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A chi è ispirato amici miei

A chi è ispirato Amici miei

A chi è ispirato Amici miei, la famosissima commedia italiana del 1975 diretta da Mario Monicelli? I cinque amici da cui si prende spunto per la costruzione dei personaggi esistevano davvero

A chi è ispirato Amici mieiA chi è ispirato Amici miei? Per costruire le avventure dei cinque protagonisti di Amici miei gli autori (Pietro Germi, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli) si ispirarono a fatti realmente accaduti o aneddoti diffusi in Toscana.

Dalle interviste ai protagonisti è emerso che gli autori si ispirarono a cinque professionisti benestanti che negli anni ’30, che vivevano a Castiglioncello, in provincia di Livorno. I cinque amici erano famosi per le famose zingarate.

I cinque erano Mazzingo Donati, medico immunologo fiorentino, Ernesto Nelli architetto, Giorgio Menicanti giovane nobile del luogo, Silvano Nelli, giornalista, e Cesarino Ricci collaboratore dell’amico Silvano. Mazzingo Donati divenne molto famoso nel 1959, perchè realizzò il primo trapianto di midollo osseo in Italia, al Policlinico di Careggi.

A chi è ispirato Amici miei
La celebre scena degli schiaffi ai passeggeri in partenza alla stazione Stazione di Firenze Santa Maria Novella, secondo il regista Mario Monicelli sarebbe invece realmente accaduta in provincia di Roma ad opera di alcuni pensionati annoiati. Maestro della supercazzola invece pare fosse Raffaelo Pacini, caro amico di Monicelli e autore di questa comicità all’insegna del nonsense.

Lo stesso Gastone Moschin raccontò che il suo ruolo si ispirava ad un architetto fiorentino perdutamente innamorato della moglie di un noto avvocato. L’avvocato però nel film è stato trasformato nel chirurgo Sassaroli. E, secondo la leggenda, sembra che persino lui, come il protagonista del film, sia andato a chiedere la mano della donna al marito cornuto.

A chi è ispirato Amici miei
I cinque amici nella finzione cinematografica erano toscani, gli attori che li impersonano però non lo erano. Ecco di dove erano originari gli attori

Grandissima l’interpretazione dei cinque attori che impersonavano i cinque amici protagonisti di Amici miei, eppure nessuno di loro era davvero toscano. Ugo Tognazzi, era nato nel 1924 a  Cremona, Gastone Moschin a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona nel 1929, Adolfo Celi era nato a Messina  nel 1922, Philippe Noiret a Lilla nel nord della Francia 1930, Duilio Del Prete invece era nato a Cuneo nel 1938. Quest’ultimo è stato poi sostituito nel sequel della pellicola da Renzo Montagnani, che nonostante molti reputino toscano per via del suo accento in molte pellicole, è anch’esso piemontese. L’attore è infatti nato ad Alessandria nel 1930.

Luca Miglietta

Cine34

Cine34

Cine34: nuovo canale Mediaset attivo da oggi 20 gennaio 2020. Sarà dedicato interamente al cinema italiano. Mediaset Extra avrà nuova numerazione

Cine34
Cine34, il nome del nuovo canale già fa capire qual sia la sua posizione all’interno delle frequenze italiane. La numerazione dei canali Mediaset è destinata a subire ancora una volta una rimodulazione, con il conseguente spostamento di Mediaset Extra, che attualmente occupa proprio il numero 34 all’interno della lista canali. Mediaset Extra viene spostato sul 55.

La rete trasmetterà solo cinema italiano, sette giorni su sette. Poichè il 20 gennaio è il centenario della nascita di Federico Fellini, la programmazione inizierà con una giornata dedicata interamente al maestro. Saranno trasmessi i seguenti film: Lo Sceicco bianco, Boccaccio ’70, 8 e 1/2La dolce vita, I vitelloni, Giulietta degli Spiriti.

La programmazione sarà interamente dedicata al cinema italiano, con un palinsesto iniziale già ben delineato e suddiviso per generi e aree tematiche a seconda del giorno della settimana: il lunedì andranno in onda i classici dei maestri del cinema italiano, il martedì sarà dedicato alla commedia sexy made in Italy e alle loro iconiche bellezze; al mercoledì i polizieschi e al giovedì le commedie con il venerdì thriller dedicato a gialli da brivido. Il weekend si concluderà poi con western, di sabato, e una serie di pellicole cult in onda la domenica.

Se non ricevete il nuovo canale dovrete ri-sintonizzare il vostro apparecchio televisivo sia che riceviate il canale via antenna che via satellite su tivùsat

La modifica nella numerazione canali non sarà attuata in automatico, a meno che il vostro televisore disponga di questa funzione. In queste caso basta aggiornare la lista canali del vostro dispositivo. Se nella vostra zona non dovesse riceversi la frequenza troverete il canale anche in streaming direttamente sul sito Mediaset e sull’app Mediaset Play.

Questa novità si aggiunge alla recente rimodulazione canali, che ha portato l’inserimento automatico di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 HD al numero corrispondente ai vecchi canali non HD e alcune modifiche per la versione in alta definizione di Canale 20.

L.M.

Margot Robbie parla di Sharon Tate

Margot Robbie parla di Sharon Tate

Margot Robbie parla di Sharon Tate, il personaggio che interpreta nel film di Quentin Tarantino intitolato C’era una volta a… Hollywood

Margot Robbie parla di Sharon Tate
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate

Margot Robbie parla di Sharon Tate. L’attrice e produttrice cinematografica australiana si è più volte soffermata a parlare Sharon Tate, una promettente attrice che si era sposata con il famoso regista franco-polacco Roman Polański e che venne barbaramente uccisa nella sua casa di Beverly Hills al 10050 di Cielo Drive. Sharon – che al momento dell’assassinio era all’ottavo mese di gravidanza – venne assassinata insieme a quattro amici, dai seguaci di Charles Manson. Il film di Quentin Tarantino è liberamente ispirato a questa drammatica vicenda.

Margot Robbie parla di Sharon Tate 2
Margot Robbie si è soffermata molte volte sulla figura di Sharon Tate, ma quelle che riporto in questo articolo sono forse le più belle parole mai dedicate dall’attrice al suo personaggio

«È vero, in tanti hanno descritto Sharon come una presenza eterea, angelica. Credo fosse veramente un’anima bella e generosa, sempre aperta a nuove opportunità ed esperienze di vita. Non fu mai una bacchettona e non giudicò mai nessuno, e io ho voluto rappresentarla così, con una sua meravigliosa umanità. I miei spunti interpretativi li ho trovati nella sceneggiatura, la sua è una presenza vagamente onirica, un’idea più che un personaggio definito. Un angelo in terra, intoccabile e irreale. Personalmente, amo la scelta di Tarantino. Segue Sharon nella sua quotidianità: lei che va in giro per Los Angeles, fa la spesa, sceglie un libro, vede un film, rientra a casa e fa i bagagli per Roman (Polanski). A me è piaciuto passare del tempo con lei, e credo piacerà anche al pubblico. Quentin ha voluto onorare la memoria di una persona poco definibile, la sua vita e la sua grande empatia.»

Da queste parole si capisce perchè Margot Robbie si sia calata così bene nel personaggio che interpreta, fornendo una rappresentazione quasi eterea  di Sharon Tate.

L.M.

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

L’incontro con il grande scrittore Gabriel García Márquez, descritto dal famoso attore cubano naturalizzato italiano, che amava moltissimo leggere

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez
Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

L’incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez. L’attore – noto al grande pubblico per aver interpretato Nico Giraldi, un ispettore di polizia, romano dai modi rudi ed efficaci, che conosce bene gli ambienti malavitosi avendone fatto parte in gioventù col soprannome di “er Pirata” ed infine Sergio Marazzi, meglio conosciuto come “er Monnezza – aveva raccontato il suo incontro con il famosissimo scrittore, giornalista e saggista colombiano.

E pensare che nella sua autobiografia – in cui Tomas Milian ha raccontato molte vicende della sua vita, anche le più bizzarre – ha raccontato che dovette rispondere “no” alla possibilità di fare un film con Gabriel Garcia Marquez.

A Milano conobbi Gabriel García Márquez che era di passaggio in città. Andammo insieme al ristorante a gustare un’enorme “orecchia di elefante”, in compagnia di un’amica giornalista che era già stata avvisata che non volevo né foto né articoli su quell’incontro: non mi è mai piaciuto farmi pubblicità alla faccia di una celebrità. Tre giorni dopo fu García Márquez stesso a dirmi che un suo amico voleva farci un servizio fotografico assieme. Accettai perché la richiesta arrivava da lui.

Incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez

Quest’incontro tra Tomas Milian e Gabriel García Márquez non è stato l’unico: il poeta e premio Nobel per la Letteratura, aveva visto l’attore nel 1974 per convincerlo a tornare a Cuba.

Nel libro-intervista “The cuban Hamlet” scritto da Giuseppe Sansonna, Tomas Milian aveva anche raccontato un altro incontro col poeta colombiano. Gabriel Garcia Marquez nel 1974 aveva tentato di convincere l’attore a tornare a Cuba:

gliel’ho aveva chiesto Fidel Castro, suo amico. Me fece una proposta, che me mise molto in crisi: me voleva come protagonista di un suo film su Che Guevara, da girare su un altopiano colombiano. Soldi zero, o quasi, porché era un film de arte indipendiente. E poi sarei stato per sei mesi, el tempo delle riprese, troppo lontano dai film dei poliziotti che me facevano guadagnare cifre enormi. Pensai che a Cinecittà me avrebbero dimenticato, messo da parte. Congedai quel grande scrittore, prendendo tempo: ne dovevo parlà con un saggio. Chiamai Quinto Gambi, er pesciarolo amico mio, de Tor Marancia, che me aveva ispirato por el Monessa.

L.M.

Twin Pines Mall

Twin Pines Mall, il centro commerciale di Ritorno al futuro, che cambia nome per effetto delle azioni di Marty

Il primo segnale dell’alterazione della realtà provocata dal viaggio di Marty nel passato appare quando lui stesso torna nel presente e il nome del centro commerciale non è più “Twin Pines Mall”,  ma è diventato “Lone Pine Mall”

Twin Pines Mall, il centro commerciale di Ritorno al futuro
Le due insegne del centro commerciale inserite nella stessa foto

Sono tantissime le curiosità che si possono notare ad una visione attenta di Ritorno al futuro, spesso su questo blog se ne è parlato. Una di queste riguarda il cambiamento del nome del centro commerciale di Hill Valley, provocato dalle azioni di Marty quando torna indietro nel passato.

Se vi ricordate nel 1985, quando Marty McFly viene svegliato nel cuore della notte da Doc Emmett Brown per assistere al suo esperimento scientifico, i due si incontrano nel parcheggio di un centro commerciale. Il nome del centro commerciale è Twin Pines Mall (Centro Commerciale Pini Gemelli).

Twin Pines Mall back to the future
Marty nel 1955 modifica tanti aspetti del passato che avranno un effetto dirompente quando ritonerà alla sua vita di tutti i giorni

Quando Marty finisce nel 1955 cercando di scappare dai terroristi libici che hanno ucciso l’amico Doc, il centro commerciale non esisteva ancora ed al suo posto c’era il ranch di Mr Peabody.

Marty quando esce dalla DeLorean DMC-12, essendo una macchina del futuro ed indossando un casco, viene scambiato per un alieno e minacciato con un fucile. Il ragazzo nello scappare abbatte uno dei due pini gemelli della fattoria. Il ranch era chiamato “Twin Pines Ranch”.

Quando il protagonista di Ritorno al futuro torna nel 1985, le sue azioni nel passato hanno avuto delle conseguenze ed una di queste è il cambiamento del nome del centro commerciale in “Lone Pine Mall” (Centro Commerciale Pino Solitario).

Luca Miglietta

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone che poteva causare la mancata partecipazione dell’attore italoamericano alla pellicola

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone
Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone. Pensare al capolavoro C’era una Volta in America (1984), senza la presenza di Robert de Niro è davvero difficile. Eppure il rischio che l’attore italoamericano non partecipasse alla pellicola c’è stato. E tutto per un curioso episodio.

Ma veniamo ai fatti: Sergio Leone parlò per la prima volta del progetto di C’era una Volta in America a Robert De Niro nel 1973. Il regista gli aveva raccontato a grandi linee la futura trama della pellicola attraverso un traduttore, poichè Leone non era molto a suo agio con l’inglese.

Non si trattava ancora di nulla di concreto, ma di un semplice progetto. Alcuni anni più tardi a sceneggiatura terminata, Sergio Leone contattò di nuovo Robert De Niro tramite il produttore Arnon Milchan, che aveva lavorato con l’attore in Re per una Notte di Martin Scorsese e che avrebbe fatto parte anche del team di produzione di C’era una Volta in America.

Robert De Niro e la pipì di Sergio Leone 2
Secondo Milchan non fu facile convincere De Niro a leggere la lunga sceneggiatura della pellicola, ma alla fine l’attore lesse lo script e accettò di incontrare Sergio Leone. L’incontro avvenne in una lussuosa suite all’ultimo piano del Mayflower Hotel di New York, dove era stata riservata una stanza per Robert De Niro.

Il motivo che poteva costare la partecipazione di Robert De Niro a C’era una Volta in America era davvero futile, per fortuna si è risolto tutto in modo positivo

Leone e De Niro discussero del progetto da soli, mentre Milchan si trovava in una stanza separata. Terminato l’incontro il produttore venne chiamato dall’attore turbato che gli comunicava di non voler più fare il film.” Robert De Niro condusse in bagno il produttore e gli comunicò il motivo della scelta, indicandogli il gabinetto e dicendo: “Non vedi che mi ha pisciato su tutto il sedile del water?” La tavoletta del water era sporca di urina. Milchan aveva cercato di convincere l’attore che Sergio Leone non lo aveva fatto apposta.

Robert De Niro però era irremovibile: “assolutamente no, Arnon: lo ha fatto apposta.” L’attore proseguì spiegando che secondo lui si trattava di un gioco di potere, una sorta di marchio sul territorio per dimostrargli chi tra i due comandava davvero, chi era il capo tra lui e Leone. Dopo una lunga chiacchierata però Arnon Milchan riuscì a convincere Bob De Niro che aveva completamente travisato la situazione ed era stata solo una disattenzione del regista. Robert De Niro così per fortuna accettò di lavorare con Sergio Leone in C’era una Volta in America.

L.M.

Canada elimina il cameo di Donald Trump

Canada elimina il cameo di Donald Trump

Canada elimina il cameo di Donald Trump dal film ‘Mamma, ho riperso l’aereo. il presidente risponde scherzando: “Il film non sarà più lo stesso”

Canada elimina il cameo di Donald Trump
Canada elimina il cameo di Donald Trump, un classico delle festività natalizie, rischia di diventare un caso politico. L’emittente tv Canadian Broadcasting Company ha tagliato dal film Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York la scena in cui compare Donald Trump. Una scelta che ha suscitato molte polemiche, soprattutto negli Stati Uniti. Il taglio della scena è considerato dai sostenitori di Donald Trump e dai conservatori americani come una mossa politica, una censura.

Il figlio di Trump, Donald Trump Jr, lo definisce “patetico”. Cbc precisa però di aver deciso il taglio nel 2014, già quando ha acquistato il film e quando Trump era conosciuto come un costruttore, non come presidente. “Come spesso accade per i film adattati per la televisioni, anche Mamma ho riperso l’aereo è stato rivisto. La scena con Trump è stata una di quelle che sono state tagliate”, questa la spiegazione di Cbc.

Il presidente americano ha scherzato sull’accaduto affidandosi ancora una volta all’amato Twitter: “Il film non sarà più lo stesso”, ha scritto.

Una scena non fondamentale ai fini della trama della pellicola, ma un taglio che ha comunque fatto scoppiare un polverone tra i due paesi

Mamma ho riperso l’aereo  è il secondo e ultimo capitolo della saga che vede come protagonista il piccolo Kevin McCallister interpretato da Macaulay Culkin. Donald Trump che nel 1992, anno in cui è uscito il film, era un rampante uomo d’affari di New York ed era completamente estraneo alla politica. Il piccolo Kevin nella pellicola incontrava Donald Trump nella hall del Plaza Hotel e l’uomo d’affari gli indicava la direzione per raggiungere la reception.

Luca Miglietta

Ballo di Joker come quello di Chandler

Ballo di Joker come quello di Chandler in Friends

Il ballo di Joker come quello di Chandler Bing, parola di Matthew Perry

Ballo di Joker come quello di Chandler in Friends
Il ballo di Joker come quello di Chandler in Friends? Secondo, Matthew Perry che interpretava il simpatico e divertente personaggio Chandler Bing nella famosissima sitcom americana sì.

Vi ricordate la scena delle scale vista nel film su Joker già diventata cult in poche settimane dall’uscita della pellicola? È ispirata a una delle popolari mosse di Chandler in Friends. A sostenerlo, scherzando, è proprio Matthew Perry su Twitter, l’interprete del personaggio della sitcom. L’attore ha condiviso un divertente meme che mette a confronto le due mosse.

“Prego”, ha scritto l’attore condividendo l’immagine. Poi ha aggiunto: “Non so chi ha realizzato il meme, ma bravo”. La condivisione di Matthew Perry ha scatenato l’ilarità degli utenti che hanno condiviso il post ed addirittura trovato altri paralallelismi tra i due personaggi. Chissà se Joaquin Phoenix per interpretare Joker si è ispirato al Chandler Bing di Matthew Perry, bisognerebbe chiederglielo.

Ballo di Joker come quello di Chandler in Friends 2
Joker ha avuto un enorme successo, superiore alle previsioni, ha infatti superato il miliardo di dollari d’incassi al botteghino. Il pubblico ha molto apprezzato la pellicola

intanto il Joker di Todd Phillips, dopo aver raggiunto a fine ottobre gli incassi più alti di sempre per un film R-Rated (Sigla utilizzata negli USA per indicare i film vietati ai minori di 17 anni senza presenza di un adulto con loro), ha battuto recentemente un nuovo record. Grazie agli incassi mondiali pari a oltre un miliardo di dollari, il Joker di Joaquin Phoenix è diventato anche il cinecomic più redditizio di sempre, essendo costato solo 65 milioni di dollari e avendo quindi incassato oltre 15 volte il budget speso.

La cifra raccolta da Joker è ancora più clamorosa se si tiene conto che la pellicola di Todd Phillips targata  Warner Bros non ha avuto una distribuzione in Cina, paese che da diversi anni risulta fondamentale per scalare il box-office.

L.M.

 

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin scritta e cantata da Madonna

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin
Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin. Nel 1992 usciva Le iene (Reservoir Dogs) un film scritto e diretto da Quentin Tarantino, al suo esordio in un lungometraggio. Nell’incipit del film, c’è la celeberrima sequenza del dialogo tra le iene sedute attorno ad un tavolo dopo aver fatto colazione. Una delle Iene, Mr. Brown, interpretato da Quentin Tarantino, osserva che “Like A Virgin” di Madonna deve essere “a metaphor for big dicks”.

Uno dei dialoghi Tarantiniani più famosi ed apprezzatissimo dai fan, ma Madonna prenderà le distanze dall’interpretazione fornita da Mr. Brown della sua canzone. Quando Madonna ha incontrato Tarantino ad una festa per celebrare l’uscita del film, gli ha consegnato una copia autografata del suo ultimo disco Erotica. Assieme alla copia c’era un simpatico biglietto con su scritto: “Quentin: It’s about love, not dick” “Quentin: riguarda l’amore, non il cazzo”

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin madonna
Ecco la conversazione integrale dell’incipit de Le Iene, che possiamo riportarvi solamente per iscritto, per problemi di copyright il video non possiamo inserirlo

Mr. Brown: Ve lo dico io di cosa parla Like a Virgin. Parla di una ragazza che rimorchia uno con una fava così! Tutta la canzone è una metafora sulla fava grossa.
Mr. Blonde: No, macché, parla di una ragazza vulnerabile perché se la sono sbattuta di sopra e di sotto, ma poi incontra un tipo sensibile e…
Mr. Brown: Nonononono, mammoletta, queste sono cazzate per turisti!
Joe [sfogliando una rubrica]: Toby? Toby? Chi cazzo è Toby?
Mr. Brown: Like a Virgin non parla affatto di una ragazza sensibile che incontra un bravo ragazzo. Quella è True Blue, sì, è così, su questo non ci piove.
Mr. Orange: E qual è True Blue?
Eddie: Non conosci True Blue? Cristo, è stato un successo per Madonna. Allora non segui la top ten, se non sai nemmeno cos’è True Blue.
Mr. Orange: Senti, stronzo, ho solo chiesto come fa. Non vorrai mica spappolarmi il cazzo se non sono un fan di Madonna, no?
Mr. White: Per me può anche andare a cagare.
Mr. Blue: A me piaceva all’inizio quando cantava Borderline. Ma da quando è entrata nella fase Papa don’t preach non la seguo più.
Mr. Brown: E basta, così mi fate perdere il filo. Non mi ricordo più. Che stavo dicendo?
Joe: Toby la cinesina? Come faceva di cognome?
Mr. White: Che roba è quella?
Joe: È una vecchia rubrica, l’ho trovata in un cappotto che non mettevo da secoli. Come si chiamava?
Mr. Brown: Ma che cazzo stavo dicendo?
Mr. Pink: Hai detto che True Blue parla di una ragazza sensibile che conosce un bravo ragazzo, invece Like a Virgin è una metafora della fava grossa.
Mr. Brown: Ah sì. Ve lo dico io di che parla Like a Virgin. Parla di una figa che scopa come una matta a destra e a sinistra, giorno e notte, mattina e sera. Cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzo.
Mr. Blue: Quanti cazzi fanno?
Mr. White: Una marea!
Mr. Brown: Finché un bel giorno incontra un tipo cazzuto alla John Holmes e allora vai alla grande! Cioè, uno che con l’attrezzo ci scava i tunnel, come Charles Bronson ne La grande fuga. Lei ci da dentro come una maiala, finché sente una roba che non sentiva da un secolo: dolore… Dolore. Le fa male! Le fa male… Non dovrebbe, perché la strada e bell’e che asfaltata ormai, ma quando il tipo la pompa, le fa male. Lo stesso dolore che sentì la prima volta, capite? Il dolore fa ricordare alla scopatrice folle le sensazioni di quando era ancora vergine… E quindi, Like a Virgin!

Interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin di madonna
L’interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin è corretta? L’idea del grande regista è senza dubbio curiosa, ma credo sia andato fuori strada, molto probabilmente ben conscio di farlo per creare un dialogo ed una libera interpretazione davvero curiosa. Ora vi proponiamo anche il testo integrale della famosissima canzone di Madonna del 1984 per potervi fare anche voi un’idea se l’interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin è corretta:

Like a Virgin
(Madonna)

I made it through the wilderness
Somehow I made it through
Didn’t know how lost I was
Until I found you
I was beat
Incomplete
I’d been had, I was sad and blue
But you made me feel
Yeah, you made me feel
Shiny and new
Hoo, Like a virgin
Touched for the very first time
Like a virgin
When your heart beats
Next to mine
Gonna give you all my love, boy
My fear is fading fast
Been saving it all for you
‘Cause only love can last
You’re so fine
And you’re mine
Make me strong, yeah you make me bold
Oh your love thawed out
Yeah, your love thawed out
What was scared and cold
Like a virgin, hey
Touched for the very first time
Like a virgin
With your heartbeat
Next to mine
Whoa
Whoa, ah
Whoa
You’re so fine
And you’re mine
I’ll be yours
‘Till the end of time
‘Cause you made me feel
Yeah, you…
Like a virgin, hey
Touched for the very first time
Like a virgin
With your heartbeat
Next to mine
Like a virgin, ooh ooh
Like a virgin
Feels so good inside
When you hold me,
And your heart beats,
And you love me
Oh oh, ooh whoa
Oh oh oh whoa
Whoa oh ho, ho
Ooh baby
Yeah
Can’t you hear my heart beat
For the very first time?

Secondo voi l’interpretazione di Tarantino della canzone Like a Virgin è corretta? Scrivete la vostra opinione nei commenti.

L.M.

 

Clint Eastwood non abbandona il set

Clint Eastwood non abbandona il set

Clint Eastwood non abbandona il set. Incendio a Hollywood, Studios evacuati, ma il regista ed attore resta: “Devo finire una cosa”

Clint Eastwood non abbandona il set
Clint Eastwood non abbandona il set e si rifiuta di scappare dalle fiamme che si avvicinano e resta per terminare il suo ultimo lungometraggio. Nella zona degli Studios della Warner Bros era scoppiato un incendio ed a Hollywood era scattato il sistema di sicurezza con pompieri e polizia che erano giunti sul posto per evacuare tutti i presenti.

Tutti tranne uno, il più temerario ed impavido dei presenti, uno dei più grandi duri del cinema, Clint Eastwood. Ai soccorritori ha risposto perentorio: “Sto bene, c’è un lavoro da finire”. Così ha raccontato il figlio e attore Scott su Instagram con un video del fumo poco sopra i tetti dei degli Studios. “Il mio vecchio papà di 89 anni ha replicato così agli uomini della sicurezza ed è rientrato dentro la sala di mixaggio per assemblare il film”.

Il rogo è durato circa tre ore, ma è stato fermato grazie all’intervento di oltre 230 pompieri, assistiti da cinque elicotteri e due aerei anti incendio. Un vigile del fuoco è rimasto ferito mentre combatteva le fiamme. L’incendio ha bruciato circa 34 acri di terreno nell’area delle colline di Hollywood. Cosa abbia scatenato l’incendio che ha bruciato acri di terreno e minacciato anche gli Studios non è ancora chiaro.

Clint Eastwood non abbandona il set 2
Fiamme vicino alla Warner Bros. Il figlio e attore Scott ha documentato il tutto su Instagram : “Il mio vecchio papà di 89 anni non si muove e dice che deve finire il montaggio del film”. Alla polizia che gli ordinava l’evacuazione, la leggenda del cinema ha risposto: “Sto bene”. Ed è rientrato in studio

Il compositore Christopher Drake, durante l’incendio, ha twittato: “Ho dovuto evacuare il mio studio alla Warner Bros per la prima volta in assoluto a causa del fumo del #Barhamfire proprio dietro il lotto dello studio. Al momento WB è in blocco totale”.

Clint Eastwood si trovava all’interno delle sale di mixaggio, per ultimare il suo film: Richard Jewell. Il film racconta la storia di una oscura guardia della sicurezza della società telefonica AT&T, che coraggiosamente durante le Olimpiadi di Atlanta del 1996 riuscì ad evitare una strage dando l’allarme bomba.

Purtroppo però da eroe venne considerato il vero colpevole dell’attentato e per quasi tre mesi finì al centro delle indagini e dell’attenzione dei media. Il film è ispirato a un articolo scritto dalla giornalista Marie Brenner per Vanity Fair dal titolo “The Ballad of Richard Jewell” che ricostruisce gli avvenimenti del 30 luglio del 1996 e mostra le persecuzioni mediatiche che subì il povero addetto alla sicurezza come esemplari delle storture che può raggiungere una certa stampa. Il film verrà distribuito nelle sale statunitensi il prossimo 13 dicembre 2019,

Clint Eastwood non abbandona il set
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2019
Genere: drammatico
Regia: Clint Eastwood
Soggetto: articolo di Marie Brenner
Sceneggiatura: Billy Ray
Produttori: Clint Eastwood, Tim Moore, Jessica Meier, Kevin Misher, Leonardo DiCaprio, Jennifer Davisson, Jonah Hill
Casa di produzione: Malpaso Productions, Appian Way Productions, Misher Films, 75 Year Plan Productions
Distribuzione in italiano: Warner Bros. Pictures
Fotografia: Yves Bélanger
Montaggio: Joel Cox
Musiche: Arturo Sandoval
Scenografia: Kevin Ishioka

Attori e personaggi:

Paul Walter Hauser: Richard Jewell
Sam Rockwell: Watson Bryant
Kathy Bates: Bobi Jewell
Jon Hamm: Tom Shaw
Olivia Wilde: Kathy Scruggs
Ian Gomez: Eric Rudolph
Dylan Kussman: Bruce Hughes
Mike Pniewski: Brandon Hamm

 

L.M.

Il cinema come non ne avete mai sentito parlare: recensioni, trailer, video e tante altre curiosità sul cinema del passato e recente….Con un occhio di riguardo ai film in uscita nelle sale

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