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Tutti come Schwarzy

Tutti come Schwarzy

Tutti come Schwarzy, Dave Bautista sta per uscire sul grande schermo con una commedia in cui fa da babysitter a un bambino

Tutti come Schwarzy Dave Bautista
Tutti come Schwarzy, dopo tanti altri attori che hanno seguito le orme di Arnold Schwarzenegger, Dave Bautista sta per uscire nei cinema di tutto il mondo con una commedia in cui fa da babysitter a un bambino. L’ex wrestler statunitense in My Spy veste infatti i panni di JJ, un agente della CIA che è stato retrocesso e deve badare ad una bambina di 9 anni, di nome Sophie.

JJ deve in realtà sorvegliare in incognito la famiglia della bambina. Sophie scoprirà presto le telecamere nascoste nel suo appartamento e lo ricatterà affinché passi un po’ di tempo con lei e le insegni a diventare una spia perfetta.  Il film è diretto dal navigato Peter Segal.

Anche John Cena si è lanciato in questo genere di commedie

Il wrestler John Cena invece sta per uscire con una commedia in cui fa da babysitter a tre bambini in Playing With Fire. Si tratta di una commedia di Andy Fickman.

Come ben ricorderete il primo a fare questo genere di commedia era stato Arnold Schwarzenegger nel 1990  in Un poliziotto alle elementari di Ivan Reitman. In questa commedia al fianco di Penelope Ann Miller l’attore austriaco era un poliziotto sotto copertura che si fingeva maestro elementare.

In passato avevano fatto un ruolo simile a Schwarzy anche a Vin Diesel e The Rock. Insomma Arnold Schwarzenegger ha aperto un filone di successo in cui attori d’azione devono badare a bambini scalmanati.

Tutti come Schwarzy Arnold Schwarzenegger
My Spy
Genere: Commedia
Pese: USA
Anno: 2019
Regia: Peter Segal
Attori: Dave Bautista, Kristen Schaal, Ken Jeong, Parisa Fitz-Henley, Nicola Correia-Damude.

Playing With Fire
Genere: Commedia
Pese:
USA
Anno: 2019
Regia: Andy Fickman
Attori: Judy Greer, John Cena, Brianna Hildebrand, Keegan-Michael Key, John Leguizamo

Luca Miglietta

Credo che la coscienza umana…

Credo che la coscienza umana…

Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell’evoluzione… uno dei dialoghi più interessanti di True Detective

Credo che la coscienza umana true detective rust

Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell’evoluzione. Siamo troppo consapevoli di noi stessi. La natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa. Siamo creature che non dovrebbero esistere… per le leggi della natura….

Siamo delle cose che si affannano nell’illusione di avere una coscienza. Questo incremento della reattività e delle esperienze sensoriali è programmato per darci l’assicurazione che ognuno di noi è importante, quando invece siamo tutti insignificanti…

E io credo che la cosa più onorevole per la nostra specie sia rifiutare la programmazione, smetterla di riprodurci, procedere mano nella mano verso l’estinzione… un’ultima mezzanotte in cui fratelli e sorelle rinunciano ad un trattamento iniquo…

Io dico a me stesso che sono un testimone ma la risposta giusta è che sono stato programmato così e mi manca la disposizione al suicidio.

Ecco la traduzione delle parole di Rust Cohle nel celebre dialogo della iconica serie americana della HBO

I think human consciousness is a tragic misstep in evolution. We became too self-aware. Nature created an aspect of nature separate from itself. We are creatures that should not exist by natural law.

We are things that labor under the illusion of having a self, this accretion of sensory experience and feelings, programmed with total assurance that we are each somebody, when in fact everybody’s nobody.

I think the honorable thing for our species to do is to deny our programming. Stop reproducing. Walk hand in hand into extinction. One last midnight, brothers and sisters opting out of a raw deal.

I tell myself I bear witness, but the real answer is that it’s obviously my programming. And I lack the constitution for suicide.

Si tratta di frasi pronunciate dal detective Rust Cohle, interpretato da Matthew McConaughey in un celebre dialogo col collega Martin “Marty” Hart (Woody Harrelson). Ho volutamente omesso le brevi frasi con cui Marty risponde per rendere più semplice seguire il pensiero di Rust. Questo famoso dialogo lo potete trovare nel primo episodio della prima stagione di True Detective intitolato Capitolo uno: La lunga luminosa oscurità.

Luca Miglietta

Batman di Aronofsky

Batman di Aronofsky

Il Batman di Aronofsky, che non ha mai visto la luce, poteva essere un progetto molto interessante, peccato che la Warner non abbia considerato un’intuizione tanto bella quanto rischiosa

Batman di Aronofsky

Il Batman di Aronofsky. Il regista Darren Aronofsky nel 1999 propose alla Warner Bros., il progetto Batman: Year One, che prevedeva un Batman attempato interpretato da Clint Eastwood ed ambientato in una Gotham ricavata dalla reale Tokyo. Il franchise era reduce dall’insuccesso del pessimo Batman & Robin e la major non se la sentiva di rischiare.

Poi Darren Aronofsky non proseguì su questa linea facendo una proposta differente che prevedeva una storia delle origini di Batman completamente diversa: Bruce Wayne era presentato come un orfano cresciuto nell’autofficina di Big Al, sempre minacciato dal sottobosco criminale circostante. L’atmosfera doveva essere appunto più simile a quella di Taxi Driver che al classico cinecomic

Ecco cosa ha detto il regista due anni fa, quando la Warner Bros. ha adottato il suo stesso approccio per progetto su Joker.:

sapete, credo che finalmente… forse ci siamo. Ero 15 anni in anticipo sui tempi. Sento quello che dicono sul film col Joker ed è esattamente la mia visione. Dissi: gireremo nell’East Detroit e nell’East New York. Non ricostruiremo Gotham. Volevo che la Batmobile fosse una Lincoln Continental con due motori di bus montati sopra. […] Cercavamo di reinventare tutto per avvicinarci alla visceralità di Taxi Driver. L’idea generale era quella. Ma quelli in cima dissero: no, non può essere una Lincoln Continental, deve essere una Batmobile.

Resterà sempre la curiosità di vedere come sarebbe stato accolto un progetto simile da parte del pubblico e della critica

Una cosa è sicura, se Darren Aronofsky fosse riuscito a concretizzare il suo progetto su Batman, forse la trilogia di Christopher Nolan non avrebbe mai visto la luce.

Quando il progetto di Aronofsky è stato cancellato Christopher Nolan ha preso il controllo creativo della saga sul Cavaliere Oscuro. Darren Aronofsky ha in passato dichiarato che il suo film sarebbe stato molto più crudo di quello di Nolan:

credo che la versione di Nolan sia esattamente ciò che lo studio voleva. Il mio progetto era un po’ più crudo e coraggioso, andava in una direzione più estrema.

Se pensiamo che i film di Nolan sono stati ritenuti i cinecomic più cupi e coraggiosi mai visti sullo schermo, è facile immaginare che l’idea di Aronofsky fosse un po’ troppo estrema per la Warner Bros. e la DC Comics.

Luca Miglietta

Genealogia dei personaggi di Dark

Genealogia dei personaggi di Dark

Ecco un albero genealogico che può semplificarvi la vita e capire la genealogia dei personaggi di Dark, i molti intrecci della serie possono avervi confuso un po’ le idee

Genealogia dei personaggi di Dark

Genealogia dei personaggi di Dark. Dark è senza dubbio una delle serie più interessanti ed intriganti degli ultimi anni, ma allo stesso tempo è molto complicata da seguire, se non si sta bene attenti alla complessità della trama. La serie, di cui è appena uscita la seconda stagione in streaming su Netflix, racconta le intricate vicende fra passato, presente e futuro degli abitanti della città di Winden in Germania.

Dark presenta un complesso intreccio di personaggi nelle diverse epoche storiche in cui si svolge e questo rende necessario avvalersi dell’aiuto di un albero genealogico. Non andiamo avanti a spiegarvi il perchè dell’albero genealogico perchè altrimenti rischiamo di farvi degli spoiler. Un consiglio: cominciate ad usare l’albero genealogico dopo essere arrivati alla fine della prima serie come ripasso, altrimenti potreste rovinarvi parte della trama.

Genealogia dei personaggi di Dark albero genealogico

Famiglia Kahnwald

Michael Kahnwald (Sebastian Rudolph): che si suicida nel 2019.

Hannah Kahnwald (Maja Schöne): è la moglie di Michael e la madre di Jonas. Lavora come massaggiatrice. Il suo personaggio nel 1986 è interpretato da Ella Lee.

Jonas Kahnwald (Louis Hoffman):  figlio di Michael e Hannah, migliore amico di Bartosz Tiedemann. Il suo personaggio nel futuro (2052) è interpretato da Andreas Pietschmann.

Ines Kahnwald: è la nonna di Jonas ed è una infermiera in pensione. Il suo personaggio è interpretato da Angela Winkler nel 2019, da Anne Ratte-Polle nel 1986 e da Lena Urzendowsky nel 1953.

Famiglia Nielsen

Ulrich Nielsen: è un ufficiale di polizia di Winden con tre figli (Magnus, Martha e Mikkel). Il personaggio è interpretato da Oliver Masucci nel 2019 e da Ludger Bökelmann nel 1986.

Katharina Nielsen: moglie di Ulrich e madre dei suoi figli, che fa la preside della scuola di Winden. Nel 1986 il suo personaggio è interpretato da Nele Trebs, nel 2019 invece è interpretato da Jördis Triebel.

Magnus (Moritz Jahn): è il figlio teenager di Ulrich e Katharina

Martha (Lisa Vicari): figlia di Ulrich e Katharina e fidanzata di Bartosz. La ragazza però stava con Jonas prima che il ragazzo andasse in un ospedale psichiatrico dopo la morte del padre.

Mikkel (Daan Lennard): il figlio più piccolo di Ulrich e Katharina che scompare nel 2018. Si scoprirà poi essere il padre di Jonas.

Agnes Nielsen (Antje Traue): madre di Tronte e quindi nonna di Ulrich, la vediamo nel 1953.

Tronte Nielsen (Walter Kreye nel 2019): è il padre di Ulrich e di Mads, scomparso e ucciso nel 1986. Il suo personaggio è interpretato da Felix Kramer nel 1986.

Jana Nielsen (Tatja Seibt nel 2019): moglie di Tronte e madre di Ulrich e Mads. Nel 1986 il suo personaggio è interpretato da Anne Lebisnky.

Famiglia Doppler

Dr. Peter Doppler (Stephan Kampwirt): marito di Charlotte e psicologo di Jonas.

Charlotte Doppler (Karoline Eichhorn): capo della polizia di Winden, moglie di Peter, che viene tradita dal marito in più occasioni con un travestito. E’ interpretata da Stephanie Amarell nel 1986.

Franziska Doppler (Gina Stiebitz): è la figlia maggiore di Peter e Charlotte

Elisabeth Doppler (Carlotta von Falkenhayn): è la figlia minore di Peter e Charlotte. La bambina è sordomuta.

Helge Doppler (Hermann Beyer): è il padre di Peter e l’ex addetto alla centrale nucleare, nel 2019 soffre di demenza senile. Il suo personaggio è interpretato da Peter Schneider nel 1986 e da Tom Philip nel 1953.

Bernd Doppler (Michael Mendl nel 1986): nonno di Peter, fondatore della centrale nucleare di Winden. Il personaggio nel 1953 è interpretato da Anatole Tabuman.

Famiglia Tiedemann

Regina Tiedemann (Deborah Kaufmann): madre di Bartosz e responsabile dell’hotel di Winden. Il suo persongaggio nel 1986 è interpretato da Lydia Maria Makrides. Nel 1986 la giovane è vittima di un brutto scherzo da parte di Ulrich e Katharina, che la legano ad un albero nel bosco di notte. Verrà accusata di aver denunciato Ulrich alle autorità per le presunte molestie su Katharina, in realtà mai avvenute.  Chi aveva fatto la falsa denuncia era però Hannah, innamorata da sempre di Ulrich.

Aleksander Tiedemann (Peter Benedict): il suo vero nome è Boris Niewald ed ha un passato misterioso che cerca di nascondere in tutti i modi. Aleksander è il marito di Regina e il direttore della centrale nucleare nel 2019. Il suo ruolo nel 1986 è interpretato da Béla Gabor Lenz.

Bartosz Tiedemann (Paul Lux): figlio di Regina e Aleksander, migliore amico di Jonas Kahnwald, fidanzato di Martha Nielsen.

Claudia Tiedemann (Lisa Kreuzer nel 2019 e 2052): madre di Regina e nonna di Bartosz, interpretata da Julika Jenkins nel 1986, prima direttrice donna della centrale nucleare.

Egon Tiedemann (Christian Pätzold nel 1986): padre di Claudia e poliziotto di Winden.

Doris Tiedemann (Luise Heyer): madre di Claudia e moglie di Egon nel 1953.

Uomo della Pubblicità dei Marshmallow di Ghostbusters – Acchiappafantasmi

L’uomo della Pubblicità dei Marshmallow di Ghostbusters I

Ecco perchè Ray aveva in testa la mascotte della ditta immaginaria Stay Puft e pensa a Stay Puft Marshmallow Man, ovvero all’uomo della Pubblicità dei Marshmallow

Uomo della Pubblicità di Marshmallow di Ghostbusters - AcchiappafantasmiStay Puft Marshmallow Man, famoso in Italia come l’Uomo della Pubblicità dei Marshmallow è un personaggio immaginario apparso nel film Ghostbusters – Acchiappafantasmi diretto da Ivan Reitman nel 1984. Si tratta di un gigantesco pupazzo bianco di 40 metri vestito da marinaio, che fa da mascotte alla immaginaria Stay Puft, che produce appunto marshmallow. Nella pellicola il dio Gozer pronuncia la frase “Scegliete la forma del distruggitore”. Peter, Egon e Winston riescono a non pensare a nessuno, ma Ray invece pensa a un qualcosa che ha “amato nell’infanzia, qualcosa che non avrebbe mai portato distruzione” e si materializza Stay Puft.

“Non è colpa mia. Ci è entrato così, da se. Io… io ho cercato di pensare… Non può essere! Non può essere! Oh, me*da! All’Uomo della Pubblicità dei Marshmallow. Cercavo di pensare a cose innocue. A qualcosa che ho amato nell’infanzia, a qualcosa che non avrebbe mai portato distruzione… al pupazzo dei boli di lichene! Non c’è niente di più soffice e dolce di quei candidi gnocchi di lichene!

Uomo della Pubblicità di Marshmallow di Ghostbusters - AcchiappafantasmiCosì si giustifica Dan Aykroyd, che in Ghostbusters – Acchiappafantasmi interpreta Ray Stantz. Come è possibile che Ray immagini una figura simile? Come riportato qualche giorno fa su Facebook in un post di Nanni Cobretti, nel film sono stati “nascosti” due brevissimi fotogrammi, sfuggiti alla stragrande maggioranza degli spettatori, che fanno comprendere come Ray possa aver immaginato un personaggio così improbabile.

Ecco le due sequenze dove si può vedere l’immagine della simpatica mascotte Stay Puft Marshmallow Man

Stay Puft Marshmallow Man viene inquadrato per la prima volta all’inizio di Ghostbusters, quando Dana Barrett (Sigourney Weaver) entra in contatto con Zuul. La ragazza abbandona la spesa in cucina scappando il più in fretta possibile dal suo appartamento: accanto alla confezione di uova che iniziano a sfrigolare c’è infatti una sacchetto di “gnocchi di lichene” con la distinguibilissima sagoma della mascotte della Stay Puft. A fare il sopralluogo nella casa della ragazza è però Peter Venkman, interpretato da Bill Murray, non Ray, rende comunque bene l’idea di come fossero diffusi i marshmallow di quella marca.

Uomo della Pubblicità di Marshmallow di Ghostbusters 1Appare la seconda volta dopo il sovraccarico all’impianto di stoccaggio dei fantasmi, nel quartier generale dei Ghostbusters. Viene fatta una panoramica del palazzo dove si trova la base dei Ghostbusters: si vedono anche tutti gli edifici accanto e su uno di questi c’è un manifesto dell’Uomo della Pubblicità dei Marshmallow Stay Puft. Potete vedere la sequenza nella foto sotto.

Uomo della Pubblicità di Marshmallow GhostbustersLuca Miglietta

Melisandre

Melisandre

Melisandre, un personaggio importante in molti episodi della serie e vero e proprio deus ex machina della punta Game of Thrones 8X03

Game of Thrones melisandre Carice van HoutenMelisandre è un personaggio non sempre ricorrente ma importantissimo quando appare in Game of Thrones. Lei è interpretata da Carice van Houten nella serie televisiva della HBO. Melisandre è una sacerdotessa del Signore della luce, che si unisce a Stannis Baratheon (Stephen Dillane), in cui vede la reincarnazione del leggendario Azor Ahai.

Melisandre crede ciecamente nella potenza del suo dio e si fa beffe di chi segue le altre religioni, veste sempre di rosso ed ha delle visioni che riesce a vedere tra le fiamme.

Nella sesta serie di Game of Thrones resuscita Jon Snow, pugnalato a morte da dei compagni traditori dei Guardiani della notte. La donna pulisce le ferite del ragazzo e gli taglia alcune ciocche dei capelli e della barba per bruciarle tra le fiamme ed infine la sacerdotessa pone le sue mani sul corpo senza vita di Jon, cantando un’antica canzone di Valyria. Salva la vita a Jon Snow (Kit Harington), ma questo è solo una delle azioni chiave che la sacerdotessa del Signore della luce compie nella serie tratta dai libri di George R. R. Martin.

Game of Thrones melisandre Carice van Houten 2Nell’ottava ed ultima stagione di Game of Thrones, ha un ruolo ancora più importante, infatti Melisandre prima della decisiva battaglia di Grande inverno nella terza puntata, giunge a Winterfell.
Ser Davos Seaworth, che la conosce bene ed in passato l’ha osteggiata è meravigliato ed un po’ inquieto quando la Strega Rossa arriva a Grande inverno. Melisandre per tranquillizzarlo gli dice che prima dell’alba sarà morta. La comparsa di Melisandre prima dello scontro decisivo contro gli Estranei però non ci deve sorprendere perchè prima di andarsene da Roccia del drago e tornare a Volantis, nella settima stagione aveva promesso il suo ritorno a Varys:

tornerò, caro Ragno, un’ultima volta. Devo morire in questa strana terra, proprio come te.

Game of Thrones melisandre Carice van Houten jon snow daenerysIl ruolo chiave assunto dalla sacerdotessa del Signore della luce nella puntata Game of Thrones 8X03, intitolata The Long Night

Il ruolo della sacerdotessa non finisce qui: nella terza puntata dell’ottava stagione di Game of Thrones, fa scaturire il fuoco delle spade dei Dothraki e, quando i soldati non riescono a dare fuoco alle trincee, ci pensa lei con la sua magia. Dentro una sala del castello di Grande Inverno Melisandre incontra Arya Stark (Maisie Williams), mentre sono alle prese con la battaglia contro gli Estranei. Melisandre le rammenta il loro precedente incontro (terza stagione), quando la sacerdotessa dai capelli rossi aveva sussurrato alla ragazza:

vedo un’oscurità in te. E in quell’oscurità, gli occhi mi fissavano. Occhi marroni, occhi azzurri, occhi verdi. Occhi chiusi per sempre. Ci rincontreremo.

Melisandre quindi dice nuovamente una parte di questa frase ad Arya: “occhi marroni, occhi verdi e occhi azzurri”. Arya Stark capisce in quell’istante che è destinata a uccidere il Re della Notte, che ha gli occhi azzurri. Esce fuori dal castello e va a trafiggere il Night King salvando tutti quanti.

Nella parte finale della puntata Game of Thrones 8X03, dopo aver compiuto il suo destino ed aver salvato tutte le popolazioni dei Sette regni dalla terribile minaccia degli Estranei, Melisandre si toglie la collana magica, esce dalle mura del castello, si accascia a terra e muore.

Luca Miglietta

 

Spider-Man al cinema, dalla prima uscita ai successivi

Spider-Man al cinema, dalla prima uscita ai successivi

Tutti i film in cui è apparso Spider-Man dal 2002, la prima volta del super eroe sul grande schermo, ad oggi

Spider-Man al cinema, dalla prima uscita ai successiviNel primo Spider-Man del 2002 il giovane Peter Parker è un teenager come tanti altri che vive nei sobborghi di New York con gli zii Ben e May e studia al liceo scientifico Midtown. Il ragazzo ha un amore impossibile per la bella vicina di casa Mary Jane Watson (Kirsten Dunst). Durante una gita scolastica Peter verrà morso da un ragno geneticamente modificato e scoprirà di aver acquisito dei veri e propri superpoteri come sensi più sviluppati, forza e resistenza incredibilmente potenziati, la capacità di potersi attaccare ed arrampicarsi sui muri e l’abilità di produrre e lanciare una ragnatela dai polsi. Ottiene inoltre il senso di ragno premonitore che lo avverte di qualsiasi pericolo. E’ così che diventerà il super eroe che conosciamo tutti e si schiererà dalla parte del bene contro il malvagio Norman Osborn, in arte Green Goblin.

Spider-Man ha un cast di attori molto giovani ed ancora poco conosciuti ai tempi come Kirsten Dunst e James Franco, che sono poi diventati attori affermati con moltissime pellicole girate, un successo minore ma comunque eccellente per l’altro attore giovane Tobey Maguire che interpretava Peter Parker. A Willem Dafoe la parte del cattivo Norman Osborn che diventa lo spietato Green Goblin. Spider-Man è film del 2002 diretto da Sam Raimi, basato sui fumetti dell’Uomo Ragno, creati da Stan Lee e Steve Ditko e pubblicati dalla Marvel Comics. Un film che ebbe un notevole successo tanto da far sì che Sam Raimi realizzasse i due seguiti Spider-Man 2 (2004) e Spider-Man 3 (2007).

In Spider-Man 2 Peter deve affrontare il Dottor Octopus, uno scienziato a cui si attaccano quattro braccia meccaniche e che comincia ad essere pericoloso per l’incolumità delle persone. Nel cast, oltre a Maguire, sono presenti nuovamente Kirsten Dunst e James Franco nei ruoli di Mary Jane Watson ed Harry Osborn, il villain Otto Octavius (Dottor Octopus) viene interpretato da Alfred Molina. In Spider-Man 3 Peter deve vedersela con un simbionte alieno unitosi al suo costume di Spider-Man, il misterioso Uomo Sabbia, vero responsabile della morte di suo zio Ben, ed infine il suo amico Harry, divenuto il nuovo Goblin per vendicare la morte di suo padre per mano di Peter. Nel cast, oltre a Maguire, sono presenti Kirsten Dunst, James Franco, Thomas Haden Church e Topher Grace, nei ruoli di Mary Jane Watson, Harry Osborn, Flint Marko e Eddie Brock.

Dopo la trilogia di Sam Raimi è uscito un reboot diretto da Marc Webbin in cui Andrew Garfield interpretava Peter Parker e composto da due pellicole: The Amazing Spider-Man (2012), The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro (2014). Nei due film Peter è innamorato di Gwen Stacy (Emma Stone), figlia di un capo della polizia e questa volta i cattivi sono la Lizard, Electro, Green Goblin e Rhino. Peter Parker a differenza che nella trilogia precedente cerca di scoprire come sono deceduti i suoi genitori Richard e Mary Parker. Le due nuove pellicole sono basate sulla versione Ultimate di Brian Michael Bendis e Mark Bagley.

Fin’ora abbiamo parlato dei veri e propri film incentrati solo sulla figura del super eroe, ma a partire dal 2016 Spider-Man compare anche all’interno delle nuove saghe cinematografica ambientata nell’Universo cinematografico Marvel (Marvel Cinematic Universe). L’eroe viene interpretato da Tom Holland ed è amico del miliardario e Avenger, Tony Stark (Robert Downey Jr.), l’uomo che indossa l’armatura e diventa il super eroe Iron Man. L’inventore miliardario utilizzerà il suo genio e costruirà a Peter un costume iper tecnologico dotato di un’intelligenza artificiale. In questa serie di pellicole è innamorato di ancora altre ragazze diverse da Mary Jane Watson come Liz Toomes e Michelle Jones, sue compagne di scuola. Questa volta Spider-Man dovrà affrontare l’Avvoltoio, Shocker, il Riparatore, Thanos, l’Ordine Nero, Magnum, Hydro-Man, Molten Man, l’Uomo Sabbia e lo Scorpione.

Prima di parlarvi di questi film bisogna solo fare un salto indietro nel tempo e parlarvi del fatto che sei anni prima, nel 2010, Peter Parker era comparso in un cameo in Iron Man 2. E’ un bambino mascherato da Iron Man che cerca di aiutare il suo super eroe preferito a sconfiggere uno dei robot di Whiplash. Iron Man, quando il bambino mascherato è in pericolo perchè il robot vuole eliminarlo, interviene e lo salva.

Le pellicole ambientate nell’universo Marvel di cui vi avevamo accennato prima sono: Captain America: Civil War (2016), dove Peter Parker viene reclutato dalla squadra di Tony Stark per combattere contro Capitan America e i suoi alleati. Peter fa la guardia nel Queens usando il nome Spider-Man; il giovane non ha il super potere della ragnatela, ma deve fabbricarsi dei lancia ragnatele e un costume con in materiali di fortuna che trova nei bidoni della spazzatura. Tony Stark gli crea, come vi avevamo anticipato, un costume tecnologico che permette a Spider-Man di combattere e sconfiggere il Soldato d’Inverno, Falcon e Ant-Man. Stark però pensa che il ragazzo non sia ancora pronto e lo rimanda a casa per evitare che si faccia male.

In Spider-Man: Homecoming (2017) Peter è diventato un eroe di quartiere piuttosto popolare e continua ad aiutare Tony Stark. Durante una festa Peter scopre un commercio di armi chitauriane illegali e pezzi delle sentinelle Ultron. Il suo nemico sarà Adrian Toomes, in arte l’Avvoltoio, che riuscirà a sconfiggere ed a far fallire il furto di un aereo di Stark. Dopo aver sconfitto Toomes scopre che si tratta del padre Liz, una ragazza che gli piace molto, così lo consegna alle autorità per farlo incarcerare. Tony Stark per la bravura di Peter nel risolvere la questione gli propone di unirsi agli Avengers mostrandogli anche l’abito Iron Spider. Peter però declina l’invito e decide di rimanere solo un eroe di quartiere.

In Avengers: Infinity War (2018) invece Peter Parker si trova su un autobus di New York quando i due membri dell’Ordine Nero, Fauce d’Ebano e l’Astro Nero, sorvolano la grande mela con la loro astronave. Raggiunge il Greenwich Village per aiutare Iron Man, il Dottor Strange e Wong. Thanos (Josh Brolin) vuole le sei gemme elementari che permettono a chi le possiede di raggiungere l’onnipotenza. Le sei gemme rappresentano diversi poteri dell’Universo come la realtà, il tempo, lo spazio e la spiritualità. Il super cattivo vuole dimezzare la popolazione dell’Universo per risolvere il problema della sovrappopolazione e preservarlo. Dovranno fermarlo i Guardiani della Galassia e gli Avengers, di cui fanno parte Tony Stark e Peter Parker. Un film dal cast eccezionale: Chris Pratt, Scarlett Johansson, Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Karen Gillian, Zoe Saldana, Bradley Cooper, Chris Evans, Robert Downey jr., Tom Holland, Brie Larson, Dave Bautista, Chris Hemsworth, Vin Diesel, Samuel L. Jackson Cobie Smulders, Vin Diesel, Dave Bautista, Karen Gillan, Zoe Saldana, Brie Larson, Elizabeth Olsen, Robert Downey Jr., Sebastian Stan, Tom Holland, Bradley Cooper, Samuel L. Jacksson, Jeremy Renner, Paul Rudd, Peter Dinklage, Mark Ruffalo, Josh Brolin, Paul Bettany, Benedict Wong, Pom Klementieff e Chadwick Boseman.

E non pensate che sia finita qui, perchè Tom Holland riprenderà il suo ruolo in Avengers: Endgame e in Spider-Man: Far from Home, entrambi previsti per il 2019.

Luca Miglietta

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, un film che ha avuto un lungo periodo di gestazione

Il Don Chisciotte maledetto di Terry GilliamPer realizzare quello che è stato definito il Don Chisciotte maledetto Terry Gilliam ha dovuto attendere moltissimo tempo, ben diciotto anni. La sua idea di realizzare un film sul celebre eroe del romanzo di Miguel de Cervantes nacque nel 2000, per poi essere messa da parte dopo diversi problemi sul set nel 2002. Il titolo della pellicola prima che si archiviasse il progetto doveva essere “The man who killed don Quixote

Erano stati investi oltre 30 milioni di dollari per il progetto, davvero tanti se si considera che era un progetto europeo, ma in due anni vennero girate solo pochissime scene. Erano stati scelti ottimi attori come Johnny Depp, all’epoca una delle più grandi star in circolazione, che avrebbe dovuto interpretare il giovane tornato nel passato e scambiato da Don Chisciotte per il suo fedele Sancho Panza, e l’attore francese Jean Rochefort che doveva vestire i panni di Don Chisciotte della Mancia. Quest’ultimo era stato così voluto da Terry Gilliam che, pieno di entusiasmo all’idea di interpretare l’eroe spagnolo, in meno di sette mesi imparò l’inglese quasi da zero per entrare nel cast.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 2Il film ha avuto una delle lavorazioni più disastrose della storia del cinema, le riprese sul set in Spagna, sono state interrotte più e più volte a causa dei più svariati motivi. Johnny Depp cadde da cavallo procurandosi un infortunio che rallentò non di poco i lavori, ed inoltre si faticava a trovare gli altri attori principali, le comparse. Tutti questi ritardi cominciavano a preoccupare gli investitori che temevano per i loro guadagni.

Nel 2002, a complicare le cose un violento nubifragio in un’area desertica spagnola dove stavano girando rovinò telecamere e distrusse il set. Dopo la pausa forzata dettata dal mal tempo a Jean Rochefort venne una doppia ernia del disco e una infezione alla prostata a forza di stare in sella al suo cavallo. Il regista decise di cambiare il luogo delle riprese perchè la conformazione desertica del posto era stata completamente ridisegnata dall’acqua, non c’erano più le dune e la sabbia si era trasformata in un pantano melmoso.   I problemi di salute di Jean Rochefort peggiorarono costringendolo a lasciare il cast facendo precipitare ancora di più la situazione: ora si doveva rifare il casting per il ruolo principale del film.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 3Nonostante tutti gli sforzi per continuare Terry Gilliam dovette arrendersi, vari membri della produzione si licenziarono e cominciarono i problemi finanziari, perchè la produzione dovette pagare una penale di 15 milioni di dollari per l’interruzione delle riprese, una cifra davvero alta se pensate che il budget iniziale era di 32 milioni di dollari.

Il produttore Jeremy Thomas nel 2005 contattò Gilliam per convincerlo a riprendere il progetto e nel 2008 annunciarono di essere pronti a ripartire con nuove riprese da zero senza utilizzare il materiale già registrato. Robert Duvall fu scelto per interpretare Don Chisciotte, Johnny Depp che continuava ad essere interessato al suo personaggio si era reso disponibile facendo però presente che era ancora legato a un contratto con la Disney che gli concedeva di lavorare al progetto a patto che si riuscisse a terminare entro una certo data. Il film però entrò in produzione solo nel 2009 e si dovette cercare un sostituto di Johnny Depp tra Colin Farrell ed Ewan McGregor. Purtroppo però a causa dei ritardi il film venne di nuovo cancellato.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 4Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, ecco quando c’è stata la svolta

Nel Luglio 2016 venne annunciato che “The man who killed Don Chixotte” si sarebbe fatto e le riprese sarebbero partite ad ottobre di quell’anno. Vennero scelti Adam Driver, che era da poco diventato famoso interpretando Kylo Ren ne Il risveglio della ForzaJonathan Pryce per interpretare il famoso cavaliere errante spagnolo. Ci furono anche questa volta ritardi nelle riprese, il film era ormai considerato Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam, tutti erano convinti sarebbe stato lo stop definitivo, ma in maniera insperata le riprese cominciarono senza più problemi.

Sembrava tutto risolto poi è scoppiata la querelle legale tra Gilliam e l’ex produttore Paulo Branco, che non ha permesso al film di concorrere per la Palma d’oro al 71º Festival di Cannes. La prima parte di sfortune, quelle fin al 2002, che avete potuto leggere in maniera più dettagliata, furono il soggetto di un documentario: Lost in La Mancha realizzato da Keith Fulton e Louis Pepe, due collaboratori di Gilliam. Inoltre nel maggio del 2018, due giorni prima dell’anteprima di Cannes, Gilliam ha addirittura subito la perforazione di un’arteria che è stata erroneamente riportata dai media come un ictus. Non si può che definirlo “il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam”, diciott’anni di produzione non son male, tanto che il regista ha inserito nei titoli di testa l’avverbio “Finalmente!”. Si può annoverare tra i film maledetti di cui vi avevo parlato in questo articolo: I film maledetti.

Il Don Chisciotte maledetto di Terry Gilliam 5

TITOLO ITALIANO: L’uomo che uccise Don Chisciotte
TITOLO ORIGINALE:
The Man Who Killed Don Quixote
DATA USCITA: 27 settembre, 2018
GENERE: Avventura, Fantasy
ANNO: 2018
PAESE: Spagna, Gran Bretagna, Francia, Portogallo
DURATA: 137 Min
REGIA: Terry Gilliam
ATTORI: Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro, Jordi Mollà, Jason Watkins, Óscar Jaenada, Sergi López, Rossy de Palma

Luca Miglietta

Dove si siede Tarantino al cinema

Dove si siede Tarantino al cinema

Dove si siede Tarantino al cinema? Se sperate di trovarlo in sala dovete leggere questo articolo

Dove si siede Tarantino al cinemaDove si siede Tarantino al cinema? Che posti preferisce? Se per caso Quentin Tarantino fosse passato nel cinema dove siete entrati per la prima volta o frequentate abitualmente, ecco dove potete sedere per sperare di trovarlo ed a fine spettacolo scambiarci due parole. Un consiglio: non importunatelo durante la visione, un patito del cinema come lui potrebbe reagire male.

Qualche hanno fa aveva dichiarato alla stampa: “se ad una ragazza piace sedere in terza fila al cinema è una cosa fantastica. Potrei pensare a una relazione seria con lei, potrebbe essere l’inizio di una storia molto lunga”

Dove si siede Tarantino al cinema 2C’è chi dopo questa dichiarazione aveva pensato che fosse dovuta al fatto che la terza fila è abbastanza scomoda per vedere il film, lo schermo è quasi sopra la tua testa e, se pur di guardare un film decidi di sederti lì, allora sei una vera una amante del cinema. Altri hanno pensato che volesse dire che stare seduti in quella posizione significa arrivare primi alle immagini trasmesse dallo schermo, recependole in una posizione privilegiata rispetto agli altri. Essere in una posizione migliore per la visione d’insieme del film non permette di essere tra i primi a poter osservare le immagini.

Dove si siede Tarantino al cinema, una teoria non sua e di cui si parla anche Bernardo Bertolucci in The Dreamers

Una teoria simile la si trova nel film di Bernardo Bertolucci, The Dreamers – I sognatori per voce Michael Pitt che interpreta Matthew: “Ero diventato membro di quella che in quei giorni era una specie di massoneria, la massoneria dei cinefili, quelli che chiamavamo malati di cinema. Io ero uno degli insaziabili, uno di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo. Perché ci mettevamo così vicini? Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche, prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore, finché, sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo non fossero ritornate nella cabina di proiezione”.

Dove si siede Tarantino al cinema 3Il ragazzo esalta insomma la bellezza di sedersi in prima fila al cinema per potersi nutrire per primo delle immagini, non si preoccupa affatto della posizione scomoda che può farti venire il torcicollo. In ogni caso la posizione al cinema è molto soggettiva e soprattutto dipende dal tipo di sala, dalla distanza delle prime file dallo schermo e dalle dimensioni dello stesso. Qual è la giusta distanza per poter assaporare la bellezza delle immagini ed essere in una buona posizione per poter godere degli effetti surround? Bisogna saper trovare un giusto compromesso per essere appagati da entrambe le cose. Voi avete mai pensato quale sia la posizione migliore? Dove vi sedete al cinema? Probabilmente per abitudine vi siete sempre seduti al centro nella quinta o sesta fila partendo dal basso senza pensarci, che è quello che fanno la maggior parte delle persone. Dite la vostra qua sotto nei commenti.

L.M.

Le coreografie dei combattimenti in Matrix

Le coreografie dei combattimenti in Matrix

Le coreografie dei combattimenti in Matrix sono a cura di Yuen Wo Ping

Le coreografie dei combattimenti in MatrixLe coreografie dei combattimenti in Matrix sono davvero notevoli ed hanno contribuito a creare quel capolavoro che ha entusiasmato mezzo mondo. Per prepararsi alla pellicola Keanu Reeves, Carrie-Anne Moss, Laurence Fishburne e Hugo Weaving hanno trascorso quattro mesi ad allenarsi con un maestro di arti marziali.

I fratelli Wachowski hanno preso in grande considerazione le coreografie dei combattimenti in Matrix puntando su un mix di arti marziali. I due hanno adottato le teorie della scuola di Hong Kong, secondo le quali gli attori principali devono eseguire loro stessi le scene di lotta per rendere i combattimenti un momento essenziale del racconto, non una semplice pausa spettacolare.

Le coreografie dei combattimenti in MatrixLe coreografie dei combattimenti in Matrix erano molto importanti per i fratelli Wachowski e quindi i due registi non potevano che scegliere un maestro del cinema d’arti marziali di Hong Kong

I fratelli Wachowski, grandi ammiratori del cinema d’aarti marziali di Hong Kong, per le coreografie dei combattimenti in Matrix avevano in mente un solo nome: Yuen Wo Ping, che ha coreografato moltissimi combattimenti in film occidentali in cui era coinvolto il Kung Fu. Matrix è stato il suo primo film importante in occidente a cui ne sono seguiti molti altri come Kill Bill: Volume 1 (2003) e Kill Bill: Volume 2 (2004).

Inizialmente il coreografo non era così convinto di voler essere coinvolto nel progetto tanto da chiedere ai due registi un cachet esorbitante, che pensava non sarebbe stato accettato. I fratelli Wachowski accettarono entusiasti la richiesta. A quel punto Yuen Wo Ping formulò altre due richieste per lavorare con i due registi: il controllo completo dei combattimenti e quattro mesi di allenamento per tutti gli attori.

Le coreografie dei combattimenti in Matrix 5Yuen inizialmente era ottimista ma poi cominciò a preoccuparsi quando si rese conto di quanto fossero inadatti gli attori. Così il coreografo decise di lavorare sui punti di forza di ogni attore, sulla disciplina di Reeves, sulla capacità di recupero di Fishburne, sulla precisione di Weaving e sulla grazia femminile della Moss. Per l’attrice Yuen creò delle mosse che puntassero sulla sua agilità e leggerezza.

A complicare le cose al bravo coreografo c’era il fatto che Keanu Reeves era stato operato di recente alla spina dorsale, cosa che non gli permetteva di sferrare calci. Per questo motivo le coreografie dei combattimenti del film furono del tutto riviste e si decise di puntare principalmente sulle mosse con gli arti superiori.

Le coreografie dei combattimenti in Matrix 3Reeves aveva ripagato il coreografo allenandosi duramente, anche nei giorni di riposo. L’attore dedicava almeno sette ore al giorno al kung fu. A fine allenamenti Keanu doveva addirittura immergersi in una vasca piena di ghiaccio per poter alleviare i dolori al corpo dovuti alle contusioni ricevute. La scena del combattimento tra Neo e l’agente Smith e i suoi cloni è stata una delle più difficili ed ha richiesto ben 27 giorni di riprese, c’erano più movimenti e mosse in quella scena che in tutto il resto della pellicola. Keanu Reeves ha dovuto imparare 500 movimenti diversi che doveva utilizzare per combattere i 100 agenti Smith.

Tra i tanti stili di combattimenti che Neo apprende dal programma che gli viene caricato nella mente c’è anche la “Drunken Boxing”, ovvero lo stile dell’ubriaco. Lo stesso modo di combattere usato dal personaggio interpretato da Jackie Chan nel film Drunken Master (1978), diretto proprio da Yuen Woo-ping. Ora capite perchè abbiamo dedicato alcune righe alle coreografie dei combattimenti in Matrix

Luca Miglietta

Le coreografie dei combattimenti in Matrix 4