Marco Giallini si racconta

Marco Giallini si racconta

Marco Giallini si racconta, mentre ieri è andata in onda la prima puntata di Rocco Schiavone

Marco Giallini si raccontaMarco Giallini si racconta al Giffoni Film Festival nell’incontro con i ragazzi. La conferenza dello scorso luglio è stata molto interessante perchè ha permesso di conoscre molti aneddoti sull’attore italiano. Intanto ieri sera è ritornato in tv Rocco Schiavone su Rai 2, il vicequestore romano trapiantato ad Aosta, protagonista dell’omonima fiction ispirata ai gialli di Antonio Manzini.

Due anni fa Rocco Schiavone ha letteralmente conquistato il pubblico televisivo italiano, arrivando a toccare il 15% di share e quasi 3.800.000 telespettatori su Rai2, per non parlare delle repliche su Raiplay. Un successo che la tv di Stato spera di riottenere quest’anno con i nuovi 4 episodi. E’ anche appena uscito il nuovo romanzo (il settimo) dello scrittore romano Antonio Manzini con al centro il vice questore, intitolato Fate il vostro gioco ed edito da Sellerio.

Marco Giallini aveva iniziato parlando ai ragazzi del grande successo di Perfetti sconosciuti, film di due anni fa diretto da Paolo Genovese, con protagonisti accanto all’attore: Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher e Kasia Smutniak.

Non avrei mai creduto che avrebbe avuto questo successo mondiale – ha spiegato – sul set pensavamo di fare un film d’autore e pensavamo lo sarebbe stato anche negli incassi. Ora invece per questo film mi riconoscono dovunque, anche in Cina, è stranissimo. Ci saranno tanti remake, quello americano lo produrranno credo De Niro e DiCaprio. E Genovese mi ha raccontato che DiCaprio gli ha detto che non reciterà nel film, ma se alla fine decidesse di farlo, interpreterebbe Rocco (il personaggio di Giallini, ndr).. sono soddisfazioni.

E dei ruoli che sogna di fare in futuro ha detto:

Mi sarebbe piaciuto fare un supereroe come l’Uomo ragno o Robin Hood, ma quelli vecchio stile come Sean Connery. Oppure amerei interpretare un personaggio di altre epoche, del Medioevo, o del ‘700. Adoro film come Amadeus o I duellanti.

Marco Giallini dice anche la sua su web e i social che hanno fatto tanto discutere negli ultimi anni

Stiamo vivendo un processo che non so se sia giusto o sbagliato, ma è sicuramente inarrestabile. I social non sono usati bene, perché sono anche in mano a emeriti coglioni. E c’è chi usa il web per spargere violenza. Poter guardare video come quelli dei tagliagole, non è democrazia, è fascismo. Io non li uso, a parte un po’ What’s app.

Marco Giallini si racconta e volte che non dica nulla sull’essere padre, visto che i due figli erano presenti in sala? ecco cosa pensa:

E’ bellissimo avere per casa ragazzini che ti rubano soldi tutto il tempo Io ho due maschi, se con mia moglie avessi fatto una femmina, penso che oggi non sarei qui, sarei in carcere, perché non sarei stato molto pacato con i ragazzi che sarebbero venuti a cercarla. Sono un tipo gelosissimo’

Marco Giallini è da alcuni anni molto amico di Francesco de Gregori ed ha voluto anche parlare della loro amicizia.

Avevo fatto, citandolo, con Laura Morante e Giorgio Tirabassi uno sketch in Boris, poi invece l’ho conosciuto, ho capito che era un genio e siamo diventati amici. Siamo nati lo stesso giorno, il quattro aprile, anche se con qualche anno di differenza. E il tre aprile è nato Marlon Brando, l’ho mancato di poco.

Ma qual è il rapporto tra Marco Giallini ed il metodo Stanislavskied? Ce lo racconta lo scrittore citando un episodio della sua vita.

Per quanto mi riguarda, Stanislavski, con il suo metodo poteva andare a raccogliere la cicoria. A parte gli scherzi, ho provato a leggerlo, ma non rispecchia il modo in cui lavoro io, sono più immediato. Anche nella mia scuola di recitazione veniva insegnato, una mia insegnante ad esempio mi chiedeva di fare il fuoco e io che venivo da ore di lavoro come imbianchino rispondevo che non era roba per me. Mi è capitato di essere in film con attori che invece lo seguivano . Una volta il cointerprete di un film, un attore bravissimo, aveva deciso di non parlarmi per un mese perché sennò non avrebbe potuto esprimere odio verso il mio personaggio in una delle scene. Io la mattina delle riprese gli ho dato una capocciata e la scena è venuta benissimo. Poi gli ho detto, ‘hai visto, non c’era bisogno che non mi parlassi per un mese.

L.M.

Keira Knightley vieta classici Disney

Keira Knightley vieta classici Disney

Keira Knightley vieta classici Disney come La Sirenetta a sua figlia

Keira Knightley vieta classici Disney come La Sirenetta a sua figliaKeira Knightley vieta classici Disney alla figlia di tre anni per evitare che riceva alcuni insegnamenti che lei ritiene sbagliati dalle storie raccontate sullo schermo. La star de La maledizione della prima luna e dell’ultimo film che uscirà fra poco Lo schiaccianoci e i quattro regni ha espresso il suo punto di vista:

Cenerentola è vietata. Perché aspetta che arrivi un uomo ricco per salvarla. Non fatelo! Salvatevi da sole! Ovviamente!. Poi c’è questo che mi ha un po’ infastidita perché mi piace davvero il film, ma anche La sirenetta è vietato. Voglio dire, le canzoni sono grandiose, ma non rinunciate alla voce per un uomo. Ma il problema con La Sirenetta è che amo La Sirenetta, è un po’ insidioso, ma manterrò la mia posizione.

La Knightley ha invece approvato Alla ricerca di Nemo e il sequel Alla ricerca di Dory, oltre a Frozen – Il regno di ghiaccio e Oceania.

Keira Knightley vieta classici Disney come La Sirenetta a sua figliaKeira Knightley vieta classici Disney alla figlia di tre anni e presenta il nuovo film Lo schiaccianoci e i quattro regni

Lo schiaccianoci e i quattro regni (The Nutcracker and the Four Realms) è un film del 2018 diretto da Lasse Hallström e Joe Johnston con protagonisti Keira Knightley, Mackenzie Foy, Helen Mirren e Morgan Freeman. La pellicola è ispirata al celebre classico di E.T.A. Hoffmann e verrà distribuito nei cinema italiani nel mese di novembre.

La protagonista del film è l’attrice Mackenzie Foy nel ruolo di Clara, una ragazza che vuole rientrare in possesso di una chiave che potrà farle scoprire un prezioso dono che le ha lasciato la madre. L’oggetto è però sparito in un mondo misterioso e parallelo dove Clara incontra un soldato chiamato Phillip (Jayden Fowora-Knight), un gruppo di topi e le reggenti che si occupano di tre reami: dei fiocchi di neve, dei fiori e dei dolci. Clara e Phillip devono quindi trovare il coraggio di avventurarsi nel quarto regno, dove domina la tiranna Madre Zenzero (Helen Mirren), nella speranza di recuperare la chiave di Clara e riportare l’armonia in questo mondo instabile.

L.M.

Joe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin

Joe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin

Quando Joe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin, aveva anche adottato degli espedienti per creare un vero sentimento di paura nel piccolo attore di Mamma ho perso l’aereo

Joe Pesci morse un dito a Macaulay CulkinJoe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin sul set di Mamma ho perso l’aereo. Per creare un sentimento di autentica paura in Macaulay Culkin, l’attore ha evitato di incontrarlo e familiarizzare con lui sul set. Joe Pesci si è però lasciato forse sfuggire la mano nella scena in cui appende il bambino a un attaccapanni e dice la battuta “gli strapperò a morsi questi ditini: uno alla volta!”. In questo frangente infatti l’attore, in un impeto di immedesimazione per rendere davvero realistica la scena, ha realmente morsicato un dito a Culkin, facendolo sanguinare.

Joe Pesci spesso dimenticava di star recitando in una commedia per famiglie e imprecava spesso sul set, ripetendo in continuazione la parola fuck. Il regista gli consigliò di sostituire quella parola con “frigde”, che in inglese significa frigo.

Joe Pesci morse un dito a Macaulay CulkinJoe Pesci morse un dito a Macaulay Culkin per essere più realistico in una scena

Non si tratta del primo attore che ha tentato di essere più realistico possibile in una pellicola, pensate a Robert De Niro che per prepararsi al ruolo di Jake LaMotta in Toro scatenato si è allenato duramente, ha partecipato a tre incontri di boxe e ne vinti due. Come se non bastasse Bob De Niro è ingrassato addirittura di 30 chili per interpretare Jake e questo aumento di peso gli causò anche dei problemi di salute. Christian Bale invece è dimagrito 27 chili per recitare in L’Uomo senza Sonno. Vincent D’Onofrio è ingrassato di 35 chili per il ruolo di Palla di Lardo in Full Metal Jacket.

Joe Pesci morse un dito a Macaulay CulkinMamma ho perso l’aereo (Home Alone) è un film del 1990 scritto e prodotto da John Hughes e diretto da Chris Columbus che racconta le avvenure del piccolo Kevin McCallister alle prese con i due ladri Harry Lime (Joe Pesci) e Marv Merchants (Daniel Stern). I due attori erano amici molto prima di recitare insieme nel film, avevano lavorato già insieme nel 1982 in I’m dancing as fast as I can di Jack Hofsiss e con Jill Clayburgh. Sul set della pellicola i due divennero amici e forse proprio per questo hanno tra di loro una chimica che funziona in Mamma, ho perso l’aereo.

L’idea del film venne a John Hughes durante uno dei viaggi con la famiglia in Europa nel 1989, aveva infatti pensato: “E se uno dei bambini fosse rimasto a casa accidentalmente?”. Due settimane dopo scrisse la sceneggiatura. Non è solo un luogo comune dire che viaggiare schiarisce le idee.

Luca Miglietta

Ridere piangendo

Ridere piangendo

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza è la poesia a cui pare si sia ispirato Alan Moore per scrivere il testo di una barzelletta raccontata da Rorschach nelle pagine del fumetto Watchmen e nell’omonimo film di Zack Snyder.

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen Ridere piangendo di Juan de Dios Peza:

Ammirando Garrick, attor d’Inghilterra,
la gente al applaudirlo gli dicea:
«Sei il più bello della terra
e il più felice…»
E il comico ridea.

I gran lord che di spleen si tormentavan
nelle loro più grevi e oscur nottate,
a veder il re degli attori se n’andavan,
per barattar lo spleen colle risate.

Una volta, da un gran medico,
un tal si presentò collo sguardo squallido:
«Soffro – gli disse – d’un mal tan terrifico
come questo volto mio così pallido.

«Nulla più m’incanta o mi sta attraendo;
non penso al buon nome né alla mia sorte,
in un eterno spleen, da vivo sto già morendo,
e la mia unica speranza sta nella morte».

«Viaggi e si distragga.»
«Ho viaggiato tanto!»
«Si dia alle letture.»
«Ho letto tanto!»
«Ami una donna.»
«Sì son amato!»
«Acquisti un titolo.»
«Già nobile son nato!»

«Sarà forse povero?»
«Ho fortuna.»
«Le gustassero le lusinghe
«Ne ascolto tante!»
«Qual è la sua famiglia?»
«Le mie tristezze.»
«Visita il camposanto?»
«Tanto… tanto…»

«La vostra vita nutre di pubblica ammirazione?»
«Sì, ma non mi faccio metter in soggezione;
sol pei morti ho vera affezione;
che i vivi son la mia tribolazione.»

«Il vostro mal mi causa tentennamento
– aggiunse il medico – ma senza paura
segua questo mio suggerimento:
ammirar Garrick sarà la sua cura.»

«Garrick?»
«Sì, Garrick… la più triste
e austera società lo cerca ansiosa;
chi lo vede si spancia in risate mai viste:
c’ha il dono d’una grazia artistica meravigliosa.»

«E farà ridere anche me?»
«Ah! Sì, ve lo giuro
egli, e nulla più, ma… perché ancor afflizione?»
«Così – dice il paziente – di certo non mi curo
Garrick son io!… Dottor, mi cambi prescrizione.»

Quanti ce ne sono che stanchi di vivere
morti di noia, malati di depressione,
come l’attor suicida gli altri fan ridere,
senza mai, pel suo stesso mal, trovar soluzione!

Ahi! Quante volte ridere è un piangere ancora!
Nessuno confidi dell’allegria nel riso,
perché negli esseri che il dolor divora,
l’anima soffre mentre ride il viso!

Se muore la fede, se fugge la calma,
se solo mestizia nel cammino è incontrata,
sale su al volto la tempesta dell’alma,
e scoppia in un lampo triste: la risata.

Il carneval del mondo inganna tanto,
che le nostre vite son brevi mascherate;
qui apprendiamo a rider col pianto,
e a piangere pure colle risate.

Juan de Diós Peza, Ridere piangendo (1852 -1911) Traduzione di Rodolfo de Matteis

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen 2Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen in ligua originale

Viendo a Garrik —actor de la Inglaterra—
el pueblo al aplaudirle le decía:
«Eres el mas gracioso de la tierra
y el más feliz…»
Y el cómico reía.

Víctimas del spleen, los altos lores,
en sus noches más negras y pesadas,
iban a ver al rey de los actores
y cambiaban su spleen en carcajadas.

Una vez, ante un médico famoso,
llegóse un hombre de mirar sombrío:
«Sufro —le dijo—, un mal tan espantoso
como esta palidez del rostro mío.

»Nada me causa encanto ni atractivo;
no me importan mi nombre ni mi suerte
en un eterno spleen muriendo vivo,
y es mi única ilusión, la de la muerte».

—Viajad y os distraeréis.
— ¡Tanto he viajado!
—Las lecturas buscad.
—¡Tanto he leído!
—Que os ame una mujer.
—¡Si soy amado!
—¡Un título adquirid!
—¡Noble he nacido!

—¿Pobre seréis quizá?
—Tengo riquezas
—¿De lisonjas gustáis?
—¡Tantas escucho!
—¿Que tenéis de familia?
—Mis tristezas
—¿Vais a los cementerios?
—Mucho… mucho…

—¿De vuestra vida actual, tenéis testigos?
—Sí, mas no dejo que me impongan yugos;
yo les llamo a los muertos mis amigos;
y les llamo a los vivos mis verdugos.

—Me deja —agrega el médico— perplejo
vuestro mal y no debo acobardaros;
Tomad hoy por receta este consejo:
sólo viendo a Garrik, podréis curaros.

—¿A Garrik?
—Sí, a Garrik… La más remisa
y austera sociedad le busca ansiosa;
todo aquél que lo ve, muere de risa:
tiene una gracia artística asombrosa.

—¿Y a mí, me hará reír?
—¡Ah!, sí, os lo juro,
él sí y nadie más que él; mas… ¿qué os inquieta?
—Así —dijo el enfermo— no me curo;
¡Yo soy Garrik!… Cambiadme la receta.

¡Cuántos hay que, cansados de la vida,
enfermos de pesar, muertos de tedio,
hacen reír como el actor suicida,
sin encontrar para su mal remedio!

¡Ay! ¡Cuántas veces al reír se llora!
¡Nadie en lo alegre de la risa fíe,
porque en los seres que el dolor devora,
el alma gime cuando el rostro ríe!

Si se muere la fe, si huye la calma,
si sólo abrojos nuestra planta pisa,
lanza a la faz la tempestad del alma,
un relámpago triste: la sonrisa.

El carnaval del mundo engaña tanto,
que las vidas son breves mascaradas;
aquí aprendemos a reír con llanto
y también a llorar con carcajadas.

L.M.

Ridere piangendo di Juan de Dios Peza liberamente citata in Watchmen 3

Barzelletta di Rorschach

Barzelletta di Rorschach

La barzelletta di Rorschach in Watchmen

 Barzelletta di RorschachBarzelletta di RorschachHo sentito una barzelletta… Un uomo va dal dottore, gli dice che è depresso, che la vita gli sembra dura e crudele, gli dice che si sente solo in un mondo minaccioso… Il dottore dice: «La cura è semplice, il grande clown, Pagliacci, è in città! Lo vada a vedere, la dovrebbe tirar su!». L’uomo scoppia in lacrime: «Ma dottore… Pagliacci sono io!». Buona questa. Tutti ridono. Rullo di tamburi. Sipario.

Rorschach, il cui vero nome è Walter Joseph Kovacs, è uno dei protagonisti del fumetto Watchmen scritto da Alan Moore. Si tratta di un giustiziere mascherato violento e solitario che si copre il volto con una maschera raffigurante le famose macchie del test Rorschach. Prende spunto da Question della DC Comics e Mr. A della Charlton Comics

 Barzelletta di RorschachLa barzelletta di Rorschach in lingua originale

I heard a joke once. Man goes to doctor, says he’s depressed. Life seems harsh and cruel. Says he feels all alone in a threatening world. Doctor says “Treatment is simple. The great clown, Pagliacci, is in town. Go see him. That should pick you up”. Man bursts into tears. “But doctor”, he says, “I am Pagliacci.” Good joke. Everybody laugh. Roll on snare drum. Curtains.

Pare che Alan Moore si sia ispirato alla poesia di Juan de Dios Peza intitolata “Ridere piangendo per scrivere il testo della barzelletta raccontata da Rorschach nelle pagine del fumetto Watchmen e nell’omonimo film di Zack Snyder.

Barzelletta di RorschachLa barzelletta veniva introdotta in questo modo da Rorschach:

Edward Blake… “Il Comico”… Nato nel 1918. Sepolto sotto la pioggia, assassinato. È questo quello che ci tocca? Non abbiamo tempo per gli amici, solo i nostri nemici ci lasciano rose. Vite violente che finiscono violentemente, Blake l’aveva capito: gli uomini sono selvaggi per natura, non serve a niente coprirla di zucchero, per mascherarla. Blake aveva visto il vero volto della società e aveva scelto di diventarne una parodia, una barzelletta.

Edward Blake, The Comedian, born 1918, buried in the rain. Murdered. Is that what happens to us? No time for friends? Only our enemies leave roses. Violent lives ending violently. Blake understood. Humans are savage in nature. No matter how much you try to dress it up, to disguise it. Blake saw society’s true face. Chose to be a parody of it, a joke.

L.M.

Julia Roberts è ferita

Julia Roberts è ferita

Julia Roberts è ferita: “Sono ferita delle critiche della gente sul mio aspetto”

 Julia Roberts è feritaJulia Roberts è ferita. L’attrice, classe 1967, compirà 51 anni il prossimo 28 ottobre, ma continua ad essere una donna affascinante e sexy nonostante l’età. Julia Roberts ha ricevuto una pioggia di critiche dopo che qualche mese fa la nipote Emma Roberts ha pubblicato su Instagram una foto che le ritraeva assieme in un momento felice e privato mentre giocavano a carte.

Si tratta di uno scatto che raffigura un momento di normale vita quotidiana, durante il quale Julia Roberts, trovandosi a trascorrere tempo in famiglia, indossa un camicione bianco, occhiali da vista e sul suo viso non vi è  traccia di make-up. Un’immagine molto bella che rappresenta Julia Roberts in maniera naturale ed autentica con la nipote attrice.

Stiamo parlando di critiche esagerate e cattive, che riguardano il suo aspetto fisico e che l’hanno molto rattristata. Julia Roberts è ferita da cotanta brutalità e mancanza di buone maniere, ha ricevuto commenti del tipo: “sei orribile”, “come sta invecchiando male”, “sembri un uomo”.

Julia Roberts è ferita, dopo che la nipote Emma ha pubblicato una foto che le ritraeva assieme sono piovuti dei commenti negativi sui social sulla diva cinquantenne

Qualche giorno fa Julia Roberts, intervistata da Oprah Winfrey è tornata sull’argomento e ha mostrato tutto il suo disappunto per l’accaduto.

Il numero di persone che si sono sentite autorizzate a fare commenti su come apparissi, su come non stessi invecchiando bene, su quanto sembrassi un uomo, mi ha sconvolta e sorpresa per come mi ha fatto sentire, Sono una donna di cinquant’anni e so chi sono, ma i miei sentimenti possono ancora essere feriti.

 

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Card games with Aunt Julia ❤️ @juliaroberts

Un post condiviso da Emma Roberts (@emmaroberts) in data:

L’attrice, nell’intervista di Oprah Winfrey, che è stata pubblicata sulla rivista statunitense di moda Harper’s Bazaar, ha continuato:

nessuno ha notato la dolcezza e la naturalezza di quella foto. Ho rappresentato me stessa non i volti che ho interpretato. E se fossi stata una quindicenne? Le critiche ricevute mi hanno permesso di guardare oltre, di scoprire una realtà che fino a qualche tempo fa ignoravo del tutto. Per capire i meccanismi dei social, bisogna provare le sensazioni sulla propria pelle. Sono sicura però che questo è solo un aspetto della realtà.

L’attrice è prossima a debuttare nella serie tv di Amazon Prime Video intitolata Homecoming.

Julia Roberts è ferita ma può comunque sorridere, perchè, accanto agli haters che popolano internet, ci son anche molte persone normali come quelle che hanno commentato la foto apprezzando l’autenticità dello scatto e prendendo le sue difese. Come chi ha scritto: “Julia non ti preoccupare degli haters. Sei bellissima”.

L.M.

 Julia Roberts è ferita

South Park vuole cancellare i Simpson

South Park vuole cancellare i Simpson

South Park vuole cancellare i Simpson e lancia provocatoriamente lʼhashtag #cancelthesimpsons

South Park vuole cancellare i SimpsonSouth Park vuole cancellare i Simpson, ma si tratta di una burla. Anche i Simpson sono finiti nel mirino di South Park, null’ultima puntata: la serie animata ha infatti lanciato una frecciatina ai colleghi gialli di Springfield.

I Simpson sono stati accusati negli ultimi anni di razzismo per la versione troppo stereotipata del personaggio indiano di Apu Nahasapeemapetilon. Nella terza puntata della ventiduesima stagione di South Park Mr Hankey viene esiliato in un posto “che accetta le persone razziste e orribili come lui” e viene accolto proprio dai Simpson.

L’episodio si conclude poi con l’hashtag #cancelthesimpsons. A quanto pare, però, l’accusa non era rivolta alla serie animata ma a chi la definisce razzista. Al Jean, uno dei creatori dei Simpson, ha infatti chiarito la questione a The Hollywood Reporter:

In realtà South Park è dalla nostra parte e l’episodio in questione è una critica aperta alle accuse che abbiamo ricevuto precedentemente. Io stesso ho risposto su twitter con l’ hashtag #pleasedontcancelsouthpark.

South Park vuole cancellare i SimpsonSouth Park vuole cancellare i Simpson con un hastag, ma in realtà è un modo per dare il loro sostegno alla serie animata

La polemica su Apu si era accentuata dopo che il comico Hari Kondabolu ha realizzato il documentario The Problem With Apu in cui sottolineava come la serie proponesse degli stereotipi razziali attraverso il personaggio doppiato da Hank Azaria. Il documentario ha scatenato tanto scalpore che Hank Azaria ha successivamente dichiarato di essere disposto a dire addio ad Apu o di rimanere a bordo dello show se gli autori decidessero di modificarlo in qualche modo, ma per ora gli sceneggiatori non hanno ancora ad oggi annunciato le possibili decisioni.

Lo show di Comedy Central suggerendo di cancellare la storia della famiglia di Springfield dal palinsesto televisivo ha voluto dimostrare il suo sostegno verso la serie avversaria e la ridicolaggine della polemica su Apu. Un bel gesto davvero da parte di South Park.

L.M.

La natura dell’uomo

La natura dell’uomo

La natura dell’uomo, un signore anziano in Waking Life

La natura dell'uomo, un signore anziano in Waking LifeLa natura dell’uomo in Waking Life. Si tratta di un film d’animazione del 2001, diretto da Richard Linklater. L’intero film è stato girato in rotoscope usando un video digitale su cui successivamente una squadra di artisti con il computer ha disegnato linee stilizzate e colori per ogni fotogramma.

La natura dell’uomo. Ci sono due tipi di sofferenti a questo mondo: quelli che soffrono per una carenza di vita e quelli che soffrono per una sovrabbondanza di vita. Io mi sono sempre ritrovato nella seconda categoria. Se ci pensi un attimo, quasi tutti i comportamenti dell’uomo e le sue attività in sostanza non sono diverse da quelle degli animali. Le più avanzate tecnologie e la nostra abilità artigiana ci portano al livello dei super-scimpanzé, non di più. In realtà la differenza fra, diciamo, Platone e Nietzsche e l’uomo medio, è maggiore di quella che esiste fra lo scimpanzé e l’uomo medio. Il regno del vero spirito, del vero artista, del santo, del filosofo, sono in pochi a raggiungerlo. Perché così pochi? Perché la storia del mondo e l’evoluzione non sono esempi di progresso ma piuttosto un’infinita e futile addizione di zeri? Non si sono sviluppati i valori più importanti. Diamine, i Greci 3000 anni fa non erano certo meno progrediti di noi. Allora quali sono le barriere che impediscono all’essere umano di arrivare per lo meno vicino al suo vero potenziale? La risposta a questa domanda la si può trovare in un’altra domanda. Qual è la caratteristica umana più universale? La paura. O la pigrizia.

La natura dell'uomo, un signore anziano in Waking LifeLa natura dell’uomo, l’ultima parte del raginamento, la più bella, in lingua originale

What are these barriers that keep people from reaching anywhere near their real potential? The answer to that can be found in another question and that’s this: Which is the most universal human characteristic: fear, or laziness?.

L.M.

Better Call Saul vicina alla conclusione

Better Call Saul vicina alla conclusione

Better Call Saul vicina alla conclusione, il finale della quarta stagione di Better Call Saul ha quasi concluso la trasformazione di Jimmy McGill in Saul Goodman

Better Call Saul vicina alla conclusioneBetter Call Saul vicina alla conclusione. Queste quattro stagioni ci hanno fatto fare moltissime ipotesi su come Jimmy McGill si sarebbe trasformato nell’amorale Saul Goodman. Dopo aver visto la puntata (4×10) che conclude la quarta stagione gli sceneggiatori ci hanno quasi dato completamente la risposta.

Alla fine  di questo episodio infatti Jimmy rivela di voler usare di nuovo la sua licenza da avvocato ma non con il suo vero nome perchè ha intenzione di cambiarlo. E’ prevedibile quale possa essere. Per riottenere la licenza ha ingannando la commissione, ma quel che è ben più grave è arrivando addirittura a mentire a Kim Wexler, la donna che lo ha sempre sostenuto nel bene e nel male.

Peter Gould co-creatore assieme a Vince Gilligan ha rivelato a The Hollywood Reporter che la serie è ormai quasi alle battute finali:

la serie è conclusa e, nel bene o nel male, raccontiamo una storia con un inizio, uno sviluppo e una conclusione. Sembra davvero che siamo molto più vicini alla fine che all’inizio. Non so quante stagioni avremo ancora per certo e ovviamente ciò dipende da quanto ancora abbiamo da raccontare. Contiamo molto sui nostri fan che ci permettono di andare avanti e staremo a vedere. Prima che la quinta stagione sia finita, credo avremo una chiara idea di quanto ancora potremo proseguire. Gould ha anche ammesso che è già avvenuta una discussione in merito al futuro della serie. La AMC e la Sony hanno supportato il progetto, ma come ricordato dal co-creatore tutto dipenderà da quanta storia c’è ancora da raccontare. Stando a quanto dichiarato da Peter Gould Better Call Saul è quindi molto vicino alla sua conclusione. Si sta avvicinando al punto di arrivo e ciò è stato dimostrato anche dalle ultime parole pronunciate da Saul nel finale di stagione: It’s all good, man!

Better Call Saul vicina alla conclusioneBetter Call Saul vicina alla conclusione, probabilmente si concluderà con la quinta stagione come Breaking Bad

La battuta finale di Jimmy, “It’s All Good, Man” è il definitivo salto verso Saul Goodman, il segnale di una trasformazione che sarà oggetto della prossima quinta stagione, già confermata da AMC e Sony.

I produttori della serie hanno inoltre precisato in più di un’occasione che Better Call Saul non avrà vita più lunga della serie madre: dal momento che Breaking Bad è composto da sole cinque stagioni è quindi probabile che quello sarà il limite massimo anche per il suo prequel.

Questo finale ci fa ancora comprendere di più perchè Guillermo Del Toro preferisca Better Call Saul a Breaking Bad.

L.M.

 

Kit Harington rischiò di morire da bambino

Kit Harington rischiò di morire da bambino

Kit Harington rischiò di morire da bambino, ha raccontato a Metro.co.uk: “Per pochi secondi non sono morto”

Kit Harington rischiò di morire da bambinoKit Harington rischiò di morire da bambino. Tutti stanno aspettando l’ottava e ultima stagione di Game of Thrones attendendo con ansia di scoprire come si comporteranno Jon Snow e Daenerys Targaryen. Chi conquisterà Il trono di Spade? Gli estranei chi li fermerà? Una lotta finale che si preannuncia ricca di colpi di scena.

In attesa di scoprire la data della premiere dell’ottava e ultima stagione di Game of Thrones, di cui abbiamo fatto solo delle ipotesi in precedenti articoli, Kit Harington ha raccontato qualche aneddoto del suo passato a Metro.co.uk:

Una volta sono quasi annegato in una piscina quando avevo quattro anni. Ero a pochi secondi dalla morte, a quanto pare.

Ma si tratta dell’unico incontro ravvicinato con la morte per l’attore protagonista dello show della HBO, perchè aveva raccontate al The Sun che durante le riprese di Spooks finì contro un muro:

Non dovevo attraversare quel muro, è stato un errore, ha funzionato brillantemente per il film ma ha fatto un male dell’inferno. Se rallenti la sequenza mi vedi perdere conoscenza per un secondo.

Kit Harington rischiò di morire da bambinoKit Harington rischiò di morire da bambino, così racconta alla stampa, ma non si lascia sfuggire nulla sul finale di Game of Thrones

Tutti però si aspettavano qualche rivelazione sulla prossima stagione di Game of Thrones, ma l’attore non ha detto nulla così come ha fatto la maggior parte del cast. Peter Dinklage, l’interprete del nano Tyrion Lannister, divenuto Primo Cavaliere di Daenerys Targaryen ha dichiarato ad esempio:

Nel mondo televisivo non ci sono scrittori migliori di Dan Weiss e David Benioff. Hanno concluso la serie splendidamente, meglio di come avrei mai potuto immaginare. La storia del mio personaggio si conclude magnificamente, che sia tragica o meno.

Sophie Turner l’interprete dell’affascinate Sansa Stark ha raccontato che molti fan dello show saranno soddisfatti, ma anche che molti ne rimarranno delusi.

Nikolaj Coster-Waldau, l’interprete di Jaime Lannister ha elogiando il finale ed espresso la sua gratitudine per l’opportunità che gli è stata data di interpretare il personaggio:

Ho scritto agli sceneggiatori quando ho finito di leggere e ho detto ‘non penso che avreste potuto fare un lavoro migliore per finire questa storia’. Per me è stato molto soddisfacente ma anche molto sorprendente.

Harington è particolarmente grato a Game of Thrones non solo perchè gli ha permesso di diventare famoso, ma anche perchè gli ha fatto trovare l’amore conoscendo sul set Rose Leslie (Ygritte), l’attrice che ha sposato pochi mesi fa.

L.M.

Kit Harington rischiò di morire da bambino