Morto Luke Perry

Morto Luke Perry

È morto Luke Perry, addio alla star di Beverly Hills 90210

Morto Luke PerryÈ morto Luke Perry, il Dylan McKay di Beverly Hills 90210, serie cult degli anni Novanta, a soli 52 anni. L’attore non ce l’ha fatta, è deceduto questo pomeriggio al St. Joseph Hospital di Los Angeles, dopo che qualche giorno fa era stato colpito da un ictus gravissimo.

L’attore americano era stato colto dal malore mentre si trovava nella sua casa nel distretto di Sherman Oaks a Los Angeles e le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi, tanto da indurre i medici a metterlo in coma indotto. I medici lo avevano sedato nella speranza di permettere al suo cervello di lottare e riprendersi dal violento colpo, ma il danno era evidentemente già troppo esteso.

Luke Perry nel corso della sua carriera è apparso in varie pellicole, ma viene ricordato soprattutto per la sua partecipazione nel telefilm cult anni novanta Beverly Hills 90210 in cui girò tutte le stagioni dal 1990 al 1995 e poi dal 1998 al 2000, interpretando Dylan McKay.

Luke Perry aveva anche preso parte a “Buffy – L’Ammazza Vampiri“, che ebbe così grande successo commerciale da aprire le porte alla famosa omonima serie televisiva horror-action scritta da Joss Whedon con protagonista Sarah Michelle Gellar. Tra gli altri film anche “Il quinto elemento“, diretto da Luc Besson, “Crocevia per l’inferno” e l’italiano “Vacanze di Natale ’95” con Massimo Boldi e Christian De Sica.

Morto Luke Perry, simpsonSotto forma di disegno animato era apparso più volte nel serie I Simpson come telespalla e  fratello di Krusty il Clown. Aveva anche dato la voce a se stesso nel cartone I Griffin nell’episodio 19 della seconda stagione, dal titolo “Prima pagina”. Era presente anche nel cartone animato della Hanna-Barbera “Johnny Bravo”. Prende infatti parte all’episodio 4×22 dei Simpson intitolato Lo show di Krusty viene cancellato (Krusty Gets Kancelled), dove viene sparato da un cannone attraverso diversi edifici, tra cui una fabbrica di carta vetrata ed infine una fabbrica di cuscini, che viene successivamente fatta saltare in aria da una squadra di demolizioni. Nonostante ciò sopravvive e partecipa alla festa al bar di Boe. Luke Perry si rivede anche seduto accanto agli altri al funerale di Krusty nell’episodio della terza stagione Bart la spia (Bart the Fink).

Luke Perry ha ricoperto ruoli importanti anche in altre serie famose, come “Oz“, “Body of proof“, “Will & Grace” e “Riverdale“. La star aveva ultimato le riprese del prossimo film di Quentin Tarantino, in uscita il 9 agosto, dedicato a Charles Manson e intitolato “C’era una volta a Hollywood“.

Morto Luke Perry 2Nato a Mansfield in Ohio nel 1966, dopo il liceo si era trasferito a Los Angeles per inseguire il sogno della recitazione, iniziando la sua carriera televisiva a 16 anni in alcune soap opera, prima di arrivare alla svolta della carriera con Beverly Hills 90210 nel 1990. Il ruolo dell’affascinante e solitario Dylan McKay nella serie per teenager gli diede grande popolarità e divenne l’eroe di milioni di ragazzine in tutto il mondo che seguivano le sue storie d’amore con Brenda (interpretata da Shannen Doherty) e Kelly (interpretata da Jennie Garth).

Il Dylan McKay di Luke Perry era una sorta di James Dean rivisitato: girava su una motocicletta, indossava un giubbotto di pelle nera, aveva il vizio dell’alcol e si portava dietro quel misto di dolore e voglia di trasgredire a ogni costo. Beverly Hills 90210 è stata la prima teen drama a cui son succedute il famoso “Dawson’s Creek“, “The O.C.“. e “One Tree Hill“.

Morto Luke Perry 3 È morto Luke Perry, addio alla star di Beverly Hills 90210 proprio quando era stato annunciato il ritorno della serie

Per uno scherzo del destino era stato ricoverato lo stesso giorno in cui la Fox aveva annunciato una reunion del cast di Beverly Hills 90210 con sei nuovi episodi ed i vecchi interpreti della serie pronti a tornare nei loro ruoli storici. Tra di loro Jason Priestley, Jennie Garth, Ian Ziering, Gabrielle Carteris, Brian Austin Green e Tori Spelling.

Un progetto a cui Luke Perry non aveva aderito, anche se aveva garantito la sua partecipazione eccezionale a qualche episodio, perchè era impegnato sul set della serie televisiva Riverdale, dove aveva da poco concluso di girare alcune scene negli studi di Los Angeles.

Luke Perry se n’è andato circondato dall’affetto dei suoi figli, Jack e Sophie, della fidanzata Wendy Madison Bauer e l’ex moglie Minnie Sharp, della madre, del fratello Tom, della sorella Amy e degli amici più cari. Molti i messaggi di sostegno da amici e colleghi erano già arrivati subito dopo l’ictus, fra di loro, anche Ian Ziering, Sharon Stone e Shannen Doherty.

Morto Luke Perry 4 Ian Ziering, lo Steve Sanders di Beverly Hills, molto legato all’attore, via social ha pubblicato uno scatto di loro due insieme accompagnato da un messaggio toccante: «Carissimo Luke, mi crogiolerò per sempre nei ricordi bellissimi che abbiamo condiviso in questi ultimi trent’anni. Possa il tuo viaggio essere arricchito dalle anime straordinarie di chi ci ha lasciati prima di te, così come hai fatto con coloro che hai lasciato. Che Dio gli riservi un posto a lui vicino, se lo merita».

Shannen Doherty, molto amica dell’attore ha detto a People, poco dopo aver appreso la notizia che era morto Luke Perry «sono scioccata, il mio cuore è spezzato. Devastata per la perdita del mio amico. Ho così tanti ricordi con Luke che mi fanno sorridere, e che sono impressi nel mio cuore e nella mia mente. Luke era un uomo intelligente, silenzioso, umile e complesso, con un cuore d’oro e un pezzo infinito di integrità e amore». Leonardo DiCaprio, che ha diviso con lui le scene nel film di Quentin Tarantino “Once Upon a Time in Hollywood”, ha detto «Luke Perry era un artista di buon cuore e di incredibile talento. È stato un onore poter lavorare con lui. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a lui e ai suoi cari. (trad. Luke Perry was a kindhearted and incredibly talented artist. It was an honor to be able to work with him. My thoughts and prayers go out to him and his loved ones)».

È morto Luke Perry, addio alla star di Beverly Hills 90210Molly Ringwald, sua collega in Riverdale, dopo che è morto Luke Perry ha scritto «Il mio cuore è spezzato. Mi mancherai tanto», anche Madchen Amick, attrice nella serie lo ha ricordato con affetto. Sarah Michelle Gellar, ha dichiarato: «La mia vita da studentessa delle superiori è stata plasmata da Brenda e Dylan. Non doveva andare a finire così. Spero che la sua famiglia sia consapevole di tutte le vite che Luke ha influenzato. “Ho scelto. Ho scelto te. Voglio te. Ti ho sempre voluto”. Questa è la sua battuta che io amo di più in assoluto».

Morto Luke Perry lo stesso giorno di Keith Flint, il cantante dei The Prodigy a 49 anni e c’è chi dice che con loro due siano morti gli anni novanta, una frase che in queste ore è stata utilizzata spesso dai media non solo nostrani ma di tutto il mondo. Vi lasciamo con una frase tratta da pronunciata proprio dal personaggio interpretato da Luke Perry in Beverly Hills 90210 “Qualcuno dice che la nostra vita è già scritta. Ma, forse, il destino è fatto da un numero infinito di strade che si intersecano tra di loro e sta a noi scegliere quale percorrere”.

L.M.

Se qualcuno di voi piangerà al mio funerale

Se qualcuno di voi piangerà al mio funerale non vi parlerò mai più

Se qualcuno di voi piangerà al mio funerale non vi parlerò mai più, una frase molto famosa di Stan Laurel

Se qualcuno di voi
piangerà al mio funerale
non vi parlerò mai più

(Stan Laurel)

Se qualcuno di voi piangerà al mio funerale non vi parlerò mai più Stan LaurelSi tratta di una frase che Stan Laurel pronunciò negli ultimi anni della sua vita, quando nonostante avesse numerosi problemi di salute, non perse mai il proprio umorismo con gli amici. Si dice addirittura che in punto di morte abbia detto ironicamente all’infermiera: “Vorrei essere in montagna a sciare” e lei gli avesse chiesto “Le piace sciare, Signor Laurel?”, una domanda a cui lui rispose “No, lo detesto ma sempre meglio che stare qui”.

Son passati 54 anni dal 23 Febbraio del 1965, il giorno in cui ci ha lasciato Stan Laurel uno dei più grandi attori comici di sempre. Stan Laurel, pseudonimo di Arthur Stanley Jefferson, è nato a Ulverston in Inghilterra il 16 giugno 1890. L’attore, considerato uno dei più grandi attori comici di tutti i tempi e grande innovatore è meglio conosciuto al grande pubblico per il ruolo di Stanlio del duo comico Stanlio e Ollio, assieme a Oliver Hardy.

Buster Keaton, uno dei maestri del periodo del cinema muto classico, durante la cerimonia funebre di Stan Laurel aveva detto:

«Chaplin wasn’t the funniest, I wasn’t the funniest, Stan Laurel was the funniest.»

«Chaplin non era il più divertente, io non ero il più divertente, Stan Laurel era il più divertente.»

Stan Laurel passava gran parte della sua giornata sul set e in sede di montaggio, essendo lui un attore, regista e montatore non accreditato dei suoi film. Era uno sceneggiatore di gag impareggiabile, forse il più grande della storia del cinema, quasi tutti gli sketch della coppia Stanlio e Ollio li concepiva e li montava lui. Era il supervisore artistico e motore trainante della coppia. Stan Laurel non  si riprese mai dalla morte dell’amico e compagno di avventure Oliver Hardy morto 1957 e lasciò il cinema e il mondo dello spettacoloper sempre.

L.M.

È dallo straripamento del Pecos

È dallo straripamento del Pecos che non vedevo tanto sudiciume!

È dallo straripamento del Pecos che non vedevo tanto sudiciume! È dallo straripamento del Pecos che non vedevo tanto sudiciume!, è una frase tratta da Lo chiamavano Trinità del 1970 diretto da E.B. Clucher con con Bud Spencer e Terence Hill. E’ una frase pronunciata da Jonathan Swift (Steffen Zacharias) riferendosi a Trinità (Terence Hill) tutto sporco in una vasca da bagno che si sta mangiando una carota.

È dallo straripamento del Pecos che non vedevo tanto sudiciume! Ma cos’è il Pecos citato nella battuta del film?

Il Pecos (Pecos River), è un fiume degli Stati Uniti che nasce sul versante orientale della catena montuosa Sangre de Cristo a nord di Pecos nello stato del Nuovo Messico. Il fiume scorre per 1.490 km attraverso New Mexico e il Texas dove diviene affluente del Rio Grande vicino a Del Rio.

Il Pecos River ha un regime torrentizio, con piene in autunno e magre in estate, che portano a secche quasi totali, perchè attraversa una zona particolarmente siccitosa, con temperature che normalmente in estate superano i 40 gradi. La sua portata media è di 8 m³/s, con piene che possono essere rovinose, potendo raggiungere 4300 m³/s.

Il fiume ha avuto un ruolo importante nell’esplorazione del Texas da parte degli spagnoli, nella seconda metà del 19 ° secolo, successivamente con “West of the Pecos” si indicava la desolazione del selvaggio West. La definizione “West of the Pecos” nell’immaginario collettivo serviva a descrivere il punto più selvaggio degli Stati Uniti, praticamente al di fuori della portata delle autorità. Si diceva che tutta la civiltà e la legge si fermavano sulla sponda orientale del Pecos.

L.M.

La travagliata produzione di The Predator

La travagliata produzione di The Predator

La travagliata produzione di The Predator, diversi problema hanno reso la pellicola diShane Black non completamente riuscita

La travagliata produzione di The PredatorLa travagliata produzione di The Predator: Shane Black ha incontrato molte difficoltà in fase di scrittura e imprevisti che lo hanno costretto a girare una pellicola in parte diversa dalle sue intenzioni originarie. Shane Black ha rivelato che il primo montaggio del film è stato giudicato dagli spettatori delle proiezioni di prova troppo cupo (tanto da essere soprannominato “Night Cut”), cosa che ha portato il regista, sotto pressioni dei produttori, a riprogrammare l’intero terzo atto del film, la parte maggiormente criticata sotto questo aspetto. Per risolvere questo problema sono state aggiunte parti comiche, trasformando il film in una sorta di commedia d’azione; il tutto è stato reso possibile con nuove riprese, per girare le quali però i produttori hanno dato a Shane Black un budget bassissimo.

The Predator inoltre era stato considerato una pellicola troppo lunga, fattore che ha reso necessario rimuovere il personaggio interpretato da Edward James Olmos. Sono così stati tagliati di 30-45 minuti. L’attore è rimasto un po’ deluso dalla scelta dei produttori ma ha comunque dichiarato alla stampa: “Il film era troppo lungo perciò hanno dovuto rimuovere il mio personaggio. Era troppo lungo di 30-45 minuti, perciò capisco il motivo. È stato gentile da parte loro chiamarmi per dirmi: ‘Scusaci, ci dispiace davvero tanto’”. Pare che l’attore dovesse essere il vero antagonista del film e così questo ruolo di personaggio negativo è passata al capo della squadra anti-predator. Quindi un ruolo tagliato ed un altro personaggio trasformato in qualcosa che non era originariamente.

La travagliata produzione di The PredatorI problemi della pellicola non sono finiti qui perchè la 20th Century Fox ha cancellato una scena da The Predator dopo aver appreso che uno degli attori presenti in essa è stato iscritto nel registro dei sex offender. Si trattava dell’attore Steven Wilder Striegel, accusato di aver tentato di adescare una 14enne e condannato a sei mesi di prigione nel 2010. Secondo quanto aveva riportato il Los Angeles Times, la casa produttrice aveva appreso del passato dell’attore da Olivia Munn, parte del cast e protagonista della pellicola, ed è prontamente intervenuta. La Fox ha dichiarato di non aver saputo nulla sulla fedina penale di Steven Wilder Striegel durante il casting a causa dei limiti legali che impediscono agli studios di fare ricerche sul passato degli attori. In The Predator Steven Wilder Striegel interpretava un jogger che ci prova regolarmente con il personaggio di Olivia Munn. Steven Wilder Striegel è un amico di Shane Black, ed è comparso anche in altre sue pellicole del regista come Iron Man 3 e The Nice Guys.

La travagliata produzione di The Predator, le reazioni di Shane Black alla scoperta della fedima penale del suo attore ed amico

Il regista in un primo momento, appena uscita la notizia sul conto dell’attore, si è giustificato della scelta di scegliere il suo amico: “ho scelto personalmente di aiutare un amico. Capisco che altri potrebbero disapprovare la mia scelta: il fatto che sia finito in prigione per un reato così delicato non va preso alla leggera.”
Shane Black ha poi però rilasciato un’ulteriore dichiarazione, dopo aver letto l’articolo del Los Angeles Times con diversi dettagli sul caso: “dopo aver letto le notizie di questa mattina, mi sono reso tristemente conto di essere stato raggirato da un amico che speravo veramente mi stesse dicendo la verità quando mi descrisse le circostanze della sua incarcerazione. Credo tantissimo nel dare una seconda possibilità alle persone, ma a volte si scopre che la fiducia non è sempre ben riposta. Dopo aver letto nuovi dettagli sulla deposizione scritta giurata, trascrizioni e altre informazioni sulla sentenza di Steve Striegel, sono molto deluso da me stesso. Mi scuso con tutti quelli che, in passato e attualmente, ho deluso coinvolgendo Steve senza dar loro la possibilità di partecipare a questa decisione”.

La travagliata produzione di The PredatorDai confini dello spazio inesplorato, la caccia arriva nelle strade di una piccola città nella terrificante reinvenzione della serie di Predator nel progetto registico di Shane Black. Geneticamente modificati, attraverso la combinazione dei DNA di specie diverse, i cacciatori più letali dell’universo sono adesso ancora più pericolosi, più forti, più intelligenti. Quando un ragazzino innesca accidentalmente il loro ritorno sulla Terra, solo un gruppo di ex soldati e una disillusa insegnante di scienze può impedire la fine della razza umana.

TITOLO: The Predator
DATA USCITA: 11 ottobre 2018
GENERE: Azione, Avventura, Horror, Fantascienza
PAESE: USA
DURATA: 101 Min
ANNO: 2018
REGIA: Shane Black
ATTORI: Boyd Holbrook, Yvonne Strahovski, Olivia Munn, Thomas Jane, Jacob Tremblay, Edward James Olmos, Alfie Allen, Keegan Michael Key, Jake Busey, Trevante Rhodes, Niall Matter, Paul Lazenby, Steve Wilder, Dean Redman, Rhys Williams
TRAILER ITALIANO: The predator Link 1 streaming Youtube
TRAILER IN LINGUA ORIGINALE: The predator Link 2 streaming Youtube

L.M.

Che cosa dice Forrest Gump al comizio?

Che cosa dice Forrest Gump al comizio?

Che cosa dice Forrest Gump al comizio? Ci è venuto in aiuto per svelare l’arcano Tom Hanks

Che cosa dice Forrest Gump al comizio?Che cosa dice Forrest Gump al comizio? Ve lo siete mai chiesti? Nel film, quando Forrest parla al raduno degli Hippie, gli viene scollegato il microfono da un generale che non vuole che un ex soldato reduce dalla Guerra del Vietnam parli della sua esperienza. Questo potrebbe mettere in cattiva luce l’esercito americano e il militare non ha idea del fatto che Forrest abbia uno sviluppo cognitivo inferiore alla norma e stia per dire una frase abbastanza infantile.

Ma cosa dice Forrest Gump davanti alla folla immensa nel momento in cui il jack del microfono viene staccato? Conosciamo cosa dice il protagonista della pellicola grazie a Tom Hanks l’attore che interpreta Forrest Gump, che lo ha raccontato più volte ai curiosi. La frase che nè lo spettatore nè la folla di Hippie, accorsi alla manifestazione di protesta contro la guerra, può aver sentito è la seguente:

“Quando le persone vanno in Vietnam a volte tornano a casa dalle loro mamme senza le gambe, oppure non tornano proprio, e questa è una brutta cosa.”

Che cosa dice Forrest Gump al comizio?Ecco cosa dice Forrest Gump in lingua originale:

“Sometimes when people go to Vietnam, they go home to their mommas without any legs. Sometimes they don’t go home at all. That’s a bad thing.”

Forrest Gump è un film del 1994 diretto da Robert Zemeckis, della durata di 142 minuti ed interpretato da Tom Hanks, Robin Wright, Gary Sinise, Mykelti Williamson, Sally Field, Rebecca Williams, Michael Conner Humphreys, Harold G. Herthum, George Kelly, Bob Penny, John Randall, Sam Anderson, Margo Moorer, Ione M. Telech, Christine Seabrook. La pellicola è liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Winston Groom del 1986 e nel 1995 ha ricevuto molti premi Oscar come:

Miglior film a Wendy Finerman, Steve Starkey e Steve Tisch
Migliore regia a Robert Zemeckis
Miglior attore protagonista a Tom Hanks
Migliore sceneggiatura non originale a Eric Roth
Miglior montaggio a Arthur Schmidt
Migliori effetti speciali a Ken Ralston, George Murphy, Stephen Rosenbaum e Allen Hall

Luca Miglietta

Che cosa dice Forrest Gump al comizio?

Ultime parole di Roy Batty a Deckard

Ultime parole di Roy Batty a Deckard

Ultime parole di Roy Batty a Deckard in Blade Runner

Ultime parole di Roy Batty a Deckard in Blade RunnerLe ultime parole di Roy Batty in Blade Runner sono scolpite nella storia del cinema. La pellicola di Ridley Scott è ambientata in una distopica Los Angeles dove si trovano replicanti ed esseri umani, questi ultimi vengono usati come forza lavoro in colonie extra terrestri.

I replicanti sono tornati illegalmente sulla Terra e devono essere eliminati dai Blade Runner, tra i quali il detective Rick Deckard, interpretato da Harrison Ford. Una pellicola di cui esistono addirittura 7 versioni per il finale, tra le quali la director’s cut e la The final cut, per un totale di ben sette versioni del film.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.

Ultime parole di Roy Batty a Deckard in Blade Runner 2Ultime parole di Roy Batty a Deckard in lingua originale

I’ve seen things you people wouldn’t believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched C-beams glitter in the dark near the Tannhauser gate. All those moments will be lost in time, like tears in rain. Time to die.

Il monologo del replicante Roy Batty è stato scritto da Ruther Hauer, lo stesso attore che lo interpreta, una delle migliori performance dell’attore olandese. Nel cast di Blade runner troviamo oltre Harrison Ford e Ruther Hauer anche Sean Young, Edward James Olmos, Daryl Hannah, Brion James e Joe Turkerl.

La sceneggiatura di Blade Runner è stata scritta da Hampton Fancher e David Webb Peoples, ed è liberamente ispirata al romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick.

Blade Runner è inoltre considerato uno dei migliori film di fantascienza di sempre, tanto che nel 1993 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America e nel 2007 l’American Film Institute lo ha posizionato al 97º posto nella classifica AFI’s 100 Years… 100 Movies.

L.M.

Joe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin

Joe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin

Quando Joe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin, aveva anche adottato degli espedienti per creare un vero sentimento di paura nel piccolo attore di Mamma ho perso l’aereo

Joe Pesci morse un dito a Macaulay CulkinJoe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin sul set di Mamma ho perso l’aereo. Per creare un sentimento di autentica paura in Macaulay Culkin, l’attore ha evitato di incontrarlo e familiarizzare con lui sul set. Joe Pesci si è però lasciato forse sfuggire la mano nella scena in cui appende il bambino a un attaccapanni e dice la battuta “gli strapperò a morsi questi ditini: uno alla volta!”. In questo frangente infatti l’attore, in un impeto di immedesimazione per rendere davvero realistica la scena, ha realmente morsicato un dito a Culkin, facendolo sanguinare.

Joe Pesci spesso dimenticava di star recitando in una commedia per famiglie e imprecava spesso sul set, ripetendo in continuazione la parola fuck. Il regista gli consigliò di sostituire quella parola con “frigde”, che in inglese significa frigo.

Joe Pesci morse un dito a Macaulay CulkinJoe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin per essere più realistico in una scena

Non si tratta del primo attore che ha tentato di essere più realistico possibile in una pellicola, pensate a Robert De Niro che per prepararsi al ruolo di Jake LaMotta in Toro scatenato si è allenato duramente, ha partecipato a tre incontri di boxe e ne vinti due. Come se non bastasse Bob De Niro è ingrassato addirittura di 30 chili per interpretare Jake e questo aumento di peso gli causò anche dei problemi di salute. Christian Bale invece è dimagrito 27 chili per recitare in L’Uomo senza Sonno. Vincent D’Onofrio è ingrassato di 35 chili per il ruolo di Palla di Lardo in Full Metal Jacket.

Joe Pesci morse un dito a Macaulay CulkinMamma ho perso l’aereo (Home Alone) è un film del 1990 scritto e prodotto da John Hughes e diretto da Chris Columbus che racconta le avvenure del piccolo Kevin McCallister alle prese con i due ladri Harry Lime (Joe Pesci) e Marv Merchants (Daniel Stern). I due attori erano amici molto prima di recitare insieme nel film, avevano lavorato già insieme nel 1982 in I’m dancing as fast as I can di Jack Hofsiss e con Jill Clayburgh. Sul set della pellicola i due divennero amici e forse proprio per questo hanno tra di loro una chimica che funziona in Mamma, ho perso l’aereo.

L’idea del film venne a John Hughes durante uno dei viaggi con la famiglia in Europa nel 1989, aveva infatti pensato: “E se uno dei bambini fosse rimasto a casa accidentalmente?”. Due settimane dopo scrisse la sceneggiatura. Non è solo un luogo comune dire che viaggiare schiarisce le idee.

Luca Miglietta

Ridere piangendo

Ridere piangendo

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza è la poesia a cui pare si sia ispirato Alan Moore per scrivere il testo di una barzelletta raccontata da Rorschach nelle pagine del fumetto Watchmen e nell’omonimo film di Zack Snyder.

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen Ridere piangendo di Juan de Dios Peza:

Ammirando Garrick, attor d’Inghilterra,
la gente al applaudirlo gli dicea:
«Sei il più bello della terra
e il più felice…»
E il comico ridea.

I gran lord che di spleen si tormentavan
nelle loro più grevi e oscur nottate,
a veder il re degli attori se n’andavan,
per barattar lo spleen colle risate.

Una volta, da un gran medico,
un tal si presentò collo sguardo squallido:
«Soffro – gli disse – d’un mal tan terrifico
come questo volto mio così pallido.

«Nulla più m’incanta o mi sta attraendo;
non penso al buon nome né alla mia sorte,
in un eterno spleen, da vivo sto già morendo,
e la mia unica speranza sta nella morte».

«Viaggi e si distragga.»
«Ho viaggiato tanto!»
«Si dia alle letture.»
«Ho letto tanto!»
«Ami una donna.»
«Sì son amato!»
«Acquisti un titolo.»
«Già nobile son nato!»

«Sarà forse povero?»
«Ho fortuna.»
«Le gustassero le lusinghe
«Ne ascolto tante!»
«Qual è la sua famiglia?»
«Le mie tristezze.»
«Visita il camposanto?»
«Tanto… tanto…»

«La vostra vita nutre di pubblica ammirazione?»
«Sì, ma non mi faccio metter in soggezione;
sol pei morti ho vera affezione;
che i vivi son la mia tribolazione.»

«Il vostro mal mi causa tentennamento
– aggiunse il medico – ma senza paura
segua questo mio suggerimento:
ammirar Garrick sarà la sua cura.»

«Garrick?»
«Sì, Garrick… la più triste
e austera società lo cerca ansiosa;
chi lo vede si spancia in risate mai viste:
c’ha il dono d’una grazia artistica meravigliosa.»

«E farà ridere anche me?»
«Ah! Sì, ve lo giuro
egli, e nulla più, ma… perché ancor afflizione?»
«Così – dice il paziente – di certo non mi curo
Garrick son io!… Dottor, mi cambi prescrizione.»

Quanti ce ne sono che stanchi di vivere
morti di noia, malati di depressione,
come l’attor suicida gli altri fan ridere,
senza mai, pel suo stesso mal, trovar soluzione!

Ahi! Quante volte ridere è un piangere ancora!
Nessuno confidi dell’allegria nel riso,
perché negli esseri che il dolor divora,
l’anima soffre mentre ride il viso!

Se muore la fede, se fugge la calma,
se solo mestizia nel cammino è incontrata,
sale su al volto la tempesta dell’alma,
e scoppia in un lampo triste: la risata.

Il carneval del mondo inganna tanto,
che le nostre vite son brevi mascherate;
qui apprendiamo a rider col pianto,
e a piangere pure colle risate.

Juan de Diós Peza, Ridere piangendo (1852 -1911) Traduzione di Rodolfo de Matteis

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen 2Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen in ligua originale

Viendo a Garrik —actor de la Inglaterra—
el pueblo al aplaudirle le decía:
«Eres el mas gracioso de la tierra
y el más feliz…»
Y el cómico reía.

Víctimas del spleen, los altos lores,
en sus noches más negras y pesadas,
iban a ver al rey de los actores
y cambiaban su spleen en carcajadas.

Una vez, ante un médico famoso,
llegóse un hombre de mirar sombrío:
«Sufro —le dijo—, un mal tan espantoso
como esta palidez del rostro mío.

»Nada me causa encanto ni atractivo;
no me importan mi nombre ni mi suerte
en un eterno spleen muriendo vivo,
y es mi única ilusión, la de la muerte».

—Viajad y os distraeréis.
— ¡Tanto he viajado!
—Las lecturas buscad.
—¡Tanto he leído!
—Que os ame una mujer.
—¡Si soy amado!
—¡Un título adquirid!
—¡Noble he nacido!

—¿Pobre seréis quizá?
—Tengo riquezas
—¿De lisonjas gustáis?
—¡Tantas escucho!
—¿Que tenéis de familia?
—Mis tristezas
—¿Vais a los cementerios?
—Mucho… mucho…

—¿De vuestra vida actual, tenéis testigos?
—Sí, mas no dejo que me impongan yugos;
yo les llamo a los muertos mis amigos;
y les llamo a los vivos mis verdugos.

—Me deja —agrega el médico— perplejo
vuestro mal y no debo acobardaros;
Tomad hoy por receta este consejo:
sólo viendo a Garrik, podréis curaros.

—¿A Garrik?
—Sí, a Garrik… La más remisa
y austera sociedad le busca ansiosa;
todo aquél que lo ve, muere de risa:
tiene una gracia artística asombrosa.

—¿Y a mí, me hará reír?
—¡Ah!, sí, os lo juro,
él sí y nadie más que él; mas… ¿qué os inquieta?
—Así —dijo el enfermo— no me curo;
¡Yo soy Garrik!… Cambiadme la receta.

¡Cuántos hay que, cansados de la vida,
enfermos de pesar, muertos de tedio,
hacen reír como el actor suicida,
sin encontrar para su mal remedio!

¡Ay! ¡Cuántas veces al reír se llora!
¡Nadie en lo alegre de la risa fíe,
porque en los seres que el dolor devora,
el alma gime cuando el rostro ríe!

Si se muere la fe, si huye la calma,
si sólo abrojos nuestra planta pisa,
lanza a la faz la tempestad del alma,
un relámpago triste: la sonrisa.

El carnaval del mundo engaña tanto,
que las vidas son breves mascaradas;
aquí aprendemos a reír con llanto
y también a llorar con carcajadas.

L.M.

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen 3

Barzelletta di Rorschach

Barzelletta di Rorschach

La barzelletta di Rorschach in Watchmen

 Barzelletta di RorschachBarzelletta di RorschachHo sentito una barzelletta… Un uomo va dal dottore, gli dice che è depresso, che la vita gli sembra dura e crudele, gli dice che si sente solo in un mondo minaccioso… Il dottore dice: «La cura è semplice, il grande clown, Pagliacci, è in città! Lo vada a vedere, la dovrebbe tirar su!». L’uomo scoppia in lacrime: «Ma dottore… Pagliacci sono io!». Buona questa. Tutti ridono. Rullo di tamburi. Sipario.

Rorschach, il cui vero nome è Walter Joseph Kovacs, è uno dei protagonisti del fumetto Watchmen scritto da Alan Moore. Si tratta di un giustiziere mascherato violento e solitario che si copre il volto con una maschera raffigurante le famose macchie del test Rorschach. Prende spunto da Question della DC Comics e Mr. A della Charlton Comics

 Barzelletta di RorschachLa barzelletta di Rorschach in lingua originale

I heard a joke once. Man goes to doctor, says he’s depressed. Life seems harsh and cruel. Says he feels all alone in a threatening world. Doctor says “Treatment is simple. The great clown, Pagliacci, is in town. Go see him. That should pick you up”. Man bursts into tears. “But doctor”, he says, “I am Pagliacci.” Good joke. Everybody laugh. Roll on snare drum. Curtains.

Pare che Alan Moore si sia ispirato alla poesia di Juan de Dios Peza intitolata “Ridere piangendo per scrivere il testo della barzelletta raccontata da Rorschach nelle pagine del fumetto Watchmen e nell’omonimo film di Zack Snyder.

Barzelletta di RorschachLa barzelletta veniva introdotta in questo modo da Rorschach:

Edward Blake… “Il Comico”… Nato nel 1918. Sepolto sotto la pioggia, assassinato. È questo quello che ci tocca? Non abbiamo tempo per gli amici, solo i nostri nemici ci lasciano rose. Vite violente che finiscono violentemente, Blake l’aveva capito: gli uomini sono selvaggi per natura, non serve a niente coprirla di zucchero, per mascherarla. Blake aveva visto il vero volto della società e aveva scelto di diventarne una parodia, una barzelletta.

Edward Blake, The Comedian, born 1918, buried in the rain. Murdered. Is that what happens to us? No time for friends? Only our enemies leave roses. Violent lives ending violently. Blake understood. Humans are savage in nature. No matter how much you try to dress it up, to disguise it. Blake saw society’s true face. Chose to be a parody of it, a joke.

L.M.

La natura dell’uomo

La natura dell’uomo

La natura dell’uomo, un signore anziano in Waking Life

La natura dell'uomo, un signore anziano in Waking LifeLa natura dell’uomo in Waking Life. Si tratta di un film d’animazione del 2001, diretto da Richard Linklater. L’intero film è stato girato in rotoscope usando un video digitale su cui successivamente una squadra di artisti con il computer ha disegnato linee stilizzate e colori per ogni fotogramma.

La natura dell’uomo. Ci sono due tipi di sofferenti a questo mondo: quelli che soffrono per una carenza di vita e quelli che soffrono per una sovrabbondanza di vita. Io mi sono sempre ritrovato nella seconda categoria. Se ci pensi un attimo, quasi tutti i comportamenti dell’uomo e le sue attività in sostanza non sono diverse da quelle degli animali. Le più avanzate tecnologie e la nostra abilità artigiana ci portano al livello dei super-scimpanzé, non di più. In realtà la differenza fra, diciamo, Platone e Nietzsche e l’uomo medio, è maggiore di quella che esiste fra lo scimpanzé e l’uomo medio. Il regno del vero spirito, del vero artista, del santo, del filosofo, sono in pochi a raggiungerlo. Perché così pochi? Perché la storia del mondo e l’evoluzione non sono esempi di progresso ma piuttosto un’infinita e futile addizione di zeri? Non si sono sviluppati i valori più importanti. Diamine, i Greci 3000 anni fa non erano certo meno progrediti di noi. Allora quali sono le barriere che impediscono all’essere umano di arrivare per lo meno vicino al suo vero potenziale? La risposta a questa domanda la si può trovare in un’altra domanda. Qual è la caratteristica umana più universale? La paura. O la pigrizia.

La natura dell'uomo, un signore anziano in Waking LifeLa natura dell’uomo, l’ultima parte del raginamento, la più bella, in lingua originale

What are these barriers that keep people from reaching anywhere near their real potential? The answer to that can be found in another question and that’s this: Which is the most universal human characteristic: fear, or laziness?.

L.M.