Joe Cocker

Joe Cocker

Joe Cocker, Los Angeles, 18.04.2010John Robert Cocker era nato il 20 maggio 1944 in Inghilterra. Aveva iniziato la carriera musicale a soli 15 anni, con il nome d’arte di Vance Arnold, a Sheffield, la sua città natale. La sua prima band erano stati gli Avengers, poi i Big Blues nel 1963, e infine nel 1966 i The Grease Band. Il suo primo singolo è la cover dei BeatlesI’ll Cry Instead“, dall’album “A Hard Day’s Night“.

Dopo un qualche successo in Gran Bretagna con il singolo “Marjorine”, fu la sua versione di “With a Little Help from My Friends” dei Beatles, canzone pensata per le stonature di Ringo, a lanciarlo nell’olimpo del rock. La canzone venne prima pubblicata su disco, poi eseguita a al festival di Woodstock.
Era il pomeriggio del 17 agosto quando Joe Cocker salì sul palco e intonò “Dear Landlord“, “Something Comin’ On”, “Do I Still Figure in Your Life”, “Feelin’ Alright”, “Just Like a Woman”, “Let’s Go Get Stoned”, “I Don’t Need a Doctor”, “I Shall Be Released”, “Hitchcock Railway”, “Something to Say” e ovviamente “With a Little Help from My Friends“, dopo la sua performance, un fragoroso temporale interruppe il concerto per diverse ore.Joe Cocker Woodstock 2Paul McCartney ha dichiarato in seguito di essere rimasto paralizzato quando vide a Woodstock la sua canzone trasformata in un inno alla libertà, lui considerava “With a little help from my friends” una canzonetta senza tante pretese all’interno di un lavoro fantastico come “The Sgt Pepper“, ma Joe Cocker in quell’occasione la trasformò e la fece diventare gigante. Indimenticabile è anche l’urlo lancinante che Joe Cocker fece prima di riprendere a cantare la canzone.
La sua performance assieme a quella dei The Who e di Jimi Hendrix è stata una delle più importanti della “tre giorni di pace, amore e musica”.

Divenne così famoso anche negli Usa per la sua voce roca e le sue insolite movenze, che non a caso spesso vennero prese in giro da John Belushi nei suoi spettacoli al Saturday Night Live. In una puntata in cui Joe Cocker era ospite ci fu addirittura un duetto improvvisato con John Belushi.Joe Cocker performs with John Belushi on Saturday Night Live on Oct. 2, 1976.Nel 1970 fa una nuova cover dei Beatles, questa volta di “She Came In Through the Bathroom Window” tratta dall’album “Abbey Road“.

All’inizio degli anni settanta la sua carriera si bloccò per una serie di problemi soprattutto legati all’abuso di alcol e droga, toccando il fondo, dal quale riesce a riemergere grazie alla seconda moglie Pam Baker.

Joe Cocker ricordava lui in un’intervista di qualche anno fa «Il successo mi ha disintegrato ,gli anni Settanta sono stati davvero oscuri, con eccessi di ogni tipo. È stato l’ incontro con mia moglie Pam a salvarmi».

E’ stato il cinema a riportarlo tra le star della musica negli anni ’80, grazie alla colonna sonora di Ufficiale e Gentiluomo (Premio Oscar per “Up where we belong“, duetto con Jennifer Warnes) e quella del mitico Nove settimane e mezzo. Chi non ricorda la voce di Joe Cocker che canta “You Can Leave Your Hat on“, mentre sulle note della canzone Kim Basinger si spoglia davanti a Mickey Rourke? Quello strip-tease ha lasciato il segno e indotto molti tentativi di imitazione: “You Can Leave Your Hat on”, dopo Nove settimane e mezzo, diventa in breve tempo la colonna sonora di qualsiasi spogliarello sexy ai quattro angoli del mondo. Nove settimane e mezzo (9½ Weeks) Adrian Lyne con  Mickey Rourke, Margaret Whitton, Karen Young, Christine Baranski, Kim Basinger sexy striptease streamingChissà quante coppie, magari molto più impacciate, si sono ispirate a Kim e Mickey alle note di Joe Cocker. Qui trovate un articolo più approfondito sullo spogliarello di Kim Basinger al ritmo di “You Can Leave Your Hat on”: Gli striptese più famosi della storia del cinema.

Seguiranno poi buone canzoni come “Unchain My Heart”, “That’s All I Need to Know”, “Hard Knocks”,”Fire it Up“, ma nulla di paragonabile con le precedenti.

Joe Cocker collaborò con diversi cantautori italiani come Zucchero ed Eros Ramazzotti, con cui aveva inciso il signolo “That’s All I Need to Know“, e duettato nel 1998 a Monaco di Baviera.

Muore il 22 dicembre 2014 nel suo ranch a Crawford, in Colorado, era malato da tempo di carcinoma polmonare. Eric Clapton lo saluta così sulla sua pagina Facebook «La notizia più triste, Joe Cocker è morto, aveva 70 anni. RIP Joe… ».

La sua voce rauca era immediatamente riconoscibile, che dire, giù il cappello di fronte ad un artista del genere!

Luca Miglietta

Joe Cocker Woodstock