Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River, il fiume più amato dai registi hollywoodiani per le scene di inseguimenti

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River, ha dato molto al cinema, pensate a film come Terminator o Grease

L’inizio ufficiale del Los Angeles River (LA River) è alla confluenza del Bell Creek, che nasce tra le Simi Hills e dell’Arroyo Calabasas, che sgorga tra le Santa Monica Mountains, a Canoga Park nella città di Los Angeles. Il fiume da Canoga Park, appena ad est della California State Route 27 nella parte occidentale della San Fernando Valley, scorre fino alla foce nell’Oceano Pacifico a Long Beach.

Il fiume ha diversi affluenti e scorre in un canale di cemento dopo una serie di alluvioni catastrofiche la peggiore delle quali nel 1939. Seppur rare, essendo un corso d’acqua per lo più secco, le inondazioni portavano morte e distruzione, così il Corpo di ingegneri dell’esercito americano trasformò il fiume in ciò che Joe Linton, autore di Down By the Los Angeles River, descrive come una “superstrada per l’acqua”.

Los Angeles River (LA River) 2

Negli ultimi anni però diversi gruppi di ambientalisti si battono affinché il canale di cemento venga tolto e il fiume venga ripristinato della vegetazione naturale e della fauna selvatica. Porzioni del Los Angeles River hanno ora l’habitat restaurato e sono stati anche avanzati dei progetti per la costruzione di parchi lungo il fiume.

Il Los Angeles River è sempre stato molto utilizzato dall’industria cinematografica grazie alla sua desolata superficie piatta di cemento. Il letto del fiume oltre che essere completamente canalizzato dall’uomo è semi asciutto durante la maggior parte dell’anno ed è un luogo ideale per le riprese.

E’ perfetto per girare scene d’azione in una città congestionata dal traffico come Los Angeles, perché il corso d’acqua avvolto nel cemento è uno spazio privo del traffico dell’ora di punta. Viene così utilizzato per girare gare e inseguimenti in auto, infatti sono congeniali ai registi le sue pareti inclinate e il suo letto liscio; si presta ottimamente anche per altre scene che richiedono un ambiente aperto e deserto all’interno di una città caotica come quella californiana.

Los Angeles River (LA River) 3

Sul Los Angels river non hanno girato solo film, ma anche numerosi programmi televisivi, video musicali e videogiochi. Tra i giochi pensate a Midnight Club: Los Angeles, Grand Theft Auto: San Andreas e Grand Theft Auto V, tra i programmi televisivi alla sedicesima stagione di Hell’s Kitchen, dove la squadra perdente è stata costretta a pulire il fiume L.A. come punizione per non aver vinto la sfida della squadra.

Ciascuno dei 10 ponti che sovrastano il letto del fiume nel centro di Los Angeles è unico. Costruiti negli anni ’20 e nei primi anni ’30 sono dei veri e propri tesori architettonici progettati dall’ingegnere Merrill Butler.

Los Angeles River (LA River) terminator 2

Tra i principali film girati sul Los Angeles River vi possiamo ricordare:

Terminator 2 – Il giorno del giudizio (Terminator 2: Judgment Day)

Cominciamo con questo film, perché si svolge molto probabilmente in Terminator 2 la scena più memorabile e coinvolgente girata nel Los Angeles River. In questo capolavoro, diretto da James Cameron e con protagonista Arnold Schwarzenegger, è difficile dimenticare la scena in cui John Connor ed il T-800 scappano in moto dal T-1000, che li insegue su di un camion tra i canali di cemento del fiume di Los Angeles.

Terminator 2 Los Angeles River (LA River)

Grease

Una delle scene più famose della pellicola è girata nell’arido letto del fiume, chi non ricorda l’indimenticabile gara di resistenza tra Danny e Leo? La scena si svolge tra il primo e il settimo ponte stradale sul Los Angeles River.

Los Angeles River (LA River) Grease

Il cavaliere oscuro – Il ritorno (The Dark Knight Rises)

Nell’ultimo capitolo della trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan, uno dei migliori inseguimenti in auto si svolge  nel Los Angeles River. Vi è un inseguimento che coinvolge la polizia e Batman, che a sua volta è alle calcagna del cattivo di turno Bane.

Los Angeles River (LA River) 4 batman

Drive

Si tratta di un film in cui Ryan Gosling interpreta un pilota d’auto, che oltre a lavorare come meccanico e stuntman cinematografico a Hollywood, arrotonda prestando servizio come autista per alcuni rapinatori di banche. Anche qui una bellissima scena ambientata nel Los Angeles River.

Drive Los Angeles River (LA River)

Senza un attimo di tregua (Point Blank)

Anche questo ottimo film noir del 1967, diretto da diretto da John Boorman e interpretato da Lee Marvin e Angie Dickinson, non può mancare una scena d’azione che si svolge nel Los Angeles River.

Point Blank Los Angeles River (LA River)

Vivere e morire a Los Angeles (To Live & Die In LA)

Un’altra bellissima sequenza nel Los Angeles River si svolge in questa notevole pellicola diretta da William Friedkin e con protagonisti Willem Dafoe e William Petersen. Un inseguimento nel fiume che rimane certamente impresso nello spettare per lungo tempo.

Los Angeles River (LA River) car

Tra le altre pellicole sulle sponde del Los Angeles River ricordiamo:

Assalto alla Terra (1954)

Cleopatra Jones: Licenza di uccidere (1973)

Baby Killer (1974)

Chinatown (1974)

La corsa più pazza del mondo (1976)

Tuono blu (1983)

Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione (1984)

Repo Man – Il recuperatore (1984)

Drive Los Angeles River (LA River) 2

Fuori in 60 secondi (1991)

Pazzi a Beverly Hills (1991)

Point Break – Punto di rottura (1991)

Last Action Hero – L’ultimo grande eroe (1993)

Patto di sangue (1993)

The Core (2003)

The Italian Job (2003)

Transformers (2007)

In Time (2011)

Luca Miglietta

Los Angeles River (LA River) The Italian job

 

 

 

 

Questo non è il mio Luke Skywalker

Questo non è il mio Luke Skywalker

Mark Hamill sul suo personaggio "Questo non è il mio Luke Skywalker"

Star Wars 8 Gli Ultimi Jedi: Mark Hamill “Questo non è il mio Luke Skywalker

Dopo la critica mossa dai fan a Star Wars: Gli ultimi Jedi e la loro petizione lanciata per escluderlo dal canone ufficiale della saga, anche Mark Hamill dice la sua sull’ultimo film di Star Wars. L’attore, che poco tempo fa aveva dichiarato di preferire la trilogia di George Lucas a quella iniziata con Il risveglio della Forza, questa volta si è soffermato questa volta sul suo personaggio.

Ha infatti rivelato l’attore durante una recente intervista:

Avevo detto a Rian, “I Jedi non si arrendono”. Voglio dire, anche se avesse avuto un problema, si sarebbe preso il suo tempo per riprendersi. Se lui avesse fatto un errore, avrebbe cercato di rimediare. Quindi nel film abbiamo una differenza fondamentale, ma non si tratta più della mia storia. È la storia di qualcun altro, e Rian aveva bisogno che io fossi in una certa maniera affinché il finale fosse effettivo. Luke non avrebbe mai fatto così, mi spiace. Io parlo dello Star Wars di George Lucas, ma questo invece è lo Star Wars di una nuova generazione, quindi ho dovuto quasi pensare a Luke come a un personaggio diverso. Magari è Jake Skywalker. Lui non è il mio Luke Skywalker, ma ho dovuto fare quello che Rian mi chiedeva perché valorizza bene la storia. (…) Io non l’ho ancora accettato del tutto, ma è solo un film. Spero che alla gente piaccia. Spero non si arrabbino, e alla fine credo che Rian fosse esattamente l’uomo giusto per il lavoro.

Insomma, non dichiarazioni proprio entusiaste quelle dell’attore americano.

Il regista Rian Johnson ha invece ammesso:

la più grande sfida nello scrivere la sceneggiatura è stato occuparmi di Luke Skywalker. Come si può vedere dal poster aleggia su questo film. Capire che parole avrebbero avuto senso o quale parte avrebbe dovuto avere in questo film è stato il problema più grande.

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead dopo il midseason finale

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead, e nonostante l’enorme colpo di scena, l’episodio di metà stagione è stato il meno visto dal lontano 2011

Se non avete ancora visto la puntata in questione (mid-season finale ottava stagione) è il momento di fermarsi e smettere di leggere questo articolo, altrimenti andreste incontro a numerosi spoiler che rovinerebbero un colpo di scena.

Durante l’ultimo episodio trasmesso dalla AMC domenica scorsa c’è stato un grosso colpo di scena che ha fatto tremare i numerosi fan di The Walking Dead per via delle prospettive future. In questo episodio infatti Carl Grimes (Chandler Riggs), il figlio di Rick Grimes (Andrew Lincoln) è stato morso da uno zombie.

Durante tutto l’episodio, Carl si scaglia contro il padre e la sua decisione di uccidere Negan (Jeffrey Dean Morgan), dicendo che ci sono altri modi per convivere senza dover per forza commettere un omicidio.

Alla fine dell’episodio, Carl alza la maglietta e mostra al padre un morso di zombie: il ragazzo è condannato a morte. La decisione di uccidere questo popolare personaggio, presente dal primissimo episodio del TV show, ha mandato su tutte le furie i fan, che hanno fatto partire una petizione contro lo showrunner Scott M. Gimple.

Questa petizione ha già raggiunto quasi 35.000 firme. I fan considerano Scott M. Gimple colpevole di aver preso una decisione troppo controversa.

Nei mesi passati però si era parlato del desiderio del giovane Riggs di andare al college e  quindi l’ipotesi della morte del personaggio si stava facendo sempre più plausibile, ma l’attore ha dichiarato che non è stato quello il motivo della scelta di Gimple.

Lo showrunner ha infatti affermato che questo sarebbe stato il modo in cui Carl avrebbe potuto dare ancora di più alla storia e, soprattutto, al personaggio di Rick. Il padre dopo la sua morte nei nuovi episodi sarà profondamente cambiato.

Nonostante questo enorme colpo di scena, questo mid-season finale è stato il meno visto da quello della seconda stagione nel lontano 2011. L’ottava stagione tornerà su AMC il 25 febbraio 2018.

L.M.

Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein: “mi fecero scartare Ashley Judd e Mira Sorvino dal Signore degli Anelli”

Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein, il regista ha spiegato che i commenti di Bob e Harvey Weinstein lo avevano spinto a eliminare le due attrici dalla lista delle potenziali interpreti.

Peter Jackson ha parlato per la prima volta a Stuff del caso Weinstein raccontando che il produttore e il fratello Bob lo convinsero a rimuovere il nome di Ashley Judd e Mira Sorvino dalla casting list che aveva preparato per Il Signore degli Anelli. Ashley Judd e Mira Sorvino fanno parte delle 90 donne che hanno accusato Harvey Weinstein di molestie sessuali e minacce.                          Peter Jackson accusa Weinstein

Era il 1998 e Peter Jackson stava proponendo alla Miramax di Bob e Harvey Weinstein la sua idea per un adattamento del romanzo di J.R.R. Tolkien. Il regista però si sentì dire dai due fratelli che non era il caso che lavorasse con le due attrici:

ricordo che la Miramax ci disse che lavorare con loro due era un inferno, e che avremmo dovuto evitarle a tutti i costi. Era probabilmente il 1998. All’epoca non avevamo alcun motivo per dubitare ciò che ci veniva detto da loro, ma se ci ripenso oggi mi rendo conto che probabilmente si trattava di fango gettato dalla Miramax. Sospetto che ci siano state date false informazioni su queste due attrici di talento, e come risultato immediato noi rimuovemmo i loro nomi dalla nostra lista.

Jackson racconta che Harvey Weinstein ottenne un credito da produttore esecutivo per Il Signore degli Anelli, ma unicamente per motivi contrattuali. La Miramax però tentò di far deragliare il progetto quando si rese conto che Jackson non aveva intenzione di condensare il suo progetto di due film (in origine erano due) in uno solo.

Peter Jackson ha dichiarato di non aver avuto né esperienza diretta, né conoscenza delle accuse di molestie sessuali mosse nei confronti di Harvey Weinstein e che la sua decisione di non avere più a che fare con lui fu unicamente professionale:

la mia esperienza, all’epoca in cui la Miramax controllava Il Signore degli Anelli, era che i Fratelli Weinstein si comportavano come bulletti mafiosi di second’ordine. Non erano il tipo di persone con cui volevo lavorare e così non ci ho mai più lavorato.

Harvey Weinstein intimò a Jackson e alla sua compagna Fran Walsh di trovare un nuovo studio per produrre il loro film, e fortunatamente così accadde: la New Line addirittura propose di trasformarlo in una trilogia.

Fare film è molto più divertente quando lavori con brava gente. Ricordo vagamente di averlo incontrato durante qualche premiazione o première all’epoca in cui uscirono i film, ma sono vent’anni che non interagisco più con Harvey Weinstein.

Attraverso un portavoce, Harvey Weinstein ha negato tutte le affermazioni di Jackson, spiegando che entrambe le donne sono state poi prese in considerazione per altri progetti della Miramax:                                     Peter Jackson accusa Weinstein

Mr. Weinstein ha il massimo rispetto per Peter Jackson. Tuttavia, Jackson ricorderà probabilmente che siccome la Disney non volle finanziare Il Signore degli Anelli, la Miramax perse il progetto e alla fine il casting venne fatto insieme alla New Line.

Però a questo comunicato Peter Jackson ha risposto con una lunga e dettagliata dichiarazione densa di particolari:

Ci sono aspetti della smentita di Harvey che non sono sinceri. In pratica sostiene che questa lista nera non può essere vera perché fu la New Line a fare il casting del film. Ma è una distorsione della realtà. Nei 18 mesi in cui abbiamo sviluppato Il Signore degli Anelli presso la Miramax, abbiamo parlato spesso di casting con Harvey e Bob Weinstein e i loro dirigenti.                             Peter Jackson accusa Weinstein

In quel periodo, nessun’offerta venne fatta agli attori perché questo avviene dopo che un film riceve il via libera e la Miramax non diede mai il via libera a questi film.

Tuttavia vi furono internamente molte discussioni su un potenziale cast. Fran Walsh e io ricordiamo di aver discusso con la Miramax nomi come quelli di Morgan Freeman, Paul Scofield, David Bowie, Liam Neeson, Natascha McElhone, Claire Forlani, Francesca Annis, Max von Sydow, e Daniel Day Lewis. Tra essi, io e Fran esprimemmo entusiasmo verso Ashley Judd e Mira Sorvino. Peraltro incontrammo Ashley e discutemmo con lei di due possibili ruoli. Dopo quell’incontro i dirigenti della Miramax ci dissero di stare lontani da Ashley e Mira, perché avevano avuto “esperienze pessime” con queste particolari attrici in passato.                                               Peter Jackson accusa Weinstein

Fran Walsh aveva partecipato alle stesse riunioni, e ricorda questi commenti negativi su Ashley e Mira come li ricordo io. Non c’è alcun motivo di inventarseli.

Commenti come questi sono frequenti  possono succedere con ogni studio e ogni film, quando si fanno nomi di attori diversi durante le riunioni,  ma una volta che senti un commento negativo su qualcuno non te lo dimentichi.

Non eravamo nella posizione di offrire ad Ashley o Mira un ruolo nei film, ma tentammo di aggiungere i loro nomi su una lista quando iniziò il casting. Ogni ruolo può avere parecchi attori in lizza per eventuali audizioni e incontri.

Nel rapporto registi / studio bisogna essere d’accordo sulle scelte di casting  ogni parte può esprimere dei veti o suggerire dei nomi per vari motivi, e prima dell’inizio delle riprese del Signore degli Anelli non avevamo il potere per andare sopra alle scelte dello studio sul cast.                                                Peter Jackson accusa Weinstein

I film passarono dalle mani della Miramax a quelle della New Line prima che partisse il casting  ma siccome ci avevano sconsigliato Ashley e Mira, e noi eravamo abbastanza ingenui da dare per scontato che ci fosse stata detta la verità, decidemmo di non proporre i loro nomi alla New Line.                       Peter Jackson accusa Weinstein

Quasi vent’anni dopo abbiamo letto delle accuse di molestie sessuali fatte contro Harvey Weinstein, e abbiamo visto i commenti di Mira e Ashley sul fatto che pensavano di essere state emarginate e ostacolate dalla Miramax dopo aver rifiutato le avance di Harvey. Fran e io ci siamo ricordati subito della reazione negativa della Miramax quando proponemmo i loro nomi, e ci siamo chiesti se involontariamente ci siamo trovati a danneggiare le loro carriere per mano della Miramax.                          Peter Jackson accusa Weinstein

Non abbiamo prove dirette dei collegamenti tra le accuse di Ashley e Mira e il casting del Signore degli Anelli avvenuto 20 anni fa ma ribadiamo ciò che ci venne detto dalla Miramax all’epoca, e lo riportiamo nel dettaglio.

Se siamo stati involontari complici del danneggiamento delle loro carriere, Fran e io desideriamo scusarci con Ashley e Mira.

Le due attrici su Twitter hanno commentato le dichiarazioni ringraziando Jackson della sua onestà.Peter Jackson accusa Weinstein

Peter Jackson accusa Weinstein

 

 

 

Ricordiamo che Harvey Weinstein è stato licenziato dalla The Weinstein Company, espulso dall’Academy e dalle Guild a cui era iscritto, e ora dovrà affrontare una serie di azioni civili in Gran Bretagna per le accuse di molestie.

L.M.

 

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera: altre tre donne lo accusano di molestie sessuali

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera, nuove accuse di molestie sessuali

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera, tra di loro una ex compagna di scuola della figlia dell’attore, all’epoca dei fatti minorenne

Dustin Hoffman è sempre più nella bufera dopo le accuse di altre tre donne di aver subito molestie sessuali. Tra di loro c’è anche Cori Thomas, una ex compagna di scuola della figlia dell’attore, che, all’epoca dei fatti, era minorenne. A riportare le nuove denunce è stato questa volta il magazine hollywoodiano Variety, precedentemente erano stati colleghi dell’Hollywood Reporter.

Sale così a sei il numero delle donne che negli ultimi mesi hanno accusato il due volte premio Oscar di molestie sessuali.

La replica del legale di Dustin Hoffman è stata: “Accuse false e diffamatorie”

La prima testimonianza risale a fatti accaduti nel 1980 ed ha come vittima Cori Thomas, la ragazza all’epoca 16enne. Cori Thomas era una compagna di classe di Karina, la figlia dell’attore. All’epoca dei fatti l’attore stava divorziando dalla madre di Karina, l’attrice Anne Byrne e si ritrovò a cena con le due bambine in un ristorante di New York. Finito di mangiare Hoffman avrebbe invitato la figlia ad andare a letto perché all’indomani sarebbe dovuta svegliare presto per andare a scuola, mentre avrebbe atteso la madre di Cori nella sua camera d’albergo. Approfittando della mancanza della figlia Dustin Hoffman avrebbe, secondo la testimonianza, invitato la ragazzina a salire nella sua stanza. Mentre attendevano la madre, l’attore si sarebbe fatto una doccia, sarebbe uscito dal bagno nudo, ed infine si sarebbe sdraiato in abito adamitico sul letto chiedendo alla Thomas di massaggiargli i piedi.

“Era davanti a me nudo. Sono quasi collassata. Ero mortificata”, ha raccontao la donna a Variety. Nel frattempo Hoffman avrebbe anche telefonato a qualcuno raccontando all’interlocutore di essere lì nudo con una 16enne che gli massaggiava i piedi.

Poco dopo però a mamma di Cori è arrivata nella hall e la ragazzina è subito scesa.

La seconda testimonianza risale a fatti avvenuti nel 1985 ed è Melissa Kester, una montatrice video allora ventenne. La ragazza avrebbe incontrato Dustin Hoffman in uno studio di registrazione di Malibù dove lui e Warren Beatty stavano registrando le canzoni del film Ishtar, che erano state scritte con la collaborazione del fidanzato della ragazza. Il primo incontro tra lei e l’attore, secondo la Kester, era avvenuto in presenza della crew del film.

La ragazza allora avrebbe affermato di amare Arthur Miller e di avere diversi progetti di scrittura in atto. Alcuni giorni dopo, la Kester si ritrovò nuovamente negli studi di registrazione di Malibù. In una delle stanze c’era pure Lisa Gottsegen, la seconda moglie di Hoffman ed i loro bimbi piccoli Jake e Max, quindi secondo la Kester la situazione era tranquilla. Ad un certo punto l’attore avrebbe però detto ai suoi assistenti: “Mi sto annoiando. Fate entrare Melissa”. Poco dopo Hoffman si sarebbe ritrovato nella sala di registrazione da solo con la ragazza ed a separare i due dai tecnici audio e dal ragazzo della Kester ci sarebbe stata la classica lastra insonorizzata di vetro. L’attore approfittando della situazione avrebbe infilato due dita nella vagina della ragazza: “Il mio ragazzo era lì davanti e lui mi ha violentata per 30 secondi”, ha spiegato la testimone.

La terza testimone è invece rimasta anonima ed ha accusato Hoffman di averla aggredita durante le riprese del film Ishtar.   Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

Dustin Hoffman era già stato accusato di molestie sessuali nelle settimane scorse: dall’attrice Kathryn Rossetter, che ha dichiarato di essere stata vittima nel 1983 di numerosi palpeggiamenti e violenze sia in camere d’albergo come dietro le quinte dei teatri mentre andavano in scena; dall’attrice Anna Graham Hunter che all’epoca dei fatti, nel 1985, aveva 17 anni e che ha accusato l’attore di averla molestata e di aver fatto allusioni sessuali nei suoi confronti mentre lavorava come stagista sul set di Morte di un commesso viaggiatore; Infine è stato accusato dalla produttrice e sceneggiatrice tv, Riss Gatsiounis, che ha denunciato fatti accaduti nel 1991 quando lei era una giovane autrice di teatro.             Dustin Hoffman è sempre più nella bufera

L.M.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday assieme al compagno Guillaume Canet

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Ieri Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday nella chiesa della Madeleine, assieme al presidente della repubblica francese Emmanuel Macron e moltissime altre personalità

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday. Decine di migliaia di fan di Johnny Hallyday si sono riuniti ieri a Parigi il 9 dicembre per il popolare tributo al cantante. Una cerimonia religiosa che si è svolta presso la Chiesa della Madeleine e durante la quale molte personalità hanno fatto un ultimo tributo alla grande rockstar francese. Tra questi, anche la bella Marion Cotillard e il compagno Guillaume Canet.

L’attrice e il compagno, erano molto vicini a Johnny Hallyday, che aveva recitato da poco in Rock’n Roll l’ultimo film proprio dell’attore e regista Guillaume Canet. I tre avevano fatto amicizia sul set ed avevano passato molti momenti felici insieme.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday.

Johnny Hallyday in un’immagine d’epoca

Marion Cotillard aveva già reso omaggio al cantante su Instagram, il giorno della sua morte attraverso la condivisione di una foto di lui sul palco, e l’aggiunta di un commento molto toccante:

Tu vivais selon tes propres règles, ça s’appelle la liberté. Tu resteras ce roi indomptable qui nous a tant fait vibrer et rêver. Tu nous as tant donné Johnny. Ton énergie flamboyante Ta Voix Ton regard si beau teinté d’humour et de bienveillance Ton Rock’n’roll C’était un privilège de te connaître Tu laisses un grand vide. Mon amour éternel se mêle à celui de ta famille tes amis et tes fans. Johnny ta voix résonnera toujours. Repose en paix.

Hai vissuto secondo le tue regole, questo si chiama libertà. Rimarrai questo re indomito che ci ha tanto fatto vibrare e sognare. Ci hai dato così tanto Johnny. La tua energia fiammeggiante, La tua voce Il tuo aspetto così bello tinto di umorismo e gentilezza Il tuo Rock’n’roll. E ‘stato un privilegio conoscerti Tu lasci un grande vuoto. Il mio amore eterno si mescola con quello della tua famiglia, i tuoi amici e i tuoi fan. Johnny la tua voce suonerà sempre. Riposa in pace.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Immagine d’epoca di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday ha preso la parola nella chiesa della Madeleine. durante la cerimonia religiosa, ed ha letto una lettera dall’apostolo San Paolo ai Corinzi con molta emozione nella voce:

J’aurais beau parler toutes les langues des hommes et des anges, si je n’ai pas la charité, s’il me manque l’amour, je ne suis qu’un cuivre qui résonne, une cymbale retentissante. J’aurais beau être prophète, avoir toute la science des mystères et toute la connaissance de Dieu, j’aurais beau avoir toute la foi jusqu’à transporter les montagnes, s’il me manque l’amour, je ne suis rien.

Versione italiana:

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla.

Leggi anche: Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

L.M.

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non è stato solo il cantante rock più famoso di francia: il rapporto tra Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday (nome d’arte di Jean-Philippe Smet, nato a Parigi, 15 giugno 1943 è considerato uno dei maggiori esponenti del rock francese, in sessant’anni di carriera è riuscito a vendere oltre cento milioni di dischi.

Oggi un milione di persone secondo la prefettura di Parigi hanno partecipato all’omaggio a Johnny Hallyday, morto nella notte tra martedì e mercoledì a 74 anni. In funerali si sono tenuti nella chiesa della Madeleine ed ha partecipato il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

Un presidente della repubblica che, visibilmente commosso, prima della cerimonia funebre ha detto ai milioni di francesi che sono accorsi per l’occasione:

miei cari compatrioti, siete qui per lui, per Johnny Hallyday. Sessant’anni. Sessant’anni di carriera, 1000 canzoni, 50 album e voi siete ancora qui (..). Questo sabato di dicembre è triste, ma bisognava che voi foste qui per Johnny perché Johnny è sempre c’è sempre stato, per voi. Ha sempre cantato per voi. Una storia d’amore, un lutto, la nascita di un figlio, un dolore. È diventato per voi come un amico, un fratello. Johnny era vostro, del suo pubblico, Johnny apparteneva alla Francia. Johnny sarebbe stato felice di vedervi qui.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte.

Johnny Hallyday e Sylvie Vartan

Il discorso del capo dello Stato è stato applaudito da più di un milione di persone presenti danti alla Madeleine, alla Concorde e agli Champs Elysées. Parigi aveva già cominciato ieri a ricordare il cantante perché sulla Tour Eiffel era apparsa la scritta “Merci Johnny” e oggi, prima della cerimonia, il corteo funebre dopo essere passato per Marnes-la-Coquette dove il cantante risiedeva è passato per l’Arc de Triomphe e lungo gli Champs-Elysées fino a Place de la Concorde, dove si è poi diretto verso la chiesa della Madeleine. Tra gli attori presenti alla cerimonia ricordiamo Marion Cotillard e Jean Reno.

Trovate gli interventi dei due attori al funerale in questi due articoli:

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday
Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Tra i suoi più grandi successi musicali vi possiamo ricordare: Viens danser le twist, Que je t’aime (della canzone esiste anche una versione italiana intitolata Quanto ti amo), Retiens la nuit, Marie, Requiem pour un fou, L’enviee Quelque chose de Tennessee.

Ora veniamo alla sua carriera di attore, nella quale Johnny Hallyday è riuscito a togliersi alcune soddisfazioni.                                          Johnny Hallyday e il cinema

Nel 1955, quando era un adolescente, è apparso in Les Diaboliques di Henri-Georges Clouzot. Successivamente, diventando un rockstar, Johnny Hallyday ha iniziato una carriera cinematografica paragonabile a quella di Elvis Presley, apparendo in film come Les Parisiennes, Cherchez l’idole e D’où viens-tu Johnny ?

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non era però entusiasta del suo debutto tanto da commentare in seguito: “on ne me confiait que des merdes” (Mi hanno confidato solo cazzate).

Johnny Hallyday trovò il suo primo ruolo importante in Italia nel 1969: quello di  Hud Dixon nello spaghetti western Gli specialisti, diretto da Sergio Corbucci. L’anno seguente interpreta Vlad in Point de chute, un film poliziesco di e con Robert Hossein.

Nel 1972, Johnny Hallyday recita nel film di Claude Lelouch L’aventure c’est l’aventure, dove suona anche la  traccia principale della colonna sonora del film.

In seguito, in un periodo lungo più di dieci anni, apparirà solamente in una pellicola cinematografica: Le jour se lève et les conneries commencent, commedia del 1981, realizzata da Claude Mulot.

Nel 1985, torna a recitare nella pellicola di Jean-Luc Godard intitolata Détective, un film che viene presentato al Festival di Cannes. La sua interpretazione viene molto apprezzata dalla critica.                                                       Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday nel 1986 recita in Conseil de famille del regista Costa-Gavras.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 1

Nel 1987, Johnny Hallyday è la stella di Terminus, un film di fantascienza simile all’australiano Mad Max 2. Il film francese è però un grosso fallimento commerciale.

Nel 1989 interpreta il ruolo principale della serie televisiva poliziesca David Lansky, anche però in questo caso va incontro a un fallimento: quattro episodi vengono trasmessi su Antenne 2, senza essere apprezzati dagli spettatori.

Nel 1992, recita nella commedia La Gamine, dove interpreta Franck Matrix, anche in questo cosa la pellicola va incontro ad un insuccesso commerciale.

Dopo queste delusioni Johnny Hallyday torna al cinema nel 1999 con Pourquoi pas moi?, film della regista Stéphane Giusti.

L’anno seguente, recita al fianco di Sandrine Kiberlain e interpreta un rocker in Love me della regista Laetitia Masson.                                 Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2003, ha interpretato un gangster ormai invecchiato in L’Homme du train (L’uomo del treno), un film di Patrice Leconte, dove recita accanto a Jean Rochefort.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 3

Johnny Hallyday e Karin Martin

La sua performance venne apprezzata dalla critica e gli valse il Prix Jean-Gabin.

Nel 2006 recita nel film Jean-Philippe, diretto da Laurent Tuel, dove interpreta un Jean-Philippe Smet che, in un universo parallelo, non è riuscito a diventare una star.

Nel 2009, ha fatto un’incursione nel cinema asiatico interpretando il ruolo principale nel thriller di Hong Kong Vengeance, diretto da Johnnie To.

Nel 2011, all’età di 68 anni, ha debuttato a teatro recitando in Le Paradis sur terre di Tennessee Williams, avendo come partner Audrey Dana e Julien Cottereau e dove viene diretto da Bernard Murat. Gli spettacoli si svolsero al Teatro Edouard VII di Parigi, dal 6 settembre al 19 novembre 2011.                               Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2014 recita in Salaud on t’aime (Parliamo delle mie donne) di Claude Lelouch, un film in cui Hallyday recita con Sandrine Bonnaire e Eddy Mitchell.

Nel 2017, recita in Rock’n Roll di Guillaume Canet e in Chacun sa vie diretto da Claude Lelouch.

Luca Miglietta

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 6

Johnny Hallyday e Adeline Blondieau

Woody Allen ancora accusato dalla figlia di molestie

Woody Allen ancora accusato dalla figlia

Woody Allen ancora accusato dalla figlia, questa volta sulle pagine del Los Angeles Times

Woody Allen anWoody Allen ancora accusato dalla figliacora accusato dalla figlia, che spiega perché il padre non ha mai affrontato le conseguenze delle accuse di molestie

Qualche giorno fa sulle pagine del Los Angeles Times c’è stato un lungo intervento di Dylan Farrow, figlia di Woody Allen.  Dylan accusa l’ambiente di Hollywoodiano di aver condannato Harvey Weinstein e di aver invece risparmiato suo padre, pur essendo anche lui stato accusato di molestie.

Dylan ha ricordato come da oltre venti anni, da quando aveva solo sette anni, continua a sostenere che il padre l’abbia abusata sessualmente e abbia persino avuto dei comportamenti inappropriati con lei anche di fronte ad amici e membri della famiglia. A causa di questi comportamenti la ragazza era stata costretta ad entrare in terapia per affrontare la questione.

Il giudice alle prese con il caso di denuncia di abusi sessuali aveva affidato Dylan alla madre Mia Farrow in modo da proteggere la bambina. Il procuratore distrettuale che si occupava della questione sostenne che c’erano gli elementi per processare Allen, ma di aver evitato il processo per risparmiare alla vittima un’ulteriore fonte di stress.

Dylan Farrow inoltre denunciato tutto questo è stato dimenticato dai media grazie al team di avvocati e di esperti in pubbliche relazioni, che possiede Woody Allen. Ha poi puntato il dito contro attrici come Kate Winslet, Blake Lively e Greta Gerwig che hanno condannato le persone al centro delle rivelazioni degli ultimi mesi pur avendo lavorato con Allen ed aver sostenuto di non essere in grado di giudicare le accuse che gli sono state rivolte.

Kate ad esempio aveva dichiarato al New York Times:

senz’altro ci ho pensato. Ma allo stesso tempo, non conoscevo Woody e non so nulla della sua famiglia. Come attore, devi semplicemente fare un passo indietro e dire ‘Non so nulla e non so se sia vero o falso’. Tutto sommato, ho messo da parte e ho lavorato con la persona. Woody Allen è un regista incredibile.

Woody Allen ancora accusato dalla figlia sul Los Angeles Times

Dylan Farrow ha ricordato che nel 1997 il Connecticut Magazine aveva pubblicato un articolo in cui si rivelava che Woody Allen aveva assunto degli investigatori privati che dovevano occuparsi di trovare delle informazioni utili a “ricattare” gli agenti che si occupavano dei casi di abusi sessuali, mentre un anno fa suo fratello Ronan aveva documentato come gli esperti in pubbliche relazioni della 42 Firm entrino in azione non appena emergono delle accuse nei confronti del proprio cliente.

La Farrow prosegue dicendo:

La verità è difficile da negare ma facile da ignorare. Mi si spezza il cuore quando le donne e gli uomini che ammiro lavorano con Allen e poi si rifiutano di rispondere alle domande relative alla questione. Ha significato tantissimo quando Ellen Page ha detto che rimpiangeva di aver lavorato con Allen e quando Jessica Chastain e Susan Sarandon hanno spiegato perché non lo farebbero. Non è semplicemente il potere che permette agli uomini accusati di abusi sessuali di mantenere le loro carriere e i loro segreti. E’ anche la nostra scelta collettiva di considerare situazioni semplici come complicate e conclusioni ovvie come situazioni del tipo ‘chi può dirlo?’. Il sistema ha funzionato con Harvey Weinstein per decenni e continua a farlo con Woody Allen.

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, dopo aver evitato l’argomento per molto tempo

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald

Johnny Depp, Gellert Grindelwald

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, dopo la dichiarazione di David Yates ora tocca alla scrittrice

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, finalmente la scrittrice ha deciso di pronunciarsi sul coinvolgimento dell’attore nei panni di Gellert Grindelwald in Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, sequel di Animali fantastici e dove trovarli.

Poco dopo la diffusione della prima immagine di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald i social infatti  sono stati tempestati di messaggi di odio rivolti alla Warner Bros, all’autrice e alla produzione per aver deciso di continuare il rapporto di collaborazione con l’attore dopo le accuse di violenza domestica mosse da Amber Heard, sua ex-moglie, due anni fa.

Su Twitter addirittura per protesta è nato l’hashtag #TheCrimesOfJohnnyDepp ispirato al titolo del secondo film della saga (I Crimini di Grindelwald). Non sono mancate le richieste di sostituire l’attore sulla scia di quanto fatto da Ridley Scott in Tutti i Soldi del Mondo, in cui il regista inglese ha deciso di interrompere la collaborazione con Kevin Spacey dopo lo scandalo sessuale scoppiato nei mesi scorsi .

Ecco cosa J.K. Rowling ha scritto sul suo sito ufficiale:

Quando Johnny Depp è stato scelto per interpretare Grindelwald, ho pensato che sarebbe stato fantastico. Tuttavia, quando è stato il momento di girare il suo cammeo nel primo film, la stampa ha cominciato a scrivere storie sul suo conto che hanno preoccupato me e tutte le persone più coinvolte nella lavorazione del franchise.

I fan di Harry Potter si sono posti domande legittime e dubbi sulla nostra decisione di continuare a lavorare con Johnny Depp. Come già detto da David Yates, abbiamo naturalmente considerato la possibilità di un recasting e capisco perché alcuni siano rimasti sorpresi e arrabbiati che non sia successo.

L’enorme comunità di grande sostegno nata attorno a Harry Potter è stata una delle più grandi gioie della mia vita. Personalmente, l’incapacità di poter trattare l’argomento apertamente è stata difficile e talvolta dolorosa. Tuttavia, gli accordi garantiti per proteggere la privacy di due persone, entrambe decise a portare avanti la propria vita, vanno rispettati.

Sulla base della nostra comprensione delle circostanze, io e i produttori siamo pertanto decisi a prestare fede alla nostra decisione di casting, ma anche sinceramente felici che Johnny interpreti un personaggio chiave nei film.

Ho adorato scrivere le prime due sceneggiature e non vedo l’ora che “I Crimini di Grindelwald” arrivi al cinema.

Accetto che alcuni non saranno soddisfatti dalla nostra scelta per l’attore che dà il titolo alla pellicola, ma alla coscienza non si comanda. All’interno del mondo della fantasia e all’esterno di esso, tutti dobbiamo fare quello che crediamo sia la cosa giusta.

La Warner Bros. ha a sua volta dichiarato:

Siamo certamente consapevoli delle notizie circolate in merito alla fine del matrimonio di Johnny Depp e prendiamo seriamente la complessità dei problemi sorti. Entrambe le parti coinvolte hanno alluso alla questione con la dichiarazione che “non c’è mai stato intento di violenza fisica o emotiva”.

Date le circostanze e sulla base delle informazioni in nostro possesso, in accordo con i produttori, continuiamo a sostenere la decisione di avere Johnny Depp nei panni di Grindelwald in questo e nei prossimi film.

Intanto le riprese di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald si stanno ancora svolgendo ai Leavesden Studios.

Nel cast fanno parte Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Alison Sudol, Dan Fogler, Johnny Depp e Jude Law. Credence, il cui destino non era chiaro alla fine del primo film, farà ritorno con il volto di Ezra Miller. Kevin Guthrie tornerà a vestire i panni di Abernathy, il capo di Tina al MACUSA, mentre Carmen Ejogo sarà il capo del MACUSA Seraphina Picquery.

Zoë Kravitz dopo una comparsa nel primo film vestirà di nuovo i panni Leta Lestrange, Callum Turner in quelli di Theseus Scamander e Claudia Kim sarà una circense. Accanto a loro troviamo William Nadylam ad interpretare un mago di nome Yusuf Kama. Ingvar Sigurdsson sarà il cacciatore di taglie Grimmson, Ólafur Darri Ólafsson sarà il proprietario del circo Skender, David Sakurai sarà uno dei seguaci di Grindelwald e infine Brontis Jodorowsky sarà Nicholas Flamel, il creatore della Pietra Filosofale.

La sceneggiatura, ambientata nel 1927 è ancora una volta scritta da J.K. Rowling. La trama si svolge alcuni mesi dopo che Newt ha collaborato allo smascheramento e alla cattura del celebre mago oscuro Gellert Grindelwald. Tuttavia, come da lui promesso, Grindewald è riuscito a evadere e ha iniziato a radunare seguaci uniti alla sua causa: il dominio dei maghi su tutti gli esseri non magici. L’unico capace di fermarlo è il mago che una volta chiamava amico: Albus Silente. Ma Silente avrà bisogno dell’aiuto del mago che aveva già ostacolato Grindelwald in passato, il suo ex-studente Newt Scamander. L’avventura ricongiungerà New con Tina, Queenie e Jacob, ma la missione metterà alla prova le loro lealtà costringendoli ad affrontare nuovi pericoli in un mondo magico sempre più diviso e pericoloso.

Il film si svolgerà a New York, Londra e a Parigi e ci saranno anche alcuni richiami alle storie di Harry Potter.

David Heyman, J.K. Rowling, Steve Kloves e Lionel Wigram figurano come produttori mentre Tim Lewis, Neil Blair, Rick Senat e Danny Cohen come produttori esecutivi.

Nel cast tecnico il premio Oscar direttore della fotografica Philippe Rousselot, il tre volte premio Oscar scenografo Stuart Craig, il tre volte premio BAFTA montatore Mark Day, la quattro volte premio Oscar costumista Colleen Atwood, il premio Oscar supervisore degli effetti visivi Tim Burke e il candidato al premio Oscar supervisore degli effetti visivi Christian Manz. Insomma le premesse per I Crimini di Grindelwald sono davvero buone vista la composizione del cast tecnico.

La data d’uscita è fissata al 16 novembre 2018, non ci resta che attendere.

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari: “Un nuovo film con un budget di 7.000 dollari”

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari

Robert Rodriguez sul set

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari, il regista metterà alla prova se stesso e cinque colleghi in occasione di un nuovo show che andrà in onda sugli schermi televisivi.

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari. Robert Rodriguez ha lanciato una sfida ad alcuni colleghi che dovranno cercare, in occasione della serie televisiva inedita Rebel Without a Crew, di realizzare un film con un budget di soli 7000 dollari

Rebel Without a Crew è anche il titolo di un libro scritto nel 1995 da Robert Rodriguez in un formato di diario. Il libro descrive gli inizi del giovane Robert Rodriguez, il suo periodo passato in una struttura dove facevano test medici in modo da guadagnare denaro per la realizzazione di El Mariachi con 7000 dollari, e le sue successive esperienze a Hollywood.

A essere messi alla prova saranno i suoi cinque colleghi Scarlet Moreno, Alejandro Montoya Marin, Bola Ogun, Bonnie-Kathleen Ryan e Josh Stifter e la somma sarà gestita dallo stesso Rodriguez. La somma di 7000 dollari non è una cifra casuale perchè è la cifra con cui venticinque anni fa, nel lontano 1992, aveva girato El Mariachi. La pellicola entrata anche nel Guinness World Records come film a bassissimo budget ad aver incassato al botteghino 1 milione di dollari.

Robert Rodriguez e gli altri registi avranno solo 2 settimane per girare i loro progetti, che poi verranno trasmessi in streaming sulla piattaforma go90 di Verizon Media e su El Rey Network.

Non ci resta che aspettare di vedere cosa verrà fuori da questo esperimento, sicuramente Robert Rodriguez non ci deluderà, possiamo esserne certi.