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A chi è ispirato amici miei

A chi è ispirato Amici miei

A chi è ispirato Amici miei, la famosissima commedia italiana del 1975 diretta da Mario Monicelli? I cinque amici da cui si prende spunto per la costruzione dei personaggi esistevano davvero

A chi è ispirato Amici mieiA chi è ispirato Amici miei? Per costruire le avventure dei cinque protagonisti di Amici miei gli autori (Pietro Germi, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli) si ispirarono a fatti realmente accaduti o aneddoti diffusi in Toscana.

Dalle interviste ai protagonisti è emerso che gli autori si ispirarono a cinque professionisti benestanti che negli anni ’30, che vivevano a Castiglioncello, in provincia di Livorno. I cinque amici erano famosi per le famose zingarate.

I cinque erano Mazzingo Donati, medico immunologo fiorentino, Ernesto Nelli architetto, Giorgio Menicanti giovane nobile del luogo, Silvano Nelli, giornalista, e Cesarino Ricci collaboratore dell’amico Silvano. Mazzingo Donati divenne molto famoso nel 1959, perchè realizzò il primo trapianto di midollo osseo in Italia, al Policlinico di Careggi.

A chi è ispirato Amici miei
La celebre scena degli schiaffi ai passeggeri in partenza alla stazione Stazione di Firenze Santa Maria Novella, secondo il regista Mario Monicelli sarebbe invece realmente accaduta in provincia di Roma ad opera di alcuni pensionati annoiati. Maestro della supercazzola invece pare fosse Raffaelo Pacini, caro amico di Monicelli e autore di questa comicità all’insegna del nonsense.

Lo stesso Gastone Moschin raccontò che il suo ruolo si ispirava ad un architetto fiorentino perdutamente innamorato della moglie di un noto avvocato. L’avvocato però nel film è stato trasformato nel chirurgo Sassaroli. E, secondo la leggenda, sembra che persino lui, come il protagonista del film, sia andato a chiedere la mano della donna al marito cornuto.

A chi è ispirato Amici miei
I cinque amici nella finzione cinematografica erano toscani, gli attori che li impersonano però non lo erano. Ecco di dove erano originari gli attori

Grandissima l’interpretazione dei cinque attori che impersonavano i cinque amici protagonisti di Amici miei, eppure nessuno di loro era davvero toscano. Ugo Tognazzi, era nato nel 1924 a  Cremona, Gastone Moschin a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona nel 1929, Adolfo Celi era nato a Messina  nel 1922, Philippe Noiret a Lilla nel nord della Francia 1930, Duilio Del Prete invece era nato a Cuneo nel 1938. Quest’ultimo è stato poi sostituito nel sequel della pellicola da Renzo Montagnani, che nonostante molti reputino toscano per via del suo accento in molte pellicole, è anch’esso piemontese. L’attore è infatti nato ad Alessandria nel 1930.

Luca Miglietta

Cine34

Cine34

Cine34: nuovo canale Mediaset attivo da oggi 20 gennaio 2020. Sarà dedicato interamente al cinema italiano. Mediaset Extra avrà nuova numerazione

Cine34
Cine34, il nome del nuovo canale già fa capire qual sia la sua posizione all’interno delle frequenze italiane. La numerazione dei canali Mediaset è destinata a subire ancora una volta una rimodulazione, con il conseguente spostamento di Mediaset Extra, che attualmente occupa proprio il numero 34 all’interno della lista canali. Mediaset Extra viene spostato sul 55.

La rete trasmetterà solo cinema italiano, sette giorni su sette. Poichè il 20 gennaio è il centenario della nascita di Federico Fellini, la programmazione inizierà con una giornata dedicata interamente al maestro. Saranno trasmessi i seguenti film: Lo Sceicco bianco, Boccaccio ’70, 8 e 1/2La dolce vita, I vitelloni, Giulietta degli Spiriti.

La programmazione sarà interamente dedicata al cinema italiano, con un palinsesto iniziale già ben delineato e suddiviso per generi e aree tematiche a seconda del giorno della settimana: il lunedì andranno in onda i classici dei maestri del cinema italiano, il martedì sarà dedicato alla commedia sexy made in Italy e alle loro iconiche bellezze; al mercoledì i polizieschi e al giovedì le commedie con il venerdì thriller dedicato a gialli da brivido. Il weekend si concluderà poi con western, di sabato, e una serie di pellicole cult in onda la domenica.

Se non ricevete il nuovo canale dovrete ri-sintonizzare il vostro apparecchio televisivo sia che riceviate il canale via antenna che via satellite su tivùsat

La modifica nella numerazione canali non sarà attuata in automatico, a meno che il vostro televisore disponga di questa funzione. In queste caso basta aggiornare la lista canali del vostro dispositivo. Se nella vostra zona non dovesse riceversi la frequenza troverete il canale anche in streaming direttamente sul sito Mediaset e sull’app Mediaset Play.

Questa novità si aggiunge alla recente rimodulazione canali, che ha portato l’inserimento automatico di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 HD al numero corrispondente ai vecchi canali non HD e alcune modifiche per la versione in alta definizione di Canale 20.

L.M.

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone che poteva causare la mancata partecipazione dell’attore italoamericano alla pellicola

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone
Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone. Pensare al capolavoro C’era una Volta in America (1984), senza la presenza di Robert de Niro è davvero difficile. Eppure il rischio che l’attore italoamericano non partecipasse alla pellicola c’è stato. E tutto per un curioso episodio.

Ma veniamo ai fatti: Sergio Leone parlò per la prima volta del progetto di C’era una Volta in America a Robert De Niro nel 1973. Il regista gli aveva raccontato a grandi linee la futura trama della pellicola attraverso un traduttore, poichè Leone non era molto a suo agio con l’inglese.

Non si trattava ancora di nulla di concreto, ma di un semplice progetto. Alcuni anni più tardi a sceneggiatura terminata, Sergio Leone contattò di nuovo Robert De Niro tramite il produttore Arnon Milchan, che aveva lavorato con l’attore in Re per una Notte di Martin Scorsese e che avrebbe fatto parte anche del team di produzione di C’era una Volta in America.

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone 2
Secondo Milchan non fu facile convincere De Niro a leggere la lunga sceneggiatura della pellicola, ma alla fine l’attore lesse lo script e accettò di incontrare Sergio Leone. L’incontro avvenne in una lussuosa suite all’ultimo piano del Mayflower Hotel di New York, dove era stata riservata una stanza per Robert De Niro.

Il motivo che poteva costare la partecipazione di Robert De Niro a C’era una Volta in America era davvero futile, per fortuna si è risolto tutto in modo positivo

Leone e De Niro discussero del progetto da soli, mentre Milchan si trovava in una stanza separata. Terminato l’incontro il produttore venne chiamato dall’attore turbato che gli comunicava di non voler più fare il film.” Robert De Niro condusse in bagno il produttore e gli comunicò il motivo della scelta, indicandogli il gabinetto e dicendo: “Non vedi che mi ha pisciato su tutto il sedile del water?” La tavoletta del water era sporca di urina. Milchan aveva cercato di convincere l’attore che Sergio Leone non lo aveva fatto apposta.

Robert De Niro però era irremovibile: “assolutamente no, Arnon: lo ha fatto apposta.” L’attore proseguì spiegando che secondo lui si trattava di un gioco di potere, una sorta di marchio sul territorio per dimostrargli chi tra i due comandava davvero, chi era il capo tra lui e Leone. Dopo una lunga chiacchierata però Arnon Milchan riuscì a convincere Bob De Niro che aveva completamente travisato la situazione ed era stata solo una disattenzione del regista. Robert De Niro così per fortuna accettò di lavorare con Sergio Leone in C’era una Volta in America.

L.M.

Canada elimina il cameo di Donald Trump

Canada elimina il cameo di Donald Trump

Canada elimina il cameo di Donald Trump dal film ‘Mamma, ho riperso l’aereo. il presidente risponde scherzando: “Il film non sarà più lo stesso”

Canada elimina il cameo di Donald Trump
Canada elimina il cameo di Donald Trump, un classico delle festività natalizie, rischia di diventare un caso politico. L’emittente tv Canadian Broadcasting Company ha tagliato dal film Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York la scena in cui compare Donald Trump. Una scelta che ha suscitato molte polemiche, soprattutto negli Stati Uniti. Il taglio della scena è considerato dai sostenitori di Donald Trump e dai conservatori americani come una mossa politica, una censura.

Il figlio di Trump, Donald Trump Jr, lo definisce “patetico”. Cbc precisa però di aver deciso il taglio nel 2014, già quando ha acquistato il film e quando Trump era conosciuto come un costruttore, non come presidente. “Come spesso accade per i film adattati per la televisioni, anche Mamma ho riperso l’aereo è stato rivisto. La scena con Trump è stata una di quelle che sono state tagliate”, questa la spiegazione di Cbc.

Il presidente americano ha scherzato sull’accaduto affidandosi ancora una volta all’amato Twitter: “Il film non sarà più lo stesso”, ha scritto.

Una scena non fondamentale ai fini della trama della pellicola, ma un taglio che ha comunque fatto scoppiare un polverone tra i due paesi

Mamma ho riperso l’aereo  è il secondo e ultimo capitolo della saga che vede come protagonista il piccolo Kevin McCallister interpretato da Macaulay Culkin. Donald Trump che nel 1992, anno in cui è uscito il film, era un rampante uomo d’affari di New York ed era completamente estraneo alla politica. Il piccolo Kevin nella pellicola incontrava Donald Trump nella hall del Plaza Hotel e l’uomo d’affari gli indicava la direzione per raggiungere la reception.

Luca Miglietta

Ballo di Joker come quello di Chandler

Ballo di Joker come quello di Chandler in Friends

Il ballo di Joker come quello di Chandler Bing, parola di Matthew Perry

Ballo di Joker come quello di Chandler in Friends
Il ballo di Joker come quello di Chandler in Friends? Secondo, Matthew Perry che interpretava il simpatico e divertente personaggio Chandler Bing nella famosissima sitcom americana sì.

Vi ricordate la scena delle scale vista nel film su Joker già diventata cult in poche settimane dall’uscita della pellicola? È ispirata a una delle popolari mosse di Chandler in Friends. A sostenerlo, scherzando, è proprio Matthew Perry su Twitter, l’interprete del personaggio della sitcom. L’attore ha condiviso un divertente meme che mette a confronto le due mosse.

“Prego”, ha scritto l’attore condividendo l’immagine. Poi ha aggiunto: “Non so chi ha realizzato il meme, ma bravo”. La condivisione di Matthew Perry ha scatenato l’ilarità degli utenti che hanno condiviso il post ed addirittura trovato altri paralallelismi tra i due personaggi. Chissà se Joaquin Phoenix per interpretare Joker si è ispirato al Chandler Bing di Matthew Perry, bisognerebbe chiederglielo.

Ballo di Joker come quello di Chandler in Friends 2
Joker ha avuto un enorme successo, superiore alle previsioni, ha infatti superato il miliardo di dollari d’incassi al botteghino. Il pubblico ha molto apprezzato la pellicola

intanto il Joker di Todd Phillips, dopo aver raggiunto a fine ottobre gli incassi più alti di sempre per un film R-Rated (Sigla utilizzata negli USA per indicare i film vietati ai minori di 17 anni senza presenza di un adulto con loro), ha battuto recentemente un nuovo record. Grazie agli incassi mondiali pari a oltre un miliardo di dollari, il Joker di Joaquin Phoenix è diventato anche il cinecomic più redditizio di sempre, essendo costato solo 65 milioni di dollari e avendo quindi incassato oltre 15 volte il budget speso.

La cifra raccolta da Joker è ancora più clamorosa se si tiene conto che la pellicola di Todd Phillips targata  Warner Bros non ha avuto una distribuzione in Cina, paese che da diversi anni risulta fondamentale per scalare il box-office.

L.M.

 

Clint Eastwood non abbandona il set

Clint Eastwood non abbandona il set

Clint Eastwood non abbandona il set. Incendio a Hollywood, Studios evacuati, ma il regista ed attore resta: “Devo finire una cosa”

Clint Eastwood non abbandona il set
Clint Eastwood non abbandona il set e si rifiuta di scappare dalle fiamme che si avvicinano e resta per terminare il suo ultimo lungometraggio. Nella zona degli Studios della Warner Bros era scoppiato un incendio ed a Hollywood era scattato il sistema di sicurezza con pompieri e polizia che erano giunti sul posto per evacuare tutti i presenti.

Tutti tranne uno, il più temerario ed impavido dei presenti, uno dei più grandi duri del cinema, Clint Eastwood. Ai soccorritori ha risposto perentorio: “Sto bene, c’è un lavoro da finire”. Così ha raccontato il figlio e attore Scott su Instagram con un video del fumo poco sopra i tetti dei degli Studios. “Il mio vecchio papà di 89 anni ha replicato così agli uomini della sicurezza ed è rientrato dentro la sala di mixaggio per assemblare il film”.

Il rogo è durato circa tre ore, ma è stato fermato grazie all’intervento di oltre 230 pompieri, assistiti da cinque elicotteri e due aerei anti incendio. Un vigile del fuoco è rimasto ferito mentre combatteva le fiamme. L’incendio ha bruciato circa 34 acri di terreno nell’area delle colline di Hollywood. Cosa abbia scatenato l’incendio che ha bruciato acri di terreno e minacciato anche gli Studios non è ancora chiaro.

Clint Eastwood non abbandona il set 2
Fiamme vicino alla Warner Bros. Il figlio e attore Scott ha documentato il tutto su Instagram : “Il mio vecchio papà di 89 anni non si muove e dice che deve finire il montaggio del film”. Alla polizia che gli ordinava l’evacuazione, la leggenda del cinema ha risposto: “Sto bene”. Ed è rientrato in studio

Il compositore Christopher Drake, durante l’incendio, ha twittato: “Ho dovuto evacuare il mio studio alla Warner Bros per la prima volta in assoluto a causa del fumo del #Barhamfire proprio dietro il lotto dello studio. Al momento WB è in blocco totale”.

Clint Eastwood si trovava all’interno delle sale di mixaggio, per ultimare il suo film: Richard Jewell. Il film racconta la storia di una oscura guardia della sicurezza della società telefonica AT&T, che coraggiosamente durante le Olimpiadi di Atlanta del 1996 riuscì ad evitare una strage dando l’allarme bomba.

Purtroppo però da eroe venne considerato il vero colpevole dell’attentato e per quasi tre mesi finì al centro delle indagini e dell’attenzione dei media. Il film è ispirato a un articolo scritto dalla giornalista Marie Brenner per Vanity Fair dal titolo “The Ballad of Richard Jewell” che ricostruisce gli avvenimenti del 30 luglio del 1996 e mostra le persecuzioni mediatiche che subì il povero addetto alla sicurezza come esemplari delle storture che può raggiungere una certa stampa. Il film verrà distribuito nelle sale statunitensi il prossimo 13 dicembre 2019,

Clint Eastwood non abbandona il set
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2019
Genere: drammatico
Regia: Clint Eastwood
Soggetto: articolo di Marie Brenner
Sceneggiatura: Billy Ray
Produttori: Clint Eastwood, Tim Moore, Jessica Meier, Kevin Misher, Leonardo DiCaprio, Jennifer Davisson, Jonah Hill
Casa di produzione: Malpaso Productions, Appian Way Productions, Misher Films, 75 Year Plan Productions
Distribuzione in italiano: Warner Bros. Pictures
Fotografia: Yves Bélanger
Montaggio: Joel Cox
Musiche: Arturo Sandoval
Scenografia: Kevin Ishioka

Attori e personaggi:

Paul Walter Hauser: Richard Jewell
Sam Rockwell: Watson Bryant
Kathy Bates: Bobi Jewell
Jon Hamm: Tom Shaw
Olivia Wilde: Kathy Scruggs
Ian Gomez: Eric Rudolph
Dylan Kussman: Bruce Hughes
Mike Pniewski: Brandon Hamm

 

L.M.

Joaquin Phoenix parla del fratello River

Joaquin Phoenix parla del fratello

Joaquin Phoenix parla del fratello River Phoenix,  morto tanti anni fa e attore come lui, fratello che è stato determinante nella sua carriera da attore

Joaquin Phoenix parla del fratello River
Joaquin Phoenix parla del fratello River, senza il quale probabilmente non sarebbe diventato il grande attore che è adesso. Moltissime grandi interpretazioni nella sua lunga carriera, una su tutte forse l’interpretazione di Johnny Cash in Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line. Il suo ultimo film il recente Joker, diretto da Todd Phillips.

Quando avevo 15 o 16 anni mio fratello River Phoenix è tornato a casa dal lavoro con una VHS di un film intitolato Toro scatenato. Mi ha fatto sedere e mi ha fatto vedere il film. Il giorno dopo mi ha svegliato e me lo ha fatto rivedere. Poi ha detto ‘Devi ricominciare da capo a recitare, devi fare così’. Non me lo ha chiesto, me lo ha detto.

E io gli devo la mia carriera e la vita incredibile che mi ha fatto avere. Sono sopraffatto dall’emozione perché sto pensando a tutte le persone che hanno avuto una profonda influenza su di me. Sto pensando alla mia famiglia. Alle mie sorelle Rain, Liberty e Summer, che sono le mie migliori amiche. Sto pensando a mio padre, che mi ha insegnato l’etica del lavoro anche se Todd Phillips potrebbe non essere d’accordo, e a mia madre per essere una costante fonte di ispirazione. Tutto ciò che faccio è per lei….

Joaquin Phoenix parla del fratello River

Si trattava di un’intervista dove Joaquin Phoenix ha presentato anche il suo ultimo personaggio, il perfido e psicopatico Joker, del quale vengono raccontate le origini nell’omonimo film.

Forgiare questo Joker è stato un lavoro incessante. Non abbiamo rispettato le indicazioni iniziali che ci eravamo dati, perché definire in tutto e per tutto Joker significherebbe tradirne la natura e lo spirito sfuggente. È un personaggio difficile da definire, per cui non vorrei definirlo. Non vorrei mai che uno psichiatra capisse davvero che tipo di paziente abbia davanti a lui.

Ammetto che inizialmente ero spaesato, poi Todd mi ha inviato un testo con delle indicazioni che hanno acceso la luce. Di colpo avevo capito. Per arrivare davvero dentro Joker mi sono concentrato sul concetto di perdita, sia affettiva che fisica, perdendo molto peso. Ho cercato di segnare dei lati salienti della sua identità, ma ogni volta che arrivavo a delle risposte facevo un passo indietro. Volevo lasciare un’aura di mistero.

Joker ha una personalità sconfinata, difficile da sondare. Scavando dentro di lui ho trovato cose nuove sino all’ultimo giorno di riprese. Quello che mi ha attratto di questo film era proprio l’approccio personale di Todd, il suo essere indipendente e coraggioso. E così non ho potuto fare alto che imitarlo, ovvero fare per conto mio. Non mi sono riferito a nessuno. Non ho imitato nessuno. Non mi sono distanziato volutamente da nessuno. Ho pensato solo a fare il mio. Questo Joker è semplicemente nostro.

L.M.

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre 2001, dopo l’attentato alle Twin Towers a New York

Arnold Schwarzenegger volontario l'11 settembre
Arnold Schwarzenegger dopo l’attentato dell’11 settembre 2001

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre, lo sapevate? Non tutti lo sanno, ma a Ground Zero, subito dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers, Swarzy ha prestato servizio come volontario.

A New York, nonostante sia poco documentato, a cercare superstiti sotto le macerie c’era un certo Arnold Schwarzenegger. L’attore che ha interpretato Terminator ha lavorato intensamente in uno dei giorni più tristi della storia degli Stati Uniti e dell’umanità.  Non solo un eroe al cinema insomma, un eroe in tutti i sensi.

Arnold Schwarzenegger volontario l'11 settembre
Arnold Schwarzenegger a Ground Zero l’11 settembre 2001

Un illustre collega aveva aiutato i superstiti del World Trade Center quella triste giornata per la Grande mela ed il mondo intero.

Più conosciuta la vicenda di Steve Buscemi: l’attore è stato un vigile del fuoco a New York dal 1980 al 1984. Per questo motivo il giorno dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 Buscemi si era recato nella sua ex-caserma per prestare servizio come volontario, lavorando a turni di 12 ore per una settimana a Ground Zero. Come Swartzy ha cercato i sopravvissuti tra le macerie. Per lungo tempo evitò di parlarne e le telecamere, scegliendo di lavorare anonimamente come un qualunque altro vigile del fuoco, ma la storia venne comunque alla luce.

Le foto che vi abbiamo proposto dell’attore austriaco a Ground Zero dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers, le potete trovare sulla sua pagina ufficiale di Facebook e su altri canali social. Quella è la fonte da cui sono state prese queste foto, che documentano un bellissimo gesto poco noto dell’attore.

Luca Miglietta

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson, a breve distanza compare nella pellicola Once Upon a Time in Hollywood e nella serie tv Mindhunter

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate

Quello in Once Upon a Time in Hollywood di Quentin Tarantino non è l’unico Charles Manson interpretato da Damon Herriman, l’attore australiano conosciuto in tv per i suoi trascorsi in Justified veste anche i panni del famigerato criminale statunitense anche nella serie di Netflix Mindhunter.

Sul grande schermo è uscito in molto paesi C’era una volta. . . a Hollywood, dove troviamo un Manson di fine Anni ’60, in televisione abbiamo visto il raccapricciante Charles Manson di Damon Herriman che ha inquietato gli spettatori di Mindhunter

Damon Herriman racconta come abbia affrontato prima il casting della serie tv:

“Mindhunter è nato forse sei mesi prima del film di [Quentin] Tarantino, ma per puro caso si sono girati in un paio di settimane l’uno dall’altro. Onestamente è stata solo una coincidenza. Quando ho avuto il provino per “C’era una volta a Hollywood “, avevo già trascorso mesi e mesi indagando su Manson, quindi era una specie di situazione insolita. Ma in questo caso stavo già facendo Manson [in “Mindhunter”], quindi è stato molto utile per me che conoscevo già il personaggio così bene”

Mindhunter’ came about maybe six months before the [Quentin] Tarantino movie, but by pure chance they shot within a couple of weeks of each other. Honestly it was just a coincidence. By the time I got the audition for ‘Once Upon a Time . . . in Hollywood,’ I had already spent months and months researching Manson, so it was kind of an unusual situation. But in this case I’d already been doing Manson [on ‘Mindhunter’] so it was very helpful for me that I already knew the character so well by that stage.

In C’era una volta. . . a Hollywood, gli spettatori vedono Manson alla porta di Sharon Tate (Margot Robbie) in Cielo Drive nel 1969. Sta cercando il produttore discografico Terry Melcher, il precedente occupante della casa. Il film di Tarantino rivisita in modo immaginario ciò che è realmente accaduto poco dopo: i selvaggi omicidi di Tate-LaBianca orchestrati da Manson ed eseguiti dai membri della sua “famiglia”.

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson 2
Herriman appare in Mindhunter nell’episodio 5. E’ ambientato nel 1980, 11 anni dopo gli omicidi. Gli agenti dell’FBI Bill Tench (Holt McCallany) e Holden Ford (Jonathan Groff) interrogano un Manson barbuto e incarcerato, che ha una svastica incisa sulla fronte, per sondare le profondità della sua psiche contorta. È una scena intensa di 10 minuti in cui c’è un Manson che parla con gli agenti e lascia un’iscrizione inquietante nella copia di Ford del libro di Vincent Bugliosi intitolato Helter Skelter: “Ogni notte mentre dormi io distruggerei il mondo. ”

Damon Herriman non ha caso ha interpretato due volte il ruolo del famigerato criminale americano, si era molto documentato e preparato su di lui

L’attore ha affermato davanti ai giornalisti:

hanno fatto davvero di tutto per il trucco in” Mindhunter. Penso che il [produttore esecutivo] David Fincher abbia voluto rendere la fisicità il più accurata possibile. Hanno usato il truccatore giapponese Kazu [Hiro], che è il migliore del mondo in quello che fa. Ha vinto un Oscar [nel 2018] per il trucco di Gary Oldman in “The Darkest Hour” e quello è stato lo stesso anno in cui abbiamo lavorato insieme a “Mindhunter. Essenzialmente la maggior parte della mia faccia che vedi è in qualche modo protesica. Le persone sono un po ‘tipo” Wow, come hanno trovato qualcuno che assomiglia tanto a Charles Manson?’ Beh, non assomiglio tanto a Charles Manson.”

Herriman ha affermato di aver fatto ricerche su Manson usando fonti d’archivio. Ha evitato di guardare le sue molte rappresentazioni sul piccolo e grande schermo:

avevo visto l’originale [CBS] Helter Skelter, ma probabilmente era 15 anni fa. Ricordo di aver visto la straordinaria interpretazione di Jeremy Davies nei panni di Manson nel remake [2004] di Helter Skelter. Lui e io abbiamo lavorato insieme in Justified. Non sono tornato a guardare [le altre rappresentazioni] perché pensai: “Beh, potrei diventare un po’ confuso se stai facendo Manson o facendo qualcun altro Manson.

Ho solo pensato che fosse più semplice guardare il vero ragazzo il più possibile. E ho compilato un piccolo video, della durata di otto minuti, che aveva il maggior numero possibile di frammenti l’uno dell’altro perché aveva così tante versioni diverse di se stesso che ha presentato.

Charles Manson è scomparso nel 2017 al Kern County Hospital di Bakersfield all’età di 83 anni.

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson 3
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate in C’era una volta a… Hollywood

C’era una volta. . . a Hollywood

Data di uscita: 18 settembre 2019
Genere: Commedia, Drammatico
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 145 min
Anno: 2019
Regia: Quentin Tarantino

Attori:
Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino, Timothy Olyphant, Emile Hirsch, Zoe Bell, Dakota Fanning, Kurt Russell, Damian Lewis, Michael Madsen, Luke Perry, Julia Butters, Clifton Collins Jr., Scoot McNairy, Nicholas Hammond, Maurice Compte, Damon Herriman, Lew Temple, Margaret Qualley, Spencer Garrett, Austin Butler, Mike Moh, Rafal Zawierucha, Lena Dunham

Distribuzione:
Sony Pictures Italia/Warner Bros. Pictures Italia
Sceneggiatura:
Quentin Tarantino
Fotografia:
Robert Richardson
Montaggio:
Fred Raskin

L.M.

Samara challenge

Samara challenge

Samara challenge, decine di avvistamenti in tutta Italia della bambina dell’horror, ultimo avvistamento nel foggiano a Manfredonia, in centinaia nella notte davanti al cimitero

Samara challenge
The Ring, Daveigh Chase nei panni di Samara Morgan

Samara Morgan, anzi uno dei numerosissimi emuli della ragazzina protagonista del film “The ring“, sta spaventando negli ultimi giorni tutta Italia con la “Samara challenge“. Si tratta dell’ultima pazzia diventata virale sui social che invita le persone a travestirsi come la protagonista del celebre horror: lunghi capelli neri che le coprono la faccia ed un inquietante lenzuolo bianco.

I primi avvistamenti si sono verificati a Cagliari, Gragnano (in provincia di Napoli), Catania e nella Capitale, dove sono stati segnalati diversi avvistamenti: Quarto Miglio Appio, Torre Gaia, Tuscolano, Centocelle, Pigneto, Casal Bruciato, San Basilio e Casal Monastero.

A Casal Monastero ieri sera i poliziotti, allertati da decine di segnalazioni di cittadini preoccupati, hanno cominciato ad indagare. Una ragazza sulla pagina Instagram Welcome to favelas, ha denunciato: “Stanotte mentre tornavo a casa a San Basilio, in via Corinaldo è entrata Samara dentro al portone con un coltello. Per scappare sono caduta, guarda” e mostra sul social una sua foto con lividi ed escoriazioni.

Gli inquirenti non son sicuri che la testimonianza sia attendibile, in ogni caso la tensione nella capitale è alta, tanto che c’è chi prevede il rischio di reazioni spropositate. Sono molti i pericoli che si corrono facendo la Samara Challenge, è imprevedibile il modo in cui possa reagire una persona che incontra per strada una ragazza vestita di bianco, con i capelli lunghi che le coprono il volto e con un coltello nascosto sotto la tunica. Sono già molte le segnalazioni di colluttazioni e pestaggi ai protagonisti della Samara Challenge, causati da vittime dello scherzo che hanno reagito malamente all’aggressione.

Fabrizio Montanini, il presidente del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio racconta la preoccupazione degli abitanti del quartiere Tiburtino per il fenomeno: “Siamo pronti a fare le ronde, non è escluso che ci mascheriamo anche noi pur di prendere questa persona e assicurarla alla giustizia. Bisogna fargli capire che non è tollerabile che vada nei parchi e per le strade a spaventare le persone in piena notte”.

Sono tante le foto pubblicate sui social scattate a Roma che riguardano il Samara challenge, vediamo Samara Morgan in piazza, accanto a un cassonetto in fiamme a Monti Tiburtini, in una area giochi e, rincorsa da alcune persone indispettite tra San Basilio e Centocelle a bordo di una Smart di colore blu di cui è anche visibile la targa. Sarà però in questo caso facilmente identificato l’autore del gesto.

Tanti episodi in tutta Italia, non solo nella capitale, che hanno suscitato molti timori. I catanesi molto critici verso contro il gioco horror, perchè: “Spaventa i bambini

L’ultimo episodio ieri sera nel foggiano a Manfredonia, dove è scattato il panico, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia per allontanare le centinaia  di persone accorse al cimitero per vedere la finta Samara che si trovava proprio all’interno del camposanto. Nei giorni scorsi Samara si era vista anche a Foggia e in altre cittadine della provincia, come San Severo, Cerignola, Ippocampo e Stornara.

Soli due casi risolti fin’ora. In Sardegna è stata identificata dai carabinieri una turista tedesca di 25 anni, ma a suo carico, al momento, non sono emerse condotte penalmente rilevanti.  Era stata vista passeggiare in piena notte vicino al cimitero di Fluminimaggiore, nel Sulcis. In Sicilia invece una trentenne è stata denunciata dalla polizia a Niscemi per procurato allarme, dopo che si è scoperto che era lei a vestirsi come Samara.

L.M.