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Sophia Loren con la sorella Anna Maria

Sophia Loren con la sorella Anna Maria

Sophia Loren con la sorella Anna Maria a Venezia nel 1955

Sophia Loren con la sorella Anna Maria
Sophia Loren con la sorella Anna Maria. Sophia Loren è nata nel 1934 Sofia Villani Scicolone, prese il nome d’arte con cui è conosciuta e famosa in tutto il mondo nei primi anni cinquanta, agli albori della sua carriera. Anna Maria nacque l’11 maggio 1938 nella casa dei nonni a Pozzuoli, quando il loro padre Riccardo aveva già lasciato la madre Romilda Villani. Il cognome ad Anna Maria venne riconosciuto solo molti anni dopo.

Una vicenda triste quella di Anna Maria che dovette lottare in tutti i modi per poter ottere il riconoscimento del padre che non ne voleva sapere di farlo

Il padre Riccardo si rifiutò per anni di darle il suo cognome, fu solo grazie all’intervento della sorella Sophia riuscì ad ottenerlo. Sophia Loren infatti pare che pagò il loro padre perchè facesse questo gesto.

Questa foto d’epoca ritrae le due sorelle felici e spensierate mentre si trovavano a Venezia nel 1955. Sophia Loren aveva iniziato da cinque anni la sua lunga e fortunata carriera di attrice, avendo però all’attivo già numerosissime pellicole di successo.

Anna Maria Villani Scicolone, detta Maria, ha all’attivo una carriera di cantante e personaggio televisivo, non ha scelto di intraprendere le orme della sorella. Ha inciso due 45 giri, il primo nel 1971 intitolato “È impossibile/I can’t give you anything by love” ed il secondo nel 1972, questa volta col titolo “Non finisce mai/Non finisce mai”.

L.M.

 

Le mutande di Ritorno al futuro indossate da Marty

Le mutande di Ritorno al futuro indossate da Marty McFly

Ecco quale ora il vero marchio che c’era sulle mutande di Ritorno al futuro, nella traduzione italiana si crea un anacronismo facilmente evitabile utilizzando un Brand diverso da Levi Strauss in luogo dell’originale

Le mutande di Ritorno al futuro indossate da Marty McFly
Le mutande di Ritorno al futuro. Il nome che Lorraine Baines da al figlio Marty in Ritorno al futuro non è Levi Straus come nella versione doppiata in italiano o spagnolo, ma Calvin Klein. In quella francese invece viene chiamato Pierre Cardin.

Un motivo c’è: in Italia nel 1985, l’anno in cui è uscita la pellicola, nessuno sapeva che marca fosse la Calvin Klein. Il marchio non aveva ancora spopolato da noi come già aveva fatto negli Stati Uniti. Il marchio Calvin Klein diventa infatti popolare e molto venduto nel nostro paese a partire dagli anni novanta.

Le mutande di Ritorno al futuro indossate da Marty McFly
Un pasticcio creato dai traduttori italiani e spagnoli, che crea problemi spazio – temporali, curioso pensando alla tematica dei viaggi nel tempo di cui tratta il film

Ve ne renderete conto se provate a guardare Ritorno al futuro in lingua originale. Questa scelta dei traduttori italiani crea un anacronismo, che in lingua originale non c’è: negli Stati Uniti del 1955 i Levi’s erano già molto conosciuti. La Levi’s è nota addirittura fin dalla fine del XIX secolo e quindi Lorraine non avrebbe mai potuto pensare che quel ragazzo venuto dal nulla si chiamasse Levi Strauss, dopo avere letto questo nome sulle sue mutande ed i Jeans di Marty.

Ecco perchè in lingua originale Lorraine chiama Marty Calvin Klein, un nome che negli anni cinquanta non significava nulla, perchè l’azienda, fondata dall’omonimo stilista, nacque solo nel 1968. Proprio l’anno in cui nella finzione cinematografica nasce Marty McFly, chissà se gli sceneggiatori  Robert Zemeckis (anche regista) e Bob Gale ci avevano pensato.

Luca Miglietta

Confessioni di Marco Giallini

Le confessioni di Marco Giallini a Vanity Fair

Le confessioni di Marco Giallini lo scorso alla popolare rivista di Gossip e moda

Le confessioni di Marco Giallini
Vi riportiamo un pezzo molto interessante delle confessioni di Marco Giallini, che il popolare attore interprete di Rocco Schiavone ha rilasciato il marzo scorso al giornalista Malcom Pagani .

È novembre e sto guidando la mia moto. La macchina che mi precede sfiora il paraurti di un camion e si ribalta. Provo a evitarla e mentre stringo le dita sul freno, due secondi prima dell’impatto, capisco che sto morendo. Per cui quando sei più di là che di qua rivedi tutta la tua vita passare in un istante. Una volta riaperti gli occhi con il casco sulla testa il palato, il bacino, il coccige in mille pezzi e più di cinquanta fratture in tutto il corpo. Fosse tutto simile a un sogno, come succede solo al cinema. Recuperando in tre mesi quando secondo i medici avrei dovuto metterci almeno un anno. Sul set di Romanzo criminale ero pieno di antidolorifici e mi reggevo in piedi a stento.

Avevo un corpo martoriato e ogni tanto, tra gambe, polso e braccia, mi si addormenta ancora tutto. La chiamano parestesia, ma ci vivo bene. Così bene che non ne potrei quasi fare a meno. Avete presente quando si è troppo felici e si ha paura che quella felicità finisca? Quello che mi è successo in fondo mi riporta alla mia natura: stare sempre all’erta. Se ti distrai, è finita. Se fossi stato un miracolato l’incidente non l’avrei fatto, avrei scartato di lato e sarei caduto come il bufalo cantato dal mio amico De Gregori.

Questa storia per prima cosa mi ha insegnato che poteva succedere anche a me. Che non ero immortale e non ero neanche Dio. Io sono intelligente. Se sei intelligente non puoi pensare di morire. Per terra, la notte dell’incidente mi dissi: “Cazzo, qui si mette male”, e poi, una volta superato il pericolo che il cuore, con tutte quelle emorragie interne, non reggesse, mi dissi un’altra cosa… Che, anche se sfortunatamente non ero io, Dio doveva esistere per forza…

L.M.

Scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III

Scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III

Scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III, quando gli effetti speciali erano veramente speciali

Scena del treno di Ritorno al futuro - Parte III
Ecco una foto che spiega come è stata girata la scena del treno di Ritorno al futuro – Parte III. Sono stati utilizzati dei modellini che riproducevano sia la locomotiva del treno a vapore, che la DeLorean DMC-12.  Intanto la scena veniva ripresa con un cinepresa montata a bordo di una macchina che procedeva lentamente accanto ai modellini che si muovevano sulla finta ferrovia della Hill Valley del vecchio West.

Sorge spontane la battuta di Doc nel primo film della saga di Ritorno al Futuro: “Scusa la rozzezza di questo modello ma non ho avuto il tempo di farlo in scala e di dipingerlo”. Battuta fatta quando il dottor Emmett Brown nel 1955 mostra all’amico Marty McFly il modellino che spiega come riportarlo nel 1985 sfruttando la forza del fulmine.

Scena del treno di Ritorno al futuro - Parte III di zemeckis
Erano anni in cui la computer grafica non era ancora entrata nel mondo del cinema in maniera massiccia, altri tempi, in cui l’inventiva e l’immaginazione erano la migliore tecnologia. Il film uscito proprio nel 1990, pochi anni dopo i registi cominciano a capire che possono cominciare a sfruttare le potenzialità della CGI. Gli anni Novanta sono proprio il periodo che segna la svolta definitiva nell’impiego della computer grafica nel cinema.

Ecco alcuni dati della famosissima pellicola cult degli anni novanta

Ritorno al futuro – Parte III (Back to the Future Part III) è un film del 1990 diretto da Robert Zemeckis, terzo e ultimo episodio della omonima trilogia.  La pellicola ha una durata di 118 minuti. Tra gli attori ricordiamo Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Mary Steenburgen, Thomas F. Wilson, Lea Thompson, Elisabeth Shue, Harry Carey Jr., J.J. Cohen, Flea, Dub Taylor, James Tolkan, Sean Gregory Sullivan, Mike Watson, Jeffrey Weissman, Christopher Wynne, Ricky Dean Logan, Bill McKinney, Marvin J. McIntyre

L.M.

Joaquin Phoenix parla del fratello River

Joaquin Phoenix parla del fratello

Joaquin Phoenix parla del fratello River Phoenix,  morto tanti anni fa e attore come lui, fratello che è stato determinante nella sua carriera da attore

Joaquin Phoenix parla del fratello River
Joaquin Phoenix parla del fratello River, senza il quale probabilmente non sarebbe diventato il grande attore che è adesso. Moltissime grandi interpretazioni nella sua lunga carriera, una su tutte forse l’interpretazione di Johnny Cash in Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line. Il suo ultimo film il recente Joker, diretto da Todd Phillips.

Quando avevo 15 o 16 anni mio fratello River Phoenix è tornato a casa dal lavoro con una VHS di un film intitolato Toro scatenato. Mi ha fatto sedere e mi ha fatto vedere il film. Il giorno dopo mi ha svegliato e me lo ha fatto rivedere. Poi ha detto ‘Devi ricominciare da capo a recitare, devi fare così’. Non me lo ha chiesto, me lo ha detto.

E io gli devo la mia carriera e la vita incredibile che mi ha fatto avere. Sono sopraffatto dall’emozione perché sto pensando a tutte le persone che hanno avuto una profonda influenza su di me. Sto pensando alla mia famiglia. Alle mie sorelle Rain, Liberty e Summer, che sono le mie migliori amiche. Sto pensando a mio padre, che mi ha insegnato l’etica del lavoro anche se Todd Phillips potrebbe non essere d’accordo, e a mia madre per essere una costante fonte di ispirazione. Tutto ciò che faccio è per lei….

Joaquin Phoenix parla del fratello River

Si trattava di un’intervista dove Joaquin Phoenix ha presentato anche il suo ultimo personaggio, il perfido e psicopatico Joker, del quale vengono raccontate le origini nell’omonimo film.

Forgiare questo Joker è stato un lavoro incessante. Non abbiamo rispettato le indicazioni iniziali che ci eravamo dati, perché definire in tutto e per tutto Joker significherebbe tradirne la natura e lo spirito sfuggente. È un personaggio difficile da definire, per cui non vorrei definirlo. Non vorrei mai che uno psichiatra capisse davvero che tipo di paziente abbia davanti a lui.

Ammetto che inizialmente ero spaesato, poi Todd mi ha inviato un testo con delle indicazioni che hanno acceso la luce. Di colpo avevo capito. Per arrivare davvero dentro Joker mi sono concentrato sul concetto di perdita, sia affettiva che fisica, perdendo molto peso. Ho cercato di segnare dei lati salienti della sua identità, ma ogni volta che arrivavo a delle risposte facevo un passo indietro. Volevo lasciare un’aura di mistero.

Joker ha una personalità sconfinata, difficile da sondare. Scavando dentro di lui ho trovato cose nuove sino all’ultimo giorno di riprese. Quello che mi ha attratto di questo film era proprio l’approccio personale di Todd, il suo essere indipendente e coraggioso. E così non ho potuto fare alto che imitarlo, ovvero fare per conto mio. Non mi sono riferito a nessuno. Non ho imitato nessuno. Non mi sono distanziato volutamente da nessuno. Ho pensato solo a fare il mio. Questo Joker è semplicemente nostro.

L.M.

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre 2001, dopo l’attentato alle Twin Towers a New York

Arnold Schwarzenegger volontario l'11 settembre
Arnold Schwarzenegger dopo l’attentato dell’11 settembre 2001

Arnold Schwarzenegger volontario l’11 settembre, lo sapevate? Non tutti lo sanno, ma a Ground Zero, subito dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers, Swarzy ha prestato servizio come volontario.

A New York, nonostante sia poco documentato, a cercare superstiti sotto le macerie c’era un certo Arnold Schwarzenegger. L’attore che ha interpretato Terminator ha lavorato intensamente in uno dei giorni più tristi della storia degli Stati Uniti e dell’umanità.  Non solo un eroe al cinema insomma, un eroe in tutti i sensi.

Arnold Schwarzenegger volontario l'11 settembre
Arnold Schwarzenegger a Ground Zero l’11 settembre 2001

Un illustre collega aveva aiutato i superstiti del World Trade Center quella triste giornata per la Grande mela ed il mondo intero.

Più conosciuta la vicenda di Steve Buscemi: l’attore è stato un vigile del fuoco a New York dal 1980 al 1984. Per questo motivo il giorno dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 Buscemi si era recato nella sua ex-caserma per prestare servizio come volontario, lavorando a turni di 12 ore per una settimana a Ground Zero. Come Swartzy ha cercato i sopravvissuti tra le macerie. Per lungo tempo evitò di parlarne e le telecamere, scegliendo di lavorare anonimamente come un qualunque altro vigile del fuoco, ma la storia venne comunque alla luce.

Le foto che vi abbiamo proposto dell’attore austriaco a Ground Zero dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers, le potete trovare sulla sua pagina ufficiale di Facebook e su altri canali social. Quella è la fonte da cui sono state prese queste foto, che documentano un bellissimo gesto poco noto dell’attore.

Luca Miglietta

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson, a breve distanza compare nella pellicola Once Upon a Time in Hollywood e nella serie tv Mindhunter

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate

Quello in Once Upon a Time in Hollywood di Quentin Tarantino non è l’unico Charles Manson interpretato da Damon Herriman, l’attore australiano conosciuto in tv per i suoi trascorsi in Justified veste anche i panni del famigerato criminale statunitense anche nella serie di Netflix Mindhunter.

Sul grande schermo è uscito in molto paesi C’era una volta. . . a Hollywood, dove troviamo un Manson di fine Anni ’60, in televisione abbiamo visto il raccapricciante Charles Manson di Damon Herriman che ha inquietato gli spettatori di Mindhunter

Damon Herriman racconta come abbia affrontato prima il casting della serie tv:

“Mindhunter è nato forse sei mesi prima del film di [Quentin] Tarantino, ma per puro caso si sono girati in un paio di settimane l’uno dall’altro. Onestamente è stata solo una coincidenza. Quando ho avuto il provino per “C’era una volta a Hollywood “, avevo già trascorso mesi e mesi indagando su Manson, quindi era una specie di situazione insolita. Ma in questo caso stavo già facendo Manson [in “Mindhunter”], quindi è stato molto utile per me che conoscevo già il personaggio così bene”

Mindhunter’ came about maybe six months before the [Quentin] Tarantino movie, but by pure chance they shot within a couple of weeks of each other. Honestly it was just a coincidence. By the time I got the audition for ‘Once Upon a Time . . . in Hollywood,’ I had already spent months and months researching Manson, so it was kind of an unusual situation. But in this case I’d already been doing Manson [on ‘Mindhunter’] so it was very helpful for me that I already knew the character so well by that stage.

In C’era una volta. . . a Hollywood, gli spettatori vedono Manson alla porta di Sharon Tate (Margot Robbie) in Cielo Drive nel 1969. Sta cercando il produttore discografico Terry Melcher, il precedente occupante della casa. Il film di Tarantino rivisita in modo immaginario ciò che è realmente accaduto poco dopo: i selvaggi omicidi di Tate-LaBianca orchestrati da Manson ed eseguiti dai membri della sua “famiglia”.

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson 2
Herriman appare in Mindhunter nell’episodio 5. E’ ambientato nel 1980, 11 anni dopo gli omicidi. Gli agenti dell’FBI Bill Tench (Holt McCallany) e Holden Ford (Jonathan Groff) interrogano un Manson barbuto e incarcerato, che ha una svastica incisa sulla fronte, per sondare le profondità della sua psiche contorta. È una scena intensa di 10 minuti in cui c’è un Manson che parla con gli agenti e lascia un’iscrizione inquietante nella copia di Ford del libro di Vincent Bugliosi intitolato Helter Skelter: “Ogni notte mentre dormi io distruggerei il mondo. ”

Damon Herriman non ha caso ha interpretato due volte il ruolo del famigerato criminale americano, si era molto documentato e preparato su di lui

L’attore ha affermato davanti ai giornalisti:

hanno fatto davvero di tutto per il trucco in” Mindhunter. Penso che il [produttore esecutivo] David Fincher abbia voluto rendere la fisicità il più accurata possibile. Hanno usato il truccatore giapponese Kazu [Hiro], che è il migliore del mondo in quello che fa. Ha vinto un Oscar [nel 2018] per il trucco di Gary Oldman in “The Darkest Hour” e quello è stato lo stesso anno in cui abbiamo lavorato insieme a “Mindhunter. Essenzialmente la maggior parte della mia faccia che vedi è in qualche modo protesica. Le persone sono un po ‘tipo” Wow, come hanno trovato qualcuno che assomiglia tanto a Charles Manson?’ Beh, non assomiglio tanto a Charles Manson.”

Herriman ha affermato di aver fatto ricerche su Manson usando fonti d’archivio. Ha evitato di guardare le sue molte rappresentazioni sul piccolo e grande schermo:

avevo visto l’originale [CBS] Helter Skelter, ma probabilmente era 15 anni fa. Ricordo di aver visto la straordinaria interpretazione di Jeremy Davies nei panni di Manson nel remake [2004] di Helter Skelter. Lui e io abbiamo lavorato insieme in Justified. Non sono tornato a guardare [le altre rappresentazioni] perché pensai: “Beh, potrei diventare un po’ confuso se stai facendo Manson o facendo qualcun altro Manson.

Ho solo pensato che fosse più semplice guardare il vero ragazzo il più possibile. E ho compilato un piccolo video, della durata di otto minuti, che aveva il maggior numero possibile di frammenti l’uno dell’altro perché aveva così tante versioni diverse di se stesso che ha presentato.

Charles Manson è scomparso nel 2017 al Kern County Hospital di Bakersfield all’età di 83 anni.

Damon Herriman due volte nei panni di Charles Manson 3
Margot Robbie nei panni di Sharon Tate in C’era una volta a… Hollywood

C’era una volta. . . a Hollywood

Data di uscita: 18 settembre 2019
Genere: Commedia, Drammatico
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 145 min
Anno: 2019
Regia: Quentin Tarantino

Attori:
Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino, Timothy Olyphant, Emile Hirsch, Zoe Bell, Dakota Fanning, Kurt Russell, Damian Lewis, Michael Madsen, Luke Perry, Julia Butters, Clifton Collins Jr., Scoot McNairy, Nicholas Hammond, Maurice Compte, Damon Herriman, Lew Temple, Margaret Qualley, Spencer Garrett, Austin Butler, Mike Moh, Rafal Zawierucha, Lena Dunham

Distribuzione:
Sony Pictures Italia/Warner Bros. Pictures Italia
Sceneggiatura:
Quentin Tarantino
Fotografia:
Robert Richardson
Montaggio:
Fred Raskin

L.M.

Samara challenge

Samara challenge

Samara challenge, decine di avvistamenti in tutta Italia della bambina dell’horror, ultimo avvistamento nel foggiano a Manfredonia, in centinaia nella notte davanti al cimitero

Samara challenge
The Ring, Daveigh Chase nei panni di Samara Morgan

Samara Morgan, anzi uno dei numerosissimi emuli della ragazzina protagonista del film “The ring“, sta spaventando negli ultimi giorni tutta Italia con la “Samara challenge“. Si tratta dell’ultima pazzia diventata virale sui social che invita le persone a travestirsi come la protagonista del celebre horror: lunghi capelli neri che le coprono la faccia ed un inquietante lenzuolo bianco.

I primi avvistamenti si sono verificati a Cagliari, Gragnano (in provincia di Napoli), Catania e nella Capitale, dove sono stati segnalati diversi avvistamenti: Quarto Miglio Appio, Torre Gaia, Tuscolano, Centocelle, Pigneto, Casal Bruciato, San Basilio e Casal Monastero.

A Casal Monastero ieri sera i poliziotti, allertati da decine di segnalazioni di cittadini preoccupati, hanno cominciato ad indagare. Una ragazza sulla pagina Instagram Welcome to favelas, ha denunciato: “Stanotte mentre tornavo a casa a San Basilio, in via Corinaldo è entrata Samara dentro al portone con un coltello. Per scappare sono caduta, guarda” e mostra sul social una sua foto con lividi ed escoriazioni.

Gli inquirenti non son sicuri che la testimonianza sia attendibile, in ogni caso la tensione nella capitale è alta, tanto che c’è chi prevede il rischio di reazioni spropositate. Sono molti i pericoli che si corrono facendo la Samara Challenge, è imprevedibile il modo in cui possa reagire una persona che incontra per strada una ragazza vestita di bianco, con i capelli lunghi che le coprono il volto e con un coltello nascosto sotto la tunica. Sono già molte le segnalazioni di colluttazioni e pestaggi ai protagonisti della Samara Challenge, causati da vittime dello scherzo che hanno reagito malamente all’aggressione.

Fabrizio Montanini, il presidente del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio racconta la preoccupazione degli abitanti del quartiere Tiburtino per il fenomeno: “Siamo pronti a fare le ronde, non è escluso che ci mascheriamo anche noi pur di prendere questa persona e assicurarla alla giustizia. Bisogna fargli capire che non è tollerabile che vada nei parchi e per le strade a spaventare le persone in piena notte”.

Sono tante le foto pubblicate sui social scattate a Roma che riguardano il Samara challenge, vediamo Samara Morgan in piazza, accanto a un cassonetto in fiamme a Monti Tiburtini, in una area giochi e, rincorsa da alcune persone indispettite tra San Basilio e Centocelle a bordo di una Smart di colore blu di cui è anche visibile la targa. Sarà però in questo caso facilmente identificato l’autore del gesto.

Tanti episodi in tutta Italia, non solo nella capitale, che hanno suscitato molti timori. I catanesi molto critici verso contro il gioco horror, perchè: “Spaventa i bambini

L’ultimo episodio ieri sera nel foggiano a Manfredonia, dove è scattato il panico, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia per allontanare le centinaia  di persone accorse al cimitero per vedere la finta Samara che si trovava proprio all’interno del camposanto. Nei giorni scorsi Samara si era vista anche a Foggia e in altre cittadine della provincia, come San Severo, Cerignola, Ippocampo e Stornara.

Soli due casi risolti fin’ora. In Sardegna è stata identificata dai carabinieri una turista tedesca di 25 anni, ma a suo carico, al momento, non sono emerse condotte penalmente rilevanti.  Era stata vista passeggiare in piena notte vicino al cimitero di Fluminimaggiore, nel Sulcis. In Sicilia invece una trentenne è stata denunciata dalla polizia a Niscemi per procurato allarme, dopo che si è scoperto che era lei a vestirsi come Samara.

L.M.

Morto Rutger Hauer

E’ morto Rutger Hauer

E’ morto Rutger Hauer, il replicante di Blade Runner scompare a 75 anni. Una lunghissima carriera con più di 170 pellicole

E' morto Rutger Hauer
E’ morto Rutger Hauer a soli 75 anni, oggi è un giorno molto triste per il mondo del cinema. L’attore olandese divenne popolare in tutto il mondo per il suo ruolo in Blade Runner di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford. La conferma viene dall’agente Steve Kenis che a Variety ha detto che l’attore è morto il 19 luglio nella sua casa in Olanda e il funerale si è svolto oggi lontano da occhi indiscreti.

Sorge spontaneo pensare al monologo di Roy Batty, il personaggio che interpretava in Blade Runner, entrato nella storia del cinema:

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire

E' morto Rutger Hauer 2
Tra i primi a ricordare Rutger Hauer è stato il regista Guillermo del Toro in un Tweet, poi lo hanno seguito moltissime altre personalità legate al mondo del cinema e semplici fan

RIP the great Rutger Hauer: an intense, deep, genuine and magnetic actor that brought truth, power and beauty to his films. My personal favorites: Flesh + Blood, Eureka, The Hitcher, Blade Runner, Ladyhawke and Blind Fury. pic.twitter.com/1F2Via3mLY — Guillermo del Toro (@RealGDT) July 24, 2019

 Rutger Hauer è morto
Tra i film che lo hanno visto protagonista anche I falchi della notte (Nighthawks) del 1981, al fianco di Sylvester Stallone, Ladyhawke (1985) di Richard Donner accanto a Michelle Pfeiffer, The Hitcher – La lunga strada della paura (1986) diretto da Robert Harmon e La leggenda del santo bevitore (1989) di Ermanno Olmi.

L.M.

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar

L’auto elettrica deve far rumore per motivi di sicurezza, così Bmw ingaggia il compositore di Interstellar. Hans Zimmer dovrà creare i suoni delle future auto elettriche della casa tedesca

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar
Bmw ingaggia il compositore di Interstellar. L’auto elettrica ha un problema che le omologhe tradizionali non avevano: non produce rumore. Se da un lato ha il vantaggio di aver un pressoché nullo impatto acustico molto positivo nelle città caotiche e di avere emissioni che rasentano lo zero, dall’altro un’auto silenziosa può diventare pericolosa

Non emettendo praticamente alcun suono, tranne quello prodotto delle gomme sull’asfalto i pedoni potrebbero non accorgersi del sopraggiungere di un’auto elettrica. Il legislatore europeo ha così deciso di intervenire per evitare questo pericolo, obbligando i costruttori a dotarsi di un sistema denominato AVAS, dal primo luglio 2019. AVAS è l’acronimo di Audible Vehicle Alert System.

Questo nuovo sistema, montato a bordo di tutte le vetture, dovrà riprodurre un suono con una tonalità decisa e chiara di un’intensità di almeno 56 decibel, fino a 75 quando la velocità è di 20 km/h. In questo modo sarà garantita la sicurezza e l’incolumità dei pedoni e dei soggetti particolarmente a rischio come le persone con disabilità visiva.

Bmw ingaggia il compositore di Interstellar e il gladiatore
La BMW, come altre case automobilistiche concorrenti, da molto tempo sono sensibili al problema della pericolosità di un’auto silenziosa

Da dieci anni circa la BMW sta lavorando ai “rumori” delle le sue future auto elettriche e la collaborazione con il compositore cinematografico hollywoodiano Hans Zimmer sarà decisiva a sviluppare il suono perfetto. Il compositore ha lavorato con Renzo Vitale, ingegnere acustico della casa automobilistica tedesca, per creare “drive sounds” e “sound signs”, ossia il “rombo” della future BMW.

Hans Zimmer ha spesso collaborato col regista Christopher Nolan realizzando le colonne sonore della trilogia de Il Cavaliere Oscuro, Interstellar, Dunkirk e Inception. Il compositore ha anche composto la colonna sonora di altre famosissime pellicole come Il gladiatore, L’ultimo samurai, I pirati dei Caraibi ed il cartone Il re leone.

Luca Miglietta

Il cinema come non ne avete mai sentito parlare: recensioni, trailer, video e tante altre curiosità sul cinema del passato e recente….Con un occhio di riguardo ai film in uscita nelle sale

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