilistica sarebbe difficile da prendere perché potrebbe essere mal digerita e considerata lontana dai canoni della saga.

Il risveglio della forza aveva diviso i fan e il risultato era stato un film piuttosto mediocre, questa volta con  Star Wars: Gli ultimi Jedi regista e sceneggiatori sono riusciti a fare di peggio. La sceneggiatura è di una banalità disarmante, con svolte narrative che non solo non alterano in alcun modo la staticità della pellicola, ma sono prevedibili e mancano quasi totalmente del pathos e dell’epicità a cui ci eravamo abituati nei primi sei capitoli della saga. Molti dei protagonisti, sia vecchi che nuovi, sono piatti ed impalpabili: non riescono mai ad evolversi durante la trama ed esprimere il loro potenziale e sono vittime di una caratterizzazione quasi inesistente. Dei gusci vuoti che dicono frasi preconfezionate prive di qualsiasi originalità.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

In Star Wars: Gli ultimi Jedi si cerca appena di approfondire la psicologia di Kylo Ren e di Rey, ma con risultati non proprio esaltanti.

Kylo Ren, interpretato da Adam Driver, ad esempio è un personaggio infantile e suscettibile di vivaci scatti d’ira, insomma non un vero e proprio villain, ma una macchietta. Non si capisce proprio la natura del suo odio verso i genitori che lo spinge verso il lato oscuro della forza. La cattiveria di Ben Solo sembra non avere una vera ragione e si ha quasi l’impressione che la facciano passare per un tratto ereditato dal nonno Anakin Skywalker. Peccato però che suo nonno sia diventato Darth Vader non per caso ma dopo una lunga e lenta evoluzione e ci siano dei motivi validi (il dolore per la perdita della madre e dell’amata Padmé Amidala, l’inganno di Darth Sidious e, soprattutto, l’indifferenza del Consiglio nei confronti dei suoi sentimenti). Rey poi continua ad avere una padronanza della forza degna di un maestro Jedi senza mai essersi addestrata e senza che ciò venga spiegato lasciando tutto misterioso.

Ci saremmo almeno aspettai una interessante e coinvolgente storia che chiarisse l’identità del leader supremo del Primo ordine, Snoke (Andy Serkis). Invece l’oscuro essere dal volto deforme viene improvvisamente spazzato via dalla galassia dal suo allievo senza che si sappia nulla di lui e del suo passato. Sappiamo solamente che è un esperto manipolatore ed un potente conoscitore della Forza, ma nulla di più.

Per non parlare di altri personaggi come ad esempio Poe Dameron e Finn, che restano sempre poco più che abbozzati. Finn addirittura rivela la sua completa inutilità, sarebbe potuto rimanere in coma per tutto il film e il risultato sarebbe stato lo stesso.

I nuovi personaggi del Vice Ammiraglio Holdo (Laura Dern) e Rose Tico non aggiungono molto alla trama. Rimane impressa la figura del vice ammiraglio solo per i suoi buffi capelli viola e soprattutto perché non si riesce a capire perché indossi un abito da cerimonia mentre comanda un’astronave.

Tra i nuovi personaggi da segnalare il peonaggio di DJ, che seppur anch’esso abbozzato nella sceneggiatura viene ottimamente interpretato dal sempre ottimo Benicio del Toro.

Personaggi che mancano all’appello invece sono i Cavalieri di Ren, che avevamo conosciuto in Star Wars: Il risveglio della Forza in una visione che aveva avuto Rey dopo aver trovato la spada laser appartenuta a Luke Skywalker, nella quale aiutavano Kylo ad uccidere tutti i discepoli del Jedi. In Star Wars: Gli ultimi Jedi non viene mostrata alcuna immagine che li ritragga, tutto ciò che vediamo della notte i cui è stato distrutto il tempio Jedi è lo zio che pensa per un attimo di uccidere il nipote. Si vedono i risultati della distruzione del tempio, ma dei Cavalieri di Ren non c’è traccia.

Degne di nota sono solamente la splendida scenografia e le curate scene di combattimento nello spazio e sul pianeta “salato”: i colori e gli effetti speciali vengono utilizzati magistralmente. Scene che lasciano davvero a bocca aperta, bellissima ad esempio la contrapposizione visiva di rosso e bianco nella battaglia finale. Da apprezzare anche quella della fuga di Finn e Rose su Canto Bight, il pianeta col Casinò.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Uno dei difetti peggiori di Star Wars: Gli ultimi Jedi è l’umorismo, battute prive di spirito sono una costante della pellicola e rischiano di far precipitare il film nel più totale ridicolo; momenti comici così fuori luogo e poco divertenti che sarebbero stati tagliati da Mel Brooks nella parodia Spaceballs (Balle Spaziali). Una serie di gag che vengono utilizzate nel tentativo di riempire i buchi nella trama, ma hanno solo l’effetto di smorzare i momenti di tensione della pellicola. Pensate alle scene in cui Poe Dameron finge di non sentire affatto il generale Hux dal vivavoce, in cui Finn e Rose vengono arrestati per divieto di sosta, o quella in cui Maz Kanata ha problemi coi sindacati.

Si tratta del secondo film di una trilogia, quindi dovrebbe essere un collegamento tra la prima pellicola e la nuova che uscirà nel maggio del 2019. A differenza de L’attacco dei cloni (se pensiamo alla seconda trilogia di prequel) o de L’impero colpisce ancora costruisce davvero poco di rilevante. Gli stessi personaggi si muovono per lo più in maniera sconclusionata durante Star Wars: Gli ultimi Jedi. Si fatica a trovare scene degne di nota che rimangano impresse nello spettatore, non c’è una storia accattivante e manca addirittura un finale che spinga il pubblico ad aspettare con ansia un seguito. Sorge una domanda spontanea sul perché vedere l’episodio 9 tra due anni, poca suspense.

Appare chiaro che la Disney, siano più interessati a trasformare Star Wars in una serie lobotomizzata in cui viene cancellato il passato per fondare una nuova mitologia e non si preoccupino più di tanto di creare un film emozionante con una trama di livello. Una serie di pellicole in cui la narrazione lascia lo spazio a esigenze di marketing. Dimostra il loro desiderio di fare tabula rasa del passato e voltare pagina il fatto che durante lo svolgimento della pellicola venga ripetuto da tutti incessantemente il mantra che il passato è passato.

Ad esempio pensate a cosa dice Kylo a Rey dopo aver eliminato Snoke, invitandola a governare la Galassia insieme a lui: “Basta con i Jedi e con i Sith“.

Una bella confezione, battutine degne della peggior sitcom americana e null’altro di più.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi

Lingua originale: inglese

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2017

Durata: 152 min                       streaming

Rapporto: 2.39:1

Genere: fantascienza, azione, avventura

Regia: Rian Johnson

Sceneggiatura   Rian Johnson

Produttore: Kathleen Kennedy, Ram Bergman

Produttore esecutivo: J. J. Abrams, Jason McGatlin, Tom Karnowski

Casa di produzione: Lucasfilm

Distribuzione (Italia): Walt Disney Studios Motion Pictures

Fotografia: Steve Yedlin

Montaggio: Bob Ducsay

Effetti speciali: Chris Corbould

Musiche: John Williams

Scenografia: Rick Heinrichs

Costumi: Michael Kaplan                        streaming

Trucco: Peter Swords King

Attori e personaggi:

Mark Hamill: Luke Skywalker

Carrie Fisher: Leia Organa

Adam Driver: Kylo Ren                                                   streaming

Daisy Ridley: Rey

John Boyega: Finn                                        streaming 

Oscar Isaac: Poe Dameron

Andy Serkis: Leader Supremo Snoke

Lupita Nyong’o: Maz Kanata

Domhnall Gleeson: Generale Hux

Anthony Daniels: C-3PO

Gwendoline Christie: Capitano Phasma

Kelly Marie Tran: Rose

Laura Dern: Amilyn Holdo

Benicio del Toro: DJ

Mark Hamill “Questo non è il mio Luke Skywalker

Trailer:

in italiano: link 1 streaming youtube

in lingua originale: link 2 streaming youtube

 

Luca Miglietta

Star Wars: Gli ultimi Jedi