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Morto Rutger Hauer

E’ morto Rutger Hauer

E’ morto Rutger Hauer, il replicante di Blade Runner scompare a 75 anni. Una lunghissima carriera con più di 170 pellicole

E' morto Rutger Hauer
E’ morto Rutger Hauer a soli 75 anni, oggi è un giorno molto triste per il mondo del cinema. L’attore olandese divenne popolare in tutto il mondo per il suo ruolo in Blade Runner di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford. La conferma viene dall’agente Steve Kenis che a Variety ha detto che l’attore è morto il 19 luglio nella sua casa in Olanda e il funerale si è svolto oggi lontano da occhi indiscreti.

Sorge spontaneo pensare al monologo di Roy Batty, il personaggio che interpretava in Blade Runner, entrato nella storia del cinema:

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire

E' morto Rutger Hauer 2
Tra i primi a ricordare Rutger Hauer è stato il regista Guillermo del Toro in un Tweet, poi lo hanno seguito moltissime altre personalità legate al mondo del cinema e semplici fan

RIP the great Rutger Hauer: an intense, deep, genuine and magnetic actor that brought truth, power and beauty to his films. My personal favorites: Flesh + Blood, Eureka, The Hitcher, Blade Runner, Ladyhawke and Blind Fury. pic.twitter.com/1F2Via3mLY — Guillermo del Toro (@RealGDT) July 24, 2019

 Rutger Hauer è morto
Tra i film che lo hanno visto protagonista anche I falchi della notte (Nighthawks) del 1981, al fianco di Sylvester Stallone, Ladyhawke (1985) di Richard Donner accanto a Michelle Pfeiffer, The Hitcher – La lunga strada della paura (1986) diretto da Robert Harmon e La leggenda del santo bevitore (1989) di Ermanno Olmi.

L.M.

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar

L’auto elettrica deve far rumore per motivi di sicurezza, così Bmw ingaggia il compositore di Interstellar. Hans Zimmer dovrà creare i suoni delle future auto elettriche della casa tedesca

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar
Bmw ingaggia il compositore di Interstellar. L’auto elettrica ha un problema che le omologhe tradizionali non avevano: non produce rumore. Se da un lato ha il vantaggio di aver un pressoché nullo impatto acustico molto positivo nelle città caotiche e di avere emissioni che rasentano lo zero, dall’altro un’auto silenziosa può diventare pericolosa

Non emettendo praticamente alcun suono, tranne quello prodotto delle gomme sull’asfalto i pedoni potrebbero non accorgersi del sopraggiungere di un’auto elettrica. Il legislatore europeo ha così deciso di intervenire per evitare questo pericolo, obbligando i costruttori a dotarsi di un sistema denominato AVAS, dal primo luglio 2019. AVAS è l’acronimo di Audible Vehicle Alert System.

Questo nuovo sistema, montato a bordo di tutte le vetture, dovrà riprodurre un suono con una tonalità decisa e chiara di un’intensità di almeno 56 decibel, fino a 75 quando la velocità è di 20 km/h. In questo modo sarà garantita la sicurezza e l’incolumità dei pedoni e dei soggetti particolarmente a rischio come le persone con disabilità visiva.

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar e il gladiatore
La BMW, come altre case automobilistiche concorrenti, da molto tempo sono sensibili al problema della pericolosità di un’auto silenziosa

Da dieci anni circa la BMW sta lavorando ai “rumori” delle le sue future auto elettriche e la collaborazione con il compositore cinematografico hollywoodiano Hans Zimmer sarà decisiva a sviluppare il suono perfetto. Il compositore ha lavorato con Renzo Vitale, ingegnere acustico della casa automobilistica tedesca, per creare “drive sounds” e “sound signs”, ossia il “rombo” della future BMW.

Hans Zimmer ha spesso collaborato col regista Christopher Nolan realizzando le colonne sonore della trilogia de Il Cavaliere Oscuro, Interstellar, Dunkirk e Inception. Il compositore ha anche composto la colonna sonora di altre famosissime pellicole come Il gladiatore, L’ultimo samurai, I pirati dei Caraibi ed il cartone Il re leone.

Luca Miglietta

Avengers: Endgame più visto di sempre

Avengers: Endgame più visto di sempre

Avengers: Endgame più visto di sempre, dopo 10 anni scalza dalla vetta della classifica degli incassi Avatar, di James Cameron. Un successo annunciato, a trionfare è stata l’ottima strategia di marketing della Disney

Avengers: Endgame più visto di sempre
Avengers: Endgame
più visto di sempre: sono dovuti passare dieci anni ma alla fine, grazie anche all’ottima strategia di marketing della Disney il film ha raggiunto la vetta della classifica degli incassi. Avatar ha così perso la vetta della classifica del box office spodestato dal trono da Avengers: Endgame, che diventa così per la gioia dei produttori il film col più grande incasso di tutti i tempi.

Gli incassi di questo weekend infatti basteranno per scavalcare il totale di 2.7897 miliardi di dollari portati a casa dalla pellicola di fantascienza di James Cameron. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente della Marvel Kevin Feige durante il Comic-Con International: San Diego.

Incassi mostruosi per Avengers: Endgame del resto erano previsti da molti analisti, inoltre prima o poi Avatar era logico che cedesse il suo posto sul trono. Il prezzo dei biglietti ed aumentato e sempre più pellicole puntano al mercato cinese

Avengers: Endgame ha accumulato fin’ora 853 milioni di dollari al botteghino nazionale, diventando il secondo film di maggior incasso in Nord America dietro Star Wars: Il risveglio della forza, che aveva raggiunto 936 milioni di dollari.

Avengers: Endgame più visto di sempre
A livello internazionale, ha raccolto un importante cifra di 1,9 miliardi, in Cina ben 629 milioni, seguono il Regno Unito a 114 milioni, la Corea del Sud a 105 milioni, il Brasile a 85 milioni e il Messico con 77 milioni.

Il podio dei primi 5 film che hanno superato i 2 miliardi di dollari di incassi nella storia del cinema, senza tenere conto dell’inflazione, altrimenti nessuno batterebbe Via col vento, è ora così composto: Avengers: Endgame (2.78 miliardi), Avatar (2.78 miliardi), Titanic (2.187 miliardi), Star Wars: Il risveglio della forza (2.06 miliardi) e Avengers: Infinity War (2.04 miliardi).

Come ha fatto notare Forbes è la prima volta da 42 anni che il più grande incasso di tutti i tempi non è un film diretto da James Cameron, Steven Spielberg o George Lucas. Un motivo di orgoglio insomma per i registi di Avengers: Endgame Anthony e Joe Russo

Luca Miglietta

Annie su Tinder

Annie su Tinder

Annie su Tinder, divertente vignetta anonima postata su Facebook che ritrae la protagonista di Misery non deve morire sulla famosa app di incontri online

Annie su Tinder
Annie su Tinder. Su Facebook gira questa divertente vignetta anonima perchè non compare il suo creatore. Viene raffigurato il profilo sulla celebre app di incontri di Annie Wilkes interpretata da Kathy Bates nel film Misery non deve morire.

Perdonatemi il momento leggero, ma tutta la rete sta parlando della possibilità che Lady Gaga e Bradley Cooper ora vivano insieme. Meglio questa divertente immagine che gossip inutile, che c’entra poco col cinema, se non per il fatto che si tratta di due attori e che insieme hanno interpretato A Star Is Born. Film grazie al quale la cantante ha vinto pure l’Oscar cantando Shallow.

Utenti di Tinder, ora che lo sapete, state attenti quando mettete un like ad una persona, dietro può nascondersi un pericoloso psicopatico come Annie Wilkes. La donna in Misery non deve morire tortura il povero scrittore Paul Sheldon (James Caan). La pellicola è diretta da Rob Reiner ed è tratta dal romanzo Misery del maestro dell’horror Stephen King.

Non fermatevi alle foto, leggete anche la descrizione dell’immaginario utente Tinder. “I love romance novels and long intimate getaways. I promise I’ll have you weak at knees” (Adoro i romanzi d’amore e lunghe vacanze intime. Prometto che ti farò cadere ai miei piedi), chi ha visto il film capirà la frase, agli altri non voglio fare troppi spoiler. Ovviamente nel suo profilo c’è anche scritto infermiera alla ricerca di un impiego “nurse (looking for employment).

Se non avete ancora visto il film è ora di farlo è molto bello e inquietante, una pietra miliare del cinema che non si può perdere. La stessa cosa vale per il famosissimo romanzo da cui è tratta la pellicola.

L.M.

Tutti come Schwarzy

Tutti come Schwarzy

Tutti come Schwarzy, Dave Bautista sta per uscire sul grande schermo con una commedia in cui fa da babysitter a un bambino

Tutti come Schwarzy Dave Bautista
Tutti come Schwarzy, dopo tanti altri attori che hanno seguito le orme di Arnold Schwarzenegger, Dave Bautista sta per uscire nei cinema di tutto il mondo con una commedia in cui fa da babysitter a un bambino. L’ex wrestler statunitense in My Spy veste infatti i panni di JJ, un agente della CIA che è stato retrocesso e deve badare ad una bambina di 9 anni, di nome Sophie.

JJ deve in realtà sorvegliare in incognito la famiglia della bambina. Sophie scoprirà presto le telecamere nascoste nel suo appartamento e lo ricatterà affinché passi un po’ di tempo con lei e le insegni a diventare una spia perfetta.  Il film è diretto dal navigato Peter Segal.

Anche John Cena si è lanciato in questo genere di commedie

Il wrestler John Cena invece sta per uscire con una commedia in cui fa da babysitter a tre bambini in Playing With Fire. Si tratta di una commedia di Andy Fickman.

Come ben ricorderete il primo a fare questo genere di commedia era stato Arnold Schwarzenegger nel 1990  in Un poliziotto alle elementari di Ivan Reitman. In questa commedia al fianco di Penelope Ann Miller l’attore austriaco era un poliziotto sotto copertura che si fingeva maestro elementare.

In passato avevano fatto un ruolo simile a Schwarzy anche a Vin Diesel e The Rock. Insomma Arnold Schwarzenegger ha aperto un filone di successo in cui attori d’azione devono badare a bambini scalmanati.

Tutti come Schwarzy Arnold Schwarzenegger
My Spy
Genere: Commedia
Pese: USA
Anno: 2019
Regia: Peter Segal
Attori: Dave Bautista, Kristen Schaal, Ken Jeong, Parisa Fitz-Henley, Nicola Correia-Damude.

Playing With Fire
Genere: Commedia
Pese:
USA
Anno: 2019
Regia: Andy Fickman
Attori: Judy Greer, John Cena, Brianna Hildebrand, Keegan-Michael Key, John Leguizamo

Luca Miglietta

Credo che la coscienza umana…

Credo che la coscienza umana…

Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell’evoluzione… uno dei dialoghi più interessanti di True Detective

Credo che la coscienza umana true detective rust

Credo che la coscienza umana sia un tragico passo falso dell’evoluzione. Siamo troppo consapevoli di noi stessi. La natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa. Siamo creature che non dovrebbero esistere… per le leggi della natura….

Siamo delle cose che si affannano nell’illusione di avere una coscienza. Questo incremento della reattività e delle esperienze sensoriali è programmato per darci l’assicurazione che ognuno di noi è importante, quando invece siamo tutti insignificanti…

E io credo che la cosa più onorevole per la nostra specie sia rifiutare la programmazione, smetterla di riprodurci, procedere mano nella mano verso l’estinzione… un’ultima mezzanotte in cui fratelli e sorelle rinunciano ad un trattamento iniquo…

Io dico a me stesso che sono un testimone ma la risposta giusta è che sono stato programmato così e mi manca la disposizione al suicidio.

Ecco la traduzione delle parole di Rust Cohle nel celebre dialogo della iconica serie americana della HBO

I think human consciousness is a tragic misstep in evolution. We became too self-aware. Nature created an aspect of nature separate from itself. We are creatures that should not exist by natural law.

We are things that labor under the illusion of having a self, this accretion of sensory experience and feelings, programmed with total assurance that we are each somebody, when in fact everybody’s nobody.

I think the honorable thing for our species to do is to deny our programming. Stop reproducing. Walk hand in hand into extinction. One last midnight, brothers and sisters opting out of a raw deal.

I tell myself I bear witness, but the real answer is that it’s obviously my programming. And I lack the constitution for suicide.

Si tratta di frasi pronunciate dal detective Rust Cohle, interpretato da Matthew McConaughey in un celebre dialogo col collega Martin “Marty” Hart (Woody Harrelson). Ho volutamente omesso le brevi frasi con cui Marty risponde per rendere più semplice seguire il pensiero di Rust. Questo famoso dialogo lo potete trovare nel primo episodio della prima stagione di True Detective intitolato Capitolo uno: La lunga luminosa oscurità.

Luca Miglietta

Morgan Freeman cerca di salvare le api

Morgan Freeman cerca di salvare le api

Morgan Freeman cerca di salvare le api dall’estinzione trasformando il suo ranch del Mississippi in un santuario per le api

Morgan Freeman cerca di salvare le api
Morgan Freeman cerca di salvare le api. Negli ultimi decenni veleni, pesticidi, campi magnetici, mutazioni climatiche e diminuzione di suolo non urbanizzato, hanno causato una drastica diminuzione della popolazione mondiale di api. Un recente rapporto delle Nazioni Unite ha evidenziato che la loro scomparsa potrebbe avere effetti disastrosi per l’intera umanità. Negli Stati Uniti, gli scienziati e gli agricoltori hanno lanciato l’allarme: il numero di colonie di api attive per ettaro è diminuito del 90% dal 1962.

Morgan Freeman, famoso per aver interpretato Dio in Una settimana da Dio e per aver vinto l’Oscar al miglior attore non protagonista per Million dollar baby sta cercando di fermare la diminuzione della popolazione di api trasformando il suo ranch del Mississippi in un santuario per le api. L’attore si interessò per la prima volta all’apicoltura nel 2014 quando divenne il suo hobby. Da allora Morgan Freeman ha importato più di 26 alveari dall’Arkansas nel suo ranch di 124 acri nel Mississippi, che è diventato un paradiso per le api. Il suo ranch ha moltissimo trifoglio, magnolia e lavanda in fiore.

Morgan Freeman è entrato così a far parte del movimento globale a sostegno della conservazione delle api, e continua a sensibilizzare sul tema, spiegando alla gente quanto sia importante preservare le api. L’attore ha più volte osservato:

c’è bisogno di uno sforzo comune per riportare le api sulla Terra. Non capiamo che sono alla base, io credo, della crescita del pianeta.

Morgan Freeman cerca di salvare le api seven
Secondo Greenpeace infatti 70 colture alimentari su 100 sono impollinate dalle api, che quindi permettono il 90 per cento della nutrizione mondiale e per questo il fatto che il loro numero sia in calo è preoccupante.
Le api impollinano la maggior parte dei frutti e delle verdure che noi mangiamo e senza di loro gli esseri umani e moltissimi altri animali rischierebbero l’estinzione.

Insomma si deve invertire al più presto questa pericolosissima tendenza e fare di tutto per evitare l’estinzione delle api

Per evitare che le api si estinguano basterebbe mettere al bando i pesticidi nell’apicoltura e combattere i cambiamenti climatici. Negli USA si sta diffondendo l’installazione di un Bee Brick, ovvero una sorta di mattone bucato che funga da casa per le api da mettere in cortile o in giardino.

Si può, anche senza disporre di una tenuta di 50 ettari come Morgan Freeman, contribuire alla salvaguardia delle api coltivando piante e fiori che le attirino e le nutrano, ad esempio tulipani oppure rosmarino ed erba cipollina, molto utili anche per preparare piatti gustosi.

Luca Miglietta

Batman di Aronofsky

Batman di Aronofsky

Il Batman di Aronofsky, che non ha mai visto la luce, poteva essere un progetto molto interessante, peccato che la Warner non abbia considerato un’intuizione tanto bella quanto rischiosa

Batman di Aronofsky

Il Batman di Aronofsky. Il regista Darren Aronofsky nel 1999 propose alla Warner Bros., il progetto Batman: Year One, che prevedeva un Batman attempato interpretato da Clint Eastwood ed ambientato in una Gotham ricavata dalla reale Tokyo. Il franchise era reduce dall’insuccesso del pessimo Batman & Robin e la major non se la sentiva di rischiare.

Poi Darren Aronofsky non proseguì su questa linea facendo una proposta differente che prevedeva una storia delle origini di Batman completamente diversa: Bruce Wayne era presentato come un orfano cresciuto nell’autofficina di Big Al, sempre minacciato dal sottobosco criminale circostante. L’atmosfera doveva essere appunto più simile a quella di Taxi Driver che al classico cinecomic

Ecco cosa ha detto il regista due anni fa, quando la Warner Bros. ha adottato il suo stesso approccio per progetto su Joker.:

sapete, credo che finalmente… forse ci siamo. Ero 15 anni in anticipo sui tempi. Sento quello che dicono sul film col Joker ed è esattamente la mia visione. Dissi: gireremo nell’East Detroit e nell’East New York. Non ricostruiremo Gotham. Volevo che la Batmobile fosse una Lincoln Continental con due motori di bus montati sopra. […] Cercavamo di reinventare tutto per avvicinarci alla visceralità di Taxi Driver. L’idea generale era quella. Ma quelli in cima dissero: no, non può essere una Lincoln Continental, deve essere una Batmobile.

Resterà sempre la curiosità di vedere come sarebbe stato accolto un progetto simile da parte del pubblico e della critica

Una cosa è sicura, se Darren Aronofsky fosse riuscito a concretizzare il suo progetto su Batman, forse la trilogia di Christopher Nolan non avrebbe mai visto la luce.

Quando il progetto di Aronofsky è stato cancellato Christopher Nolan ha preso il controllo creativo della saga sul Cavaliere Oscuro. Darren Aronofsky ha in passato dichiarato che il suo film sarebbe stato molto più crudo di quello di Nolan:

credo che la versione di Nolan sia esattamente ciò che lo studio voleva. Il mio progetto era un po’ più crudo e coraggioso, andava in una direzione più estrema.

Se pensiamo che i film di Nolan sono stati ritenuti i cinecomic più cupi e coraggiosi mai visti sullo schermo, è facile immaginare che l’idea di Aronofsky fosse un po’ troppo estrema per la Warner Bros. e la DC Comics.

Luca Miglietta

Genealogia dei personaggi di Dark

Genealogia dei personaggi di Dark

Ecco un albero genealogico che può semplificarvi la vita e capire la genealogia dei personaggi di Dark, i molti intrecci della serie possono avervi confuso un po’ le idee

Genealogia dei personaggi di Dark

Genealogia dei personaggi di Dark. Dark è senza dubbio una delle serie più interessanti ed intriganti degli ultimi anni, ma allo stesso tempo è molto complicata da seguire, se non si sta bene attenti alla complessità della trama. La serie, di cui è appena uscita la seconda stagione in streaming su Netflix, racconta le intricate vicende fra passato, presente e futuro degli abitanti della città di Winden in Germania.

Dark presenta un complesso intreccio di personaggi nelle diverse epoche storiche in cui si svolge e questo rende necessario avvalersi dell’aiuto di un albero genealogico. Non andiamo avanti a spiegarvi il perchè dell’albero genealogico perchè altrimenti rischiamo di farvi degli spoiler. Un consiglio: cominciate ad usare l’albero genealogico dopo essere arrivati alla fine della prima serie come ripasso, altrimenti potreste rovinarvi parte della trama.

Genealogia dei personaggi di Dark albero genealogico

Famiglia Kahnwald

Michael Kahnwald (Sebastian Rudolph): che si suicida nel 2019.

Hannah Kahnwald (Maja Schöne): è la moglie di Michael e la madre di Jonas. Lavora come massaggiatrice. Il suo personaggio nel 1986 è interpretato da Ella Lee.

Jonas Kahnwald (Louis Hoffman):  figlio di Michael e Hannah, migliore amico di Bartosz Tiedemann. Il suo personaggio nel futuro (2052) è interpretato da Andreas Pietschmann.

Ines Kahnwald: è la nonna di Jonas ed è una infermiera in pensione. Il suo personaggio è interpretato da Angela Winkler nel 2019, da Anne Ratte-Polle nel 1986 e da Lena Urzendowsky nel 1953.

Famiglia Nielsen

Ulrich Nielsen: è un ufficiale di polizia di Winden con tre figli (Magnus, Martha e Mikkel). Il personaggio è interpretato da Oliver Masucci nel 2019 e da Ludger Bökelmann nel 1986.

Katharina Nielsen: moglie di Ulrich e madre dei suoi figli, che fa la preside della scuola di Winden. Nel 1986 il suo personaggio è interpretato da Nele Trebs, nel 2019 invece è interpretato da Jördis Triebel.

Magnus (Moritz Jahn): è il figlio teenager di Ulrich e Katharina

Martha (Lisa Vicari): figlia di Ulrich e Katharina e fidanzata di Bartosz. La ragazza però stava con Jonas prima che il ragazzo andasse in un ospedale psichiatrico dopo la morte del padre.

Mikkel (Daan Lennard): il figlio più piccolo di Ulrich e Katharina che scompare nel 2018. Si scoprirà poi essere il padre di Jonas.

Agnes Nielsen (Antje Traue): madre di Tronte e quindi nonna di Ulrich, la vediamo nel 1953.

Tronte Nielsen (Walter Kreye nel 2019): è il padre di Ulrich e di Mads, scomparso e ucciso nel 1986. Il suo personaggio è interpretato da Felix Kramer nel 1986.

Jana Nielsen (Tatja Seibt nel 2019): moglie di Tronte e madre di Ulrich e Mads. Nel 1986 il suo personaggio è interpretato da Anne Lebisnky.

Famiglia Doppler

Dr. Peter Doppler (Stephan Kampwirt): marito di Charlotte e psicologo di Jonas.

Charlotte Doppler (Karoline Eichhorn): capo della polizia di Winden, moglie di Peter, che viene tradita dal marito in più occasioni con un travestito. E’ interpretata da Stephanie Amarell nel 1986.

Franziska Doppler (Gina Stiebitz): è la figlia maggiore di Peter e Charlotte

Elisabeth Doppler (Carlotta von Falkenhayn): è la figlia minore di Peter e Charlotte. La bambina è sordomuta.

Helge Doppler (Hermann Beyer): è il padre di Peter e l’ex addetto alla centrale nucleare, nel 2019 soffre di demenza senile. Il suo personaggio è interpretato da Peter Schneider nel 1986 e da Tom Philip nel 1953.

Bernd Doppler (Michael Mendl nel 1986): nonno di Peter, fondatore della centrale nucleare di Winden. Il personaggio nel 1953 è interpretato da Anatole Tabuman.

Famiglia Tiedemann

Regina Tiedemann (Deborah Kaufmann): madre di Bartosz e responsabile dell’hotel di Winden. Il suo persongaggio nel 1986 è interpretato da Lydia Maria Makrides. Nel 1986 la giovane è vittima di un brutto scherzo da parte di Ulrich e Katharina, che la legano ad un albero nel bosco di notte. Verrà accusata di aver denunciato Ulrich alle autorità per le presunte molestie su Katharina, in realtà mai avvenute.  Chi aveva fatto la falsa denuncia era però Hannah, innamorata da sempre di Ulrich.

Aleksander Tiedemann (Peter Benedict): il suo vero nome è Boris Niewald ed ha un passato misterioso che cerca di nascondere in tutti i modi. Aleksander è il marito di Regina e il direttore della centrale nucleare nel 2019. Il suo ruolo nel 1986 è interpretato da Béla Gabor Lenz.

Bartosz Tiedemann (Paul Lux): figlio di Regina e Aleksander, migliore amico di Jonas Kahnwald, fidanzato di Martha Nielsen.

Claudia Tiedemann (Lisa Kreuzer nel 2019 e 2052): madre di Regina e nonna di Bartosz, interpretata da Julika Jenkins nel 1986, prima direttrice donna della centrale nucleare.

Egon Tiedemann (Christian Pätzold nel 1986): padre di Claudia e poliziotto di Winden.

Doris Tiedemann (Luise Heyer): madre di Claudia e moglie di Egon nel 1953.

Uomo della Pubblicità dei Marshmallow di Ghostbusters – Acchiappafantasmi

L’uomo della Pubblicità dei Marshmallow di Ghostbusters I

Ecco perchè Ray aveva in testa la mascotte della ditta immaginaria Stay Puft e pensa a Stay Puft Marshmallow Man, ovvero all’uomo della Pubblicità dei Marshmallow

Uomo della Pubblicità di Marshmallow di Ghostbusters - AcchiappafantasmiStay Puft Marshmallow Man, famoso in Italia come l’Uomo della Pubblicità dei Marshmallow è un personaggio immaginario apparso nel film Ghostbusters – Acchiappafantasmi diretto da Ivan Reitman nel 1984. Si tratta di un gigantesco pupazzo bianco di 40 metri vestito da marinaio, che fa da mascotte alla immaginaria Stay Puft, che produce appunto marshmallow. Nella pellicola il dio Gozer pronuncia la frase “Scegliete la forma del distruggitore”. Peter, Egon e Winston riescono a non pensare a nessuno, ma Ray invece pensa a un qualcosa che ha “amato nell’infanzia, qualcosa che non avrebbe mai portato distruzione” e si materializza Stay Puft.

“Non è colpa mia. Ci è entrato così, da se. Io… io ho cercato di pensare… Non può essere! Non può essere! Oh, me*da! All’Uomo della Pubblicità dei Marshmallow. Cercavo di pensare a cose innocue. A qualcosa che ho amato nell’infanzia, a qualcosa che non avrebbe mai portato distruzione… al pupazzo dei boli di lichene! Non c’è niente di più soffice e dolce di quei candidi gnocchi di lichene!

Uomo della Pubblicità di Marshmallow di Ghostbusters - AcchiappafantasmiCosì si giustifica Dan Aykroyd, che in Ghostbusters – Acchiappafantasmi interpreta Ray Stantz. Come è possibile che Ray immagini una figura simile? Come riportato qualche giorno fa su Facebook in un post di Nanni Cobretti, nel film sono stati “nascosti” due brevissimi fotogrammi, sfuggiti alla stragrande maggioranza degli spettatori, che fanno comprendere come Ray possa aver immaginato un personaggio così improbabile.

Ecco le due sequenze dove si può vedere l’immagine della simpatica mascotte Stay Puft Marshmallow Man

Stay Puft Marshmallow Man viene inquadrato per la prima volta all’inizio di Ghostbusters, quando Dana Barrett (Sigourney Weaver) entra in contatto con Zuul. La ragazza abbandona la spesa in cucina scappando il più in fretta possibile dal suo appartamento: accanto alla confezione di uova che iniziano a sfrigolare c’è infatti una sacchetto di “gnocchi di lichene” con la distinguibilissima sagoma della mascotte della Stay Puft. A fare il sopralluogo nella casa della ragazza è però Peter Venkman, interpretato da Bill Murray, non Ray, rende comunque bene l’idea di come fossero diffusi i marshmallow di quella marca.

Uomo della Pubblicità di Marshmallow di Ghostbusters 1Appare la seconda volta dopo il sovraccarico all’impianto di stoccaggio dei fantasmi, nel quartier generale dei Ghostbusters. Viene fatta una panoramica del palazzo dove si trova la base dei Ghostbusters: si vedono anche tutti gli edifici accanto e su uno di questi c’è un manifesto dell’Uomo della Pubblicità dei Marshmallow Stay Puft. Potete vedere la sequenza nella foto sotto.

Uomo della Pubblicità di Marshmallow GhostbustersLuca Miglietta