Tutti in accappatoio al cinema

Tutti in accappatoio al cinema

Tutti in accappatoio al cinema per i 20 anni del Grande Lebowski

Tutti in accappatoio al cinema per i 20 anni del Grande LebowskiTutti in accappatoio al cinema per i 20 anni de Il Grande Lebowski. La singolare iniziativa è stata organizzata a Milano per feggiare il film del 1998, che inzialmente non ebbe un grande successo al botteghino per poi diventare successivamente un vero e proprio cult.

Decine di persone hanno partecipato all’iniziativa organizzata dal Milano film festival e da Hot Corn al cinema Anteo di Milano, per festeggiare l’anniversario del Drugo e per questo tutti i presenti non potevano che presentarsi all’appuntamento in accappatorio, il capo di abbigliamento preferito da Jeffrey Lebowski.

Tutti in accappatoio al cinema per i 20 anni del Grande LebowskiTutti in accappatoio al cinema, a Milano divertente iniziativa per festeggiare i 20 anni del film di Joel ed Ethan Coen

Sembra impossibile eppure quando Il grande Lebowski uscì – prima di diventare uno dei più grandi cult della storia tanto che nel 2014 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti – non ci furono code chilometriche all’entrata dei cinema e gli incassi per la Working title films, che produsse la pellicola furono deludenti. Il film costò 15 milioni ed incassò solo solo 17.5 milioni di dollari al botteghino.

Jeffrey Lebowski è la rappresentazione visiva di un nichilista dolce far niente, tanto che il pigro anti-eroe interpretato da Jeff Bridges ha dato vita ad una religione “Il Drughismo”, e a numerosi saggi che analizzano la figura del Drugo.

Anche in altre città italiane e del resto del mondo nel corso del 2018 si sono verificate iniziative simili, ecco il video del’evento di Milano, dove si sono presentati tutti in accappatoio al cinema per i 20 anni del Grande Lebowski: video streaming Repubblica tv. Sono annunciate altre iniziative simili prima della fine del 2018, non fatevi trovare impreparati mi raccomando, potrebbe trattarsi della vostra città.

L.M.

Tutti in accappatoio al cinema per i 20 anni del Grande Lebowski

 

Il vero nome dell’Inserviente di Scrubs

Il vero nome dell’Inserviente di Scrubs

Qual è il vero nome dell’Inserviente di Scrubs? Un personaggio che aveva un’alchimia fantastica con JD e aveva dato alla serie una marcia in più

Il vero nome dell’Inserviente di ScrubsIl vero nome dell’Inserviente di Scrubs. L’Inserviente è il principale nemico di JD nella serie tv Scrubs, è il suo tomento, in ogni occasione tenta di maltrattarlo o mettergli i bastoni fra le ruote. L’alchimia tra i due personaggi è ottima ed è una delle trovate geniali degli sceneggiatori di Scrubs. L’Inserviente è ossessionato da JD, è stato creato per essere l’antagonista naturale del medico durante la fortunata serie tv. La sua cattiveria è totalmente infondata nei confronti del medico e la scusa della monetina caduta inavvertitamente dalle tasche di JD che aveva bloccato la porta è forse poco per dar vita ad una faida così lunga.

Nell’idea iniziale degli sceneggiatori di Scrubs l’inserviente non doveva avere alcun nome perchè era stato pensato come allucinazione del protagonista JD. Dalla seconda stagione in poi però l’Inserviente venne inserito a pieno titolo nel cast essendo un personaggio che funzionava e quindi l’idea dell’allucinazione tramontò. Da quel momento Neil Flynn venne inserito dei credits come l’Inserviente

Il personaggio venne così costantemente chiamato da tutti gli altri personaggi dello show semplicemente col nome del suo stesso lavoro.

Il vero nome dell’Inserviente di ScrubsIl vero nome dell’Inserviente di Scrubs, tutti i nomi che ha avuto il personaggio

Questo non vuol dire che il personaggio venga costantemente chiamato solo “inserviente”, ad esempio in una delle fantasie di JD assume le sembianze del Dottor Jan Itòr. Questo in realtà è un nome derivato dal termine inglese Janitor, che nella lingua di sua maestà significa appunto inserviente.

Nell’episodio 8 della terza stagione My Friend the Doctor (La mia amica medico) l’Inserviente assunse il nome di Neil Flynn lo stesso attore che lo interpretava. Nella puntata di Scrubs in questione quando JD tenta di scoprire l’identità dell’Inserviente, si accorge che è stato membro del cast de Il Fuggitivo. Questo identifica il nome dell’attore Neil Flynn come l’identità dell’Inserviente stesso.

Nell’ultimo episodio dell’ottava stagione intitolato My Finale (Il mio finale), Bill Lawrence e Neil Flynn decisero di rimescolare le carte. JD sta salutandolo quando si rende conto di non conoscere il nome dell’Inserviente e lui gli fa notare di non averglielo mai chiesto. L’Inserviente così gli dice di chiamarsi Glen Matthews. Appena JD abbandona la scena però l‘Inserviente viene salutato col nome di Tommy da un impiegato di passaggio. Questo crea di nuovo nuovi sospetti e mistero sull’identità dell’inserviente.

Luca Miglietta

Il vero nome dell’Inserviente di Scrubs

 

Carrie Fisher la principessa Leia

Carrie Fisher la principessa Leia

Carrie Fisher la principessa Leia, alcune foto della stupenda attrice direttamente dal set della prima trilogia di Star Wars

Carrie Fisher la principessa LeiaCarrie Fisher la principessa Leia è morta alcuni mesi, poco prima che uscisse Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Carrie Fisher la principessa Leia. Carrie Fisher nasce a Beverly Hills, famoso quartiere di Los Angeles, il 21 ottobre del 1956 dal cantante Eddie Fisher e dalla celebre attrice Debbie Reynolds.

Il suo debutto nella recitazione risale al 1973, in un allestimento a Broadway del musical Irene. Subito dopo, la giovane attrice frequenta per diciotto mesi la Central School of Speech and Drama di Londra ed esordisce davanti alla macchina da presa in Shampoo, commedia con Warren Beatty, Julie Christie e Goldie Hawn .

Carrie Fisher è diventata famosa al grande pubblico intepretando la principessa Leia nella saga di Star Wars. L’attrice americana ha infatti vestito i panni la principessa Leia Organa sia nella trilogia che ha dato vita alla saga di Star Wars, che ne Il risveglio della Forza e in Star Wars: Gli ultimi Jedi. Si suppone che il suo personaggio compaia anche nel nono capitolo di Star Wars che uscirà nel 2019, nonostante l’attrice sia morta pochi mesi fa. Il suo personaggio infatti resta in vita nella finzione cinematografica al termine di Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Carrie Fisher la principessa LeiaLa principessa Leia (o Leila nella traduzione italiana) è diventata un’icona degli anni settanta-ottanta e poi un personaggio cult della storia del cinema grazie all’acconciatura con le due crocchie laterali e al suo sexy bikini metallico, che indossa ne Il ritorno dello Jedi quando si trova prigioniera di Jabba the Hutt.

E’ una delle pochissime donne a comparire nella saga di Star Wars, perchè se ne vedono pochissime in quella galassia lontana lontana.

Per il ruolo di Leia, Carrie Fisher ha dovuto vincere la concorrenza di grandi attrici del calibro di Glenn Close, Jessica Lange, Meryl Streep, Anjelica Huston e Kathleen Turner. Alcuni anni fa in un’intervista ha detto scherzando “George Lucas (il regista che alla fine ha scelto lei) mi ha rovinato la vita”. Carrie Fisher ha recitato in prima persona in molte scene pericolose, ma in alcuni casi ha dovuto chiedere il supporto di alcune controfigure.

Carrie Fisher la principessa LeiaNella sua vità però non c’è stato solo Star Wars, perchè Carrie Fisher ha partecipato agli intramontabili The Blues Brothers ed Harry, ti presento Sally…, ad Hannah e le sue sorelle, L’erba del vicino e Austin Powers.

L’attrice però vive dei momenti bui durante la sua carriera dovuti all’uso di droghe. Dopo l’immenso successo di Star Wars: Una nuova speranza, la vita di Carrie Fisher cambia in maniera radicale e, non riuscendo a contenere l’emotività che deriva da una tale situazione, l’attrice comincia a far uso di sostanze stupefacenti. Inizia addirittura ad assumere cocaina anche mentre è impegnata nelle riprese de L’Impero colpisce ancora e The Blues Brothers.

A seguito di una overdose che rischia quasi di ucciderla, infatti, all’attrice viene diagnosticato un disturbo bipolare della personalità, ma lei rifiuta di accettare questa diagnosi per altri quattro anni, quando fortunatamente cambia idea. Inizia così un lungo percorso riabilitativo, che le permette di uscire dal “lato oscuro” in cui si era cacciata.

Carrie Fisher la principessa LeiaDurante il suo percorso riabilitativo, Carrie Fisher inizia la nuova carriera di scrittrice, pararallelamente a quella di attrice. Il suo primo romanzo risale al 1987 e si intitola Postcards from the Edge (Cartoline dall’Inferno). Il libro ebbe un grande successo e venne anche adattato sul grande schermo da Carrie Fisher stessa nel 1990, e venne diretto da Mike Nichols e interpretato da Meryl Streep nel ruolo della protagonista. Nel descrivere la vita dell’attrice Suzanne Vale, dipendente dalla droga e in eterno contrasto con sua madre, Carrie Fisher non fa altro che rappresentare sé stessa. Negli anni seguenti, Carrie Fisher viene inoltre contattata da alcuni registi per effettuare lavori non accreditati di revisione di sceneggiature cinematografiche o televisive, per renderle più scorrevoli e evitare ripetizioni. Tra questi anche registi famosi come Steven Spielberg e George Lucas.

Carrie Fisher la principessa Leia Han Solo, interpretato da Harrison Ford diceva di lei in Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza:

Fantastica la ragazza, eh? Non so se ucciderla o innamorarmi di lei.

Ora vi mostriamo alcune immaggini di Carrie Fisher la principessa Leia di Star Wars, la maggior parte direttamente dal set di Star Wars.

Tre foto in Carrie Fisher la principessa Leia fa il bagno con il suo bikini metallico molto sexy

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 1Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 2Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 3Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia indossa il suo sexy bikini metallico sulla spiaggia

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 4 beachUna foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico:

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 5Due foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico accanto al Lord Vader

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 6Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 7Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico assieme a Lord Vader e altri personaggi

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 8Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico e una palla

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 9Un foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia prende il sole con il suo sexy bikini metallico assieme ad un’altra ttrice con lo stesso tipo di bikini

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 10Ultima foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia indossa il suo sexy bikini metallico

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 11L.M.

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River, il fiume più amato dai registi hollywoodiani per le scene di inseguimenti

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River, ha dato molto al cinema, pensate a film come Terminator o Grease

L’inizio ufficiale del Los Angeles River (LA River) è alla confluenza del Bell Creek, che nasce tra le Simi Hills e dell’Arroyo Calabasas, che sgorga tra le Santa Monica Mountains, a Canoga Park nella città di Los Angeles. Il fiume da Canoga Park, appena ad est della California State Route 27 nella parte occidentale della San Fernando Valley, scorre fino alla foce nell’Oceano Pacifico a Long Beach.

Il fiume ha diversi affluenti e scorre in un canale di cemento dopo una serie di alluvioni catastrofiche la peggiore delle quali nel 1939. Seppur rare, essendo un corso d’acqua per lo più secco, le inondazioni portavano morte e distruzione, così il Corpo di ingegneri dell’esercito americano trasformò il fiume in ciò che Joe Linton, autore di Down By the Los Angeles River, descrive come una “superstrada per l’acqua”.

Los Angeles River (LA River) 2

Negli ultimi anni però diversi gruppi di ambientalisti si battono affinché il canale di cemento venga tolto e il fiume venga ripristinato della vegetazione naturale e della fauna selvatica. Porzioni del Los Angeles River hanno ora l’habitat restaurato e sono stati anche avanzati dei progetti per la costruzione di parchi lungo il fiume.

Il Los Angeles River è sempre stato molto utilizzato dall’industria cinematografica grazie alla sua desolata superficie piatta di cemento. Il letto del fiume oltre che essere completamente canalizzato dall’uomo è semi asciutto durante la maggior parte dell’anno ed è un luogo ideale per le riprese.

E’ perfetto per girare scene d’azione in una città congestionata dal traffico come Los Angeles, perché il corso d’acqua avvolto nel cemento è uno spazio privo del traffico dell’ora di punta. Viene così utilizzato per girare gare e inseguimenti in auto, infatti sono congeniali ai registi le sue pareti inclinate e il suo letto liscio; si presta ottimamente anche per altre scene che richiedono un ambiente aperto e deserto all’interno di una città caotica come quella californiana.

Los Angeles River (LA River) 3

Sul Los Angels river non hanno girato solo film, ma anche numerosi programmi televisivi, video musicali e videogiochi. Tra i giochi pensate a Midnight Club: Los Angeles, Grand Theft Auto: San Andreas e Grand Theft Auto V, tra i programmi televisivi alla sedicesima stagione di Hell’s Kitchen, dove la squadra perdente è stata costretta a pulire il fiume L.A. come punizione per non aver vinto la sfida della squadra.

Ciascuno dei 10 ponti che sovrastano il letto del fiume nel centro di Los Angeles è unico. Costruiti negli anni ’20 e nei primi anni ’30 sono dei veri e propri tesori architettonici progettati dall’ingegnere Merrill Butler.

Los Angeles River (LA River) terminator 2

Tra i principali film girati sul Los Angeles River vi possiamo ricordare:

Terminator 2 – Il giorno del giudizio (Terminator 2: Judgment Day)

Cominciamo con questo film, perché si svolge molto probabilmente in Terminator 2 la scena più memorabile e coinvolgente girata nel Los Angeles River. In questo capolavoro, diretto da James Cameron e con protagonista Arnold Schwarzenegger, è difficile dimenticare la scena in cui John Connor ed il T-800 scappano in moto dal T-1000, che li insegue su di un camion tra i canali di cemento del fiume di Los Angeles.

Terminator 2 Los Angeles River (LA River)

Grease

Una delle scene più famose della pellicola è girata nell’arido letto del fiume, chi non ricorda l’indimenticabile gara di resistenza tra Danny e Leo? La scena si svolge tra il primo e il settimo ponte stradale sul Los Angeles River.

Los Angeles River (LA River) Grease

Il cavaliere oscuro – Il ritorno (The Dark Knight Rises)

Nell’ultimo capitolo della trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan, uno dei migliori inseguimenti in auto si svolge  nel Los Angeles River. Vi è un inseguimento che coinvolge la polizia e Batman, che a sua volta è alle calcagna del cattivo di turno Bane.

Los Angeles River (LA River) 4 batman

Drive

Si tratta di un film in cui Ryan Gosling interpreta un pilota d’auto, che oltre a lavorare come meccanico e stuntman cinematografico a Hollywood, arrotonda prestando servizio come autista per alcuni rapinatori di banche. Anche qui una bellissima scena ambientata nel Los Angeles River.

Drive Los Angeles River (LA River)

Senza un attimo di tregua (Point Blank)

Anche questo ottimo film noir del 1967, diretto da diretto da John Boorman e interpretato da Lee Marvin e Angie Dickinson, non può mancare una scena d’azione che si svolge nel Los Angeles River.

Point Blank Los Angeles River (LA River)

Vivere e morire a Los Angeles (To Live & Die In LA)

Un’altra bellissima sequenza nel Los Angeles River si svolge in questa notevole pellicola diretta da William Friedkin e con protagonisti Willem Dafoe e William Petersen. Un inseguimento nel fiume che rimane certamente impresso nello spettare per lungo tempo.

Los Angeles River (LA River) car

Tra le altre pellicole sulle sponde del Los Angeles River ricordiamo:

Assalto alla Terra (1954)

Cleopatra Jones: Licenza di uccidere (1973)

Baby Killer (1974)

Chinatown (1974)

La corsa più pazza del mondo (1976)

Tuono blu (1983)

Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione (1984)

Repo Man – Il recuperatore (1984)

Drive Los Angeles River (LA River) 2

Fuori in 60 secondi (1991)

Pazzi a Beverly Hills (1991)

Point Break – Punto di rottura (1991)

Last Action Hero – L’ultimo grande eroe (1993)

Patto di sangue (1993)

The Core (2003)

The Italian Job (2003)

Transformers (2007)

In Time (2011)

Luca Miglietta

Los Angeles River (LA River) The Italian job

 

 

 

 

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non è stato solo il cantante rock più famoso di francia: il rapporto tra Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday (nome d’arte di Jean-Philippe Smet, nato a Parigi, 15 giugno 1943 è considerato uno dei maggiori esponenti del rock francese, in sessant’anni di carriera è riuscito a vendere oltre cento milioni di dischi.

Oggi un milione di persone secondo la prefettura di Parigi hanno partecipato all’omaggio a Johnny Hallyday, morto nella notte tra martedì e mercoledì a 74 anni. In funerali si sono tenuti nella chiesa della Madeleine ed ha partecipato il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

Un presidente della repubblica che, visibilmente commosso, prima della cerimonia funebre ha detto ai milioni di francesi che sono accorsi per l’occasione:

miei cari compatrioti, siete qui per lui, per Johnny Hallyday. Sessant’anni. Sessant’anni di carriera, 1000 canzoni, 50 album e voi siete ancora qui (..). Questo sabato di dicembre è triste, ma bisognava che voi foste qui per Johnny perché Johnny è sempre c’è sempre stato, per voi. Ha sempre cantato per voi. Una storia d’amore, un lutto, la nascita di un figlio, un dolore. È diventato per voi come un amico, un fratello. Johnny era vostro, del suo pubblico, Johnny apparteneva alla Francia. Johnny sarebbe stato felice di vedervi qui.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte.

Johnny Hallyday e Sylvie Vartan

Il discorso del capo dello Stato è stato applaudito da più di un milione di persone presenti danti alla Madeleine, alla Concorde e agli Champs Elysées. Parigi aveva già cominciato ieri a ricordare il cantante perché sulla Tour Eiffel era apparsa la scritta “Merci Johnny” e oggi, prima della cerimonia, il corteo funebre dopo essere passato per Marnes-la-Coquette dove il cantante risiedeva è passato per l’Arc de Triomphe e lungo gli Champs-Elysées fino a Place de la Concorde, dove si è poi diretto verso la chiesa della Madeleine. Tra gli attori presenti alla cerimonia ricordiamo Marion Cotillard e Jean Reno.

Trovate gli interventi dei due attori al funerale in questi due articoli:

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday
Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Tra i suoi più grandi successi musicali vi possiamo ricordare: Viens danser le twist, Que je t’aime (della canzone esiste anche una versione italiana intitolata Quanto ti amo), Retiens la nuit, Marie, Requiem pour un fou, L’enviee Quelque chose de Tennessee.

Ora veniamo alla sua carriera di attore, nella quale Johnny Hallyday è riuscito a togliersi alcune soddisfazioni.                                          Johnny Hallyday e il cinema

Nel 1955, quando era un adolescente, è apparso in Les Diaboliques di Henri-Georges Clouzot. Successivamente, diventando un rockstar, Johnny Hallyday ha iniziato una carriera cinematografica paragonabile a quella di Elvis Presley, apparendo in film come Les Parisiennes, Cherchez l’idole e D’où viens-tu Johnny ?

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non era però entusiasta del suo debutto tanto da commentare in seguito: “on ne me confiait que des merdes” (Mi hanno confidato solo cazzate).

Johnny Hallyday trovò il suo primo ruolo importante in Italia nel 1969: quello di  Hud Dixon nello spaghetti western Gli specialisti, diretto da Sergio Corbucci. L’anno seguente interpreta Vlad in Point de chute, un film poliziesco di e con Robert Hossein.

Nel 1972, Johnny Hallyday recita nel film di Claude Lelouch L’aventure c’est l’aventure, dove suona anche la  traccia principale della colonna sonora del film.

In seguito, in un periodo lungo più di dieci anni, apparirà solamente in una pellicola cinematografica: Le jour se lève et les conneries commencent, commedia del 1981, realizzata da Claude Mulot.

Nel 1985, torna a recitare nella pellicola di Jean-Luc Godard intitolata Détective, un film che viene presentato al Festival di Cannes. La sua interpretazione viene molto apprezzata dalla critica.                                                       Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday nel 1986 recita in Conseil de famille del regista Costa-Gavras.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 1

Nel 1987, Johnny Hallyday è la stella di Terminus, un film di fantascienza simile all’australiano Mad Max 2. Il film francese è però un grosso fallimento commerciale.

Nel 1989 interpreta il ruolo principale della serie televisiva poliziesca David Lansky, anche però in questo caso va incontro a un fallimento: quattro episodi vengono trasmessi su Antenne 2, senza essere apprezzati dagli spettatori.

Nel 1992, recita nella commedia La Gamine, dove interpreta Franck Matrix, anche in questo cosa la pellicola va incontro ad un insuccesso commerciale.

Dopo queste delusioni Johnny Hallyday torna al cinema nel 1999 con Pourquoi pas moi?, film della regista Stéphane Giusti.

L’anno seguente, recita al fianco di Sandrine Kiberlain e interpreta un rocker in Love me della regista Laetitia Masson.                                 Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2003, ha interpretato un gangster ormai invecchiato in L’Homme du train (L’uomo del treno), un film di Patrice Leconte, dove recita accanto a Jean Rochefort.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 3

Johnny Hallyday e Karin Martin

La sua performance venne apprezzata dalla critica e gli valse il Prix Jean-Gabin.

Nel 2006 recita nel film Jean-Philippe, diretto da Laurent Tuel, dove interpreta un Jean-Philippe Smet che, in un universo parallelo, non è riuscito a diventare una star.

Nel 2009, ha fatto un’incursione nel cinema asiatico interpretando il ruolo principale nel thriller di Hong Kong Vengeance, diretto da Johnnie To.

Nel 2011, all’età di 68 anni, ha debuttato a teatro recitando in Le Paradis sur terre di Tennessee Williams, avendo come partner Audrey Dana e Julien Cottereau e dove viene diretto da Bernard Murat. Gli spettacoli si svolsero al Teatro Edouard VII di Parigi, dal 6 settembre al 19 novembre 2011.                               Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2014 recita in Salaud on t’aime (Parliamo delle mie donne) di Claude Lelouch, un film in cui Hallyday recita con Sandrine Bonnaire e Eddy Mitchell.

Nel 2017, recita in Rock’n Roll di Guillaume Canet e in Chacun sa vie diretto da Claude Lelouch.

Luca Miglietta

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 6

Johnny Hallyday e Adeline Blondieau

Jacques Brel e il cinema

Jacques Brel e il cinema

Jacques Brel e il cinema: tutti conoscono la sua carriera di cantante e compositore musicale, meno quella di attore e regista

Jacques Brel e il cinemaIl rapporto tra Jacques Brel e il cinema, uno straordinario cantante prestato alla settima arte con ottimi risultati

Jacques Brel e il cinema. Jacques Romain Georges Brel, nato a Schaerbeek l’8 aprile 1929 non è stato solo il più grande cantautore e compositore belga, ma anche un ottimo attore e regista.

Jacques Brel compose e registrò quasi esclusivamente in francese, tanto che è tuttora considerato nei paesi francofoni uno dei migliori compositori di tutti i tempi, alcune volte includeva nei suoi testi parti in fiammingo, come in Marieke. Registrò perfino alcune canzoni completamente in fiammingo come Le Plat Pays e Les bourgeois, ma a causa della sua scarsa conoscenza della lingua fiamminga, le traduzioni di queste canzoni furono eseguite da Ernst van Altena. Aveva un atteggiamento contradditorio verso i fiamminghi, perché a volte si dichiarava fiammingo e presentava se stesso come un cantante fiammingo, ma allo stesso tempo irrideva il loro stile di vita rozzo con canzoni come Les Flamandes. Alcuni anni dopo Brel si scagliò contro i flamingants, ovvero i sostenitori del movimento fiammingo. In La, la, la (1967) scrisse il verso «Vive les Belgiens, merde pour les flamingants» (Viva i belgi, merda per i “flamingants”), e in Les Flamingants (1977) dipinse i “flamingants” come «Nazis durant les guerres et catholiques entre elles» (Nazisti durante le guerre e cattolici tra di esse).

Nonostante Brel considerasse la Francia come la propria nazione spirituale (viveva per lo più a Parigi) ed esprimesse sovente dichiarazioni negative sulla propria terra, alcune delle sue migliori composizioni sono un omaggio al Belgio se pensiamo a Le plat pays e Il neige sur Liège.

Jacques Brel e il cinemaTra le altre sue composizioni più importanti ricordiamo:

Quand on n’a que l’amour, pubblicata nell’omonimo album del 1957, Ne Me Quitte Pas, brano scritto nel 1958 e pubblicato l’anno seguente, Les bourgeois, contenuta nell’omonimo album del 1962, Ces gens-là, scritta da Brel nel 1966 e La Chanson des Vieux Amants, scritta da Brel nel 1971, considerata una delle canzoni d’amore più belle e poetiche del cantante. La canzone celebra l’amore di una vecchia coppia di innamorati, ricordando i momenti del loro passato insieme. Una frase che risuona spesso nel ritornello è la dichiarazione di un amore che non si è mai spento con l’avanzare degli anni (“Je t’aime encore”, ovvero “Ti amo ancora” ).                      Jacques Brel e il cinema

Nel 1973 sì ritirò nella Polinesia francese, rimanendovi fino al 1977 quando tornò a Parigi e registrò il suo ultimo album. Morì nel 1978 a soli 49 anni di cancro ai polmoni, di cui era affetto da circa dieci anni e fu sepolto nel Calvary Cemetery ad Atuona, Hiva Oa, nelle Isole Marchesi (Polinesia francese) a pochi metri dal pittore francese Paul Gauguin.

Jacques Brel e il cinemaJacques Brel prese parte a svariati film, ma le sue interpretazioni come potrete immaginare non godono della stessa considerazione delle sue intramontabili esibizioni musicali. Ora vi parliamo, dopo esserci fermati come doveroso sulla figura dell’artista musicale, della sua carriere di regista ed attore.

Nel 1967 Jacques Brel ha iniziato la sua carriera cinematografica, comparendo in Les risques du métier di André Cayatte, con Emmanuelle Riva, Jacques Harden e Nadine Alari. Brel ha anche prodotto la colonna sonora con François Rauber. Il film racconta la storia di un’adolescente che accusa il suo insegnante di scuola elementare, Jean Doucet (Brel), di tentare di violentarla. La polizia e il sindaco indagano, ma Doucet nega le accuse. Doucet così deve affrontare un processo. Il film è uscito nelle sale il 21 dicembre 1967. I critici cinematografici hanno elogiato la performance di Brel.

Nel 1968 Brel è apparso nel film, La Bande à Bonnot, diretto da Philippe Fourastié e interpretato da Annie Girardot e Bruno Cremer. Ancora una volta, Brel ha prodotto la colonna sonora con François Rauber. La storia è ambientata nel 1911 a Parigi. Jacques Brel interpreta Raymond-la-science, un anarchico che viene rilasciato dalla prigione dopo aver scontato una condanna. Il film esce nelle sale il 30 ottobre 1968.

Nel 1969 esce il suo terzo film, Mon oncle Benjamin, diretto da Édouard Molinaro e interpretato oltre che dal cantante anche da Claude Jade e Bernard Blier. Anche in questo caso ha prodotto la colonna sonora. Il film è ambientato nel 1750 durante il regno di Luigi XV. Benjamin (Brel) è un medico di campagna innamorato di Manette, la figlia di un locandiere. Il film è uscito nelle sale il 28 novembre 1969.

Nel 1970 Jacques Brel compare in Mont-Dragon, diretto da Jean Valère e interpretato anche da François Prévost, Paul le Person e Catherine Rouvel. La sceneggiatura questa volta è di Robert Margerit. Jacques Brel interpreta il soldato Georges Dormond che seduce Germaine de Boismesnil e viene successivamente cacciato dall’esercito da uno degli amici di Germaine che è un colonnello. Dopo che il marito di Germaine muore, Dormond ritorna al castello della vedova in cerca di vendetta. Il film esce il 16 dicembre 1970.                                                            Jacques Brel e il cinema

Nel 1971 esce il suo quinto lungometraggio, Franz, il primo film diretto da lui stesso. Brel ha anche co-sceneggiato la sceneggiatura con Paul Andréota e ha prodotto la colonna sonora con François Rauber. Il film è stato interpretato anche da Barbara, Danièle Evenou, Fernand Fabre, Serge Sauvions, Louis Navarre, Jacques Provins e François Cadet. Il film parla di Léon (Brel) e Léonie (Barbara), che si incontrano in una casa di riposo per impiegati statali a Blankenberge. Léonie è timida e riservata ed ha un’amica, Catherine che è molto più estroversa. La maggior parte degli uomini è attratta dalla vitalità di Catherine, ma Léon è l’eccezione. Léonie è affascinata dalla personalità di Léon, gradualmente diventa sempre più attratta dal suo comportamento maldestro. Leon e Leonie così innamorano. Gli altri residenti, divertiti da questa improbabile storia d’amore, decidono di ostacolarla, cosa che spinge Léon al suicidio. Il film uscì nelle sale il 2 febbraio 1972 e, benché elogiato dalla critica, non fu un successo commerciale.

Nel 1971 Jacques Brel recita in, Les Assassins de l’ordre (Inchiesta su un delitto della polizia), diretto da Marcel Carné e interpretato da Paola Pitagora, Catherine Rouvel e Charles Denner. Brel interpreta Bernard Level, un giudice provinciale, che presiede ad un caso delicato: un uomo che è stato arrestato per un reato minore è morto durante l’interrogatorio della polizia. Quando Level decide di perseguire i poliziotti e avvia un’indagine, riceve minacce e intimidazioni da coloro che vogliono interrompere le indagini. Il film uscì il 7 maggio 1971.                                           Jacques Brel e il cinema

Nel 1972 esce il suo settimo lungometraggio, L’aventure, c’est l’aventure (L’avventura è l’avventura), diretto da Claude Lelouch. La storia segue cinque imbroglioni che decidono di passare dalla rapina in banca al rapimento politico. Tra i loro primi ostaggi è il cantante Johnny Hallyday. Il film fu pubblicato il 4 maggio 1972 e divenne un enorme successo al botteghino. Durante le riprese del film, Brel conobbe e si innamorò di una giovane attrice e ballerina, Maddly Bamy. Brel trascorrerà gli ultimi anni della sua vita con lei.                                                                     Jacques Brel e il cinema

Nel 1972 Jacques Brel appare in, Le Bar de la fourche, diretto da Alain Levent e interpretato da Rosy Varte e Isabelle Huppert. Brel interpreta Vincent Van Horst, un bevitore che ama la sua libertà e le sue donne. Nel 1916 lascia l’Europa, che viene dilaniata dalla guerra, e si trasferisce in Canada, con l’intenzione di incontrare Maria, l’unica donna che abbia mai amato. Sulla strada per il Canada, incontra un ragazzo che sogna di combattere nella guerra europea. Quando Vincent arriva al Bar de la Fourche, gestito da Maria, la trova però più vecchia. Trova consolazione così in un’altra donna, Annie, che spinge Vincent combattere un duello contro Olivier. Il film uscì il 23 agosto 1972.

Nel 1973 esce il suo nono lungometraggio, Le Far West, il suo secondo lavoro da regista. Il film è stato interpretato da Gabriel Jabbour, Danielle Evenou e Arlette Lindon. La storia parla di Jacques, un cittadino di 40 anni di Bruxelles, che incontra il fachiro Abracadabra che, prima di morire, gli conferisce un potere speciale. Jacques incontra Gabriel, un uomo generoso, che si traveste da Davy Crockett e che segue Jacques senza fare domande. I due compagni e altri nuovi amici partono alla conquista del Far West. Il Far West che cercano non può essere trovato, perché è un luogo immaginario, un pezzo di felicità sepolto nei loro cuori. Proprio come Voltaire cercò l’El Dorado e Antoine de Saint-Exupéry il pianeta sconosciuto. Il film uscì nelle sale il 15 maggio 1973.

Nel 1973 Jacques Brel appare nel suo decimo e ultimo lungometraggio, L’emmerdeur (Il rompiballe), diretto da Édouard Molinaro e co-interpretato da Lino Ventura, Caroline Cellier e Jean-Pierre Darras. Jacques Brel e François Rauber hanno prodotto la colonna sonora. La storia parla del killer Ralph Milan, che lavora per la mafia. Ralph Milan viene pagato per uccidere Louis Randoni, la cui testimonianza in vari processi potrebbe danneggiare l’organizzazione. Ralph aspetta la sua preda nella sua stanza d’albergo, ma viene interrotto dal suo vicino, François Pignon (Brel). Il film esce al cinema il 20 settembre 1973.

Luca Miglietta

Jacques Brel e il cinema

I gatti al cinema

I gatti al cinema

Vi ricordate quante volte sono comparsi i gatti al cinema? Ricordate di che film si tratta? Jonesy, G.G. o Church vi sono familiari?

I gatti al cinema Tom e Jerry William Hanna, Joseph BarberaI gatti al cinema. I gatti sono diventati nel corso degli anni i protagonisti indiscussi di internet. Si possono trovare moltissimi video, meme o semplici fotografie di questo buffo animale, che fa sorridere e suscita simpatia e tenerezza. E’ diventato un vero e proprio business sulla rete, basta fare un giro su Facebook o altri social per farsi un’idea.

Quella dei gatti non è comunque una moda nata negli ultimi anni se pensate a Il libro dei gatti tuttofare (Old Possum’s Book of Practical Cats), pubblicato nel 1939 dal poeta Thomas Stearns Eliot. Da questo libro è stato tratto Cats, il famosissimo musical composto da Andrew Lloyd Webber. I gatti hanno fatto la loro comparsa molti anni fa anche nei cartoni animati, basti pensare al cartone Tom e Jerry creato da  William Hanna e Joseph Barbera o Gatto Silvestro, il felino dei cartoni animati Looney Tunes, ossessionato dalla voglia di catturare Titti e Speedy Gonzales. Alti gatti famosi dei cartoni animati sono Gli Aristogatti (The Aristocats) e Garfield.

I gatti al cinema sono comparsi moltissime volte, fin dagli anni cinquanta, nonostante farli recitare non sia una cosa semplice, perché difficilmente si riesce ad addomesticare un gatto a differenza del cane. Vi ricordate quali sono i gatti più famosi del cinema? Qui sotto vi presentiamo tutti i felini comparsi al cinema in ordine cronologico.

I gatti al cinema Gatto Silvestro, Speedy Gonzales Sylvester (Looney Tunes)I gatti al cinema

Cagliostro, Una strega in paradiso

Cagliostro è il gatto che compare nel film Una strega in paradiso (1958), diretto da Richard Quine.

Il gatto siamese, che divide la scena con Gillian ‘Gil’ Holroyd  (Kim Novak), non è un semplice animale, ma un vero e proprio stregone. Si tratta infatti dell’incarnazione di un avo della bella strega di cui s’innamora Shepherd ‘Shep’ Henderson (James Stewart). Tra gli attori anche Jack Lemmon.

I gatti al cinema Cagliostro, Una strega in paradiso Bell, Book and Candle James Stewart, Kim Novak gatto, CatLo stregatto, Alice nel paese delle meraviglie

Si tratta del gatto che compare nel film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions, Alice nel paese delle meraviglie (1951).

Il cartone è diretto da Clyde Geronimi, Hamilton Luske e Wilfred Jackson ed è basato principalmente sul libro di Lewis Carroll Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Lo Stregatto compare anche nel film diretto da Tim Burton Alice in Wonderland (2010).

I gatti al cinema Stregatto Cheshire Cat Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland) Clyde Geronimi, Hamilton Luske, Wilfred Jackson Lewis CarrollGatto, Colazione da Tiffany

Il felino è il confidente di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (1961), diretto da Blake Edwards e tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote.

Il gatto non ha un vero e proprio nome perché come recita la protagonista: “io penso che non ho il diritto di dargli un nome… perché in fondo noi due non ci apparteniamo, è stato un incontro casuale”.  Il gatto che abita con Holly ha un ruolo fondamentale in Colazione da Tiffany, pensate anche solo all’ultima scena in cui Holly Golightly (Audrey Hepburn) e il suo innamorato vanno alla ricerca del gatto smarrito sotto la pioggia. Tra gli attori anche George Peppard, Martin Balsam e Mickey Rooney.

I gatti al cinema Gatto, cat Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany's) Blake Edwards, con Audrey Hepburn, George PeppardG.G., F.B.I.: Operazione gatto

G.G. (Darn Cat o DC nella versione originale) è il gatto di F.B.I.: Operazione gatto (That Darn Cat!),  un film Disney del 1965 diretto da Robert Stevenson.

G.G. è un furbo e smaliziato gatto siamese, che diventa fondamentale in un’operazione condotta dall’FBI, che ha lo scopo di liberare una donna. Tra gli attori Hayley Mills, Dean Jones e Dorothy Provine.

I gatti al cinema F.B.I. Operazione gatto (That Darn Cat!) Hayley Mills, Dean Jones, Dorothy ProvineTonto, Harry e Tonto

Tonto è il nome del gatto protagonista di Harry e Tonto (1974), un film di Paul Mazursky, con protagonisti Art Carney e Ellen Burstyn.

Tonto è il soriano rosso che accompagna il protagonista Harry Coombes in un lungo viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti, dopo che l’uomo è rimasto senza casa.  Art Carney vinse l’Oscar per il miglior attore grazie all’interpretazione di Harry.

I gatti al cinema Harry e Tonto (Harry and Tonto) Paul Mazursky, Art Carney, Ellen Burstyn setJake, Il gatto venuto dallo spazio

Il gatto venuto dallo spazio (The Cat from Outer Space) è una divertente commedia del 1977 diretta da Norman Tokar e distribuito dalla Walt Disney Pictures Home Entertainment.

Il gatto venuto dallo spazio vede protagonista un soriano alieno Zunar-J-5/9 doric-4-7, che viene ribattezzato Jake dai suoi padroni adottivi sulla Terra. Tra gli attori Sandy Duncan e Hans Conried.

I gatti al cinema Il gatto venuto dallo spazio (The Cat from Outer Space) Zunar-J-59 doric-4-7 Sandy Duncan, Hans ConriedJonesy, Alien

E’ il gatto di Alien (1979), uno dei capolavori del regista Ridley Scott. Jonesy è il soriano rosso dell’ufficiale della USCSS Nostromo Ellen Ripley (Sigourney Weaver), l’eroina che combatte gli Xenomorfi nella fortunata serie di pellicole dedicate al predatore alieno.

Non vi possiamo spiegare il perché, altrimenti rovineremo la trama di un film fantastico, ma Jonesy ha un ruolo importante nella trama di Alien. Jonesy, sopravvissuto nel primo Alien, tornerà e se la caverà anche nel sequel, Aliens – Scontro finale, questa volta diretto da James Cameron, non compare invece in Alien³ – (1992) e Alien – La clonazione – (1997). Oltre a Sigourney Weaver, tra gli attori di Alien anche Ian Holm, John Hurt, Veronica Cartwright, Yaphet Kotto, Tom Skerritt.

I gatti al cinema Jonesy, Alien Sigourney Weaver, Ian Holm, John Hurt, Veronica Cartwright, Yaphet Kotto, Tom Skerritt USCSS Nostromo Ellen RipleyGenerale, L’occhio del gatto

L’occhio del gatto (1985) è un film del diretto da Lewis Teague, basato su due storie di Stephen King  (Quitters, Inc. e Il cornicione) e un soggetto originale scritto per il film. Il film vede tra i protagonisti Drew Barrymore, James Woods, Alan King, Kenneth McMillan e Robert Hays.

L’occhio del gatto è diviso in tre episodi collegati dalla presenza di un gatto, che si muove sullo sfondo nei primi due, e diventa protagonista principale nell’ultima storia. Il gatto protagonista dell’ultima storia si chiama Generale.

I gatti al cinema L'occhio del gatto (Cat's Eye) Lewis Teague Drew Barrymore, James Woods, Alan King, Kenneth McMillan e Robert Hays Generale, GeneralRufus, Re-Animator

Re-Animator (1985) diretto da Stuart Gordon, è un film horror fantascientifico tratto dal racconto del 1922 Herbert West rianimatore, dello scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft.

La pellicola racconta le vicende dello studente di medicina Herbert West, che inventa un siero per resuscitare i morti. I cadaveri ritornano in vita, ma non sono controllabili e diventano mostri che iniziano a uccidere. West riporta in vita con il suo fluido sperimentale fluorescente anche Rufus, il gatto nero di Dan che aveva ritrovato morto ammazzato. Tra i protagonisti Jeffrey Combs, Bruce Abbott e Barbara Crampton.

I gatti al cinema Re-Animator (1985) Stuart Gordon Howard Phillips Lovecraft Jeffrey Combs, Bruce Abbott, Barbara CramptonChurch, Cimitero vivente

Church è il gatto della piccola Ellie Creed in Cimitero vivente (1989), horror diretto da Mary Lambert e tratto dal romanzo Pet Sematary di Stephen King.

Nella pellicola Church è un gatto Certosino. Tra gli attori: Denise Crosby, Fred Gwynne e Dale Midkiff.

I gatti al cinema Church Cimitero vivente Pet Sematary, Stephen King Mary Lambert, Denise Crosby, Fred Gwynne, Dale MidkiffFiocco di Neve, Stuart Little

Fiocco di neve è gatto persiano bianco che cerca di catturare il topolino Stuart nel film Stuart Little – Un topolino in gamba (1999) di Rob Minkoff.

Sfigatto, Ti presento i Miei

Sfigatto (Mr. Jinx) è il nome del felino di casa Byrnes nel film Ti presento i Miei (2000) di Jay Roach. Nella pellicola compaiono Robert De Niro, Ben Stiller, Teri Polo, Blythe Danner e Owen Wilson.

I gatti al cinema Ti presento i miei (Meet the Parents) Jay Roach Robert De Niro, Ben Stiller, Teri Polo, Blythe Danner, Owen Wilson Sfigatto Mr. Jinx Ulisse, A proposito di Davis

Ulisse (Ulysses) è il gatto di A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis), un film del 2013 diretto e sceneggiato da Joel ed Ethan Coen.

Ulisse è un bellissimo soriano rosso, che smuove il protagonista Llewyn Davis dalla sua inerzia esistenziale. A proposito di Davis vede tra i protagonisti: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake e John Goodman.

I gatti al cinema A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis) Joel, Ethan Coen Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman Ulisse UlyssesI gatti al cinema però non sono finiti qui:

Il gatto bianco di Ernst Stavro Blofeld

Il misterioso gatto bianco di Ernst Stavro Blofeld, acerrimo nemico dell’agente 007 nella serie di film dedicati a James Bond. Il suo nome però non lo conosciamo perché in nessuna delle sue apparizioni cinematografiche viene chiamato per nome. Gatto che viene parodiato in Austin Powers – Il controspione diretto da Jay Roach e con protagonista il comico canadese Mike Myers. Il felino del villain di 007 diventa il Signor Bigolo (Mr. Bigglesworth), lo Sphynx del Dottor Male.

I gatti al cinema Ernst Stavro Blofeld cat, gatto 007 James BondCatwoman

Impossibile non citare Catwoman (all’anagrafe Selena Kyle o anche Selina Kyle), un personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1940 e pubblicato dalla DC Comics. Il personaggio è apparso anche nei cartoni animati, nelle serie TV ed infine al cinema. Catwoman è comparsa al cinema in Batman – Il ritorno (1992), diretto da Tim Burton, dove viene interpretata da Michelle Pfeiffer, nel 2004 è Halle Berry a vestire i panni di Catwoman, ed infine il personaggio è presente ne Il cavaliere oscuro – Il ritorno, terzo e ultimo capitolo della saga di Christopher Nolan dedicata a Batman. In quest’ultimo film è Anne Hathaway ad interpretare l’eroina con l’agilità e le movenze di un gatto.

I gatti al cinema Catwoman Halle Berry Sharon Stone sexyIn conclusione come si possono non menzionare, la signora dei gatti di Arancia Meccanica, il gatto di Don Vito Corleone nel Padrino, il felino de Il lungo addio o quello di Millennium – Uomini che odiano le donne. Si può anche citare Baby, il leopardo domestico di Katharine Hepburn in Susanna!. Non lo è ma viene trattato come se fosse un gatto, con grande meraviglia del dottor David Huxley (Cary Grant).

I gatti al cinema non sono finiti qui perchè prossimamente faremo un nuovo articolo.

Luca Miglietta

I gatti al cinema Il padrino (The Godfather) cat, gatto Marlon Brando Francis ford coppola

Jackie Chan ritira l’Oscar alla carriera

Jackie Chan ritira l’Oscar alla carriera

Jackie Chan ritira l’Oscar alla carriera dopo 56 anni dedicati al cinema

Jackie Chan ritira l'Oscar alla carrieraLa simpatica reazione di Jackie Chan: “Finalmente dopo tante ossa rotte”

Jackie Chan ritira l’Oscar onorario alla carriera a Los Angeles e con una punta di ironia dichiara davanti alla nutrita platea:

Dopo 56 anni nell’industria cinematografica, dopo così tante ossa rotte, finalmente.

Jackie Chan, nato a Hong Kong il 7 aprile 1954, non è solamente un attore, ma anche un regista, produttore cinematografico, artista marziale, comico, sceneggiatore, imprenditore, stuntman, doppiatore e cantante cinese.

Dal 2013 è un membro della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (中国人民政治协商会议), l’istituzione consultiva incaricata di rappresentare i principali partiti politici della Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国).

Jackie Chan ieri sera ha ricevuto l’Oscar davanti a moltissime star, da Sylvester Stallone a Nicole Kidman, da Emma Stone a Amy Adams. Non è però stata una sorpresa visto che l’assegnazione era annunciata dal settembre scorso.

Jackie Chan, oggi sessantaduenne, calca i set cinematografici da quando aveva la tenera età di 8 anni ed ha partecipato a film di grande successo come i recenti Kung fu Panda e The Karate Kid o in passato ai tre capitoli della serie Rush hour. Da giovanissimo aveva recitato in più di un centinaio di pellicole di arti marziali ad Hong Kong.

Jackie Chan ritira l'Oscar alla carriera 2Sotto troverete la sua filmografia completa:

Big and Little Wong Tin Bar (1962)
Qin Xiang Lian (1964)
Le implacabili lame di rondine d’oro (1966)
Dalla Cina con furore (Jing wu men), regia di Lo Wei (1972)
Lady Kung Fu aka Hapkido (合氣道), regia di Huang Feng (1972) – Cameo
Master With Cracked Fingers (anche Snake Fist Fighter) (刁手怪招), regia di Chu Mu (1973)
Fist of Anger, regia di Chu Mu (1973)
Attack of the Kung Fu Girls (1973)
Crash! Che botte… Strippo strappo stroppio, regia di Bitto Albertini e Kuei Chih Hung (1973) – non accreditato
Facets of Love (北地胭脂/Bei di yan zhi), regia di Li Han-Hsiang (1973)
I 3 dell’Operazione Drago (Enter the Dragon), regia di Robert Clouse (1973)
Police Woman aka Rumble in Hong Kong (1973)
Fists of the Double K aka Fist to Fist (Chu ba), regia di Jimmy L. Pascual (1973)
The Golden Lotus (金瓶雙艶/Jin ping shuang yan), regia di Li Hanxiang (1974) – Cameo
No End of Surprises (拍案驚奇/Pai an jing ji), regia di Chu Mu (1975)
All in the Family (Chinese: 花飛滿城春; pinyin: Hua Fei Man Cheng Chun), regia di  Mu Zhu (1975)
The Himalayan (1976) – cameo
Hand of Death aka Countdown in Kung Fu (少林門/Shao Lin men), regia di John Woo (1976)
Shaolin Wooden Men (少林木人巷/Shao Lin mu ren xiang), regia di Chen Chi-Hwa (1976)
New Fist of Fury (Xin jing wu men), regia di Lo Wei (1976)
Killer Meteor (風雨雙流星/Fung yu shuang liu xing), regia di Jimmy Wang Yu e Lo Wei (1976)
To Kill with Intrigue (劍花煙雨江南/Jian hua yan yu Jiang Nan), regia di Lo Wei (1977)
Half a Loaf of Kung Fu (一招半式闖江湖/Dian zhi gong fu gan chian chan), regia di Chen Chi-Hwa (1978)
Magnificent Bodyguards (飛渡捲雲山/Fei du juan yun shan), regia di Lo Wei (1978)
Spiritual Kung Fu (拳精/Quan jing), regia di Lo Wei (1978)
Snake and Crane Arts of Shaolin (蛇鶴八步 She hao ba bu), regia di Chen Chi Hwa (1978)
Il serpente all’ombra dell’aquila (Se ying diu sau), regia di Yuen Wo Ping (1978)
Drunken Master (Jui kuen), regia di Yuen Wo Ping (1978)
Dragon Fist (龍拳/Long quan), regia di Lo Wei (1979)
Jacky Chan: la mano che uccide (Xiao quan guai zhao), regia di Jackie Chan (1979)
Il ventaglio bianco (Shi di chu ma), regia di Jackie Chan (1980)
Chi tocca il giallo muore (The Big Brawl), regia di Robert Clouse (1980)
La corsa più pazza d’America (The Cannonball Run), regia di Hal Needham (1981)
I due cugini (Long xiao ye), regia di Jackie Chan (1982)
Fantasy Mission Force (Mi ni te gong dui), regia di Chu Yin-Ping (1982)
Fearless Hyena Part II (Long teng hu yue), regia di Lo Wei (1983)
Winners and Sinners (Qí Móu Miāo Jǐ Wŭ Fú Xīng), regia di Sammo Hung (1983)
Project A – Operazione pirati (‘A’ gai wak), regia di Jackie Chan (1983)
La corsa più pazza d’America N. 2 (The Cannonball Run II), regia di Hal Needham (1984)
Il mistero del conte Lobos aka Cena a sorpresa (Kuàicān Chē), regia di Sammo Hung (1984)                                                                    Jackie Chan ritira l’Oscar alla carriera
Two in a Black Bealt (1984) – cameo
Pom Pom (1985) – cameo
La gang degli svitati (Fú Xīng Gáo Zhào), regia di Sammo Hung (1985)
Protector (The Protector), regia di James Glickenhaus (1985)
Bambole e botte (Xia ri fu xing), regia di Sammo Hung (1985)
La prima missione (Long de xin), regia di Sammo Hung (1985)
Police Story (Ging chat goo si), regia di Jackie Chan (1985)
Armour of God (Long xiong hu di), regia di Jackie Chan (1986)
Project A II – Operazione pirati 2 (A’ gai wak juk jap), regia di Jackie Chan (1987)
Police Story 2 (Ging chaat goo si juk jaap), regia di Jackie Chan (1988)
Dragons Forever (Fei lung mang jeung), regia di Sammo Hung (1988)
Miracles aka The Canton Godfather, regia di Jackie Chan (Ji ji) (1989)
Island of Fire (Huo shao dao), regia di Chu Yen-ping (1990)
Armour of God II – Operation Condor (Fei ying gai wak), regia di Jackie Chan (1991)
The Kid from Tibet (1991) – cameo
Twin Dragons (Shuang long hui), regia di Ringo Lam e Tsui Hark (1992)
Police Story 3: Super Cop (Ging chat goo si 3: Chiu kup ging chat), regia di Stanley Tong (1992)
Once a Cop aka Project S – Supercop II (1992) – cameo
City Hunter – Il film (Sing si lip yan), regia di Wong Jing (1993)
Crime Story (Zhong an zu), regia di Kirk Wong (1993)
Drunken Master 2 aka The Legend of Drunken Master (Jui kuen II), regia di Lau Kar Leung (1994)
Terremoto nel Bronx (紅番區/Hung fan kui), regia di Stanley Tong (1995)
Thunderbolt – Sfida mortale (Pik lik feng), regia di Gordon Chan (1995)
Police Story 4: First Strike (Ging chaat goo si 4: Ji gaan daan yam mo), regia di Stanley Tong (1996)                                                       Jackie Chan ritira l’Oscar alla carriera
Mr. Nice Guy (Yat goh ho yan), regia di Sammo Hung (1997)
Hollywood brucia (An Alan Smithee Film: Burn Hollywood Burn), regia di Alan Smithee e Arthur Hiller (1997) – Cameo
Senza nome e senza regole (Wo shi shei), regia di Benny Chan (1998)
Rush Hour – Due mine vaganti (Rush Hour), regia di Brett Ratner (1998)
In fuga per Hong Kong (Boh lei chun), regia di Vincent Kok (1999)
King of comedy (1999) – cameo                          Jackie Chan ritira l’Oscar alla carriera
Gen-X Cops (1999) – cameo
Pallottole cinesi (Shanghai Noon), regia di Tom Dey (2000)
Spia per caso (Te wu mi cheng), regia di Teddy Chan (2001)
Colpo grosso al drago rosso – Rush Hour 2 (Rush Hour 2), regia di Brett Ratner (2001)
Lo smoking (The Tuxedo), regia di Kevin Donovan (2002)
2 cavalieri a Londra (Shanghai Knights), regia di David Dobkin (2003)
Twins Effect (2003) – cameo
The Medallion, regia di Gordon Chan (2003)
Vampire Effect (Chin gei bin), regia di Dante Lam (2003)
Traces of a Dragon: Jackie Chan & His Lost Family regia di Mabel Cheung (2003)
Il giro del mondo in 80 giorni (Around the World in 80 Days), regia di Frank Coraci (2004)
La spada e la rosa (Chin Kei Bin 2 – Fa Tou Tai Kam), regia di Patrick Leung e Cory Yuen (2004)                                                  Jackie Chan ritira l’Oscar alla carriera
New Police Story (Xin jing cha gu shi), regia di Benny Chan (2004)
Twins Effect II (2004) – cameo
Honour of the Dragon (2005) – cameo
The Myth – Il risveglio di un eroe (Sam wa), regia di Stanley Tong (2005)
Rob-B-Hood (Bo bui gai wak), regia di Benny Chan (2006)
Rush Hour 3 – Missione Parigi (Rush Hour 3), regia di Brett Ratner (2007)
Il regno proibito (功夫之王) (The Forbidden Kingdom), regia di Rob Minkoff (2008)
La vendetta del dragone (新宿事件) (San suk si gin), regia di Yee Tung-shing (2008)
Looking For Jackie (尋找成龍/Jian guo da ye), regia di Fang Gangliang e Jiang Ping (2009)
The Founding of A Republic (建国大业) (2009) – cameo
Operazione Spy Sitter (The Spy Next Door), regia di Brian Levant (2010)
Little Big Soldier (大兵小將 /Da bing xiao jiang), regia di Sheng Ding (2010)
The Karate Kid – La leggenda continua (The Karate Kid), regia di Harald Zwart (2010)
The Legend of Silk Boy, regia di David Liu (2010)
Shaolin (新少林寺/Xin shao lin si), regia di Benny Chan (2011)
1911 (辛亥革命/Xinhai geming), regia di Jackie Chan (2011)
Chinese Zodiac (Armour of God III: Chinese Zodiac), regia di Jackie Chan (2012)
Police Story 2013 (警察故事2013), regia di Sheng Ding (2013)
Dragon Blade – La battaglia degli imperi (天将雄师) (Tian jiang xiong shi), regia di Daniel Lee (2015)
Skiptrace – Missione Hong Kong (Skiptrace), regia di Renny Harlin (2016)

Luca Miglietta

Jackie Chan ritira l'Oscar alla carriera 1911 (film) 辛亥革命 (电影) Jackie Chan's 100th film in his career

Gabriel García Márquez e il cinema

Gabriel García Márquez e il cinema

Gabriel José deGabriel García Márquez Gabriel García Márquez e il cinema la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo è nato il 6 marzo 1927 ad Aracataca un piccolo villaggio fluviale della Colombia. Gabriel García Márquez oltre che un grandissimo uno scrittore, giornalista e saggista, insignito tra l’altro del Premio Nobel per la letteratura nel 1982, è stato un uomo dai grandi ideali con un profondo animo poetico.

Gabo è stato certamente uno degli autori più amati del Novecento ed è considerato uno dei più importanti esponenti del cosiddetto realismo magico. Il suo capolavoro è sicuramente Cent’anni di solitudine, considerato la più importante opera in lingua spagnola mai scritta dopo Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes.

Prima di parlare del rapporto tra Gabriel García Márquez e il cinema è meglio prima accennare qualcosa sulla sua vita.

Figlio di Gabriel Eligio García, di professione telegrafista, e di Luisa Santiaga Márquez Iguarán, viene cresciuto nella città caraibica di Santa Marta ed allevato dai nonni il Vasco Szinetar & Gabriel García Márquez, Caracas,1982 Gabriel García Márquez e il cinemacolonnello Nicolás Márquez e la moglie Tranquilina Iguarán.

Alla morte del nonno nel 1936 si trasferisce a Barranquilla dove inizia gli studi. Frequenta prima il Colegio San José, poi il Colegio Liceo de Zipaquirá, dove si diploma nel 1946.

Nel 1947 inizia i suoi studi all’Universidad Nacional de Colombia di Bogotà, dove frequenta la facoltà di giurisprudenza e scienze politiche. Nello stesso anno pubblica il suo primo racconto La tercera resignacion sulla rivista El Espectator.

Nel 1948 abbandona gli studi e si trasferisce a CartageGabriel García Márquez Fidel Castro 2 Gabriel García Márquez e il cinemana dove inizia a lavorare come giornalista per El Universal. Si lega ad un gruppo di giovani scrittori dediti alla lettura dei romanzi di autori quali Faulkner, Kafka e Virginia Woolf.

Nel 1954 ritorna a Bogotà a lavorare per nuovamente l’El Espectador ed in quel periodo pubblica il racconto Foglie morte. L’anno successivo risiede a Roma per alcuni mesi e segue dei corsi di regia, prima di trasferirsi a Parigi.

Nel 1958 sposa Mercedes Barcha, dalla quale ha due figli, Rodrigo e Gonzalo.

Dopo l’ascesa al potere di Fidel Castro visita Cuba, dove conosce personalmente Che Guevara. Lavora poi per l’agenzia Prensa Latina, fondata da Jorge Ricardo Masetti e dallo stesso Castro, del quale divenne anche un buon amico. Questa amicizia con il líder maximo gli causò diverse critiche negli USA, non impedendogli comunque di essere molto apprezzato in Nord America.CUBA CASTRO OLYMPIC Gabriel García Márquez e il cinemaNel 1961 si trasferisce a New York, come corrispondente di Prensa Latina, ma viene messo sotto sorveglianza dalla CIA e minacciato dagli esuli cubani anticastristi. Decide di trasferirsi in Messico, dopo aver perso l’autorizzazione alla residenza permanente come cronista negli Stati Uniti a causa di motivi politici.

A Città del Messico nel 1962 scrive il suo primo libro I funerali della Mama Grande.

Nel 1967 pubblica il suo capolavoro, che lo consacrerà come uno dei più grandi scrittori del secolo: Cent’anni di solitudine, romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo.

Nel 1973 abbandona temporaneamente la letteratura per dedicarsi al giornalismo sul campo in segno di protesta verso il colpo di stato in Cile del generale Augusto Pinochet, che portò alla morte del presidente Salvador Allende, a moltissimi morti ed alla continua violazione dei diritti umani nel paese.Cronaca di una morte annunciata (film) Francesco Rosi, Ornella Muti Gabriel García Márquez Gabriel García Márquez e il cinemaNegli anni successivi pubblicherà alcuni romanzi tra i quali ricordiamo L’autunno del patriarca (1975), Cronaca di una morte annunciata (1982), L’amore ai tempi del colera (1986) e Il generale nel suo labirinto, (1989), che ottengono un grande successo di pubblico in tutto il mondo.

Nel 2001 viene colpito da un cancro linfatico. Nel 2002 pubblica comunque la prima parte di Vivere per raccontarla, la sua autobiografia.

Vince la sua battaglia contro il cancro e nel 2005 e torna alla narrativa pubblicando il ultimo romanzo: Memoria delle mie puttane tristi (2004).

Ricoverato per l’aggravarsi di una grave polmonite nella clinica Salvador Zubiran in Messico, Gabriel García Márquez muore il giorno 17 aprile 2014, all’età di 87 anni.

Gabo era un grande amante del cinema, da giovane lavorò come reporter e critico cinematografico per il più antico quotidiano colombiano El Espetador. Nonostante la sua passione per il cinema, García Márquez è sempre stato riluttante a concedere i diritti per la riproduzione cinematografica dei suoi libri, in particolar modo per Cent’anni di solitudine, perché riteneva nessun regista avrebbe potuto rendergli veramente giustizia.L'amore ai tempi del colera (film) Love in the Time of Cholera Giovanna Mezzogiorno, Javier Bardem, Gabriel García Márquez Gabriel García Márquez e il cinemaQuando si parla del rapporto tra Gabriel García Márquez e il cinema, si pensa sempre agli adattamenti dei suoi romanzi più noti, come L’Amore ai Tempi del Colera o Cronaca di una morte annunciata di Francesco Rosi, in pochi però sono a conoscenza del fatto che fu anche un prolifico soggettista e sceneggiatore. Nei primi anni ’60 addirittura sognava di diventare uno sceneggiatore famoso.

I film tratti dalle sue sceneggiature ovviamente non hanno mai raggiunto successi paragonabili ai suoi romanzi e racconti però erano molto ben fatte. Da sceneggiatore Gabriel Garcia Marquez ha vinto due premi: l’Ariel Awards (in Messico) e il premio dato dai giornalisti di cinema messicani per il film per El año de la peste (1979) scritto con Juan Arturo Brennan e Felipe Cazals.

Al cinema, Gabriel Garcia Marquez è stato anche attore in alcune pellicole: nel 1965 nel film In questo villaggio non ci sono ladri (En este puGabriel García Márquez e il cinema Barcellona anni Sessanta Mario Vargas Llosa, Patricia Llosa, José Donoso, María Ester Serrano, Mercedes Barcha Pardo, Gabriel García Márquezeblo no hay ladrones), nel 1979 in Maria del mio cuore e nel 1990 in My Macondo.

Risale addirittura al 1954 un suo cortometraggio da regista, La Langosta Azul (l’aragosta azzurra), realizzato in bianco e nero e senza sonoro.

FILMOGRAFIA

1965 – TIEMPO DE MORIR – Soggetto; Sceneggiatura
1979 – MARIA DE MI CORAZON – Sceneggiatura; Soggetto
1983 – ERENDIRA – Soggetto
1985 – TIEMPO DE MORIR – Soggetto; Sceneggiatura
1987 – CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA – Soggetto (romanzo)
1988 – UN SENOR MUY VIEJO CON UNAS ALAS ENORMES – Soggetto; Sceneggiatura
1992 – BLOODY MORNING – Soggetto (romanzo)
1996 – EDIPO SINDACO – Sceneggiatura
2000 – NESSUNO SCRIVE AL COLONNELLO – Soggetto
2007 – L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA – Soggetto (romanzo)

Luca Miglietta

Gabriel García Márquez Paris 1990 Gabriel García Márquez e il cinema

Joe Cocker

Joe Cocker

Joe Cocker, Los Angeles, 18.04.2010John Robert Cocker era nato il 20 maggio 1944 in Inghilterra. Aveva iniziato la carriera musicale a soli 15 anni, con il nome d’arte di Vance Arnold, a Sheffield, la sua città natale. La sua prima band erano stati gli Avengers, poi i Big Blues nel 1963, e infine nel 1966 i The Grease Band. Il suo primo singolo è la cover dei BeatlesI’ll Cry Instead“, dall’album “A Hard Day’s Night“.

Dopo un qualche successo in Gran Bretagna con il singolo “Marjorine”, fu la sua versione di “With a Little Help from My Friends” dei Beatles, canzone pensata per le stonature di Ringo, a lanciarlo nell’olimpo del rock. La canzone venne prima pubblicata su disco, poi eseguita a al festival di Woodstock.
Era il pomeriggio del 17 agosto quando Joe Cocker salì sul palco e intonò “Dear Landlord“, “Something Comin’ On”, “Do I Still Figure in Your Life”, “Feelin’ Alright”, “Just Like a Woman”, “Let’s Go Get Stoned”, “I Don’t Need a Doctor”, “I Shall Be Released”, “Hitchcock Railway”, “Something to Say” e ovviamente “With a Little Help from My Friends“, dopo la sua performance, un fragoroso temporale interruppe il concerto per diverse ore.Joe Cocker Woodstock 2Paul McCartney ha dichiarato in seguito di essere rimasto paralizzato quando vide a Woodstock la sua canzone trasformata in un inno alla libertà, lui considerava “With a little help from my friends” una canzonetta senza tante pretese all’interno di un lavoro fantastico come “The Sgt Pepper“, ma Joe Cocker in quell’occasione la trasformò e la fece diventare gigante. Indimenticabile è anche l’urlo lancinante che Joe Cocker fece prima di riprendere a cantare la canzone.
La sua performance assieme a quella dei The Who e di Jimi Hendrix è stata una delle più importanti della “tre giorni di pace, amore e musica”.

Divenne così famoso anche negli Usa per la sua voce roca e le sue insolite movenze, che non a caso spesso vennero prese in giro da John Belushi nei suoi spettacoli al Saturday Night Live. In una puntata in cui Joe Cocker era ospite ci fu addirittura un duetto improvvisato con John Belushi.Joe Cocker performs with John Belushi on Saturday Night Live on Oct. 2, 1976.Nel 1970 fa una nuova cover dei Beatles, questa volta di “She Came In Through the Bathroom Window” tratta dall’album “Abbey Road“.

All’inizio degli anni settanta la sua carriera si bloccò per una serie di problemi soprattutto legati all’abuso di alcol e droga, toccando il fondo, dal quale riesce a riemergere grazie alla seconda moglie Pam Baker.

Joe Cocker ricordava lui in un’intervista di qualche anno fa «Il successo mi ha disintegrato ,gli anni Settanta sono stati davvero oscuri, con eccessi di ogni tipo. È stato l’ incontro con mia moglie Pam a salvarmi».

E’ stato il cinema a riportarlo tra le star della musica negli anni ’80, grazie alla colonna sonora di Ufficiale e Gentiluomo (Premio Oscar per “Up where we belong“, duetto con Jennifer Warnes) e quella del mitico Nove settimane e mezzo. Chi non ricorda la voce di Joe Cocker che canta “You Can Leave Your Hat on“, mentre sulle note della canzone Kim Basinger si spoglia davanti a Mickey Rourke? Quello strip-tease ha lasciato il segno e indotto molti tentativi di imitazione: “You Can Leave Your Hat on”, dopo Nove settimane e mezzo, diventa in breve tempo la colonna sonora di qualsiasi spogliarello sexy ai quattro angoli del mondo. Nove settimane e mezzo (9½ Weeks) Adrian Lyne con  Mickey Rourke, Margaret Whitton, Karen Young, Christine Baranski, Kim Basinger sexy striptease streamingChissà quante coppie, magari molto più impacciate, si sono ispirate a Kim e Mickey alle note di Joe Cocker. Qui trovate un articolo più approfondito sullo spogliarello di Kim Basinger al ritmo di “You Can Leave Your Hat on”: Gli striptese più famosi della storia del cinema.

Seguiranno poi buone canzoni come “Unchain My Heart”, “That’s All I Need to Know”, “Hard Knocks”,”Fire it Up“, ma nulla di paragonabile con le precedenti.

Joe Cocker collaborò con diversi cantautori italiani come Zucchero ed Eros Ramazzotti, con cui aveva inciso il signolo “That’s All I Need to Know“, e duettato nel 1998 a Monaco di Baviera.

Muore il 22 dicembre 2014 nel suo ranch a Crawford, in Colorado, era malato da tempo di carcinoma polmonare. Eric Clapton lo saluta così sulla sua pagina Facebook «La notizia più triste, Joe Cocker è morto, aveva 70 anni. RIP Joe… ».

La sua voce rauca era immediatamente riconoscibile, che dire, giù il cappello di fronte ad un artista del genere!

Luca Miglietta

Joe Cocker Woodstock