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Margot Robbie parla di Sharon Tate

Margot Robbie parla di Sharon Tate

Margot Robbie parla di Sharon Tate, il personaggio che interpreta nel film di Quentin Tarantino intitolato C’era una volta a… Hollywood

Margot Robbie parla di Sharon Tate
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate

Margot Robbie parla di Sharon Tate. L’attrice e produttrice cinematografica australiana si è più volte soffermata a parlare Sharon Tate, una promettente attrice che si era sposata con il famoso regista franco-polacco Roman Polański e che venne barbaramente uccisa nella sua casa di Beverly Hills al 10050 di Cielo Drive. Sharon – che al momento dell’assassinio era all’ottavo mese di gravidanza – venne assassinata insieme a quattro amici, dai seguaci di Charles Manson. Il film di Quentin Tarantino è liberamente ispirato a questa drammatica vicenda.

Margot Robbie parla di Sharon Tate 2
Margot Robbie si è soffermata molte volte sulla figura di Sharon Tate, ma quelle che riporto in questo articolo sono forse le più belle parole mai dedicate dall’attrice al suo personaggio

«È vero, in tanti hanno descritto Sharon come una presenza eterea, angelica. Credo fosse veramente un’anima bella e generosa, sempre aperta a nuove opportunità ed esperienze di vita. Non fu mai una bacchettona e non giudicò mai nessuno, e io ho voluto rappresentarla così, con una sua meravigliosa umanità. I miei spunti interpretativi li ho trovati nella sceneggiatura, la sua è una presenza vagamente onirica, un’idea più che un personaggio definito. Un angelo in terra, intoccabile e irreale. Personalmente, amo la scelta di Tarantino. Segue Sharon nella sua quotidianità: lei che va in giro per Los Angeles, fa la spesa, sceglie un libro, vede un film, rientra a casa e fa i bagagli per Roman (Polanski). A me è piaciuto passare del tempo con lei, e credo piacerà anche al pubblico. Quentin ha voluto onorare la memoria di una persona poco definibile, la sua vita e la sua grande empatia.»

Da queste parole si capisce perchè Margot Robbie si sia calata così bene nel personaggio che interpreta, fornendo una rappresentazione quasi eterea  di Sharon Tate.

L.M.

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

L’incontro con il grande scrittore Gabriel García Márquez, descritto dal famoso attore cubano naturalizzato italiano, che amava moltissimo leggere

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez
Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

L’incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez. L’attore – noto al grande pubblico per aver interpretato Nico Giraldi, un ispettore di polizia, romano dai modi rudi ed efficaci, che conosce bene gli ambienti malavitosi avendone fatto parte in gioventù col soprannome di “er Pirata” ed infine Sergio Marazzi, meglio conosciuto come “er Monnezza – aveva raccontato il suo incontro con il famosissimo scrittore, giornalista e saggista colombiano.

E pensare che nella sua autobiografia – in cui Tomas Milian ha raccontato molte vicende della sua vita, anche le più bizzarre – ha raccontato che dovette rispondere “no” alla possibilità di fare un film con Gabriel Garcia Marquez.

A Milano conobbi Gabriel García Márquez che era di passaggio in città. Andammo insieme al ristorante a gustare un’enorme “orecchia di elefante”, in compagnia di un’amica giornalista che era già stata avvisata che non volevo né foto né articoli su quell’incontro: non mi è mai piaciuto farmi pubblicità alla faccia di una celebrità. Tre giorni dopo fu García Márquez stesso a dirmi che un suo amico voleva farci un servizio fotografico assieme. Accettai perché la richiesta arrivava da lui.

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

Quest’incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez non è stato l’unico: il poeta e premio Nobel per la Letteratura, aveva visto l’attore nel 1974 per convincerlo a tornare a Cuba.

Nel libro-intervista “The cuban Hamlet” scritto da Giuseppe Sansonna, Tomas Milian aveva anche raccontato un altro incontro col poeta colombiano. Gabriel Garcia Marquez nel 1974 aveva tentato di convincere l’attore a tornare a Cuba:

gliel’ho aveva chiesto Fidel Castro, suo amico. Me fece una proposta, che me mise molto in crisi: me voleva come protagonista di un suo film su Che Guevara, da girare su un altopiano colombiano. Soldi zero, o quasi, porché era un film de arte indipendiente. E poi sarei stato per sei mesi, el tempo delle riprese, troppo lontano dai film dei poliziotti che me facevano guadagnare cifre enormi. Pensai che a Cinecittà me avrebbero dimenticato, messo da parte. Congedai quel grande scrittore, prendendo tempo: ne dovevo parlà con un saggio. Chiamai Quinto Gambi, er pesciarolo amico mio, de Tor Marancia, che me aveva ispirato por el Monessa.

L.M.

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin scritta e cantata da Madonna

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin
Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin. Nel 1992 usciva Le iene (Reservoir Dogs) un film scritto e diretto da Quentin Tarantino, al suo esordio in un lungometraggio. Nell’incipit del film, c’è la celeberrima sequenza del dialogo tra le iene sedute attorno ad un tavolo dopo aver fatto colazione. Una delle Iene, Mr. Brown, interpretato da Quentin Tarantino, osserva che “Like A Virgin” di Madonna deve essere “a metaphor for big dicks”.

Uno dei dialoghi Tarantiniani più famosi ed apprezzatissimo dai fan, ma Madonna prenderà le distanze dall’interpretazione fornita da Mr. Brown della sua canzone. Quando Madonna ha incontrato Tarantino ad una festa per celebrare l’uscita del film, gli ha consegnato una copia autografata del suo ultimo disco Erotica. Assieme alla copia c’era un simpatico biglietto con su scritto: “Quentin: It’s about love, not dick” “Quentin: riguarda l’amore, non il cazzo”

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin madonna
Ecco la conversazione integrale dell’incipit de Le Iene, che possiamo riportarvi solamente per iscritto, per problemi di copyright il video non possiamo inserirlo

Mr. Brown: Ve lo dico io di cosa parla Like a Virgin. Parla di una ragazza che rimorchia uno con una fava così! Tutta la canzone è una metafora sulla fava grossa.
Mr. Blonde: No, macché, parla di una ragazza vulnerabile perché se la sono sbattuta di sopra e di sotto, ma poi incontra un tipo sensibile e…
Mr. Brown: Nonononono, mammoletta, queste sono cazzate per turisti!
Joe [sfogliando una rubrica]: Toby? Toby? Chi cazzo è Toby?
Mr. Brown: Like a Virgin non parla affatto di una ragazza sensibile che incontra un bravo ragazzo. Quella è True Blue, sì, è così, su questo non ci piove.
Mr. Orange: E qual è True Blue?
Eddie: Non conosci True Blue? Cristo, è stato un successo per Madonna. Allora non segui la top ten, se non sai nemmeno cos’è True Blue.
Mr. Orange: Senti, stronzo, ho solo chiesto come fa. Non vorrai mica spappolarmi il cazzo se non sono un fan di Madonna, no?
Mr. White: Per me può anche andare a cagare.
Mr. Blue: A me piaceva all’inizio quando cantava Borderline. Ma da quando è entrata nella fase Papa don’t preach non la seguo più.
Mr. Brown: E basta, così mi fate perdere il filo. Non mi ricordo più. Che stavo dicendo?
Joe: Toby la cinesina? Come faceva di cognome?
Mr. White: Che roba è quella?
Joe: È una vecchia rubrica, l’ho trovata in un cappotto che non mettevo da secoli. Come si chiamava?
Mr. Brown: Ma che cazzo stavo dicendo?
Mr. Pink: Hai detto che True Blue parla di una ragazza sensibile che conosce un bravo ragazzo, invece Like a Virgin è una metafora della fava grossa.
Mr. Brown: Ah sì. Ve lo dico io di che parla Like a Virgin. Parla di una figa che scopa come una matta a destra e a sinistra, giorno e notte, mattina e sera. Cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzo.
Mr. Blue: Quanti cazzi fanno?
Mr. White: Una marea!
Mr. Brown: Finché un bel giorno incontra un tipo cazzuto alla John Holmes e allora vai alla grande! Cioè, uno che con l’attrezzo ci scava i tunnel, come Charles Bronson ne La grande fuga. Lei ci da dentro come una maiala, finché sente una roba che non sentiva da un secolo: dolore… Dolore. Le fa male! Le fa male… Non dovrebbe, perché la strada e bell’e che asfaltata ormai, ma quando il tipo la pompa, le fa male. Lo stesso dolore che sentì la prima volta, capite? Il dolore fa ricordare alla scopatrice folle le sensazioni di quando era ancora vergine… E quindi, Like a Virgin!

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin di madonna
L’interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin è corretta? L’idea del grande regista è senza dubbio curiosa, ma credo sia andato fuori strada, molto probabilmente ben conscio di farlo per creare un dialogo ed una libera interpretazione davvero curiosa. Ora vi proponiamo anche il testo integrale della famosissima canzone di Madonna del 1984 per potervi fare anche voi un’idea se l’interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin è corretta:

Like a Virgin
(Madonna)

I made it through the wilderness
Somehow I made it through
Didn’t know how lost I was
Until I found you
I was beat
Incomplete
I’d been had, I was sad and blue
But you made me feel
Yeah, you made me feel
Shiny and new
Hoo, Like a virgin
Touched for the very first time
Like a virgin
When your heart beats
Next to mine
Gonna give you all my love, boy
My fear is fading fast
Been saving it all for you
‘Cause only love can last
You’re so fine
And you’re mine
Make me strong, yeah you make me bold
Oh your love thawed out
Yeah, your love thawed out
What was scared and cold
Like a virgin, hey
Touched for the very first time
Like a virgin
With your heartbeat
Next to mine
Whoa
Whoa, ah
Whoa
You’re so fine
And you’re mine
I’ll be yours
‘Till the end of time
‘Cause you made me feel
Yeah, you…
Like a virgin, hey
Touched for the very first time
Like a virgin
With your heartbeat
Next to mine
Like a virgin, ooh ooh
Like a virgin
Feels so good inside
When you hold me,
And your heart beats,
And you love me
Oh oh, ooh whoa
Oh oh oh whoa
Whoa oh ho, ho
Ooh baby
Yeah
Can’t you hear my heart beat
For the very first time?

Secondo voi l’interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin è corretta? Scrivete la vostra opinione nei commenti.

L.M.

 

Confessioni di Marco Giallini

Le confessioni di Marco Giallini a Vanity Fair

Le confessioni di Marco Giallini lo scorso alla popolare rivista di Gossip e moda

Le confessioni di Marco Giallini
Vi riportiamo un pezzo molto interessante delle confessioni di Marco Giallini, che il popolare attore interprete di Rocco Schiavone ha rilasciato il marzo scorso al giornalista Malcom Pagani .

È novembre e sto guidando la mia moto. La macchina che mi precede sfiora il paraurti di un camion e si ribalta. Provo a evitarla e mentre stringo le dita sul freno, due secondi prima dell’impatto, capisco che sto morendo. Per cui quando sei più di là che di qua rivedi tutta la tua vita passare in un istante. Una volta riaperti gli occhi con il casco sulla testa il palato, il bacino, il coccige in mille pezzi e più di cinquanta fratture in tutto il corpo. Fosse tutto simile a un sogno, come succede solo al cinema. Recuperando in tre mesi quando secondo i medici avrei dovuto metterci almeno un anno. Sul set di Romanzo criminale ero pieno di antidolorifici e mi reggevo in piedi a stento.

Avevo un corpo martoriato e ogni tanto, tra gambe, polso e braccia, mi si addormenta ancora tutto. La chiamano parestesia, ma ci vivo bene. Così bene che non ne potrei quasi fare a meno. Avete presente quando si è troppo felici e si ha paura che quella felicità finisca? Quello che mi è successo in fondo mi riporta alla mia natura: stare sempre all’erta. Se ti distrai, è finita. Se fossi stato un miracolato l’incidente non l’avrei fatto, avrei scartato di lato e sarei caduto come il bufalo cantato dal mio amico De Gregori.

Questa storia per prima cosa mi ha insegnato che poteva succedere anche a me. Che non ero immortale e non ero neanche Dio. Io sono intelligente. Se sei intelligente non puoi pensare di morire. Per terra, la notte dell’incidente mi dissi: “Cazzo, qui si mette male”, e poi, una volta superato il pericolo che il cuore, con tutte quelle emorragie interne, non reggesse, mi dissi un’altra cosa… Che, anche se sfortunatamente non ero io, Dio doveva esistere per forza…

L.M.

Scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III

Scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III

Scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III, quando gli effetti speciali erano veramente speciali

Scena del treno di Ritorno al futuro - Parte III
Ecco una foto che spiega come è stata girata la scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III. Sono stati utilizzati dei modellini che riproducevano sia la locomotiva del treno a vapore, che la DeLorean DMC-12.  Intanto la scena veniva ripresa con un cinepresa montata a bordo di una macchina che procedeva lentamente accanto ai modellini che si muovevano sulla finta ferrovia della Hill Valley del vecchio West.

Sorge spontane la battuta di Doc nel primo film della saga di Ritorno al Futuro: “Scusa la rozzezza di questo modello ma non ho avuto il tempo di farlo in scala e di dipingerlo”. Battuta fatta quando il dottor Emmett Brown nel 1955 mostra all’amico Marty McFly il modellino che spiega come riportarlo nel 1985 sfruttando la forza del fulmine.

Scena del treno di Ritorno al futuro - Parte III di zemeckis
Erano anni in cui la computer grafica non era ancora entrata nel mondo del cinema in maniera massiccia, altri tempi, in cui l’inventiva e l’immaginazione erano la migliore tecnologia. Il film uscito proprio nel 1990, pochi anni dopo i registi cominciano a capire che possono cominciare a sfruttare le potenzialità della CGI. Gli anni Novanta sono proprio il periodo che segna la svolta definitiva nell’impiego della computer grafica nel cinema.

Ecco alcuni dati della famosissima pellicola cult degli anni novanta

Ritorno al futuro – Parte III (Back to the Future Part III) è un film del 1990 diretto da Robert Zemeckis, terzo e ultimo episodio della omonima trilogia.  La pellicola ha una durata di 118 minuti. Tra gli attori ricordiamo Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Mary Steenburgen, Thomas F. Wilson, Lea Thompson, Elisabeth Shue, Harry Carey Jr., J.J. Cohen, Flea, Dub Taylor, James Tolkan, Sean Gregory Sullivan, Mike Watson, Jeffrey Weissman, Christopher Wynne, Ricky Dean Logan, Bill McKinney, Marvin J. McIntyre

L.M.

Joaquin Phoenix parla del fratello River

Joaquin Phoenix parla del fratello

Joaquin Phoenix parla del fratello River Phoenix,  morto tanti anni fa e attore come lui, fratello che è stato determinante nella sua carriera da attore

Joaquin Phoenix parla del fratello River
Joaquin Phoenix parla del fratello River, senza il quale probabilmente non sarebbe diventato il grande attore che è adesso. Moltissime grandi interpretazioni nella sua lunga carriera, una su tutte forse l’interpretazione di Johnny Cash in Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line. Il suo ultimo film il recente Joker, diretto da Todd Phillips.

Quando avevo 15 o 16 anni mio fratello River Phoenix è tornato a casa dal lavoro con una VHS di un film intitolato Toro scatenato. Mi ha fatto sedere e mi ha fatto vedere il film. Il giorno dopo mi ha svegliato e me lo ha fatto rivedere. Poi ha detto ‘Devi ricominciare da capo a recitare, devi fare così’. Non me lo ha chiesto, me lo ha detto.

E io gli devo la mia carriera e la vita incredibile che mi ha fatto avere. Sono sopraffatto dall’emozione perché sto pensando a tutte le persone che hanno avuto una profonda influenza su di me. Sto pensando alla mia famiglia. Alle mie sorelle Rain, Liberty e Summer, che sono le mie migliori amiche. Sto pensando a mio padre, che mi ha insegnato l’etica del lavoro anche se Todd Phillips potrebbe non essere d’accordo, e a mia madre per essere una costante fonte di ispirazione. Tutto ciò che faccio è per lei….

Joaquin Phoenix parla del fratello River

Si trattava di un’intervista dove Joaquin Phoenix ha presentato anche il suo ultimo personaggio, il perfido e psicopatico Joker, del quale vengono raccontate le origini nell’omonimo film.

Forgiare questo Joker è stato un lavoro incessante. Non abbiamo rispettato le indicazioni iniziali che ci eravamo dati, perché definire in tutto e per tutto Joker significherebbe tradirne la natura e lo spirito sfuggente. È un personaggio difficile da definire, per cui non vorrei definirlo. Non vorrei mai che uno psichiatra capisse davvero che tipo di paziente abbia davanti a lui.

Ammetto che inizialmente ero spaesato, poi Todd mi ha inviato un testo con delle indicazioni che hanno acceso la luce. Di colpo avevo capito. Per arrivare davvero dentro Joker mi sono concentrato sul concetto di perdita, sia affettiva che fisica, perdendo molto peso. Ho cercato di segnare dei lati salienti della sua identità, ma ogni volta che arrivavo a delle risposte facevo un passo indietro. Volevo lasciare un’aura di mistero.

Joker ha una personalità sconfinata, difficile da sondare. Scavando dentro di lui ho trovato cose nuove sino all’ultimo giorno di riprese. Quello che mi ha attratto di questo film era proprio l’approccio personale di Todd, il suo essere indipendente e coraggioso. E così non ho potuto fare alto che imitarlo, ovvero fare per conto mio. Non mi sono riferito a nessuno. Non ho imitato nessuno. Non mi sono distanziato volutamente da nessuno. Ho pensato solo a fare il mio. Questo Joker è semplicemente nostro.

L.M.

Credo che la coscienza umana…

Credo che la coscienza umana…

Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell’evoluzione… uno dei dialoghi più interessanti di True Detective

Credo che la coscienza umana true detective rust

Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell’evoluzione. Siamo troppo consapevoli di noi stessi. La natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa. Siamo creature che non dovrebbero esistere… per le leggi della natura….

Siamo delle cose che si affannano nell’illusione di avere una coscienza. Questo incremento della reattività e delle esperienze sensoriali è programmato per darci l’assicurazione che ognuno di noi è importante, quando invece siamo tutti insignificanti…

E io credo che la cosa più onorevole per la nostra specie sia rifiutare la programmazione, smetterla di riprodurci, procedere mano nella mano verso l’estinzione… un’ultima mezzanotte in cui fratelli e sorelle rinunciano ad un trattamento iniquo…

Io dico a me stesso che sono un testimone ma la risposta giusta è che sono stato programmato così e mi manca la disposizione al suicidio.

Ecco la traduzione delle parole di Rust Cohle nel celebre dialogo della iconica serie americana della HBO

I think human consciousness is a tragic misstep in evolution. We became too self-aware. Nature created an aspect of nature separate from itself. We are creatures that should not exist by natural law.

We are things that labor under the illusion of having a self, this accretion of sensory experience and feelings, programmed with total assurance that we are each somebody, when in fact everybody’s nobody.

I think the honorable thing for our species to do is to deny our programming. Stop reproducing. Walk hand in hand into extinction. One last midnight, brothers and sisters opting out of a raw deal.

I tell myself I bear witness, but the real answer is that it’s obviously my programming. And I lack the constitution for suicide.

Si tratta di frasi pronunciate dal detective Rust Cohle, interpretato da Matthew McConaughey in un celebre dialogo col collega Martin “Marty” Hart (Woody Harrelson). Ho volutamente omesso le brevi frasi con cui Marty risponde per rendere più semplice seguire il pensiero di Rust. Questo famoso dialogo lo potete trovare nel primo episodio della prima stagione di True Detective intitolato Capitolo uno: La lunga luminosa oscurità.

Luca Miglietta

Allora idioti primitivi, sturatevi le orecchie!

Allora idioti primitivi, sturatevi le orecchie

“Allora idioti primitivi, sturatevi le orecchie….Questo è il mio Bastone di Tuono!”, frase tratta da L’armata delle tenebre (Army of Darkness), un film del 1992 diretto da Sam Raimi e interpretato da Bruce Campbell, che veste i panni di Ash Williams.

Allora idioti primitivi, sturatevi le orecchie! Ash Williams Bruce Campbell Frasi e citazioni tratte dai film, questa volta vi proponiamo una frase di Ash Williams ne l’armata delle tenebre

Allora idioti primitivi, sturatevi le orecchie! Vedete questo? Questo è il mio Bastone di Tuono! È un Remington a doppia canna, calibro 12, il migliore del mio supermercato. Lo si trova nel reparto caccia e attrezzi sportivi. Questo adorabile ma terribile aggeggio lo fanno nel Michigan, costa 100 dollari e 95, scontato. Ha il calcio in noce, le canne di acciaio blu cobalto e un grilletto sensibilissimo, proprio così. Magazzini S-mart, i migliori d’America. Avete capito?!

Frase pronunciata da Ash Williams interpretato da Bruce Campbell, che mentre scandisce queste parole tiene nella mano sinistra un fucile Remington. Quando Ash Williams pronuncia questa iconica frase è da poco uscito dal pozzo coi Deadite (i posseduti da un Demone Kandarian). Nel pozzo ha sconfitto un mostro dopo che il mago di corte gli ha lanciato la motosega, con cui Ash fa a pezzi il non morto. Insomma la provvidenziale motosega che l’eroe della trilogia de La casa ama moltissimo utilizzare, addirittura nel medioevo in cui è stato catapultato. Anche ne La casa 1 e La casa 2 la motosega è infatti fondamentale per Ash Williams, quando la situazione sta precipitando.

Ecco la frase in lingua originale pronunciata da Ash, è leggermente diversa nei contenuti:

All right, you primitive screw-heads, listen up! See this? This… is my boomstick!. It’s a twelve-gauge, double-barreled Remington. S-Mart’s top of the line. You can find this in the sporting goods department. That’s right, this sweet baby was made in Grand Rapids, Michigan. Retails for about $109.95. It’s got a walnut stock, cobalt-blue steel, and a hair trigger. That’s right… shop smart: shop S-Mart… Ya got that?!

L.M.

Pillole su Commando

Pillole su Commando (1985)

Pillole su Commando inedite, direttamente da Arnold Schwarzenegger, protagonista della famosa pellicola anni ottanta diretta da Mark L. Lester, in cui l’attore austriaco veste i panni del colonnello John Matrix

Pillole su Commando Arnold Schwarzenegger Terminator Pillole su Commando, film del 1985 di Mark L. Lester con protagonisti con Arnold Schwarzenegger, Rae Dawn Chong, Dan Hedaya, Vernon Wells, David Patrick Kelly e Alyssa Milano, Bill Duke, Bill Paxton e Branscombe Richmond.

Arnold Schwarzenegger tornerà nelle sale italiane dal prossimo 31 ottobre con Terminator: Dark Fate (Terminator: Destino Oscuro in italiano). Il film sarà diretto da Tim Miller e la Paramount ha rilasciato un primo teaser trailer del film.

Il nuovo capitolo in arrivo della saga di Terninator ignorerà i titoli successivi a Terminator 2 – Il giorno del giudizio, perchè in questi film non ha collaborato James Cameron, ideatore del franchise e autore del soggetto di questa nuova avventura.

Arnold Schwarzenegger gentilmente si è messo a rispondere su Reddit ad alcune domande sul trailer di Terminator: Destino Oscuro. Dopo ha rivelato alcune curiosità su altri suoi film tra cui Commando.

Pillole su Commando Arnold Schwarzenegger Terminator 2As soon as I carried a thousand pound log with one arm I knew it was funny. But let me share the scenes you didn’t see that I tried to get in.

I wanted to cut off a guy’s arm and kill him with it. This wasn’t in the script. He would throw a knife at me and after he missed, while his arm was still extended, I chop it off at the shoulder with a machete and beat him to death with it. Needless to say, I was asked by the head of the studio, Larry Gordon to come to his office. And he said “what the fuck is the matter with you? Do you want to make money with this movie or an x-rated movie?”

I said “you’re right” and he said “get the fuck out of my office.

Riassumendo Arnold Schwarzenegger aveva proposto di tagliare il braccio di un ragazzo e uccidendolo così. Questa scena non era prevista nella sceneggiatura. Voleva tagliargli il braccio teso dalla spalla con un machete per poi picchiarlo a morte. Larry Gordon il capo dello studio gli aveva chiesto di venire nel suo ufficio, per poi redarguirlo con queste parole. “quale cazzo è il problema con te? Vuoi fare soldi con questo film o un film x-rated?” Così Arnold Schwarzenegger aveva rinunciato alla scena.

Pillole su Commando Arnold Schwarzenegger Terminator 2 SwartzyArnold Schwarzeneggerdi recente è stato vittima di un’aggressione in Sud Africa durante una cerimonia al Sandton Convention Centre di Johannesburg

Arnold Schwarzenegger è stato di recente colpito alla schiena mentre stava partecipando all’evento sportivo Arnold Classic Africa. L’ex governatore della California si trovava presso il Sandton Convention Centre di Johannesburg, quando un uomo, saltando, lo ha colpito violentemente con un calcio alla schiena, senza farlo barcollare vista la struttura fisica di Swartzy, nonostante i suoi 71 anni. L’aggressore è stato subito bloccato dalla sicurezza e Schwarzenegger ha abbandonato il centro congressi qualche minuto dopo.

Poco dopo l’attore ha postato un messaggio su Twitter informando i suoi follower sulle sue condizioni: “Grazie per le vostre preoccupazioni, ma non c’è niente di cui preoccuparsi. Pensavo di essere stato urtato dalla folla, il che accade spesso. Ho realizzato di essere stato colpito solo quando ho visto il video, come tutti voi. Sono contento che l’idiota non abbia interrotto il mio Snapchat”.

L.M.

De Niro propone Al Pacino presidente degli USA

De Niro propone Al Pacino presidente degli USA

De Niro propone Al Pacino presidente degli USA e Donald Trump in carcere, durante la cerimonia de l’American Icon Award. L’attore non perde di nuovo occasione per attaccare il presidente USA, di nuovo sulla bocca di tutti in questi giorni per il bando Huawei

De Niro propone Al Pacino presidente degli USARobert De Niro propone Al Pacino presidente degli USA durante l’American Icon Award, una manifestazione che premia le personalità più importanti degli Stati Uniti. Quest’anno tra i vincitori c’è il suo grande amico ed attore Al Pacino. L’attore italo-americano è stato premiato da Robert De Niro, che nonostante il clima di festa non ha perso l’occasione di attaccare ancora una volta Donald Trump.

Non bisogna essere meravigliati perchè Robert De Niro è ormai molto tempo che attacca il presidente USA, questa volta ha esordito il suo discorso con: “non pensavate davvero di cavarvela senza un sano e sincero ‘vaffanculo a Trump’” a cui son seguiti applausi e sonori fischi. Robert De Niro ha poi proseguito indicando una personalità che potrebbe sostituire Donald Trump come presidente americano:

il mio compatriota e amico di una vita Al Pacino non guida l’America, ma forse dovrebbe farlo lui al posto di Trump. Si è guadagnato il nostro rispetto e la nostra ammirazione e merita questo tributo. D’altra parte, l’individuo che attualmente pretende di guidare questo paese non è degno di alcun tributo, a meno che non si pensi al suo impeachment e alla sua reclusione come una sorta di omaggio. Ed è solo così che potrebbe rendere di nuovo grande l’America.

De Niro propone Al Pacino presidente degli USA 2Robert De Niro conclude il suo discorso facendo un gioco di parole con il celebre motto repubblicano che recita ‘make America great again‘. L’attore aveva attaccato duramente il presidente USA già nel 2016:

è così stupido. E’ un cane, un maiale. Un artista della stronzata, un disastro nazionale. Mi fa arrabbiare il fatto che questo Paese sia arrivato al punto di consentire a quest’idiota di arrivare sin qui. Dice che prenderebbe la gente a pugni in faccia. A me piacerebbe prenderlo a pugni. E questo genere di persona che vogliamo presidente? Penso di no.

Non si tratta degli unici attacchi di Robert De Niro a Donald Trump, perchè negli ultimi anni vi sono state moltissime critiche dell’attore al presidente usa. L’attore italo-americano si è spesso lanciato in dichiarazioni anche abbastanza forti

Lo scorso ottobre aveva vietato l’ingresso al presidente americano in tutti i locali nipponici Nobu, di cui la star di Hollywood è co-fondatore dichiarando: “Non ti voglio nei miei ristoranti, saresti cacciato”.

De Niro propone Al Pacino presidente degli USA 3Robert De Niro si è scontrato contro Donald Trump anche ad aprile 2019, questa volta descrivendolo come “aspirante ganster”, intervistato da Stephen Colbert al The Late Show, dove era stato invitato per parlare del suo nuovo film intitolato “The Irishman” diretto Martin Scorsese. Nel film che uscirà in autunno interpreterà il sicario Frank Sheeran, detto l’irlandese, che lavorava come killer per la mafia e così ha approfittato per attaccare Donald Trump:

alla gente piace il genere fuorilegge, peccato che ora abbiamo un aspirante gangster alla Casa Bianca. Anche i gangster hanno una morale e hanno un’etica. Hanno un codice e sai che quando dai a qualcuno la tua parola è la tua parola, perché tutto ciò che hai è la tua parola. Questo ragazzo non sa nemmeno cosa significhi.

In questi giorni si parla di nuovo moltissimo degli Stati uniti di Donald Trump a causa del bando verso Huawei, che ha inserito il colosso cinese nella “entity list”, la lista nera che vieta alle aziende statunitense di rifornirlo. La decisione ha spinto Google a decapitare gli smartphone Huawei, privandola delle licenze Android, il sistema operativo di cui si serve la multinazionale cinese per far funzionare i propri telefoni. Huawei che lancerà secondo i rumors il suo nuovo sistema operativo in autunno.

L.M.