Fan Bingbing accusata d’evasione fiscale

Fan Bingbing accusata d’evasione fiscale

Fan Bingbing accusata d’evasione fiscale, l’attrice cinese di X-Men è irreperibile dal 1 luglio

Fan Bingbing accusata d'evasione fiscaleFan Bingbing accusata d’evasione fiscale. L’attrice, protagonista di blockbuster come X-Men è caduta nelle maglie del fisco cinese, ed è irreperibile dal primo luglio. Fan Bingbing (范冰冰) è stata raggiunta da una ingiunzione per il pagamento di tasse evase e relative sanzioni del valore di centinaia di milioni di yuan.

La notizia è stata riportata dall’agenzia Nuova Cina: in base a quanto riferito dalle autorità fiscali dopo il completamento di un’apposita indagine, a conferma delle indiscrezioni di stampa sulla sorte della popolarissima stella del cinema cinese.

La somma di 129 milioni di dollari è una multa da record per per una delle stelle la stelle più importanti della Cina. Alcuni ritengono che sia un messaggio a tutto il resto del cinema cinese: da ora in poi le autorità non guarderanno in faccia a nessuno.

Fan Bingbing accusata d’evasione fiscale e si scusa su Weibo

Fan Bingbing è nata a Tsingtao (青岛市) il 16 settembre 1981 e ad oggi è forse l’attrice più conosciuta della Cina. Gli ispettori le hanno presentato una cartella esattoriale da 42 milioni di dollari in imposte non versate, a cui si aggiungono quasi 87 milioni di sanzioni.

Lei  ha accolta la multa sul suo profilo Weibo, il Twitter cinese:

Mi vergogno per il mio comportamento e chiedo scusa a tutti, senza le buone politiche del Partito e dello Stato, senza l’amore del popolo, non ci sarebbe Fan Bingbing.

Una multa di questo tipo non sarà facile da pagare, neanche per una attrice di questa caratura internazionale. Lei è nota al pubblico mondiale per i suoi ruoli da protagonista in blockbuster come X-Men, dove ha interpretato il personaggio di Blink nel settimo capitolo della saga intitolato Giorni di un futuro passato e Iron Man 3.

Bingbing ha però detto che supererà tutte le difficoltà er saldare il dovuto, ma la punizione e la pubblica autocritica sono soprattutto un successo per le autorità comuniste e la loro stretta sul mondo del cinema. Subito dopo la denuncia online dei doppi contratti il governo ha approvato delle norme che limitano il compenso delle superstar al 40% dei costi di produzione dei film, accusando il cinema di “distorcere i valori sociali, promuovendo una tendenza a venerare il denaro”. Ora le star del cinema cinese sono avvertite, se addirittura Fan Bingbing arriva a umiliarsi pubblicamente, nessuno potrà sentirsi al sicuro in futuro.

L.M.