La travagliata produzione di The Predator

La travagliata produzione di The Predator

La travagliata produzione di The Predator, diversi problema hanno reso la pellicola diShane Black non completamente riuscita

La travagliata produzione di The PredatorLa travagliata produzione di The Predator: Shane Black ha incontrato molte difficoltà in fase di scrittura e imprevisti che lo hanno costretto a girare una pellicola in parte diversa dalle sue intenzioni originarie. Shane Black ha rivelato che il primo montaggio del film è stato giudicato dagli spettatori delle proiezioni di prova troppo cupo (tanto da essere soprannominato “Night Cut”), cosa che ha portato il regista, sotto pressioni dei produttori, a riprogrammare l’intero terzo atto del film, la parte maggiormente criticata sotto questo aspetto. Per risolvere questo problema sono state aggiunte parti comiche, trasformando il film in una sorta di commedia d’azione; il tutto è stato reso possibile con nuove riprese, per girare le quali però i produttori hanno dato a Shane Black un budget bassissimo.

The Predator inoltre era stato considerato una pellicola troppo lunga, fattore che ha reso necessario rimuovere il personaggio interpretato da Edward James Olmos. Sono così stati tagliati di 30-45 minuti. L’attore è rimasto un po’ deluso dalla scelta dei produttori ma ha comunque dichiarato alla stampa: “Il film era troppo lungo perciò hanno dovuto rimuovere il mio personaggio. Era troppo lungo di 30-45 minuti, perciò capisco il motivo. È stato gentile da parte loro chiamarmi per dirmi: ‘Scusaci, ci dispiace davvero tanto’”. Pare che l’attore dovesse essere il vero antagonista del film e così questo ruolo di personaggio negativo è passata al capo della squadra anti-predator. Quindi un ruolo tagliato ed un altro personaggio trasformato in qualcosa che non era originariamente.

La travagliata produzione di The PredatorI problemi della pellicola non sono finiti qui perchè la 20th Century Fox ha cancellato una scena da The Predator dopo aver appreso che uno degli attori presenti in essa è stato iscritto nel registro dei sex offender. Si trattava dell’attore Steven Wilder Striegel, accusato di aver tentato di adescare una 14enne e condannato a sei mesi di prigione nel 2010. Secondo quanto aveva riportato il Los Angeles Times, la casa produttrice aveva appreso del passato dell’attore da Olivia Munn, parte del cast e protagonista della pellicola, ed è prontamente intervenuta. La Fox ha dichiarato di non aver saputo nulla sulla fedina penale di Steven Wilder Striegel durante il casting a causa dei limiti legali che impediscono agli studios di fare ricerche sul passato degli attori. In The Predator Steven Wilder Striegel interpretava un jogger che ci prova regolarmente con il personaggio di Olivia Munn. Steven Wilder Striegel è un amico di Shane Black, ed è comparso anche in altre sue pellicole del regista come Iron Man 3 e The Nice Guys.

La travagliata produzione di The Predator, le reazioni di Shane Black alla scoperta della fedima penale del suo attore ed amico

Il regista in un primo momento, appena uscita la notizia sul conto dell’attore, si è giustificato della scelta di scegliere il suo amico: “ho scelto personalmente di aiutare un amico. Capisco che altri potrebbero disapprovare la mia scelta: il fatto che sia finito in prigione per un reato così delicato non va preso alla leggera.”
Shane Black ha poi però rilasciato un’ulteriore dichiarazione, dopo aver letto l’articolo del Los Angeles Times con diversi dettagli sul caso: “dopo aver letto le notizie di questa mattina, mi sono reso tristemente conto di essere stato raggirato da un amico che speravo veramente mi stesse dicendo la verità quando mi descrisse le circostanze della sua incarcerazione. Credo tantissimo nel dare una seconda possibilità alle persone, ma a volte si scopre che la fiducia non è sempre ben riposta. Dopo aver letto nuovi dettagli sulla deposizione scritta giurata, trascrizioni e altre informazioni sulla sentenza di Steve Striegel, sono molto deluso da me stesso. Mi scuso con tutti quelli che, in passato e attualmente, ho deluso coinvolgendo Steve senza dar loro la possibilità di partecipare a questa decisione”.

La travagliata produzione di The PredatorDai confini dello spazio inesplorato, la caccia arriva nelle strade di una piccola città nella terrificante reinvenzione della serie di Predator nel progetto registico di Shane Black. Geneticamente modificati, attraverso la combinazione dei DNA di specie diverse, i cacciatori più letali dell’universo sono adesso ancora più pericolosi, più forti, più intelligenti. Quando un ragazzino innesca accidentalmente il loro ritorno sulla Terra, solo un gruppo di ex soldati e una disillusa insegnante di scienze può impedire la fine della razza umana.

TITOLO: The Predator
DATA USCITA: 11 ottobre 2018
GENERE: Azione, Avventura, Horror, Fantascienza
PAESE: USA
DURATA: 101 Min
ANNO: 2018
REGIA: Shane Black
ATTORI: Boyd Holbrook, Yvonne Strahovski, Olivia Munn, Thomas Jane, Jacob Tremblay, Edward James Olmos, Alfie Allen, Keegan Michael Key, Jake Busey, Trevante Rhodes, Niall Matter, Paul Lazenby, Steve Wilder, Dean Redman, Rhys Williams
TRAILER ITALIANO: The predator Link 1 streaming Youtube
TRAILER IN LINGUA ORIGINALE: The predator Link 2 streaming Youtube

L.M.

A Star is Born tra finzione e realtà

A Star is Born tra finzione e realtà

A Star is Born tra finzione e realtà, somiglianze con la vita di Lady Gaga e Bradley Cooper

A Star is Born tra finzione e realtàA Star is Born tra finzione e realtà. Nella pellicola diretta da Bradley Cooper ci sono alcune similitudini tra la vita dei due attori principali ed alcune caratteristiche di Ally CampanaJackson Maine, i personaggi che interpretano. Ally Campana e Lady Gaga hanno entrambe avuto problemi con il loro naso, un tema ricorrente in A Star is Born. Lady Gaga ha raccontato che all’inizio della sua carriera il suo viso non canonico era stato considerato dai discografici un ostacolo tra lei ed il suo tentativo di raggiungere il successo. Qualcuno le aveva addirittura consigliato di rivolgersi al chirurgo plastico.

A Star is Born tra finzione e realtà 2Lady Gaga fortunatamente aveva preferito non seguire i consigli dei discografici. La cantante attrice così aveva raccontato alla stampa alla presentazione della pellicola: «prima che il mio primo singolo uscisse, mi è stato suggerito di fare un intervento al naso, ma ho detto: “No”. Amo il mio naso italiano. Se la gente vuole che somigli a una dea, sembrerò il contrario. Se mi dicessero: “Prova a ballare e ammiccare in questo modo”, io ragionerei sempre con la mia testa e farei a modo mio». L’attrice ha anche raccontato di aver parlato molto con Bradley Cooper della sua vita, e che l’attore regista ha scelto di integrare parte del suo passato nel film.

A Star is Born tra finzione e realtà 3Lady Gaga aveva anche parlato alla stampa, in altre interviste promozionali di A Star is Born, del suo aspetto fisico ed i problemi che le aveva causato agli inizi della carriera rispetto ad altre cantanti della sua generazione. “Bradley la prima volta che l’ho visto aveva tra le mani il latte detergente per togliermi il rimmel. Mi voleva senza trucco. Ero vulnerabile, mi ha fatto sentire a mio agio, mi ha tirato fuori questa cosa di recitare che non sapevo di avere. Rispetto al mio personaggio, all’inizio della mia carriera, a 19 anni, avevo le idee chiare, ho detto tanti no, suonavo il pianoforte, ballavo. Come cantante ai provini non ero la più bella, ma non volevo essere sexy come le altre. Volevo mostrare la mia visione delle cose, essere me stessa. I discografici mi chiedevano di dare le mie canzoni alle altre: mi sono sempre rifiutata. Nel film si cita Frank Sinatra: altri avevano talento come lui, ma quando sbucava sul palco, gli occhi azzurri come fari, le scarpe di vernice…»

A Star is Born tra finzione e realtà 4A Star is Born tra finzione e realtà, anche Bradley Cooper come il suo personaggio ha avuto problemi di alcolismo e droghe

Bradley Cooper ha invece dovuto fronteggiare, proprio come il suo personaggio, una dipendenza da alcool e antidolorifici. L’attore e regista parlando del suo personaggio, rocker alcolista Jackson Maine ha raccontato del suo passato, delle dipendenze da droghe e alcol. Ha poi aggiunto: “c’è della bellezza nel trasformare quel che si è passato in una storia, è catartico, ricordo di aver imparato tutto questo a scuola. La mia maestra non faceva che ripeterci di utilizzare le nostre insicurezze, le zone d’ombra della nostra vita per raccontare una storia”. A star is born è una sorta di terapia, un momento liberatorio, nel quale ha potuto utilizzare il proprio passato per creare un’opera di grande qualità.

A Star is Born tra finzione e realtà 5L’attore ha descritto i giorni più bui, di alcolismo e droghe da cui si è liberato tra il 2004 e il 2005, problemi che l’attore non ha mai nascosto e di cui aveva parlato in molte occasioni tra cui l’intervista all’Hollywood Reporter nel 2012, anno di uscita del film Il lato positivo.
“Ho deciso di smettere quando avevo 29 anni, ad un certo punto ero a una festa, e ho iniziato a sbattere la testa contro il pavimento. Non so, forse volevo dimostrare di avere la testa dura. Fatto sta che quando mi sono rialzato grondavo sangue. Il problema è che sono andato avanti a farlo. E così ho finito per passare la notte al St. Vincent Hospital, col ghiaccio in testa, aspettando che mi ricucissero. Credo sia stato in quell’esatto momento che ho realizzato che, se fossi andato avanti così, mi sarei rovinato la vita. Ed ecco perché da quel giorno ho chiuso con tutto. Non mi drogo, non bevo : la sobrietà, credetemi, è una gran cosa. Ricordo che vivevo in funzione solo di me stesso. Anzi, no, vivevo proprio nella mia testa. Mi stavo rovinando, ma credetemi: ho chiuso otto anni fa e non riaprirò più il capitolo”

A Star is Born tra finzione e realtà 6A Star is Born racconta la storia di Ally Campana (Lady Gaga), una cameriera che il venerdì sera si esibisce in un drag-bar ed ha una straordinaria voce. Jackson Maine (Bradley Cooper) è una rock star con problemi di alcolismo che la sente cantare e ne rimane colpito. In un parcheggio di in un supermercato scocca la scintilla tra di loro. E’ stata Lady Gaga a convincere Bradley Cooper a cantare come ha rivelato lo stesso attore, perchè all’inizio i piani erano quelli di utilizzare il playback per le sue parti cantate. La cantante gli ha fatto cambiare idea rivelandogli che odiava le pellicole in cui gli attori fingono di cantare una canzone. Un consiglio fondamentale insomma se pensiamo alla bravura che ha dimostrato Bradley Cooper.

A Star is Born tra finzione e realtà, dati tecnici della pellicola

DATA USCITA: 11 ottobre 2018; GENERE: Drammatico, Musicale, Sentimentale; ANNO: 2018; PAESE: USA; DURATA: 135 Min; REGIA: Bradley Cooper; ATTORI: Bradley Cooper, Lady Gaga, Michael Harney, Sam Elliott, Bonnie Somerville, Greg Grunberg, Dave Chappelle, Rafi Gavron, Andrew Dice Clay, Willam Belli, Eddie Griffin, Rebecca Field, Anthony Ramos, Michael D. Roberts

L.M.

Sacha Baron avrebbe dovuto interpretare Freddie Mercury

Sacha Baron avrebbe dovuto interpretare Freddie Mercury

Sacha Baron avrebbe dovuto interpretare Freddie Mercury però il film era troppo estremo per la band

Sacha Baron avrebbe dovuto interpretare Freddie MercurySacha Baron Cohen avrebbe dovuto interpretare Freddie Mercury in un biopic di quasi 10 anni fa. Sacha Baron Cohen stava pensando ad un film sul celebre cantante molto più esplicito ed estremo di quello con protagonista Rami Malek e per questo vietato ai minori.

La band però era in disaccordo con l’attore comico sulla direzione da dare alla pellicola, così lui decise di lasciare il progetto quando divenne chiaro che i membri dei Queen non avevano alcun interesse a realizzare un film spigoloso sulla vita di Mercury. Anni dopo, Cohen ha rilasciato alcune dichiarazioni durante un’intervista radiofonica a Howard Stern:

I problemi sono sorti per il fatto che volevo entrare nei dettagli della vita di Mercury, compresa quella sessuale. Ci sono storie sconvolgenti su Freddie Mercury, era una persona selvaggia e aveva uno stile di vita estremo, dissoluto… Lo sai, ci sono storie di… come chiamarli? Persone di statura minuta con un piatto cosparso di cocaina che andavano su e giù durante i suoi party. E lo capisco, loro sono una band e vogliono difendere l’eredità della band, lo comprendo benissimo. Un membro della band mi disse che sarebbe stato proprio un gran bel film, perché a metà succede qualcosa di sorprendente, muore Freddie. Così lo paragono a Pulp Fiction, dove il finale è a metà, l’intermezzo è alla fine, è un film spericolato, interessante. Poi mi viene detto che sarà un film normale. Così gli domando cosa succede nella seconda parte del film e mi dicono che si vede come la band va avanti facendosi forza, senza Freddie. Gli dissi che nessuno andrà mai a vedere un film dove il personaggio principale muore per AIDS e la band va avanti!

Sacha Baron avrebbe dovuto interpretare Freddie Mercury 2Sacha Baron avrebbe dovuto interpretare Freddie Mercury ma il progetto naufragò

Il progetto dell’attore noto per il film Borat aveva attirato l’attenzione di Stephen Frears il regista di The Queen che riteneva la visione di Cohen esplicita e fedele allo spirito di Mercury, come ha affermato:

In poco tempo però il progetto si sgonfiò perchè i membri della band Brian May e Roger Taylor non erano convinti della visione di Cohen, e temevano che avrebbe danneggiato l’eredità di Mercury. Il film più che della storia dei Queen era una biografia su Freddie  Mercury perchè solo una parte della pellicola si occupava degli alti e bassi della band e sempre dalla prospettiva di Freddie.

Stephen Frears, una volta che Cohen lasciò il progetto, decise di andarsene pure lui, dando spazio ad altri artisti che dovevano decidere come descrivere la vita di Freddie Mercury. Così nacque il nuovo progetto che si intitola Bohemian Rhapsody, che, ironia della sorte, è stato accusato di aver dato una versione troppo zuccherata ed edulcorata della vita di Mercury.

Bohemian Rhapsody è finalmente uscito nelle sale dopo tante vicissitudini nel 2018 ed è stato diretto da Bryan Singer. La pellicola sceglie di trattare i primi quindici anni del gruppo rock dei Queen, dalla nascita della band nel 1970 fino al concerto Live Aid del 1985.

L.M.

Keira Knightley vieta classici Disney

Keira Knightley vieta classici Disney

Keira Knightley vieta classici Disney come La Sirenetta a sua figlia

Keira Knightley vieta classici Disney come La Sirenetta a sua figliaKeira Knightley vieta classici Disney alla figlia di tre anni per evitare che riceva alcuni insegnamenti che lei ritiene sbagliati dalle storie raccontate sullo schermo. La star de La maledizione della prima luna e dell’ultimo film che uscirà fra poco Lo schiaccianoci e i quattro regni ha espresso il suo punto di vista:

Cenerentola è vietata. Perché aspetta che arrivi un uomo ricco per salvarla. Non fatelo! Salvatevi da sole! Ovviamente!. Poi c’è questo che mi ha un po’ infastidita perché mi piace davvero il film, ma anche La sirenetta è vietato. Voglio dire, le canzoni sono grandiose, ma non rinunciate alla voce per un uomo. Ma il problema con La Sirenetta è che amo La Sirenetta, è un po’ insidioso, ma manterrò la mia posizione.

La Knightley ha invece approvato Alla ricerca di Nemo e il sequel Alla ricerca di Dory, oltre a Frozen – Il regno di ghiaccio e Oceania.

Keira Knightley vieta classici Disney come La Sirenetta a sua figliaKeira Knightley vieta classici Disney alla figlia di tre anni e presenta il nuovo film Lo schiaccianoci e i quattro regni

Lo schiaccianoci e i quattro regni (The Nutcracker and the Four Realms) è un film del 2018 diretto da Lasse Hallström e Joe Johnston con protagonisti Keira Knightley, Mackenzie Foy, Helen Mirren e Morgan Freeman. La pellicola è ispirata al celebre classico di E.T.A. Hoffmann e verrà distribuito nei cinema italiani nel mese di novembre.

La protagonista del film è l’attrice Mackenzie Foy nel ruolo di Clara, una ragazza che vuole rientrare in possesso di una chiave che potrà farle scoprire un prezioso dono che le ha lasciato la madre. L’oggetto è però sparito in un mondo misterioso e parallelo dove Clara incontra un soldato chiamato Phillip (Jayden Fowora-Knight), un gruppo di topi e le reggenti che si occupano di tre reami: dei fiocchi di neve, dei fiori e dei dolci. Clara e Phillip devono quindi trovare il coraggio di avventurarsi nel quarto regno, dove domina la tiranna Madre Zenzero (Helen Mirren), nella speranza di recuperare la chiave di Clara e riportare l’armonia in questo mondo instabile.

L.M.

Il vero nome dell’Inserviente di Scrubs

Il vero nome dell’Inserviente di Scrubs

Qual è il vero nome dell’Inserviente di Scrubs? Un personaggio che aveva un’alchimia fantastica con JD e aveva dato alla serie una marcia in più

Il vero nome dell’Inserviente di ScrubsIl vero nome dell’Inserviente di Scrubs. L’Inserviente è il principale nemico di JD nella serie tv Scrubs, è il suo tomento, in ogni occasione tenta di maltrattarlo o mettergli i bastoni fra le ruote. L’alchimia tra i due personaggi è ottima ed è una delle trovate geniali degli sceneggiatori di Scrubs. L’Inserviente è ossessionato da JD, è stato creato per essere l’antagonista naturale del medico durante la fortunata serie tv. La sua cattiveria è totalmente infondata nei confronti del medico e la scusa della monetina caduta inavvertitamente dalle tasche di JD che aveva bloccato la porta è forse poco per dar vita ad una faida così lunga.

Nell’idea iniziale degli sceneggiatori di Scrubs l’inserviente non doveva avere alcun nome perchè era stato pensato come allucinazione del protagonista JD. Dalla seconda stagione in poi però l’Inserviente venne inserito a pieno titolo nel cast essendo un personaggio che funzionava e quindi l’idea dell’allucinazione tramontò. Da quel momento Neil Flynn venne inserito dei credits come l’Inserviente

Il personaggio venne così costantemente chiamato da tutti gli altri personaggi dello show semplicemente col nome del suo stesso lavoro.

Il vero nome dell’Inserviente di ScrubsIl vero nome dell’Inserviente di Scrubs, tutti i nomi che ha avuto il personaggio

Questo non vuol dire che il personaggio venga costantemente chiamato solo “inserviente”, ad esempio in una delle fantasie di JD assume le sembianze del Dottor Jan Itòr. Questo in realtà è un nome derivato dal termine inglese Janitor, che nella lingua di sua maestà significa appunto inserviente.

Nell’episodio 8 della terza stagione My Friend the Doctor (La mia amica medico) l’Inserviente assunse il nome di Neil Flynn lo stesso attore che lo interpretava. Nella puntata di Scrubs in questione quando JD tenta di scoprire l’identità dell’Inserviente, si accorge che è stato membro del cast de Il Fuggitivo. Questo identifica il nome dell’attore Neil Flynn come l’identità dell’Inserviente stesso.

Nell’ultimo episodio dell’ottava stagione intitolato My Finale (Il mio finale), Bill Lawrence e Neil Flynn decisero di rimescolare le carte. JD sta salutandolo quando si rende conto di non conoscere il nome dell’Inserviente e lui gli fa notare di non averglielo mai chiesto. L’Inserviente così gli dice di chiamarsi Glen Matthews. Appena JD abbandona la scena però l‘Inserviente viene salutato col nome di Tommy da un impiegato di passaggio. Questo crea di nuovo nuovi sospetti e mistero sull’identità dell’inserviente.

Luca Miglietta

Il vero nome dell’Inserviente di Scrubs

 

Fratello dove sei?

Fratello dove sei?

Fratello dove sei? un film del 2000 diretto dai fratelli Coen

Fratello dove sei? un film del 2000 diretto dai fratelli CoenFratello dove sei?    Everett Ulysses McGill (George Clooney) è un galeotto condannato ai lavori forzati con una grande voglia di evadere. Con l’aiuto di altri due compagni di prigione, Pete Hogwallop (John Turturro) e Delmar O’Donnell (Tim Blake Nelson) ci riuscirà. Li convincerà ad evadere assieme a lui con il miraggio di un tesoro di cui solo lui conosce l’ubicazione. Il vero motivo in realtà riguarda la moglie Penelope Wharvey McGill (Holly Hunter) che sta per risposarsi e McGill vorrebbe impedirglielo

Fratello dove sei? è un film del 2000 diretto dai fratelli Coen che ha l’intenzione di parodiare l’Odissea di Omero. Viene ad esempio creato dai due fratelli registi il personaggio di Big Dan Teague (John Goodman), un venditore di Bibbie con un occhio solo, come Polifemo, delle sirene country, i protagonisti incontrano un vecchio cieco all’inizio del film, ispirato alla figura di Tiresia, troviamo il canto delle sirene in versione country e un Ulisse impacciato, vanitoso e molto meno astuto dell’originale. Presentato in concorso al 53º Festival di Cannes, ha poi vinto un Grammy Award come album dell’anno nel 2002.

Fratello dove sei? un film del 2000 diretto dai fratelli Coen 2Il titolo Fratello dove sei? è un riferimento al film satirico del 1941 diretto da Preston Sturges dal titolo I dimenticati (Sullivan’s Travels), dove il protagonista voleva girare un film sulla grande crisi intitolato O Brother, Where Are Thou?

Fratello dove sei? contiene anche riferimenti ad altre pellicole come Il mago di Oz, Crossroads, Nick mano fredda e Nascita di una nazione. La maggior parte della musica utilizzata nel film è folk-blues degli Appalachi, e include anche il cantante bluegrass-folk della Virginia, Ralph Stanley. Un ottimo film, da vedere anche per la splendida colonna sonora che racchiude pezzi come:

Po’ Lazarus – 4:31 (tradizionale) – James Carter and the Prisoners
Big Rock Candy Mountain – 2:16 (Harry McClintock) – Harry McClintock
You Are My Sunshine – 4:26 (Jimmie Davis, Charles Mitchell) – Norman Blake
Down to the River to Pray – 2:55 (tradizionale) – Alison Krauss
I Am a Man of Constant Sorrow (radio station version) – 3:10 (Dick Burnett) – Soggy Bottom Boys & Dan Tyminski
Hard Time Killing Floor Blues – 2:42 (Skip James) – Chris Thomas King
I Am a Man of Constant Sorrow (strumentale) – 4:28 (Burnett) – Norman Blake
Keep On the Sunny Side – 3:33 (Ada Blenkhorn, J. Howard Entwisle) – The Whites
I’ll Fly Away – 3:57 (Albert E. Brumley) – Alison Krauss & Gillian Welch
Didn’t Leave Nobody but the Baby – 1:57 (tradizionale) – Emmylou Harris, Alison Krauss, Gillian Welch
In the Highways – 1:35 (Maybelle Carter) – Leah, Sarah, and Hannah Peasall
I Am Weary, Let Me Rest – 3:13 (Pete Roberts) – The Cox Family
I Am a Man of Constant Sorrow (strumentale) – 2:34 (Burnett) – John Hartford
O Death – 3:19 (tradizionale) – Ralph Stanley
In the Jailhouse Now – 3:34 (Blind Blake, Jimmie Rodgers) – Soggy Bottom Boys & Tim Blake Nelson
I Am a Man of Constant Sorrow (con banda) – 4:16 (Burnett) – Soggy Bottom Boys & Dan Tyminski
Indian War Whoop (strumentale) – 1:30 (Hoyt Ming) – John Hartford
Lonesome Valley – 4:07 (tradizionale) – The Fairfield Four
Angel Band – 2:15 (tradizionale) – The Stanley Brothers

Fratello dove sei? un film del 2000 diretto dai fratelli Coen 3Titolo originale: O Brother, Where Art Thou?
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2000
Durata: 106 min
Genere: commedia
Regia: Joel Coen
Soggetto: liberamente tratto dall’Odissea di Omero
Sceneggiatura: Joel Coen ed Ethan Coen
Produttore: Ethan Coen
Produttori esecutivi: Tim Bevan, Eric Fellner
Casa di produzione: Universal, Touchstone Pictures, Studio Canal e Working Title
Distribuzione (Italia): United International Pictures
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Roderick Jaynes, Tricia Cooke
Effetti speciali: Peter Chesney
Musiche: T Bone Burnett, Carter Burwell
Scenografia: Nancy Haigh

Fratello dove sei? un film del 2000 diretto dai fratelli Coen 4Attori e personaggi:
Fratello dove sei? streaming
George Clooney: Everett Ulysses McGill
John Turturro: Pete Hogwallop
Tim Blake Nelson: Delmar O’Donnell
John Goodman: Big Dan Teague
Holly Hunter: Penelope Wharvey McGill (“Penny”)
Chris Thomas King: Tommy Johnson
Charles Durning: Pappy O’Daniel
Del Pentecost: Junior O’Daniel
Michael Badalucco: George “Babyface” Nelson
Wayne Duvall: Homer Stokes
Ed Gale: The Little Man
Ray McKinnon: Vernon T. Waldrip
Daniel von Bargen: Sceriffo Cooley
Frank Collison: Wash Hogwallop
Lee Weaver: Veggente cieco
Stephen Root: Lund
John Locke: Sig. French

Fratello dove sei? trailer italiano: link streaming youtube

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Fratello dove sei? ha l’intenzione di parodiare l’Odissea di Omero

Fratello dove sei? un film del 2000 diretto dai fratelli Coen 5Voi cercate una grande fortuna. Voi tre che siete ora in catene troverete una fortuna, anche se non sarà la fortuna che cercate. Ma prima, prima dovrete viaggiare, percorrere una strada accidentata, una strada irta di pericoli. Vedrete cose che al racconto susciteranno meraviglia. Voi vedrete una mucca sul tetto di una casa del cotone. E tanti, tanti fatti portentosi. Non posso dirvi quanto sarà lunga quella strada, ma non temete gli ostacoli lungo il percorso, poiché il fato vi ha accordato una ricompensa. Anche se la strada è tortuosa e il cuore scoraggiato e afflitto, voi seguite il vostro cammino, seguitelo fino alla vostra salvezza. (Vecchio cieco senza nome); Lui è il governatore Menelao “Passami i biscotti Pappy” O’Daniel, e sarebbe molto contento se voi usaste la sua farina. E anche se lo votaste al ballottaggio. (Junior O’Daniel); Ho detto il mio pensiero e ho contato fino a tre. (Penny a Everett); Siamo in tempesta! Siamo in tempesta! (Everett); Ecco fatto, ragazzi, sono stato redento! Il pastore ha cancellato con l’acqua tutti i miei peccati e le mie trasgressioni! Camminerò sulla retta via da adesso in poi, e la mia ricompensa saranno i cieli eterni! (Delmar); Non è questo il punto Delmar; hai pareggiato i conti col Signore, ma lo stato del Mississipi è un po’ più pretenzioso. (Everett); Come te la passi figliolo? Io sono Everett e queste due carie figli di buona donna sono Pete e Delmar! Tieni le dita alla larga dalla bocca di Pete perché da tredici anni non mangia altro che sbobba da prigione, marmotte e cavallo putrefatto! (Everett); Disonesta simulatrice e arpia. Mai fidarsi di una femmina, Delmar: ricorda questo semplice principio e il tempo con me non sarà stato speso invano. (Everett); Pete, non voglio nobilitare con un commento il rancore che si riflette in questo tuo appunto, ma vorrei sferzare il tuo atteggiamento generale di irrimediabile pessimismo. Pensa ai gigli nei campi, puttana ladra! Oppure prendi Delmar come paradigma della speranza. (Everett)
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Well, any human being will cast about in a moment of stress. No, the fact is, they’re flooding this valley so they can hydroelectric up the whole durn state. Yes, sir, the South is gonna change. Everything’s gonna be put on electricity and run on a paying basis. Out with the old spiritual mumbo jumbo, the superstitions, and the backward ways. We’re gonna see a brave new world where they run everybody a wire and hook us all up to a grid. Yes, sir, a veritable age of reason. Like the one they had in France. Not a moment too soon.; Damn! We’re in a tight spot!; Say, any of you boys smithies? Or, if not smithies per se, were you otherwise trained in the metallurgic arts before straitened circumstances forced you into a life of aimless wanderin’?; Is you is, or is you ain’t, my constichency?; I don’t know Delmar. The blind are reputed to possess sensitivities compensating for their lack of sight, even to the point of developing paranormal psychic powers. Now, clearly seeing into the future would fall neatly into that category; it’s not so surprising then that an organism deprived of its earthly vision…; So now, without further ado, and by way of endorsin’ my candidacy, the Soggy Bottom Boys is gonna lead us all in a chorus of “You Are My Sunshine.”; That’s not the issue Delmar. Even if it did put you square with the Lord, the state of Mississippi’s a little more hardnosed.; Sounded to me like he was harboring a hateful grudge against the Soggy Bottom Boys on account of their rough and rowdy past. Looks like Homer Stokes is the kind of fellow who wants to cast the first stone.; You seek a great fortune, you three who are now in chains. You will find a fortune, though it will not be the one you seek. But first… first you must travel a long and difficult road, a road fraught with peril. Mm-hmm. You shall see thangs, wonderful to tell. You shall see a… a cow… on the roof of a cotton house, ha. And, oh, so many startlements. I cannot tell you how long this road shall be, but fear not the obstacles in your path, for fate has vouchsafed your reward. Though the road may wind, yea, your hearts grow weary, still shall ye follow them, even unto your salvation.; I don’t know Delmar. The blind are reputed to possess sensitivities compensating for their lack of sight, even to the point of developing paranormal psychic powers. Now, clearly seeing into the future would fall into neatly into that category, its not so surprising then that an organism deprived of its earthly vision…; I am a man of constant sorrow, I’ve seen trouble all my days. I bid farewell to old Kentucky, the place where I was born and raised.; Maybe your friends think I’m just a stranger, my face you never will see no more. But there is one promise that is given, I’ll meet you on God’s golden shore.; Pete, the personal rancor reflected in that remark I don’t intend to dignify with comment. But I would like to address your general attitude of hopeless negativism. Consider the lilies of the goddamn field or… hell! Take at look at Delmar here as your paradigm of hope.

L.M.

Così è la vita

Così è la vita

Così è la vita un film di Aldo, Giovanni & Giacomo

Così è la vita un film di Aldo, Giovanni & GiacomoCosì è la vita.    Aldo Baglio, detto Bancomat, detenuto da due anni e quattro mesi nel carcere di San Vittore cerca l’evasione e sequestra l’agente Giacomo Poretti e l’inventore Giovanni Storti. Durante la fuga però verranno dati per morti. I tre allora decideranno di vendicarsi di tutti quelli che li avevano martoriati nella loro esistenza, ma l’incontro con una donna di nome Clara (Marina Massironi) farà loro scomparire il desiderio di vendetta.

Così è la vita è un film del 1998 scritto, diretto ed interpretato dal trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo con la collaborazione alla sceneggiatura di Giorgio Gherarducci, Graziano Ferrari e Gino e Michele. La regia come spesso accade nei film del trio comico è affidata a Massimo Venier.

Così è la vita un film di Aldo, Giovanni & Giacomo 2Così è la vita è stato campione d’incassi della stagione 1998/1999 guadagnando in totale 22.522.708 euro. L’intera colonna sonora del film è stata affidata ai Negrita, nella pellicola troviamo: Mama maé, Cambio, Hollywood, Hollywood Sofà, Pulp, Heaven #, I’m Your Man. Alcune delle tracce strumentali che si possono sentire all’interno del film però non sono mai state pubblicate dalla band. I Negrita erano già presenti nella colonna sonora del precedente film del trio Tre uomini e una gamba con il brano Ho imparato a sognare.

Così è la vita è un film davvero divertente che non vi lascerà certo delusi, uno dei più riusciti di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Così è la vita un film di Aldo, Giovanni & Giacomo 3Lingua originale: italiano
Paese di produzione: Italia
Anno: 1998
Durata: 108 min
Genere: commedia
Regia: Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier
Soggetto: Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Gino e Michele, Giorgio Gherarducci, Graziano Ferrari
Sceneggiatura: Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Gino e Michele, Giorgio Gherarducci, Graziano Ferrari
Produttore: Paolo Guerra
Produttore esecutivo: Valerio Bariletti, Umberto Massa
Casa di produzione: Medusa Film, Agidi, Kubla Khan in collaborazione con Technicolor SA e TELE+      Così è la vita streaming
Distribuzione (Italia): Medusa Film
Fotografia: Giovanni Fiore Coltellacci
Montaggio: Marco Spoletini
Effetti speciali: Carlo Alfano, Tiberio Angeloni, Franco Galiano
Musiche: Negrita
Scenografia: Eleonora Ponzoni
Costumi: Elisabetta Gabbioneta

Così è la vita un film di Aldo, Giovanni & Giacomo 4Attori e personaggi:

Aldo Baglio: Aldo
Giovanni Storti: Giovanni
Giacomo Poretti: Giacomo
Marina Massironi: Clara
Antonio Catania: Antonio Catanìa
Big Jimmy: Crapanzano          Così è la vita streaming
Elena Giusti: Elena, moglie di Giovanni
Carlina Torta: sorella di Giacomo
Francesco Pannofino: cognato di Giacomo
Fabio Biaggi: nipote di Giacomo
Mohamed El Sayed: Gaber
Cesare Gallarini: Carmine
Fabrizio Ambrassa: Platone

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Così è la vita un film di Aldo, Giovanni & Giacomo diretto da Massimo Venier

Così è la vita un film di Aldo, Giovanni & Giacomo 5Crapanzano, meno male che oggi esci… avrò dormito un’ora in due anni! (Aldo); Signora, le do un consiglio: lo faccia vedere da un esorcista. (Giovanni); Ma chi è che ti ha addestrato a te, Topo Gigio? (Giovanni); Buongiorno, signora! Si sono già divise le acque? (Aldo); Sì, ho conosciuto una ragazza si chiama Clara, è bellissima, è bionda, è bellissima, è… vabbè, più bionda che bellissima… (Aldo); Mii ma dove hai preso la patente? Alla sala giochi? (Aldo); Invertebrato! E comunque… Che Guevara era un ricchione! (Catanìa); Poliziotti di mmerda! (Marito della partoriente); Esce il sangue… M’hai fatto uscire il sangue… Grazie amico ti voglio bene… Vaffanculo! (Catanìa); Ma che cosa vogliono fare?! Che cosa credono di fare?!? Cos’è, Apocalypse Now?!? (Aldo); Se al mattino spacchi le pietre, al pomeriggio scavi le buche. Se al pomeriggio si spaccano le pietre, al mattino si scavano le buche. Se al mattino… (Jack); Mii Johnny, pure tu… sto raccontando una barzelletta! Mii, la sto odiando ‘sta barzelletta! Allora: c’è ‘sto cazzo di negro che è due ore fuori dalla porta di questo night club di mmerda! E il portiere gli risponde… (Al); In Africa, tutte le mattine, quando sorge il sole, una gazzella muore. – Muore? – Si sveglia già morta, perché si vede che non stava molto bene il giorno prima e allora… Comunque, sempre in Africa, no? Tutte le mattine, quando sorge il sole, un leone, appena si sveglia, comincia a correre per evitare di fare la fine della gazzella che è morta il giorno prima. E poi, correndo, vede che c’è la gazzella morta il giorno prima lì e visto che… “Che cosa corro a fare? Mi fermo e gli do due mozzicate”. Comunque, dove voglio arrivare? Non è importante che tu sei un crotalo o un pavone. L’importante è che se muori, me lo dici prima. Il nettare degli dei. E il settimo giorno, Dio creò il cheeseburger. (Aldo), Ci credo che non senti niente, deficienti! È ketchup! Hai assassinato il sacchetto d’hamburger, hai assassinato!(Giovanni); Ma sì… Il discorso di fondo è uno solo: non è che tutti gli esseri umani di fronte al dolore hanno la stessa reazione. Non so, prendi una vedova araba: urla, strepita, si strappa i capelli, si rotola… Una svedese no! Al massimo una lacrimuccia. Non è che soffra meno, è una reazione diversa di fronte al dolore. Mia moglie ha avuto una reazione di questo tipo. (Giovanni); Ahò! Ah Malcolm X! Intanto stai carmo te. Primo. Secondo: famo ‘na bella cosa; al posto di “unanimità”, ce scriviamo: “Voti favorevoli: 15; voti contrari: 1”. Er tuo, eh? Giacomino, l’amico dii negri. Ciao, Congo. (Cognato di Giacomo); Anzi! Se proprio vuoi saperlo, io il poliziotto non volevo neanche farlo. È capitato. (Giacomo); Sai com’è la vita, capitano delle cose più grosse di te e devi prendere delle decisioni, un po’ come il bivio di prima, ti ricordi, “Che faccio? Vado a destra o vado a sinistra?” E lì se non stai attento rischi di sbagliare, rischi di prendere la strada sbagliata. (Giacomo); Stai fermo con le mani! Non lo so se ha sbagliato numero ma sicuramente ha sbagliato persona, o forse ha sbagliato numero ma ha trovato la persona giusta, o … mi’! M’ha mandato a fanculo! Lo stesso carattere del marito! Mi’, che famiglia! Sequestrato… anzi eliminato! (Aldo); Non far lo stronzo… Giacomo ti prego non far lo stronzo! Io sto mettendo la mia vita nelle tue mani e tu fai lo stronzo? Non lo fare perché io per te… io per te… e dammi un bacio… quanto cazzo di bene ti voglio! (Catania); Ecco quando fai così mi fai davvero incazzare! Ma come?! Tu sei il mio migliore amico io per te finirei pure in galera e tu? Come mi stai trattando? No dimmi come mi stai trattando??? Vaffanculo Giacomo… e dammi un bacio. (Catania); Aaaah perché tu credi che ci sia di mezzo una donna eh?! No, questa non è una donna. Questa è un’opera d’arte… una scultura… bella come una statua, una statua di… va bè adesso non mi viene in mente nemmeno il nome, ma guarda, ti giuro è perfetta… ecco io posso scendere anche qui ora… (Catania); No, grazie. Io faccio una dieta dissociata; cerco di non mischiare i carboidrati con le proteine..sai, perché se gli enzimi dei carboidrati… (Giacomo); Ma scusa, adesso secondo te uno basta che finisca una volta in galera e diventa uno stupratore… Va’ che tu, della natura umana, non capisci proprio un cazzo! (Giacomo); Ma pubblico ufficiale che cosa, ma ti sei visto? Ma sei vestito come uno spaventa-passeri, e sai perché? Perché sei uno spaventa-passeri! (Giovanni); Wè Giacomo, piano con le parole eh! Ahahahah, questa è bella! Mia moglie è un puttanone! Ma dai, mi fai ridere mi fai, ecco cosa mi fai! Adesso mia moglie è un puttanone… Ma pensa te! Mia moglie è un puttanone… Mia moglie è un puttanone… (Giovanni); Ma non fare polemiche, Jack, ha rimbalzato! (Johnny)

L.M.

Vertical Limit

Vertical Limit

Vertical Limit di Martin Campbell

Vertical Limit di Martin CampbellVertical Limit. Peter Garrett (Chris O’Donnell) è uno scalatore che senza rendersene conto si trova coinvolto in una missione di salvataggio sulle cime del K2. Per evitare che muoiano la sorella Annie (Robin Tunney) e gli altri membri della spedizione mette a rischio la sua stessa vita. Peter che, esperto alpinista, aveva smesso di scalare qualche anno prima in seguito ad un drammatico incidente di qualche anno prima, lavora come fotografo per National Geographic e si trova proprio in quel periodo in Pakistan alle pendici della seconda montagna più alta del mondo.

Vertical Limit è un film del 2000 diretto da Martin Campbell, che seppur criticato in ambienti alpinistici per la sua inverosimiglianza, sa sufficientemente coinvolgere lo spettatore.

Titolo originale: Vertical Limit
Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Germania
Anno: 2000
Durata: 126 min
Genere: avventura
Regia: Martin Campbell
Soggetto: Robert King
Sceneggiatura: Terry Hayes, Robert King
Fotografia: David Tattersall
Montaggio: Thom Noble
Effetti speciali: Neil Corbould
Musiche: James Newton Howard
Scenografia: Jon Bunker

Attori e personaggi:

Chris O’Donnell: Peter Garrett
Robin Tunney: Annie Garrett
Bill Paxton: Elliott Vaughn
Scott Glenn: Montgomery Wick
Izabella Scorupco: Monique Aubertine
Augie Davis: Aziz
Alexander Siddig: Kareem Nazir
Steve Le Marquand: Cyril Bench
Ben Mendelsohn: Malcom Bench
Nicholas Lea: Tom McLaren
Stuart Wilson: Boyce Garrett
Temuera Morrison: Maggiore Rasul

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Intelligence doesn’t threaten me. Stupidity does.; You did the right thing in cutting the rope. Any good climber woud’ve. If Royce had had the knife, hed’ve done it himself.; National Geographic is always welcome. They’re the only Westerners who ever come to Pakistan without wanting to conquer something.; You must try the tea, its very good. Indian of course. We may be at war with them, but there’s no point in overreacting. Their tea’s the best.; All men die, my friend. But Allah says its what we do before we die, that counts.; Who’s the leader, Mr. Vaughn? Who makes decisions on the mountain that mean other people live or die? Who plays God, so to speak? – There can only be one leader. It’s always the best climber. In this case I’ve made it clear to everyone Tom McLaren is that man.; We can’t waste resources on a lost cause. – Saving somebody’s life is not a lost cause. – It is if you know they can’t be saved. Why should three people die, if two can live?;  That was a hell of a thing you did up there. Anybody else would have given up. – Not everybody. – He’d be proud of you. Angry, but really proud.

L.M.

Amici miei

Amici miei

Amici miei (1975) commedia diretta da Mario Monicelli

Amici miei (1975) commedia diretta da Mario MonicelliAmici miei racconta le zingarate e gli scherzi organizzate da un gruppo di amici di mezza età composto da: Raffaello Mascetti (Ugo Tognazzi), Rambaldo Melandri (Gastone Moschin), Giorgio Perozzi (Philippe Noiret), Guido Necchi (Duilio Del Prete), professor Alfeo Sassaroli (Adolfo Celi). I loro scherzi vengono organizzate ai danni di amici conoscenti e ignari cittadini. Il motivo è quello di non prendersi sul serio e di tenere lontana la vecchiaia e la morte che però farà la sua comparsa portandosi via uno del gruppo.

Amici miei è un film italiano del 1975 diretto da Mario Monicelli. Scritto da Pietro Germi, che però non fece in tempo a realizzarlo a causa del sopraggiungere della malattia che lo condusse alla morte nel 1974. Nei titoli di testa del film, infatti, si è voluto rendere omaggio all’autore con la scritta «un film di Pietro Germi», cui segue solo successivamente «regia di Mario Monicelli». Vinse due David di Donatello ed ebbe due seguiti Amici miei – Atto II e Amici miei – Atto III.

Amici miei presenta alcune scene indimenticabili che sono rimaste nell’immaginario collettivo, come quella in cui i cinque amici prendono a schiaffoni i passeggeri affacciati ai finestrini dei treni fermi alla stazione. Scena che infatti è stata omaggiata da Paolo Villaggio nel film Fantozzi alla riscossa, con la sola differenza che il treno è in arrivo e non in partenza: per questo Fantozzi verrà poi malmenato dai passeggeri infuriati, e nel cinepanettone A spasso nel tempo.

Amici miei  ha inoltre dato origine alla parola supercazzola, un termine tutt’ora comunemente usato nella ligua italiana per indicare un giro di parole privo di alcun senso, fatto allo scopo di confondere le idee al proprio interlocutore.

Pare che i personaggi e fatti raccontati in Amici miei non fossero esclusivamente frutto della fantasia di Pietro Germi che aveva scritto la sceneggiatura, perchè sia il conte Mascetti, nobile fiorentino decaduto, che l’architetto Melandri, inguaribile romantico, sembrano essere legati a persone realmente esistite. Gastone Moschin ad esempio raccontò che il suo ruolo si ispirava ad un architetto fiorentino perdutamente innamorato della moglie di un noto avvocato, nel film trasformato nel chirurgo Sassaroli. E non è finita qui, perchè secondo la leggenda, sembra che l’architetto sia andato a chiedere la mano della donna al marito cornuto.

Neppure la supercazzola è un’invenzione del film perchè come raccontato dallo stesso Mario Monicelli in un’intervista al Corriere fiorentino:«C’era un certo Raffaello Pacini, ad esempio, il conte Mascetti del film, che era bravissimo nella ‘‘supercazzola”: era capace di fermare chiunque in strada e tenerlo anche per un quarto d’ora, pronunciando, una dopo l’altra, frasi senza senso».

Rimanendo in tema Conte Mascetti pare che quella parte dovesse spettare a Marcello Mastroianni, mentre Ugo Tognazzi avrebbe dovuto vestire i panni del Perozzi. Mastroianni però decise di rifiutare l’ingaggio, preoccupato che la sua interpretazione venisse offuscata dagli altri attori. Il ruolo venne così assegnato a Tognazzi, mentre per la parte del giornalista venne ingaggiato Philippe Noiret.

Per quanto riguarda il personaggio del barista Necchi, pare che Germi avesse già indicato Duilio Del Prete e Monicelli decise di rispettare le sue volontà. Sembra però che il regista avesse già in mente il nome di Renzo Montagnani, che infatti sostituirà Del Prete nel secondo e nel terzo atto della trilogia.

Pare che il titolo Amici miei sia l’inizio della frase con cui Pietro Germi si accomiatò dal mondo del cinema andando a morire in privato: «Amici miei, ci vedremo, io me ne vado…». Si tratta di una delle ultime commedie all’italiana, feroce amara e cinica, un film divertentissimi ma la tempo stesso malinconico, assolutamente da vedere.

Paese di produzione: Italia
Anno: 1975
Durata: 140 min
Genere: commedia
Regia: Mario Monicelli
Soggetto: Pietro Germi, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli
Sceneggiatura: Pietro Germi, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli
Produttore: Carlo Nebiolo
Fotografia: Luigi Kuveiller
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Musiche: Carlo Rustichelli
Scenografia: Lorenzo Baraldi
Costumi: Giuditta Mafai
Trucco: Franco Di Girolamo

Attori e personaggi

Ugo Tognazzi: Raffaello Mascetti
Gastone Moschin: Rambaldo Melandri
Philippe Noiret: Giorgio Perozzi
Duilio Del Prete: Guido Necchi
Adolfo Celi: professor Alfeo Sassaroli
Bernard Blier: Nicolò Righi
Marisa Traversi: Bruna, l’amante di Perozzi
Milena Vukotic: Alice Mascetti
Franca Tamantini: Carmen Necchi
Olga Karlatos: Donatella Sassaroli
Silvia Dionisio: Titti Ambrosio
Ulla Johanssen: Amante di Titti
Angela Goodwin: Laura Perozzi
Maurizio Scattorin: Luciano Perozzi
Giorgio Iovine: colonnello Ambrosio, padre Titti
Mauro Vestri: il neurologo
Mario Scarpetta: vigile urbano

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«Amici miei, ci vedremo, io me ne vado…»

A quest’ora il Perozzi finisce il suo lavoro di capo cronista, ed esce dal giornale per andare a casa. Ah, il Perozzi sono io. Son talmente abituato a sentirmi chiamare “Il Perozzi” dai colleghi, e soprattutto dagli amici, che quasi ho dimenticato che mi chiamo anche Giorgio. (Il Perozzi); Quando penso alla carne della mia carne, chissà perché, divento subito vegetariano. (Il Perozzi); Eccoci qua, come tante altre volte, insieme tutt’e quattro. C’è anche un quinto, il Sassaroli, che passeremo a prendere a Pescia, ma quello è un caso a parte. I quattro vecchi del gruppo siamo noi. Amici di scuola, di caserma, e dunque amici da tutta la vita. Eccoli qui, gli amici miei. Cari amici… (Il Perozzi); Ecco, questo è essere zingari. Questa è la zingarata: una partenza senza meta e senza scòpi, un’evasione senza programmi che può durare un giorno, due o una settimana. Una volta, mi ricordo, durò venti giorni, salvo complicazioni. (Il Perozzi); Ma che parti sempre, te! (Il Perozzi);
Io restai a chiedermi se l’imbecille ero io, che la vita la pigliavo tutta come un gioco, o se invece era lui che la pigliava come una condanna ai lavori forzati; o se lo eravamo tutti e due. (Il Perozzi); […] come chi sono io? Lei ha il tratto ed i modi della persona colta, signora… Si ricorderà sicuramente di Omero e dell’Odissea… Signora, il mio nome è… Nessuno! (Il Perozzi); Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. (Il Perozzi); Il bello della zingarata è proprio questo: la libertà, l’estro, il desiderio… come l’amore. Nasce quando nasce e quando non c’è più è inutile insistere. Non c’è più! (Il Perozzi); Ho già sulle spalle un bel fardello di cose passate. E quelle future? Che sia per questo, per non sentire il peso di tutto questo che continuo a non prender nulla sul serio? Oppure, che abbia ragione mio figlio? (Il Perozzi); E se una donna va dallo psicanalista, vuol dire che gli manca qualcosa, nella vita. E cosa manca a una donna nella vita novantanove volte su cento? (Il Perozzi); Se l’era benzina si arrivava a Copenaghen. (Il Perozzi); Descrivimi minuziosamente come sono fatti i tuoi capezzoli! (Il Conte Mascetti); Sorella? Col tarapio tapioca come se fosse antani la barella anche per due, con lo scappellamento a sinistra? No, eh? Pazienza… (Il Conte Mascetti); Antani, blinda la supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra? (Il Conte Mascetti); Tarapia tapioco come se fosse antani con la supercazzola prematurata, con lo scappellamento a destra. (Il Conte Mascetti); Cippa Lippa! (Il Conte Mascetti); Accidenti, un’altra merda! Ma chi l’ha scelto questo posto? (Il Conte Mascetti); Ma poi, è proprio obbligatorio essere qualcuno? (Il Conte Mascetti); Ho visto la Madonna, ho visto la Madonna! (Il Melandri); Ragazzi, come si sta bene tra noi, tra uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi? (Il Melandri); Culo alto, ci fo un salto. (Il Conte Mascetti); Anch’io ho sofferto, ho sofferto come un cane: per quasi tre quarti d’ora. (Il Sassaroli); Piove ragazzi piove, piedipiatti in borghese. (Il Necchi); Poi io ho già troppe colpe, verso quella povera disgraziata. Ci mancherebbe altro che rifacesse quel gesto. No, no. Non mi ci far nemmeno pensare perché guarda, non potrei sopportare. Sarei capace di uccidermi pure io. Perché vedi, tu sei giovane, e hai diritto ad essere incosciente, ma io no, no. Capisci? Si lo so, mi sto rovinando. Io non posso permettermi di ipotecare il tuo avvenire, non me lo perdonerei mai. Poi, poi tu a un certo momento potresti anche dirmi che tutte queste belle cose le sapevamo sin da prima… che magari questo è soltanto un pretesto per liberarmi di te, dopo che ho saputo… di quel tuo difettino. Poi difettino fino a che punto non lo so. No, no. La verità è un’altra. Bisogna saper guardare in faccia alla realtà. È stato un sogno, un sogno molto bello e basta. Tu hai diciott’anni, io ne ho cinquantadue, non è per quei trentaquattranni di differenza che poi sarebbero il meno. È che il nostro amore non può avere nessun avvenire. Coraggio. Eh, è meglio che ci togliamo il coltello dalla piaga… e non ci pensiamo più. Mah si è l’unica… …addio Titti. (Il Conte Mascetti)

Luca Miglietta

Asterix e Obelix – Missione Cleopatra

Asterix e Obelix – Missione Cleopatra

Asterix e Obelix – Missione Cleopatra diretto dal regista ed attore Alain Chabat

Asterix e Obelix - Missione Cleopatra (Astérix & Obélix Mission Cléopâtre) Christian Clavier, Monica Bellucci sexy, Gérard Depardieu, Alain ChabatAsterix e Obelix – Missione Cleopatra racconta le vicende della bellissima regina Cleopatra (Monica Bellucci), che vuole affermare la superiorità del suo popolo sui romani. Cleopatra, per risolvere la contesa con Giulio Cesare (Alain Chabat) su quale popolo sia il migliore, scommette con il capo romano che in soli tre mesi riuscirà a far costruire un sontuoso palazzo degno di Roma. Se ci riuscirà Cesare dovrà inchinarsi a lei ed al popolo egiziano.
Affiderà l’incarico all’architetto pasticcione Numerobis (Jamel Debbouze), che avrà un sola scelta se non vorrà essere dato in pasto ai coccodrilli: finire l’opera in tre mesi. Il povero architetto capisce subito che per portare a termine i lavori in così breve tempo servono dei poteri magici. Numerobis così parte per la Gallia in cerca di Panoramix (Claude Rich), il famoso druido in grado di preparare una pozione magica che donapoteri sovrumani.

Asterix e Obelix – Missione Cleopatra (Astérix & Obélix: Mission Cléopâtre) è un film francese del 2002 diretto dal regista ed attore Alain Chabat, che ha come protagonisti Asterix (Christian Clavier) ed Obelix (Gérard Depardieu). Si tratta del secondo di quattro film ispirati ai fumetti di René Goscinny e Albert Uderzo, preceduto da Asterix & Obelix contro Cesare e a cui seguiranno Asterix alle Olimpiadi e Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà. Asterix e Obelix – Missione Cleopatra è molto liberamente tratta dai celbri fumetti francesi, ma si lascia guardare senza pretese.

Asterix e Obelix - Missione Cleopatra (Astérix & Obélix Mission Cléopâtre) Christian Clavier, Monica Bellucci sexy, Gérard Depardieu, Alain Chabat 2Titolo originale: Astérix & Obélix: Mission Cléopâtre
Paese di produzione: Francia, Italia
Anno: 2002
Durata: 107 min
Genere: commedia, avventura
Regia: Alain Chabat
Soggetto: Alain Chabat, René Goscinny, Albert Uderzo
Sceneggiatura: Alain Chabat, René Goscinny, Albert Uderzo
Produttore: Claude Berri
Fotografia: Laurent Dailland
Montaggio: Robert Kéchichian
Musiche: Philippe Chany
Costumi: Philippe Guillotel, Tanino Liberatore, Florence Sadaune

Attori e personaggi:

Christian Clavier: Asterix
Gérard Depardieu: Obelix
Jamel Debbouze: Numerobis
Monica Bellucci: Cleopatra
Alain Chabat: Giulio Cesare
Claude Rich: Panoramix
Gérard Darmon: Stocafis
Édouard Baer: Otis
Dieudonné M’bala M’bala: Caius Maxibus

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Asterix e Obelix - Missione Cleopatra (Astérix & Obélix Mission Cléopâtre) Christian Clavier, Monica Bellucci sexy, Gérard Depardieu, Alain Chabat 3Però ha proprio un bel nasino!; Ave Cesare, che la Forza sia con te!; Cesare guarda che non sono stati mica i romani a costruire le piramidi… Direi che non è male quello baffuto – Mannò troppo vecchio – No, l’altro – No, troppo grosso… – Ma allora sei di coccius!; Voglio costruire il più magnifico dei palazzi!; Ho una buona notizia! Abbiamo bisogno di una magia.. – E’ vero, e dov’è la buona notizia?

Un ancien poème égyptien dit « Nil, Nil, Nil, fleuve impétueux et tumultueux, tu es comme notre reine la source de la vie ! »; Nul ne peut bafouer l’empire romain! Quand on l’attaque, l’empire contre-attaque!; Cours Astérisme, couuuuuuuurs!!!; Vous connaissez Panopavelix? C’est un dr… un droïde; C’est trop calme… J’aime pas trop beaucoup ça… J’préfère quand c’est un peu trop plus moins calme; Et le mec, il lui dit c’est le phare à “On”, parce qu’il s’appelle “On”, le mec… Le mec, il s’appelle “On”, et “On” il a un phare, c’est son appartenance. Il lui dit c’est le phare à “On” !… Le mec ! Il s’appelle “On” ! Il lui dit c’est son phare ! Et bah le Pharaon ! Qui est comme le chef de nous!; Petits, petits, petits… coucou, voilà le petit déjeuner !… Immondis ! C’est quoi ça ? (il lui balance une grenouille) Lovenpis ! (il fait de même) Serge! (C’est sûr que « Serge », ça fait très égyptien comme nom!); Pas de pierre : pas de construction. Pas de construction : pas de palais. Pas de palais : … pas de palais; Viens me le dire de profil si tu es un homme!; Vous avez quoi comme “bœufs” ici?; Itineris a raison, de ne pas se laisser faire!; Je viens Madame vous demander une accordance. C’est-à-dire de m’accordifier toute l’aidance. Mais l’aidance du verbe aider, hein…; Il est bizarre ce sol, il est pas palpable.