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Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere per conoscere davvero la storia del cinema

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedereMartin Scorsese elenca gli 85 film da vedere. Martin Scorsese non è un regista qualunque, con le sue dodici nomination agli Oscar e l’Oscar come Migliore Regista (The Departed – Il bene e il male), è infatti ritenuto uno dei più importanti registi della storia del cinema. Ha anche vinto quattro Golden Globe, tra cui quello alla carriera.

Martin Scorsese, di recente diventato cittadino italiano è nato da genitori di origini italiane a New York nel 1947: i suoi nonni, sia materni che paterni, erano arrivati negli Stati Uniti dalla Sicilia. Il regista è cresciuto nel quartiere di Manhattan chiamato “Little Italy“, in cui vivevano soprattutto famiglie italoamericane. Il suo legame con l’Italia e le sue tradizioni sono raccontate in alcune delle pellicole più famose del regista, come Mean Streets o il documentario Italoamericani.

Aveva iniziato la sua carriera da regista nel 1967, con il film Chi sta bussando alla mia porta (Who’s that knocking at my door). Poi ha sfornato capolavori come Taxi Driver, Toro scatenato, Quei bravi ragazzi, Cape Fear – Il promontorio della paura e Casinò, solo per citare alcuni dei suoi stupendi 24 film.

Gli attori con cui collabora più di frequente sono Robert de Niro, Leonardo di Caprio, Harvey Keitel e Joe Pesci.

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedereMartin Scorsese elenca gli 85 film da vedere, un’occasione per gli appassionati di cinema

Di recente il regista ha rilasciato intervista a Fast Company in cui Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere per conoscere davvero la storia del cinema.

Il lungo elenco comprende capolavori senza età diretti da artisti come Vincente Minnelli, Orson Welles, Francis Ford Coppola, Frank Capra, Spike Lee, Roberto Rossellini, John Ford, Robert Altman, Luchino Visconti e Billy Wilder.

Ecco quali sono i film a cui il grande regista deve di più e che consiglia di guardare a chiunque voglia conoscere meglio la storia del cinema, in ordine sparso:

L’asso nella manica, 1951
Secondo amore, 1955
Il ribelle dell’Anatolia, 1963
Un americano a Parigi, 1951
Apocalypse now, 1979
Arsenico e vecchi merletti, 1944
Arsenico e vecchi merletti, 1953
Spettacolo di varietà, 1953
Nato il quattro luglio, 1989
Il promontorio della paura, 1962
Cat people, 1942
Presi nella morsa, 1949
Citizen Kane, 1941
La conversazione, 1974
Il delitto perfetto, 1954
Fa’ la cosa giusta, 1989
Duello al sole, 1946
I quattro cavalieri dell’apocalisse, 1962
Europa ’51, 1952
Volti, 1968
La caduta dell’impero romano, 1964
Francesco, giullare di Dio, 1950
Le forze del male, 1948
Germania anno zero, 1948
Quaranta pistole, 1957
Gilda, 1946
Il padrino, 1972
La sanguinaria, 1950
Health, 1980
I cancelli del cielo, 1980
La maschera di cera, 1953
Com’era verde la mia valle, 1941
Lo spaccone, 1961
Le vie della città, 1948
The infernal cakewalk, 1903
Accadde una notte, 1934
Gli argonauti, 1963
Viaggio in Italia, 1954
Giulio Cesare, 1953
Kansas City, 1996
Un bacio e una pistola, 1955
La terra trema, 1948
Una squillo per l’ispettore Klute, 1971
La signora di Shanghai, 1947
Il gattopardo, 1963
Macbeth, 1948
Stupenda conquista, 1952
M*A*S*H, 1970
Scala al paradiso, 1946
I compari, 1971
Il Messia, 1975
Un uomo da marciapiede, 1969
Mishima – Una vita in quattro capitoli, 1985
È arrivata la felicità, 1936
Mr Smith va a Washington, 1939
Nashville, 1975
I trafficanti della notte, 1950
Uno, due tre!, 1961
Othello, 1952
Paisà, 1946
L’occhio che uccide, 1960
Mano pericolosa, 1953
I protagonisti, 1992
Potenza e gloria, 1933
Ombre rosse, 1939
Schiavo della furia, 1948
Scarpette rosse, 1948
La presa del potere da parte di Luigi XIV, 1966
I ruggenti Anni Venti, 1939
Rocco e i suoi fratelli, 1960
Roma, città aperta, 1945
Secrets of the Soul, 1912
Senso, 1954
Ombre, 1959
Il corridoio della paura, 1963
Stromboli, 1950
Qualcuno verrà, 1958
I dimenticati, 1941
Piombo rovente, 1957
Festa di laurea, 1951
Il terzo uomo, 1949
T-Men contro i fuorilegge, 1947
L’infernale Quinlan, 1958
Il processo, 1962
Due settimane in un’altra città, 1962

Inutile specificare che i suoi consigli, quando si parla di cinema, sono preziosi e farebbero bene ad ascoltarli tutti gli appassionati e gli aspiranti registi. Una vera e propria lezione di cinema che può aiutare i registi alle prime armi a capire come i film possano essere utili a delineare la loro visione artistica. Se questi film hanno aiutato un genio come Scorsese, possono essere molto utili a tutti

 

L.M.

Martin Scorsese elenca gli 85 film da vedere

Le più belle frasi sul cinema

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Le più belle frasi sul cinema e sull’amore per la settima arte.

Le più belle frasi sul cinema francis ford coppola apocalypse now set

Ecco alcune delle più belle frasi sul cinema pronunciate da alcuni dei più grandi artisti del ventesimo secolo.

Le più belle frasi sul cinema. Francis Ford Coppola il regista de Il padrino e Apocalypse Now, disse:

L’essenza del cinema è il montaggio. E’ la combinazione dei momenti delle emozioni umane messe in immagine e formanti una sorta di alchimia.

Lo scrittore e sceneggiatore italiano Ennio Flaiano affermava:

Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.

Le più belle frasi sul cinema andrei tarkovskyLo sceneggiatore e produttore cinematografico italiano Franco Cristaldi disse:

Il cinema è un’industria culturale. Realizzare film significa anche assumersi una responsabilità sociale e morale. Pertanto non dobbiamo produrre quello che si può vendere, ma vendere quello che si vuol produrre.

Il semiologo, filosofo e scrittore italiano Umberto Eco si espresse in questo modo:

il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo.

Il grande regista, sceneggiatore e attore sovietico Andrej Arsen’evič Tarkovskij (Андре́й Арсе́ньевич Тарко́вский) disse:

il cinema è l’unica forma d’arte che, proprio perché operante all’interno del concetto e dimensione di tempo, è in grado di riprodurre l’effettiva consistenza del tempo, l’essenza della realtà, fissandolo e conservandolo per sempre.

Le più belle frasi sul cinema Akira Kurosawa, Francis Ford Coppola, and George Lucas during the production of KAGEMUSHA, 1980.Il regista, sceneggiatore, montatore e produttore cinematografico giapponese Akira Kurosawa si espresse così sul cinema:

il cinema racchiude in sé molte altre arti, così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica.

Il grande regista, sceneggiatore e produttore cinematografico svedese Ingmar Bergman affermò:

non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.

Lo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico Joseph Leo Mankiewicz affermò:

Per scrivere la sceneggiatura di un buon film ci vogliono due anni, per girarla due mesi, per effettuare il montaggio due settimane, per dare gli ultimi ritocchi due giorni, per vederla due ore, e per dimenticarla due minuti.

Le più belle frasi sul cinema Eric Rohmer setSecondo il regista, sceneggiatore, critico cinematografico e scrittore francese Eric Rohmer:

il cinema è più vicino alla musica che alla pittura, perché è fatto non di immagini ma di inquadrature, dove dentro scorre il tempo come nella musica.

Vittorio Gassman in tono scherzoso disse:

Come sono vuote le chiese! Solo i cinematografi sono pieni: è lì che la gente oggi va a confessarsi.

Il poeta, scrittore e drammaturgo italiano fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti affermò:

Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa d’un uomo a 200 chilometri all’ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell’intelligenza, e quindi di una essenza più significativa.

Le più belle frasi sul cinema michelangelo antonioni e monica vitti sul setIl fotografo francese Alexandre Promio disse:

Pensavo che se il cinema, restando immobile, permette di riprodurre oggetti in movimento, forse si poteva, rovesciando le parti, tentare di riprodurre oggetti immobili con il cinema in movimento.

Secondo il regista italiano Michelangelo Antonioni:

noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.

Pier Paolo Pasolini aveva affermato:

Poiché il cinema non è solo un’esperienza linguistica, ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un’esperienza filosofica.

Le più belle frasi sul cinema Gian Maria Volonté per un bugno di dollari Ramón RojoGian Maria Volonté disse:

Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita.

Secondo il regista, sceneggiatore e musicista balcanico Emir Kusturica (Емир Кустурица):

nel secolo scorso, il cinema è stato la sintesi di letteratura, pittura e altre arti: parlo del cinema d’autore, non di quello industriale. Mi ha sempre ossessionato l’idea che un film, con la persuasione delle immagini, potesse rovesciare l’accaduto, la realtà: in una parola, la storia. Fin da piccolo, quando già m’interessavo a tutto, il cinema mi è stato gemello: fatto per chi sa tutto e niente.

Le più belle frasi sul cinema Kim Novak Alfred Hitchcock setSir Alfred Joseph Hitchcock disse divertito:

la durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana.

Anche il comico italiano Roberto Benigni la buttò sul ridere:

il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe.

John Wayne disse:

Nessuno dovrebbe andare al cinema se non crede agli eroi.

Il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Luc Besson dichiarò:

il cinema è l’opposto della politica: si sa che è finzione ma si può lo stesso raccontare la verità a partire da una storia che tutti sanno essere finta. La politica al contrario pretende di dire la verità, ma poi alla fine è tutto cinema.

Le più belle frasi sul cinema orson wells setUgo Tognazzi disse:

amo il cinema non in quanto tale ma perché rappresenta la possibilità di raccontare storie che riguardano la nostra vita, i nostri problemi: mi piace inserirmi in questi problemi e analizzarli; se non lo facessi nel lavoro, mi resterebbe ben poco tempo per farlo nella mia giornata.

Secondo il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico tedesco Werner Herzog:

Il cinema è l’arte degli illetterati.

Orson Welles ha riflettuto su questo punto:

la regia cinematografica è il perfetto rifugio per i mediocri. Ma quando un buon regista fa un cattivo film, l’universo intero sa chi ne è responsabile.

Charlie Chaplin tempi moderni Modern TimesSecondo Charlie Chaplin:

Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere storie di carne e di sangue rappresentate in palcoscenico.

L’immenso regista austriaco Fritz Lang ha dato un consiglio ai suoi futuri colleghi:

se volete fare un film, non acquistate un auto. Prendete il metro, l’autobus o camminate. Osservate da vicino le persone che vi circondano.

Un’estrapolazione del documentario di Jorge Dana, Fritz Lang, il cerchio del destino:

Il 30 Marzo 1933, il ministro della Propaganda in Germania, Joseph Goebbels, mi convocò nel suo ufficio […] e mi propose di diventare una sorta di “Fuhrer” del cinema tedesco. Io allora gli dissi: «Signor Goebbels, forse lei non ne è a conoscenza, ma debbo confessarle che io sono di origini ebraiche» e lui: «Non faccia l’ingenuo signor Lang, siamo noi a decidere chi è ebreo e chi no!». Fuggii da Berlino quella notte stessa.

Le più belle frasi sul cinema Fritz Lang bei DreharbeitenSecondo Steven Spielberg:

il vizio più costoso nel mondo non è l’eroina ma la celluloide, e io ho bisogno di una dose ogni due anni.

Secondo Don Marquis:

un sequel è l’ammissione che ti sei ridotto a imitare te stesso.

Il regista inglese Christopher Nolan disse:

I film sono soggettivi, quello che ti piace, quello che non ti piace. Ma la cosa per me che è assolutamente unificante è che quando vado al cinema e pago e mi siedo a guardare un film, voglio sentire che le persone che hanno fatto il film pensino che sia il miglior film del mondo, che hanno riversato tutto in esso e che realmente lo amano. Anche se io non sono d’accordo con quello che hanno fatto, voglio sentire la sincerità. E quando non lo sento, mi sento come se stessi sprecando il mio tempo.

Le più belle frasi sul cinema Martin Scorsese Taxi driver setEcco una serie di citazioni tratte dal documentario Un secolo di cinema – Viaggio nel cinema americano del grande Martin Scorsese:

Il cinema è una malattia, disse Frank Capra, quando entra nel sangue prende il sopravvento, è coma avere Jago nel cervello, e come per l’eroina, l’unico antidoto a un film è un altro film. (Martin Scorsese)

Fin dai primissimi tempi per quanto riesco a ricordare, il problema essenziale per me era cosa ci voleva per diventare regista ad Hollywood, ancora oggi me lo chiedo, cosa serve per diventare un professionista o forse anche un artista ad Hollywood? Come si riesce a sopravvivere alla perenne battaglia interiore tra ciò che vuoi esprimere e gli imperativi commerciali? Qual è il prezzo da pagare per lavorare a Hollywood? Si finisce col diventare schizofrenici? Fai un film per te e uno per loro? (Martin Scorsese)

Come disse King Vidor, il cinema è il più grande mezzo espressivo mai inventato, ma proprio perché si tratta di una grande illusione deve essere affidata a maghi in grado di darle vita. (Martin Scorsese)

Le più belle frasi sul cinema Martin Scorsese traxi driver set 2All’atto pratico il sonoro incoraggiò l’illusionista ad accentuare la realtà. (Martin Scorsese)
Il cinema è tecnologia, e dire: ma allora non è più arte perché c’è un congegno meccanico che trascina la pellicola, è altrettanto sciocco come dire: non puoi essere creativo perché c’è un computer che elabora dati. La tecnologia è sempre stata un elemento creativo, ma non è mai stata la fonte della creatività, quindi per quanto mi riguarda sono disponibile ad utilizzare qualsiasi innovazione tecnologica quando serve. (Francis Ford Coppola)

In ogni forma d’arte crei nel pubblico l’illusione di guardare la realtà attraverso i tuoi occhi. La macchina da presa mente in continuazione, mente ventiquattro volte al secondo. (Brian De Palma)

Credo che la violenza sia diventata un punto fermo di una sceneggiatura, ed è presente per una ragione drammaturgica. Non penso che la gente pensa al diavolo con le corna e la coda biforcuta, e quindi non crede alla punizione dopo la morte. Allora mi sono chiesto a cosa crede la gente, o meglio di che cosa ha paura: del dolore fisico, e il dolore fisico si sprigiona dalla violenza, è questa credo l’unica cosa che la gente realmente teme al giorno d’oggi, e che quindi è diventata una parte ben definita della vita e ovviamente anche della sceneggiatura. (Fritz Lang)

Le più belle frasi sul cinema al pacino brian de palma set carlito's wayNon so, quando realizzo un film non lo classifico mai, non dico è una commedia, aspetto l’anteprima, se il pubblico ride molto dico è una commedia o un film serio o un film noir. All’epoca non ho mai sentito espressioni simili, mi sono limitato a fare film che mi sarebbe piaciuto vedere, e se ero fortunato questo coincideva con i gusti del pubblico. (Billy Wilder)
Spesso i giovani registi mi chiedono che bisogno ho di guardare vecchi film. Avendo realizzato parecchi film nel corso degli ultimi vent’anni mi sono reso conto che la risposta è che mi considero ancora uno studente, man mano che cresceva il numero dei miei film, mi rendevo conto delle cose che ancora non sapevo e sono sempre alla ricerca di qualche cosa o qualcuno da cui poter imparare. Ai giovani registi e ai giovani studenti dico di fare come i pittori, studiate i maestri del passato, arricchite la vostra tavolozza di colori, ampliate i vostri orizzonti, c’è sempre così tanto da imparare. (Martin Scorsese)

Vedi, qualcosa di indiretto è più forte, almeno è così in molti casi, perché lo lasci lì oppure lo consegni all’immaginazione del tuo pubblico. Ho sempre creduto che il mio pubblico avesse immaginazione, altrimenti si sarebbe tenuto alla larga dal cinema. Sai, devi lasciare uno spiraglio aperto, il momento in cui si inizia a predicare, nel momento in cui si vogliono dare insegnamenti al pubblico, ecco che allora si sta realizzando un brutto film. (Douglas Sirk)

Le più belle frasi sul cinema Marlon Brando Al Pacino Francis Ford Coppola on the set of The-Godfather (il padrino)La macchina da presa è più di un registratore, è un microscopio, penetra, entra dentro le persone e consente di vedere i loro pensieri più intimi e nascosti, e sono riuscito a farlo con gli attori. Voglio dire, ho rivelato cose che gli attori non sapevano stessero rilevando di loro stessi. (Elia Kazan)

Avere una filosofia significa sapere come amare e sapere a chi offrire questo amore, e se lo dispensi a tutti devi fare il prete che dice si figliolo o si figliola o Dio ti benedica. Ma la gente non vive in questo modo, si vive con la rabbia, l’ostilità, i problemi, con i pochi soldi; insomma delusioni terribili nel corso di una vita. Quindi quello di cui la gente ha bisogno sono dei principi, credo che ciò di cui tutti hanno bisogno si riassume in questo modo di dire: dove e come io posso amare posso essere innamorato, così io posso vivere in pace. Ed è per questo motivo che ho bisogno di personaggi per analizzare veramente l’amore, discuterlo, distruggerlo, annientarlo, ho bisogno che i protagonisti si facciano male l’un l’altro, che facciano tutto questo in quella guerra, in quella polemica di parole ed immagini che è la vita. Tutto il resto non mi riguarda veramente, può interessare ad altri ma io lo so, ho una idea fissa, tutto ciò che mi interessa è l’amore. (John Cassavetes)

Il cinema risponde ad un’antica ricerca dell’immaginario collettivo, i film soddisfano un esigenza spirituale, le persone devono condividere una memoria comune. (Martin Scorsese)

Le più belle frasi sul cinema Martin Scorsese traxi driver set 3Ora raggruppiamo per autore alcune delle più belle frasi sul cinema:

Martin Scorsese

Andare al cinema è come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito, il cinema sì.

È vero il mio film Hugo Cabret è una lettera d’amore al cinema. In esso si intrecciano immaginazione, sogni e magie attraverso la storia e la riabilitazione di Georges Méliès, il secondo pioniere del cinema, dopo i fratelli Lumière.

Mio padre mi portava al cinema di continuo. Mi ha raccontato del primo film che ha visto. È entrato in una sala buia e su uno schermo bianco ha visto un razzo volare nell’occhio dell’uomo nella Luna. Gli si è conficcato dentro. Ha detto che è stato come vedere i suoi sogni in pieno giorno. (Hugo Cabret, Martin Scorsese)

Le più belle frasi sul cinema Stanley Kubrick shining setStanley Kubrick

Odio che mi si chieda di spiegare come “funziona” il film, cosa avevo in mente e così via. Dal momento che si muove su un livello “non-verbale” l’ambiguità è inevitabile. Ma è l’ambiguità di ogni arte, di un bel pezzo musicale o di un dipinto. “Spiegarli” non ha senso, ha solo un superficiale significato “culturale” buono per i critici e gli insegnanti che devono guadagnarsi da vivere.

I film trattano di emozioni e rispecchiano la frammentarietà dell’esperienza. Quindi è fuorviante cercare di sintetizzare a parole il significato di un film.

Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato.

Le più belle frasi sul cinema Quentin Tarantino on the set of Death Proof feet actressQuentin Tarantino

Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo.

Ho deciso di diventare regista quando in televisione ho visto «C’era una volta il west». Guardare quel film è stato come aprire un libro sull’arte della regia.

Stephen King

Non appena un libro o un film vengono proibiti, correte al vostro cinema più vicino, andate in biblioteca, cercate di trovarli, di guardarli, di leggerli: quello che non vogliono farvi sapere è quello che dovete sapere.

Quando si adatta un romanzo per il cinema, è come sedersi su una valigia, stracolma, per cercare di tenere tutto dentro. È un po’ come lavorare per Selezione dal Reader’s Digest!

Le più belle frasi sul cinema Jean-Luc GodardJean-Luc Godard

C’è il visibile e l’invisibile. Se voi filmate solo il visibile, è un telefilm che state realizzando.

Il cinema non è un mestiere. È un’arte. Non significa lavoro di gruppo. Si è sempre soli; sul set così come prima la pagina bianca. E per Bergman, essere solo significa porsi delle domande. E fare film significa risponder loro. Niente potrebbe essere più classicamente romantico.

«Non puoi prendere le idee dalla tua testa invece che dagli altri? È come rubare.» «No, perché? È normale, perché il cinema copia la vita. Sai cosa diceva Jean Renoir? Bisognerebbe dare onorificenze alla gente che fa i plagi.»

Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà.

Le più belle frasi sul cinema Frank CapraFrank Capra

Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la matematica e la musica.

La scrittura di una sceneggiatura è la parte più difficile… la meno compresa e la meno rimarcata.

François Truffaut

Tutto ciò che chiedo è che un film esprima o la gioia di fare cinema o l’agonia di fare cinema. Io non sono affatto interessato ciò che sta in mezzo; io non sono interessato a tutti quei film che non pulsano.

La lavorazione di un film somiglia al percorso di una diligenza nel Far West: all’inizio uno spera di fare un bel viaggio, poi comincia a domandarsi se arriverà a destinazione.

Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell’infanzia.

Le più belle frasi sul cinema Woody Allen oldWoody Allen

Se i miei film fanno sentire infelice una persona in più, sento di aver fatto il mio lavoro.

Il pubblico vuole vedere sempre gli stessi film: bisogna deluderlo, sennò non si farebbe nulla di interessante nell’arte.

C’è chi ha riflettuto sul rapporto tra cinema e televisione

Quando si va al cinema, si alza la testa. Quando si guarda la televisione, la si abbassa. (Jean-Luc Godard)

La tv vive di cinema, ma il cinema muore di tv. (Dino Risi)

È assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita mentre la vita si ispira alla tv. (Woody Allen)

La televisione è la figlia del cinema che è cresciuta stravangante e con cattive abitudini. (Ramón J. Sender)

Le più belle frasi sul cinema Robert SmithsonEcco cosa diceva invece l’artista americano Robert Smithson (1938-1973):

andare al cinema è ridurre all’immobilità il corpo. Non molto ostacola la percezione. Tutto ciò che si può fare è guardare e ascoltare. Ci si dimentica dove si è seduti. Lo schermo luminoso diffonde un torbido chiarore attraverso l’oscurità. Fare un film è una cosa, guardarlo un’altra. Impassibile, muto, fermo siede lo spettatore. Il mondo esterno svanisce quando lo sguardo sonda lo schermo. Importa che film si sta guardando? Forse. Una cosa che tutti i film hanno in comune è il potere di portare la percezione da un’altra parte.

E’ un’affermazione così profonda che vi propongo anche la versione originale:

going to the cinema results in an immobilization of the body. Not much gets in the way of one’s perception. All one can do is look and listen. One forgets where one is sitting. The luminous screen spreads a murky light throughout the darkness. Making a film is one thing, viewing a film another. Impassive, mute, still the viewer sits. The outside world fades as the eyes probe the screen. Does it matter what film one is watching? Perhaps. One thing all films have in common is the power to take perception elsewhere.

Ho voluto inserire solo alcune delle più belle frasi sul cinema, ce ne sarebbero state molte altre, ma purtoppo mi sarei dilungato ancora di più. Spero vi piaccia.

Luca Miglietta

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Stanley Kubrick e la guerra

Stanley Kubrick e la guerra

Stanley Kubrick Stanley Kubrick e la guerraStanley Kubrick nasce il 26 luglio 1928 nel Bronx, a New York. Il giovane Kubrick non ama lo studio al quale preferisce la fotografia, gli scacchi e alla musica jazz. Conoscendo la sua passione, il giorno del suo tredicesimo compleanno il padre gli regala la sua prima macchina fotografica.
La sua prima fotografia viene pubblicata su Look magazine, che la acquista per 25 dollari, e ritrae un edicolante di New York affranto il giorno della morte del presidente Roosvelt. Dopo pochi mesi il giovane Kubrick sarà definitivamente assunto dalla rivista.

Kubrick, dopo aver lasciato il lavoro da fotografo, decide di dedicarsi all’altra passione della sua vita, che aveva anch’essa a che fare con le immagini: il cinema.
La carriera dietro la macchina da presa ha inizio con la realizzazione di alcuni cortometraggi, come Day of the fight (Il giorno del combattimento), un documentario su una giornata del pugile Walter Cartier, realizzato autofinanziandosi con soli 3900 nel Stanley Kubrick, myths of a Paddy Wagon Stanley Kubrick e la guerra1951. Seguono altri cortometraggi come Flying Padre (Il padre volante), del 1951, dove un prete percorre in aereo la sua enorme parrocchia di 400 miglia quadrate e The Seafarers, del 1953, che, attraverso storie d’amore e d’amicizia, denuncia il monopolismo dei sindacati portuali statunitensi.
Nello stesso anno Stanley Kubrick realizza Paura e desiderio (Fear and Desire), il suo primo lungometraggio, dove si avvicina per la prima volta al tema della guerra.

In seguito, prima della sua morte, avvenuta nel sonno domenica 7 marzo 1999 per un attacco di cuore, realizzerà ancora tredici film, molti dei quali sono divenuti pietre miliari della storia del cinema:

Il bacio dell’assassino (Killer’s Kiss) (1955)

Rapina a mano armata (The Killing) (1956)

Orizzonti di gloria (Paths of Glory) (1957)

Spartacus (1960)

Lolita (1962)Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden di Stanley Kubrick streaming 4 Stanley Kubrick e la guerra

Il Dottor Stranamore (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb) (1964)

2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey) (1968)

Arancia meccanica (A Clockwork Orange) (1971)

Barry Lyndon (1975)

Shining (The Shining) (1980)

Full Metal Jacket (1987)

Eyes Wide Shut (1999)

Il tema della guerra è stato affrontato in buona parte della filmografia del cineasta americano, perché oltre al già citato Fear and desire, lo troviamo anche in Orizzonti di gloria, film antimilitarista ambientato durante la Grande Guerra, Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, feroce satira sulla guerra fredda, Barry Lyndon e Full Metal Jacket.

Ora analizziamo i film sopracitati per comprendere meglio il rapporto tra Stanley Kubrick e la guerra:

Paura e desiderio (Fear and Desire) Stanley Kubrick, Stanley Kubrick e la guerraPAURA E DESIDERIO

Si tratta di un racconto allegorico ambientato durante una guerra indefinita, che narra le vicende di quattro soldati sopravvissuti ad un incidente aereo. Questi riescono a trovare rifugio in una foresta situata in territorio nemico e cercano di costruire una zattera per risalire il fiume e tornare verso i propri commilitoni. Durante l’impresa di fuggire dal territorio nemico si imbattono in una donna, che il soldato Sidney prima cerca di violentare e poi uccide. Dopo l’omicidio, Sidney fugge nella foresta impazzito, intanto l’ufficiale Corby e il soldato Fletcher, si imbattono in alcuni nemici uccidendoli, ma si rendono conto che questi hanno le loro stesse sembianze. Il quarto soldato, Mac, viene ferito mentre sta discendendo da solo il fiume in zattera e si ritrova in preda al delirio.
Corby e Fletcher, dopo essere fuggiti in aereo, attendono a valle l’arrivo della zattera sulla quale trovano Mac, privo di coscienza e Sidney impazzito.

In questo suo primo film, Kubrick tratta il tema della guerra tramite una storia che vuole raccontare in modo universale l’assurdità della guerra e sottolineare l’assoluta l’inutilità della violenza. Interessante è anche l’accostamento tra violenza e follia.

Stanley Kubrick è però critico verso la sua opera, perchè, in un’intervista del 1962, definisce Paura e desiderio “un film pretenzioso, inetto e noioso, un errore di gioventù costato circa 50.000 dollari”.

Titolo originale: Fear and desire
Luogo e anno: USA 1953
Durata: 68 min
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Howard O.Sackler, Stanley Kubrick
Fotografia: Stanley Kubrick
Musica: Gerald Fried;
Montaggio: Stanley Kubrick
Attori: Frank Silvera (Mac), Kenneth Harp (Corby), Virginia Leith (la ragazza), Paul Mazursky (Sidney), Steve Coit (Fletcher), David Allen (narratore)
Produttore: Stanley Kubrick e Martin Perveler per la Stanley Kubrick Productions;
Distribuzione: Joseph Burstyni
Trailer: Fear and Desire
Film in lingua originale: Fear and Desire streaming youtube

Orizzonti di gloria (Paths of Glory) Stanley Kubrick, Kirk Douglas, Ralph Meeker, Adolphe Menjou, George Macready streaming Stanley Kubrick e la guerraORIZZONTI DI GLORIA

Una macchina alle note della Marsigliese porta il generale Mireau a colloquio con il generale Broulard. Broulard lo persuade a sferrare un attacco contro il Formicaio, una postazione strategica tedesca, promettendogli un avanzamento di carriera. Nonostante capisca che l’attacco sia suicida, Mireau accetta l’incarico, accecato dall’ambizione.
Il generale Mireau si reca nella trincea francese per impartire l’ordine al capo del reggimento, il colonnello Dax. Quest’ultimo però si mostra contrario alla missione per l’alto numero di vittime che provocherebbe, ma deve comunque accettare l’incarico. Come previsto la missione si rivela un gran massacro.

Un particolare che senza dubbio colpisce di Orizzonti di gloria è la totale assenza del nemico, viene spesso nominato il Formicaio ma lo possiamo solo vedere da molto lontano e nessuna inquadratura ci mostra un solo soldato tedesco, di essi sentiamo soltanto il fuoco scagliato contro i soldati francesi durante l’attacco. L’unico tedesco che ci viene mostrato è una ragazza tedesca che compare nel finale del film.
Il vero nemico è all’interno dell’esercito francese e si manifesta nel tenente Roget che, in preda all’alcol e alla paura, uccide con una bomba a mano il soldato con il quale si trovava di pattuglia, nel generale Mireau che, durante l’attacco, ordina all’artiglieria di sparare contro i soldati francesi per farli uscire dalle trincee e nel plotone di esecuzione che fucila i proprio commilitoni condannati per vigliaccheria.
Orizzonti di Gloria è un film fortemente antimilitarista, dove le vite dei soldati diventano prima oggetto di scambio, quando Mireau accetta la missione suicida pur di ottenere la promozione, poi oggetto di freddo calcolo, come se fossero semplici pedine di una scacchiera, quando Mireau illustra a Dax il numero di perdite previste durante l’attacco: “Diciamo 5% uccisi dal loro stesso sbarramento, una concessione molto generosa. Un altro 10% nell’attraversare la terra di nessuno, e un 20% nel passare i reticolati. Resta un 65%, con la parte peggiore superata. Diciamo un altro 25% nella conquista vera e propria del Formicaio. Ci restano ancora forze più che sufficienti per tenerlo”.
Se Orizzonti di Gloria è stato girato una parte del merito è da attribuire all’attore e produttore Kirk Douglas, il cui pensiero lo si sintetizza in questa sua battuta al regista “Stanley, non credo che questo film potrà mai guadagnare un soldo, ma noi dobbiamo farlo”.

Titolo originale: Paths of glory
Luogo ed anno: USA 1957
Durata: 86 min
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Calder Willingham, Jim Thompson
Fotografia: George Krause
Scenografia: Ludwig Reiber
Musica: Gerald Fried
Montaggio: Eva Kroll
Suono: Martin Mueher
Attori: Kirk Douglas (colonnello Dax), Ralph Meeker (caporale Paris), Adolphe Menjou (generale Broulard), George Macready (generale Mireau), Wayne Morris (tenente Roget), Richard Anderson (maggiore Saint-Auban), Joseph Turkel (soldato Arnaud), Timothy Carey (soldato Ferol), Peter Capell (il colonnello della Corte Marziale), Suzanne Christian (la giovane tedesca), Bert Freed (sergente Boulanger), Emile Meyer (il cappellano), John Stein (capitano Rousseau), Kem Dibbs (Lejeune), Jerry Hausner (Meyer), Frederic Bell (soldato ferito), Harold Benedict (capitano Nichols)
Produttore: James B.Harris per Harris-Kubrick Productions e Byrna Productions
Distribuzione: United Artists
Trailer: Orizzonti di Gloria

Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba streaming con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden di Stanley Kubrick 8 Stanley Kubrick e la guerraIL DOTTOR STRANAMORE – OVVERO: COME HO IMPARATO A NON PREOCCUPARMI E AD AMARE LA BOMBA

Il paranoico generale Jack D.Ripper ordina al capitano Mandrake un attacco nucleare contro l’Unione Sovietica dalla base dell’aviazione americana di Burpelson. Il presidente degli Stati Uniti, dopo avere appreso la notizia, convoca nella War Room i vertici militari e politici del paese.
Il tempo stringe, se l’attacco nucleare avesse buon fine questo attiverebbe automaticamente l’ordigno sovietico “Fine del Mondo”, che distruggerebbe l’intero pianeta.

Potrete trovare un recensione completa del film in questo articolo: Il Dottor Stranamore.

Il dottor Stranamore è un film satirico, grottesco, ma incredibilmente e tremendamente realistico. Nel film il generale Turgidson ragiona come il generale Mireau in Orizzonti di gloria, sembra infatti un giocatore di scacchi: vuole il sacrificio degli uomini-pedoni, che in questo caso non sono militari ma civili, pur di avere la meglio sul nemico. Egli infatti suggerisce al presidente americano di non fermare l’attacco atomico, in modo da sfruttare l’effetto sorpresa: “noi distruggeremmo il 90% della loro potenza nucleare e che pertanto vinceremmo, subendo perdite modeste e accettabili fra i civili, mentre il nemico riporterebbe perdite dalle quali non potrebbe risollevarsi. (…) Signor Presidente, io non dico che non ci costerà proprio niente. Però io dico non più di 10-20 milioni di morti. Massimo, ah… questione di fortuna”. Le previsioni del generale sulle perdite che avrebbero subito gli USA in caso di attacco, riflettono le reali previsioni degli esperti americani in caso di guerra nucleare di quegli anni.

Stanley Kubrick dichiarò a Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba streaming con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden di Stanley Kubrick recensione trama 18 Stanley Kubrick e la guerraproposito della genesi del film “Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura con tutte le intenzioni di fare del film una seria trattazione del problema di una guerra nucleare accidentale. Ma appena incominciavo ad immaginare in che modo sarebbero dovute andare le cose, mi venivano in mente idee che ero costretto a scartare in quanto ridicole. Ma in seguito mi resi conto che le cose che non prendevo in considerazione erano proprio le più verosimili. Dopo tutto cosa vi potrebbe essere di più assurdo dell’idea di due superpotenze che decidono di spazzare via ogni forma di vita umana a causa di un banale incidente, alimentato da divergenze politiche che tra un centinaio di anni sembreranno tanto prive di senso quanto oggi a noi le dispute teologiche medievali?”.

Il nemico interno già presente in Orizzonti di Gloria lo si può riscontrare anche ne Il dottor Stranamore:Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden di Stanley Kubrick streaming 2 Stanley Kubrick e la guerra
– il presidente americano, disperato per la situazione, suggerisce ai sovietici il modo di abbattere i bombardieri americani, per evitare lo scoppio della bomba “Fine del Mondo”
– durante la presa della base di Burpelson vi sono soldati americani che combattono contro altri soldati americani.

Curiosi sono i nomi grotteschi che, volutamente, Stanley Kubrick ha scelto per i personaggi e per i luoghi dove è ambientato il film, “per essere satirico, ingiurioso e volgare”, come da lui stesso dichiarato:
– il nome del presidente americano Murkin Muffley ricorda Merkin, che significa “parrucca di peli pubici”
– Generale Jack D. Ripper ricorda Jack the Ripper, in inglese Jack lo squartatore
– Dr. Strangelove si può tradurre con “Stranamore”
– Il nome dell’ambasciatore sovietico Alexei De Sadeski si può tradurre con “cielo sadico”
– Il nome del premier sovietico Dmitri Kissof, che potrebbe somigliare a “vaffanculo”
– Il nome generale “Buck” Turgidson, che potrebbe essere tradotto con “figlio del turgido”
– Il nome del colonnello “Bat” Guano, che potrebbe essere tradotto con “cacca di pipistrello”
– Il nome del B-52 Leper Colony, che potrebbe essere tradotto con “colonia di lebbrosi”
– le basi di Burpelson (figlio del rutto) e Laputa (la prostituta).

Vi sono molti altri elementi satirici, come il breve siparietto comico durante la presa della base Burpelson in cui i soldati americani che attaccano vengono scambiati per sovietici travestiti da americani “Guarda quei camion, tali e quali ai nostri!”.

Lo stesso Stanley Kubrick ha raccontato il suo punto di sulla minaccia nucleare: “Il problema atomico è il solo in cui non c’è la possibilità che qualcuno apprenda qualcosa dall’esperienza. Il giorno che succedesse qualcosa, resterebbe tanto poco del mondo che conosciamo, che l’esperienza non servirebbe a nessuno”

Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden di Stanley Kubrick streaming 007 Stanley Kubrick e la guerraIn un’altra intervista ha parlato di uno degli obbiettivi del film: “É spesso difficile non avere una visione cinica dei rapporti umani. Ma penso che in un soggetto come questo il cinismo potrebbe servire alla fine per uno scopo costruttivo. Mi è sembrato che, dal momento che questa è una tragedia che non è ancora avvenuta, ogni sguardo in profondità che può essere fornito, ogni senso di realtà che può essere attribuito ad essa per non farla sembrare solo un’astrazione, sarebbe stato davvero utile”.

Infine vi segnalo una curiosità: Stanley Kubrick stesso aveva preteso dal scenografo Ken Adam che il tavolo della War Room fosse dipinto di verde, anche se sapeva benissimo che il film sarebbe stato girato in bianco e nero. Il regista aveva detto: “Voglio che i trentasei personaggi seduti intorno a questo tavolo stiano facendo una gigantesca partita a poker per decidere le sorti del mondo”.

Titolo originale: Dr. Strangelove or: how i learned to stop worrying and
love the bomb
Luogo ed anno: USA 1964
Regia: Stanley Kubrick
Durata: 94 min.
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Terry Southern, Peter George
Fotografia: Gilbert Taylor
Scenografia: Ken Adam
Arredamento: Peter Murton
Effetti speciali: Wally Veevers
Titoli: Pablo Ferro
Costumi: Bridget-Sellers
Consulente per le sequenze aeree: Capitano John Crewdson
Musica: Laurie Johnson (Vera Lynn canta We’ll meet again)
Suono: John Cox
Montaggio: Anthony Harvey
Attori: Peter Sellers (capitano Lionel Mandrake, presidente Muffley, dottor Stranamore), George C. Scott (generale Turgidson), Sterling Hayden (generale Jack D.Ripper), Keenan Wynn (colonnello “Bat” Guano), Slim Pickens (maggiore T.J. “King” Kong), Peter Bull (l’ambasciatore russo Sadesky), Tracy Reed (miss Scott), James Earl Jones (tenente Lothar Zogg), Jack Creley (Staines), Frank Berry (tenente H.R. Dietrich), Glenn Beck (tenente W.D.Kivel), Shane Rimmer (capitano G.A. “Ace” Owens), Paul Tamarin (tenente B.Goldberg), Gordon Tanner (generale Faceman), Robert O’Neil (ammiraglio Randoiph), Roy Stephens (Frank), Laurence Herder, John McCarthy, Hal Galili (membri del Corpo di Difesa della base di Burpelson)
Produttore: Stanley Kubrick per la Hawk
Produttore associato: Victor Lyndon
Distribuzione film: Columbia Pictures
Trailer in italiano: Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba
Trailer in inglese: Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb

Barry Lyndon di Stanley Kubrick Ryan O'Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Krüger, Steven Berkoff, Gay Hamilton streaming Stanley Kubrick e la guerraBARRY LYNDON

Il film narra le avventure di Redmond Barry, un giovane irlandese di modeste condizioni. Quando un capitano inglese chiede in moglie la cugina di Barry, il giovane lo sfida a duello.
Convinto d’aver ucciso il rivale, parte per Dublino, ma lungo il percorso viene derubato ed è costretto ad arruolarsi nell’esercito inglese.
La morte di un suo amico e le atrocità della guerra, lo convincono a disertare, ma viene scoperto e per cavarsela è costretto a combattere nell’esercito prussiano, alleato degli inglesi. Il ministro della polizia prussiana da a Barry, poiché si era fatto onore sul campo di battaglia, l’incarico di sorvegliare uno straniero, sospettato di essere una spia. I due diventeranno amici e lo straniero lo introdurrà nella buona società Europea.

Anche in Barry Lyndon il tema della guerra è presente (guerra sette anni), ma le principali azioni belliche vengono per lo più descritte dalla voce narrante, che li accenna “Ci vorrebbe un grande storico e filosofo per spiegare le cause della famosa guerra dei sette anni che aveva impegnato l’Europa e verso la quale il reggimento di Barry stava dirigendosi. Contentiamoci di dire che l’Inghilterra e la Prussia erano alleate e in guerra contro i francesi, gli svedesi, i russi e gli austriaci”. Oppure “In quel periodo il Regno Unito era in uno stato di grande agitazione. (…) Gli allarmi di guerra facevano vibrare tutto il paese, nei tre Regni risuonavano le fanfare militari”.

Prima di dedicarsi alla produzione di Barry Lyndon, Kubrick disse a proposito delle guerre settecentesche: “Penso sia estremamente importante comunicare l’essenza di queste battaglie allo spettatore, perché hanno tutte una brillantezza estetica che non richiede una mentalità militare per essere apprezzate. (…) C’è una strana disparità tra la pura bellezza visuale e organizzativa di battaglie storiche sufficientemente lontane nel tempo e le loro conseguenze umane. È abbastanza simile a guardare da lontano due aquile reali librarsi nel cielo; potrebbero star facendo a pezzi una colomba, ma se sei abbastanza lontano la scena è nondimeno bellissima” .

Titolo originale: Barry Lyndon
Lingua originale: inglese, tedesco, francese
Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti
Anno: 1975
Durata: 184 min
Colore: colore
Audio: mono
Rapporto: 1,37:1 (negativo), 1,66:1(designato)
Genere: drammatico, romantico, guerra[1]
Regia: Stanley Kubrick
Soggetto: William Makepeace Thackeray (romanzo)
Sceneggiatura: Stanley Kubrick
Produttore: Stanley Kubrick
Produttore esecutivo: Jan Harlan, Bernard Williams
Casa di produzione: Hawk Films Ltd., Peregrine, Warner Bros.
Distribuzione (Italia): Warner Bros. Italia
Fotografia: John Alcott
Montaggio: Tony Lawson
Musiche: Leonard Rosenman
Tema musicale: Sarabande Main Title (National Philharmonic Orchestra)
Scenografia: Ken Adam
Costumi: Milena Canonero
Trucco: Alan Boyle
Attori: Ryan O’Neal (Redmond Barry Lyndon), Marisa Berenson (Lady Lyndon), Patrick Magee (Chevalier de Balibari), Hardy Krüger (capitano Potzdorf), Steven Berkoff (Lord Ludd), Gay Hamilton (Nora Brady), Marie Kean (madre di Barry), Diana Körner (Lischen), Murray Melvin (reverendo Samuel Runt), Frank Middlemass (sir Charles Reginald Lyndon), André Morell (Lord Gustavos Adolphus Wendover), Arthur O’Sullivan (capitano Feeny), Godfrey Quigley (capitano Grogan), Leonard Rossiter (capitano John Quin), Philip Stone (Graham), Leon Vitali (Lord Bullington), Billy Boyle (Seamus Feeny), Geoffrey Chater (dottor Broughton), David Morley (Bryan Patrick Lyndon), Roger Booth (re Giorgio III), Pat Roach (Toole)
Trailer in italiano: Barry Lyndon
Trailer in lingua originale: Barry Lyndon eng

Full Metal Jacket di Stanley Kubrick con Matthew Modine, R. Lee Ermey, Adam Baldwin, Vincent D'Onofrio, Arliss Howard streaming Hartman Stanley Kubrick e la guerraFULL METAL JACKET

Full Metal Jacket si apre catapultandoci in una base di addestramento, dove stanno radendo a zero la testa ad un gruppo di ragazzi. Subito dopo il sergente istruttore Hartman si presenta ad un gruppo di reclute, utilizzando un linguaggio offensivo e osceno.
Durante le prime scene vengono introdotte alcuni personaggi, tra i quali possiamo ricordare Joker, chiamato così da Hartman per la sua vena comica, il Cowboy e Palla di Lardo, un ragazzo goffo e imbranato, sul quale il sergente istruttore riversa tutta la sua crudeltà.
Poi vediamo in cosa consiste l’addestramento militare: le reclute vengono sottoposte ad esercizi fisici, intervallati a fasi in cui l’istruttore cerca di plagiare le menti dei futuri marines, tramite riti collettivi inneggianti alla guerra e alle armi.

Full Metal Jacket è ispirato al romanzo Nato per uccidere (The Short-Timers) di Gustav Hasford, un ex Marine e corrispondente di guerra, che ha collaborato alla stesura della sceneggiatura. Il titolo del film, Full Metal Jacket, è un’invenzione di Stanley Kubrick approvata dal romanziere Gustav Hasford, il significato ci viene suggerito direttamente dal sito ufficiale del regista: “Term describing a bullet encased in a copper jacket which helps it feed through a rifle”.

Il tema fondante del film è sicuramente l’addestramento, attraverso il quale indottrinare e plagiare le giovani reclute, tramite un linguaggio esplicito e aggressivo, utilizzato dagli istruttori.
L’orrore di Full Metal Jacket non lo si trova, come è lecito aspettarsi in un film di guerra, nel sangue e nelle morti atroci, ma nella dimensione mentale del combattimento, nella meccanizzazione dell’essere umano per farlo diventare una perfetta macchina da guerra priva di sentimenti. Questo tipo di meccanizzazione lo si può notare in numerosissimi passaggi del film, tra i quali ad esempio preghiera che i soldati devono recitare, prima di andare a dormire, con il loro fucile in mano: “Questo è il mio fucile, ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio. Il mio fucile è il mio migliore amico, è la mia vita. Io devo dominarlo come domino la mia vita. Senza di me il mio fucile non è niente, senza il mio fucile io sono niente. Devo colpire il bersaglio; devo sparare meglio del mio nemico che cerca di ammazzare me. Devo sparare io prima che lui spari a me e lo farò. Al cospetto di Dio giuro su questo credo: il mio fucile e me stesso siamo i difensori della patria, siamo i dominatori dei nostri nemici, siamo i salvatori della nostra vita e così sia, finché non ci sarà più nemico, ma solo pace. Amen”.

Non viene rappresentata l’atrocità della guerra del Vietnam attraverso giungle selvagge, massacri ingiustificati della popolazione, soldati americani caduti senza un preciso scopo, come già accaduto in Apocalypse Now, Il cacciatore o Platoon, perché Stanley Kubrick si vuole focalizzare sull’addestramento, il vero Vietnam compare solo nell’ultima parte del film.

Kubrick inoltre, ben consapevole del fatto che il conflitto vietnamita era stato il primo ad essere seguito dai media televisivi, non ha risparmiato nel film una dura critica ai media americani. Sul campo la verità non era l’elemento primario di un giornale di guerra, che anzi doveva scrivere storie false per accattivarsi il consenso dell’opinione pubblica sull’impiego dei soldati americani in Vietnam. Interessante a questo proposito l’affermazione che il caporedattore di Stars and Stripes rivolge a Joker: “Noi pubblichiamo due tipi di storie: marines che spendono la paga per comprare ai gialli dentifrici e deodoranti, tipo ‘arte di sedurre i cuori’, okay? ..E storie di combattimenti con un sacco di morti, tipo ‘come vincere la guerra’”.

Lo stesso Kubrick ha spiegato come, quella del Vietnam, sia stata una guerra condotta negli Stati Uniti attraverso una martellante campagna pubblicitaria attraverso i media: “La manipolazione della verità attraverso i mezzi di comunicazione di massa del governo fu uno degli obiettivi di questa campagna. Ciò ha condotto al fatto che l’opinione pubblica americana ha avuto un’immagine falsa e manipolata dell’intera guerra”.

E sempre a proposito della guerra del Vietnam ha affermato: “Il Vietnam è stata probabilmente l’unica guerra dominata dai falchi intellettuali che manipolavano i fatti e perfezionavano la realtà, ingannando sia loro stessi che il pubblico”, ma quando aveva fatto questa dichiarazione non c’erano ancora state la guerra in Afganistan ed Iraq.

Titolo originale: Full Metal Jacket
Luogo ed anno: USA 1987
Durata: 116 min.
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Michael Herr, George Hasford
Fotografia (Kodak colore): Douglas Milsome;
Colonna sonora: Abigail Maid
Scenografia: Antonio Furst
Costumi: Keith Denny
Montaggio: Martin Hunter
Effetti speciali: John Evans
Suono: Edward Tise
Attori: Matthew Modine (Joker), Adam Baldwyn (Animal Mother), Vincent D’Onofrio (Palla di Lardo), Lee Ermey (sergente istruttore Hartman), Dorian Harewood (Eightball), Arlise Howard (Cowboy), Kevin Major Howard (Rafterman), Ed O’Ross (tenente Touchdown), John Terry (tenente Lockhart), Kirk Taylor (Payback), Ian Tayler (tenente Cleves), Papillon Soo Soo (prima prostituta), Tan Hung Francione (il protettore), Costas Dino Chimino (Chili), Peter Merrill (giornalista tv), Kierson Jecchinis (Crazy Earl), John Stafford (Doc Jay), Gay London Mills (Donlon), Ngoc Lee (la ragazza cecchino), Leanne Hong (seconda prostituta), Gil Kopel (Stork), Herbert Norville (Daytona Dave), Bruce Boa (colonnello Poge), Tim Colceri (il mitragliere dell’elicottero), Sal Lopez (T.H.E. Rock), Peter Edmund (Biancaneve), Marcus D’Amico (Hand Job), Nguyen Hue Phong (il ladro)
Produzione: Stanley Kubrick per Warner Bros
Distribuzione: Warner Bros
Trailer italiano: Full Metal Jacket 1, Full Metal Jacket 2
Trailer in lingua originale: Full Metal Jacket original trailer

Luca Miglietta

Il dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden di Stanley Kubrick streaming 008 Stanley Kubrick e la guerra

I migliori film degli anni 70

I migliori film degli anni 70

I migliori film degli anni 70 Apocalypse Now streaming di Francis Ford Coppola con Robert Duvall, Dennis Hopper, Martin Sheen, Marlon Brando, Laurence Fishburne, Harrison FordDopo aver stilato la classifica degli anni ’90, poi la classifica degli anni ’80, è arrivato il momento per volgere il nostro sguardo agli anni della New Hollywood e del rafforzamento del cinema indipendente, che si dimostrò una importante alternativa alle major.
Gli anni ’70 sono anni di trasgressione, lotta politica e voglia di libertà, ma pure un periodo di eventi drammatici come la Guerra in Vietnam, denunciata in film come Apocalypse Now o Il cacciatore, ma che si fa pure sentire in film come Taxi Driver.
Sono gli anni nei quali il cinema americano cambia faccia grazie a giovani talenti come Martin Scorsese, Steven Spielberg e George Lucas e registi già affermati come Francis Ford Coppola, Stanley Kubrick, Brian De Palma e Robert AI migliori film degli anni 70 Taxi Driver streaming di Martin Scorsese con Robert De Niro, Cybill Shepherd, Jodie Foster, Peter Boyle, Harvey Keitel 27ltman. Infine in questo periodo si affermano autentici mostri sacri del cinema come Robert De Niro, Al Pacino e Meryl Streep.
Dopo tante parole non mi resta che proporvi la mia personale lista, che prova a racchiudere I migliori film degli anni 70:

 

Apocalypse Now (Francis Ford Coppola)

Taxi Driver (Martin Scorsese)I migliori film degli anni 70 Arancia Meccanica I film più censurati della storia

Alien (Ridley Scott) 

Qualcuno volò sul nido del cuculo (Milos Forman)

Il Padrino (Francis Ford Coppola)

Il cacciatore (Michael Cimino)

Arancia Meccanica (Stanley Kubrick)

Manhattan (Woody Allen)I migliori film degli anni 70 Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno streaming di Martin Scorsese con  Robert De Niro, Harvey Keitel, David Proval, Amy Robinson, Richard Romanus, Cesare Danova 1

Il padrino – Parte seconda (Francis Ford Coppola)

Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (Martin Scorsese)

Quel pomeriggio di un giorno da cani (Sidney Lumet)

Fuga da Alcatraz (Don Siegel)

Chinatown (Roman Polanski)I migliori film degli anni 70 Star Wars Episodio IV - Una nuova speranza streaming di George Lucas, con Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinness 4

Frankenstein Junior (Mel Brooks)

Io e Annie (Woody Allen) 

Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (George Lucas)

Serpico (Sidney Lumet)

Barry Lyndon (Stanley Kubrick)

Animal House (John Landis)I migliori film degli anni 70 Animal House streaming con John Belushi, Tim Matheson, John Vernon, Kevin Bacon, Donald Sutherland e Karen Allen di John Landis 27

I duellanti (Ridley Scott)

Oltre il giardino (Hal Ashby)

Giù la testa (Sergio Leone)

Piccolo grande uomo (Arthur Penn)

Corvo rosso non avrai il mio scalpo (Sydney Pollack)

Lo Squalo (Steven Spielberg)I migliori film degli anni 70 Punto zero (Vanishing Point) streaming con Barry Newman, Cleavon Little, Karl Swenson, Paul Koslo, Dean Jagger, Victoria Medlin, Anthony James di Richard C. Sarafian 18

Il dittatore dello stato libero di Bananas (Woody Allen)

Duel (Steven Spielberg)

Punto zero – Vanishing Point (Richard C. Sarafian)

Distretto 13 – le brigate della morte (John Carpenter)

I tre giorni del Condor (Sydney Pollack)I migliori film degli anni 70 Distretto 13 - Le brigate della morte streaming di John Carpenter con Austin Stoker, Darwin Joston, Laurie Zimmer, Martin West, Tony Burton 13

Halloween – La notte delle streghe (John Carpenter)

Amici miei (Mario Monicelli)

Rocky (John G. Avildsen)

 

Segue: I migliori film degli anni 2000

I migliori film degli anni 70 Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno streaming di Martin Scorsese con  Robert De Niro, Harvey Keitel, David Proval, Amy Robinson, Richard Romanus, Cesare Danova 9

 

Apocalypse Now (colonna sonora)

 Colonna sonora di Apocalypse Now

Apocalypse Now ha vinto beApocalypse Now (colonna sonora) Apocalypse Now streaming di Francis Ford Coppola con Robert Duvall, Dennis Hopper, Martin Sheen, Marlon Brando, Laurence Fishburne, Harrison Fordn due premi oscar e la Palma d’Oro al Festival di Cannes, ma è ricordato da tutti anche per la sua splendida colonna sonora, che unisce grandi brani rock a musiche composte appositamente per il film dallo stesso regista Francis Ford Coppola e da suo padre Carmine.
La musica del resto in Apocalypse Now ha ruolo fondamentale e lo si capisce fin dall’inizio. Il film si apre al suono di The End dei Doors che si confonde con il boato di elicotteri ed esplosioni sullo sfondo, mentre vi sono continue dissolvenze fra un bombardamento e la camera d’albergo del capitano Willard, giocate sulla contiguità fra le pale delle eliche e quelle del ventilatore della stanza. Ad un certo punto Willard, preso dalla disperazione, crolla a terra, proprio nel momento in cui solitamente Jim Morrison lo faceva nelle esibizioni dei Doors.
The End era stato composto nel 1966 da Jim Morrison, dopo la rottura con la fidanzata Mary Werbelow. La traccia venne registrata ai Sunset Sound Recording Studios di Los Angeles nell’estate di quell’anno, per una durata di oltre undici minuti e fu inserita come pezzo di Apocalypse Now (colonna sonora) Apocalypse Now streaming di Francis Ford Coppola con Robert Duvall, Dennis Hopper, Martin Sheen, Marlon Brando, Laurence Fishburne, Harrison Ford TheVillageAttackchiusura dell’album d’esordio dei Doors dal titolo The Doors, pubblicato il 4 gennaio 1967.
Parlando della colonna sonora di Apocalypse Now non si può certamente dimenitcare la Cavalcata delle Valchirie di Richard Wagner, eseguita per l’occasione dall’Orchestra Filarmonica di Vienna. Questo brano, nel film, viene fatto diffondere da altoparlanti sugli elicotteri dal colonnello Kilgore quando decide di attaccare e bombardare con il Napalm una spiaggia solo per liberare una zona in cui poter fare surf.
Tra i brani che si possono ascoltare nell’opera di Coppola vi sono inoltre (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones, composta nel 1965 presente nell’album Out of Our Heads, Suzie Q, un brano del 1957 reinterpretato per il film dai Flash Cadillac e Surfin Safari dei Beach Boys del 1962.

Monologo sull’orrore di Kurtz: link

Alcune tracce presenti nel film:

The Doors – The End

Cavalcata delle Valchirie (Walkürenritt) – Richard Wagner

(I Can’t Get No) Satisfaction – Rolling Stones

Surfin Safari – Beach Boys

Luca Miglietta

Apocalypse Now (colonna sonora) Apocalypse Now streaming di Francis Ford Coppola con Robert Duvall, Dennis Hopper, Martin Sheen, Marlon Brando, Laurence Fishburne, Harrison Ford