Chi vincerà l’Oscar come miglior attore protagonista?

Chi vincerà l’Oscar come miglior attore protagonista?

Chi vincerà l’Oscar come miglior attore protagonista? La premiazione degli Oscar 2019 è imminente

Chi vincerà l'Oscar come miglior attore protagonista?Chi vincerà l’Oscar come miglior attore protagonista? Tutti stanno dicendo la loro su chi vincerà l’Oscar il prossimo fine settimana, io non ho potuto vedere tutte le pellicole in gara, sia per poter giudicare il miglior film, che la miglior attrice ed il miglior regista. Per la miglior pellicola ad esempio non son riuscito a visionare Black panther, La favorita e Roma, ho visto solamente BlacKkKlansman, Bohemian rhapsody, Green book, A star is born e Vice.
Una categoria in cui posso giudicare chi merita la statuetta è quella di miglior attore, dove son candidati Christian Bale (Vice), Braedly Cooper (A star is born), Willem Dafoe (At eternity’s gate), Rami Malek (Bohemian rhapsody) e Viggo Mortensen (Green book).
Una cosa è sicura quest’anno rispetto ad altri anni la scelta Academy sarà molto più difficile, non accadeva da un po’. Una statuetta già quasi assegnata è solamente quella come Oscar 2019 alla miglior canzone a Shallow di A Star Is Born, cantata da Lady Gaga, Bradley Cooper.

Chi vincerà l'Oscar come miglior attore protagonista? 2Comincio dal migliore a mio giudizio: Bradley Cooper che interpreta Jackson Maine, una star della musica rock con problemi di alcol, nel film A star is born. Bradley Cooper nella pellicola non è stato solo attore, ma anche regista, produttore e sceneggiatore. L’attore offre una meravigliosa interpretazione non solamente dal punto di vista attoriale, ma anche sotto l’aspetto canoro e della presenza scenica che si addice ad una rockstar con tanti problemi, ma pur sempre con un forte magnetismo. L’attore infatti è riuscito a mostrare perfettamente la tensione autodistruttiva del cantante.

Bradley Cooper interpretando Jackson Maine ha cantato live in scena per tutta la pellicola. Pare sia stata Lady Gaga a convincere Bradley Cooper a cantare, originariamente si pensava dovesse cantare solo in playback. Un coefficiente di difficoltà molto superiore a quello ad esempio del favorito per i bookmakers Rami Malek, che interpreta anch’esso un cantante. Rami Malek è aiutato dall’interpretare Fraddie Mercury, una rockstar davvero esistita e si limita a metterla in scena in maniera celebrativa e piena di energia. Bradley Cooper è giunto alla sua quarta nomination, dopo Il lato positivo, American Hustle e American Sniper.

Chi vincerà l'Oscar come miglior attore protagonista? 3La seconda piazza se la merita Christian Bale che per interpretare Dick Cheney (vicepresidente degli Stati Uniti durante l’amministrazione di George W. Bush) in Vice – L’uomo nell’ombra ha dovuto mettere su molti chili. Christian Bale si è dimostrato ancora una volta il più grande trasformista del cinema di oggi, perfettamente a suo agio con aumenti e diminuzioni di peso repentini, aiutati da make-up che lo rendono quasi  irriconoscibile. Nel 2011 aveva già vinto l’Oscar per The Fighter nel 2011 nella categoria di miglior attore non protagonista.

Terzo posto per Viggo Mortensen per l’interpretazione di Frank Tony Lip Villalonga in Green Book. Una interpretazione davvero riuscita, ma la sua vittoria sarà sicuramente ostacolata dal fatto che la pellicola di Peter Farrelly sembra un candidato molto forte nelle categorie per miglior film e per miglior attore non protagonista, dove è nettamente favorito Mahershala Ali. Per Mortensen questa è la terza nomination, dopo quelle ricevute per La promessa dell’assassino e Captain Fantastic. Se dovesse vincere sarebbe un trionfo per Green Book insomma.

Chi vincerà l'Oscar come miglior attore protagonista? 4Chi vincerà l’Oscar come miglior attore protagonista? Passiamo al favorito dagli scommettitori: Rami Malek

Quarta piazza per Rami Malek al suo primo vero grande ruolo da protagonista nel film Bohemian Rhapsody di Bryan Singer a cui è subentrato Dexter Fletcher. In questa pellicola la domanda sorge spontanea l’Oscar lo merita Freddie Mercury o Rami Malek? Probabile vinca Rami Malek, ma ci chiederemo sempre se la statuetta l’ha vinta il defunto leader dei Queen o l’attore americano. L’attore si è mimetizzato così tanto in Freddie Mercury che, oramai, quando ci si trova davanti ad un filmato con il vero cantante, guardando distrattamente, non riusciamo a capire se si tratti di lui o Rami Malek. Un esempio è il concerto di Wembley con la recitazione dell’attore che è un’esatta copia, inquadratura per inquadratura, del movimento del corpo di Mercury.

Chi vincerà l'Oscar come miglior attore protagonista? 5Quinta piazza per l’ottimo Van Gogh di Willem Dafoe nel film Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel. L’attore è fresco vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile all’ultimo Festival di Venezia. Quarta candidatura per Willem Dafoe dopo Platoon, L’ombra del vampiro e Un sogno chiamato Florida.

L.M.

Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso

Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso

Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso in Giovani Ribelli

Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sessoDaniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso, l’attore e la collega Erin Darke si sono conosciuti e innamorati in una scena dove facevano l’amore nel film Giovani Ribelli.
Daniel Radcliffe, diventato famoso interpretando il giovane mago Harry Potter, intervistato dal programma Couch Surfing, trasmesso dall’emittente People TV, ha dichiarato di aver conosciuto così la sua attuale ragazza:

a causa delle azioni dei nostri personaggi nel film, sarà dura dover raccontare in futuro il nostro primo incontro ai nostri figli! I nostri personaggi si incontrano e iniziano a flirtare e allo stesso modo noi ci siamo incontrati per la prima volta e abbiamo iniziato a flirtare, è carino avere le registrazioni di quei momenti.

Daniel Radcliffe ha anche parlato di Erin definendola l’amore della sua vita e ha raccontato di essere felice di poter conservare il ricordo dei primi attimi insieme registrati su nastro. Daniel Radcliffe aveva già raccontato che si era innamorato di Erin Darke grazie ad alcune scene ad alto contenuto erotico su Playboy “quando io ed Erin flirtiamo in quel film non stiamo in realtà recitando, è tutto vero, almeno lo è da parte mia. C’è un momento in cui lei mi fa ridere, e sono proprio io a ridere, non il mio personaggio. Lei era davvero divertente e interessante su quel set, mi colpì immediatamente. Sapevo di essere nei guai”.

Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso 2Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso, nella pellicola, i due erano protagonisti di una scena hot

Giovani ribelli – Kill Your Darlings è un film del 2013 diretto da John Krokidas. La pellicola narra la storia dell’omicidio di David Eames Kammerer, avvenuto per mano di Lucien Carr IV la notte precedente il 14 agosto 1944, nel Riverside Park dell’Upper West Side di New York. Giovani ribelli si ispira in maniera romanzata al libro “E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche” scritto Jack Kerouac e William S. Burroughs nel 1945.

Nel cast oltre a Daniel Radcliffe (Allen Ginsberg) e Erin Darke troviamo anche Dane DeHaan nei panni di Lucien Carr, Elizabeth Olsen nelle vesti di Edie Parker, Michael C. Hall nei panni David Kammerer, Jack Huston nel ruolo di Jack Kerouac, Ben Foster nei panni di William S. Burroughs.

Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso 3Ora Daniel Radcliffe è impegnato con un nuovo progetto insieme a Steve Buscemi, Andrew Singer, Geraldine Viswanathan e Lorne Michael. Si tratta della serie televisiva Miracle Workers del canale via cavo TBS, il cui primo episodio negli Stati Uniti è andato in onda il 12 febbraio, il secondo lo scorso 19 febbraio. A oggi non si hanno notizie sull’arrivo in Italia di Miracle Workers, speriamo presto su Netflix, su Sky o sulla Rai, per ora l’unico modo di vederlo non è legale ed è in streaming sui soliti siti pirata.

La serie racconta di Craig (Daniel Radcliffe) un angelo di basso rango che ha l’incarico di gestire le preghiere degli uomini. Dio (Steve Buscemi), nonostante sappia che la Terra è in pericolo, ha deciso di non occuparsene più e di farla esplodere risolvendo così il problema. Per evitare la distruzione dell’intera razza umana, Craig e Eliza (Geraldine Viswanathan) dovranno rispondere a tutte le preghiere, anche una impossibile: fare innamorare due umani.

Daniel Radcliffe si è innamorato durante una scena di sesso, se siete curiosi di vedere le parti di Giovani ribelli – Kill Your Darlings di cui parla l’attore non vi resta che vedere la pellicola, non possiamo mettervi un video di queste scene perchè non abbiamo i diritti di copyright. Fino a qualche settimana fa la pellicola era presente su Amazon Prime Video.

L.M.

Oda approva hentai di One Piece? Non è proprio così

Oda approva hentai di One Piece? Non è proprio così

Eiichiro Oda approva hentai di One Piece? Questa settimana abbiamo letto molti articoli su questa possibilità

Oda approva hentai di One Piece? Non è proprio cosìEiichiro Oda approva hentai di One Piece? Il famoso creatore del fumetto con protagonista Monkey D. Rufy, si è sempre detto contento del materiale anche hentai basato sul suo manga e questa settimana sono stati scritti molti articoli sulla base di una sua dichiarazione rilasciata nel 2017.
L’affermazione del mangaka creatore di One Piece riguardava semplicemente il modo in cui i fan usufruiscono della sua opera e dei prodotti ufficiali e non ad essa legati, fra cui il materiale di carattere erotico.

Eiichiro Oda aveva affrontato questo argomento rispondendo a un suo fan nella rubrica delle SBS (domande inviate a Oda con relative risposte contenute in ogni volume di One Piece), che aveva confessato il suo interesse erotico per Nami e che collezionava diversi poster e action figure di questo personaggio. Il fan aveva chiesto ad Eiichiro Oda se questo suo modo di vedere questo personaggio femminile gli desse fastidio ed il disegnatore gli aveva detto che non doveva sentirsi in colpa per questo.

Eiichiro Oda approva hentai di One Piece?L’autore aveva racchiuso il suo pensiero sul materiale realizzato dai fan, come ad esempio gli hentai in questa dichiarazione: “il mio maestro mi ha detto che l’universo manga che un autore crea è un prodotto: dopo che la gente spende soldi per quel prodotto non è una cosa professionale per noi autori lamentarci di come viene utilizzato. Io concordo pienamente con lui. Per favore divertitevi con la mia opera interpretandola e immaginandola come volete, a me rende contento già il fatto di sapere che leggete il mio manga”.

Eiichiro Oda approva hentai di One Piece? Ecco come sono andate le cose

A me pare che siano state distorte le dichiarazioni di Eiichiro Oda e che il mangaka abbia semplicemente detto ai fan di fare ciò che vogliono con le sue opere, anche autoerotismo, basta che venga comprato il suo manga. Qualsiasi opera, specialmente se di successo, grazie al web oltre a generare automaticamente meme e versioni parodistiche, ha una sua versione a luci rosse, con del materiale a carattere erotico realizzato dai fan. One Piece essendo un manga di successo con procaci e maggiorate protagoniste spesso vestite in bikini o altri tipi di abiti succinti non sfugge a questa legge universale. E’ molto diverso da dichiarare di dare il suo benestare agli Hentai di One Piece, sembrano più che altro articoli per aumentare le visualizzazioni ai siti. C’è una sorta di apertura dell’autore solo alle versioni erotiche del manga create dai fan non ad una versione hentai di One Piece ufficiale.

Eiichiro Oda approva hentai di One Piece? complicatoPer chi non lo sapesse gli hentai (in giapponese 変態 o へんたい) sono un particolare genere pornografico giapponese, che comprende hentai anime, hentai manga e videogiochi contenenti riferimenti sessuali. Il Manga di One Piece ha superato recentemente la quota di 90 volumi e dovrebbe ancora continuare a lungo, perchè il suo autore ha affermato, qualche mese fa, di trovarsi a circa 80% dell’opera. Del resto perchè interrompere la sua gallina dalle uova d’oro che, per l’undicesima anno di fila, si conferma il più venduto in Giappone.

L.M.

David Lynch e i film guardati sul telefono

David Lynch e i film guardati sul telefono

David Lynch e i film guardati sul telefono, la sua opinione e quella ad esempio del collega David Cronenberg

David Lynch e i film guardati sul telefonoDavid Lynch e i film guardati sul telefono. Il regista aveva detto la sua nel lontano 2012 sulla possibilità di vedere una pellicola su un dispositivo mobile in un video montato come parodia degli spot di iPhone. Tenete comunque presente che è una frase di ben 7 anni fa, quando la tecnologia dei mobile device non era quella di oggi, ma molto probabilmente David Lynch nonostante questo avanzamento nella qualità dei dispositivi continua a pensarla allo stesso modo.

Se guardate un film sul telefono non vivrete mai l’esperienza del film, neanche in un trilione di anni. Penserete di averlo visto, ma vi ingannerete. È una vera tristezza, che pensiate di aver visto un film sul vostro fottuto telefono. Siate seri

David Lynch e i film guardati sul telefono 2Un parere negativo il suo, diverso quello del collega David Cronenberg che al festival di Venezia aveva detto che tra pochi anni sarà normalissimo guardarsi un film su smartwatch. Il dibattito è molto attuale non riguarda solo questi due registi, ma anche molti altri colleghi, produttori, critici e semplici amanti del cinema. David Cronenberg a Venezia aveva dichiarato che ha trascorso un bel po’ di tempo senza andare a vedere film in sala, dicendo in modo scherzoso “non trovavo parcheggio”. Secondo lui insomma il futuro del cinema è Netflix:

“Il cinema ha sempre vissuto grandi sconvolgimenti e non sarà mai uguale. Ci sono molti miei colleghi che vivono di un effetto nostalgia, parlano di esperienza sacra come Pedro Almodovar. È una sorta di comunità che adora qualcosa come la sala cinematografica che diventerà un po’ retrò. Poi certo vedere Lawrence d’Arabia sull’Apple Watch non è proprio la scelta migliore, ma ho visto The shape of water in BlueRay su un 50 pollici al plasma ed è stata un’esperienza di visione migliore di quella che ho vissuto in sala per lo stesso film”.

David Lynch e i film guardati sul telefono 3Il regista di Videodrome ed ha continuato: “gli schermi televisivi stanno diventando sempre più grandi la differenza tra il cinema e la visione domestica si sta sempre più assottigliando. Credo che lo streaming sia il futuro del cinema a prescindere dai media che stiamo utilizzando. Il poter accedere ai contenuti ovunque è quel che la gente vuole. E forse anche la forma del film finirà per cambiare, per adattarsi ai nuovi strumenti. Io sono un nostalgico, amo i film di una volta, ma questo non cambia la mia vita. Il cinema non sta morendo, si sta evolvendo!”

Spike Lee che di recente ha diretto Blackkklansman a proposito della tecnologia e soprattutto dell’atmosfera che si percepisce al cinema ha dichiarato: “amo la tecnologia, e la utilizzo, ma alla fine la domanda è ‘cosa sono disposto ad accettare perché il film si faccia?’; una diversa data di uscita? A girare con l’iPhone? Questa è una nuova generazione. Diversa. Giovedì ho iniziato a tenere un corso alla NYU, e il primo giorno del semestre ho consegnato un foglio agli studenti chiedendo loro se avevano visto una serie di film: man mano che li elencavo, vedevo che nessuno alzava la mano. Ed erano film dei quali avrei parlato nel programma, che per vari motivi sono nel mio cuore, e nella storia. Magari li hanno visti su altri device, ma non sul grande schermo. Io andavo in un cinema che oggi è diventato una sala da ballo, e forse sarebbe importante preservare i vecchi cinema come preserviamo i vecchi film”.

David Lynch e i film guardati sul telefono 4David Lynch e i film guardati sul telefono, vi ho citato il pensiero sull’argomento di alcuni grandi registi, ma come la pensa il pubblico?

C’è chi ritiene che non cambi nulla se una pellicola venga vista al cinema, in tv o sul cellulare, se è un buon prodotto resta tale, indipendentemente da che piattaforma venga usata. Un bel film rimane bello in qualsiasi contesto, anche se ovviamente possono influire alcuni particolari come gli effetti scenici, sonori, la fotografia, ma la qualità del prodotto su qualsiasi supporto in linea di massima resta sempre alta.

C’è invece chi pensa che al cinema si abbia un’immersione nel film totalmente diversa  che in televisione, sul pc o sul proprio smartphone. Per godere appieno della qualità audio e video di un film il cinema rimane il posto più indicato, chi sostiene di essersi goduto una pellicola su uno schermo da 5-6 pollici non deve averlo visto in sala o anche solo su una televisione. Lo schermo è troppo piccolo insomma. Prendiamo ad esempio il cinema di David Lynch: nei suoi film gioca molto con suoni ed immagini ed in questo caso il luogo  dove lo si guarda fa molta differenza.

David Lynch e i film guardati sul telefono 5Secondo me fondamentalmente è importante il tipo di pellicola, se nel prodotto le parti più importanti sono la trama e la psicologia dei personaggi, il supporto sul quale la si guarda non è fondamentale, se è un film dove l’immagine, gli effetti speciali e visivi e la colonna sonora prevalgono, meglio uno schermo più grande possibile con Dolby Surround. Lo schermo di cellulari e tablet è troppo piccolo per godersi appieno questo tipo di pellicole. Lo stesso Spike Lee ha dichiarato: “per me ci son due tipi di film diversi, quelli che preferisco vedere al cinema e quelli che aspetto di vedere su Netflix, e altri magari che son disposto a vedermi durante un viaggio aereo”.

David Lynch e i film guardati sul telefono, anche voi la pensate così?

Voi invece che ne pensate? Dite la vostra su dove preferite guardare un film, se la vostra preferenza va al cinema, alla vostra televisione di casa, al pc o preferite vedervelo in streaming col cellulare.

L.M.

A Star is Born tra finzione e realtà

A Star is Born tra finzione e realtà

A Star is Born tra finzione e realtà, somiglianze con la vita di Lady Gaga e Bradley Cooper

A Star is Born tra finzione e realtàA Star is Born tra finzione e realtà. Nella pellicola diretta da Bradley Cooper ci sono alcune similitudini tra la vita dei due attori principali ed alcune caratteristiche di Ally CampanaJackson Maine, i personaggi che interpretano. Ally Campana e Lady Gaga hanno entrambe avuto problemi con il loro naso, un tema ricorrente in A Star is Born. Lady Gaga ha raccontato che all’inizio della sua carriera il suo viso non canonico era stato considerato dai discografici un ostacolo tra lei ed il suo tentativo di raggiungere il successo. Qualcuno le aveva addirittura consigliato di rivolgersi al chirurgo plastico.

A Star is Born tra finzione e realtà 2Lady Gaga fortunatamente aveva preferito non seguire i consigli dei discografici. La cantante attrice così aveva raccontato alla stampa alla presentazione della pellicola: «prima che il mio primo singolo uscisse, mi è stato suggerito di fare un intervento al naso, ma ho detto: “No”. Amo il mio naso italiano. Se la gente vuole che somigli a una dea, sembrerò il contrario. Se mi dicessero: “Prova a ballare e ammiccare in questo modo”, io ragionerei sempre con la mia testa e farei a modo mio». L’attrice ha anche raccontato di aver parlato molto con Bradley Cooper della sua vita, e che l’attore regista ha scelto di integrare parte del suo passato nel film.

A Star is Born tra finzione e realtà 3Lady Gaga aveva anche parlato alla stampa, in altre interviste promozionali di A Star is Born, del suo aspetto fisico ed i problemi che le aveva causato agli inizi della carriera rispetto ad altre cantanti della sua generazione. “Bradley la prima volta che l’ho visto aveva tra le mani il latte detergente per togliermi il rimmel. Mi voleva senza trucco. Ero vulnerabile, mi ha fatto sentire a mio agio, mi ha tirato fuori questa cosa di recitare che non sapevo di avere. Rispetto al mio personaggio, all’inizio della mia carriera, a 19 anni, avevo le idee chiare, ho detto tanti no, suonavo il pianoforte, ballavo. Come cantante ai provini non ero la più bella, ma non volevo essere sexy come le altre. Volevo mostrare la mia visione delle cose, essere me stessa. I discografici mi chiedevano di dare le mie canzoni alle altre: mi sono sempre rifiutata. Nel film si cita Frank Sinatra: altri avevano talento come lui, ma quando sbucava sul palco, gli occhi azzurri come fari, le scarpe di vernice…»

A Star is Born tra finzione e realtà 4A Star is Born tra finzione e realtà, anche Bradley Cooper come il suo personaggio ha avuto problemi di alcolismo e droghe

Bradley Cooper ha invece dovuto fronteggiare, proprio come il suo personaggio, una dipendenza da alcool e antidolorifici. L’attore e regista parlando del suo personaggio, rocker alcolista Jackson Maine ha raccontato del suo passato, delle dipendenze da droghe e alcol. Ha poi aggiunto: “c’è della bellezza nel trasformare quel che si è passato in una storia, è catartico, ricordo di aver imparato tutto questo a scuola. La mia maestra non faceva che ripeterci di utilizzare le nostre insicurezze, le zone d’ombra della nostra vita per raccontare una storia”. A star is born è una sorta di terapia, un momento liberatorio, nel quale ha potuto utilizzare il proprio passato per creare un’opera di grande qualità.

A Star is Born tra finzione e realtà 5L’attore ha descritto i giorni più bui, di alcolismo e droghe da cui si è liberato tra il 2004 e il 2005, problemi che l’attore non ha mai nascosto e di cui aveva parlato in molte occasioni tra cui l’intervista all’Hollywood Reporter nel 2012, anno di uscita del film Il lato positivo.
“Ho deciso di smettere quando avevo 29 anni, ad un certo punto ero a una festa, e ho iniziato a sbattere la testa contro il pavimento. Non so, forse volevo dimostrare di avere la testa dura. Fatto sta che quando mi sono rialzato grondavo sangue. Il problema è che sono andato avanti a farlo. E così ho finito per passare la notte al St. Vincent Hospital, col ghiaccio in testa, aspettando che mi ricucissero. Credo sia stato in quell’esatto momento che ho realizzato che, se fossi andato avanti così, mi sarei rovinato la vita. Ed ecco perché da quel giorno ho chiuso con tutto. Non mi drogo, non bevo : la sobrietà, credetemi, è una gran cosa. Ricordo che vivevo in funzione solo di me stesso. Anzi, no, vivevo proprio nella mia testa. Mi stavo rovinando, ma credetemi: ho chiuso otto anni fa e non riaprirò più il capitolo”

A Star is Born tra finzione e realtà 6A Star is Born racconta la storia di Ally Campana (Lady Gaga), una cameriera che il venerdì sera si esibisce in un drag-bar ed ha una straordinaria voce. Jackson Maine (Bradley Cooper) è una rock star con problemi di alcolismo che la sente cantare e ne rimane colpito. In un parcheggio di in un supermercato scocca la scintilla tra di loro. E’ stata Lady Gaga a convincere Bradley Cooper a cantare come ha rivelato lo stesso attore, perchè all’inizio i piani erano quelli di utilizzare il playback per le sue parti cantate. La cantante gli ha fatto cambiare idea rivelandogli che odiava le pellicole in cui gli attori fingono di cantare una canzone. Un consiglio fondamentale insomma se pensiamo alla bravura che ha dimostrato Bradley Cooper.

A Star is Born tra finzione e realtà, dati tecnici della pellicola

DATA USCITA: 11 ottobre 2018; GENERE: Drammatico, Musicale, Sentimentale; ANNO: 2018; PAESE: USA; DURATA: 135 Min; REGIA: Bradley Cooper; ATTORI: Bradley Cooper, Lady Gaga, Michael Harney, Sam Elliott, Bonnie Somerville, Greg Grunberg, Dave Chappelle, Rafi Gavron, Andrew Dice Clay, Willam Belli, Eddie Griffin, Rebecca Field, Anthony Ramos, Michael D. Roberts

L.M.

Perchè ridoppiano i film su Netflix

Perchè ridoppiano i film su Netflix

Perchè ridoppiano i film su Netflix, vi siete accorti che ogni tanto il doppiaggio è diverso?

Perchè ridoppiano i film su NetflixVi siete mai chiesti perchè ridoppiano i film su Netflix? Vi capita spesso di sentire un doppiaggio diverso da quello che avevate imparato a conoscere ed apprezzare? Ora vi spieghiamo perchè questo accade sempre più di frequente sulla famosa piattaforma digitale di film in streaming. L’ultimo che è stato ridoppiato ed ha fatto storcere il naso ai fan è stato Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar.

Era accaduto in passato con molte altre pellicole e questo accade per una semplice ragione economica: Netflix per risparmiare acquista i diritti sull’opera originale e non sulla versione già doppiata in italiano. Ha un costo minore ridoppiare una pellicola che pagare tutti i diritti del film. In molti casi poi, poichè i doppiatori originali sono morti o semplicemente non esercitano più, ripiegano su chi hanno a disposizione in quel momento. I risultati però alcune volte sono pessimi.

Perchè ridoppiano i film su Netflix 2Perchè ridoppiano i film su Netflix ed il futuro del doppiaggio in Italia

C’è chi ritiene addirittura che Netflix, altre piattaforme concorrenti come Amazon Prime Video e le case produttrici delle pellicole che escono in sala potrebbero in futuro possano sostituire i doppiatori di professione con l’intelligenza artificiale. Alcuni doppiatori italiani temono anche che, senza scomodare un futuro fantascientifico, l’industria del settore possa affidarsi a società la cui sede non è in Italia. Società che si avvalgono di persone che non conoscono l’italiano in tutte le sue sfumature non essendo madrelingua, abbassando sì i costi di produzione ,ma avendo anche un effetto molto negativo sulla qualità del lavoro. Ovviamente questo creerebbe anche la perdita di opportunità di lavoro per i doppiatori italiani, oppure costringerli a paghe da fame per combattere ad armi pari con la concorrenza.

Perchè ridoppiano i film su NetflixI casi di ridoppiaggi nella storia sono tanti ed in molti casi non hanno solo peggiorato la qualità della traduzione in italiano, ma anche dell’interpretazione del doppiatore. Dagli anni 2000 si è cominciato a ridoppiare pellicole senza alcun motivo apparente se non anche in questo caso probabilmente per motivi economici. Tra i film ridoppiati di cui non c’era alcun bisogno ricordo “Lo Squalo”, “Il Padrino” e “C’era Una Volta in America”. In quest’ultimo caso appare ancora più stucchevole se si pensa al fatto che Sergio Leone seguito personalmente con attenzione il cui doppiaggio in italiano.

L.M.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, un film che ha avuto un lungo periodo di gestazione

Il Don Chisciotte maledetto di Terry GilliamPer realizzare quello che è stato definito il Don Chisciotte maledetto Terry Gilliam ha dovuto attendere moltissimo tempo, ben diciotto anni. La sua idea di realizzare un film sul celebre eroe del romanzo di Miguel de Cervantes nacque nel 2000, per poi essere messa da parte dopo diversi problemi sul set nel 2002. Il titolo della pellicola prima che si archiviasse il progetto doveva essere “The man who killed don Quixote

Erano stati investi oltre 30 milioni di dollari per il progetto, davvero tanti se si considera che era un progetto europeo, ma in due anni vennero girate solo pochissime scene. Erano stati scelti ottimi attori come Johnny Depp, all’epoca una delle più grandi star in circolazione, che avrebbe dovuto interpretare il giovane tornato nel passato e scambiato da Don Chisciotte per il suo fedele Sancho Panza, e l’attore francese Jean Rochefort che doveva vestire i panni di Don Chisciotte della Mancia. Quest’ultimo era stato così voluto da Terry Gilliam che, pieno di entusiasmo all’idea di interpretare l’eroe spagnolo, in meno di sette mesi imparò l’inglese quasi da zero per entrare nel cast.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 2Il film ha avuto una delle lavorazioni più disastrose della storia del cinema, le riprese sul set in Spagna, sono state interrotte più e più volte a causa dei più svariati motivi. Johnny Depp cadde da cavallo procurandosi un infortunio che rallentò non di poco i lavori, ed inoltre si faticava a trovare gli altri attori principali, le comparse. Tutti questi ritardi cominciavano a preoccupare gli investitori che temevano per i loro guadagni.

Nel 2002, a complicare le cose un violento nubifragio in un’area desertica spagnola dove stavano girando rovinò telecamere e distrusse il set. Dopo la pausa forzata dettata dal mal tempo a Jean Rochefort venne una doppia ernia del disco e una infezione alla prostata a forza di stare in sella al suo cavallo. Il regista decise di cambiare il luogo delle riprese perchè la conformazione desertica del posto era stata completamente ridisegnata dall’acqua, non c’erano più le dune e la sabbia si era trasformata in un pantano melmoso.   I problemi di salute di Jean Rochefort peggiorarono costringendolo a lasciare il cast facendo precipitare ancora di più la situazione: ora si doveva rifare il casting per il ruolo principale del film.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 3Nonostante tutti gli sforzi per continuare Terry Gilliam dovette arrendersi, vari membri della produzione si licenziarono e cominciarono i problemi finanziari, perchè la produzione dovette pagare una penale di 15 milioni di dollari per l’interruzione delle riprese, una cifra davvero alta se pensate che il budget iniziale era di 32 milioni di dollari.

Il produttore Jeremy Thomas nel 2005 contattò Gilliam per convincerlo a riprendere il progetto e nel 2008 annunciarono di essere pronti a ripartire con nuove riprese da zero senza utilizzare il materiale già registrato. Robert Duvall fu scelto per interpretare Don Chisciotte, Johnny Depp che continuava ad essere interessato al suo personaggio si era reso disponibile facendo però presente che era ancora legato a un contratto con la Disney che gli concedeva di lavorare al progetto a patto che si riuscisse a terminare entro una certo data. Il film però entrò in produzione solo nel 2009 e si dovette cercare un sostituto di Johnny Depp tra Colin Farrell ed Ewan McGregor. Purtroppo però a causa dei ritardi il film venne di nuovo cancellato.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 4Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, ecco quando c’è stata la svolta

Nel Luglio 2016 venne annunciato che “The man who killed Don Chixotte” si sarebbe fatto e le riprese sarebbero partite ad ottobre di quell’anno. Vennero scelti Adam Driver, che era da poco diventato famoso interpretando Kylo Ren ne Il risveglio della ForzaJonathan Pryce per interpretare il famoso cavaliere errante spagnolo. Ci furono anche questa volta ritardi nelle riprese, il film era ormai considerato Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, tutti erano convinti sarebbe stato lo stop definitivo, ma in maniera insperata le riprese cominciarono senza più problemi.

Sembrava tutto risolto poi è scoppiata la querelle legale tra Gilliam e l’ex produttore Paulo Branco, che non ha permesso al film di concorrere per la Palma d’oro al 71º Festival di Cannes. La prima parte di sfortune, quelle fin al 2002, che avete potuto leggere in maniera più dettagliata, furono il soggetto di un documentario: Lost in La Mancha realizzato da Keith Fulton e Louis Pepe, due collaboratori di Gilliam. Inoltre nel maggio del 2018, due giorni prima dell’anteprima di Cannes, Gilliam ha addirittura subito la perforazione di un’arteria che è stata erroneamente riportata dai media come un ictus. Non si può che definirlo “il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam”, diciott’anni di produzione non son male, tanto che il regista ha inserito nei titoli di testa l’avverbio “Finalmente!”. Si può annoverare tra i film maledetti di cui vi avevo parlato in questo articolo: I film maledetti.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 5

TITOLO ITALIANO: L’uomo che uccise Don Chisciotte
TITOLO ORIGINALE:
The Man Who Killed Don Quixote
DATA USCITA: 27 settembre, 2018
GENERE: Avventura, Fantasy
ANNO: 2018
PAESE: Spagna, Gran Bretagna, Francia, Portogallo
DURATA: 137 Min
REGIA: Terry Gilliam
ATTORI: Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro, Jordi Mollà, Jason Watkins, Óscar Jaenada, Sergi López, Rossy de Palma

Luca Miglietta

The Negro Motorist Green Book

The Negro Motorist Green Book

The Negro Motorist Green Book, un libro di cui si parla in Green Book di Peter Farrelly

The Negro Motorist Green Book The Negro Motorist Green Book. Green Book è uno dei film di maggior successo del 2018 e racconta la storia dell’italoamericano Tony Lip (Viggo Mortensen) che accompagna il celebre pianista di colore Don Shirley (Mahershala Ali), guidando la sua automobile e garantendo la sua incolumità per tutta la durata del suo tour nazionale. Don Shirley è un afroamericano, condizione sufficiente per metterlo in pericolo negli stati del sud degli Stati Uniti, detti anche della “Bible Belt”. In questa pellicola diretta da Peter Farrelly si parla del The Negro Motorist Green Book, un libro poco conosciuto fino ad ora al di fuori della comunità afroamericana.

Il Negro Motorist Green Book, comunemente denominata semplicemente Green Book, era una guida annuale per afroamericani che volevano viaggiare. Elencava tutti gli hotel, i motel, i ristoranti e le attrazioni turistiche in cui la presenza di afroamericani era gradita e accettata, dove i viaggiatori neri potevano considerarsi al sicuro. I neri al volante dovevano affrontare infatti una varietà di pericoli e disagi lungo la strada, dal rifiuto del cibo e dell’alloggio all’arresto arbitrario.

The Negro Motorist Green Book 2È stato scritto e pubblicato dal postino di New York City Victor Hugo Green dal 1936 al 1966, durante l’era delle leggi di Jim Crow, quando era diffusa la discriminazione aperta e in molti stati del sud era legalmente prescritta contro i non bianchi.
I neri americani impiegati come atleti, intrattenitori e venditori viaggiavano spesso per motivi di lavoro. I viaggiatori afroamericani affrontarono difficoltà nelle attività commerciali di proprietà bianca che si rifiutavano di servirli o riparare i loro veicoli, negli alberghi o ristoranti che rifiutavano loro alloggio o cibo e per via delle minacce di violenza fisica ed espulsione forzata dalle città dopo il tramonto.

Da una prima edizione incentrata sulla città di New York, pubblicata nel 1936, sono uscite nuove edizioni che hanno coperto gran parte del Nord America e il Libro verde divenne la bibbia del viaggio dei neri durante il periodo delle leggi di Jim Crow, permettendo ai viaggiatori neri di trovare alloggi, attività commerciali e stazioni di servizio che li avrebbero accolti lungo la strada.
Quattro numeri, quelli del 1940, 1947, 1954 e 1963 sono stati ripubblicati recentemente a partire da dicembre 2017, avendo un discreto successo commerciale.

The Negro Motorist Green Book 3Green Book, GENERE: Drammatico, Commedia, ANNO: 2018, PAESE: USA, DURATA: 130 Min, REGIA: Peter Farrelly ATTORI: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Don Stark, P.J. Byrne, Sebastian Maniscalco, Brian Stepanek, Nick Vallelonga DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures

Green Book, trailer italiano: link 1 youtube streaming

Green Book, trailer in lingua originale: link 2 youtube streaming

Luca Miglietta

Beverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopo

Beverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopo

Beverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopo, Tori Spelling ha confermato di stare lavorando al sequel della serie culto degli anni 90

Beverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopoBeverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopo: poco prima di Natale era emersa la notizia che la CBS Tv era al lavoro su un “nuovo Beverly Hills 90210” nel quale dovrebbe essere presente la quasi totalità del cast originale. Si sapeva solo questo, ma lo scorso primo febbraio Tori Spelling, famosa per aver interpretato nella serie Donna Martin, lo ha confermato aggiungendo alcuni dettagli: “non si tratterà tecnicamente di un reboot, perché secondo me tutti hanno già visto un reboot. Non vogliamo essere gli ultimi a salire sul treno dei reboot e nessuno vuole vedere le versioni più vecchie di noi stessi; ma tutti vogliono vederci interpretare i nostri vecchi personaggi”.

Il cast sarà quasi al completo, perché mentre Luke Perry (Dylan McKay) ha confermato la sua disponibilità, nonostante i suoi impegni in Riverdale, Shannen Doherty (Brenda Walsh) non ci sarà, ha raccontato la Spelling: “ci sarebbe piaciuto coinvolgerla ma non c’è nulla di concreto al momento”. Confermati quindi Jennie Garth (Kelly Taylor), Jason Priestley (Brandon Walsh), Ian Ziering (Steve Sanders), Brian Austin Green (David Silver) e Gabrielle Carteris (Andrea Zuckerman).

Beverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopo 2Beverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopo, ecco come dovrebbe essere strutturato

Il nuovo Beverly Hills 90210 sarà infatti una sorta di mockumentary, un falso documentario come The Office o Modern Family, con episodi di un’ora nella quale gli attori protagonisti dello show saranno se stessi mentre si calano, sul set, nei panni dei personaggi. Tori Spelling accenna la possibilità che la nuova serie abbia anche un intento parodico delle performance degli attori. Secondo Deadline la serie dovrebbe essere ufficialmente acquistata a breve da un network o da una piattaforma di streaming come Netflix. Per ora si parla di Fox (su cui andava in onda la serie originale), ABC, CBS e il servizio streaming CBS All Access.

Beverly Hills 90210 torna in tv trent’anni dopo 3Beverly Hills 90210 raccontava le vicissitudini dei ragazzi del West Beverly High School ed ha lanciato un genere, il teen drama, aprendo la strada a Dawson’s Creek, che ha a sua volta ispirato The O.C., One Tree Hill, Gossip Girl e tante altre successivamente. Secondo i rumors lavoreranno al progetto Mike Chessler e Chris Alberghini, autori e produttori esecutivi di 90210 per la rete The Cw e dello show di Tori Spelling, So Notorious. Un’operazione nostalgia che a vedere le reazioni sul web può essere destinata ad avere successo, vedremo.

L.M.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, due supereroi che potevano cambiare la sua carriera

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e SupermanJosh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman. La sua carriera cinematografica è stata segnata inizialmente da molti rifiuti e una serie di provini andati male. Ha partecipato per ben 6 volte alle audizioni della serie tv Dawson’s Creek senza essere preso e tentato di entrare nel cast de La sottile linea rossa di Terrence Malick e de L’uomo del giorno dopo di Kevin Costner, senza riuscire ad ottenere nessun ruolo. Nello stesso anno dell’uscita dei due film però riuscì a recitare in alcune pubblicità e a partecipare alla sitcom Cracker.

Successivamente per un periodo discreto Josh Hartnett è stato uno dei giovani attori più apprezzati e richiesti a Hollywood della sua generazione. Ha recitato in The Faculty accanto a Elijah Wood diretto da Robert Rodriguez, Pearl Harbour al fianco di Ben Affleck e Kate Beckinsale, Black Hawk Down, Sin City, regia di Frank Miller, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino,  Slevin – Patto criminale, Black Dahlia diretto da Brian De Palma e tratto dal romanzo di James Ellroy, al fianco di Scarlett Johansson, Aaron Eckhart e Hilary Swank.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 2Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, ma ne parleremo tra poco, intanto preseguiamo dicendovi che dopo queste pellicole di successo l’attore ha partecipato a numerosi film indipendenti, alcuni dei quali non sono nemmeno arrivati al cinema o sono stati visti da pochissime persone. Lo stesso attore ha dichiarato a proposito della sua scelta di prendere parte a questo tipo di film, di non essere più una delle prime scelte dei registi di Hollywood: “ricevo ancora offerte per film o ruoli televisivi per fortuna, ma anni fa se c’era un ruolo che volevo avevo una buona possibilità di ottenerlo. Adesso devo lottare per esso. Non è male. In realtà è più gratificante. Certo è deprimente quando qualcosa non va come vorresti, ma solo per un minuto”. Tra questi i non bellissimi I Come with the Rain, Girl Walks Into a Bar, Stuck Between Stations, Parts Per Billion, Wild Horses, The Lovers, Il tenente ottomano e L’ultima discesa.

Nel 2014 è entrato a far parte del cast della serie tv ambientata nel 19° secolo Penny Dreadful, che ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica. La serie prende il nome dalle omonime pubblicazioni del XIX secolo, i Penny dreadful ed è stata creata da John Logan e trasmessa dall’11 maggio 2014 al 19 giugno 2016 sul canale via cavo Showtime per tre stagioni. Tra i protagonisti della serie anche Timothy Dalton e Eva Green.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 3Nel periodo non brillante della sua carriera, ha raccontato in un’intervista del 2014, si è trasferito nella sua città natale in Minnesota stufo di essere sulle copertine delle riviste ed essere riconosciuto in pubblico. Qui si è preso una pausa di 18 mesi dalla recitazione tra il 2011 e il 2013. “Non mi fidavo a nessuno, così sono tornato in Minnesota, ho passato del tempo di nuovo con i miei vecchi amici e mi sono rimesso con la mia fidanzata dei tempi di scuola per un po’. Non ho fatto niente per 18 mesi, sperando di ritrovare la mia strada”.

Ha lavorato nella campagna di Barack Obama per la rielezione del presidente nel 2012, tenendo anche un discorso a circa 300 ospiti presso l’Università del Minnesota, dove aveva scherzato: “non sono stato davanti ad un pubblico come questo da otto anni, mi fa sentire in ansia… Ma è così importante per tutti noi essere coinvolti in questa cosa. Questa elezione può essere un po’ più difficile di quanto alcuni di noi si aspettano in questo momento. Ma il Presidente ha fatto un ottimo lavoro“.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 4Nel novembre 2015 nasce a Londra la sua prima figlia aveuta con l’attrice inglese Tamsin Egerton, conosciuta durante le riprese del criticatissimo film The Lovers, uscito nel 2015, ma girato nel 2010-2011.

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, una scelta che ha pesato su successivi casting di Christopher Nolan

Ma ora vi spieghiamo come e perchè Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman, due supereroi iconici che potevano essere importanti per la carriere dell’attore nato a Saint Paul nel Minnesota.

L’attore ha rifiutato il ruolo di Superman per tutta la prima metà degli anni 2000, Bryan Singer, aveva scelto proprio lui per il ruolo di protagonista nel suo Superman Returns, ma Hartnett ha rifiutato per paura di essere etichettato a vita come Superman: “avevo 22 anni, ma ho avvertito questo pericolo”. Per questa decisione i suoi agenti lo lasciarono. “C’erano un sacco di discussioni interne tra il mio manager e i miei agenti, che si davano la colpa a vicenda. Così è arrivato il momento in cui nessuno di noi poteva più lavorare insieme.”

Josh Hartnett ha rifiutato Batman e Superman 5Nel 2005 Josh Hartnett ha rifiutato anche il ruolo di Batman nella trilogia di Christopher Nolan. L’attore, in un’intervista a Playboy rilasciata nel 2015, ha rivelato i motivi del suo “no”, spiegando come in quel periodo fosse impegnato nella realizzazione di un’altra pellicola, che l’attore riteneva più stimolante, seppur con un budget molto ridotto rispetto a Batman. Si trattava di Mozart and the Whale (uscito in Italia col titolo Crazy in Love), diretto da Petter Næss, una commedia del 2005 tratta da una storia vera dove il protagonista, affetto dalla sindome di Asperger, si innamora di una donna affetta dalla medesima patologia. Hartnett ha ammesso che l’aver detto “no” a Christopher Nolan ha rovinato così anche la possibilità di lavorare con lui su altri progetti. “Ho imparato la lezione quando ho parlato con Christopher Nolan di Batman. Ho deciso che non faceva per me. Così non mi ha voluto nemmeno in The Prestige”. Per lui infatti il vero rimpianto non è stato quello di non aver interpretato il personaggio di Batman, ma piuttosto quello di non aver intrattenuto una relazione lavorativa con Christopher Nolan, uno dei cineasti più importanti del ventunesimo secolo.

L.M.