Michael Douglas e il sesso

Michael Douglas e il sesso

Michael Douglas e il sesso, dal ricovero in una clinica per curare la sua dipendenza dal sesso al cancro alla gola

Michael Douglas e il sessoMichael Douglas e il sesso, l’attore di Basic Instinct e Attrazione fatale

Michael Douglas all’inizio degli anni novanta era ammalato di sesso dipendenza, una malattia che provoca un insieme di comportamenti impulsivi di natura sessuale, accompagnati da incubi e fantasie a luci rosse. La sesso dipendenza porta chi ne è affetto a rischiare ogni cosa pur di ottenere il piacere a cui è assuefatto.
Michael Douglas e il sesso
Pare che la moglie di Michael Douglas lo avesse scoperto a letto con la sua migliore amica secondo alcuni quotidiani dell’epoca come il The Sun. Da quel momento in poi ad Hollywood esplosero moltissimi pettegolezzi sull’attore, come chi raccontò che Michael Douglas sarebbe stato sorpreso nudo, insieme all’amica della moglie, più vecchia di lui, in una stanza dell’ albergo Regent Beverly Wilshire e che per placare l’ira di Diandra Luker, lui avrebbe promesso di farsi curare.

Michael Douglas e il sessoLa coppia Michael-Diandra però secondo molte persone tra cui la giornalista inglese Lynn Barber però sembrava in crisi da tempo.

Ovviamente la teoria che girava di più a quei tempi riguardava Basic Instinct, il film di Paul Verhoeven uscito in quel periodo in cui Michael Douglas divideva la scena con la bellissima Sharon Stone. Secondo questa teoria l’indomabile e latente voglia di sesso dell’ attore sarebbe stata risvegliata dalle lunghe scene passionali con Sharon Stone e che quindi si dovesse parlare di una vera e propria sindrome da Basic Instinct. Basic Instinct è diventato un vero e proprio film di culto che lanciò Sharon Stone  nell’olimpo del cinema. Le scene cult sono moltissime, chi non ricorda la scena del più fantastico accavallamento di gambe nella storia del cinema? Scena che poi è stata anche parodiata in una puntata dei Simpson ed ha come protagonista Willie il giardiniere della scuola di Springfield.                 Michael Douglas e il sesso

Michael Douglas e il sessoNel 1992 Michael Douglas dovette così ricoverarsi nella clinica di Sierra Tucson in Arizona, per disintossicarsi dal sesso al costo di quarantamila dollari. La clinica era una delle tante che è stata aperta negli Stati Uniti dopo quella fondata nel 1985 da Patrick Carnes del Golden Valley Institue for Behavioral Medicine.

Clinica che aveva una terapia simile a quella degli Alcolisti Anonimi per combattere la dipendenza dall’alcol o dalle droghe ed aveva un programma che poteva durare fino a quattro settimane. Il paziente che entrava al Sierra Tucson si assoggettava ad una vita da clausura senza telefonate all’ esterno, se non il primo giorno per dire che si è arrivati, e non poteva portarsi alcol, profumi, collutori alcolici nella valigia. Clinica in cui ovviamente erano vietati anche vestiti sexy, gonne sopra al ginocchio e bikini.

Michael Douglas e il sessoTutti i pacchi in arrivo ai pazienti erano ispezionati per controllare che non ci fossero sigarette o bottiglie di alcolici e se veniva trovata qualche sostanza proibita in camera di qualcuno, durante le ispezioni periodiche, veniva subito sequestrata. In questo centro veniva curata ogni forma di dipendenza, ma la vera specializzazione erano i disturbi legati al sesso come i traumi da incesto, la vergogna legata all’attività sessuale, l’amore-dipendenza – cioè la tendenza a innamorarsi continuamente, anche a costo di perdere la propria identità – e  la sesso dipendenza.

Michael Douglas e Diandra Luker nel 1995 si separarono proprio a causa degli innumerevoli tradimenti di lui e divorziarono nel 2000.

Michael Douglas e il sessoMichael Douglas che anni dopo si è ammalato di cancro alla gola a causa del cunnilinguo praticato migliaia di volte durante la sua vita. Cunnilinguo che permette la trasmissione del Papilloma Virus Umano o HPV, chi ha un’infezione da questo virus in gola ha una probabilità di contrarre il cancro 32 volte superiore rispetto a chi non ce l’ha.

Questa confessione di Michael Douglas al Guardian che ebbe una vastissima eco e fece riflettere il mondo sul binomio cunnilinguo – morte, tanto da costringere Allen Burry il suo portavoce a dire:              Michael Douglas e il sesso

Michael ha certamente parlato del sesso orale e il sesso orale è una delle possibili cause di alcuni tumori orali, come evidenziano anche diversi studi, ma non ha mai detto che la causa del suo cancro è il cunnilingus.

Michael Douglas e il sessoPoi in seguito però c’è stata la tempestiva replica del Guardian, che non solo ha confermato parola per parola la versione dell’attore, che aveva intervistato a Cannes in occasione della presentazione di Behind The Candelabra, ma ha anche diffuso online l’audio dell’incontro fra Douglas e il giornalista Xan Brooks in modo da fugare qualsiasi dubbio.

Cancro che è stato fortunatamente sconfitto dall’attore americano dopo una lunga battaglia.

L.M.

Michael Douglas e il sesso

Carrie Fisher la principessa Leia

Carrie Fisher la principessa Leia

Carrie Fisher la principessa Leia, alcune foto della stupenda attrice direttamente dal set della prima trilogia di Star Wars

Carrie Fisher la principessa LeiaCarrie Fisher la principessa Leia è morta alcuni mesi, poco prima che uscisse Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Carrie Fisher la principessa Leia. Carrie Fisher nasce a Beverly Hills, famoso quartiere di Los Angeles, il 21 ottobre del 1956 dal cantante Eddie Fisher e dalla celebre attrice Debbie Reynolds.

Il suo debutto nella recitazione risale al 1973, in un allestimento a Broadway del musical Irene. Subito dopo, la giovane attrice frequenta per diciotto mesi la Central School of Speech and Drama di Londra ed esordisce davanti alla macchina da presa in Shampoo, commedia con Warren Beatty, Julie Christie e Goldie Hawn .

Carrie Fisher è diventata famosa al grande pubblico intepretando la principessa Leia nella saga di Star Wars. L’attrice americana ha infatti vestito i panni la principessa Leia Organa sia nella trilogia che ha dato vita alla saga di Star Wars, che ne Il risveglio della Forza e in Star Wars: Gli ultimi Jedi. Si suppone che il suo personaggio compaia anche nel nono capitolo di Star Wars che uscirà nel 2019, nonostante l’attrice sia morta pochi mesi fa. Il suo personaggio infatti resta in vita nella finzione cinematografica al termine di Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Carrie Fisher la principessa LeiaLa principessa Leia (o Leila nella traduzione italiana) è diventata un’icona degli anni settanta-ottanta e poi un personaggio cult della storia del cinema grazie all’acconciatura con le due crocchie laterali e al suo sexy bikini metallico, che indossa ne Il ritorno dello Jedi quando si trova prigioniera di Jabba the Hutt.

E’ una delle pochissime donne a comparire nella saga di Star Wars, perchè se ne vedono pochissime in quella galassia lontana lontana.

Per il ruolo di Leia, Carrie Fisher ha dovuto vincere la concorrenza di grandi attrici del calibro di Glenn Close, Jessica Lange, Meryl Streep, Anjelica Huston e Kathleen Turner. Alcuni anni fa in un’intervista ha detto scherzando “George Lucas (il regista che alla fine ha scelto lei) mi ha rovinato la vita”. Carrie Fisher ha recitato in prima persona in molte scene pericolose, ma in alcuni casi ha dovuto chiedere il supporto di alcune controfigure.

Carrie Fisher la principessa LeiaNella sua vità però non c’è stato solo Star Wars, perchè Carrie Fisher ha partecipato agli intramontabili The Blues Brothers ed Harry, ti presento Sally…, ad Hannah e le sue sorelle, L’erba del vicino e Austin Powers.

L’attrice però vive dei momenti bui durante la sua carriera dovuti all’uso di droghe. Dopo l’immenso successo di Star Wars: Una nuova speranza, la vita di Carrie Fisher cambia in maniera radicale e, non riuscendo a contenere l’emotività che deriva da una tale situazione, l’attrice comincia a far uso di sostanze stupefacenti. Inizia addirittura ad assumere cocaina anche mentre è impegnata nelle riprese de L’Impero colpisce ancora e The Blues Brothers.

A seguito di una overdose che rischia quasi di ucciderla, infatti, all’attrice viene diagnosticato un disturbo bipolare della personalità, ma lei rifiuta di accettare questa diagnosi per altri quattro anni, quando fortunatamente cambia idea. Inizia così un lungo percorso riabilitativo, che le permette di uscire dal “lato oscuro” in cui si era cacciata.

Carrie Fisher la principessa LeiaDurante il suo percorso riabilitativo, Carrie Fisher inizia la nuova carriera di scrittrice, pararallelamente a quella di attrice. Il suo primo romanzo risale al 1987 e si intitola Postcards from the Edge (Cartoline dall’Inferno). Il libro ebbe un grande successo e venne anche adattato sul grande schermo da Carrie Fisher stessa nel 1990, e venne diretto da Mike Nichols e interpretato da Meryl Streep nel ruolo della protagonista. Nel descrivere la vita dell’attrice Suzanne Vale, dipendente dalla droga e in eterno contrasto con sua madre, Carrie Fisher non fa altro che rappresentare sé stessa. Negli anni seguenti, Carrie Fisher viene inoltre contattata da alcuni registi per effettuare lavori non accreditati di revisione di sceneggiature cinematografiche o televisive, per renderle più scorrevoli e evitare ripetizioni. Tra questi anche registi famosi come Steven Spielberg e George Lucas.

Carrie Fisher la principessa Leia Han Solo, interpretato da Harrison Ford diceva di lei in Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza:

Fantastica la ragazza, eh? Non so se ucciderla o innamorarmi di lei.

Ora vi mostriamo alcune immaggini di Carrie Fisher la principessa Leia di Star Wars, la maggior parte direttamente dal set di Star Wars.

Tre foto in Carrie Fisher la principessa Leia fa il bagno con il suo bikini metallico molto sexy

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 1Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 2Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 3Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia indossa il suo sexy bikini metallico sulla spiaggia

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 4 beachUna foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico:

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 5Due foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico accanto al Lord Vader

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 6Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 7Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico assieme a Lord Vader e altri personaggi

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 8Una foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia posa con il suo sexy bikini metallico e una palla

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 9Un foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia prende il sole con il suo sexy bikini metallico assieme ad un’altra ttrice con lo stesso tipo di bikini

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 10Ultima foto in cui Carrie Fisher la principessa Leia indossa il suo sexy bikini metallico

Carrie Fisher la principessa Leia sexy bikini 11L.M.

I versi dei dinosauri in Jurassic Park

I versi dei dinosauri in Jurassic Park

Non indovinerete mai come sono stati creati i versi dei dinosauri in Jurassic Park

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkI versi dei dinosauri in Jurassic Park spaziano dal delfino al verso delle tartarughe in accoppiamento

I Versi dei dinosauri in Jurassic Park. Gary Roger Rydstrom, nato a Chicago, 29 giugno 1959 è un regista, esperto di montaggio sonoro e sound designer per svariati film, tra cui Salvate il soldato Ryan, Jurassic Park e Titanic.

La sua carriera inizio nel 1983, lavorando con colui che sarebbe poi diventato il suo mentore: Ben Burtt, poi lavorò come tecnico del suono in Indiana Jones e il tempio maledetto e face il sound design nel film parodistico Balle spaziali. Ma è con Terminator 2 – Il giorno del giudizio che Gary Rydstrom raggiunge il successo perché il film  segna una rivoluzione nelle tecniche di creazione e manipolazione del suono. Questo lavoro innovativo fruttò a Rydstrom il suo primo premio Oscar.

Il successivo lavoro di Rydstrom, Jurassic Park è un’altra pietra miliare in termini d’innovazione in quanto lui doveva creare dozzine di distinti rumori di dinosauro essenzialmente da zero, dal momento che nessuno sapeva davvero come fossero, visto che animali si sono estinti prima della comparsa dell’uomo.

Usando una vasta combinazione di fonti sonore prese in ogni angolo della terra, che spaziava dagli elefanti ai delfini, Rydstrom riuscì a dare un verso unico ad ogni creatura presente nel parco giurassico.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Ora vi raccontiamo che animali ha utilizzato per creare i versi dei dinosauri in Jurassic Park dal Velociraptor a maestosoo T. rex.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkVelociraptor

I pericolosissimi e intelligenti Velociraptor comunicano con un linguaggio che sembra tenebroso eppure in natura è un verso molto più innocuo. Come testimonia lo stesso Gary Roger Rydstrom.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
È un po’ imbarazzante, ma quando i Velociraptor latrano l’un l’altro per comunicare, è una tartaruga che fa sesso. È una tartaruga che si accoppia! L’ho registrata al Marine World … la gente lì ha detto: “Ti piacerebbe registrare queste due tartarughe che stanno accoppiando? ” Sembrava uno scherzo, perché l’accoppiamento delle tartarughe può richiedere molto tempo. Devi avere un sacco di tempo per sederti e guardarle e registrarle.

Tuttavia, non si tratta dell’unico animale utilizzato per creare i rumori del Velociraptor:

quando il Velociraptor si presenta all’ingresso della porta in cucina, il rumore del respiro è un cavallo, abbiamo usato il cavallo in circa tre o quattro diversi dinosauri.

Il sibilo che fa il Velociraptor quando agguanta il guardiacaccia Robert Muldoon, invece, come prosegue il sound designer:

quella è un’oca, gli uccelli emettono suoni piuttosto rochi, ma le oche sono famose per essere le più cattive. Devi farle impazzire e poi ti fischiano addosso, e non ci vuole molto per far arrabbiare un’oca perché sembrano arrabbiarsi per tutto. Tutto quello che devi fare è avvicinarti ad una e attaccare un microfono vicino al suo becco e otterrai quel sibilo, e questo è il sibilo che Muldoon sente prima di morire..
I versi dei dinosauri in Jurassic Park

Invece per dare voce ai Velociraptor appena schiuse le uova:

è appena nato, quindi in un primo momento è davvero cigolante e carino, e abbiamo registrato un sacco di cuccioli: gufi, baby volpi e cose del genere.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkGallimimus

Se quando vedete sullo schermo il gruppo di Gallimimus pensate ad una fuga precipitosa di cavalli selvaggi, c’è una buona ragione per questo come racconta Gary Roger Rydstrom.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Ricordo di aver registrato un cavallo femmina, che, quando il cavallo maschio le si avvicinò, strillò perché era in calore. Un sacco di animali in calore emettono un suono davvero unico. Strilla a questo maschio perché si è avvicinato un po’ troppo e lei era eccitata per il maschio, suppongo. E questo è lo stridio che i Gallimimus fanno quando passano, e lo stridio che fa (questo animale) quando viene mangiato da un T. rex. Uno suoni più importanti delle loro urla era quello di un delfino in calore, quindi qui puoi vedere uno schema!

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkTyrannosaurus rex

Il temibile Tirannosauro rex è uno dei più grandi e maestosi animali di Jurassic Park, ma alcuni dei suoi rumori principali provenivano dal piccolo Buster, il Jack Russell terrier di Rydstrom:
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Il modo in cui animavano il T.rex era molto grezzo, specialmente quando afferrava il Gallimimus e l’avvocato e li scuoteva a morte. Ogni giorno vedevo il mio cane giocare con il giocattolo a corda e fare esattamente questo, fingendo, come se stesse uccidendo la sua preda. Uso sempre i miei animali domestici, in Terminator 2, ho registrato il suono di Buster che mangiava. Una delle cose divertenti del sound design è di prendere un suono e rallentarlo: diventa molto più grande. Sono stato ispirato da Ben Burtt, il grande sound designer dei film di Star Wars e mio mentore: ha fatto la bestia Rancor ne Il ritorno dello Jedi rallentando un suono di chihuahua, uno dei segreti del sound design è che se fai rallentare qualcosa, qualcosa di piccolo, fai emergere elementi del suono che probabilmente non potresti mai ottenere se registrassi qualcosa di grosso. L’elemento chiave del ruggito di T. rex non è un elefante adulto ma un elefantino quindi, ancora una volta, un piccolo animale.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkBrachiosaurus

Il verso del brachiosauro è il mio preferito, perché è bellissimo ma come tutti i bei suoni è stato tratto da qualcosa che così bello non è. In quel caso si è trattato di un asinello. C’è questo sfasamento nelle voci di un asino, e se le rallenti, ottieni quasi un suono stridente, simile a una canzone: è il brachiosauro.” Quando il Brachiosauro starnutisce invece? “Quelli sono uno sfiatatoio delle balene e un idrante antincendio.

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkTriceratops

Lavoro allo Skywalker Ranch, che ha un sacco di bestiame in giro, quindi ho usato un sacco di mucche per i triceratopo. Ma il suono principale del triceratopo malato è il suo respiro e questo è in realtà uno degli unici elementi del film che non è un suono organico. Ho usato questo lungo tubo di cartone con una molla, è un dispositivo di riverbero che fa sembrare i suoni distesi, più profondi e bizzarri, quindi quando Sam Neill mette l’orecchio proprio nella cavità toracica del triceratopo e ascolta il suo respiro, c’è molta mucca lì dentro, ma l’elemento chiave della respirazione per lo più sono io che respiro in un tubo.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Non si tratta dell’unico suono prodotto da un uomo perché come confessa il sound designer:
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
stava venendo a trovarmi (un amico) e ho acceso il microfono e ho detto: ‘Puoi fare strani suoni?’ E ha fatto questo ringhio flemmatico, gutturale. Nella scena degli attacchi in cucina, c’è un primo piano del raptor che apre lentamente la bocca quando sta per attaccare Lex mentre si nasconde in un armadietto, e quel suono è principalmente il mio amico Dietrich che fa questo strano ringhio gutturale, al momento mi sembrava di imbrogliare quando usavo me stesso o qualsiasi altro essere umano per creare un suono di dinosauro – mi sentivo come se stessi ingannando gli dei del sound-design!

I versi dei dinosauri in Jurassic ParkDilophosaurus

Per quanto riguarda invece il verso del Dilofosauro:

fatto da un cigno. I cigni emettono un suono carino, quindi la versione carina del Dilophosaurus suona come un cigno, per la maggior parte.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Il suo verso rapidamente si intensifica quando il Dilofosauro diventa più minaccioso:

quando è spettrale spaventoso, c’è sicuramente un suono serpente a sonagli là dentro, mentre si distende la sua chioma attorno alla sua testa i suoni raspanti nella sua voce provengono da un falco.
I versi dei dinosauri in Jurassic Park
Il consiglio fondamentale che Rydstrom da, scherzando, ai futuri tecnici del suono, è quello di avere sempre un assistente per questo tipo di lavori, in maniera da registrare in prima persona i suoni di cani, elefanti e koala; e mandare invece poi l’assistente a registrare leoni, alligatori e serpenti a sonagli.

Luca Miglietta

 

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars

Gli attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars: Al Pacino, Kurt Russell, Toshiro Mifune, Leonardo DiCaprio e Michael Fassbender

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars ed il motivo della loro scelta

Attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars. Nel corso degli anni ci sono stati molti attori famosi che hanno rifiutato un ruolo, anche piccolo in Star Wars, chi per un motivo, chi per l’altro. Voi, soprattutto se siete dei fan, vi starete chiedendo come ciò è stato possibile, la maggior parte delle persone farebbero carte false per avere anche un ruolo, anche da comparsa, nella saga.

Chi sono gli attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars? Di seguito scoprirete di chi si tratta.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsAl Pacino

Dopo il grande successo de Il Padrino del 1972, l’attore era uno dei più richiesti a Hollywood, ogni regista o produttore voleva scritturarlo per un film. Tra questi George Lucas non era da meno e gli propose il ruolo di Han Solo. L’attore rifiutò la parte dopo aver letto la sceneggiatura di Star Wars, poiché la riteneva troppo strana e complessa.

“Dovevo solo accettare la parte per essere in Star Wars, ma non capii la sceneggiatura.” Al Pacino successivamente si pentì della scelta, poiché descrisse il rifiuto come “un’altra occasione persa“.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsKurt Russell

Per il ruolo di Han Solo, poi andato ad Harrison Ford, Al Pacino non è stato l’unico a essere considerato, perché prima di “Indiana Jones” vennero anche considerati Jack Nicholson, Christopher Walken, Chevy Chase, Nick Nolte, Steve Martin, Perry King, Burt Reynolds,  Bill Murray e appunto Kurt Russell.

L’attore era molto popolare alla fine degli anni settanta, ma deve la sua fama soprattutto al sodalizio con il regista John Carpenter, che lo lanciò nel 1981 con il film futuristico 1997: Fuga da New York, e col quale recitò anche in La cosa e Grosso guaio a Chinatown. Kurt Russell però in una intervista rivelò di non essersi pentito di aver rifiutato il ruolo di Han Solo:

Ho fatto dei provini per la parte di Luke Skywalker e Han Solo. Da qualche parte su nastro, esiste. Non avevo idea di cosa stessi dicendo. Qualcosa riguardo una Morte Nera e un Millennium Falcon. A dire la verità ero piuttosto vicino alla parte, nella corsa finale, ma dovevo dare una risposta alla ABC per uno show western. Ho chiesto a George: ‘Pensi che mi userete?’ ‘Non so se ti voglio mettere con lui, o insieme con quei due ragazzi‘. Dovevo lavorare, perciò feci il western. Chiaramente ho fatto la scelta giusta.
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
In un’intervista successiva ha dichiarato:

Le cose accadono sempre perché c’è un senso e sono soddisfatto della mia carriera. La mia vita e la mia carriera sarebbero state diverse se avessi fatto Star Wars, ma non ci si può fissare su questo.

Video su Youtube del provino di Kurt Russell: link youtube streaming

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsToshiro Mifune

Toshiro Mifune universalmente noto per le sue interpretazioni nei film del regista Akira Kurosawa, di cui è stato primo attore in 16 pellicole. Kurosawa e i suoi film del resto sono stati una fonte di ispirazione per la scrittura della sceneggiatura di Star Wars, come dichiarato dallo stesso George Lucas. Lucas contattò Toshiro Mifune per due ruoli importanti: quello di Obi-Wan Kenobi e quello di Darth Vader.
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
La figlia di Toshiro Mifune spiegò anni dopo che l’attore rifiutò perché era convinto che il film sminuisse un po’ quella che era la figura sacra del samurai.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsLeonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio è stato vicinissimo ad interpretare uno dei personaggi più importanti della trilogia di prequel di Star Wars, quello di Anakin Skywalker. L’attore italoamericano due anni fa, in occasione della promozione della pellicola Revenant: Redivivo di Alejandro González Iñárritu, ha spiegato per la prima volta perché disse di no a George Lucas. Leonardo DiCaprio disse a proposito del suo rifiuto alla parte ne L’attacco dei Cloni:
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
Ho avuto un incontro con Geroge Lucas, ma non mi sentivo pronto a prendere una decisione così importante. Molte persone guardano la mia carriera e le scelte che ho fatto, e dicono che c’è stato un periodo in cui ho inseguito la fama (…) La verità è che penso di essere stato molto coerente con l’idea di attore che volevo diventare.

L’attore ha dichiarato però che non gli dispiacerebbe in futuro entrare nella grande famiglia di Star Wars:

Nella vita, mai dire mai. Le saghe, anche quelle dei supereroi, stanno diventando sempre più interessanti. Non ne ho mai preso parte, ma di certo non ho pregiudizi.

Sicuramente avrebbe dato qualcosa di più al personaggio di Anakin Skywalker essendo un attore molto più dotato del mediocre Hayden Christensen. Non lo pensate anche voi?

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsMichael Fassbender

Michael Fassbender rifiutò un ruolo non precisato ne Il Risveglio della Forza, per via di altri impegni lavorativi. Pare che i due ruoli che avrebbe potuto interpretare fossero quello del Generale Hux o quello del pilota della Resistenza Poe Dameron.

L’attore irlandese ha così commentato il suo rifiuto:
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
Abbiamo parlato del ruolo. Abbiamo avuto una conversazione. Sono abbastanza sicuro che fossi impegnato con qualcos’altro quell’estate, quando sono partite le riprese.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsVi sono anche altri due attori che in un primo momento avevano rifiutato una parte in Star Wars, per poi successivamente tornare sui loro passi nel ruolo di un nuovo personaggio: Christopher Lee e Benicio Del Toro
attori che hanno rinunciato ad una parte in Star Wars
Christopher Lee
, che tutti conosciamo bene per il ruolo del Conte Dooku nella trilogia prequel, rifiutò il ruolo del Grand Moff Tarkin nella trilogia originale. Ruolo che poi fu ricoperto dall’amico e collega Peter Cushing. Benicio Del Toro apparso recentemente in Star Wars: Gli ultimi Jedi, ha rifiutato un altro ruolo nella trilogia di prequel. Ne La Minaccia Fantasma infatti avrebbe dovuto interpretare Darth Maul, ma rifiutò perché Lucas aveva ridotto al minimo le battute del personaggio nel film.

5 attori che hanno rinunciato ad una parte in Star WarsLuca Miglietta

La più bella della galassia di Star Wars

La più bella della galassia di Star Wars

Star Wars, la più bella della galassia chi è? Carrie Fisher, Natalie Portman o Daisy Ridley?

Star Wars, la più bella della galassiaStar Wars, la più bella della galassia, difficile scegliere tra Leia, Padmé e Rey

Da quando è uscito Star Wars: il risveglio della Forza, i fan si sono scatenati sui social per decidere chi tra le tre bellissime attrici sia la più bella della galassia. La nuova trilogia, della quale è uscito un mese fa il secondo capitolo intitolato Star Wars: Gli ultimi Jedi, sta deludendo molto i fan di tutto il mondo, che non la ritengono al livello delle due precedenti uscite negli anni 70-80 e 2000.

Nei film di Star Wars tra l’altro si vedono pochissime donne, viene quasi da pensare che in quella galassia lontana lontana ce ne siano pochissime.

La più bella della galassia di Star Wars, Carrie Fisher sexy bikiniTutte e tre le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nella saga di Star Wars:

Carrie Fisher ha interpretato la principessa Leia Organa nella trilogia che ha dato vita alla saga di Star Wars, in Rogue One: A Star Wars Story, ne Il risveglio della Forza e in Star Wars: Gli ultimi Jedi (e si suppone nel sequel, nonostante l’attrice sia morta pochi mesi fa). Questo ruolo ha reso Carrie Fisher famosa in tutto il mondo, chi non ricorda il suo bikini metallico ne Il ritorno dello Jedi o l’acconciatura con le due crocchie laterali? E’ diventata un’icona erotica per più generazioni, tanto che in un episodio della celebre sitcom americana Friends, Ross rivela a Rachel che la sua fantasia più segreta è lei vestita come Leia ne Il Ritorno dello Jedi. La scena a cui si riferisce Ross è quella in cui la principessa Leila è prigioniera del vermone Jabba The Hutt ed è costretta ad indossare un bikini metallico dorato. Jabba The Hutt poco prima aveva catturato la principessa, mentre cercava di liberare l’amato Han Solo, e l’aveva costretta a spogliarsi dei sui abiti per indossare il bikini.La più bella della galassia di Star Wars, Carrie Fisher sexy bikini 2Natalie Portman, che ha vestito i panni della regina di Naboo Padmé Amidala, proprio la madre di Leia e del fratello Luke Skywalker. Di Padmé si innamora il cavaliere Jedi Anakin Skywalker, prima di diventare Lord Vader. Il personaggio interpretato dalla Portman è cruciale nella seconda trilogia di Star Wars. Padmé è una donna che ha un aspetto magnifico qualsiasi dei sui numerosi abiti indossi, sia che sia un vestito da cerimonia, sia che si tratti di un completo attillato da combattimento.

Natalie Portman in Star Wars L'attacco dei Cloni attack of the clones La più bella della galassia di Star WarsDaisy Ridley, che sta interpretando Rey nella nuova saga, ragazza del cui passato sappiamo davvero pochissimo, (e forse non ne sapremo mai nulla). Chi sono i suoi genitori? Perchè l’hanno abbandonata?

Si tratta di tre bellissime donne, determinate e dotate di un grande carisma, chi è più sexy tra di loro? Chi è la più bella della galassia di Star Wars?

Ora vi mostriamo alcune foto grazie alla quali potrete farvi un’idea se non avete visto le pellicole in questione. Se anche non sapete cosa decidere, condividete l’articolo su Facebook e chiedetelo ai vostri amici.

Carrie Fisher

Star-Wars la più bella della galassia Carrie Fisher sexyNatalie Portman

Star Wars la più bella della galassia Natalie PortmanDaisy Ridley

Star-Wars la più bella della galassia Daisy RidleyL.M.

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River, il fiume più amato dai registi hollywoodiani per le scene di inseguimenti

Los Angeles River (LA River)

Los Angeles River, ha dato molto al cinema, pensate a film come Terminator o Grease

L’inizio ufficiale del Los Angeles River (LA River) è alla confluenza del Bell Creek, che nasce tra le Simi Hills e dell’Arroyo Calabasas, che sgorga tra le Santa Monica Mountains, a Canoga Park nella città di Los Angeles. Il fiume da Canoga Park, appena ad est della California State Route 27 nella parte occidentale della San Fernando Valley, scorre fino alla foce nell’Oceano Pacifico a Long Beach.

Il fiume ha diversi affluenti e scorre in un canale di cemento dopo una serie di alluvioni catastrofiche la peggiore delle quali nel 1939. Seppur rare, essendo un corso d’acqua per lo più secco, le inondazioni portavano morte e distruzione, così il Corpo di ingegneri dell’esercito americano trasformò il fiume in ciò che Joe Linton, autore di Down By the Los Angeles River, descrive come una “superstrada per l’acqua”.

Los Angeles River (LA River) 2

Negli ultimi anni però diversi gruppi di ambientalisti si battono affinché il canale di cemento venga tolto e il fiume venga ripristinato della vegetazione naturale e della fauna selvatica. Porzioni del Los Angeles River hanno ora l’habitat restaurato e sono stati anche avanzati dei progetti per la costruzione di parchi lungo il fiume.

Il Los Angeles River è sempre stato molto utilizzato dall’industria cinematografica grazie alla sua desolata superficie piatta di cemento. Il letto del fiume oltre che essere completamente canalizzato dall’uomo è semi asciutto durante la maggior parte dell’anno ed è un luogo ideale per le riprese.

E’ perfetto per girare scene d’azione in una città congestionata dal traffico come Los Angeles, perché il corso d’acqua avvolto nel cemento è uno spazio privo del traffico dell’ora di punta. Viene così utilizzato per girare gare e inseguimenti in auto, infatti sono congeniali ai registi le sue pareti inclinate e il suo letto liscio; si presta ottimamente anche per altre scene che richiedono un ambiente aperto e deserto all’interno di una città caotica come quella californiana.

Los Angeles River (LA River) 3

Sul Los Angels river non hanno girato solo film, ma anche numerosi programmi televisivi, video musicali e videogiochi. Tra i giochi pensate a Midnight Club: Los Angeles, Grand Theft Auto: San Andreas e Grand Theft Auto V, tra i programmi televisivi alla sedicesima stagione di Hell’s Kitchen, dove la squadra perdente è stata costretta a pulire il fiume L.A. come punizione per non aver vinto la sfida della squadra.

Ciascuno dei 10 ponti che sovrastano il letto del fiume nel centro di Los Angeles è unico. Costruiti negli anni ’20 e nei primi anni ’30 sono dei veri e propri tesori architettonici progettati dall’ingegnere Merrill Butler.

Los Angeles River (LA River) terminator 2

Tra i principali film girati sul Los Angeles River vi possiamo ricordare:

Terminator 2 – Il giorno del giudizio (Terminator 2: Judgment Day)

Cominciamo con questo film, perché si svolge molto probabilmente in Terminator 2 la scena più memorabile e coinvolgente girata nel Los Angeles River. In questo capolavoro, diretto da James Cameron e con protagonista Arnold Schwarzenegger, è difficile dimenticare la scena in cui John Connor ed il T-800 scappano in moto dal T-1000, che li insegue su di un camion tra i canali di cemento del fiume di Los Angeles.

Terminator 2 Los Angeles River (LA River)

Grease

Una delle scene più famose della pellicola è girata nell’arido letto del fiume, chi non ricorda l’indimenticabile gara di resistenza tra Danny e Leo? La scena si svolge tra il primo e il settimo ponte stradale sul Los Angeles River.

Los Angeles River (LA River) Grease

Il cavaliere oscuro – Il ritorno (The Dark Knight Rises)

Nell’ultimo capitolo della trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan, uno dei migliori inseguimenti in auto si svolge  nel Los Angeles River. Vi è un inseguimento che coinvolge la polizia e Batman, che a sua volta è alle calcagna del cattivo di turno Bane.

Los Angeles River (LA River) 4 batman

Drive

Si tratta di un film in cui Ryan Gosling interpreta un pilota d’auto, che oltre a lavorare come meccanico e stuntman cinematografico a Hollywood, arrotonda prestando servizio come autista per alcuni rapinatori di banche. Anche qui una bellissima scena ambientata nel Los Angeles River.

Drive Los Angeles River (LA River)

Senza un attimo di tregua (Point Blank)

Anche questo ottimo film noir del 1967, diretto da diretto da John Boorman e interpretato da Lee Marvin e Angie Dickinson, non può mancare una scena d’azione che si svolge nel Los Angeles River.

Point Blank Los Angeles River (LA River)

Vivere e morire a Los Angeles (To Live & Die In LA)

Un’altra bellissima sequenza nel Los Angeles River si svolge in questa notevole pellicola diretta da William Friedkin e con protagonisti Willem Dafoe e William Petersen. Un inseguimento nel fiume che rimane certamente impresso nello spettare per lungo tempo.

Los Angeles River (LA River) car

Tra le altre pellicole sulle sponde del Los Angeles River ricordiamo:

Assalto alla Terra (1954)

Cleopatra Jones: Licenza di uccidere (1973)

Baby Killer (1974)

Chinatown (1974)

La corsa più pazza del mondo (1976)

Tuono blu (1983)

Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione (1984)

Repo Man – Il recuperatore (1984)

Drive Los Angeles River (LA River) 2

Fuori in 60 secondi (1991)

Pazzi a Beverly Hills (1991)

Point Break – Punto di rottura (1991)

Last Action Hero – L’ultimo grande eroe (1993)

Patto di sangue (1993)

The Core (2003)

The Italian Job (2003)

Transformers (2007)

In Time (2011)

Luca Miglietta

Los Angeles River (LA River) The Italian job

 

 

 

 

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, una bella confezione vuota al suo interno

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars: Gli ultimi Jedi, torna una delle saghe più amate dal pubblico, questa volta dirige  Rian Johnson

Mentre il Primo Ordine si prepara a stroncare definitivamente ciò che resta della Resistenza, Rey sul pianeta su Ahch-To consegna a Luke Skywalker la sua antica spada laser. Luke Skywalker però getta via la spada laser affermando che non vuole più avere niente a che fare con la guerra e che secondo lui è il momento di porre fine all’esistenza dei Cavalieri Jedi. Luke ha scelto una vita eremitica, rinunciando a trasmettere le “vie della forza”, ancora sconvolto dal fallimento con il giovane Kylo Ren.

Il Primo ordine è alle calcagna della Resistenza: quando la flotta dei ribelli esce dall’iperspazio il Primo Ordine riesce a rintracciarla grazie ad un potente localizzatore a lungo raggio. Le navi dell’Alleanza ribelle si ritrovano alla deriva con poco carburante a disposizione. La situazione è tragica, effettuare un’altra volta il salto a velocità luce sarebbe inutile perché verrebbero nuovamente rintracciati ed esaurirebbero completamente tutto il carburante.

Star Wars: Gli ultimi Jedi (), noto anche come Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi, è un film del 2017 scritto e diretto da Rian Johnson.

Partiamo dal presupposto che è impossibile accontentare i milioni di fan di Star Wars: qualsiasi decisione stilistica sarebbe difficile da prendere perché potrebbe essere mal digerita e considerata lontana dai canoni della saga.

Il risveglio della forza aveva diviso i fan e il risultato era stato un film piuttosto mediocre, questa volta con  Star Wars: Gli ultimi Jedi regista e sceneggiatori sono riusciti a fare di peggio. La sceneggiatura è di una banalità disarmante, con svolte narrative che non solo non alterano in alcun modo la staticità della pellicola, ma sono prevedibili e mancano quasi totalmente del pathos e dell’epicità a cui ci eravamo abituati nei primi sei capitoli della saga. Molti dei protagonisti, sia vecchi che nuovi, sono piatti ed impalpabili: non riescono mai ad evolversi durante la trama ed esprimere il loro potenziale e sono vittime di una caratterizzazione quasi inesistente. Dei gusci vuoti che dicono frasi preconfezionate prive di qualsiasi originalità.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

In Star Wars: Gli ultimi Jedi si cerca appena di approfondire la psicologia di Kylo Ren e di Rey, ma con risultati non proprio esaltanti.

Kylo Ren, interpretato da Adam Driver, ad esempio è un personaggio infantile e suscettibile di vivaci scatti d’ira, insomma non un vero e proprio villain, ma una macchietta. Non si capisce proprio la natura del suo odio verso i genitori che lo spinge verso il lato oscuro della forza. La cattiveria di Ben Solo sembra non avere una vera ragione e si ha quasi l’impressione che la facciano passare per un tratto ereditato dal nonno Anakin Skywalker. Peccato però che suo nonno sia diventato Darth Vader non per caso ma dopo una lunga e lenta evoluzione e ci siano dei motivi validi (il dolore per la perdita della madre e dell’amata Padmé Amidala, l’inganno di Darth Sidious e, soprattutto, l’indifferenza del Consiglio nei confronti dei suoi sentimenti). Rey poi continua ad avere una padronanza della forza degna di un maestro Jedi senza mai essersi addestrata e senza che ciò venga spiegato lasciando tutto misterioso.

Ci saremmo almeno aspettai una interessante e coinvolgente storia che chiarisse l’identità del leader supremo del Primo ordine, Snoke (Andy Serkis). Invece l’oscuro essere dal volto deforme viene improvvisamente spazzato via dalla galassia dal suo allievo senza che si sappia nulla di lui e del suo passato. Sappiamo solamente che è un esperto manipolatore ed un potente conoscitore della Forza, ma nulla di più.

Per non parlare di altri personaggi come ad esempio Poe Dameron e Finn, che restano sempre poco più che abbozzati. Finn addirittura rivela la sua completa inutilità, sarebbe potuto rimanere in coma per tutto il film e il risultato sarebbe stato lo stesso.

I nuovi personaggi del Vice Ammiraglio Holdo (Laura Dern) e Rose Tico non aggiungono molto alla trama. Rimane impressa la figura del vice ammiraglio solo per i suoi buffi capelli viola e soprattutto perché non si riesce a capire perché indossi un abito da cerimonia mentre comanda un’astronave.

Tra i nuovi personaggi da segnalare il peonaggio di DJ, che seppur anch’esso abbozzato nella sceneggiatura viene ottimamente interpretato dal sempre ottimo Benicio del Toro.

Personaggi che mancano all’appello invece sono i Cavalieri di Ren, che avevamo conosciuto in Star Wars: Il risveglio della Forza in una visione che aveva avuto Rey dopo aver trovato la spada laser appartenuta a Luke Skywalker, nella quale aiutavano Kylo ad uccidere tutti i discepoli del Jedi. In Star Wars: Gli ultimi Jedi non viene mostrata alcuna immagine che li ritragga, tutto ciò che vediamo della notte i cui è stato distrutto il tempio Jedi è lo zio che pensa per un attimo di uccidere il nipote. Si vedono i risultati della distruzione del tempio, ma dei Cavalieri di Ren non c’è traccia.

Degne di nota sono solamente la splendida scenografia e le curate scene di combattimento nello spazio e sul pianeta “salato”: i colori e gli effetti speciali vengono utilizzati magistralmente. Scene che lasciano davvero a bocca aperta, bellissima ad esempio la contrapposizione visiva di rosso e bianco nella battaglia finale. Da apprezzare anche quella della fuga di Finn e Rose su Canto Bight, il pianeta col Casinò.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Uno dei difetti peggiori di Star Wars: Gli ultimi Jedi è l’umorismo, battute prive di spirito sono una costante della pellicola e rischiano di far precipitare il film nel più totale ridicolo; momenti comici così fuori luogo e poco divertenti che sarebbero stati tagliati da Mel Brooks nella parodia Spaceballs (Balle Spaziali). Una serie di gag che vengono utilizzate nel tentativo di riempire i buchi nella trama, ma hanno solo l’effetto di smorzare i momenti di tensione della pellicola. Pensate alle scene in cui Poe Dameron finge di non sentire affatto il generale Hux dal vivavoce, in cui Finn e Rose vengono arrestati per divieto di sosta, o quella in cui Maz Kanata ha problemi coi sindacati.

Si tratta del secondo film di una trilogia, quindi dovrebbe essere un collegamento tra la prima pellicola e la nuova che uscirà nel maggio del 2019. A differenza de L’attacco dei cloni (se pensiamo alla seconda trilogia di prequel) o de L’impero colpisce ancora costruisce davvero poco di rilevante. Gli stessi personaggi si muovono per lo più in maniera sconclusionata durante Star Wars: Gli ultimi Jedi. Si fatica a trovare scene degne di nota che rimangano impresse nello spettatore, non c’è una storia accattivante e manca addirittura un finale che spinga il pubblico ad aspettare con ansia un seguito. Sorge una domanda spontanea sul perché vedere l’episodio 9 tra due anni, poca suspense.

Appare chiaro che la Disney, siano più interessati a trasformare Star Wars in una serie lobotomizzata in cui viene cancellato il passato per fondare una nuova mitologia e non si preoccupino più di tanto di creare un film emozionante con una trama di livello. Una serie di pellicole in cui la narrazione lascia lo spazio a esigenze di marketing. Dimostra il loro desiderio di fare tabula rasa del passato e voltare pagina il fatto che durante lo svolgimento della pellicola venga ripetuto da tutti incessantemente il mantra che il passato è passato.

Ad esempio pensate a cosa dice Kylo a Rey dopo aver eliminato Snoke, invitandola a governare la Galassia insieme a lui: “Basta con i Jedi e con i Sith“.

Una bella confezione, battutine degne della peggior sitcom americana e null’altro di più.

Star Wars: Gli ultimi Jedi

Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi

Lingua originale: inglese

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2017

Durata: 152 min                       streaming

Rapporto: 2.39:1

Genere: fantascienza, azione, avventura

Regia: Rian Johnson

Sceneggiatura   Rian Johnson

Produttore: Kathleen Kennedy, Ram Bergman

Produttore esecutivo: J. J. Abrams, Jason McGatlin, Tom Karnowski

Casa di produzione: Lucasfilm

Distribuzione (Italia): Walt Disney Studios Motion Pictures

Fotografia: Steve Yedlin

Montaggio: Bob Ducsay

Effetti speciali: Chris Corbould

Musiche: John Williams

Scenografia: Rick Heinrichs

Costumi: Michael Kaplan                        streaming

Trucco: Peter Swords King

Attori e personaggi:

Mark Hamill: Luke Skywalker

Carrie Fisher: Leia Organa

Adam Driver: Kylo Ren                                                   streaming

Daisy Ridley: Rey

John Boyega: Finn                                        streaming 

Oscar Isaac: Poe Dameron

Andy Serkis: Leader Supremo Snoke

Lupita Nyong’o: Maz Kanata

Domhnall Gleeson: Generale Hux

Anthony Daniels: C-3PO

Gwendoline Christie: Capitano Phasma

Kelly Marie Tran: Rose

Laura Dern: Amilyn Holdo

Benicio del Toro: DJ

Mark Hamill “Questo non è il mio Luke Skywalker

Trailer:

in italiano: link 1 streaming youtube

in lingua originale: link 2 streaming youtube

 

Luca Miglietta

Star Wars: Gli ultimi Jedi

 

 

Questo non è il mio Luke Skywalker

Questo non è il mio Luke Skywalker

Mark Hamill sul suo personaggio "Questo non è il mio Luke Skywalker"

Star Wars 8 Gli Ultimi Jedi: Mark Hamill “Questo non è il mio Luke Skywalker

Dopo la critica mossa dai fan a Star Wars: Gli ultimi Jedi e la loro petizione lanciata per escluderlo dal canone ufficiale della saga, anche Mark Hamill dice la sua sull’ultimo film di Star Wars. L’attore, che poco tempo fa aveva dichiarato di preferire la trilogia di George Lucas a quella iniziata con Il risveglio della Forza, questa volta si è soffermato questa volta sul suo personaggio.

Ha infatti rivelato l’attore durante una recente intervista:

Avevo detto a Rian, “I Jedi non si arrendono”. Voglio dire, anche se avesse avuto un problema, si sarebbe preso il suo tempo per riprendersi. Se lui avesse fatto un errore, avrebbe cercato di rimediare. Quindi nel film abbiamo una differenza fondamentale, ma non si tratta più della mia storia. È la storia di qualcun altro, e Rian aveva bisogno che io fossi in una certa maniera affinché il finale fosse effettivo. Luke non avrebbe mai fatto così, mi spiace. Io parlo dello Star Wars di George Lucas, ma questo invece è lo Star Wars di una nuova generazione, quindi ho dovuto quasi pensare a Luke come a un personaggio diverso. Magari è Jake Skywalker. Lui non è il mio Luke Skywalker, ma ho dovuto fare quello che Rian mi chiedeva perché valorizza bene la storia. (…) Io non l’ho ancora accettato del tutto, ma è solo un film. Spero che alla gente piaccia. Spero non si arrabbino, e alla fine credo che Rian fosse esattamente l’uomo giusto per il lavoro.

Insomma, non dichiarazioni proprio entusiaste quelle dell’attore americano.

Il regista Rian Johnson ha invece ammesso:

la più grande sfida nello scrivere la sceneggiatura è stato occuparmi di Luke Skywalker. Come si può vedere dal poster aleggia su questo film. Capire che parole avrebbero avuto senso o quale parte avrebbe dovuto avere in questo film è stato il problema più grande.

Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy

Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy

Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy e a pochi mesi di distanza il marito Simon Monjack

Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy. Una muffa pericolosa

Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy pare avesse infestato il bagno, ma le circostanze restano misteriose a distanza di anni

Brittany Murphy era stata trovata morta il 20 dicembre 2009, a causa di un arresto cardiaco nella doccia di casa sua. Secondo le fonti è stata la madre a trovarla priva di sensi nella vasca da bagno della casa di Los Angeles intestata al marito. Dopo una chiamata al 911 i paramedici accorsi sul posto hanno tentato di rianimarla, ma giunta all’ospedale Cedars-Sinai Medical Center è stata dichiarata morta per arresto cardiaco.

Dato il ritrovamento di numerose tracce di vomito sul luogo del decesso, gli inquirenti parlarono di “morte sospetta” e la polizia di Los Angeles aprì un’inchiesta sul caso. Il 21 dicembre 2009 fu eseguita l’autopsia a seguito della quale il medico legale dichiarò di non voler rivelare alcunché sulle cause della morte prima dell’esito definitivo degli esami tossicologici.                Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy

Dopo circa un mese e mezzo dalla morte, gli esiti resi noti dell’autopsia rivelarono che la causa del decesso di Brittany era stata una polmonite complicata da carenza di ferro, che poteva essere curata, aggravata da un’anemia e da un’intossicazione da farmaci. Si sono poi susseguite illazioni sulle cause. C’entravano per caso le droghe? Un cocktail micidiale a base di farmaci? O era colpa dello stress?

Il coroner aveva rilasciato un rapporto in cui affermava che Murphy aveva preso una serie di farmaci da banco e di prescrizione, con la più probabile ragione per trattare un’infezione a freddo o respiratoria. Questi includevano “livelli elevati” di idrocodone, acetaminofene, L-metamfetamina e cloreniramina. Tutti i farmaci erano legali e la morte fu giudicata un incidente, ma il rapporto osservò: “i possibili effetti avversi fisiologici di livelli elevati di questi farmaci non possono essere scontati, specialmente nel suo stato indebolito.”

Il 23 maggio 2010 a distanza di soli cinque mesi era deceduto nella stessa abitazione a Beverly Hills anche Simon Monjack, sceneggiatore e marito dell’attrice britannica. Il marito 39enne era morto per un’acuta polmonite e una grave anemia (proprio come Brittany), e che non vi erano droghe nel suo organismo. Una coincidenza tanto tragica quanto curiosa. Le indagini a quel punto, dopo aver sospettato come per la morte di Brittany Murphy di abuso di droga, presero in considerazione che la causa dei due decessi fosse da attribuire alla presenza di una particolare muffa che infestava l’abitazione ma le verifiche non trovarono riscontri per tale ipotesi.

Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy. muffa tossica, fungo pericoloso

Se costantemente inalate le spore della muffa possono causare gravi problemi alla salute: la gamma della malattie che vengono provocate spazia dalle reazioni allergiche, raffreddori e asma, disturbi quali mal di testa, dolori muscolari o stanchezza, fino a gravi infiammazioni delle vie respiratorie.   Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy

Sharon Murphy, la madre di Brittany, che in un primo momento non aveva consentito l’accesso degli ispettori del Department of Public Health all’abitazione, decise poi di collaborare alle indagini. Si trovava in viaggio Europa e decise di tornare a Los Angeles.

Nel dicembre 2011, Sharon Murphy, che aveva sempre dichiarato di trovare assurdo che la causa del decesso fosse la muffa, cambiò la sua posizione, annunciando che il fungo tossico era davvero ciò che aveva ucciso la figlia e il genero. L’11 gennaio 2012, il padre di Brittany Murphy Angelo Bertolotti decise di rivolgersi alla Corte Suprema della California per chiedere che l’ufficio del coroner della contea di Los Angeles consegnasse i campioni dei capelli di sua figlia per i test indipendenti. La causa venne archiviata il 19 luglio 2012, dopo che Bertolotti non aveva partecipato a due audizioni.

Nel novembre 2013, Angelo Bertolotti sostenne che un rapporto tossicologico mostrava che l’avvelenamento da metalli pesanti, tra cui antimonio e bario, era una possibile causa della morte di Brittany Murphy.               Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy

In un’intervista del 2014 Bertolotti dichiarò poi esplicitamente che credeva che la sua ex-moglie avesse ucciso la figlia. Sharon Murphy descrisse l’affermazione come “a smear” (una calunnia).                           Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy

I campioni della donna sarebbero risultati positivi ad almeno dieci metalli pesanti, in quantità esageratamente sopra alla norma, ma Ernest Lykista, il tossicologo che ha eseguito il test, ha affermato che le tinte per capelli sono la più probabile causa per i metalli pesanti. Uno studio del 2008 ad esempio aveva rivelato che tingersi i capelli può portare le persone che vi si sottopongono ad avere livelli elevati di manganese, ferro, nichel, rame, cadmio e antinomio.       Il fungo che ha ucciso Brittany Murphy

Non si sa o meno se sia stato un fungo tossico ad uccidere Brittany Murphy, ma le cause del decesso restano davvero misteriose a distanza di anni.

L.M.

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead dopo il midseason finale

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead

Una petizione chiede il licenziamento dello showrunner di The Walking Dead, e nonostante l’enorme colpo di scena, l’episodio di metà stagione è stato il meno visto dal lontano 2011

Se non avete ancora visto la puntata in questione (mid-season finale ottava stagione) è il momento di fermarsi e smettere di leggere questo articolo, altrimenti andreste incontro a numerosi spoiler che rovinerebbero un colpo di scena.

Durante l’ultimo episodio trasmesso dalla AMC domenica scorsa c’è stato un grosso colpo di scena che ha fatto tremare i numerosi fan di The Walking Dead per via delle prospettive future. In questo episodio infatti Carl Grimes (Chandler Riggs), il figlio di Rick Grimes (Andrew Lincoln) è stato morso da uno zombie.

Durante tutto l’episodio, Carl si scaglia contro il padre e la sua decisione di uccidere Negan (Jeffrey Dean Morgan), dicendo che ci sono altri modi per convivere senza dover per forza commettere un omicidio.

Alla fine dell’episodio, Carl alza la maglietta e mostra al padre un morso di zombie: il ragazzo è condannato a morte. La decisione di uccidere questo popolare personaggio, presente dal primissimo episodio del TV show, ha mandato su tutte le furie i fan, che hanno fatto partire una petizione contro lo showrunner Scott M. Gimple.

Questa petizione ha già raggiunto quasi 35.000 firme. I fan considerano Scott M. Gimple colpevole di aver preso una decisione troppo controversa.

Nei mesi passati però si era parlato del desiderio del giovane Riggs di andare al college e  quindi l’ipotesi della morte del personaggio si stava facendo sempre più plausibile, ma l’attore ha dichiarato che non è stato quello il motivo della scelta di Gimple.

Lo showrunner ha infatti affermato che questo sarebbe stato il modo in cui Carl avrebbe potuto dare ancora di più alla storia e, soprattutto, al personaggio di Rick. Il padre dopo la sua morte nei nuovi episodi sarà profondamente cambiato.

Nonostante questo enorme colpo di scena, questo mid-season finale è stato il meno visto da quello della seconda stagione nel lontano 2011. L’ottava stagione tornerà su AMC il 25 febbraio 2018.

L.M.