Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday assieme a molte altre personalità francesi e di altri paesi legge Chanson des Escargots qui vont à l’enterrement

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Ieri, oltre a Marion Cotillard di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, anche Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday. Alla cerimonia tenutasi nella chiesa della Madeleine, dopo che quattro musicisti hanno suonato diversi pezzi di Johnny Hallyday davanti alla sua bara, ha preso la parola l’attore Jean Reno, che ha letto una poesia di Jacques Prévert intitolata Chanson des Escargots qui vont à l’enterrement.

Questo testo è stato scelto dalle figlie del cantante Jade e Joy e dalla loro madrina; racconta la storia di due lumache che vanno alla sepoltura di una foglia morta. Ecco il testo letto da Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday:

Chanson des Escargots qui vont à l’enterrement

A l’enterrement d’une feuille morte

Deux escargots s’en vont

Ils ont la coquille noire

Du crêpe autour des cornes

Ils s’en vont dans le soir

Un très beau soir d’automne

Hélas quand ils arrivent

C’est déjà le printemps

Les feuilles qui étaient mortes

Sont toutes réssuscitées

Et les deux escargots

Sont très désappointés

Mais voila le soleil

Le soleil qui leur dit

Prenez prenez la peine

La peine de vous asseoir

Prenez un verre de bière

Si le coeur vous en dit

Prenez si ça vous plaît                                     Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

L’autocar pour Paris                                          Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Il partira ce soir                                               Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Vous verrez du pays                                       Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Mais ne prenez pas le deuil

C’est moi qui vous le dis

Ça noircit le blanc de l’oeil

Et puis ça enlaidit

Les histoires de cercueils

C’est triste et pas joli

Reprenez vos couleurs

Les couleurs de la vie

Alors toutes les bêtes

Les arbres et les plantes

Se mettent à chanter

A chanter à tue-tête

La vrai chanson vivante

La chanson de l’été

Et tout le monde de boire

Tout le monde de trinquer

C’est un très joli soir

Un joli soir d’été

Et les deux escargots

S’en retournent chez eux

Ils s’en vont très émus

Ils s’en vont très heureux

Comme ils ont beaucoup bu

Ils titubent un petit peu

Mais la haut dans le ciel

La lune veille sur eux

Video della lettura della poesia da parte di Jean Reno: Link 1 streaming youtube

Ecco una traduzione della poesia in Italiano:

Canzone delle lumache che vanno al funerale

Al funerale di una foglia morta
Due lumache se ne vanno
Hanno il guscio nero
La fascia nera nelle corna
Se ne vanno nella sera
Un bellissima sera d’autunno
Ahimè quando arrivano
È già primavera
Le foglie che erano morte
Sono tutte resuscitate
E le due lumache
Sono molto deluse
Ma ecco il sole
Il sole che gli dice
Prendete prendete il disturbo
Il disturbo di sedervi
Prendete un boccale di birra                              Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday
Se ne avete l’animo                                          Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday
Prendete se vi piace
L’autobus per Parigi
Partirà stasera
Girerete il mondo
Ma non prendete il lutto
Sono io che ve lo dico
Annerisce il bianco degli occhi
E poi vi imbruttisce
Le storie dei funerali
Sono tristi e per niente belle
Riprendete i colori
I colori della vita
Allora tutte le bestie
Gli alberi e le piante
Si mettono a cantare
A cantare a squarciagola
La vera canzone viva
La canzone dell’estate
E tutti a bere
Tutti a trincare
È proprio una bella sera
Una bella sera d’estate
E le due lumache
Se ne tornano a casa
Se ne vanno assai commosse
Se ne vanno felicissime
Avendo bevuto tanto
Barcollano un pochino
Ma lassù nel cielo
La luna veglia su loro.‎

Leggi anche: Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

L.M.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday assieme al compagno Guillaume Canet

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Ieri Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday nella chiesa della Madeleine, assieme al presidente della repubblica francese Emmanuel Macron e moltissime altre personalità

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday. Decine di migliaia di fan di Johnny Hallyday si sono riuniti ieri a Parigi il 9 dicembre per il popolare tributo al cantante. Una cerimonia religiosa che si è svolta presso la Chiesa della Madeleine e durante la quale molte personalità hanno fatto un ultimo tributo alla grande rockstar francese. Tra questi, anche la bella Marion Cotillard e il compagno Guillaume Canet.

L’attrice e il compagno, erano molto vicini a Johnny Hallyday, che aveva recitato da poco in Rock’n Roll l’ultimo film proprio dell’attore e regista Guillaume Canet. I tre avevano fatto amicizia sul set ed avevano passato molti momenti felici insieme.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday.

Johnny Hallyday in un’immagine d’epoca

Marion Cotillard aveva già reso omaggio al cantante su Instagram, il giorno della sua morte attraverso la condivisione di una foto di lui sul palco, e l’aggiunta di un commento molto toccante:

Tu vivais selon tes propres règles, ça s’appelle la liberté. Tu resteras ce roi indomptable qui nous a tant fait vibrer et rêver. Tu nous as tant donné Johnny. Ton énergie flamboyante Ta Voix Ton regard si beau teinté d’humour et de bienveillance Ton Rock’n’roll C’était un privilège de te connaître Tu laisses un grand vide. Mon amour éternel se mêle à celui de ta famille tes amis et tes fans. Johnny ta voix résonnera toujours. Repose en paix.

Hai vissuto secondo le tue regole, questo si chiama libertà. Rimarrai questo re indomito che ci ha tanto fatto vibrare e sognare. Ci hai dato così tanto Johnny. La tua energia fiammeggiante, La tua voce Il tuo aspetto così bello tinto di umorismo e gentilezza Il tuo Rock’n’roll. E ‘stato un privilegio conoscerti Tu lasci un grande vuoto. Il mio amore eterno si mescola con quello della tua famiglia, i tuoi amici e i tuoi fan. Johnny la tua voce suonerà sempre. Riposa in pace.

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday

Immagine d’epoca di Johnny Hallyday

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday ha preso la parola nella chiesa della Madeleine. durante la cerimonia religiosa, ed ha letto una lettera dall’apostolo San Paolo ai Corinzi con molta emozione nella voce:

J’aurais beau parler toutes les langues des hommes et des anges, si je n’ai pas la charité, s’il me manque l’amour, je ne suis qu’un cuivre qui résonne, une cymbale retentissante. J’aurais beau être prophète, avoir toute la science des mystères et toute la connaissance de Dieu, j’aurais beau avoir toute la foi jusqu’à transporter les montagnes, s’il me manque l’amour, je ne suis rien.

Versione italiana:

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla.

Leggi anche: Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

L.M.

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non è stato solo il cantante rock più famoso di francia: il rapporto tra Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday (nome d’arte di Jean-Philippe Smet, nato a Parigi, 15 giugno 1943 è considerato uno dei maggiori esponenti del rock francese, in sessant’anni di carriera è riuscito a vendere oltre cento milioni di dischi.

Oggi un milione di persone secondo la prefettura di Parigi hanno partecipato all’omaggio a Johnny Hallyday, morto nella notte tra martedì e mercoledì a 74 anni. In funerali si sono tenuti nella chiesa della Madeleine ed ha partecipato il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

Un presidente della repubblica che, visibilmente commosso, prima della cerimonia funebre ha detto ai milioni di francesi che sono accorsi per l’occasione:

miei cari compatrioti, siete qui per lui, per Johnny Hallyday. Sessant’anni. Sessant’anni di carriera, 1000 canzoni, 50 album e voi siete ancora qui (..). Questo sabato di dicembre è triste, ma bisognava che voi foste qui per Johnny perché Johnny è sempre c’è sempre stato, per voi. Ha sempre cantato per voi. Una storia d’amore, un lutto, la nascita di un figlio, un dolore. È diventato per voi come un amico, un fratello. Johnny era vostro, del suo pubblico, Johnny apparteneva alla Francia. Johnny sarebbe stato felice di vedervi qui.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte.

Johnny Hallyday e Sylvie Vartan

Il discorso del capo dello Stato è stato applaudito da più di un milione di persone presenti danti alla Madeleine, alla Concorde e agli Champs Elysées. Parigi aveva già cominciato ieri a ricordare il cantante perché sulla Tour Eiffel era apparsa la scritta “Merci Johnny” e oggi, prima della cerimonia, il corteo funebre dopo essere passato per Marnes-la-Coquette dove il cantante risiedeva è passato per l’Arc de Triomphe e lungo gli Champs-Elysées fino a Place de la Concorde, dove si è poi diretto verso la chiesa della Madeleine. Tra gli attori presenti alla cerimonia ricordiamo Marion Cotillard e Jean Reno.

Trovate gli interventi dei due attori al funerale in questi due articoli:

Marion Cotillard al funerale di Johnny Hallyday
Jean Reno al funerale di Johnny Hallyday

Tra i suoi più grandi successi musicali vi possiamo ricordare: Viens danser le twist, Que je t’aime (della canzone esiste anche una versione italiana intitolata Quanto ti amo), Retiens la nuit, Marie, Requiem pour un fou, L’enviee Quelque chose de Tennessee.

Ora veniamo alla sua carriera di attore, nella quale Johnny Hallyday è riuscito a togliersi alcune soddisfazioni.                                          Johnny Hallyday e il cinema

Nel 1955, quando era un adolescente, è apparso in Les Diaboliques di Henri-Georges Clouzot. Successivamente, diventando un rockstar, Johnny Hallyday ha iniziato una carriera cinematografica paragonabile a quella di Elvis Presley, apparendo in film come Les Parisiennes, Cherchez l’idole e D’où viens-tu Johnny ?

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte

Non era però entusiasta del suo debutto tanto da commentare in seguito: “on ne me confiait que des merdes” (Mi hanno confidato solo cazzate).

Johnny Hallyday trovò il suo primo ruolo importante in Italia nel 1969: quello di  Hud Dixon nello spaghetti western Gli specialisti, diretto da Sergio Corbucci. L’anno seguente interpreta Vlad in Point de chute, un film poliziesco di e con Robert Hossein.

Nel 1972, Johnny Hallyday recita nel film di Claude Lelouch L’aventure c’est l’aventure, dove suona anche la  traccia principale della colonna sonora del film.

In seguito, in un periodo lungo più di dieci anni, apparirà solamente in una pellicola cinematografica: Le jour se lève et les conneries commencent, commedia del 1981, realizzata da Claude Mulot.

Nel 1985, torna a recitare nella pellicola di Jean-Luc Godard intitolata Détective, un film che viene presentato al Festival di Cannes. La sua interpretazione viene molto apprezzata dalla critica.                                                       Johnny Hallyday e il cinema

Johnny Hallyday nel 1986 recita in Conseil de famille del regista Costa-Gavras.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 1

Nel 1987, Johnny Hallyday è la stella di Terminus, un film di fantascienza simile all’australiano Mad Max 2. Il film francese è però un grosso fallimento commerciale.

Nel 1989 interpreta il ruolo principale della serie televisiva poliziesca David Lansky, anche però in questo caso va incontro a un fallimento: quattro episodi vengono trasmessi su Antenne 2, senza essere apprezzati dagli spettatori.

Nel 1992, recita nella commedia La Gamine, dove interpreta Franck Matrix, anche in questo cosa la pellicola va incontro ad un insuccesso commerciale.

Dopo queste delusioni Johnny Hallyday torna al cinema nel 1999 con Pourquoi pas moi?, film della regista Stéphane Giusti.

L’anno seguente, recita al fianco di Sandrine Kiberlain e interpreta un rocker in Love me della regista Laetitia Masson.                                 Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2003, ha interpretato un gangster ormai invecchiato in L’Homme du train (L’uomo del treno), un film di Patrice Leconte, dove recita accanto a Jean Rochefort.

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 3

Johnny Hallyday e Karin Martin

La sua performance venne apprezzata dalla critica e gli valse il Prix Jean-Gabin.

Nel 2006 recita nel film Jean-Philippe, diretto da Laurent Tuel, dove interpreta un Jean-Philippe Smet che, in un universo parallelo, non è riuscito a diventare una star.

Nel 2009, ha fatto un’incursione nel cinema asiatico interpretando il ruolo principale nel thriller di Hong Kong Vengeance, diretto da Johnnie To.

Nel 2011, all’età di 68 anni, ha debuttato a teatro recitando in Le Paradis sur terre di Tennessee Williams, avendo come partner Audrey Dana e Julien Cottereau e dove viene diretto da Bernard Murat. Gli spettacoli si svolsero al Teatro Edouard VII di Parigi, dal 6 settembre al 19 novembre 2011.                               Johnny Hallyday e il cinema

Nel 2014 recita in Salaud on t’aime (Parliamo delle mie donne) di Claude Lelouch, un film in cui Hallyday recita con Sandrine Bonnaire e Eddy Mitchell.

Nel 2017, recita in Rock’n Roll di Guillaume Canet e in Chacun sa vie diretto da Claude Lelouch.

Luca Miglietta

Johnny Hallyday e il cinema, una grande rockstar prestata alla settima arte 6

Johnny Hallyday e Adeline Blondieau

Woody Allen ancora accusato dalla figlia di molestie

Woody Allen ancora accusato dalla figlia

Woody Allen ancora accusato dalla figlia, questa volta sulle pagine del Los Angeles Times

Woody Allen anWoody Allen ancora accusato dalla figliacora accusato dalla figlia, che spiega perché il padre non ha mai affrontato le conseguenze delle accuse di molestie

Qualche giorno fa sulle pagine del Los Angeles Times c’è stato un lungo intervento di Dylan Farrow, figlia di Woody Allen.  Dylan accusa l’ambiente di Hollywoodiano di aver condannato Harvey Weinstein e di aver invece risparmiato suo padre, pur essendo anche lui stato accusato di molestie.

Dylan ha ricordato come da oltre venti anni, da quando aveva solo sette anni, continua a sostenere che il padre l’abbia abusata sessualmente e abbia persino avuto dei comportamenti inappropriati con lei anche di fronte ad amici e membri della famiglia. A causa di questi comportamenti la ragazza era stata costretta ad entrare in terapia per affrontare la questione.

Il giudice alle prese con il caso di denuncia di abusi sessuali aveva affidato Dylan alla madre Mia Farrow in modo da proteggere la bambina. Il procuratore distrettuale che si occupava della questione sostenne che c’erano gli elementi per processare Allen, ma di aver evitato il processo per risparmiare alla vittima un’ulteriore fonte di stress.

Dylan Farrow inoltre denunciato tutto questo è stato dimenticato dai media grazie al team di avvocati e di esperti in pubbliche relazioni, che possiede Woody Allen. Ha poi puntato il dito contro attrici come Kate Winslet, Blake Lively e Greta Gerwig che hanno condannato le persone al centro delle rivelazioni degli ultimi mesi pur avendo lavorato con Allen ed aver sostenuto di non essere in grado di giudicare le accuse che gli sono state rivolte.

Kate ad esempio aveva dichiarato al New York Times:

senz’altro ci ho pensato. Ma allo stesso tempo, non conoscevo Woody e non so nulla della sua famiglia. Come attore, devi semplicemente fare un passo indietro e dire ‘Non so nulla e non so se sia vero o falso’. Tutto sommato, ho messo da parte e ho lavorato con la persona. Woody Allen è un regista incredibile.

Woody Allen ancora accusato dalla figlia sul Los Angeles Times

Dylan Farrow ha ricordato che nel 1997 il Connecticut Magazine aveva pubblicato un articolo in cui si rivelava che Woody Allen aveva assunto degli investigatori privati che dovevano occuparsi di trovare delle informazioni utili a “ricattare” gli agenti che si occupavano dei casi di abusi sessuali, mentre un anno fa suo fratello Ronan aveva documentato come gli esperti in pubbliche relazioni della 42 Firm entrino in azione non appena emergono delle accuse nei confronti del proprio cliente.

La Farrow prosegue dicendo:

La verità è difficile da negare ma facile da ignorare. Mi si spezza il cuore quando le donne e gli uomini che ammiro lavorano con Allen e poi si rifiutano di rispondere alle domande relative alla questione. Ha significato tantissimo quando Ellen Page ha detto che rimpiangeva di aver lavorato con Allen e quando Jessica Chastain e Susan Sarandon hanno spiegato perché non lo farebbero. Non è semplicemente il potere che permette agli uomini accusati di abusi sessuali di mantenere le loro carriere e i loro segreti. E’ anche la nostra scelta collettiva di considerare situazioni semplici come complicate e conclusioni ovvie come situazioni del tipo ‘chi può dirlo?’. Il sistema ha funzionato con Harvey Weinstein per decenni e continua a farlo con Woody Allen.

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, dopo aver evitato l’argomento per molto tempo

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald

Johnny Depp, Gellert Grindelwald

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, dopo la dichiarazione di David Yates ora tocca alla scrittrice

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, finalmente la scrittrice ha deciso di pronunciarsi sul coinvolgimento dell’attore nei panni di Gellert Grindelwald in Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, sequel di Animali fantastici e dove trovarli.

Poco dopo la diffusione della prima immagine di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald i social infatti  sono stati tempestati di messaggi di odio rivolti alla Warner Bros, all’autrice e alla produzione per aver deciso di continuare il rapporto di collaborazione con l’attore dopo le accuse di violenza domestica mosse da Amber Heard, sua ex-moglie, due anni fa.

Su Twitter addirittura per protesta è nato l’hashtag #TheCrimesOfJohnnyDepp ispirato al titolo del secondo film della saga (I Crimini di Grindelwald). Non sono mancate le richieste di sostituire l’attore sulla scia di quanto fatto da Ridley Scott in Tutti i Soldi del Mondo, in cui il regista inglese ha deciso di interrompere la collaborazione con Kevin Spacey dopo lo scandalo sessuale scoppiato nei mesi scorsi .

Ecco cosa J.K. Rowling ha scritto sul suo sito ufficiale:

Quando Johnny Depp è stato scelto per interpretare Grindelwald, ho pensato che sarebbe stato fantastico. Tuttavia, quando è stato il momento di girare il suo cammeo nel primo film, la stampa ha cominciato a scrivere storie sul suo conto che hanno preoccupato me e tutte le persone più coinvolte nella lavorazione del franchise.

I fan di Harry Potter si sono posti domande legittime e dubbi sulla nostra decisione di continuare a lavorare con Johnny Depp. Come già detto da David Yates, abbiamo naturalmente considerato la possibilità di un recasting e capisco perché alcuni siano rimasti sorpresi e arrabbiati che non sia successo.

L’enorme comunità di grande sostegno nata attorno a Harry Potter è stata una delle più grandi gioie della mia vita. Personalmente, l’incapacità di poter trattare l’argomento apertamente è stata difficile e talvolta dolorosa. Tuttavia, gli accordi garantiti per proteggere la privacy di due persone, entrambe decise a portare avanti la propria vita, vanno rispettati.

Sulla base della nostra comprensione delle circostanze, io e i produttori siamo pertanto decisi a prestare fede alla nostra decisione di casting, ma anche sinceramente felici che Johnny interpreti un personaggio chiave nei film.

Ho adorato scrivere le prime due sceneggiature e non vedo l’ora che “I Crimini di Grindelwald” arrivi al cinema.

Accetto che alcuni non saranno soddisfatti dalla nostra scelta per l’attore che dà il titolo alla pellicola, ma alla coscienza non si comanda. All’interno del mondo della fantasia e all’esterno di esso, tutti dobbiamo fare quello che crediamo sia la cosa giusta.

La Warner Bros. ha a sua volta dichiarato:

Siamo certamente consapevoli delle notizie circolate in merito alla fine del matrimonio di Johnny Depp e prendiamo seriamente la complessità dei problemi sorti. Entrambe le parti coinvolte hanno alluso alla questione con la dichiarazione che “non c’è mai stato intento di violenza fisica o emotiva”.

Date le circostanze e sulla base delle informazioni in nostro possesso, in accordo con i produttori, continuiamo a sostenere la decisione di avere Johnny Depp nei panni di Grindelwald in questo e nei prossimi film.

Intanto le riprese di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald si stanno ancora svolgendo ai Leavesden Studios.

Nel cast fanno parte Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Alison Sudol, Dan Fogler, Johnny Depp e Jude Law. Credence, il cui destino non era chiaro alla fine del primo film, farà ritorno con il volto di Ezra Miller. Kevin Guthrie tornerà a vestire i panni di Abernathy, il capo di Tina al MACUSA, mentre Carmen Ejogo sarà il capo del MACUSA Seraphina Picquery.

Zoë Kravitz dopo una comparsa nel primo film vestirà di nuovo i panni Leta Lestrange, Callum Turner in quelli di Theseus Scamander e Claudia Kim sarà una circense. Accanto a loro troviamo William Nadylam ad interpretare un mago di nome Yusuf Kama. Ingvar Sigurdsson sarà il cacciatore di taglie Grimmson, Ólafur Darri Ólafsson sarà il proprietario del circo Skender, David Sakurai sarà uno dei seguaci di Grindelwald e infine Brontis Jodorowsky sarà Nicholas Flamel, il creatore della Pietra Filosofale.

La sceneggiatura, ambientata nel 1927 è ancora una volta scritta da J.K. Rowling. La trama si svolge alcuni mesi dopo che Newt ha collaborato allo smascheramento e alla cattura del celebre mago oscuro Gellert Grindelwald. Tuttavia, come da lui promesso, Grindewald è riuscito a evadere e ha iniziato a radunare seguaci uniti alla sua causa: il dominio dei maghi su tutti gli esseri non magici. L’unico capace di fermarlo è il mago che una volta chiamava amico: Albus Silente. Ma Silente avrà bisogno dell’aiuto del mago che aveva già ostacolato Grindelwald in passato, il suo ex-studente Newt Scamander. L’avventura ricongiungerà New con Tina, Queenie e Jacob, ma la missione metterà alla prova le loro lealtà costringendoli ad affrontare nuovi pericoli in un mondo magico sempre più diviso e pericoloso.

Il film si svolgerà a New York, Londra e a Parigi e ci saranno anche alcuni richiami alle storie di Harry Potter.

David Heyman, J.K. Rowling, Steve Kloves e Lionel Wigram figurano come produttori mentre Tim Lewis, Neil Blair, Rick Senat e Danny Cohen come produttori esecutivi.

Nel cast tecnico il premio Oscar direttore della fotografica Philippe Rousselot, il tre volte premio Oscar scenografo Stuart Craig, il tre volte premio BAFTA montatore Mark Day, la quattro volte premio Oscar costumista Colleen Atwood, il premio Oscar supervisore degli effetti visivi Tim Burke e il candidato al premio Oscar supervisore degli effetti visivi Christian Manz. Insomma le premesse per I Crimini di Grindelwald sono davvero buone vista la composizione del cast tecnico.

La data d’uscita è fissata al 16 novembre 2018, non ci resta che attendere.

J.K. Rowling risponde alle polemiche su Johnny Depp, Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari: “Un nuovo film con un budget di 7.000 dollari”

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari

Robert Rodriguez sul set

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari, il regista metterà alla prova se stesso e cinque colleghi in occasione di un nuovo show che andrà in onda sugli schermi televisivi.

Robert Rodriguez realizzerà un film con soli 7000 dollari. Robert Rodriguez ha lanciato una sfida ad alcuni colleghi che dovranno cercare, in occasione della serie televisiva inedita Rebel Without a Crew, di realizzare un film con un budget di soli 7000 dollari

Rebel Without a Crew è anche il titolo di un libro scritto nel 1995 da Robert Rodriguez in un formato di diario. Il libro descrive gli inizi del giovane Robert Rodriguez, il suo periodo passato in una struttura dove facevano test medici in modo da guadagnare denaro per la realizzazione di El Mariachi con 7000 dollari, e le sue successive esperienze a Hollywood.

A essere messi alla prova saranno i suoi cinque colleghi Scarlet Moreno, Alejandro Montoya Marin, Bola Ogun, Bonnie-Kathleen Ryan e Josh Stifter e la somma sarà gestita dallo stesso Rodriguez. La somma di 7000 dollari non è una cifra casuale perchè è la cifra con cui venticinque anni fa, nel lontano 1992, aveva girato El Mariachi. La pellicola entrata anche nel Guinness World Records come film a bassissimo budget ad aver incassato al botteghino 1 milione di dollari.

Robert Rodriguez e gli altri registi avranno solo 2 settimane per girare i loro progetti, che poi verranno trasmessi in streaming sulla piattaforma go90 di Verizon Media e su El Rey Network.

Non ci resta che aspettare di vedere cosa verrà fuori da questo esperimento, sicuramente Robert Rodriguez non ci deluderà, possiamo esserne certi.

Jacques Brel e il cinema

Jacques Brel e il cinema

Jacques Brel e il cinema: tutti conoscono la sua carriera di cantante e compositore musicale, meno quella di attore e regista

Jacques Brel e il cinemaIl rapporto tra Jacques Brel e il cinema, uno straordinario cantante prestato alla settima arte con ottimi risultati

Jacques Brel e il cinema. Jacques Romain Georges Brel, nato a Schaerbeek l’8 aprile 1929 non è stato solo il più grande cantautore e compositore belga, ma anche un ottimo attore e regista.

Jacques Brel compose e registrò quasi esclusivamente in francese, tanto che è tuttora considerato nei paesi francofoni uno dei migliori compositori di tutti i tempi, alcune volte includeva nei suoi testi parti in fiammingo, come in Marieke. Registrò perfino alcune canzoni completamente in fiammingo come Le Plat Pays e Les bourgeois, ma a causa della sua scarsa conoscenza della lingua fiamminga, le traduzioni di queste canzoni furono eseguite da Ernst van Altena. Aveva un atteggiamento contradditorio verso i fiamminghi, perché a volte si dichiarava fiammingo e presentava se stesso come un cantante fiammingo, ma allo stesso tempo irrideva il loro stile di vita rozzo con canzoni come Les Flamandes. Alcuni anni dopo Brel si scagliò contro i flamingants, ovvero i sostenitori del movimento fiammingo. In La, la, la (1967) scrisse il verso «Vive les Belgiens, merde pour les flamingants» (Viva i belgi, merda per i “flamingants”), e in Les Flamingants (1977) dipinse i “flamingants” come «Nazis durant les guerres et catholiques entre elles» (Nazisti durante le guerre e cattolici tra di esse).

Nonostante Brel considerasse la Francia come la propria nazione spirituale (viveva per lo più a Parigi) ed esprimesse sovente dichiarazioni negative sulla propria terra, alcune delle sue migliori composizioni sono un omaggio al Belgio se pensiamo a Le plat pays e Il neige sur Liège.

Jacques Brel e il cinemaTra le altre sue composizioni più importanti ricordiamo:

Quand on n’a que l’amour, pubblicata nell’omonimo album del 1957, Ne Me Quitte Pas, brano scritto nel 1958 e pubblicato l’anno seguente, Les bourgeois, contenuta nell’omonimo album del 1962, Ces gens-là, scritta da Brel nel 1966 e La Chanson des Vieux Amants, scritta da Brel nel 1971, considerata una delle canzoni d’amore più belle e poetiche del cantante. La canzone celebra l’amore di una vecchia coppia di innamorati, ricordando i momenti del loro passato insieme. Una frase che risuona spesso nel ritornello è la dichiarazione di un amore che non si è mai spento con l’avanzare degli anni (“Je t’aime encore”, ovvero “Ti amo ancora” ).                      Jacques Brel e il cinema

Nel 1973 sì ritirò nella Polinesia francese, rimanendovi fino al 1977 quando tornò a Parigi e registrò il suo ultimo album. Morì nel 1978 a soli 49 anni di cancro ai polmoni, di cui era affetto da circa dieci anni e fu sepolto nel Calvary Cemetery ad Atuona, Hiva Oa, nelle Isole Marchesi (Polinesia francese) a pochi metri dal pittore francese Paul Gauguin.

Jacques Brel e il cinemaJacques Brel prese parte a svariati film, ma le sue interpretazioni come potrete immaginare non godono della stessa considerazione delle sue intramontabili esibizioni musicali. Ora vi parliamo, dopo esserci fermati come doveroso sulla figura dell’artista musicale, della sua carriere di regista ed attore.

Nel 1967 Jacques Brel ha iniziato la sua carriera cinematografica, comparendo in Les risques du métier di André Cayatte, con Emmanuelle Riva, Jacques Harden e Nadine Alari. Brel ha anche prodotto la colonna sonora con François Rauber. Il film racconta la storia di un’adolescente che accusa il suo insegnante di scuola elementare, Jean Doucet (Brel), di tentare di violentarla. La polizia e il sindaco indagano, ma Doucet nega le accuse. Doucet così deve affrontare un processo. Il film è uscito nelle sale il 21 dicembre 1967. I critici cinematografici hanno elogiato la performance di Brel.

Nel 1968 Brel è apparso nel film, La Bande à Bonnot, diretto da Philippe Fourastié e interpretato da Annie Girardot e Bruno Cremer. Ancora una volta, Brel ha prodotto la colonna sonora con François Rauber. La storia è ambientata nel 1911 a Parigi. Jacques Brel interpreta Raymond-la-science, un anarchico che viene rilasciato dalla prigione dopo aver scontato una condanna. Il film esce nelle sale il 30 ottobre 1968.

Nel 1969 esce il suo terzo film, Mon oncle Benjamin, diretto da Édouard Molinaro e interpretato oltre che dal cantante anche da Claude Jade e Bernard Blier. Anche in questo caso ha prodotto la colonna sonora. Il film è ambientato nel 1750 durante il regno di Luigi XV. Benjamin (Brel) è un medico di campagna innamorato di Manette, la figlia di un locandiere. Il film è uscito nelle sale il 28 novembre 1969.

Nel 1970 Jacques Brel compare in Mont-Dragon, diretto da Jean Valère e interpretato anche da François Prévost, Paul le Person e Catherine Rouvel. La sceneggiatura questa volta è di Robert Margerit. Jacques Brel interpreta il soldato Georges Dormond che seduce Germaine de Boismesnil e viene successivamente cacciato dall’esercito da uno degli amici di Germaine che è un colonnello. Dopo che il marito di Germaine muore, Dormond ritorna al castello della vedova in cerca di vendetta. Il film esce il 16 dicembre 1970.                                                            Jacques Brel e il cinema

Nel 1971 esce il suo quinto lungometraggio, Franz, il primo film diretto da lui stesso. Brel ha anche co-sceneggiato la sceneggiatura con Paul Andréota e ha prodotto la colonna sonora con François Rauber. Il film è stato interpretato anche da Barbara, Danièle Evenou, Fernand Fabre, Serge Sauvions, Louis Navarre, Jacques Provins e François Cadet. Il film parla di Léon (Brel) e Léonie (Barbara), che si incontrano in una casa di riposo per impiegati statali a Blankenberge. Léonie è timida e riservata ed ha un’amica, Catherine che è molto più estroversa. La maggior parte degli uomini è attratta dalla vitalità di Catherine, ma Léon è l’eccezione. Léonie è affascinata dalla personalità di Léon, gradualmente diventa sempre più attratta dal suo comportamento maldestro. Leon e Leonie così innamorano. Gli altri residenti, divertiti da questa improbabile storia d’amore, decidono di ostacolarla, cosa che spinge Léon al suicidio. Il film uscì nelle sale il 2 febbraio 1972 e, benché elogiato dalla critica, non fu un successo commerciale.

Nel 1971 Jacques Brel recita in, Les Assassins de l’ordre (Inchiesta su un delitto della polizia), diretto da Marcel Carné e interpretato da Paola Pitagora, Catherine Rouvel e Charles Denner. Brel interpreta Bernard Level, un giudice provinciale, che presiede ad un caso delicato: un uomo che è stato arrestato per un reato minore è morto durante l’interrogatorio della polizia. Quando Level decide di perseguire i poliziotti e avvia un’indagine, riceve minacce e intimidazioni da coloro che vogliono interrompere le indagini. Il film uscì il 7 maggio 1971.                                           Jacques Brel e il cinema

Nel 1972 esce il suo settimo lungometraggio, L’aventure, c’est l’aventure (L’avventura è l’avventura), diretto da Claude Lelouch. La storia segue cinque imbroglioni che decidono di passare dalla rapina in banca al rapimento politico. Tra i loro primi ostaggi è il cantante Johnny Hallyday. Il film fu pubblicato il 4 maggio 1972 e divenne un enorme successo al botteghino. Durante le riprese del film, Brel conobbe e si innamorò di una giovane attrice e ballerina, Maddly Bamy. Brel trascorrerà gli ultimi anni della sua vita con lei.                                                                     Jacques Brel e il cinema

Nel 1972 Jacques Brel appare in, Le Bar de la fourche, diretto da Alain Levent e interpretato da Rosy Varte e Isabelle Huppert. Brel interpreta Vincent Van Horst, un bevitore che ama la sua libertà e le sue donne. Nel 1916 lascia l’Europa, che viene dilaniata dalla guerra, e si trasferisce in Canada, con l’intenzione di incontrare Maria, l’unica donna che abbia mai amato. Sulla strada per il Canada, incontra un ragazzo che sogna di combattere nella guerra europea. Quando Vincent arriva al Bar de la Fourche, gestito da Maria, la trova però più vecchia. Trova consolazione così in un’altra donna, Annie, che spinge Vincent combattere un duello contro Olivier. Il film uscì il 23 agosto 1972.

Nel 1973 esce il suo nono lungometraggio, Le Far West, il suo secondo lavoro da regista. Il film è stato interpretato da Gabriel Jabbour, Danielle Evenou e Arlette Lindon. La storia parla di Jacques, un cittadino di 40 anni di Bruxelles, che incontra il fachiro Abracadabra che, prima di morire, gli conferisce un potere speciale. Jacques incontra Gabriel, un uomo generoso, che si traveste da Davy Crockett e che segue Jacques senza fare domande. I due compagni e altri nuovi amici partono alla conquista del Far West. Il Far West che cercano non può essere trovato, perché è un luogo immaginario, un pezzo di felicità sepolto nei loro cuori. Proprio come Voltaire cercò l’El Dorado e Antoine de Saint-Exupéry il pianeta sconosciuto. Il film uscì nelle sale il 15 maggio 1973.

Nel 1973 Jacques Brel appare nel suo decimo e ultimo lungometraggio, L’emmerdeur (Il rompiballe), diretto da Édouard Molinaro e co-interpretato da Lino Ventura, Caroline Cellier e Jean-Pierre Darras. Jacques Brel e François Rauber hanno prodotto la colonna sonora. La storia parla del killer Ralph Milan, che lavora per la mafia. Ralph Milan viene pagato per uccidere Louis Randoni, la cui testimonianza in vari processi potrebbe danneggiare l’organizzazione. Ralph aspetta la sua preda nella sua stanza d’albergo, ma viene interrotto dal suo vicino, François Pignon (Brel). Il film esce al cinema il 20 settembre 1973.

Luca Miglietta

Jacques Brel e il cinema

Denis Villeneuve racconta di come ha cacciato Ridley Scott dal set

Denis Villeneuve racconta di come ha cacciato Ridley Scott dal set

Blade Runner 2049, Denis Villeneuve racconta di come ha cacciato Ridley Scott dal set

Blade Runner 2049, Denis Villeneuve racconta di come ha cacciato Ridley Scott dal setBlade Runner 2049, Denis Villeneuve racconta di come ha cacciato Ridley Scott dal set, essendo l’autore della pellicola originale era una presenza troppo ingombrante

La settimana scorsa il regista canadese ha rivelato un curioso racconto di backstage in un’intervista rilasciata a Deadline, che era focalizzata sul suo amore per la fantascienza. Denis Villeneuve racconta di come ha cacciato Ridley Scott dal set di Blade Runner 2049, ovviamente gentilmente si intende.

Ridley Scott essendo il regista della pellicola originale si faceva vedere spesso sul set secondo quanto raccontato da Denis Villeneuve:

Era molto presente perché stavo lavorando con la sua sceneggiatura, le sue idee, il suo universo e i suoi personaggi, quindi pensavo a Ridley tutto il tempo. La mia responsabilità era quella di rispettare e onorare l’eredità del primo film. Ecco, all’inizio della lavorazione mi disse che mi avrebbe concesso tutto lo spazio, tutta la libertà di cui avevo bisogno, che si sarebbe messo da parte e che il film sarebbe stata una mia responsabilità, ma che, se avessi avuto bisogno del suo aiuto, chiaramente ci sarebbe stato. O, se volevo, potevo fare tutto da solo. Ed è stato il più bel regalo che potesse farmi perché non sarei stato capace di lavorare con Ridley che mi controllava da dietro la spalla. Un giorno è venuto sul set e, già dopo pochi minuti, è stato insostenibile averlo alle mie spalle. Ricordo di aver fatto una battuta, gli ho detto “Hey Ridley, chi sono i tuoi registi preferiti?” e lui “Amo Ingmar Bergman e Kubrick” al che io “Anche io amo Bergman. Per questo ti chiedo: come ti sentiresti a stare sul set di un film a dirigere il tuo film con Bergman che ti sta alle calcagna?”. Al che lui è scoppiato a ridere e si è allontanato dal set. Perché stavo cercando di dirigere Harrison Ford e pensavo “No, così non funziona”.

Blade Runner 2049, Denis Villeneuve racconta di come ha cacciato Ridley Scott dal set.Blade Runner 2049 è diretto da Denis Villeneuve e nel cast Ryan Gosling, Harrison Ford, Jared Leto, Robin Wright, Dave Bautista, Barked Abdi, Mackanzie Davis e Ana de Armas.

La pellicola è ambientata alcuni decenni dopo l’originale di Ridley Scott del 1982 e la sceneggiatura è opera di Hampton Fancher, anche co-autore della sceneggiatura dell’originale e Michael Green. Ridley Scott è produttore esecutivo del film e la distribuzione è stata affidata alla Warner Bros nel Nord America e alla Sony Pictures nel resto del mondo. Le riprese sono iniziate il 19 settembre 2016 e sono terminate il 25 novembre dello stesso anno.

Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film della saga di Star Wars

Star Wars: Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film antologico della saga

Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film antologico della saga di Star Wars nei prossimi anni perchè la cosa lo intriga molto

Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film antologico della saga di Star Wars

Denis Villeneuve sul set di Arrival

Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film antologico della saga di Star Wars, come dichiarato in un podcast per MTV

Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film antologico della saga di Star Wars essendo un grande appassionato di fantascienza. La sua passione in effetti si poteva intuire se si considera che le sue ultime due pellicole cinematografiche sono state Arrival e Blade Runner 2049 e che uno dei suoi prossimi impegni in agenda è il nuovo adattamento del romanzo Dune.

Durante il podcast di MTV Happy, Sad, Confused (via ScreenRant) Denis Villeneuve ha dichiarato che sarebbe felice di dirigere un film di Star Wars, ma non uno di quelli appartenenti al filone classico quanto uno dei capitoli antologici.

Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film antologico della saga di Star WarsEcco le parole del regista canadese in merito:

È qualcosa che mi intriga. Non so, è molto difficile come cosa. L’elemento rischioso con Star Wars è che, ora come ora, ha stabilito questo suo vocabolario specifico, proprio. Rogue One è un interessante tentativo di uscire fuori da questo stampo. Credo che sarebbe una grande idea proseguire in questa direzione volta ad esplorare nuove zone della Galassia. È qualcosa che sarei disposto a fare.

Denis Villeneuve è interessato a dirigere un film antologico della saga di Star Wars

Rogue One

Nello stesso podcast Denis Villeneuve ha espresso anche il suo sostanziale disinteresse verso i cinecomic a sfondo supereroistico:

No, non sono interessato perché non fanno parte della mia cultura. Sono franco-canadese quindi la mia cultura è principalmente europea. Sono stato influenzato da autori francesi e belgi e gli europei sono principalmente autori di graphic novel. So molto poco dei supereroi, di molti ignoro anche il nome. Per girare un film sui supereroi devi amare quei personaggi e io sono un estraneo per loro.

Luca Miglietta

Daisy Ridley non tornerà nella saga dopo Episodio IX

Daisy Ridley non tornerà nella saga dopo Episodio IX

Star Wars: Daisy Ridley non tornerà nella saga dopo Episodio IX, l’attrice ci spiega perchè

Star Wars: Daisy Ridley non tornerà nella saga dopo Episodio IX, l'attrice ci spiega perchèStar Wars: Daisy Ridley non tornerà nella saga dopo Episodio IX, l'attrice ci spiega perchè

Star Wars: Il risveglio della Forza

Daisy Ridley non tornerà nella saga dopo Episodio IX, una trilogia e poi dirà addio alla saga

A rivelare che Daisy Ridley non tornerà nella saga dopo Episodio IX è stata la stessa attrice inglese a Rolling Stone. Daisy Ridley ha infatti dichiarato alla popolare rivista americana:

No. Per quanto mi riguarda, non sapevo molto bene di cosa si trattasse quando firmai il contratto. Non avevo letto la sceneggiatura, ma avevo l’impressione che vi fossero coinvolte delle splendide persone, quindi mi dissi “fantastico!” Ora penso di essere stata ancora più fortunata di quanto credessi all’epoca, ora quando torno sul set mi sembra di tornare a casa. Ma no, no, no. Sono molto, molto felice di tornare a fare il terzo film, ma alla fine io ho firmato per fare tre film. Quindi nella mia testa penso al fatto che saranno tre film. Penso che mi sembrerà il momento giusto per concludere questo percorso.

Episodio IX verrà diretto nuovamente da J.J. Abrams e uscirà il 20 dicembre 2019, mentre la nuova trilogia verrà sviluppata da Rian Johnson, che scriverà e dirigerà il primo dei nuovi film.

Nel cast dell’episodio nove torneranno Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Gwendoline Christie, Kelly Marie Tran, Laura Dern e Benicio Del Toro.

Intanto a breve uscirà nelle sale di tutto il mondo Star Wars: Gli Ultimi Jedi, scritto e diretto da Rian Johnson e prodotto da Ram Bergman e Kathleen Kennedy. Uscirà negli USA il 15 dicembre 2017, in Italia saremo più fortunati perchè si potrà vedere nelle sale già il 13 dicembre.